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venerdì 31 luglio 2015

Caso Liberati, CasaPound in prefettura per avere rassicurazioni sulla vicenda

Caso Liberati, CasaPound in prefettura per avere rassicurazioni sulla vicenda
Ascoli Piceno, 31 Luglio – Questa mattina una delegazione di militanti di CasaPound di San Benedetto e Ascoli Piceno si sono recati presso gli uffici della prefettura picena per avere un colloquio con i vertici dell'istituzione relativamente al caso di Massimo Liberati, il pescatore sambenedettese prigioniero in Gambia da 6 mesi, accusato di utilizzare reti da pesca non conformi alle leggi locali.
Da fonti mediatiche – spiega Roberto Ruffini, responsabile sambenedettese del movimento – traspariva una totale latitanza dell'Italia rispetto ad un proprio cittadino, in balia della giustizia del Gambia, dove la nostra nazione non ha un'ambasciata, i consoli onorari non parlano Italiano e la competenza territoriale è di Dakar, il cui ambasciatore italiano è in ferie,e il suo vice non può lasciare il Senegal.”
“La vicenda avrebbe dell'incredibile – continua Ruffini – poiché, messe così le cose, nessun rappresentante diplomatico avrebbe seguito la vicenda di Liberati, il cui processo definitivo si terrà Lunedì 3 Agosto. Abbiamo pensato di recarci immediatamente presso la massima istituzione del territorio per impegnare la Farnesina e gli affari esteri a prendere in carico la questione che riguarda un nostro concittadino.”
“Siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto della prefettura – racconta Giorgio Ferretti, responsabile regionale di CasaPound Marche – che ci ha rassicurato ampiamente sul massimo impegno istituzionale e diplomatico dell'Italia, avvenuto fin dall'inizio della vicenda. Ci duole però constatare che questo impegno non abbia prodotto grandi risultati vista la situazione di stallo con Liberati ancora in Gambia. Nel breve colloquio intercorso sono state smentite le notizie dei giornali garantendoci il filo diretto tra familiari e ministero degli esteri e la massima tutela del pescatore italiano da parte delle istituzioni italiane in ambito internazionale. Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti e che Liberati possa far presto rientro in Italia”.

lunedì 27 luglio 2015

Annone Veneto (VE): CasaPound partecipa al presidio dei cittadini contro l'arrivo dei clandestini

Annone Veneto (VE): CasaPound partecipa al presidio dei cittadini contro l'arrivo dei clandestini

Annone Veneto (VE), 26 luglio 2015 - Da giovedì scorso i militanti di CasaPound Italia sostengono e presidiano assieme ai residenti ed agli esercenti locali, assieme anche a numerose persone giunte dai comuni limitrofi, la palazzina in centro città messa a disposizione da un privato cittadino per ospitare un numero imprecisato di profughi. Il presidio, che ha come centro il bar al primo piano dello stabile, è stato assolutamente pacifico, ma costante e continuo, a dimostrazione dell'assoluta volontà dei cittadini di contrastare quest'ennesima manifestazione delle folli politiche perseguite dal Governo centrale in tema d'immigrazione.

"Al momento - dichiara Tino Bozza, referente locale di CasaPound Veneto - la situazione è incerta, ma sembra che il Prefetto stia considerando soluzioni alternative o addirittura di rivedere il piano di accoglienza. Appare comunque chiaro a tutti quanti come la situazione sia oramai fuori controllo in tutta Italia. E la nuova prassi inaugurata da Roma, di creare questi centri nel bel mezzo di quartieri abitati, all'insaputa dei residenti e bypassando le istituzioni locali, risulta folle ed odiosa. Viene da chiedersi se i politici che sostengono queste politiche indecorose e i funzionari statali che le rendono operative, accetterebbero di fare altrettanto, e con altrettanta leggerezza, nei quartieri da LORO abitati"

"La nostra presenza a sostegno degli annonesi- conclude Tino Bozza - è quindi fortemente apprezzata dalla gente comune, che è stanca di subire questa che si configura come una vera e propria violenza dello stato centrale. Inizia a svilupparsi una volontà di reazione a questo genere di soprusi e di incapacità amministrative. CasaPound Veneto continuerà quindi a dare il suo contributo nel sostenere il presidio, almeno fino a quando non si troverà una soluzione accettabile. Nel frattempo, e come sempre, noi staremo con il popolo e tra la gente".


sabato 25 luglio 2015

Immigrazione: CasaPound in barca a Pavia, "Stop invasione, prima gli italiani"

Immigrazione: CasaPound in barca a Pavia, "Stop invasione, prima gli italiani"
Pavia, 25 luglio - In barca sul Ticino per ribadire che "stiamo subendo un'invasione, con la complicità delle istituzioni". È la manifestazione organizzata oggi da CasaPound Italia Pavia all'altezza del Ponte Vecchio, su cui il movimento ha anche calato lo striscione "Prima gli italiani". Un altro striscione, "Prefetto accoglici a casa tua", è stato esposto dalla barca, simboleggiando così l'arrivo di bisognosi italiani.
"Le istituzioni locali - sottolinea il responsabile provinciale di Cpi, Jacopo Merlini - non hanno imparato nulla dallo scandalo di 'Mafia Capitale'. E il business sulla pelle dei clandestini prosegue. Il nuovo Prefetto, Erminia Rosa Cesari, nel solco del suo predecessore, tiene in piedi l'iniziativa provincia a 'porte aperte', scavalcando il volere dei sindaci e dei cittadini contrari,delegando così l'accoglienza a chi è impossibilitato ad accogliere".
"Abbiamo scelto un luogo simbolo della città come Ponte Vecchio per dare un significato ancora più forte alla nostra protesta. Gli italiani sono alla fame, in questi giorni abbiamo portato pacchi alimentari ad alcune famiglie bisognose, ma chi è preposto a dare risposte a necessità e disagi dei nostri concittadini, nasconde la testa sotto la sabbia".
"Tra gli italiani c'è un risveglio delle coscienze che però non trova corrispondenze nella politica 'tradizionale' e nelle istituzioni. CasaPound, invece, è con gli italiani e per gli italiani e, come già fatto a Villanterio, Voghera e nel resto d'Italia, sarà in prima fila con i pavesi per questa invasione di finti profughi, veri clandestini, deve finire".

Ostia, CasaPound: oltre 250 firme contro degrado, porteremo residenti in municipio

Ostia, Marsella (CasaPound): oltre 250 firme contro degrado via Remi, porteremo residenti in municipio
Roma, 25 Luglio - "Abbiamo raccolto oltre 250 firme di residenti e commercianti della zona di via Remi, un risultato oltre ogni aspettativa. Ripeteremo l'iniziativa è ci presenteremo in municipio con loro, è quello che ci hanno chiesto, qualcuno dovrà ascoltarci". Lo ha dichiarato in una nota Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia sul litorale romano. "Abbiamo toccato un problema molto sentito nel quartiere - ha continuato Marsella - parlato con famiglie costrette ad andare via svendendo la propria casa, donne infastidite la sera che hanno paura di rientrare a casa, persone che ci hanno raccontato di macchine danneggiate in una zona ostaggio di immigrati e sbandati. Una situazione intollerabile a cui deve essere trovata una soluzione".

mercoledì 22 luglio 2015

Immigrati: CasaPound, "La provincia di Pavia ridotta a centro d'accoglienza. Pronti alle barricate come a Roma"

Immigrati: CasaPound, "La provincia di Pavia ridotta a centro d'accoglienza. Pronti alle barricate come a Roma"

Villanterio, 22 luglio – “Contro l’arrivo degli immigrati siamo pronti a sostenere le barricate dei cittadini, come a Casale San Nicola a Roma”. A spiegarlo è il responsabile provinciale di CasaPound Italia Pavia, Jacopo Merlini, all’indomani del consiglio comunale di Villanterio, durante il quale si è parlato dei 22 immigrati fatti arrivare in paese la scorsa settimana. Un decisione contro la quale Cpi era già intervenuta con lo striscione “Immigrati coccolati, italiani dimenticati”.
"Come a Roma e nel resto d’Italia - chiarisce Merlini – diciamo no alla trasformazione del nostro territorio in un centro d'accoglienza a cielo aperto. E diciamo no alla speculazione dei ‘professionisti’ delle cooperative sulla pelle degli immigrati, che avviene con il benestare del governo e di molte altre istituzioni. Portare 48 immigrati in un Comune di 3mila persone equivale a realizzare una piccola invasione. Per questo abbiamo deciso di partecipare al consiglio comunale di ieri”.
“Apprezziamo il tentativo del sindaco, Silvio Corbellini, di opporsi agli arrivi, ma – sottolinea l’esponente di Cpi - vediamo fin troppo bene quello che sta accadendo in tutta Italia: i cittadini e gli amministratori che osano rappresentarli davvero vengono scavalcati e delegittimati, fino a trasformare i territori in polveriere”.
“La provincia di Pavia, dove il vecchio prefetto ha portato a 650 gli arrivi di immigrati, non fa eccezione: è prontissima a partecipare alla cosiddetta ‘gara dell’accoglienza’, ma non fa nulla per gli italiani. Ma se istituzioni e politici abbandonano i cittadini, noi – conclude Merlini - restiamo al loro fianco. Soprattutto sulle barricate”.



sabato 18 luglio 2015

Trieste: CasaPound Italia protesta davanti all'ex centro estivo della Polizia di Muggia, 'va salvato dal degrado e restituito ai cittadini'

Trieste: CasaPound Italia protesta davanti all'ex centro estivo della Polizia di Muggia, 'va salvato dal degrado e restituito ai cittadini'
Muggia (TS), 18 luglio - CasaPound Italia protesta davanti all'ex centro estivo della Polizia di Muggia. Il movimento ha organizzato un sit-in con bandiere e lo striscione con la scritta "Proprietà dei muggesani" per portare alla ribalta dell'opinione pubblica il decennale stato d'abbandono dell'ex sito estivo. "Un sito che era dotato di ogni comfort interno - afferma Nicola Di Bortolo responsabile regionale di Cpi - e che ora giace abbandonato al degrado, da quando, dall'inizio degli anni '90, è stato lasciato all'arbitrio di vandali e sciacalli.
Un centro ricreativo peraltro sconosciuto al catasto cittadino, che compare come strada interpoderale, quindi inesistente", sottolinea Di Bortolo, evidenziando che "è pertanto obbligo dello Stato risolvere questo abuso edilizio per poter dare la possibilità di riutilizzo della struttura".
"Chiediamo - conclude Di Bortolo - che lo Stato consegni questo bene alla comunità muggesana, affinché possa essere riqualificato, attraverso la richiesta di contributi europei, e messo a disposizione come impianto aggregativo ai giovani e alle famiglie della cittadina, dando la precedenza d'occupazione come forza lavoro ai disoccupati italiani".

Lamezia Terme, Gianturco (CasaPound): “Grande successo per la manifestazione contro aumento delle tasse, oltre 300 firme a sostegno della mia mozione”

Lamezia 18 luglio – “Si è svolta ieri sera, nella piazzetta San Domenico la manifestazione di protesta, organizzata da CasaPound Italia e Sovranità, per contestare l’aumento della tassa sui rifiuti e l’accavallamento della Ta.Ri. 2014 con quella relativa al 2015. Grande successo dell’iniziativa con oltre 300 firme raccolte in due ore”. A dichiararlo è il consigliere comunale Mimmo Gianturco, promotore dell’iniziativa.

“Abbiamo illustrato ai cittadini – spiega Gianturco - i punti della mozione presentata giorno 15 luglio alla segreteria del Presidente del Consiglio e che sarà discussa in consiglio comunale. La nostra proposta prevede l’adozione dalla legge n.164/2014 Art.24, ossia la possibilità per i cittadini con reddito basso di fare lavori socialmente utili in cambio dello 
sconto o dell’esenzione dei tributi; Deliberare un Regolamento Comunale che introduca la possibilità del “baratto Amministrativo” inerente alla collaborazione tra cittadini e Amministrazione, e che ne definisca i criteri e le modalità; Applicare sconti ai cittadini ricadenti in quelle aree della città, dove è attualmente attivo il servizio di raccolta differenziata; A posticipare il pagamento della TARI 2015 nel primo semestre 2016; Ad applicare l’esenzione per gli Anziani Pensionati ai sensi dell’art. 1, comma 660, della L. 147/2013 con modalità retroattiva per due anni”. 

“Ringrazio le centinaia di persone che hanno sostenuto la nostra iniziativa – conclude il consigliere comunale – rassicurandoli che la nostra battaglia continuerà fino a quando i cittadini non saranno messi nelle condizioni di poter pagare le tasse dovute”.



venerdì 17 luglio 2015

Roma, CasaPound: vergogna Casale San Nicola, caricati donne e anziani per fare entrare i 'profughi' con lo smartphone

Roma, CasaPound: vergogna Casale San Nicola, caricati donne e anziani per fare entrare i 'profughi' con lo smartphone
Roma, 17 luglio - "Quello che è accaduto oggi a Roma nord è una vergogna per questo paese. Hanno vinto i traditori dello Stato. Hanno provocato gli scontri strappandoci il megafono di mano e dandocelo in faccia, hanno caricato donne e anziani in presidio sotto il sole cocente, e alla fine hanno fatto entrare i sedicenti 'profughi' nella ex scuola Socrate. A bordo di quel pullman non sembravano esserci siriani o eritrei in fuga dalla guerra, ma immigrati nordafricani sulle cui facce più che devastazione abbiamo visto sberleffo: dito medio alzato e smartphone alla mano per riprendere i residenti a piedi mentre loro percorrevano la strada che li portava al centro di accoglienza nell'autobus con l'aria condizionata e sotto l'amorevole scorta della polizia". Lo afferma CasaPound Italia in una nota.
"Siamo stati qua con i residenti per quasi tre mesi e certo non ce ne andremo ora - sottolinea il vicepresidente di Cpi Andrea Antonini - Saremo al loro fianco per continuare questa protesta contro una decisione al di fuori di ogni logica che ha consentito una vera e propria invasione di immigrati in un'area in cui abitano solo 250 famiglie, non ci sono servizi, non c'è presidio delle forze dell'ordine".
"Colpisce - aggiunge Antonini - la determinazione di questi italiani,di queste donne romane, che non hanno esitato ad affrontare a mani alzate le forze dell'ordine per non subire quello che loro stessi giustamente hanno chiamato un abuso di potere. Non stupisce invece lo sbigottimento, la delusione, di fronte alla reazione, per loro giustamente incomprensibile, di uno Stato che mai come in questo caso non si è dimostrato degno di questo nome. Ma è anche da Casale San Nicola che parte la riscossa degli italiani che non si arrendono, di un popolo stanco di subire e che a questo punto esige di essere ascoltato".

Roma, CasaPound: Da qua non ci muoviamo, Casale San Nicola deve rimanere agli italiani
Roma, 17 luglio - "Da qui non ci muoviamo. Casale San Nicola deve rimanere agli italiani. La difenderemo fino all'ultimo". Così il vicepresidente di CasaPound Italia Andrea Antonini, su quanto sta avvenendo nel comprensorio di Roma nord, tra la Braccianese e La Storta dove è imminente l'arrivo di un centinaio di profughi.
"Da quasi tre mesi siamo in presidio 24 ore al giorno, al fianco deiresidenti, per impedire che l'ex scuola Socrate venga utilizzata come centro d'accoglienza per rifugiati, mettendo a rischio la vita quotidiana delle 250 famiglie che vivono qui, alle quali non solo non è stato chiesto nessun parere ma nemmeno è stata data alcuna garanzia di sicurezza - spiega Antonini - In un paese in cui le scuole cadono a pezzi, mancano gli asili nido, la povertà è un problema allarmante, con i tanti italiani costretti a vivere in macchina se non 'suicidati' dalla crisi, investire risorse in questa peraltro disastrosa gestione dell'immigrazione è folle e apre una strada maestra a chi non perde occasione per speculare, come ci ha insegnato mafia capitale".
"Vedere italiani come quelli di San Nicola, uomini e donne di tutte le età, persone normali, che mai avrebbero creduto di impegnarsi in una battaglia come questa, intonare l'inno d'Italia e fronteggiare a mani alzate la polizia, ci fa capire però che per questo paese c'è speranza, che il riscatto è alle porte, e che saranno i cittadini in prima persona a non consentire più gli abusi di potere di chi, ben piazzato sulla sua poltrona, ritiene di poter decidere impunemente sulla loro testa senza che nulla accada".



Roma: a Casale San Nicola arrivano i blindati, residenti con le braccia alzate 'no ai profughi'
Roma, 17 luglio - Braccia alzate e tricolore alla mano i residenti di Casale San Nicola protestano contro l'arrivo di un centinaio di profughi nella ex scuola Socrate, che oramai tutti i segnali danno per imminente.
"Nello spiazzo davanti alla struttura che dovrebbe ospitare i rifugiati, dove i cittadini sono in presidio permanente da quasi tre mesi, sono arrivati i blindati delle forze dell'ordine - fa sapere CasaPound Italia - Le 250 famiglie del piccolo comprensorio tra la via Braccianese e la Storta, al confine tra XIV e XV Municipio, ritengono non solo l'edificio e la zona - molto isolata - inadeguate all'accoglienza, ma temono che l'arrivo di cento migranti su una popolazione di poco più 400 persone, finisca col diventare una vera e propria 'invasione', ingestibile dal punto di vista della sicurezza. Per questo sono determinati a non smettere di lottare neanche adesso, quando di fronte a loro vedono schierate con grande imponenza di mezzi le forze dell'ordine. Una protesta pacifica, certamente, ma che non si arresterà fino a quando non si avrà la certezza che Casale San Nicola resterà a loro".

mercoledì 15 luglio 2015

Pescara: Nuovo successo per il servizio 'Nemica Banca'

Pescara: Nuovo successo per il servizio 'Nemica Banca'

Nuovo successo per 'Nemica Banca', servizio gratuito di assistenza al cittadino nei confronti di banche ed istituti di recupero credito gestito dal movimento CasaPound Italia. In data 11/06/2015 la Commissione Tributaria Provinciale di Pescara ha accolto infatti il ricorso presentato per conto del signor I.M. , ottenendo la sospensione di un pignoramento di 15.240 euro da eseguirsi tramite Soget Spa. "Attraverso questa sospensione, ottenuta in virtù dell'art. 47 D.lgs. 546/92, che prevede la sospensione di un atto qualora questo possa provocare danno grave ed irreparabile, abbiamo impedito che il signor I.M., cassintegrato e con due pignoramenti in atto, potesse vedersi privato dei mezzi necessari alla propria sussistenza". Così CasaPound Italia Pescara in una nota.

"Con questa delibera – prosegue la nota - siamo riusciti a veder riconosciuto il diritto della persona a vedersi tutelata a fronte di vere e proprie pratiche predatorie portate avanti dalle agenzie di recupero crediti. Come 'Nemica Banca' stiamo seguendo numerosi casi simili che siamo sicuri giungeranno parimenti a buon fine, e continueremo a fornire agli abruzzesi in maniera totalmente gratuita tutta l'assistenza possibile contro le pratiche illecite messe in atto da talune banche e finanziarie, favorite in questo dal disinteresse e dall'inazione della politica, che sembra non essere in grado, o peggio ancora non volere, scorgere il danno da queste provocate all'economia regionale e direttamente ai cittadini, che si vedono trascinati in un autentico girone infernale fatto di pignoramenti e diffide bancarie che strappa loro i mezzi di sussistenza e la dignità".


lunedì 13 luglio 2015

CasaPound Italia, al fianco dei residenti di Casale San Nicola per impedire arrivo profughi

Migranti: CasaPound Italia, al fianco dei residenti di Casale San Nicola per impedire arrivo profughi

"Insieme ai residenti ci opporremo in tutti i modi all'arrivo dei profughi a Casale San Nicola". Così in una nota CasaPound Italia, dopo il via libera del prefetto di Roma Franco Gabrielli alla realizzazione di un centro d'accoglienza per residenti asilo nell'ex scuola Socrate, una struttura situata in un'area di campagna tra la via Braccianese e l'Olgiata, al confine tra XIV e XV Municipio.

"Per quasi 80 giorni siamo stati al fianco dei cittadini di Casale San Nicola per impedire che, contro ogni logica e minimo buon senso, in questo quartiere abitato da sole 250 famiglie fossero trasferiti cento migranti - spiega Cpi nella nota - Anche oggi, come sempre, saremo al presidio davanti alla ex scuola Socrate e all'assemblea pubblica fissata per le 21 per protestare contro l'assurda decisione del prefetto di stanziare il centro di accoglienza in un comprensorio isolato, prettamente rurale, dove non c'è illuminazione in strada, il primo esercizio commerciale è a oltre cinque chilometri e la fermata del primo mezzo di trasporto è a quattro chilometri. Un rischio insopportabile per la sicurezza dei cittadini e una follia vista l'assoluta inadeguatezza della struttura.

Non possiamo accettare la prepotenza con cui si decide di autorizzare quella che è a tutti gli effetti un'invasione, in aperto contrasto con la volontà unanime dei residenti. Indigna è che non si trovino i soldi per aprire gli asili nido o per dare una casa popolare agli italiani in difficoltà e si spendano invece milioni di euro per alimentare il business sugli immigrati".


sabato 11 luglio 2015

CasaPound Torino: Pulizia e bonifica dei giardini pubblici di Via Breglio

CasaPound Torino: Pulizia e bonifica dei giardini pubblici di Via Breglio
Torino, 11 giugno: Una decina di militanti di CasaPound armati di scope, cesoie e rastrelli hanno effettuato in mattinata una pulizia e bonifica dei Giardini Pubblici di via Breglio ( quartiere Borgo Vittoria) a Torino.
"Abbiamo restituito questo luogo ai legittimi proprietari - spiega il coordinatore regionale Marco Racca - cioè ai cittadini del quartiere. Prima del nostro intervento il parco era sepolto dall'incuria, dalle erbacce e dall’immondizia. Un luogo di svago per i cittadini ridotto a un tugurio a cielo aperto, divenuto il luogo ideale di ritrovo per spacciatori e tossicodipendenti. Non è ammissibile che i cittadini debbano subire simili soprusi da parte di chi dovrebbe curare i loro interessi e la loro salute. Noi vogliamo che si sentano sicuri, vogliamo tornare a vedere i bambini giocare nei giardini, vogliamo vedere tornare alla vita strade e giardini. Oggi tanta gente ci ha sostenuto ed ha capito che noi non li lasceremo mai soli. Invitiamo tutti i cittadini di Torino a segnalarci queste situazioni in tutti i quartieri in cui vivono - conclude Racca -, dove non arriva la Giunta Comunale governata da Fassino, troppo occupata a prendersi cura degli immigrati voluti dal governo Renzi, noi ci siamo. Siamo pronti a dare tutti noi stessi per questa città e per i suoi abitanti."


Volontari "La Salamandra" e militanti di CasaPound al lavoro nei comuni colpiti dall'uragano in Veneto

Volontari del gruppo di protezione civile "La Salamandra" e militanti di CasaPound al lavoro in aiuto ai cittadini dei comuni veneti (Pianiga, Dolo e Mira) colpiti dall'uragano.


 

Presidio anti-degrado e riqualificazione di CasaPound in centro a La Spezia

Presidio anti-degrado e riqualificazione di CasaPound in centro a La Spezia

"Basta degrado": questo l'appello lanciato da CasaPound Liguria con una azione di riqualificazione e un presidio ieri sera, avvenuto in via del Poggio, nel pieno centro di Spezia. Dalle 18 alle 20 i militanti del movimento hanno riqualificato la zona ripulendola da rifiuti, bottiglie e siringhe e dato vita alla protesta contro un degrado " divenuto insostenibile e inaccettabile per gli abitanti, i residenti, e gli operatori commerciali e turistici".
La zona, nei pressi del noto My Hotel, frequentatissimo da turisti in questa stagione, è abbandonata ad uno stato di incuria, con zone adibite al consumo di droga e alcol. "Ci sono siringhe, bottiglie, immondizia: questa è l'immagine che vogliamo dare di Spezia? Lo chiediamo anche al Sindaco, più volte sollecitato a prendere provvedimenti concreti e operativi", concludono i militanti di Casapound.



venerdì 10 luglio 2015

Blocco Studentesco: "Gender e soldi ai privati, la Buona Scuola è un disastro"

Blocco Studentesco: "Gender e soldi ai privati, la Buona Scuola è un disastro"

Roma, 9 lug - E’ stato appena approvato il ddl scuola fortemente voluto dal premier Matteo Renzi. La cosiddetta Buona Scuola non è altro se non la fase 2.0 delle precedenti riforme che si sono susseguite negli ultimi 20 anni. Si prosegue con il finanziamento agli istituti privati, si continua sulla strada della aziendalizzazione della scuola e, per non farsi mancare nulla, si spalancano le porte all’ideologia gender. Un colpo al cerchio e una alla botte, soldi alle private per far contenti gli alleati cattolici dell’Ncd e ingresso per vie traverse della teoria gender per restare comunque fedeli all’ideologia del secolo. 
Come Blocco Studentesco non ci appassionano tanto le polemiche sul come sia passata questa legge (mancanza di democrazia, decisione prettamente governativa ecc.), o del sistema di assunzione introdotto da questa legge ( se non nella parte che di fatto nega a chi si è laureato oggi di diventare professore prima del 2019!). Lasciamo volentieri queste polemiche a chi ha fatto del sindacalismo una professione, a chi utilizza la riforma per ricatti elettorali (non è un segreto che una larga parte di insegnanti votino a sinistra). 
Per quanto ci riguarda una riforma seria sarebbe dovuta partire dallo studente, non dal resto. L’abbandono scolastico aumenta, il 12% della popolazione è analfabeta(!) e secondo recenti studi, soltanto il 20 % della popolazione possiede gli strumenti minimi indispensabili per orientarsi in una società contemporanea. Questi sono i problemi REALI, da qui bisogna partire per dare un futuro migliore ai giovani e di conseguenza alla Nazione. Ma nella riforma di tutto questo non c’è traccia. 
Quello che poi andiamo a criticare della “Buona Scuola” è l’idea stessa di scuola che si sta venendo a formare. Quello che non ci piace è che le scuole assomiglieranno sempre più a delle aziende. Per noi, come detto, è centrale lo studente. Il soggetto che dovrebbe ricevere dalla scuola gli strumenti per agire nel mondo e per meglio comprenderlo e che invece si trova ad essere una cavia per ideologie alla moda, un piccolo consumatore che tutto valuta con mentalità imprenditoriale. Non c’è interesse ad alzare il livello culturale degli studenti, c’è al contrario interesse a creare un “bravo cittadino del futuro” che niente sa e tutto compra.
Contro questo si alza il nostro grido di dissenso. Contro questa riforma che non è altro che lo specchio dei non-valori che dominano in lungo e in largo la nostra società gerontocratica, il Blocco Studentesco darà battaglia. Ne va del nostro futuro. E per il nostro futuro, per il futuro di questa nostra Nazione siamo pronti a darvi il tormento. E’ una promessa.

mercoledì 8 luglio 2015

Abruzzo: Tagli alla sanità pubblica e più finanziamenti regionali alle cliniche private, striscioni di protesta di CasaPound

Abruzzo: Tagli alla sanità pubblica e più finanziamenti regionali alle cliniche private, striscioni di protesta di CasaPound

Laurenzi (CPI): “Inconcepibile aumentare finanziamenti alla sanità privata e chiudere reparti negli ospedali pubblici”

L’Aquila, 8 Luglio - Forte protesta del movimento CasaPound Italia contro la decisione dell'amministrazione regionale abruzzese di aumentare di oltre 7 milioni di euro il budget per le cliniche sanitarie private accreditate, che sale così da 124 a 131,7 milioni di euro. In nottata numerosi striscioni e volantini sono stati affissi presso gli ospedali pubblici di L’Aquila, Pescara, Chieti, Avezzano, Lanciano, Sulmona e Sant'Omero, per protestare contro questo provvedimento, che giunge in un momento in cui il settore della sanità pubblica abruzzese è oggetto di forti tagli, con la decisione di chiudere i punti nascita di Sulmona, Ortona, Atri e Penne.

“Quella di aumentare il budget per le cliniche private mentre reparti degli ospedali pubblici vengono chiusi per mancanza di fondi è una decisione che lascia semplicemente sconcertati”. Afferma Simone Laurenzi, responsabile abruzzese CPI, in una nota.

“Compiendo un’operazione del genere – continua Laurenzi - l'amministrazione D’Alfonso dimostra di non conoscere il senso dello stato e delle istituzioni. L’accesso alla sanità pubblica, diritto inalienabile dei cittadini, deve essere garantito da chi amministra, ed in questo momento di crisi ci saremmo aspettati piuttosto un taglio alla sanità privata accreditata per garantire l’efficienza e la gratuità del servizio pubblico. Assistiamo invece all’esatto contrario, con il risultato che i cittadini, privati della possibilità di usufruire di un servizio sanitario pubblico ormai al collasso, tra soppressione di reparti e file interminabili per curarsi saranno costretti a rivolgersi con sempre maggior frequenza a strutture gestite da privati a scopo di lucro”.

“Come CasaPound Italia – conclude Laurenzi - proseguiremo nel nostro impegno per sensibilizzare la cittadinanza verso questa opera di distruzione delle istituzioni pubbliche, nella sanità come nell’istruzione come in altri campi, a vantaggio dei privati, portata avanti da una classe politica che in Abruzzo come nel resto d’Italia mostra di non avere a cuore i bisogni degli italiani”.

L'Aquila - Ospedale san SalvatorePescara - Ospedale Civile Santo SpiritoChieti - Ospedale SS. AnnunziataAvezzano - Ospedale SS. Filippo e NicolaAvezzano - Ospedale SS. Filippo e NicolaLanciano - Ospedale F. Renzetti
Lanciano - Ospedale F. RenzettiSant'Omero - Ospedale Val Vibrata
Sulmona - Ospedale SS. Annunziata
Sulmona - Ospedale SS. Annunziata

mercoledì 1 luglio 2015

Cagliari: Blitz di CasaPound sotto la nave che trasporta immigrati

Cagliari: Blitz di CasaPound sotto la nave che trasporta immigrati

Cagliari, 1 luglio -”Stop immigrazione in Sardegna” è il messaggio che reca lo striscioni portato dagli attivisti di CasaPound sotto la nave spagnola dalla quale sono sbarcati ieri 456 immigrati. Scanditi cori e slogan diretti all’ equipaggio della Guardia Nacional che hanno assistito dal ponte della Rio Segura al blitz dei militanti.

“La nostra isola non può offrire un futuro alle migliaia di immigrati che l’ Unione Europea traghetta dalla Libia con navi inglesi, tedesche e spagnole” - afferma CasaPound in una nota – “Troviamo, poi, paradossale che proprio la Spagna da un lato respinga chi cerca di oltrepassare i confini di Melilla e Ceuta sparando proiettili di gomma e fumogeni e dall’ altro scarichi il problema immigrazione sulle nostre coste con tale disinvoltura”.

“È ora di porre fine a questa ignobile tratta di esseri umani giustificata da un buonismo cieco ed esasperato, che spesso cela immensi interessi economici legati allo sfruttamento degli immigrati e che ignora le statistiche sul tasso di rifugiati politici” – continua – ” I rapporti di UNHCR parlano chiaro: su 170 mila immigrati sbarcati lo scorso anno soltanto 22 mila hanno ottenuto lo status di rifugiato, i restanti148 mila sono clandestini“.

“Non possiamo permetterci di mantenerli in hotel e agriturismi sine die con risorse economiche che dovrebbero essere riservate in primo luogo all’ assistenza dei nostri concittadini più poveri, molti dei quali non riescono ad arrivare alla fine del mese” – conclude la nota – “Per questa ragione chiediamo al Prefetto e al Presidente della Regione di procedere al rimpatrio degli immigrati che non possiedono i requisiti indicati dalla convenzione di Ginevra per essere riconosciuti come rifugiati”.



Bolzano, CasaPound occupa stabile abbandonato: Prima gli italiani!

Bolzano - CasaPound occupa stabile abbandonato: Prima gli italiani

Bolzano, 1 luglio - Questa mattina un gruppo di militanti di CasaPound Italia, insieme ad alcuni cittadini in emergenza abitativa e residenti della zona, hanno occupato la vecchia scuola di via Castel Flavon, dimora abusiva di immigrati e in stato di totale abbandono da oltre 10 anni.
"Dopo le numerose segnalazioni degli abitanti esasperati per l'allarmante situazione in cui versa lo stabile, e non avendo ricevuto alcuna risposta dalla Provincia in seguito ad una prima occupazione simbolica del Blocco Studentesco risalente all'inverno scorso, i ragazzi di Cpi hanno occupato oggi questa struttura simbolo del degrado del quartiere, per riqualificarla e restituirla alla cittadinanza" a dichiararlo in una nota è la sezione locale di CasaPound.
"Nonostante questa vecchia scuola, già abusivamente occupata da extracomunitari, sia confinante con dei condomini e con due campetti da calcio frequentati da bambini, gli enti competenti non sembrano intenzionati a risolvere un problema che rischia di diventare sempre più grande. Solo negli ultimi anni infatti, - continuano i ragazzi di Cpi - si sono susseguiti incendi e allagamenti in alcune aree dell'immobile, così come episodi di spaccio, furti, danneggiamenti e sporcizia di ogni genere".
I militanti di CasaPound intendono recuperare i piani superiori dello stabile, con numerose stanze e appartamenti da destinare ai cittadini bisognosi o in emergenza abitativa, mentre nei piani inferiori si vorrebbe procedere con il risanamento della vecchia palestra da adibire a campo di hockey inline.
"Con le istituzioni che lasciano sulla strada i propri cittadini, preoccupandosi di trovare alloggi per gli immigrati - afferma CasaPound - non possiamo tollerare questo ennesimo spreco di denaro pubblico di una struttura che potrebbe ospitare padri separati, disoccupati e famiglie o coppie italiane in difficoltà".
L'immobile, che per metà appartiene alla Provincia e metà all'Ipes, sembrerebbe avere già un progetto per la costruzione di alloggi popolari, ma bloccato da lungo tempo per la mancata approvazione dello stesso.
"Intendiamo poi recuperare i piani inferiori della scuola destinandoli ad attività sportive e di protezione civile, con il recupero della grande palestra, che una volta sistemata avrebbe tutti i requisiti per diventare il campo da gioco delle numerose squadre di 'hockey inline' presenti in città; sport praticato da centinaia di giovani bolzanini, ma colpevolmente trascurato da Provincia e Comune nonostante gli ottimi risultati agonistici. Dove le istituzioni latitano - conclude CasaPound - ci sentiamo in dovere di intervenire in prima persona".