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Abbiamo rimosso la scritta “CasaPound” dallo stabile di via Napoleone III. La Raggi ha ragione

Roma, 6 ago – “Virginia Raggi ha ragione. In una città diventata latrina e barzelletta d’Italia, la bellezza di una scritta di marmo perfettamente in linea con lo stile razionalista di un palazzo anni ’30 stona troppo. La togliamo momentaneamente in attesa della rinascita di Roma che avverrà il giorno – ormai prossimo – in cui il flagello talebano della giunta raggi sarà definitivamente sconfitto e cacciato dalla Nostra città”. Lo afferma in una nota CasaPound Italia, in risposta alla volontà del Campidoglio di ritenere prioritaria la rimozione di una scritta di marmo in via Napoleone III.

“Quella di Virginia Raggi per CasaPound è una ossessione”, prosegue la nota di Cpi. “Non ha mai speso una parole per le oltre 100 occupazioni rosse di Roma, come l’ex colonia Vittorio Emanuele occupata ad Ostia (alla quale il Comune di Roma paga anche le utenze), mentre non passa giorno che il sindaco di Roma non invochi lo sgombero di CasaPound o si produca in passerelle in via Napoleone III”.

“Questo”, conclude la nota di CasaPound, “mentre la Capitale d’Italia non è mai stata così brutta, sporca e inefficiente, mentre sprofonda tra rifiuti e degrado. Singolare inoltre che il sindaco di Roma si rechi all’Esquilino, rione simbolo del degrado e dell’insicurezza di Roma, solo per lo stabile di via Napoleone III. Un luogo che ha dato rifugio a decine di famiglie italiane in difficoltà e che rappresenta l’unico luogo di cultura del quartiere, come ricordato da vari artisti tra cui il regista americano Abel Ferrara”.

 Il video di Andrea Antonini: perché abbiamo ritenuto di non cadere nella provocazione della Raggi. Perché rimetteremo la scritta quando, presto, se ne andrà a casa.

 

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