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CPI Calabria sulla guerriglia di Rosarno PDF Stampa
Venerdì 08 Gennaio 2010 20:16
Reggio Calabria, 8 gen. “E’ cronaca delle ultime ore che migliaia di immigrati clandestini hanno dato vita a duri scontri nel centro di Rosarno dopo che alcuni ragazzini hanno sparato con una pistola ad aria compressa verso gli extracomunitari colpendone qualcuno. Gesto vigliacco che va assolutamente condannato, ma che sembra più un pretesto che una causa”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, responsabile regionale di Casapound Italia in Calabria.

“Da anni - dichiara Gianturco - questi immigrati vivono in condizioni disumane, nel degrado più totale sia igienico che sociale. Hanno creato un ghetto in piena regola occupando ex fabbricati e trasformandoli in dormitori. Per sopravvivere fanno lavori qualsiasi, senza diritti e spesso sottopagati. Una situazione che è figlia dell’immigrazione forzata, voluta dai grossi imprenditori e da chi gestisce l’economia mondiale. Con il consenso della mala-politica, si e' creata una nuova schiavitù, e si e' consentito agli sfruttatori di mascherare il loro vero volto di razzisti con assurde e false affermazioni sull’integrazione e sull’accoglienza dei bisognosi. Ecco cosa succede nel momento in cui gli immigrati realizzano che in Italia non hanno sicurezze lavorative come non ne hanno gli italiani stessi”.

“Finte associazioni umanitarie - afferma Gianturco - guadagnano sulla falsa solidarietà e sulla gestione degli immigrati, creando un business ai danni dei contribuenti e dello Stato, che continua a finanziare queste lobby, causando un forte attrito sociale tra cittadini italiani ed immigrati. Il disagio sociale che si vive da anni a Rosarno, è la conseguenza della politica succube di grossi imprenditori e della ‘ndrangheta, che hanno trovato negli immigrati una manodopera a bassissimo costo, ignorando le vere esigenze lavorative dei cittadini rosarnesi, sempre più precari e sempre più ai margini di qualsiasi contesto lavorativo in città, costretti ad emigrare a loro volta verso il nord del Paese".

"E’ il momento di fermare queste tratte di schiavi - continua il responsabile calabrese - e tutelare i diritti lavorativi dei cittadini italiani, creando sviluppo nelle nostre città e non importando uomini da sfruttare. Esprimiamo la nostra solidarietà - conclude Mimmo Gianturco - verso quei cittadini, attaccati senza alcun motivo nelle loro auto e nelle loro case, poiché sono gli unici a pagare le colpe delle amministrazioni fallimentari e della politica mondiale della globalizzazione”.
 

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