domenica 21 giugno 2015

Napoli: Donazione di pasta, polizia impedisce la distribuzione alle famiglie bisognose del quartiere

Donazione di pasta, polizia impedisce la distribuzione alle famiglie bisognose del quartiere

Napoli, 21 giugno. Quella che doveva essere una giornata di beneficenza nei confronti delle famiglie bisognose del quartiere, si è trasformata nell’ennesima sceneggiata i cui protagonisti sono stati le forze dell’ordine e gli antagonisti dei centri sociali.

“Mentre eravamo in Piazza Carlo III - dichiara Giuseppe Savuto, responsabile provinciale di CasaPound – con un banchetto autorizzato e destinato alla distribuzione gratuita di pasta ai cittadini del quartiere San Carlo all’Arena e San Lorenzo, siamo stati accerchiati da numerosi agenti, almeno una cinquantina, su tutti e quattro i lati della piazza; dopo pochi minuti dall’inizio dell’iniziativa numerosi funzionari di Polizia ci hanno ordinato di sgomberare la piazza, schierando gli agenti in tenuta antisommossa e, pronti alla carica, ci hanno minacciato di utilizzare le maniere forti per farci abbandonare la piazza; tutto questo senza addurre una spiegazione plausibile, sostenendo solamente che si stava mettendo a rischio l’ordine pubblico”.

“La cosa grave – continua Savuto – è che tutto questo dispiegamento delle forze dell’ordine è avvenuto perché a pochi metri, alcuni appartenenti ai centri sociali napoletani, hanno creato un allarmismo ingiustificato, rivolgendosi alla stessa Polizia per lamentarsi della nostra presenza; Polizia che ha preferito minacciare e sgomberare noi che eravamo come sempre in piazza e per le strade al fianco degli italiani in difficoltà, dando ascolto come al solito al piagnisteo antifascista ad opera di chi, quotidianamente, contribuisce al degrado di Piazza Carlo III, lasciando nei giardinetti rifiuti di ogni genere”.

“Continueremo con le nostre azioni di beneficenza nella stessa piazza e in tutto il quartiere – conclude Savuto -; non saranno certo le intimidazioni ad opera del connubio Polizia – antifascismo ad ostacolare la nostra volontà di stare sempre al fianco degli italiani”.

Ufficio Stampa CasaPound Napoli
mail casapoundnapoli@yahoo.it
cell 3931732439



14 commenti:

  1. Notizia che rattrista e lascia un enorme amaro in bocca.
    Vedere che le istituzioni democratiche sono sotto scacco dei criminali antidemocratici dei centri (a)sociali lascia basati.
    Ma non sarà per molto poiché tutto dovrà tornare come prima altrimenti. ............
    Grazie comunque a Cpi che NON SI ARRENDE....

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  2. Polizia al servizio di chi? ????

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  3. Ho letto non molto tempo fa che la organizzazione sindacale di sinistra SIULP della polizia di Stato non ha mai protestato ufficialmente contro l'utilizzo discutibile di operatori di pubblica sicurezza che dovrebbero stare dalla parte degli ITALIANI PATRIOTI.....!!!!!!
    È sufficiente ricordare chi è indegnamente ministro dell'interno per capire il motivo dell'intervento DISCUTIBILE della polizia che ha interrotto una manifestazione popolare volta all'aiuto degli italiani che sono discriminati a casa propria.
    La Camorra ringrazia. .....!!!!!!

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  4. SIETE DEGLI EROI E VI STIMIAMO.
    GRAZIE AI VALOROSI MILITANTI DI CASAPOUND CHE NON SI ARRENDONO E RAPPRESENTANO LA PARTE SANA DELLA SOCIETÀ..

    EJA

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  5. http://m.ilgiornale.it/blogpost/54/il-papa-rosso/3717/


    21 Giugno 2015

    Il papa rosso

    Domenica 21 giugno 2015 - San Luigi Gonzaga - a casa, a Taurianova Da cristiano, lo abbraccio come fosse un fratello maggiore un po' toccato. Da cattolico, rispetto ed onoro l'Abito che indossa e ascolto le sue parole. Da occidentale, mi scoraggio di fronte al suo filoislamismo. Io non lo volevo rosso, il Papa.  Abituato alle finezze teologiche ed artistiche di Papa Benedetto XVI, nuvola d'oro fino arrivata nella Chiesa Cattolica dopo il circo dell'est, queste grossolanerie da Don Camillo non fanno per me. E' vero, la Chiesa sta attraversando un secondo medioevo amorale e senza grandi dignità. Pochi pastori meritano l'amore del gregge, la fiducia e la consegna di sé. Pochi, sani e integerrimi. Più che una casa accogliente e rassicurante, sembra essere diventata una sorta di favela pericolosa e abbandonata a se stessa. A migliaia, i preti indecisi fra il giusto e l'illecito. Migliaia le monache ondeggiati fra quelle troppo aguzzine e quelle troppo leggere. Pochi controlli alle porte di seminari e conventi, preoccupati a far numero più che a far Famiglia di Dio. Poche verifiche dei consacrati, che, molto, spesso, si perdono a metà cammino. Il risultato è un cattolicesimo annacquato, in mano, anche e soprattutto, a ignoranti, pedofili, puttanieri, usurai e mafiosi. E a noi fedelini del sì e del no. Sì, certo, adesso si alzeranno i cori contro chi scrive: Eretico! Scomunicato! Bugiardo! Cominceranno le elencazioni dei sacrifici dei missionari, dei preti di frontiera, di periferia, dei martiri della Chiesa… E quindi? Una cosa giustifica l'altra? E, soprattutto, così tanta periferia morale giustifica un Papa politico e rosso? Le sue affermazioni sui migranti, quelle sì, sono demagogiche e populiste! Mi chiedo perché nessuno glielo dica, glielo scriva, glielo dipinga! Lo sa, papa Bergoglio, vescovo di Roma, che i suoi pecoroni più diretti, quelli del suo gregge personale, "Se so' magnati mijioni d'euri" sfruttando il bisogno dei clandestini? Lo sa che centinaia di associazioni mariuole si stanno ingrassando proprio con gli sbarcati? Lo sa che quello che stiamo facendo, lasciandoli approdare sulle nostre terre abbandonate dal governo centrale e dall'Europa, è un servizio alla mafia? Lo sa che il malaffare approfitta della presenza senza registri degli immigrati clandestini per abbassare il valore del lavoro? Lo sa, il vescovo venuto dalla fine del mondo, che in Calabria i caporali offrono lavoro a venti euro al giorno anche ai nostri padri di famiglia "Se lo vuoi, bene, altrimenti prendo un negro": lo sa?
    E, alloraaaa!!!! Qui non è più fare la differenza fra accogliere e scacciare: qui, la differenza è netta tra far vivere loro e morire noi. E, se permette, santo padre, preferirei saper che i miei nipoti cresceranno nella loro terra e semineranno per il proprio e l'altrui futuro. Senza saraceni di sorta allo sbarco sui lidi. [youtube nzYk-M9i0Ms] E sugli omosessuali, santità? Si rimangia la parola? Facciamo così, anche se Lei legge solo La Repubblica (penso a come girano i maroni a quelli de L'Osservatore Romano), dia uno sguardo a questa mezza paginetta: è lo sfogo fraterno di uno che, nonostante tutto, Le vuole bene. Poi , magari, ne riparliamo. Il mio numero di cellulare può averlo tramite il mio vescovo o anche tramite la redazione de Il Giornale. Fra me e me… E Lui… Quasi in confessione…      

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  6. http://www.iltempo.it/mobile/politica/2015/06/22/io-di-colore-tra-lega-e-casapound-1.1429018


    22/06/2015


    "Io di colore tra Lega e Casapound"

    Paolo Diop, 27 anni, è leghista e simpatizzante del movimento di estrema destra
    Con "Amica Lega" il Carroccio ha la sua voce anche nella Capitale.

    «Vengo dal Senegal, vivo a Macerata, simpatizzo per CasaPound e sono su qui sul pratone per Matteo Salvini».

    A Pontida quest'anno accade pure questo. Che tra gli stand uno dei più «fotografati» sia Paolo Diop, ventisette anni una laurea e un lavoro in fabbrica, marchigiano e senegalese di nascita. Ma soprattutto militante di «Sovranità» e candidato all'ultima tornata con Noi con Salvini.

    «Sono andato con il segretario all'Hotel House (il palazzone multietnico nel quale gli stessi inquilini hanno richiesto l'intervento delle autorità a causa della situazione di degrado, ndr) proprio per difendere i diritti dei regolari da chi invece non lo è».

    Una storia di integrazione la sua e di impegno proprio laddove non te lo aspetti: da destra con la Lega. A Pontida è arrivato con i «salviniani» della sua terra. E proprio sulla proiezione «nazionale» del Carroccio a Umberto Bossi dice: «Ha fatto tanto.

    Ma sulla linea della Lega è ora di farsi da parte perché ha ragione Matteo Salvini».

    Ricapitoliamo. Che ci fa a Pontida?

    «Sono leghista».

    Cioè?

    «Sono appassionato ai temi dell'identità. Da anni seguo il percorso politico della Lega. Ma è dopo l'arrivo di Matteo Salvini che ho deciso di impegnarmi dietro queste insegne».

     
    Come è stato accolto qui a Pontida?

    «Non ho mai fatto così tante foto in vita mia. Sono tutti contenti di avermi qui: per la lotta che incarno contro l'immigrazione incontrollata e la cattiva integrazione».

    Perché lei sì e gli altri immigrati no?

    «Perché la gestione all'italiana porta solo al caos che stiamo vedendo. È tutta basata sul buonismo: tutti vengono fatti entrare senza nessun controllo reale. Lo Stato invece dovrebbe avere un approccio razionale».

    In che senso?

    «Quando sono entrato in Italia bastava il visto ma quella era, appunto, un'era fa. Faccio l'esempio di un'autovettura: se ce ne entrano cinque non puoi metterne dentro nove e pensare che possa andare. Vedete che cosa fa la Francia? È una delle nazioni che ha creato i più grandi problemi in Africa ieri e il disastro in Libia oggi - facendo crollare il "muro" che ci difendeva - e adesso invece di invocare la fraternité se ne lava le mani».

    Come hanno reagito gli altri immigrati alla sua scelta oggettivamente controcorrente?

    «Male. Sono stato oggetto di critiche, insulti, di minacce di morte».

    Che ne pensa del progetto al Sud?

    «Ci crediamo molto. E le dico di più: se dovessero "sconfessare" la linea di Salvini io sarei il primo a lasciare la Lega».

    E tanto per aggiungere altro "scandalo" lei è anche simpatizzante di "Sovranità" e di CasaPound.

    «Sto con "Sovranità" perché in Italia è venuta a mancare, a maggior ragione dopo che Renzi non è stato eletto.

    CasaPound, da parte sua, mi ha trattato molto meglio rispetto ai "compagni" che cercavano di sfruttare la mia "immagine".

    Lo dico con orgoglio: anche un africano deve essere nazionalista. Io lo sono diventato per l'Italia, il Paese che mi ha accolto e mi ha dato tutto: istruzione, diritti, un futuro. Per questo oggi mi sento in debito. Ovviamente non dimentico nemmeno il mio paese di origine».

    Sembra di senti re le parole di un seguace di Julius Evola...

    «"La mia patria è laddove si combatte per la mia idea", insegnava. È uno dei miei autori preferiti».

    È laureato in Giurisprudenza, come mai lavora in fabbrica?

    «Purtroppo ancora non sono riuscito a trovare un lavoro in linea con il mio titolo di studio. Ma lavoro e lotto per migliorare la mia situazione. Come tanti italiani».

    Non ha mai pensato di stare a sinistra?

    «Mi hanno mandato, dicono per sbaglio, la tessera del Pd a casa. L'ho rimandata subito indietro».

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  7. De Magistris

    Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

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  8. La polizia è succube di un potere politico comunista e corrotto e antidemocratico...

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  9. I poliziotti che non si vogliono sentire degradati da questi ordini illegittimi possono dire NO

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  10. http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cultura/866688/-Quale-domani---.html


    Rosate (Milano)

    "Quale domani?": domande e risposte alla luce del sole.
    Marchetti (LA): 'Il confronto sarà franco e diretto e potrà sicuramente generare spunti interessanti'.

    Ospite Simone Di Stefano di Cpi.

    L'appuntamento per la conferenza dibattito organizzata da Lealtà Azione è per il prossimo 26 giugno.

    Un appuntamento, quello con la Festa del Sole di Lealtà Azione, divenuto ormai tradizionale per i componenti dell’associazione lombarda e per coloro che ne seguono e apprezzano l’attività. Quest’anno il programma si arricchisce di un incontro che, stando al manifesto diffuso on line in questi giorni, promette di essere decisamente interessante. Venerdì 26 giugno alle 21, presso la Cascina Agriturismo Sant’Ambrogio a Rosate (Strada provinciale 38) si terrà infatti un incontro dal titolo “Quale domani”. Per comprenderne la portata e le finalità, ne abbiamo parlato con Fausto Marchetti, uno dei responsabili di LA.

    L’iniziativa nasce nell’ambito della “Festa del Sole”, l’evento che chiude l’anno militante della nostra associazione, in cui tracciamo il bilancio dell’anno appena trascorso e cominciamo a pensare a spunti per l’anno venturo. Quest’anno abbiamo voluto invitare persone con le quali in questi anni si è instaurato un rapporto personale. Persone con cui, al di là delle reciproche appartenenze, abbiamo condiviso una parte del nostro percorso di comunità in marcia: con alcuni magari perché un comune interesse ci ha spinto a fare qualche iniziativa insieme, con altri perché condividiamo un comune modo di sentire, di intendere la vita. Altri ancora si sono messi in gioco personalmente, e sappiamo quanto sia difficile, per difendere le iniziative della nostra associazione. Anche se Lealtà-Azione non fa attività politica in senso partitico, ha e pone delle domande di tipo politico. E ci è sembrato quindi opportuno approfittare della disponibilità di alcune persone che invece sono coinvolte nella politica per raccoglierle sotto uno stesso tetto e parlare con loro, in un’atmosfera rilassata, di temi politici in senso stretto, sia dal punto di vista delle questioni di principio che degli aspetti più concreti. Il titolo dell’incontro è volutamente vago perché contiamo di spaziare ampiamente tra numerosi temi, dall’ “antipolitica” all’Europa.

    Chi sono le personalità che interverranno?

    Saranno con noi Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound Italia e responsabile del progetto Sovranità; Carlo Fidanza, una lunga militanza in Azione Giovani, poi europarlamentare nella scorsa legislatura, e tra i fondatori di Fratelli d'Italia-AN; Igor Iezzi, sin dall'adolescenza militante leghista e oggi consigliere comunale e segretario provinciale della Lega, e infine Giulio Gallera, che inizia la sua attività politica con il partito liberale nel 1990 e che poi ritroviamo tra i fondatori di Forza Italia a Milano; per Forza Italia è oggi consigliere comunale e regionale, oltre che Sottosegretario di Regione Lombardia con Delega ai rapporti con la città metropolitana.

    Che risultato vi aspettate in termini di partecipazione e per quanto riguarda le proposte politiche che usciranno dalla conferenza?

    L’incontro ci sembra senz’altro di grande interesse, dato che riunisce esponenti di movimenti e partiti che coprono uno spettro di posizioni ampio e variegato. Essendo però l’iniziativa rivolta prettamente ai nostri militanti e simpatizzanti, non ci interessa troppo il riscontro di pubblico, quanto piuttosto la bontà dei contenuti. Quanto a questi ultimi, siamo fiduciosi sul fatto che questo confronto, dato che si svolgerà in un ambiente che non è strettamente politicizzato, potrà essere franco e diretto. E che quindi possa generare spunti di grande interesse per tutti i presenti. E non è poco, considerato che ci troviamo in un momento in cui in Italia si discute quasi solo della liberazione di Corona e della fuga del cervello della Parietti.

    Cristina Di Giorgi

    22/06/2015 - 06:45

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  11. Sì devono vergognare e tagliare le vene quei politici corrotti che infangano l'italia coi loro tradimenti..
    Ci siete sempre voi di Cpi e non lo dimentichiamo.

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  12. Ragazzi purtroppo i nemici della patria hanno pensato bene di inserire all'interno della polizia di stato un grosso numero di pelosi rossi che pur cavalcando un giusto malcontento stanno trasformando la p.s. in una sorta di succursale della CGIL dove la parola patria da fastidio come fumo negli occhi. Purtroppo lo stanno facendo anche con il resto delle forze armate......e sono sempre di meno gli uomoni in divisa disposti a difendere l'italia e gli italiani in difficoltà.

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    1. È una realtà indegna ma presente e che pesa sulla testa nostra.

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  13. Casapound forever

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