sabato 16 aprile 2016

Arezzo, CasaPound ripulisce via El Alamein: “Siringhe e rifiuti, degrado indecente”

Arezzo, CasaPound ripulisce via El Alamein: “Siringhe e rifiuti, degrado indecente”

Arezzo, 16 apr – Questa mattina i militanti di CasaPound Arezzo hanno ripulito via El Elamein e l'area prospiciente via Duilio Nicchiarelli. “Stamani abbiamo provveduto alla pulizia di via El Alamein e del campo nei pressi di via Duilio Nicchiarelli - afferma Francesco Campa, coordinatore aretino di CasaPound – aree cittadine da diversi mesi abbandonate a se stesse. Ringraziamo anche il consigliere Roberto Bardelli per la segnalazione”. “Le vie circostanti vengono quotidianamente pulite – prosegue Campa – mentre le zone dove siamo intervenuti questa mattina sembra siano state dimenticate dalle istituzioni, come ci hanno riferito anche alcuni residenti del quartiere. Siringhe, divani, bottiglie di vetro rotte, pezzi di autovetture gettati lungo la strada. Una situazione di degrado impressionante. Ci auguriamo che sia soltanto una svista, per quanto grave e purtroppo non isolata, considerando gli sforzi sin qui intrapresi dall'amministrazione comunale finalizzati alla riqualificazione delle zone degradate di Arezzo”.
“Con l'azione di stamani – afferma il coordinatore di CasaPound – vogliamo sensibilizzare chi di competenza a svolgere il proprio lavoro e a farlo considerando anche l'importanza che rivestono queste vie per la nostra storia, perché la periferia di Arezzo non può essere ignorata e perché si tratta di aree dall'alto valore simbolico. Via El Alamein è infatti dedicata ai soldati italiani che diedero uno dei più grandi esempi di coraggio nella storia militare degli eserciti di tutto il mondo e via Duilio Nicchiarelli è un omaggio a un martire della nostra terra che ottenne una medaglia d'oro al valor militare. A chi, come recita la motivazione dell'onorificenza da lui ottenuta: 'il 4 giugno 1938, durante un’arditissima azione di mitragliamento a volo rasente su formida bile posizione nemica, colpito in una parte vitale dell’apparecchio, era costretto ad affidarsi al paracadute. Sceso inerme fra le linee nemiche, cadeva sotto il fuoco dell’avversario, immolando la sua giovane esistenza di valoroso soldato.'”
“Crediamo – conclude Campa - che sia davvero il minimo garantire la pulizia di queste strade e confidiamo che da ora in poi si tratterà solo di prassi correttamente svolta. Senza proclami inutili”. 











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