Sovranità

Fuori l'Italia dall'Euro e dall'Unione Europea

giovedì 20 dicembre 2018

Global Compact, CasaPound in piazza: "Non basta rinvio, serve no all'immigrazione"


Roma, 21 dicembre - Manifestazione di CasaPound sotto il Parlamento per dire 'no' al Global Compact. Sotto lo striscione "Alcuni italiani non si arrendano", i militanti di Cpi, guidati dal segretario nazionale Simone Di Stefano, in piazza Montecitorio hanno chiesto al governo Lega-M5S di prendere una decisione netta, che tuteli i cittadini.

“Il Global Compact metterebbe al primo posto gli immigrati. Altro che 'prima gli italiani' - ha spiegato Di Stefano - Serve un no che metta al riparo il Paese da questo patto scellerato, globalista, immigrazionista, di ispirazione sorosiana. Il rinvio del governo non è sufficiente. L'Italia deve opporsi chiaramente a un Patto Onu che spalancherà nel futuro le porte ad una immigrazione incontrollata".

D'altra parte, ha aggiunto il segretario di Cpi, "i cittadini italiani non vogliono altri immigrati. Lo dicono i sondaggi, lo dimostrano i fatti. L’Italia ha già una serie di problemi gravi sul fronte della crisi economica, della disoccupazione, della denatalità, che non può permettersi ulteriori flussi migratori".


martedì 11 dicembre 2018

CasaPound, Di Stefano: "A Bari provvedimenti fuori dalla realtà, fummo noi gli aggrediti"

CasaPound, Di Stefano: "A Bari provvedimenti fuori dalla realtà, fummo noi gli aggrediti"
Roma, 11 dicembre - “Le accuse dei pm contro la sezione di CasaPound Bari non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti e sembrano a tutti gli effetti motivate da un pregiudizio politico”. Così il segretario di CasaPound Italia, Simone Di Stefano, commenta il provvedimento del tribunale di Bari che ha disposto la chiusura della sede barese di CasaPound in seguito ai fatti del 21 settembre scorso.
“In primo luogo – spiega Di Stefano – giova ricordare che in quella giornata noi fummo gli aggrediti e non certo gli aggressori: il contatto avvenne infatti nei pressi della nostra sede, in un punto della città in cui i militanti antifascisti non avevano alcuna ragione di passare, se non quella di attaccare Cpi. Un incidente a lungo cercato dall’estrema sinistra, anche nelle settimane precedenti, e infine trovato grazie alla preponderante superiorità numerica dovuta alla manifestazione anti Salvini di quel giorno”. Per il segretario di Cpi, “le perquisizioni hanno dato tutte esito negativo, tanto che ci si è dovuti attaccare a dei manubri da palestra per tenere in piedi il teorema del ‘covo di picchiatori’. Lo stesso dicasi per la copia del Mein Kampf sbattuta a effetto sui titoli dei giornali, ma che non è stata trovata in sede, bensì nella biblioteca personale del padre (peraltro non indagato) di un nostro militante, trattandosi del resto di un testo liberamente venduto in commercio”.
Quanto all’accusa di ricostituzione del Partito fascista, Di Stefano precisa: “Si tratta di una questione già abbondantemente chiarita: CasaPound non vuole ricostituire alcunché, si presenta regolarmente alle elezioni e persegue la via democratica per far valere le proprie idee. La violenza non fa parte dei metodi politici di Cpi, che si limita a difendere la propria agibilità politica quando diventa bersaglio degli attacchi armati dell’antifascismo militante, quello sì eversivo e violento”.


giovedì 6 dicembre 2018

Inaugurazione sedi di CasaPound a Tuscania (VT), Siracusa, Noto (SR) e Pontedera (PI)