giovedì 4 giugno 2015

Varese: Casa popolari, blitz di CasaPound all’Aler: “Prima gli italiani!”

Varese: Casa popolari, blitz di CasaPound all’Aler: “Prima gli italiani!”

Varese, 04 giugno – Tricolori, fumogeni e uno striscione: “Case popolari: prima gli italiani”. CasaPound Italia Varese stamattina ha manifestato davanti agli uffici dell’Aler per chiedere una correzione di rotta sull’emergenza abitativa.
"I numeri delle assegnazioni per l'anno 2015 – spiega il movimento in una nota - sono inequivocabili: nelle prime settanta posizioni, il 65% delle famiglie sono straniere, a fronte di una popolazione straniera che si attesta intorno al 14% sul territorio comunale”.
“Accettare questi numeri come una naturale conseguenza di situazioni di disagio economico è semplicemente fuori dal mondo. Da mesi – prosegue Cpi - seguiamo e sosteniamo famiglie italiane in stato di grave necessità, ci sono madri single disoccupate con quattro figli minori a carico che nemmeno si avvicinano alla graduatoria per poter ottenere un alloggio. Ci domandiamo dunque quali siano le caratteristiche che fanno si che su 100 famiglie 65 siano straniere”.
“Con questa azione – spiega ancora CasaPound – avanziamo una proposta: il Sindaco Fontana, che in passato si è dimostrato sensibile al problema, si faccia ambasciatore presso la Regione di una proposta di legge per innalzare sensibilmente i punti in graduatoria per i cittadini residenti stabilmente sul territorio regionale da almeno 15 anni. Non è una vera soluzione, ma al momento è comunque l'unico modo per arginare questi squilibri".

13 commenti:

  1. Stranieri a casa nostra e pure discriminati.
    Maledetti carogne. ..!!!!!

    Sovranità prima gli italiani

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  2. mi chiedo cosa altro debba mai succedere in Italia per ottenere una rivolta popolare che spazzi via tutto il marciume che c'è. Sono sempre più convinto di aver fatto (dolorosamente, sia chiaro) la scelta migliore ad andare a vivere all'estero e lasciarmi alle spalle questo paese in mano a corrotti e mafiosi di ogni genere.

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  3. http://www.varesereport.it/2015/06/05/varese-emergenza-abitativa-casa-pound-protesta-e-il-carroccio-interviene/

    5 giugno 2015


    Varese, Emergenza abitativa, Casa Pound protesta e il Carroccio interviene.


    Manifestazione ieri di Casa Pound Varese davanti agli uffici Aler per chiedere una correzione di rotta sull’emergenza abitativa. Uno striscione, tra fumogeni tricolori, diceva: “Case popolari: prima gli italiani”. “I numeri delle assegnazioni per l’anno 2015 – spiega il movimento in una nota – sono inequivocabili: nelle prime settanta posizioni, il 65% delle famiglie sono straniere, a fronte di una popolazione straniera che si attesta intorno al 14% sul territorio comunale”.

    Dice il vertice di Casa Pound: “Accettare questi numeri come una naturale conseguenza di situazioni di disagio economico è semplicemente fuori dal mondo. Da mesi seguiamo e sosteniamo famiglie italiane in stato di grave necessità, ci sono madri single disoccupate con quattro figli minori a carico che nemmeno si avvicinano alla graduatoria per poter ottenere un alloggio. Ci domandiamo dunque quali siano le caratteristiche che fanno si che su 100 famiglie 65 siano straniere”. “Con questa azione – spiega ancora CasaPound – avanziamo una proposta: il Sindaco Fontana, che in passato si è dimostrato sensibile al problema, si faccia ambasciatore presso la Regione di una proposta di legge per innalzare sensibilmente i punti in graduatoria per i cittadini residenti stabilmente sul territorio regionale da almeno 15 anni”.

    Oggi rispomde all’appello di Casa Pound il segretario cittadino della Lega Nord, Marco Pinti. La Lega Nord Varese dà seguito alla protesta di Casapound davanti agli uffici dell’Aler. “I numeri sono numeri” dichiara il segretario del Carroccio varesino, Marco Pinti, che evidenzia come “la corsa per un alloggio popolare rappresenti perfettamente la guerra tra poveri che fa comodo solo al Governo.”

    “Una guerra che gli italiani stanno evidentemente perdendo, se il 65% delle case va a cittadini stranieri”. “Occorre agire su due fronti – aggiunge Pinti – quello culturale e quello normativo.” “E’ necessario in primis che tutti gli italiani in difficoltà mandino la loro domanda, ad oggi molti non lo fanno tanto per orgoglio, quanto perché privi di fiducia nei confronti delle stituzioni.” “Come biasimarli?” prosegue il segretario leghista che invoca “una nuova legge per disciplinare le assegnazioni delle case popolari che tenga conto del criterio di cittadinanza nello stabilire le priorità di assegnazione.” “Un provvedimento del genere, che può venire solo con legge nazionale, dovrebbe essere il primo di un prossimo Governo a guida Salvini”.

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  4. http://www.ininsubria.it/case-popolari-prima-agli-italiani~A14065


    4 Giugno 2015

    CasaPound manifesta davanti all’Aler di Varese: “Troppi squilibri: il 65% degli alloggi va agli stranieri. Il sindaco intervenga sulla Regione per modificare i requisiti delle graduatorie”

    Tricolori, fumogeni e uno striscione: "Case popolari: prima gli italiani". CasaPound Italia Varese stamattina ha manifestato davanti agli uffici dell'Aler in via Como per chiedere una correzione di rotta sull'emergenza abitativa.
    "I numeri delle assegnazioni per l'anno 2015 – spiega il movimento in una nota - sono inequivocabili: nelle prime settanta posizioni, il 65% delle famiglie sono straniere, a fronte di una popolazione straniera che si attesta intorno al 14% sul territorio comunale".
    "Accettare questi numeri come una naturale conseguenza di situazioni di disagio economico è semplicemente fuori dal mondo. Da mesi – prosegue Cpi - seguiamo e sosteniamo famiglie italiane in stato di grave necessità, ci sono madri single disoccupate con quattro figli minori a carico che nemmeno si avvicinano alla graduatoria per poter ottenere un alloggio. Ci domandiamo dunque quali siano le caratteristiche che fanno si che su 100 famiglie 65 siano straniere".

    Insomma, sotto ai riflettori torna un problema spinoso che la politica di ogni colore non è stata finora in grado di risolvere. Ed ecco allora che CasaPound chiede alla Giunta varesina di darsi una mossa in questa direzione.
    "Con questa azione – spiega ancora CasaPound – avanziamo una proposta: il sindaco Fontana, che in passato si è dimostrato sensibile al problema, si faccia ambasciatore presso la Regionedi una proposta di legge per innalzare sensibilmente i punti in graduatoria per i cittadini residenti stabilmente sul territorio regionale da almeno 15 anni. Non è una vera soluzione, ma al momento è comunque l'unico modo per arginare questi squilibri".

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  5. http://voxnews.info/2015/06/05/abusivo-al-collre-difende-mafia-capitale-migranti-vanno-accolti/





    LEGGERE ATTENTAMENTE. ..

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  6. Prevedo una guerra civile per fermare l'intento criminale dei governanti colle loro scelte scellerate.
    Speriamo che si arrestino in tempo...

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  7. http://www.secolo-trentino.com/25410/politicatrentina/trento-appalti-per-nuovi-centri-accoglienza-casapound-prima-gli-italiani.html


    6 giugno 2015


    TRENTO, APPALTI PER NUOVI CENTRI ACCOGLIENZA. CASAPOUND: “PRIMA GLI ITALIANI!”


    La Provincia ha di recente indetto delle gare d’appalto per una somma di 8 milioni di euro per dare vitto e alloggio alla nuova ondata di profughi prevista per il Trentino.

    “Siamo nuovamente di fronte alle dannose politiche della nostra Provincia. La morbosa volontà di accoglienza che viene operata non è altro che dettata dall’interesse e non certo da un sincero desiderio di assistenza a questi profughi che una volta sistemati forzatamente in qualche Paese, verranno abbandonati al loro destino, dando libera agibilità a preannunciati problemi di convivenza con i nostri cittadini e al degrado”. E’ quanto dichiara Filippo Castaldini, responsabile trentino di CasaPound

    “Mentre in questo clima di ipocrita assistenzialismo – prosegue Castaldini – vitto e alloggio sembrerebbero essere un diritto imprescindibile secondo le logiche della Provincia, i Trentini ancora faticano a pagare i loro mutui, la disoccupazione aumenta e sembra inarrestabile lo smantellamento dei servizi di base, come quello sanitario. “

    “Non si può quindi certo dire che manchino argomenti di lavoro ai quali la nostra Provincia potrebbe dedicarsi, ma forse il problema sono le scelte politiche alla base, del tutto disinteressate ai Trentini, a meno che non si tratti di imporre qualche nuova tassa”, conclude il responsabile di CasaPound.

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  8. http://www.pugliatv.com/notizie-category/item/2840-casapound-striscioni-contro-l-immigrazione-in-provincia-di-brindisi.html


    Venerdì, 05 Giugno 2015

    CasaPound striscioni contro l'immigrazione in provincia di Brindisi.


    Brindisi  - "Stop immigrazione", questo è il testo degli striscioni affissi in questi giorni da CasaPound Italia in vari comuni della provincia di Brindisi per protestare contro le assurde politiche della classe politica che alimentano il continuo sbarco di immigrati clandestini sul suolo italiano, con il risultato di riempire le nostre terre di profughi in numeri che vanno oltre ogni capacità di accoglienza.

    “Il fenomeno dell’immigrazione massiva e incontrollata deve essere fermato. E’ vergognoso da parte del Governo portare avanti ancora queste folli politiche dell’immigrazione, che ogni giorno portano sulle nostre coste decine di migliaia di disperati, ai quali viene garantito vitto e alloggio in hotel 4 stelle, senza palesare la minima sensibilità e attenzione verso gli italiani costretti a dormire nelle macchine perché strozzati dalla crisi”, si legge nella nota diffusa da CasaPound Italia Brindisi.

    "Il nostro è anche un grido contro chi specula sull'immigrazione – continua la nota - attraverso una macchina perversa che promuove politiche l’accoglienza per poi appaltarne la gestione esclusivamente per interessi di natura economica. Dietro gli atteggiamenti umanitari di facciata ci sono partiti progressisti in cerca di nuovi elettori e cooperative umanitarie in cerca di nuovi fondi".

    “E’ necessario mettere in atto un'azione di primo soccorso e rimpatrio assistito nei riguardi chi tenta di approdare sulle nostre coste – conclude la nota di Cpi - in particolare tenendo conto della situazione dei centri di accoglienza del territorio oramai al collasso. Un’eventuale ridistribuzione degli immigrati nelle periferie delle nostre città alimenterebbe l’esasperazione dei cittadini italiani, che si sentono già da tempo abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni”.

    CasaPound Italia, Brindisi

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  9. http://lavocedeltrentino.it/index.php/breaking-news-trentino/20748-casapound-trentino-volantinaggio-per-dire-no-alla-tassa-sui-servizi-sanitari


    Lunedì, 08 Giugno 2015

    CasaPound Trentino: Volantinaggio per dire no alla tassa sui servizi sanitari.


    In mattinata i militanti trentini di CasaPound hanno volantinato davanti alle farmacie e agli ospedali diTrento e Arco per dire no alla tassa sui servizi sanitari introdotta a Giugno e che ha introdotto ticket che prevedono 3 euro per le prestazioni specialistiche e 1 euro per ogni ricetta.
    La tassa sui servizi sanitari viene introdotta in vista dell'ingente taglio delle risorse al fondo sanitario, che nel 2017 dovrebbe raggiungere i 72 milioni di euro a fronte dell'incasso annuale che la Provincia ha ipotizzato di trarre dai ticket, pari a 5,5 milioni.
    "Ribadiamo ancora una volta la nostra contrarietà all'introduzione di questa tassa - dichiara in una nota Filippo Castaldini, responsabile trentino di Cpi - soprattutto a fronte del recente investimento di soldi pubblici destinato all'accoglienza dei profughi in Trentino. Ci resta da capire a questo punto, quale sia l'effettivo problema della Provincia, se la reale mancanza di denaro o l'ormai abitudine a non investirlo per il territorio. Questo ingiusto provvedimento andrà a gravare arbitrariamente ancora una volta sui cittadini, già afflitti da numerose tasse, che dovrebbero garantire loro servizi ma che effettivamente sembrano alle volte rappresentare solo un onere. Si sta scegliendo di fare cassa sulla salute della gente, colpendo cittadini già in difficoltà senza nemmeno inserire differenze in base al reddito per limitare iniquità."
    "Inoltre mentre si parla di aumento del ticket -prosegue la nota - non si è ancora avuta una certezza riguardo al futuro dei punti nascita in Trentino. Tutto ciò è inserito in una dinamica politica volta sempre meno alla tutela del cittadino e sempre più allo smantellamento dei servizi che offrono le strutture ospedaliere, come sta accadendo con le mammografie. Sono nulle quindi le possibilità che questa tassa porti ad un miglioramento nell'ambito sanitario - conclude Castaldini - ma d'altronde non ci è certo nuova questa politica provinciale fatta di mala gestione del denaro pubblico, sfruttamento delle risorse e totale assenza di garanzie per i trentini".

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  10. http://m.diariodelweb.it/udine/articolo/?nid=20150610_342651


    CasaPound mette i 'sigilli' all'Albergo Diffuso di Marsilio.

    Eclatante protesta del gruppo di destra per mettere in evidenza come il consigliere del Pd abbia utilizzato fondi pubblici per finanziare la società di alberghi diffusi che presiedeva.

    ALESSANDRO CESARE 

    MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2015

    SUTRIO – Alla vigilia della riunione della Giunta per le elezioni, chiamata nella giornata di mercoledì a esprimersi sull’incompatibilità dei consiglieri Pd Enzo Marsilio e Enio Agnola, si segnala un’azione eclatante di protesta dei militanti friulani di CasaPound Italia. Il nucleo carnico ha 'sigillato' l’ingresso dell’albergo diffuso Borgo Soandri, a Sutrio, posizionando dei sacchi contenenti simbolicamente i soldi pubblici ricevuti dalla società di cui Enzo Marsilio era presidente.
    «Il potente consigliere regionale del Pd - afferma Luca Minestrelli portavoce di Cpi in Carnia - in tutti questi anni ha potuto creare e rafforzare un potentato economico personale e familiare importante, grazie alle diverse delibere regionali che destinavano fondi pubblici anche al settore in cui operava. Delibere votate già dal 2006, quando lo stesso Marsilio era assessore alla montagna, senza che nessuno si accorgesse dell'incompatibilità tra la sua presidenza in Borgo Soandri e la concomitante carica di consigliere regionale e di assessore».
    CasaPound chiede le dimissioni immediate di Marsilio. «Un silenzio grave da parte di chi sapeva, che delinea come anche nella nostra regione ci siano dei forti centri di potere intoccabili. Pertanto - conclude Minestrelli -CasaPound Italia Udine chiede un intervento urgente in materia di visibilità del patrimonio personale e familiare di tutti i consiglieri regionali e le dimissioni immediate di Marsilio».

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  11. http://gruppiextraparlamentari.blogspot.it/2013/11/nazionale-e-stata-unorganizzazione_6545.html?m=1





    10 giugno 2015

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  12. BITONCI SINDACO PATRIOTA DA IMITARE. .




    http://www.secoloditalia.it/2015/06/padova-sindaco-bitonci-controlli-tappeto-nelle-case-degli-immigrati/



    Padova, il sindaco Bitonci: controlli a tappeto nelle case degli immigrati.

    LILIANA GIOBBI

    mercoledì 10 giugno - 16:16

    Il sindaco leghista di Padova, Massimo Bitonci, ha reso noto che sono stati avviati dall’amministrazione «controlli a tappeto» sul fronte dell’ immigrazione per verificare il rispetto dell’ordinanza emanata nelle scorse settimane «contro il sovraffollamento degli alloggi e per il rispetto delle condizioni di salubrità».
    Il riferimento è alla possibilità che privati cittadini, dando la propria disponibilità alla Prefettura, possano ospitare nelle loro abitazioni migranti giunti dai centri di accoglienza del Sud Italia. «A Padova stiamo assistendo a scene da Far West – sostiene Bitonci – Richiedenti asilo arrivano nei paesi della provincia, si danno alla macchia, vagabondano per i Comuni, gettano nel panico i residenti e vengono inseguiti, uno ad uno, dalla polizia locale e dalle forze dell’ordine, costretti a un super lavoro per mancanza di garanzie e controlli dal parte del Ministero degli interni.

    Le altre iniziative di Massimo Bitonci

    Ha fatto molto scalpore l’iniziativa di Bitonci, che ha aperto il «fondo per il sostegno al rimpatrio degli immigrati comunitari che, intenzionati a tornare nel loro Paese, abbandonino immobili pubblici o privati occupati abusivamente, li ripuliscano e li restituiscano ai proprietari» E anche l’ordinanza anti-squillo, con il divieto a prostituirsi laddove si offende la pubblica decenza. In quel caso i vigili possono intervenire multando (pesantemente) tutte le lucciole che si mostrano, discinte e con atteggiamenti inequivocabili, ai clienti per strada.

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  13. http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/13/non-voglio-profughi-nel-mio-comune-prima-vengono-i-terremotati-italiani/1140112/


    13 Giugno 2015

    "Non voglio clandestini nel mio comune: prima vengono i terremotati italiani".
    Il sindaco di Bondeno si è opposto all'idea di Renzi di favorire i comuni che ospiteranno i profughi: "Io qui ho 700 sfollati e lavorerò per loro".

    Giuseppe De Lorenzo

    Dopo tre anni dal terremoto del 2012, ancora molti lavori non sono ultimati. Solo 1/3 dei fondi stanziati, al momento, è stato consegnato a chi ne ha fatto domanda e gli ha permesso di ricostruire le case e i fienili distrutti dalle scosse. Ma il governo si preoccupa per prima cosa dei migranti clandestini: a loro l'aiuto, ai terremotati il silenzio.

    A Bondeno, un Comune in provincia di Ferrara, il sindaco Fabio Bergamini non vuole accogliere immigrati clandestini che ogni giorno stanno sbarcando sulle nostre coste e ciò per una scelta di priorità. Dopo il terremoto, a Bondeno ancora 700 persone attendono di ottenere i finanziamenti per poter tornare a vivere nelle proprie case.
    L'emergenza è passata, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Così, visto che in tempo di crisi bisogna mettere delle priorità, il sindaco leghista (fresco di elezione all'inizio del mese) ha deciso di dare più importanza ai terremotati italiani che ai profughi clandestini.
    "Non bisogna cadere nel tranello di pensare che siano tutti in fuga dalla guerra - ci dice mentre raggiungiamo una casa ancora diroccata - molti di questi migranti sono solo clandestini, come si usava dire una volta". Profughi o clandestini, lui nel suo Comune non li accetterà. "Non avevamo le strutture per far rifugiare i nostri cittadini durante il terremoto - afferma - figuriamoci se possiamo trovarli adesso: È inutile che Alfano minaccia di dare il potere ai prefetti di imporci un luogo dove mettere i migranti".

    I toni sono duri, soprattutto contro Matteo Renzi, colpevole di voler favorire i comuni che accoglieranno gli immigrati: "Abbiamo ancora 700 terremotati fuori casa e Renzi pensa ad agevolare i Comuni che accolgono clandestini: deliri farneticanti - dice Bergamini - di un presidente del Consiglio che ha scelto di preferire gli immigrati ai terremotati. A Bondeno nessun profugo valicherà il confine fino a quando anche solo una delle 700 persone che hanno avuto la casa terremotata non avrà ultimato la ricostruzione. Il razzismo al contrario di Renzi lo lasciamo ai sindaci Pd. Noi la nostra gente la tuteliamo".
    La cosa certa è che in moltissimi abitanti al bar del paese approvano la sua scelta: prima vengono gli italiani.

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