venerdì 31 luglio 2015

Caso Liberati, CasaPound in prefettura per avere rassicurazioni sulla vicenda

Caso Liberati, CasaPound in prefettura per avere rassicurazioni sulla vicenda
Ascoli Piceno, 31 Luglio – Questa mattina una delegazione di militanti di CasaPound di San Benedetto e Ascoli Piceno si sono recati presso gli uffici della prefettura picena per avere un colloquio con i vertici dell'istituzione relativamente al caso di Massimo Liberati, il pescatore sambenedettese prigioniero in Gambia da 6 mesi, accusato di utilizzare reti da pesca non conformi alle leggi locali.
Da fonti mediatiche – spiega Roberto Ruffini, responsabile sambenedettese del movimento – traspariva una totale latitanza dell'Italia rispetto ad un proprio cittadino, in balia della giustizia del Gambia, dove la nostra nazione non ha un'ambasciata, i consoli onorari non parlano Italiano e la competenza territoriale è di Dakar, il cui ambasciatore italiano è in ferie,e il suo vice non può lasciare il Senegal.”
“La vicenda avrebbe dell'incredibile – continua Ruffini – poiché, messe così le cose, nessun rappresentante diplomatico avrebbe seguito la vicenda di Liberati, il cui processo definitivo si terrà Lunedì 3 Agosto. Abbiamo pensato di recarci immediatamente presso la massima istituzione del territorio per impegnare la Farnesina e gli affari esteri a prendere in carico la questione che riguarda un nostro concittadino.”
“Siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto della prefettura – racconta Giorgio Ferretti, responsabile regionale di CasaPound Marche – che ci ha rassicurato ampiamente sul massimo impegno istituzionale e diplomatico dell'Italia, avvenuto fin dall'inizio della vicenda. Ci duole però constatare che questo impegno non abbia prodotto grandi risultati vista la situazione di stallo con Liberati ancora in Gambia. Nel breve colloquio intercorso sono state smentite le notizie dei giornali garantendoci il filo diretto tra familiari e ministero degli esteri e la massima tutela del pescatore italiano da parte delle istituzioni italiane in ambito internazionale. Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti e che Liberati possa far presto rientro in Italia”.

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