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Progetto Braccia Tese Torino PDF Stampa
Lunedì 04 Gennaio 2010 23:14
bracciatese
I sociologi moderni insegnano come l’attuale società italiana sia dominata da indifferenza e personalismo. Questo è particolarmente vero in tutte quelle situazioni di disagio psico-fisico o sociale, in tutte quelle realtà, come la disabilità ad esempio, dove la vita è conquista giornaliera, lotta continua, sudore e fatica degli interessati e dei loro familiari.

Proprio l'indifferenza dominante dimostra come chi vive quotidianamente queste situazioni sia lasciato ad esse, solo, con una pacca sulle spalle e attestati di coraggio e stima, ma pochi aiuti concreti.

Stiamo ovviamente parlando dello Stato, che da una parte emana leggi a tutela di queste situazioni, e dall'altra non consente di poterne usufruire appieno. La colpa è sempre sua, di “Madame Burocrazia”, quel blocco che opprime, che rende tutto difficile, che porta spesso all'esasperazione e a un senso di impotenza.

Da questa esasperazione che trova la sua ragione nel vivere queste situazioni di persona, nasce un'idea, una follia forse. L’ idea di creare, all’interno della struttura di CasaPound-Italia, una sezione dedicata ai soggetti disabili, disagiati ed a tutte le problematiche in cui può incorrere una comune famiglia, allo scopo di creare quella comunità, lo spirito di essa, partendo dal “Singolo”.
Ma cosa intendiamo per Singolo? Ci riferiamo ovviamente a quel soggetto che conosce questo universo dal proprio punto di vista, ed un’esperienza maturata in anni di battaglia, di vittorie e sconfitte, ed insieme ad esso chi con lui vive e lotta. Il singolo che mette a disposizione degli altri il proprio bagaglio di sapere, e lo condivide. Perché nulla è più forte dell'unione delle esperienze.

Se ad esso si aggiunge un altro individuo, quello che si crea è l’unione delle due conoscenze, se altri ne seguono l’esempio, si crea progressivamente una “Comunità”. Un mondo parallelo alle ASL, un mondo parallelo agli uffici, dove spesso chi sta dietro non è in grado di comprende le necessità. Attenzione, questo progetto non ha certo la pretesa di sostituire gli enti e gli specialisti, ma si colloca come servizio integrato che indirizza verso la “giusta via” da seguire in modo chiaro e senza inutili complicazioni. E’ un orecchio amico che ascolta, che sostiene e consiglia la soluzione più efficace. In concreto, si tratta di mettere insieme le diverse conoscenze in ambito medico, legislativo, amministrativo ed istituzionale nel campo delle disabilità e non solo, per formare una sorta di rete territoriale che indichi le strade corrette e di sicuro risultato per districarsi nel mondo della burocrazia, che dia la sensazione che il problema non sia solo di chi ce l'ha, ma anche di un mondo intorno che può darti la mano e indicarti la soluzione. Tutto questo in fondo non è altro che l’applicazione del concetto stesso di Comunità.

Questa folle idea prende il nome di Progetto Braccia Tese (PBT). Venuto alla luce ormai il 14 giugno 2008, grazie a due militanti di CPI Torino, il progetto è attualmente operativo a livello cittadino e provinciale, ma con l'ambizioso traguardo di estenderlo progressivamente a livello nazionale. In un solo anno di vita il progetto può vantare al suo attivo molteplici collaborazioni e richieste di adesione, con la costituzione di un sito, con conferenze organizzate, come quella sull'abuso di psicofarmaci sui bambini (ADHD), ma anche come voce di denuncia verso le situazioni di discriminazione nei confronti dei disabili. Non sono mancate neanche le iniziative di interesse internazionale, con una conferenza sui profughi tibetani e la possibilità di effettuare delle adozioni a distanza e con l’avvio della raccolta di linguette di lattine d’alluminio da consegnare all’Associazione Popoli in favore del popolo Karen.

PBT però non può rimanere solo un progetto ben strutturato, non può diventare quella realtà solidale in costante crescita senza il prezioso aiuto di ognuno di noi. Il progetto siamo noi, siamo noi come comunità, siamo noi come persone. La vera rivoluzione del progetto è proprio lo spirito con cui nasce. Una concezione che non è solo di sostegno ma che è anche scuola etica per i volontari, per i ragazzi e per tutte le persone che si affacciano al progetto. Ritornando ai concetti espressi all'inizio, se la società è dominata dall’indifferenza e dall’egoismo, impegnarsi attivamente per sostenere gli altri è sicuramente la scuola migliore per apprendere questi concetti ormai dimenticati e, probabilmente, la persona che ci contatterà in cerca di aiuto sarà per noi il maestro migliore. Non più quindi un semplice becero assistenzialismo, non più falsa compassione ma l’impegno sociale come dovere morale, come stile di vita, come Azione.


Contatti:

Sede sociale: Circolo “Asso di Bastoni” Via Cellini 22 Torino
sito: www.bracciatesetorino.tk
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Cell: 3347314146
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