Roma, 4 giu – Simone Di Stefano, leader di CasaPound, risponde oggi punto per punto alle notizie su sgombero e indagini in corso su alcuni degli appartenenti al movimento delle Tartarughe frecciate. Di Stefano parla di manovra politica e di un tentativo di recuperare credibilità da parte del sindaco di Roma Virginia Raggi, che sembra avere una vera e propria ossessione per questa occupazione.

Sul marciapiede di fronte allo stabile di via Napoleone III si assiepano da ore i giornalisti in attesa dell’arrivo del leader di CasaPound per sapere il punto di vista dei diretti interessati dopo che ieri in serata si erano susseguite voci circa uno sgombero e il sequestro dello stabile occupato da quasi venti anni. Di Stefano risponde nettamente alle domande dei giornalisti sullo sgombero: “Non c’è nessuno sgombero in atto, non è stato notificato nulla. Per quanto ci riguarda ne sappiamo quanto voi. Quando arriverà il sequestro faremo ricorso nelle sedi opportune. A Roma ci sono decine di immobili posto sotto sequestro che non sono ancora stati sgomberati“. La stessa risposta Di Stefano la fornisce circa le indagini di cui sarebbero oggetto alcuni esponenti delle tartarughe frecciate: “Noi non sappiamo niente”.

Ma Di Stefano non ha dubbi sulla natura ideologica di questa operazione: “Sappiamo che questo è un attacco politico della magistratura di sinistra nella persona del successore di Palamara all’Anm che è Albamonte, ora non lo è più, ovvero un’area della magistratura politicizzata. L’attacco è politico e strumentale: non si capisce perché la legalità a Roma debba essere ripristinata partendo da questo palazzo e non da altri 100 che sono nella lista della Prefettura, stilata pochi mesi fa”. “Perché si inizia da CasaPound?” si chiede Di Stefano “forse perché la Raggi è in campagna elettorale e ha bisogno di recuperare voti a sinistra sul Partito Democratico?”.  “La Raggi assegni questo palazzo alle famiglie che vivono qui dentro. L’emergenza abitativa non si risolve facendo gli sgomberi”, continua Di Stefano. E sulla parte politica dell’occupazione, Di Stefano è chiaro: “Questo movimento è nato sulle barricate di questa occupazione. Questa occupazione è un simbolo“.

(Video di Alberto Palladino)

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