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martedì 30 ottobre 2018

Grande Guerra, sabato il corteo di CasaPound a Trieste: "Chi sente l'orgoglio di essere italiano in piazza con noi"

Grande Guerra, sabato il corteo di CasaPound a Trieste: "Chi sente l'orgoglio di essere italiano in piazza con noi"
Celebrare l'unità della nazione per ritrovare lo spirito della vittoria. Questo il senso del corteo organizzato da CasaPound Italia sabato 3 novembre a Trieste, nel centenario della vittoria italiana nella prima guerra mondiale. La manifestazione partirà da Largo Riborgo, dove alle 14 è previsto il concentramento, e terminerà sotto il monumento a Domenico Rossetti, dove si terrà il comizio.
Per il corteo è previsto l'arrivo di una trentina di pullman da tutta Italia: "Di fronte a celebrazioni ufficiali organizzate un po' in sordina, CasaPound compie un gesto a suo modo 'rivoluzionario' e porta a Trieste migliaia di giovani che, come i loro bisnonni un secolo fa, zaino in spalla giungeranno in terra giuliana per manifestare con il Tricolore in mano e ricordare l'unica grande vittoria italiana", sottolinea il segretario nazionale di CasaPound Italia Simone Di Stefano.
D'altra parte, "l'identità italiana è nata sulle trincee del Carso - aggiunge - E' lì che migliaia di ragazzi appena 18enni, che neanche parlavano più la stessa lingua, si sono riscoperti fratelli. Sono quelle trincee che hanno cancellato campanilismi e divisioni durate secoli per far risorgere lo spirito di Roma. Il corteo di sabato - spiega Di Stefano - è un incantesimo per compiere la stessa magia. Per le strade di Trieste non sfileranno militanti di CasaPound ma italiani. E il nostro auspicio è che chi sente ancora l'orgoglio di questa parola sia lì con noi, per mostrare al mondo che l'Italia esiste, è una ed è sovrana, e per il suo popolo la nazione viene prima di tutto, differenze ideologiche comprese".

sabato 27 ottobre 2018

CasaPound a porte aperte, per la prima volta le famiglie di via Napoleone III raccontano le loro storie

CasaPound a porte aperte, per la prima volta le famiglie di via Napoleone III raccontano le loro storie
Roma, 27 ottobre - C’è Mario, che ha 86 anni e da due mesi è rimasto vedovo: vive con una pensione da poco più di 600 euro al mese e condivide la casa con il figlio e la moglie. C’è Laura, che, da casalinga, con il marito operaio e due figlie piccole, un mutuo per una casa non riusciva proprio ad ottenerlo. C’è Patrizio, precario, nato e cresciuto all’Esquilino, che, da quando il padre è morto, divide l’appartamento con l’anziana madre nullatenente. Sono le storie di alcune delle 18 famiglie che vivono a CasaPound e che, per la prima volta, oggi hanno scelto di aprire le porte delle loro case per smontare il ‘caso’ nato in questi giorni con il rinvio dell’ispezione della Guardia di finanza che si è poi svolta ieri.
“Un’iniziativa riuscita che spegne ogni polemica – sottolinea il segretario nazionale di CasaPound Italia Simone Di Stefano – Si è cercato di far passare il messaggio che dentro lo stabile di via Napoleone III si nascondesse chissà cosa. Per questo era giusto riaprire i portoni e far vedere che invece non c’è altro che quello che ora attesta anche un verbale della Gdf: 18 famiglie in stato di emergenza abitativa, ognuna con il suo appartamento dignitoso rimesso in sesto grazie al proprio lavoro, una sala conferenze, peraltro immortalata dalle telecamere di mezzo mondo, e una piccola portineria, dove i ragazzi di CasaPound fanno i turni per evitare che qualche imbecille dei centri sociali assalti il palazzo”.
“Alla Raggi, che avevamo invitato ma non è venuta a trovarci, e anche al ministro dell’Interno, ricordiamo che serve un piano casa. Per rispondere all’emergenza abitativa – ribadisce il segretario di Cpi – non si sgomberano le famiglie per buttarle in mezzo a una strada, serve l’edilizia pubblica residenziale, quelle case popolari che a Roma non si costruiscono più da vent’anni, e serve il Mutuo sociale. La nostra storica proposta di legge che a costo zero per lo Stato consentirebbe a tanti italiani di diventare proprietari di casa. Così come la Costituzione comanda”, sottolinea Di Stefano.
“La nostra Carta infatti garantisce il diritto e l’accesso alla prima abitazione. Mettiamoci tutti in testa che lo Stato e gli enti locali devono risolvere l’emergenza abitativa – conclude il segretario di Cpi – dando una casa ai cittadini e non buttandoli in mezzo a una strada”.

martedì 23 ottobre 2018

Roma, CasaPound: sgomberi e minacce sono fantasie, controllo rinviato e nessun danno erariale

Roma, CasaPound: sgomberi e minacce sono fantasie, controllo rinviato e nessun danno erariale
Roma, 23 ottobre - "Nessuno sgombero in vista per CasaPound, nessun danno erariale, nessuna minaccia alla finanza. Lasciano di stucco le ricostruzioni fantasiose di quanto accaduto, o meglio non accaduto, ieri in via Napoleone III". Lo afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone, che spiega: "Come Cpi ci siamo limitati a concordare le modalità per un controllo nello stabile che avvenisse nel rispetto dei diritti e della sicurezza delle famiglie in grave stato di emergenza abitativa che vi risiedono dal 2003. Quando però ci siamo resi conto che non era possibile garantire minime condizioni di dignità per i residenti vista l'inopportuna presenza di una folla di telecamere, ci siamo limitati a chiedere che si rinviasse il controllo ad altra data".
"D'altra parte - aggiunge Iannone - CasaPound non ha nulla da nascondere. Anzi, è nel nostro interesse che questo controllo avvenga, perché è il modo per dimostrare che il movimento, avendo solo sede legale nel palazzo ed esplicando l'attività politica in senso stretto nelle sezioni sul territorio, non ha recato danni alle casse dello Stato, mentre i locali di via Napoleone III sono utilizzati in via esclusiva per l'emergenza abitativa. Naturalmente, però, non accetteremo mai che questo nostro pur legittimo interesse entri in conflitto con la dignità e i diritti degli italiani che, proprio grazie all'azione di Cpi, hanno trovato casa in uno stabile che era abbandonato da decenni e che prima del nostro ingresso giaceva inutilizzato e nel degrado più assoluto".

giovedì 11 ottobre 2018

Docenti universitari, primari e scrittori a Siracusa per la festa regionale di CasaPound Sicilia

Docenti universitari, primari e scrittori a Siracusa per la festa regionale di CasaPound Sicilia

Palermo, 11 ott – Si chiama “Vesper” la festa regionale di CasaPound Italia che si terrà a Siracusa il 28 ottobre. Alle varie conferenze saranno presenti professori universitari, esperti di agricoltura, primari, autori di libri ed anche il segretario nazionale del movimento Simone Di Stefano. Una piece culturale che la tartaruga frecciata realizza per la prima volta nell’isola dove alle scorse elezioni ha raccolto 12mila preferenze.
“Tra i temi da affontare ci sarà quello dell’accoglienza, prendendo spunto dal libro pluripremiato ‘Popolo in fuga’ di Fabio Lo Bono – annuncia CasaPound in una nota – verrà presentata per la prima volta l’analisi tecnica sulla strage di Montagnalonga a cura del prof. d’Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Palermo Rosario Ardito Marretta, che di recente ha depositato il proprio studio in Procura al fine di accertare la verità sul disastro aereo avvenuto nel cielo siciliano”.
“Ampio spazio sarà poi riservato al rilancio agricolo-commerciale del Made in Sicily con il contributo del prof. di Chimica degli Alimenti Giacomo Dugo dell’Università di Messina, del prof. esperto in Colture Erbacee Orazio Sortino e del primario di Dietologia Giuseppe Trovato del Policlinico di Catania – continua la nota”.

“Al centro dunque la Sicilia, tra storia, politica, economia, salute e inchieste – conclude CasaPound – senza finanziamenti pubblici, con un’organizzazione basata sul volontariato degli aderenti. Anche questo sarà Vesper”.