mercoledì 24 giugno 2015

Trento: CasaPound ripulisce il quartiere delle Albere, 'era discarica a cielo aperto'

Trento: CasaPound ripulisce il quartiere delle Albere, 'era discarica a cielo aperto'

Trento, 24 giugno: In mattinata i militanti di CasaPound Trento hanno ripulito una zona del nuovo quartiere delle Albere, dove si era creata una vera e propria discarica a cielo aperto.
"La situazione che abbiamo trovato in questo quartiere è di assoluto degrado - dichiara in nota Filippo Castaldini, responsabile cittadino di CasaPound - è incredibile come un nuovissimo complesso residenziale, nel quale è stato investito molto denaro, versi già in questo stato di abbandono: di fatto le Albere si sono trasformate in una discarica a cielo aperto e probabilmente in un inadatto rifugio di fortuna per i senzatetto. Non possiamo rimanere immobili di fronte all'abbandono della nostra città - conclude la nota - ed ecco perché oggi siamo qui per ripulire tutto. Un gesto che dimostra il nostro attaccamento verso Trento e una denuncia nei confronti delle istituzioni, troppo occupate con profughi e tagli alla sanità per preoccuparsi delle reali condizioni della città. Per questo invitiamo in futuro i cittadini a segnalarci altre spiacevoli situazioni".





4 commenti:

  1. Se non ci foste voi di CasaPound sarebbe la FINE

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  2. http://lavocedeltrentino.it/index.php/breaking-news-trentino/21038-casapound-ripulisce-quartiere-delle-albere


    Mercoledì, 24 Giugno 2015

    CasaPound Trento ripulisce il quartiere delle Albere.

    In mattinata i militanti di CasaPound Trento 
    hanno ripulito una zona del nuovo quartiere delle Albere, dove si era creata una vera e propria discarica a cielo aperto.

    "La situazione che abbiamo trovato in questo quartiere è di assoluto degrado - dichiara Filippo Castaldini, responsabile cittadino di CasaPound - è incredibile come un nuovissimo complesso residenziale, nel quale è stato investito molto denaro, versi già in questo stato di abbandono: di fatto le Albere si sono trasformate in una discarica a cielo aperto e probabilmente in un inadatto rifugio di fortuna per i senzatetto. Non possiamo rimanere immobili di fronte all'abbandono della nostra città -conclude la nota - ed ecco perché oggi siamo qui per ripulire tutto. Un gesto che dimostra il nostro attaccamento verso Trento e una denuncia nei confronti delle istituzioni, troppo occupate con clandestini e tagli alla sanità agli italiani per preoccuparsi delle reali condizioni della città. Per questo invitiamo in futuro i cittadini a segnalarci altre spiacevoli situazioni».

    Una situazione che stride e in piena contrapposizione con un quartiere che dovrebbe essere una delle eccellenze del capoluogo e che racchiude nel suo centro Il Muse e gli uffici di Itas Assicurazioni. Ma non è il primo caso dove i cittadini si sostituiscono all'amministrazione comunale per raccogliere rifiuti e cartacce.
    Ricordiamo infatti che la stessa cosa avviene in modo costante anche a Spini di Gardolo dove la situazione sta sfuggendo di mano.  

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  3. http://www.targatocn.it/2015/06/26/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/cuneo-fabio-corbeddu-di-casapound-italia-commenta-la-questione-ex-policlinico.html


    venerdì 26 giugno 2015

    Cuneo: Fabio Corbeddu di CasaPound Italia commenta la "questione ex-policlinico".


    "La struttura va restituita all'interesse della cittadinanza e al decoro".
    Sulla questione dell'ex policlinico di via Bassignano, in questi giorni dibattuta all'interno del consiglio comunale, interviene Fabio Corbeddu per la sezione cuneese di CasaPound Italia.
    "Prendiamo atto delle intenzioni dell'amministrazione - scrive l'associazione in una nota - senza alcuno stupore: dopo l'immobilismo di Valmaggia, con Borgna si vuole lasciare carta bianca agli speculatori privati".
    "La destinazione d'uso va mantenuta - continua Cpi Cuneo - e la struttura va restituita all'interesse della cittadinanza ed al decoro. Un edificio che andrebbe destinato ad una struttura per lungodegenti e di assistenza per gli anziani."
    "È sufficiente parlare qualche minuto con i residenti del quartiere per rendersi conto della situazione - conclude la nota di CasaPound - Tutta la zona è lasciata all'incuria. Tra ex-policlinico fatiscente, sporcizia e serrande ormai abbassate quasi in ogni via, sembra di vivere in una città fantasma".


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  4. http://www.umbriajournal.com/cronaca/ostello-spagnoli-presidio-di-casapound-italia-per-la-chiusura-del-centro-166859/


    Ostello Spagnoli, presidio di CasaPound Italia per la chiusura del centroOstello Spagnoli, presidio di CasaPound Italia per la chiusura del centro a Perugia.


    26 giugno 2015 

    Ieri pomeriggio di fronte all’Ostello Spagnoli si è svolto un presidio di CasaPound Italia per chiudere la chiusura del centro d’accoglienza lì ubicato.
    “Abbiamo protestato – dichiara in una nota Antonio Ribecco, responsabile perugino di CasaPound Italia – per chiedere l’immediato sgombero del centro, sede dell’ennesimo business della cosiddetta accoglienza e non a caso in gestione a una cooperativa legata all’ARCI. Oltre ai recenti fatti di cronaca legati a quanto pare ad assurde lamentele per cibo e vestiti, pubblicati su un sito legato alla stessa ARCI che ha dovuto però dopo pochissimo autocensurarsi, riteniamo che in un momento di crisi come questo non un solo euro debba essere distratto rispetto all’urgenza di aiutare i nostri connazionali in difficoltà”.
    “Al contrario – prosegue Ribecco – oltre 900 euro al mese vengono spesi per aiutare ognuno di questi sedicenti rifugiati, mentre tanti perugini e italiani versano nello stesso momento in condizione di grave crisi economica o abitativa. Al contrario di molti ipocriti e buonisti a senso unico (ovvero quello contrario alla solidarietà con la nostra popolazione più sfortunata) non abbiamo paura di continuare a gridare come abbiamo fatto ieri: Prima gli italiani.”
    “Abbiamo inoltre appreso proprio ieri, e la notizia non ci stupisce affatto, che dopo l’esame delle prime 165 domande di richiedenti asilo riguardanti l’Umbria (su un totale abnorme di 1300) solo 4 hanno visto riconosciuto lo status di rifugiato, ovvero il 2% del totale, e solo un altro 12% ha visto concessa la protezione umanitaria. Ma intanto, dati alla mano, continuiamo a spendere oltre un milione di euro al mese solo per i presunti profughi della nostra regione. Quasi 15 milioni di euro annui – conclude il responsabile di CPI – che potrebbero costituire un aiuto importantissimo per alleviare le difficoltà economiche di tanti umbri e per il rilancio delle politiche di assistenza abitativa per i cittadini italiani.

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