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Napoli-Tre coltellate al petto ad un militante dell'H.M.O
Napoli-1-05-2010 F.C.ragazzo appartenente all'Ass. H.M.O era di ritorno a casa nei pressi di Piazza Garibaldi quando si imbatte in uno dei tanti cortei organizzati a Napoli.Il diciannovenne è stato inseguito aggredito e ferito,ricoverato poi d'urgenza al Loreto Mare dove nonostante abbia perso molto sangue ora sta meglio.
"Siamo sconvolti - affermano i militanti dell'Associazione - per questo atto spregevole e vile ai danni di un nostro fratello. Ancor più siamo irritati dalla menzogna: ci pare assai ridicola, infatti, la giutificazione portata avanti da media di parte e dalla Digos di una provocazione da parte del nostro militante verso un corteo di centinaia di persone non possono giustificare così un tentato omicidio". "Si tratta di un fatto gravissimo - afferma il presidente dell 'Associazione Giuseppe De Simone - i nostri ragazzi non possono più condurre una loro vita privata in modo sicuro. Ora vogliamo risposte, non si possono nascondere dietro la dinamica di opposti estremismi che da tempo affermiamo di rifiutare totalmente. Il ragazzo stava semplicemente tornando a casa. Non è la prima volta che qualcuno dei nostri viene riconosciuto ed aggredito. Questa volta però va sottolineata la volontà di uccidere. F. ha ricevuto tre coltellate senza alcuna pietà solo perchè appartenente al nostro movimento, solo perchè la Sinistra Antagonista non accetta alcuna diversità. Ormai ci appare chiaro che l'Antifascismo militante, supportato dalle istituzioni locali e difeso dalla democrazia del pensiero unico, è pronto ad uccidere".
L'H.M.O. chiede un incontro al Sindaco e alle istituzioni tutte, chiede che si agisca come fatto in altre occasioni anche meno gravi prendendo le distaze, condannando e cercando di arginare questa follia ormai dilagante nei movimenti della Rete Antifascista che in nome di certi "valori" è ormai pronta a toglierti la vita.
Ufficio Stampa H.M.O.
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Napoli: CasaPound Italia, un tentato omicidio con esecutori e mandanti Iannone: serve uno strappo irreversibile, intellettuali e uomini liberi scendano in piazza il 7 maggio
Roma, 2 maggio - ‘’Vogliono il morto, lo avevamo già detto, e questa volta ci sono andati molto vicini’’. Così Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, commenta il tentato omicidio avvenuto ieri a Napoli, dove un militante di Stupor Mundi, associazione organica a CasaPound Italia, è stato raggiunto da tre coltellate al petto: il ragazzo stava tornando a casa insieme a un amico, quando è stato riconosciuto, inseguito e quindi colpito da un partecipante a uno dei cortei per il 1 maggio.
‘’Un tentato omicidio - sottolinea Iannone - con tanto di esecutori e mandanti. E se gli esecutori sono i soliti utili idioti che, con il loro odio cieco e senza soluzioni di continuità, si fanno strumento spesso inconsapevole di logiche che li sovrastano, i mandanti sono le istituzioni che, cedendo ai ricatti della sinistra antagonista, garantendone l‘assoluta impunità, giustificando qualunque azione compiuta nel nome dell‘antifascismo, di fatto autorizzano in maniera criminale questi soggetti ad alzare il tiro. Su chi poi sia la prima ‘mandante’ del tentato omicidio di ieri non c’è dubbio: è la ‘signora di Gomorra’, Rosa Russo Iervolino, lo stesso sindaco che, con lo sgombero dell’Hmo, ha dato il via alla diffusione di una vera e propria strategia per l’annientamento di CasaPound Italia e Blocco studentesco, della quale a piazza Navona erano state fatte solo le prove generali‘’.
‘’Ci provocano, ci aggrediscono, tentano di portarci allo scontro in tutti i modi - aggiunge Iannone - E non fa nulla se non ci riescono. Tanto basta poco per rendere realtà a tutti gli effetti ricostruzioni farneticanti e illogiche dei fatti, se a dargli il sigillo di verità sono l’Anpi, il Pd, la stampa. Basta scatenare una guerriglia urbana e assaltare a colpi di molotov un edificio occupato per giustificare uno sgombero, e Napoli ce lo ha insegnato. Basta difendersi invece che farsi massacrare in silenzio da chi ti vuole negare ogni agibilità politica nelle scuole e nelle università per trasformarsi da aggrediti in aggressori, e piazza Navona, Tor Vergata, Roma Tre ce lo hanno insegnato. Basta indossare una maglietta di CasaPound per essere un ‘provocatore’ che va rieducato a bastonate. E’ un gioco pericoloso, che può finire male, e che va fermato ora. Serve perciò uno strappo irreversibile. Per questo invitiamo gli intellettuali e le intelligenze non conformi a essere presenti il 7 maggio a piazza della Repubblica, a Roma, alla manifestazione del Blocco studentesco e dimostrare da che parte stanno gli uomini liberi. Al di là delle ideologie''.
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