mercoledì 13 settembre 2017

Ius soli, CasaPound: poche chiacchiere e assalto al Senato: così abbiamo vinto

Ius soli, CasaPound: poche chiacchiere e assalto al Senato: così abbiamo vinto

Roma, 13 settembre - “Il Pd ha rinunciato a calendarizzare la legge sullo ius soli a settembre con la patetica scusa che non ha i numeri al Senato. La verità è che non ha i numeri nel Paese e che la sua riforma è stata bocciata innanzitutto dagli italiani. Si tratta a tutti gli effetti di una vittoria di CasaPound Italia, che sin da subito ha dato voce alle preoccupazioni del nostro popolo rispetto a una legge pericolosa e folle”. Lo afferma CasaPound Italia commentando lo stop alla legge sulla cittadinanza.
“La nostra manifestazione sotto a Palazzo Madama – scrive Cpi – fu immotivatamente caricata dalle forze dell'ordine, ma ha mostrato in modo cristallino che esistono degli italiani che non si arrendono alla svendita totale della nostra identità e alla sostituzione di popolo. Tutte le nazioni che hanno leggi in cui l'acquisizione della cittadinanza è facilitata (Francia, Belgio, Gran Bretagna) si ritrovano oggi a essere il vivaio di decine di migliaia di jihadisti, che odiano i loro Paesi d'adozione e disprezzano la nostra civiltà. Il Pd voleva imporre la stessa cosa da noi, in nome del suo sempiterno odio per l'Italia. Noi abbiamo mostrato che per farlo dovevano calpestare l'opposizione di milioni di italiani”.
Per CasaPound, “il passo indietro del Pd è frutto di un calcolo elettorale, a partire, sono parole di esponenti del governo, da un 'clima ostile' che si registra in Italia attorno alla paventata riforma. Ebbene, quel clima ostile lo abbiamo creato noi e lo rivendichiamo con fierezza. Adesso, tuttavia, vigileremo affinché la legge, cacciata dalla porta, non rientri dalla finestra, magari attraverso qualche scambio di favori con qualche partitucolo sempre in vendita al miglior offerente. In quel caso, torneremo a far sentire la nostra voce nelle strade”.



1 commento:

  1. Sì, ma il fatto è che non pare scacciata del tutto. Abbiamo inviato al Giornale centinaia di appelli via e-mail però siccome si sa che i comunisti della voce del popolo se ne fregano, pare l'abbiano solo rimandata. Quelli se vogliono qualcosa lo mettono in atto. Anna Maria

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