giovedì 28 maggio 2015

Come sostenere i candidati di CasaPound e Sovranità alle elezioni amministrative

Come sostenere i candidati di CasaPound e Sovranità alle elezioni amministrative del 31 Maggio:
Umbria (regionali): barra il simbolo di Sovranità per Simone Di Stefano presidente
Puglia (regionali): barra il simbolo Noi con Salvini e scrivi
Alberga - per il collegio di Bari
Lecciso - per il collegio di Lecce
Toscana (regionali): barra il simbolo Lega Nord e scrivi
Maniglia - per il collegio di Lucca
Barabotti - per il collegio di Firenze
Lamezia Terme (comunali): barra il simbolo di Sovranità per Mimmo Gianturco sindaco
Macerata (comunali): barra il simbolo di Sovranità per Deborah Pantana sindaco
Chieti (comunali): barra il simbolo Noi con Salvini per Antonello D'Aloiso sindaco e scrivi Di Biase o Faieta
Villabate (comunali): barra il simbolo Noi con Salvini e scrivi Di Salvo
Cividale al Piano (comunali): barra il simbolo di Sovranità per Francesco Deretti sindaco
Lecco (comunali): barra il simbolo Lega Nord e scrivi Caremi
Voghera (comunali): barra il simbolo Lega Nord e scrivi Sartori e Lucchini
Cologno Monzese (comunali): barra il simbolo Lega Nord e scrivi Corradini
Carpineto della Nora (comunali): barra il simbolo di Sovranità per Aldo Iervese sindaco
Vittorito (comunali): barra il simbolo di Sovranità per Donato Liberatore sindaco
Moncalieri (comunali): barra il simbolo Lega Nord e scrivi Giachino
Venaria Reale (comunali): barra il simbolo Lega Nord e scrivi Cerutti

128 commenti:

  1. SARÀ FATTO......

    SOVRANITÀ PRIMA GLI ITALIANI / CASAPOUND

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  2. SI APRE UNA NUOVA EPOPEA DEL XXI^ SECOLO PIENO DI ASPETTATIVE E DI EMOZIONANTI NOVITÀ.

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  3. Simone DI STEFANO FOR PRESIDENT

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  4. http://www.si24.it/2015/05/26/elezioni-regionali-2015-puglia-lista-noi-con-salvini/92815/

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  5. CI SONO ITALIANI CHE NON SI ARRENDONO....
    MALEDETTI I PIDDINI TRADITORI CHE ANDREBBERO FUCILATI QUALI TRADITORI DELLA PATRIA. ...

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  6. Se non si fa una rivoluzione culturale politico/sociale l'italia diventerà un CAMPO ZINGARI

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    1. Qualcuno ha dichiarato giustamente che gli zingari sono
      LA FECCIA DELLA SOCIETÀ

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  7. http://www.salernonotizie.it/2015/05/28/noi-con-salvini-salerno-smantellare-campi-rom-anche-sul-nostro-territorio/


    Noi con Salvini Salerno: smantellare campi rom anche sul nostro territorio.

    28 maggio 2015

    Ieri sera, a Roma, tre nomadi alla guida di un’auto in fuga hanno investito nove persone, uccidendo una donna e ferendo gravemente le altre otto; qualche giorno fa invece a Sassano, a sud della nostra provincia, sempre due fratelli di etnia rom sono stati fermati con l’accusa di violenza sessuale e lesioni personali ai danni di una donna cinquantacinquenne: due episodi che sollevano platealmente l’urgenza di affrontare con determinazione la questione – più volte denunciata da Matteo Salvini – del degrado assoluto e della totale illegalità che caratterizza la presenza, anche sui nostri territori, delle popolazioni rom e sinti attraverso l’aberrazione di quei campi che, con la complicità di un governo inetto e di amministrazioni locali silenti, stanno diventando, in molte aree urbane, vere e proprie “oasi della delinquenza nomade”.

    A tal proposito, il coordinamento provinciale salernitano di “NOI CON SALVINI” consegnerà, fin dai prossimi giorni, a tutte le amministrazioni comunali del territorio, una proposta di delibera volta a smantellare definitivamente tutti i campi nomadi presenti sulle nostre aree urbane e non.

    A tal proposito il coordinatore provinciale, Mariano Falcone, dichiara: Partendo dalle premesse, ormai evidenti ed intollerabili, del degrado enorme e delle numerose attività illegali ( non ultimi i roghi tossici ) connesse alla presenza di campi abusivi e baraccopoli, nel documento – che proporremo agli enti locali del territorio – si disegna anzitutto il regolamento per giungere alla cancellazione di queste aree. Il primo degli articoli di tale statuto, infatti, condurrà da subito ad un censimento – da parte delle forze di polizia urbana – dei campi attualmente insistenti sul territorio, per procedere successivamente allo smantellamento ad horas degli stessi.

    Con tale deliberazione, gli enti locali avranno finalmente non solo uno strumento amministrativo adeguato per lo smantellamento coatto e definitivo di tutti gli attuali campi nomadi e di ogni altra forma esistente di dimora per le popolazioni rom, sinti e camminanti, ma stabiliranno l’espresso divieto a crearne dei nuovi su tutto il territorio comunale.

    Aggiunge Rosario Peduto, esponente salernitano del movimento:  Da tempo denunciamo il grado di insicurezza che sta caratterizzando importanti zone della città capoluogo, fra cui la zona della stazione ed il lungomare cittadino, a causa soprattutto dell’agire indisturbato di gruppi persone di etnia rom che organizzano poi periodicamente dei campi di fortuna nei posti più disparati (si pensi ad esempio a quelli più volte sgomberati e poi “riapparsi” alla foce del fiume Irno e nell’edificio abbandonato lungo il litorale cittadino in zona Torrione). La vera sicurezza da sempre è nella repressione associata ad una intelligente opera di bonifica e prevenzione, strumenti – questi – che la nostra proposta di delibera comunale fornisce rapidamente ed efficacemente.






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  8. oramai è chiaro e lampante che a livello globale mondiale è in atto un genocidio delle razze autoctone europee e l'italia è capofila di questa criminale attività suicida al fine di creare un genotipo afroeuropeo schiavizzabile e indotto al voto Pd. ..

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    1. Non è la razza ad essere in pericolo, è la cultura. Il problema italiano è il disinteresse per la propria cultura storica e la mancanza di senso di appartenenza. Ad essere morti sono i fasti della nostra cultura greco romana, la culla della civiltà.

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  9. Unico baluardo patriottico sono solo:
    NOI CON SALVINI
    SOVRANITÀ PRIMA GLI ITALIANI
    CASAPOUND

    GRAZIE DI ESSERCI

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  10. Se aveste avuto un candidato in Liguria, a Genova, sarei andato a votare...così NON voto. Complimenti per il lavoro che svolgete.

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    1. Domenica 31 maggio è il giorno delle elezioni regionali 2015, con le urne aperte dalle 7 alle 22. Gli otto candidati si preparano alla sfida per lo scranno di presidente della Regione Liguria.

      Il centro-destra ha fatto convergere le sue preferenze su Giovanni Toti, che ha il sostegno, oltre che di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, anche della Lega Nord di Matteo Salvini - che ha rinunciato alla candidatura di Edoardo Rixi - e di Fratelli d'Italia.


      Di seguito le liste:

      Giovanni Toti Forza Italia

      Listino consiglieri: Sonia Viale, Gianni Berrino, Giacomo Giampedrone, Stefania Pucciarelli, Andrea Costa e Ilaria Cavo

      Liste Provincia di Genova: Oria Bacilieri, Settimio Costa, Raffaella Della Bianca, Lidia Dello Preite, Giorgio Guida, Lilli Lauro, Claudio Muzio, Giuseppe Vittorio, Piccini Ferruccio, Repetti Aldo, Siri Paolo, Spagnolo Iginio Umile e Pietro Vassallo
      Provincia Imperia: Marco Scajola Simone Baggioli Filippo Maria Bistolfi
      Provincia Savona: Marco Melgrati, Bruna Cambise, Tomaso Torterolo, Angelo Vaccarezza
      Provincia La Spezia: Paolo Asti, Enrico Ghizolfi, Cristiano Lavaggi, Elisabetta Pasqui

      Lista Lega Nord in appoggio a Giovanni Toti

      Provincia di Genova: Edoardo Rixi, Francesco Bruzzone, Franco Senarega, Vittorio Mazza, Fabio Bozzo, Mario Alessandro, Costa Fernando Cuneo, Martina Curreri, Antonio Gallitto, Alessandra Paolotti, Ermes Paterlini, Alessandro Puggioni e Carla Maria Valieri
      Provincia di La Spezia: Stefania Pucciarelli, Emmone Crocini, Giovanni De Paoli, Pietro Gambucci
      Provincia di Imperia: Alessandro Piana, Marco Medlin e Monica Gatti
      Provincia di Savona: Paolo Ardenti, Francesco Bruzzone, Stefano Mai e Silvana Ramorino

      Lista Fratelli d’Italia/Alleanza Nazionale in appoggio a Giovanni Toti

      Provincia di Genova: Matteo Rosso, Augusto Sartori, Simone Torello, Alice Albarello, Alberto Campanella, Francescantonio Carleo, Roberto Cella, Adriano Crepaldi, Livio Guido, Ghisi Roberto, Martino Roberto, Pallotta Gino, Salvi Gian e Carlo Gestro
      Provincia di La Spezia: Manljo Giaquinto, Pino Falotico Valentina Barbieri e Amanda Giardini
      Provincia di Savona: Alessandro Parino, Alberto De Simone, Saverio Mangiola, Matteo Camiciottoli
      Provincia di Imperia: Giovanni Berrino, Alessandro Casano e Lorenza Bellini

      Lista Area Popolare Liguria in appoggio a Giovanni Toti

      Provincia di Genova: Gino Garibaldi, Paolo Aimè o Aime, Roberto Baccicchet, Andrea Carpentieri, Paolo Dufour, Gerolamo Giudice, Sujata Karunara, Alessandro La Pietra, Luca Lanini, Tiziana Notarnicola, Luca Quartesani, Paolo Pietro Repetto, Stefano Scala
      Provincia di Savona: Matteo Consavella, Paolo Morelli, Sabrina Toso, Guido Viglietti
      Provincia di La Spezia: Giuseppe Cecchinelli, Andrea Costa, Luigi De Luca, Gianluigi Troiano
      Provincia di Imperia: Cristina Gavi Mirko Cicirello Francesco Verrando

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    2. Telefona al 3932305645 (Cpi liguria) e fatti consigliare perché il non voto avvantaggia i sinistronzi.

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    3. Astenersi è sbagliato perché favorisce gli inciucioni mafiosi del Pd.
      C'è la Leganord da votare a Genova...
      Informati meglio..

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    4. A Genova si può votare il candidato Leganord di Salvini altrimenti l'astensione va a favore dei criminali piddini.

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    5. Non votare significa rinunciare ingenuamente ad un diritto dovere

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    6. Alla fine mi avete convinto e sono andato a votare. Nulla contro Salvini, anzi, lo apprezzo. Sono gli alleati di forza italia che non mi convincono. A me piace la destra del Manifesto di Verona, non quella finto-borghese. Alle prossime comunali a Genova spero di vedere anche il simbolo di Sovranità in evidenza. Speriamo che la mafia rossa questa sera resti delusa.

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  11. http://www.imolaoggi.it/2015/04/14/immigrazione-degradare-la-patria-da-madre-degli-italiani-a-matrigna-delle-orde-straniere/





    ARTICOLO ECCELSO CHE CONSIGLIO. ...
    BUONA LETTURA...

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  12. Votare Leganord di Salvini piuttosto del non voto...

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  13. http://www.ilfaroonline.it/2015/05/29/ostia/casapound-il-2-giugno-ad-acilia-contro-il-degrado-e-le-occupazioni-54575.html




    30-05-2015 07:00



    CasaPound: "Il 2 giugno ad Acilia contro il degrado e le occupazioni".

    Chiaraluce: "L'iniziativa è volta ad informare i residenti e a coinvolgerli nella richiesta di un intervento di riqualificazione"

    Il Faro on line - "Martedi 2 Giugno saremo in piazza Capelvenere ad Acilia per chiedere la riqualificazione di una piazza abbandonata al degrado da anni dove tra l'altro ci sono due sedi occupate da Pd e Rifondazione Comunista". Lo ha annunciato in una nota Carlotta Chiaraluce, portavoce di CasaPound Italia nel X Municipio. 

    "Locali chiusi - prosegue il comunicato - muri deturpati, una piazza pedonale che è diventata negli anni il simbolo del degrado di Acilia. In tutto questo due dei locali comunali sono occupati abusivamente da molti anni dal Partito Democratico e da Rifondazione Comunista che hanno qui allestito le loro sedi senza sborsare un euro di affitto". 

    "L'iniziativa di martedi - continua ancora - è volta ad informare i residenti di Acilia e a coinvolgerli nella richiesta alle istituzioni di un intervento concreto di riqualificazione che passa, oltre che da una cura e da una manutenzione adeguata da parte degli enti preposti, dall'assegnazione dei locali commerciali a prezzi sociali, coinvolgendo anche quelle associazioni che possano ridare vita all'intera zona - ha concluso Chiaraluce - organizzando iniziative che mirino a ridare lo spazio all'intero quartiere".

      

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  14. C'È CHI NON HA PAURA E NON INDIETREGGIA.

    VIVA CPI E SOVRANITÀ.







    http://www.umbria24.it/scontro-sfiorato-tra-militanti-di-sovranita-casapound-e-contestatori-di-sinistra-ce-anche-simone-di-stefano/358738.html



    Sabato 30 Maggio 2015 - Aggiornato alle 10:55


    TEMI CALDI: Regionali 2015

    Scontro sfiorato tra militanti di Sovranità – Casapound e contestatori di sinistra, c’è anche Simone Di Stefano v.pres. Cpi. (VIDEO).

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  15. Creare un POLO a volte è utile perché si uniscono le forze per eleggere comunque rappresentanti di ogni partito che appoggia la coalizione.
    Anche io non capisco perché Salvini e Di Stefano non si siano mettersi d'accordo per includere un rappresentante di ""Sovranità"" nell'elenco degli eleggibili in Liguria. .????

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  16. http://www.primopianomolise.it/citta/31484/migranti-a-isernia-mercoledi-presidio-di-casapound/


    Clandestini ad Isernia, mercoledì presidio di CasaPound.
    Per protestare contro l'arrivo in due strutture ricettive della città.

     Vincenzo Ciccone 

    30 maggio 2015

    Un presidio di protesta, nei pressi della Prefettura di Isernia aperto a tutta la cittadinanza,per protestare contro la decisione del Prefetto di dare il via al trasferimento di decine di immigrati irregolari in due strutture ricettive del capoluogo pentro, oltre che in altri dieci siti dislocati in altrettanti comuni della provincia di Isernia.

    È l’iniziativa che il movimento CasaPound Italia ha patrocinato per mercoledì prossimo, dalle 15.30, per dar voce all’esasperazione di tanti cittadini per il previsto arrivo dei migranti in città nell’ambito del piano nazionale per l’accoglienza.

    “Mercoledì 3 diremo no all’apertura di centri di accoglienza nella nostra città. Si tratterà di un presidio assolutamente trasversale, aperto a tutte le associazioni ed a tutti i cittadini, con come unico simbolo quello del Tricolore, vessillo di tutti gli italiani non più disposti a subire i soprusi e le ingiustizie di un sistema mostruoso messo in piedi sulle loro spalle per favorire gli interessi di pochi”, spiega in una nota Agostino Di Giacomo, responsabile isernino di CasaPound.

    “È davvero paradossale – prosegue Di Giacomo – che il Molise, piccolo e scarsamente popolato, debba finire con l’essere la prima regione italiana per rapporto tra popolazione ed immigrati accolti nei centri, con tutte le conseguenze derivanti dall’impossibilità per una terra povera ed afflitta da una gravissima crisi occupazionale come la nostra di gestire adeguatamente flussi migratori assolutamente sproporzionati rispetto alle capacità di accoglienza. E ancora ci chiediamo con quali criteri si sia scelto di permettere lo stanziamento dei clandestini in via Berta in prossimità degli istituti superiori Cuoco e Manuppella".

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  17. https://m.facebook.com/683681458415714/photos/a.683683245082202.1073741827.683681458415714/749177775199415/?type=1&source=44&refid=17


    Sovranità - Liguria è su Facebook. 


    In Liguria Sovranità invita i propri supporters a votare Leganord di Salvini scrivendo Rixi come candidato consigliere regionale.

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  18. i clandestini ci stanno invadendo i rom vivono sulle nostre spalle ci rubano e ci uccidono i politici ben consapevoli ci magnano e le coperative proliferano... sono arrivato alla conclusione che gli italiani non sono maturi per la democrazia siamo un popolo di stronzi se non ci ribelliamo aridatece il puzzone.....

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  19. http://www.isernianews.it/cronaca/37897-no-ai-migranti-a-isernia-casapound-chiama-alla-mobilitazione.html



    30 maggio 2015



    MOBILITAZIONE GENERALE PER CACCIARE VIA QUESTO GOVERNO DI MAFIOSI PIDDINI IMMIGRAZIONISTI AFFARISTI TRADITORI INFAMI. .

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    1. In 24 ore hanno fatto sbarcare 4000 clandestini su cui speculare con soldi pubblici e sono stati quei farabutti piddini che sperano di farne elettori ""cittadinati"" sperando che noi PATRIOTI staremo con le mani in mano ma si illudono perché ci stiamo preparando allo scontro violento per arrestare l'invasione assurda Incontenibile..

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  20. http://www.isernianews.it/cronaca/37897-no-ai-migranti-a-isernia-casapound-chiama-alla-mobilitazione.html

    30 maggio 2015

    ISERNIA. Un presidio di protesta, nei pressi della prefettura di Isernia, senza simboli politici e aperto a tutta la cittadinanza, per protestare contro la decisione del prefetto di dare il via al trasferimento di decine di immigrati irregolari in due strutture ricettive del capoluogo pentro, oltre che in altre dieci strutture dislocate in altrettanti comuni della provincia di Isernia. E' questa l'iniziativa patrocinata dal movimento CasaPound Italia per dar voce all'esasperazione di tanti cittadini isernini per il previsto arrivo di clandestini in città, nell'ambito del piano nazionale per l'accoglienza.

    "Mercoledì 3 giugno – spiega Agostino Di Giacomo, responsabile isernino CasaPound - dalle ore 15:30 saremo in via Kennedy, di fronte alla prefettura, per dire no all'apertura di centri di accoglienza nella nostra città. Si tratterà di un presidio assolutamente trasversale, aperto a tutte le associazioni e a tutti i cittadini, con unico simbolo quello del tricolore, vessillo di tutti gli italiani non più disposti a subire i soprusi e le ingiustizie di un sistema mostruoso messo in piedi sulle loro spalle per favorire gli interessi di pochi".
    "E' davvero paradossale – prosegue Di Giacomo – che il Molise, piccolo e scarsamente popolato, debba finire con l'essere la prima regione italiana per rapporto tra popolazione e immigrati accolti nei centri, con tutte le conseguenze derivanti dall'impossibilità, per una terra povera e afflitta da una gravissima crisi occupazionale come la nostra, di gestire adeguatamente flussi migratori assolutamente sproporzionati rispetto alle capacità di accoglienza. Eppure, quei soldi che non si trovano quando si parla di risolvere i problemi della sanità, o della viabilità, o di contribuire alla sopravvivenza di un'economia regionale al collasso, sbucano fuori quando si tratta di sovvenzionare strutture di accoglienza. E ancora – prosegue il responsabile isernino di CasaPound – ci chiediamo con quali criteri si sia scelto di permettere lo stanziamento dei clandestini in via Berta in prossimità degli istituti superiori 'Cuoco' e 'Manuppella', senza valutare adeguatamente i possibili rischi per la sicurezza".
    "Mercoledì 3 Giugno – conclude Di Giacomo – scenderemo quindi in piazza assieme a tutti gli isernini esasperati da questa situazione inaccettabile, per far giungere alle autorità quel messaggio di cui l'attuale amministrazione cittadina non sembra in grado di farsi portatrice, come dimostrano i due rinvii consecutivi del Consiglio comunale sul tema dell'immigrazione: il Molise non può essere terra di immigrazione.

    Dunque, dopo l'iniziativa del consigliere comunale di Forza Italia Raimondo Fabrizio, che aveva sollecitato il voto condiviso di un ordine del giorno, da parte dell'assise civica, che dicesse no all'ospitalità di migranti nel centro della città di Isernia, altre iniziative di contrarietà all'arrivo di nuovi profughi nel capoluogo e nei comuni della provincia stanno prendendo piede in queste ore. Da ricordare, infatti, oltre CasaPound, la raccolta di firme da consegnare al prefetto, partita spontaneamente da parte di alcuni cittadini residenti in via Berta che si sono detti assolutamente in disaccordo con l'arrivo di 50 immigrati presso il vicino hotel 'Sayonara', adducendo motivi di ordine pubblico, sicurezza e decoro urbano.


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  21. CASAPOUND NON PUÒ FARSI CARICO DA SOLA DELLA DIFESA DELLA PATRIA IL CUI DOVERE DI FARLO RICADE SU TUTTI. ....

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    1. http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/politica/elezioni-regionali-umbria-al-voto-con-l-incubo-astensione--34303#.VWssAxByzqA

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  22. http://lagazzettadelmolise.it/2015/05/30/basta-migranti-a-isernia/


    C'È CHI NON SI ARRENDE

    VIVA SOVRANITÀ CASAPOUND

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    1. http://www.lamezialive.it/di-stefano-presidente-nazionale-di-sovranita-in-appoggio-di-gianturco/




      28 MAGGIO 2015

      Di Stefano presidente nazionale di Sovranità in appoggio di Gianturco.


      A dare man forte alla candidatura di Mimmo Gianturco è stato Simone Di Stefano, presidente nazionale di “Sovranità – Prima gli Italiani”. “Bisogna dire basta alle ingerenze di un governo che sta svendendo la nostra nazione alla Cina e agli altri paesi europei. La nostra politica, – ha aggiunto – in un contesto di forte crisi economica, è sovranista, sociale ed identitaria. Noi vogliamo fare da portavoce agli interessi del popolo italiano – ha concluso – le cui di fasce deboli si impoveriscono sempre di più, in cui vi è una forte disoccupazione giovanile e una tassazione che strangola i settori produttivi”. Accanto a lui, oltre a Gianturco, anche l’avvocato Fabrizio Falvoche dinnanzi ad un Corso Nicotera colmo di gente ha dichiarato la sua piena fiducia nel progetto politico di Gianturco definendolo “un giovane sostenuto da giovani e gente comune”.

      Gianturco, candidato a sindaco, ha colto l’occasione per criticare “l’ultimo ventennio di amministrazione di centro sinistra che ha messo in ginocchio la nostra città”. Il candidato ha precisato altresì che “a differenza degli altri candidati, la nostra campagna elettorale è iniziata 6 anni fa e non da un mese. Abbiate il coraggio di dire No a quei politici che in campagna elettorale vi fanno le solite false promesse dicendovi addirittura che creeranno migliaia di posti di lavoro”.

      “Lavoro, politiche sociali e sicurezza – ha dichiarato – sono le nostre priorità. Incrementeremo il lavoro in città tramite una squadra composta da persone altamente qualificate che elaborerà progetti finalizzati all’attrazione di fondi europei, predisporrà un marketing territoriale per attrarre investimenti e seguirà imprenditori ed artigiani nel mondo del lavoro in tutte le sue criticità. Per quanto riguarda le politiche sociali, uno dei nostri obiettivi sarà quello di risolvere l’emergenza abitativa. Lo faremo tramite il nostro progetto “Mutuo Sociale”. La sicurezza del territorio e della comunità – ha concluso – verrà garantita con un serio piano di protezione civile nonché dallo smantellamento immediato del campo rom di Scordovillo".

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    2. 1^PARTE. .......



      http://www.umbria24.it/regionali-intervista-a-di-stefano-la-regione-deve-acquistare-last-e-voglio-una-banca-pubblica/358425.html

      SPECIALE ELEZIONI 2015
      Regionali, intervista a Di Stefano: «La Regione deve acquistare l’Ast, e voglio una banca pubblica»

      27 MAGGIO 2015 

      Parla il candidato presidente di Sovranità: «Appena eletto modificherò la legge sulle case popolari: prima gli umbri. E45? Deve essere un'autostrada gratuita. Rifiuti, Css non è una buona scelta»


      di Daniele Bovi

      Prosegue con Simone Di Stefano, candidato presidente per Sovranità, la serie di interviste (dieci domande uguali per tutti) a coloro che il 31 maggio correranno per succedere a Catiuscia Marini alla guida della Regione. In fondo alla pagina i link alle altre interviste.

      L’Umbria esce sfibrata da 8 anni di crisi. Come immagina l’Umbria dei prossimi anni e quali sono i progetti chiave sui quali costruirla?

      «L’Umbria può rialzarsi solo se non trascura nessuna delle sue vocazioni, e se si interviene con forza su di esse: non credete a chi sostiene che la sua unica vocazione sia quella turistica, che va comunque incoraggiata e sfruttata a pieno. Anche il settore agricolo e quello industriale che hanno costituito insieme al primo il cuore dell’economia di questa regione vanno immediatamente rilanciati, e va data assoluta precedenza agli umbri nell’accesso al lavoro, alla scuola, alla casa. Rispetto a questo noi diciamo: prima gli italiani, e gli umbri, ovvero introduciamo un criterio di preferenza nazionale su tutte le graduatorie regionali; istituiamo una banca pubblica regionale; procediamo immediatamente all’acquisizione delle acciaierie di Terni da parte della regione Umbria».

      La Regione vive l’emergenza lavoro. Indichi un provvedimento concreto per favorire l’occupazione specificando le coperture per finanziarlo.

      «Come detto, per rilanciare realmente e non solo a parole l’occupazione, noi proponiamo la creazione di una banca pubblica regionale che, in diretta concorrenza con quelle private, faccia ciò che queste non vogliono fare, se non con gli amici degli amici: finanziare le imprese perché possano ricominciare a investire e ad assumere. Per quanto riguarda le coperture, noi non riteniamo che la banca pubblica debba finanziare l’impresa andando in perdita: sarebbe sufficiente svolgere il ruolo a cui le banche hanno abdicato, e utilizzare i fondi che vengono assegnati per il sostegno al credito per questo e non per investire in titoli tossici».

      Quale criteri userà nella composizione della giunta? Privilegerà gli eletti o coinvolgerà personalità esterne?

      «Privilegeremo le persone capaci».

      Quale sarà il primissimo provvedimento della sua presidenza?

      «Il primo provvedimento sarà sicuramente la modifica immediata del regolamento per l’assegnazione delle case popolari, stabilendo che esse debbano essere prioritariamente assegnate agli italiani».

      L’Umbria fino al 2020 avrà a disposizione le risorse, importanti, dei Fondi europei. Quali sono i suoi piani per l’utilizzo di questi soldi?

      «I fondi europei devono essere utilizzati innanzitutto per il sostegno alle imprese ma va superato l’assurdo meccanismo imposto da Bruxelles per il quale non si possono aiutare le imprese in crisi: è come dire che io ti fornisco un ombrello a patto che non stia piovendo».

      Indichi quali sono i provvedimenti più importanti per il settore dei trasporti. Ritiene la stazione Medioetruria strategica per lo sviluppo dell’Umbria? Cosa intende fare per l’aeroporto?

      «Dobbiamo potenziare l’esistente, compreso l’aeroporto, e rimettere in sesto le nostre strade che devono rimanere pubbliche. L’E45 deve diventare una autostrada vera e propria, ma gratuita. Inoltre serve assolutamente la doppia corsia tra Terni e Spoleto. La stazione medioetruria rischia di essere una cattedrale nel deserto del trasporto ferroviario umbro se non si procederà contestualmente a potenziare i collegamenti ferroviari esistenti e a riqualificare la ferrovia centrale umbria, che in questo momento sembra invece avviata verso la smobilitazione».

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    3. 2^ PARTE. ....




      http://www.umbria24.it/regionali-intervista-a-di-stefano-la-regione-deve-acquistare-last-e-voglio-una-banca-pubblica/358425.html


      27 MAGGIO 2015 

      ..
      A proposito di trasparenza e partecipazione democratica la Regione ha ancora molto da fare. Cosa intende fare riguardo questi due capitoli?

      «La regione deve essere rappresentanza reale del popolo e del territorio e non replica delle inefficienze del governo. Il problema si risolve innanzitutto con un ricambio totale della classe politica: ovvero mandando a casa chi ha governato negli ultimi 70 anni».

      Intende dare vita ad un processo di revisione della spesa magari sollecitando il consiglio all’istituzione di una commissione apposita?

      «Bisogna istituire una commissione ma poi vanno rimossi immediatamente i dirigenti colpevoli di sprechi e inefficienze: cosa che non si è mai fatta perché naturalmente legati al Pd e alla sinistra umbra. E’ una delle ragioni per cui il 31 Maggio è indispensabile cambiare».

      Chiusura del ciclo dei rifiuti: intende proseguire con la produzione di Css?

      «In Umbria siamo ancora lontani dagli obiettivi di legge del 65% di raccolta differenziata, i disservizi sono frequenti come a Calvi dell’Umbria in provincia di Terni, inoltre su Terni insistono due inceneritori in una zona tra le più contaminate. Per di più, il volume dei rifiuti è in diminuzione a causa della crisi economica e industriale.
      Riteniamo che il combustibile solido secondario (Css) da bruciare negli inceneritori e nei cementifici non rappresenti la soluzione migliore per chiudere il ciclo dei rifiuti, piuttosto la priorità va data al recupero delle risorse in termini di materiali utili, connesso allo sviluppo della filiera industriale del recupero e valorizzazione degli stessi materiali – metalli, vetro, plastiche, carta e così via – che deve essere incentivata anche con finanziamenti pubblici. Inoltre, la frazione umida (biodegradabile) deve essere avviata a digestione anaerobica (produzione di biogas) su vasta scala, che non presenta problematiche ambientali e sanitarie e che anzi può e deve cogliere le opportunità offerte dalla nuova normativa che consente l’immissione nelle reti gas del biometano. Lo sviluppo di questo importante settore contribuirà, oltre che a chiudere il ciclo di una frazione significativa dei rifiuti, a dare una nuova opportunità di reddito e occupazione anche alle attività agricole, si pensi alla sansa derivante dalle attività olearie, il cui smaltimento rappresenta oggi una voce di costo importante per le imprese del settore. La parte irrecuperabile dei rifiuti è meglio che vada in discariche ben curate – e di esempi ce ne sono molti in Italia – in attesa che un giorno sia magari possibile recuperare una frazione maggiore dei materiali oppure anche valorizzarli come energia ma con sistemi meno inquinanti rispetto ai tradizionali inceneritori».

      Quali sono i tre provvedimenti più importanti in materia ambientale?

      «Il primo provvedimento è stato discusso nella prima parte: incentivazione della raccolta differenziata anche attraverso il porta a porta, recupero di materiali utili e biodigestione anaerobica per l’umido. Nonché, come detto, miglioramento della gestione delle discariche laddove necessario. Il secondo elemento è una maggiore permissività nella installazione di sistemi solari fotovoltaici sul territorio regionale: l’Umbria è ancora indietro, con soli 450 MegaWatt a fronte dei quasi 20mila MegaWatt installati in Italia, che ne fanno il paese con la maggiore produzione di elettricità solare pro-capite al mondo. La risorsa, cioè il sole, non manca, le iniziative imprenditoriali nemmeno, inoltre i 100 occupati nella centrale Enel di Bastardo di cui è annunciata la chiusura potranno avere una strada privilegiata di nuova occupazione proprio nel solare, oltre che nel campo della biodigestione anaerobica.

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    4. 3^PARTE. ....




      http://www.umbria24.it/regionali-intervista-a-di-stefano-la-regione-deve-acquistare-last-e-voglio-una-banca-pubblica/358425.html


      27 MAGGIO 2015 


      di Daniele Bovi

      ..........
      La Regione si impegnerà per questo, e la partita del solare dovrà giocarsi anche a livello nazionale, ripristinando incentivazioni adeguate che – come è stato dimostrato – si ripagano da sole attraverso l’effetto di riduzione della bolletta elettrica (anche se chi ha investito nelle centrali e gas e a carbone come la Sorgenia di De Benedetti non la prenderà tanto bene). Il terzo provvedimento, a nostro avviso, potrà riguardare lo sviluppo dell’industria dei veicoli elettrici e soprattutto delle infrastrutture connesse. Il mondo va in quella direzione, le batterie elettriche sono sempre più capaci ed efficienti, e le opportunità per l’industria regionale – poiché le competenze già esistono – possono essere molto importanti. Come ovvio corollario, diminuirà l’inquinamento dell’aria e quello acustico, restituendo alla “Regione verde” per eccellenza uno stato ambientale eccellente».

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  23. http://lagazzettadelmolise.it/2015/05/30/basta-migranti-a-isernia/


    VIVA casapound

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  24. Secondo me, l`Unione Europea, sta sabotando tutto ciò che è "MADE IN ITALY". Anzitutto, LA PROTEZIONE DEI ROM e dei SINTI, che stanno impestando il paese, con la loro delinquenza e mala sanità in cui vivono, secondariamente l`OBBLIGO di tenere aperte le frontiere via mare. Mentre i FASCIO-SOCIAL-COMUNISTI al governo stanno devastando il paese con le tasse, sperperando il danaro pubblico, in salari da NABABBI, PENSIONI d`ORO, VITALIZI e ASSECONDANDO LE MAFIE e la DELINQUENZA a prendere il potere su tutto il paese!!! TUTTO QUESTO DEVE FINIRE,PER IL BENE DEL PAESE. """Al confronto, Hitler e Stalin erano dei costruttori, MENTRE I RAPRESENTANTI DEL GOVERNO E DELLA GIUSTIZIA, Italiana ed Europea,SONO DEI DISTRUTTORI, DEI SABOTATORI""".

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  25. Un plauso alla Francia. E' sacrosanto che una Nazione difenda i propri confini e respinga gli indesiderati. La Francia lo fa e se ne infischia dei trattati che dovrebbero considerarsi nulli o da rivedere perchè la realtà è cambiata. La Francia si difende e nessuno la bacchetta. Allora, perchè non fa altrettanto l'Italia? Vuoi vedere che le bacchettate dell'Europa nei nostri confronti sono una grossa bugia oppure, sono commissionate da una certa parte politica che ne trae profitto?
    I francesi hanno a casa loro milioni di algerini e diverse etnie e pagano a caro prezzo questa situazione. Che ce li rimandino indietro senza rispettare i patti fanno i cavoli loro e fanno bene.Noi siamo dei babbei e conseguentemente ...cavoli nostri!
    Ma noi,cosa aspettiamo a fregarcene dell'Europa ed a respingere gli Immigrati?Certo,bisogna avere le Palle!La maggioranza degli Italiani,però,sarebbe solidale!

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  26. A suo tempo Sarkozy non chiese il permesso a nessuno per mandare i suoi aerei a bombardare Gheddafi, con tutto quello che ancora oggi ne segue. Oggi il suo successore Hollande non chiede il permesso a nessuno per sospendere il trattato di Schengen alla frontiera con l'Italia. I Paesi veri fanno i loro interessi senza bisogno di autorizzazioni, solo i nostri governanti pavidi e incapaci non si permettono neanche di allacciarsi le scarpe senza il permesso di papà.
    ...L'Italia ha persa totalmente la sua sovranità nazionale; E' il Paese del "signor sì" all'Europa.
    Alfano e governo intero dichiarino pubblicamente che hanno deciso di dare la massima collaborazione ai trafficanti di uomini e al business dei clandestini, almeno lo si sa ufficialmente ed evitiamo di inca@@arci tutti i giorni.

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  27. http://www.catanzaroinforma.it/index.php/169237-comuni-al-voto-anche-nel-catanzarese-per-rinnovare-le-amministrazioni-locali.html



    31 maggio 2015

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  28. http://www.umbria24.it/perugia-tensione-alla-fine-del-comizio-di-sovranita-scontro-sfiorato-in-piazza-italia/358731.html

    31 MAGGIO 2015




    C'È CHI NON SI ARRENDE ED È VERO PATRIOTA
    VIVA SOVRANITÀ CASAPOUND

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  29. 1^ PARTE. ......



    http://www.intelligonews.it/articoli/28-maggio-2015/27016/rom-pirati-simone-di-stefano-rivela-i-minori-di-quel-campo-li-conosciamo-bene-


    Rom pirati, Simone Di Stefano rivela: "I minori di quel campo li conosciamo bene..."

    28 maggio 2015

    Marco Guerra

    Censimento di tutti i rom, espulsione immediata dei nomadi stranieri e percorsi forzati di inserimento nella società civile per quelli italiani. All’indomani dell’incidente al quartiere Battistini, Simone Di Stefano, candidato di Sovranità alla presidenza dell'Umbria e vice-presidente di Casa Pound, parlando con IntelligoNews chiede un giro di vite sul fenomeno dell’illegalità diffusa nei campi rom. Ricorda inoltre che Casa Pound protestò proprio contro il  campo da cui proverrebbero gli autori della fuga a tutta velocità e del incidente costato la vita ad una 44enne filippina...


    Che idea si è fatto dei drammatici avvenimenti di ieri sera al quartiere Battistini di Roma?


    “Guarda caso la ragazza catturata dalla polizia dopo l’inseguimento proviene proprio dal campo rom di Torrevecchia che fu oggetto delle nostre proteste avvenute davanti alle scuole che volevamo  proteggere dagli assalti dei ragazzini nomadi”.


    Può ricordarci meglio quegli avvenimenti?


    “Nel novembre scorso, alcuni rappresentati del Blocco Studentesco, organo studentesco di CasaPound, organizzarono un sit-in davanti ai cancelli di alcuni istituiti scolatici della zona, che erano stati ripetutamente presi di mira dal lancio di sassi e da atti di vandalismo condotti da ragazzi appartenenti al campo rom di via Cesare Lumbroso, lo stesso insediamento da cui proviene la 17enne arrestata e da cui, molto probabilmente, proverranno anche i due soggetti in fuga”.


    Se non sbaglio all’epoca siete stati accusati di aver impedito ai bambini rom l'accesso a scuola...


    “Si, naturalmente non è vero, ma è significativo il fatto che quelle accuse furono mosse da alcune cooperative e altre realtà coinvolte nella gestione del campo rom. Soggetti che pochi mesi dopo sono stati coinvolti nello scandalo di Roma Capitale”.


    Quindi ora vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe? Della serie noi ve l’avevamo detto...


    “Dico solo che non so cosa altro debba succedere prima che si prenda una decisione drastica sui campi rom. Non è più tollerabile che esistano dei luoghi in cui la legalità sia completamente sospesa, dove sia consentito a delle persone assistite dallo Stato di passare le giornate facendo piccoli furti, scorazzando in giro con la macchina e facendo atti di teppismo nelle aree circostanti. Posti dove i minori sono fuori da qualsiasi percorso scolastico e di formazione e dove i bambini più piccoli vengono lasciati incustoditi a giocare tra i liquami”.


    La situazione all’interno dei campi è abbastanza nota a tutti. Finora a latitare sono state le soluzioni. Lei cosa propone?


    “Dobbiamo impedire che queste persone continuino a condurre questa vita. In primis ci vuole un censimento molto rigido per capire se si tratta di cittadini italiani o stranieri, per sapere di cosa vivono e se mandano i figli a scuola o li buttano in giro a mendicare. Gli stranieri che non rispettano le nostre leggi vanno subito rimandati nei loro Paesi di origine, mentre gli italiani vanno inseriti in percorsi obbligatori di inserimento nella società civile. Va visto bene chi lavora e chi sta senza far niente, nel secondo caso possono essere mandati a spazzare le strade finché non si procurano un’occupazione. Ma il tutto deve farlo lo Stato in prima persona. Ogni forma di associazionismo deve essere cancellata dalla gestione della questione rom. È inutile che il comune dia i fondi ad una cooperativa che poi, tanto per fare un esempio, magari fa la cresta sull’acquisto dei pulmini per portare i bimbi rom scuola”.


    La tragedia di ieri sera dice anche un’altra cosa.Tra le vittime ci sono anche extracomunitari che tornavano a casa. Insomma la sicurezza e una cosa che riguarda tutti, in primo luogo le classi più svantaggiate che predono mezzi pubblici e vivono in estrema periferia...

    RispondiElimina
  30. 2^ PARTE. ....



    http://www.intelligonews.it/articoli/28-maggio-2015/27016/rom-pirati-simone-di-stefano-rivela-i-minori-di-quel-campo-li-conosciamo-bene-

    28 maggio 2015

     Marco Guerra

    ...........
    Quindi vivere nella legalità è un diritto per tutti, italiani e stranieri...


    “Certamente, anche se noi rimaniamo fortemente contrari alle nuove forme di immigrazione di massa che spesso sono tra i primi fattori di degrado delle città italiane. Tuttavia gli immigrati che già sono qua possono restare e hanno il diritto ad essere tutelati come gli italiani”.

     

    Anche se può sembrare un ragionamento cinico, non crede che  questo drammatico incidente non fa che alimentare quell’indignazione che sta portando tanti consensi al leader della lega Salvini...


    “La sinistra è lontana dal sentire del popolo e i cittadini hanno gli occhi bene aperti. I commentatori “politicamente corretti” non possono più far finta che il problema non esista. Salvini va in tv e dice cose chiare, apprezzate da gran parte degli italiani. Sovranità a Roma ha riempito il  teatro Brancaccio con 1500 persone anche grazie alla presenza del leader della Lega.  Notiamo un interesse crescente verso Salvini anche durante i banchetti e le iniziative che organizziamo nei vari quartieri della capitale”.


    Per chiudere vuole mandare un messaggio al sindaco Marino?


    “Si, che deve dimettersi immediatamente! La bufera di Roma capitale, che ha visto coinvolte in prevalenza cooperative di sinistra e personaggi vicini al Pd, è passata su questa giunta come se nulla fosse. E deve dimettersi dopo i fatti di ieri sera perché comune ha dato l’ennesima dimostrazione di aver fallito nella gestione della sicurezza e dei campi rom”.


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  31. http://www.giornaledellumbria.it/article/article228321.html


    Di Stefano con “Sovranità” per la ricetta anti moderati.

    VEN, 29/05/2015


    Parole d’ordine: una banca regionale per sovvenzionare la piccola e media impresa che boccheggia e poi una priorità legata al suolo e al sangue: gli italiani prima di tutto e sopra ad ogni cosa. L’immigrazione come bersaglio politico su cui battere «per raccogliere e dare un senso politico alla giusta rabbia e indignazione degli italiani che non si vedono padroni a casa loro». Simone Di Stefano, 38 anni originario di Roma ma che conosce bene la nostra regione per aver vissuto a lungo ad Acquasparta, è il candidato presidente alla Regione della lista “Sovranità Prima gli italiani”. Di Stefano, che ha iniziato la sua carriera politica nel Fronte della Gioventù, è attualmente il vice presidente nazionale di Casa Pound.
    Di Stefano, tra i suoi slogan c’è quello che dice di “non votare i moderati”, che cosa intende con questa espressione?
    «Dire moderati è nominare centrodestra e centrosinistra che sono le due stesse facce della medaglia e che hanno portato allo sfascio questo Paese e anche l’Umbria. Di fronte ai problemi hanno la medesima ricetta che però, come si vede, ha fallito. Noi ci collochiamo all’opposto e pensiamo che gli italiani e gli umbri debbano riappropriarsi dei loro diritti, non si possono dare soldi per il mantenimento degli immigrati e poi vedere intere famiglie di italiani sul lastrico per colpa della crisi. I migranti vanno aiutati a casa loro altrimenti si rischia di innescare una bomba sociale».
    Sul tema dell’immigrazione, Di Stefano, arrivate però in ritardo perché la Lega di Salvini ne ha fatto ormai un cavallo di battaglia?
    «La Lega e Salvini non sono assolutamente credibili perché in Umbria come a livello nazionale hanno deciso di allearsi con delle forze che sono tra i responsabili di questa situazione: sia Ricci che la Marini fanno parte di un sistema che di fatto non ha mai prodotto una soluzione a beneficio degli umbri».
    Ma lei ritiene davvero fattibile il progetto di una banca pubblica regionale?
    «Non è plausibile per tutti coloro che si lamentano della disoccupazione senza poi fare nulla, una banca pubblica con a capo la Regione permetterebbe di dare ossigeno a tutte quelle realtà produttive piccole e medie che oggi sono costrette a fallire perché gli istituti di credito privati non gli concedono fiducia. Troppe aziende umbre ed italiane sono andate nelle mani delle multinazionali straniere proprio per questo motivo e secondo noi è giunta l’ora d’invertire la tendenza».
    Quello della sicurezza è un altro dei temi su cui insiste molto, ma qual è la vostra analisi della situazione?
    «Ogni volta che succede qualcosa, omicidi, stupri o scippi, il refrain che si sente è quello che per la sicurezza non ci sono fondi, salvo poi accorgersi che ci ritroviamo che un certo buonismo e lassismo s’impegna per dare agli immigrati accoglienza in alberghi a cinque stelle muniti di tutti i comfort. A noi questo non sembra giusto in primo luogo nei confronti di tutti quei cittadini italiani onesti che alla fine devono sopportare situazioni di pericolo a causa della malafede di chi li governa».
    Cosa risponde a chi vi accusa di fomentare o tollerare la violenza?
    «Accusa ingiusta e infondata di chi non ci conosce o non vuole conoscerci, noi ci confrontiamo con tutti e non usiamo violenza verso nessuno, i cittadini sono giustamente arrabbiati perché la classe politica non li ascolta più mentre noi vogliamo dare voce e dignità a questa rabbia».






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  32. Kai Murros: Why The European Left Is Dying ~Oxford University Speech:

    https://endzog.wordpress.com/2015/05/30/kai-murros-why-the-european-left-is-dying-oxford-university/

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    1. http://whitewolfrevolution.blogspot.it/2015/02/la-nazione-e-lo-sviluppo-di-un-sistema.html?m=1

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  33. Il malaffare mafioso parassita piddino è talmente radicato nel tessuto sociale italiano che solo una epidemia di peste mirata potrebbe uccidere questi criminali in servizio permanente.
    Il risultato di queste elezioni amministrative 2015 purtroppo ci danno una GRAMIGNA ancora molto diffusa ovunque.
    Solo una rivoluzione cruenta potrebbe riportare ordine e legalità politico/amm.vi. ..

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  34. La propaganda manipola in profondità l’opinione pubblica che crede di trovarsi “dalla parte giusta”. Ecco che, allora, la morte violenta di pochi fornisce l’alibi per stragi belliche di ben più ampie proporzioni.Naturalmente anche all’interno delle idee o delle interpretazioni dei fatti proposte dai politici o dagli organi di stampa vi possono essere degli elementi di verità, ma si tratta sovente solo di verità parziali, dunque ancora più pericolose.“perché moltissime idee che diventano di dominio pubblico per mano occulta non sono false, ma sono mezze verità o anche un quarto o un ottavo di verità. Proprio perché recano in sé una parte di vero possono essere strumentalizzate per questo o quello scopo in modo unilaterale”.
    All’occultista è noto che vi sono connessioni che dal mondo esteriore portano alle confraternite occulte, così come esistono collegamenti tra queste ultime e il mondo spirituale. Quando vi sono persone che operano utilizzando forze a livello invisibile – sia positive che negative - ciò di regola si manifesta in ampi ambiti temporali; al tempo stesso queste persone, che lavorano occultamente senza scrupoli, mostrano di avere una visione particolarmente ampia di quanto accade negli avvenimenti storici. Essi, in genere, utilizzano movimenti spirituali esistenti, per conseguire i loro obiettivi. Sovente si tratta di uomini che non si palesano sul piano esteriore, servendosi di intermediari per mezzo dei quali conseguire i risultati voluti.“Si tratta di cose che devono svolgersi in modo da non essere notate dalle altre persone.
    E se qualche occultista non particolarmente coscienzioso si prefigge di influenzare altri uomini, riuscirà a esercitare un influsso ben determinato”“ nel modo in cui si scrive solitamente la storia, la gente viene completamente ingannata, fuorviata. Invece anche nella storiografia bisogna andare più a fondo”.
    A tal proposito, un argomento controverso è, ad esempio, quello che riguarda gli USA. Vi sono – e giustamente - persone che trovano unilaterale e scorretto gettare addosso al popolo americano la croce di ogni male del mondo, pur se la politica degli Stati Uniti è oggi la punta di diamante del devastante progetto denominato New World Order.Vivendo da anni in questo Paese e conoscendone la storia ritengo che la principale responsabilità attribuibile al popolo americano sia quella di non essere stato in grado di contrastare la deriva autoritaria e antidemocratica degli ultimi decenni. Personaggi come Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, Thomas Paine e altri sono stati dei leader capaci e integri Purtroppo, come in molti altri casi, le lodevoli intenzioni iniziali sono state soppiantate da progetti di dominio globale e il primo a essere stato tradito è stato proprio il popolo americano.
    La dottrina dell’eccezionalità della missione degli Stati Uniti – l’aver raccolto l’eredità dell’Impero Romano - ha invero una radice reale, in quanto questa nazione oggi avrebbe il compito di guidare il mondo, ma dovrebbe farlo in modo ben diverso da come lo sta facendo. “Un insegnamento fondamentale a orientamento occulto di questo tipo, che affiora in certe fratellanze, è che per il quinto periodo postatlantico le persone di lingua inglese sono l’equivalente del popolo romano per il quarto”.“L’esperienza di lunghi anni e l’osservazione attenta del corso della storia mondiale mi hanno portato a constatare che, soprattutto nel popolo anglosassone, e in particolare in certi suoi gruppi, c’è una visione della politica in un qualche senso grandiosa.c’è un buon numero di personaggi imbevuti dell’idea che la ‘razza anglosassone’, per via di certe forze evolutive, abbia la missione di esercitare un vero e proprio dominio sul mondo, nel presente e nel futuro, per molti secoli ancora (potrebbero non avere torto! !!).
    Questa convinzione è profondamente radicata nelle personalità che guidano la razza anglosassone, come lo è una certa concezione materialistica della strategia da adottare nel mondo”.

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  35. COMPLIMENTI A
    SIMONE DI STEFANO
    CHE ALLE REGIONALI IN UMBRIA HA AVUTO MIGLIAIA DI VOTI.
    È IL SEGNO CHE LENTAMENTE MA INESORABILMENTE CASAPOUND AUMENTA I CONSENSI TRA IL POPOLO PATRIOTA IDENTITARIA.

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  36. Congratulazioni a Sovranità che con Simone Di Stefano in Umbria ha ottenuto migliaia di voti...

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  37. Ho potuto leggere qua e là che i votanti in Umbria erano 705.819 e che ha votato il 55,41% e cioè 391.094 cittadini aventi diritto.
    Di questi circa 2700 hanno espresso il voto di preferenza al candidato governatore per la lista Sovranità Simone Di Stefano (correggetemi se ho sbagliato).

    Mica male se si considera l'ostruzionismo violento che subisce quotidianamente casapound sovranità e il quasi totale boicottaggio dei mezzi di distrazione di massa televisivi e di carta stampata.

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    Risposte
    1. http://www.umbriajournal.com/politica/blitz-di-sovranita-allostello-spagnoli-basta-accoglienza-di-presunti-rifugiati-a-perugia-163587/

      Elimina
  38. http://www.imolaoggi.it/2015/05/31/che-succede-quando-la-terza-carica-dello-stato-chiede-di-cedere-la-sovranita-nazionale/


    Che succede quando la terza carica dello Stato chiede di cedere la sovranità nazionale?

    domenica, 31, maggio, 2015

    Laura Boldrini tra una frase e l’altra a favore dell’immigrazione e contro gli italiani, frasi dirette unicamente a provocare la rabbia dei cittadini sviando le masse dai veri problemi, ha dimostrato la sua vera indole e come sappia tramare contro gli interessi nazionali portando avanti ben più insidiose ed oscure azioni.

    Dunque quando la Boldrini afferma “sogno un premier rom” ovviamente lo fa solo per suscitare reazioni scomposte e distrarre. Non sono queste le frasi davvero gravi che questa persona ha pronunciato, non sono queste le azioni che ci devono interessare realmente e che ci devono indignare.

    Quello che invece rileva, perché purtroppo ha conseguenze drammatiche per il Paese, è la richiesta di cessione della sovranità nazionale e le azioni volte ad attuare predette cessioni. La Boldrini, nel silenzio quasi generale, ha chiesto il compimento di un atto eversivo contro la personalità dello Stato, ma i media si concentrano sulla sciocchezza stellare del premier rom (peraltro la terza carica dello Stato finge di non conoscere nemmeno il funzionamento dell’ordinamento Repubblicano il quale non prevede premierati, siamo in una democrazia parlamentare)

    Ergo non sono gravi le idiozie che la Boldrini scientemente proferisce sull’immigrazione maè grave il fatto che la suddetta lavori specificatamente affinché il nostro Stato venga rapidamente smantellato, arrivando ad invocare addirittura che siano vinte le resistenze popolari alla cessione della sovranità. Invocando ciò che appare come un colpo di Stato tecnicamente violento, poiché basato sulla cooptazione delle volontà.

    Chiariamo ancora una volta un concetto, su cui come sapete mi ripeto spesso perché è il punto centrale della grave crisi in cui versa il Paese. Lo Stato si compone di territorio, popolo e sovranità. Posto che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità ovviamente appartiene al popolo ex art. 1 Cost.

    Dunque il fatto stesso che la terza carica dello Stato invochi la cessione della sovranità (e dunque il fatto che il popolo italiano non sia più sovrano sul proprio territorio) è per definizione una dichiarazione eversiva d’inaudita gravità. Un fatto sanzionato pesantemente dal codice penale (punito fino all’ergastolo).

    La Boldrini andrebbe processata e condannata per delitti contro la personalità dello Stato o quanto meno per istigazione al loro compimento (scaricate qui la denuncia già compilata).

    Nonostante ciò si parla della Boldrini solo quando chiede di essere chiamata “La Presidenta” (italiano questo sconosciuto) o quando invoca l’occupazione dell’Italia da parte degli immigrati. Ma tutto questo è fumo negli occhi. La Boldrini, mentre millanta rom al Governo e fa sfoggio del più risibile “politicamente corretto” che si sia mai visto, in realtà si adopera per la cessione della sovranità appartenente al popolo italiano a soggetti terzi, quei soggetti che stranamente piacciono moltissimo a multinazionali e lobby finanziarie.

    Dunque cosa accade quando la terza carica dello Stato chiede di cedere sovranità nazionale? Accade che siamo in presenza di un colpo di Stato ma, il deficit culturale imposto con il lavaggio del cervello mediatico alle masse, rende i più incapaci di accorgersi della gravità dei fatti in corso.

    Le crisi e le gravi crisi sono lo strumento per obbligarci a cedere la nostra sovranità, lo diceva già Monti e da allora nulla è cambiato, al timone abbiamo ancora traditori dell’ordinamento costituzionali e soggetti che perseguono interessi stranieri come ammesso anche dal deputato PD, D’Attorre.

    Apriamo gli occhi!

    Marco Mori – avvocato

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  39. SOVRANITÀ PRIMA GLI ITALIANI

    Per arrestare il genocidio della razza italiana pianificato da poteri occulti che hanno imposto un governo di traditori piddini....

    RispondiElimina
  40. SI SONO CAGATI SOTTO ALLE MINACCE DEI LORO AMICHETTI AFRICANI E DA BRAVI FROCI SI SONO DATI A GAMBE LEVATE QUESTI MASCHIONI IN TENUTA SUDTIROLESE. ....???
    È SOLO L'INIZIO DI UN FUTURO DI SOTTOMISSIONE AI NEGROIDI SUGGERITO DA VENDOLA E FROCETTI.



    http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/aggrediti-dagli-africani-la-reazione-colpa-di-casapound-24607/



    Aggrediti dagli africani. La reazione? “Colpa di CasaPound”.

    Roberto Derta

    giugno 1st, 2015

    Bolzano, 1 giu – Ha veramente del surreale la vicenda accaduta a Ora, comune in provincia di Bolzano. Due ragazzi sudtirolesi, infatti, sono stati minacciati, derisi e aggrediti verbalmente perché indossavano i Lederhosen, i tradizionali pantaloni corti di cuoio con bretelle diffusi in Baviera, Austria, Svizzera e Trentino-Alto Adige.

    L’episodio sarebbe avvenuto durante una festa nel paese della Bassa Atesina ai danni di due giovani di Caldaro. Ma ecco come ha commentato Roland Lang, capo del Suedtiroler Heimatbund: “Indossavano i costumi tipici e sono stati presi in giro pesantemente da alcuni ragazzi di origine africana che parlavano un italiano stentato. Si è evitato il pestaggio solo perché i provocatori erano una netta minoranza dei presenti.L’avanzata di CasaPound a Bolzano e gli episodi di neonazismo in val Passiria lanciano segnali sinistri. Non possiamo rischiare di arrivare alle minacce di morte e chiediamo vengano presi provvedimenti esemplari contro qualsiasi tipo di discriminazione”.

    Sì, avete letto bene: degli africani prendono di petto due ragazzi e la colpa è di CasaPound, che nella zona ora è nell’occhio del ciclone in seguito all’elezione in consiglio comunale di Andrea Bonazza, responsabile locale di Cpi. All’esponente della tartaruga frecciata vengono mosse in modo abbastanza fantasioso varie accuse, fra cui quella immancabile di razzismo. Come questo si concili con le aggressioni degli africani ai simboli identitari europeo è però un mistero che solo le raffinatissime menti del revanscismo sudtirolese possono aiutarci a decifrare.








    Commento:

    giu 01 - 15:19
    Reply
    ma sti heimatbund non sono neonazisti?
    facciano lavorare i negri, li assumano in regione e così voteranno sudtiroler e diventeranno nazisti pure loro.

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    Risposte
    1. Più che Sudtirolesi li definirei Sudcerebrolesi visto che gli africani parassiti e spacciatori li accolgono a. ...chiappe aperte! !!!!!!

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  41. Sovranità prima gli italiani è una goccia che scava nella roccia.....
    Urra'.....

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  42. L’astensionismo è il vero vincitore di queste elezioni.Un dato che va letto in filigrana e che lascia il sospetto che esista una chiara strategia di allontanamento degli italiani dalla politica come strumento di governo: d’altronde la scelta di effettuare il voto in mezzo a un ponte di quattro giorni è masochismo politico per chiunque consideri la partecipazione un valore e il voto un “dovere politico” costituzionalmente sancito. Fa torto all’intelligenza politica di chi ha preso questa decisione anche solo il pensare che la data sia stata scelta a caso e senza valutarne l’impatto sull’afflusso alle urne.
    Il qualunquismo, ossia l’adesione tiepida ancorché rabbiosa a idee generiche e non ideologizzate come voto di protesta, ha fatto un passo ulteriore diventando il “tanto sono tutti uguali” che spinge al non voto. Una tipologia di elettore (o meglio, di mancato elettore) che ha sempre colpito il centrodestra per la natura sociologica della propria base. Anche se ultimamente questa tipologia si è estesa anche al PD, partito sempre meno dotato di una base ideologica e di una identità, è il centrodestra che subisce il colpo. Anche perché il “voto di protesta” tende a scomparire e a trasformarsi in uno “sciopero elettorale”.
    Il risultato dell’astensione diventa così un vero e proprio strumento col quale puntellare il pericolante consenso verso il centrosinistra. E lo si ottiene, paradossalmente, proprio adottando politiche di governo mediocri o disastrose (Roma ne è il caso più eclatante), che senza rinunciare da un lato a rafforzare le clientele e lo zoccolo duro dei consensi, dall’altra tendono a disamorare e frustrare chi ha una inclinazione non ideologica verso la politica e più facilmente può buttarsi nello scoraggiato “tanto sono tutti uguali”. E’ questo, sostanzialmente, l’elettorato moderato, quello che si contendono PD e centrodestra e che è il vero ago della bilancia.
    Non è un caso che il Veneto, esempio di buongoverno, abbia portato alle urne un numero d’elettori maggiore che non le altre regioni. Né che il dato dell’astensione sia stato drammatico in Toscana e in Puglia, i cui popoli sono stati depressi da scandali e malgoverno e dove la vera notizia (oltre che il dato di Borghi Aquilini) è che è l’elettorato moderato ad aver disertato i seggi. Dove c’è scollamento e disaffezione degli elettori verso la politica, i moderati scelgono la spiaggia. Riesce così ad assicurarsi un mezzo trionfuccio il PD, che limita le perdite e mantiene il cadreghino, regnando sulle rovine nuclearizzate della partecipazione politica del popolo italiano. Avvelenando i pozzi, il malgoverno della sinistra valuta che il danno generale è più pesante per il centrodestra, e in particolare colpisce il movimento di Salvini, che fatica ad affermarsi laddove cinismo, disillusione e qualunquismo hanno messo radici solide.

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    1. complimenti per l'analisi perfetta direi. ancora lunga e' la strada purtroppo.

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  43. È vittoria, schiacciante e con ottime prospettive per il
    futuro. Questo è il dato relativo al risultato delle amministrative che hanno visto quanto da tempo annunciavamo: Renzi è in caduta libera e Matteo Salvini è l'unico leader credibile del centrodestra.
    Matteo Salvini non solo ha “creato” una nuova Lega, salvandola e rilanciandola, ma è anche il rappresentante di una nuova stagione politica. Il quadro emerso dai risultati è un quadro complesso che vede diversi partiti vicino al 20% dei voti.
    La vittoria in Liguria e Veneto sono certamente un successo ma ancora più interessante è la certezza della possibilità di vittoria alle prossime politiche di una coalizione di centro destra a guida Matteo Salvini cosa annunciata e obiettivo primario.
     Il PD è in caduta libera ed è probabile che a breve alla sua sinistra nascerà qualcosa di nuovo e va considerato che anche al centro potrebbe perdere voti, anche a causa di una possibile uscita di Rosy Bindi.
    L’affluenza è di oltre il 52%, più del 20% degli aventi diritto al voto delle ultime politiche del 2013 (quando Silvio Berlsuconi rimontò arrivando quasi a vincere) non si è recato alle urne e la maggioranza dei non votanti sono elettori di FI e centrodestra.
    La Lega Nord è in continua crescita acquisendo sempre maggiore fiducia nel centrosud e negli elettori in generale.
    Grillo è forte e probabilmente crescerà ancora un po’ contendendo il voto di protesta a Matteo Salvini ma eroderà principalmente elettori delusi della sinistra.
    È Salvini a prendere i voti, è lui ha dare forza alle idee che rappresenta ed è lui che deve avere il coraggio di promuovere una nuova squadra a suo sostegno per colmare le lacune organizzative e strutturali di un partito nato e cresciuto solo al Nord.

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  44. 2 giugno 2015


    Mafia Capitale, giudizio immediato per i ‘big’ arrestati. Lo ha chiesto e ottenuto la procura di Roma. Il processo al via dal prossimo 5 novembre. Alla sbarra Salvatore Buzzi più 33 imputati.
    Torna alla ribalta l’inchiesta su Mafia Capitale, con la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, Flavia Costantini, di accogliere la proposta avanzata il 21 maggio scorso dai tre pubblici ministeri del pool antimafia della procura capitolina, che avevano chiesto il giudizio immediato per gli arrestati e in particolare per i ‘big’ dell’inchiesta. Il processo comincerà il prossimo 5 novembre. In molti casi l’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso.
    Tempismo millimetrico da parte del tribunale, visto che oggi 2 giugno, sarebbero scaduti i termini della custodia cautelare a sei mesi per gli imputati su cui non pende l’aggravante mafiosa. Con la decisione del gip di andare a giudizio immediato davanti alla decima sezione collegiale però, la norma decade: resta dunque la permanenza in carcere. Oltre a Salvatore Buzzi, saranno giudicati l’ex amministratore delegato di Ama, Franco Panzironi e l’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni.

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    1. Luca Odevaine era il capo imbrogli di Veltroni nella galassia mafiosa di Buzzi &.C.

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  45. Ottimo lavoro da parte di Casapound Sovranità

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  46. 25 aprile
    2 giugno




    GIORNI FERIALI NON FESTIVI NÉ DI RICORRENZE. .

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  47. http://www.ilfaroonline.it/2015/05/29/ostia/casapound-il-2-giugno-ad-acilia-contro-il-degrado-e-le-occupazioni-54575.html





    OGGI 2 GIUGNO CPI LO IMPEGNA CON GENIALITÀ

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  48. L'analisi del voto del nord è molto più semplice: in Veneto ha vinto Zaia perchè ha ben governato e la sfidante non era obbiettivamente irresistibile. In Liguria ha perso Burlando e 10 anni di mal governo, poi Pastorino ha dato una grossa mano e merita un grande ringraziamento anche da chi non ne poteva più di Burlando e della sua giunta.
    Aggiungerei che anche in Toscana Rossi , la cui vanita' e' incompatibile con la sua disastrosa gestione, ha preso il 35% di voti in meno delle precedenti regionali.Un calo che il maggior astensionismo non spiega. E , a proposito dell'astensionismo , c'e' da rilevare che anche nella disciplinata Toscana , l' EDUCAZIONE ROSSA del voto si sta sgretolando.
    Perchè non ce lo togliamo dai piedi definitivamente al boyscout? L'ITALIA del NORD è un fatto sotto gli occhi di tutti da anni. Il NORD da solo ha la forza per far paura alla germania, questo lo sa anche la Merkel.
    Renzi deve accettare la perdita di voti. Se avesse mantenuto le promesse, in particolare quella della riduzione della spesa pubblica improduttiva che invece ha dovuto aumentare. Al suo posto ci dovrebbe essere Cottarelli.
    Abbiamo ributtato la sinistra nel posto che gli compete LA FOGNA.
    Penso sia utile smettere di guardare alle percentuali, spostamenti ed altro. La causa principale della mancata partecipazione al voto è dovuta al ponte di 4 giorni che nessun italiano vuole perdersi. Inoltre le elezioni regionali non attecchiscono sull'interesse dei più ritenendo, anche infondatamente, che i governi regionali poco influiscono sulla vita e l'operatività delle persone e sbagliano.

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  49. Il PNF ha colonizzato l'Africa
    Il PD ha fatto colonizzare l'italia.

    Uguale! !!!!!!

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  50. ""SOVRANITÀ""...

    È LA ESPRESSIONE NATURALE DI CHI NON VUOLE CEDERE LA PROPRIA INDIPENDENZA NAZIONALE

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  51. http://www.informarexresistere.fr/2012/03/13/le-ong-missionarie-dell%E2%80%99impero/




    Leggere x credere! !!!

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  52. http://www.lecconotizie.com/attualita/casapound-raccolta-cibo-in-favore-degli-italiani-in-difficolta-243717/



    CasaPound: raccolta cibo in favore degli italiani in difficoltà

    MERATE –  “Ringraziamo tutti i cittadini che hanno partecipato alla raccolta alimentare a favore degli italiani in difficoltà, contribuendo a rendere questo primo appuntamento un successo”.
    Così CasaPound Italia Lecco, a proposito del gazebo “Prima gli italiani”, che si è svolto domenica  mattina in piazza Prinetti a Merate.
    “I risultati positivi di questa prima giornata – commenta Cpi Lecco – ci dicono che, nonostante le molte difficoltà di questa fase economica, ci sono ancora italiani che non si arrendono e che riconoscono il valore della solidarietà e dell’impegno a favore della comunità”.
    “La nostra campagna – spiega il movimento – proseguirà nelle prossime settimane, con altri punti di raccolta e poi con la distribuzione dei generi di prima necessità alle famiglie italiane che maggiormente soffrono gli effetti della crisi”.




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  53. http://voxnews.info/2015/06/02/e-questa-la-repubblica-che-difendete/

    2 giugno 2015






    FOTO EMBLEMATICA DI UNA ITALIA DEGRADATA

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  54. Prima eravamo un popolo solo di allenatori, ora siamo politici, giudici, esperti di diplomazia, portatori di saggezza....se fosse vero saremmo un popolo benedetto e felice. Invece siamo una massa informe senza capo né coda, infelici, come da ultimi sondaggi anche percentualmente inferiori alla Romania....tornando a bomba al caso pound dalle foto i portabandiera USB a Merate sono tutti stranieri....ahhhh. tutto chiaro ora.

    Diego

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  55. SE CI PRENDE PER IL CULO ANCHE LA LEGA ALLORA SIAMO SPACCIATI! !!!!!!!!!!!!!!





    http://www.askanews.it/regioni/lombardia/maroni-dopo-si-a-gay-pride-cecchetti-esca-da-lega-o-si-dimetta_711519258.htm

    28/mag/2015

    Maroni: dopo sì a Gay pride, Cecchetti esca da Lega o si dimetta.

    Deciderà il gruppo in Lombardia, ma la questione c'è.

    Rho (Milano). Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ritiene che dopo il suo voto contrario all'indicazione della Lega Nord, il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, il leghista Fabrizio Cecchetti, debba lasciare il gruppo o dimettersi. Lo ha detto a margine di una iniziativa a Expo 2015, riferendosi al voto decisivo di Cecchetti, uno dei cinque membri dell'Ufficio di presidenza, che ha portato alla concessione del patrocinio del Consiglio regionale alla manifestazione di orgoglio omosessuale "Milano Pride".

    "Uno può anche non essere d'accordo, ma non può funzionare così, sennò c'è l'anarchia. Vedremo cosa deciderà il gruppo, ma la questione c'è e non basta appellarsi alle opinioni personali. Non ci sono molte scelte: o si va fuori come ha fatto Tosi o ci si dimette", ha detto Maroni.
    Secondo il presidente lombardo, la questione dovrà comunque essere esaminata, oltre che dal gruppo in Consiglio regionale, anche dai vertici lombardi del partito.

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  56. Catechismo cattolico condanna «le relazioni omosessuali», ritenendole «gravi depravazioni, atti intrinsecamente disordinati, contrari alla legge naturale» ed «in nessun caso» approvabili (n. 2357).

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  57. QUANDO SALVINI SCENDE IN PIAZZA CON DI STEFANO DI CPI LA GENTE NORMALE APPLAUDE.
    QUESTO PIRLA DI PASSERA È IL NULLA. ....!!!!



    http://www.globalpress.eu/4/0/16594/PASSERA--SALVINI--POTREBBE-FARE-PRIMARIE-SOLO-CON-CASAPOUND.html

    PASSERA: SALVINI? POTREBBE FARE PRIMARIE SOLO CON CASAPOUND.


    03/06/2015

      
    ROMA (AGG) - "Dopo l`errore di essere al servizio di `Matteo 1` (Renzi), ora sarebbe un errore mettersi al servizio di `Matteo 2` (Salvino). Anche perché la Lega non è Centrodestra ma destra estrema e potrebbe fare le primarie solo con Casapound". Queste le parole di Corrado Passera, Presidente di Italia Unica, a chi gli chiedeva circa l`ipotesi di fare delle primarie all`interno dell`area del Centrodestra.

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  58. http://m.foggiatoday.it/economia/striscione-casa-pound-licenziamenti-coop-foggia.html


    Blitz notturno di CasaPound: "Con 147 licenziamenti la Coop non sei più tu!"

    Il testo provocatorio dello striscione che parafrasa il famoso slogan del gruppo cooperativo. L'azione è stata compiuta a sostegno dei 147 lavoratori pugliesi, di cui 18 foggiani, che la Coop intende licenziare

    5 giugno 2015

    “Con 147 licenziamenti la Coop non sei più tu!”. Questo il testo provocatorio dello striscione affisso da CasaPound Italia, che parafrasa il famoso slogan del gruppo cooperativo emiliano. L’azione è stata compiuta a sostegno dei 147 lavoratori pugliesi, di cui 18 foggiani, che la Coop intende licenziare.

    “I lavoratori si sono detti disponibili a sacrifici economici, alla sospensione economica del contratto integrativo ed hanno invitato la dirigenza a comportarsi nello stesso modo per scongiurare la crisi aziendale. Con lo sciopero messo in atto, scevro da bandiere e simboli, i dipendenti della Coop hanno voluto ribadire con fermezza la propria contrarietà al piano di licenziamenti, alle esternalizzazioni e a qualsiasi sperimentazione sulla pelle del personale”, spiega la nota diffusa da CasaPound Italia Foggia.
    “Sarebbe l’ennesima tegola su una città già pesantemente vessata dalla crisi occupazionale – continua la nota – e non è tollerabile che, non solo non si riescano a creare nuovi posti di lavoro, ma se ne perdano addirittura degli altri. Auspichiamo – conclude la nota di Cpi - che la dirigenza della Coop trovi tempestivamente una soluzione adeguata che salvaguardi la dignità dei lavoratori, la loro professionalità e il loro posto di lavoro, cosicché altre famiglie pugliesi non si trovino improvvisamente senza alcuna fonte di reddito”.

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  59. http://www.ilprimatonazionale.it/politica/andrea-bonazza-casapound-denunciato-intervista-24762/


    5 giugno 2015








    INTERVISTA AD ANDREA BONAZZA CHE CONSIGLIO DI LEGGERE TUTTO DI UN FIATO E POI APPLAUDIRE ANDREA PER IL SUO ACUME LOGICO. .

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  60. Ma sì, buttiamola in caciara. Bisogna intorbidire le acque attorno a Mafia Capitale, altrimenti l’inchiesta potrebbe rivelarsi per quello che è: la scoperta di un gigantesco business criminale basato sulla tratta di esseri umani, business in cui confluiscono settori della criminalità, uomini dei partiti e delle istituzioni, cooperative rosse e bianche. Mafia capitale è di destra o di sinistra? Solo l’idiotismo della stampa italiana può arrivare a porsi problemi del genere. L’unico colore di questa cupola è quello dei soldi. Il che non significa che il core business di questo gruppo criminale sia politicamente neutrale. Al contrario: i mestieranti balzati agli onori delle cronache agiscono tutti all'ombra dell’invasione immigratoria. Questo fa di loro dei complici oggettivi della più folle e fanatica allucinazione progressista, quella che della “società multirazziale”.  Poi, volendo, si potrebbe far notare che dei 44 arresti della seconda puntata dell’inchiesta solo 5 sono variamente attribuibili alla “destra”, e peraltro non senza che tale appartenenza sia in taluni casi discutibile. E così un’inchiesta che ha disintegrato il Pd romano, vera e propria centrale affaristico-criminale in combutta con le coop rosse, diventa a un tratto Gramazio-centrica. Ora, l’ex esponente del Pdl spiegherà le sue ragioni (o i suoi torti) ai giudici, ma è quanto meno disonesto farne la figura mediaticamente dominante, l’arresto che fa ombra a tutto il resto, il nome che dà il tono a tutta una operazione i cui protagonisti sono stati beccati a dire cose come:“Se rimane Marino sindaco per altri 3 anni ci mangiamo Roma”. Ma c’è di più: se si fa passare l’idea che tutti siano colpevoli, infatti, alla fine uscirà fuori che nessuno è colpevole. Ma se c’è un sistema criminale che coinvolge membri delle istituzioni, colpevole è chi ha ha intrattenuto con queste persone rapporti all’interno di quel sistema. E invece la rincorsa a chi si è fatto una foto con Buzzi o ha telefonato a Coratti oppure Ozzimo rischia di alzare una cortina fumogena che confonde ruoli e piani. Vedasi l’indegno can can a proposito del dialogo intrattenuto anni fa da CasaPound con Gramazio, che non era esattamente un reietto della società, ma un esponente del maggiore partito italiano nonché un rappresentante del Comune di Roma. Sono strategie di diversione ignobili ma efficacissime nelle quali la sinistra è maestra, anche se in questo caso la bufala della fascio-mafia stenta veramente a tenere di fronte all’evidenza. I fasci, se c’erano, erano in minoranza e comunque si erano immischiati in un business di marca 100% progressista. Questo è quanto.

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  61. Ma sì, buttiamola in caciara. Bisogna intorbidire le acque attorno a Mafia Capitale, altrimenti l’inchiesta potrebbe rivelarsi per quello che è: la scoperta di un gigantesco business criminale basato sulla tratta di esseri umani, business in cui confluiscono settori della criminalità, uomini dei partiti e delle istituzioni, cooperative rosse e bianche.
    Mafia capitale è di destra o di sinistra? Solo l’idiotismo della stampa italiana può arrivare a porsi problemi del genere. L’unico colore di questa cupola è quello dei soldi. Il che non significa che il core business di questo gruppo criminale sia politicamente neutrale. Al contrario: i mestieranti balzati agli onori delle cronache agiscono tuttiall’ombra dell’invasione immigratoria. Questo fa di loro dei complici oggettivi della più folle e fanatica allucinazione progressista, quella della “società multirazziale”. 
    Poi, volendo, si potrebbe far notare che dei 44 arresti della seconda puntata dell’inchiesta solo 5 sono variamente attribuibili alla “destra”, e peraltro non senza che tale appartenenza sia in taluni casi discutibile. E così un’inchiesta che ha disintegrato il Pd romano, vera e propria centrale affaristico-criminale in combutta con le coop rosse, diventa a un tratto Gramazio-centrica.
    Ora, l’ex esponente del Pdl spiegherà le sue ragioni (o i suoi torti) ai giudici, ma è quanto meno disonesto farne la figura mediaticamente dominante, l’arresto che fa ombra a tutto il resto, il nome che dà il tono a tutta una operazione i cui protagonisti sono stati beccati a dire cose come:“Se rimane Marino sindaco per altri 3 anni ci mangiamo Roma”.
    Ma c’è di più: se si fa passare l’idea che tutti siano colpevoli, infatti, alla fine uscirà fuori che nessuno è colpevole. Ma se c’è un sistema criminale che coinvolge membri delle istituzioni, colpevole è chi ha ha intrattenuto con queste persone rapporti all’interno di quel sistema. E invece la rincorsa a chi si è fatto una foto con Buzzi o ha telefonato a Coratti oppure Ozzimo fa alzare una cortina fumogena che confonde ruoli e piani.
    Vedasi l’indegno can can a proposito del dialogo intrattenuto anni fa da CasaPound con Gramazio, che non era esattamente un reietto della società, ma un esponente del maggiore partito italiano nonché un rappresentante del Comune di Roma. Sono strategie di diversione ignobili ma efficacissime nelle quali la sinistra è maestra, anche se in questo caso la bufala della fascio-mafia stenta veramente a tenere di fronte all’evidenza. I fasci, se c’erano, erano in minoranza e comunque si erano immischiati in un business di marca 100% progressista. Questo è quanto.

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  62. http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/06/quella-moschea-abusiva-che-pisapia-finge-di-non-vedere/1137513/








    FACESSERO DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA. ..

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  63. http://www.brindisilibera.it/2015/06/06/brindisi-striscioni-di-casapound-italia-in-tutta-la-provincia-contro-limmigrazione-incontrollata/


    6 giugno 2015

    Brindisi, striscioni di CasaPound Italia in tutta la provincia contro l’immigrazione incontrollata.

    Brindisi  – “Stop immigrazione”, questo è il testo degli striscioni affissi in questi giorni da CasaPound Italia in vari comuni della provincia di Brindisi per protestare contro le assurde politiche della classe politica che alimentano il continuo sbarco di immigrati clandestini sul suolo italiano, con il risultato di riempire le nostre terre di profughi in numeri che vanno oltre ogni capacità di accoglienza.

    “Il fenomeno dell’immigrazione massiva e incontrollata deve essere fermato. E’ vergognoso da parte del Governo portare avanti ancora queste folli politiche dell’immigrazione, che ogni giorno portano sulle nostre coste decine di migliaia di disperati, ai quali viene garantito vitto e alloggio in hotel 4 stelle, senza palesare la minima sensibilità e attenzione verso gli italiani costretti a dormire nelle macchine perché strozzati dalla crisi”, si legge nella nota diffusa da CasaPound Italia Brindisi.

    “Il nostro è anche un grido contro chi specula sull’immigrazione – continua la nota – attraverso una macchina perversa che promuove politiche l’accoglienza per poi appaltarne la gestione esclusivamente per interessi di natura economica. Dietro gli atteggiamenti umanitari di facciata ci sono partiti progressisti in cerca di nuovi elettori e cooperative umanitarie in cerca di nuovi fondi”.

    “E’ necessario mettere in atto un’azione di primo soccorso e rimpatrio assistito nei riguardi chi tenta di approdare sulle nostre coste – conclude la nota di Cpi – in particolare tenendo conto della situazione dei centri di accoglienza del territorio oramai al collasso. Un’eventuale ridistribuzione degli immigrati nelle periferie delle nostre città alimenterebbe l’esasperazione dei cittadini italiani, che si sentono già da tempo abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni locali.

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    1. http://m.cronachemaceratesi.it/2015/06/06/apparentamenti-pantana-incassa-i-no-di-mosca-e-tardella/666277/

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  64. http://www.cityrumors.it/notizie-teramo/politica-teramo/136152-alba-adriatica-sovranita-raccoglie-firme-alla-rotonda-nilo-per-prima-gli-italiani.html


    Alba Adriatica, “Sovranità” raccoglie firme alla rotonda Nilo per “Prima gli Italiani”

     giugno 06, 2015

    Alba Adriatica. Sovranità,  movimento promotore sul territorio delle idee di Matteo Salvini sarà presente oggi, sabato 6 giugno, dalle ore 17 alle ore 20 ad Alba Adriatica alla rotonda Nilo con un punto di raccolta firme per le campagne “Prima gli Italiani ” e “chiedo asilo anch’io”.

    “Con questo punto di raccolta firme prosegue l’impegno di Sovranità per la tutela dei diritti degli Italiani nella loro Nazione”, così Carlo Filipponi,  responsabile Sovranità per la Provincia di Teramo,  in una nota. “Sottoscrivendo la proposta “Prima gli Italiani” si firmerà per chiedere che la cittadinanza Italiana divenga criterio di attribuzione degli alloggi popolari, e che cessino tutte quelle norme, come la liberalizzazione degli orari dei negozi, che favoriscono gli immigrati rispetto agli Italiani.

    Con la raccolta “chiedo asilo”, sarà possibile richiedere in maniera provocatoria la qualifica di “richiedente asilo” , con tutti i privilegi che l’attuale stato delle cose le assegna, come vitto e alloggio gratuito in una struttura a spese del Contribuente,  così da porre l’accento su una situazione che vede gli immigrati clandestini godere in Italia di incredibili privilegi a scapito degli Italiani”.

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  65. http://www.zmedia.it/comunicati/6575-mimmo-gianturco-sovranita-prima-gli-italiani-solidarieta-e-vicinanza-ai-40-lavoratori-della-fondazione-terina



    Mimmo Gianturco (Sovranità – Prima Gli Italiani): Solidarietà e Vicinanza ai 40 Lavoratori Della Fondazione Terina.

    05 Giugno 2015


    “Esprimo solidarietà e vicinanza ai 40 lavoratori della Fondazione Terina in lotta per l’ottenimento degli stipendi arretrati (avanzano 7 mensilità) e per il loro futuro”. Sono queste le parole di Mimmo Gianturco, leader del movimento politico Sovranità – Prima gli Italiani.

     “Quello per cui lottano dovrebbe essere un diritto sacrosanto. Pertanto, - continua Gianturco - mi preme annunciare che qualora le trattative e gli incontri tra i lavoratori con i vertici di “Terina” dovessero fallire esprimerò la mia piena vicinanza a questi lavoratori unendomi al presidio di protesta dinnanzi ai cancelli della Fondazione, così come ho già fatto nel settembre 2014 nella precedente agitazione”.

     “Mi domando come sia possibile che dopo oltre 2 anni la Regione Calabria non abbia intenzione di attuare la legge di riforma 24/2013, votata dal consiglio regionale, che consentirebbe ai lavoratori di potersi collocare presso altri enti o agenzie regionali. L’attuazione di suddetta normativa permetterebbe di cedere tutti i beni immobili, capannoni, terreni ed eventualmente anche il polo convegnistico, rientranti nell’area della Fondazione che adesso si occuperà solo di ricerca agroalimentare. I beni potrebbero essere ceduti ad altri enti sub- regionali quali la Corap (ex ASI) e Calabria Verde che potrebbero assorbire altresì parte del personale. Auspico - conclude - in una soluzione immediata da parte degli enti preposti”.

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  66. http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/07/litalia-e-divisa-devi-scegliere-con-salo-o-con-i-partigiani/1137659/

    7 Giugno 2015

    L'Italia è divisa. Devi scegliere. Con Salò o con i partigiani?
    A Salò apre un grande museo sul passato della città. Dentro c'è anche il percorso sui 600 giorni della Rsi. Con la possibilità di confrontare decisioni opposte

    Luigi Mascheroni

    Non c'è un reperto, non una divisa, un'arma o una lettera, nulla su cui si sia depositata la polvere della Storia. Non ci sono teche né espositori. Di per sé non c'è neanche un vero percorso.

    Eppure, qui dentro, nelle luminose sale high tech del MuSa, il museo aperto dentro l'ex complesso di Santa Giustina a Salò, c'è tutto il dramma della Repubblica Sociale Italiana. I grandi eventi che hanno ferito - con cicatrici ancora non rimarginate oggi- l'Italia alla fine della Seconda guerra mondiale, e la piccola storia quotidiana nella quale sono sprofondate, e spesse si sono divise, milioni di famiglie.

    Benvenuti al museo della Rsi, una sfida ai luoghi comuni che ancora accompagnano la parola museo, e soprattutto che avvolgono l'epopea, da sempre tabù, della Repubblica sociale. Finalmente l'Italia ha il coraggio di «far vedere» tutta la storia. Senza pregiudizi, senza vergogna, senza apologia, senza falsi revisionismi.

    Il museo della Rsi, curato, con Elena Pala, dallo storico Roberto Chiarini, da dieci anni direttore del «Centro studi sul periodo storico della Repubblica sociale», è allestito dentro il nuovo MuSa (di fatto ne è una sezione), il museo della città di Salò che dopo un anno di lavoro per la progettazione, due mesi di allestimento e un milione di euro di spesa, inaugura oggi. E si spera - visto il rigore della ricostruzione scientifica - senza polemiche, da parte dell'Anpi o di altri. «Il nostro intento non è esprimere un giudizio etico-politico, che spetta alla coscienza di ciascuno. E non è neppure un intento meramente didascalico-pedagogico. Quello che vogliamo fare - dice Chiarini, fra i massimi storici italiani della Destra e del neofascismo - è immergere il visitatore nel dramma che squassò le coscienze e le vite dei nostri padri e dei nostri nonni. Trasmettere la paura e il coraggio di fronte al dilemma di quanti nell'Italia di settant'anni fa dovettero fare una scelta».

    E da qui, dalla prima sala, «La scelta», inizia il percorso lungo i 600 giorni della Rsi, quando nel novembre del '43 nelle case delle famiglie del Centro e del Nord d'Italia arriva la cartolina con la chiamata alle armi dello Stato Nazionale Repubblicano... C'è il pannello con la famosa frase tratta da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino: «E basta un nulla, un passo falso, un impennamento dell'anima e ci si trova dall'altra parte... a sparare con lo stesso furore, con lo stesso odio, contro gli uni o contro gli altri, fa lo stesso». Una videoproiezione ricostruisce la scena dentro una qualunque casa italiana del '43: due attori recitano la parte di due fratelli chiamati a scegliere, e spiegare, le proprie ragioni. Il primo, che gli altri chiameranno spregiativamente «repubblichino», decide di arruolarsi a Salò. Il secondo, bollato dagli avversari come «ribelle», fugge in montagna fra i partigiani. E ora, visitatore, sta a te scegliere: da chi vuoi farti narrare quegli eventi lontani? Basta un clic per decidere il tuo percorso audio... E appena i dati delle visite saranno disponibili (qui verranno di sicuro molte scolaresche), sarà interessante sapere in quanti avranno scelto la divisa nera e in quanti il fazzoletto rosso.....



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    TruthWarrior
    Onore ai patrioti italiani: del passato, di oggi e del futruro! Ai comunisti, servi del potere e dei massoni, il regolamento dei conti si avvicina!

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  67. http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cultura/866191/Alessia-Chiaro-e-Fabio-Comini-.html

    Esempi da seguire

    Alessia Chiaro e Fabio Comini: “Più in alto, più oltre”Due ragazzi e l'amor di Patria

    Entrambi alpini, hanno interrotto troppo giovani il loro percorso terreno.


    Alessia e Fabio. Due ragazzi che hanno scelto la divisa degli alpini. Due ragazzi di 25 e 26 anni, che hanno saputo dimostrare, anche in un tempo apparentemente privo di ideali come il nostro, cosa significa credere in valori più alti. E saperli incarnare.

    Lo ha fatto Fabio Comini in tutta la sua vita di giovane appassionato della natura, militante e militare, alpino e paracadutista, recentemente scomparso per un incidente di volo. Lo ha fatto Alessia Chiaro, precipitata nel vuoto pochi giorni fa durante un’esercitazione in montagna, per permettere ad una comitiva di turisti di passare in sicurezza sul sentiero in cui si trovava insieme ai suoi commilitoni.

    Alessia e Fabio. Che sono “andati avanti” troppo giovani. Che hanno lasciato in chi resta un senso di sgomento e commozione. “E’ morta per altruismo. Era un soldato eccezionale. Io sono credente e si dice che Dio prende vicino a sé le persone più belle e più brave. Forse con lei è successo questo e ora ci protegge da lassù” dice di Alessia il comandante del reggimento logistico Julia, presso il quale la ragazza prestava servizio. “Mi spiace per tutti coloro che non hanno potuto conoscere Fabio. Una conoscenza di cui fregiarsi, di cui andare fieri” dice del giovane alpino paracadutista un amico che con lui ha diviso l’esperienza in Casapound. E lo ha commemorato, durante il suo addio terreno, con queste parole: “eri alpinista, fotografo, camerata, motociclista, grafico, soldato, attivista, tifoso, uomo di cultura e di volontà. Tu Fabio riuscivi ad essere tutte queste cose insieme e chissà quante altre. Con la tua semplicità e con il tuo sorriso riuscivi a coniugare tutto quanto. Una vita costellata di passioni, tutte vissute al massimo come è giusto che sia. Persona da cui prendere esempio ed ispirazione in ogni momento”.

    Alessia e Fabio. Entrambi amati, rispettati e ricordati per le loro qualità umane e personali. Entrambi, ora, “più in alto e più oltre”. Entrambi esempi da seguire per tutti coloro che, nella vita di ogni giorno, hanno nel cuore la Patria.

    Cristina Di Giorgi

    08/06/2015 -

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  68. http://tv.liberoquotidiano.it/video/11798015/Mafia-Capitale--perche-e-nata.html?refresh_ce


    Mafia Capitale, perché è nata nel Pd (e non con Gianni Alemanno)

    08 Giugno 2015


    La principale difesa del Pd e del suo presidente
    Matteo Orfini davanti a Mafia Capitale è "non ci riguarda, le mele marce le abbiamo isolate, quel sodalizio criminale è nato e cresciuto nel centro destra, nella Roma nera di Gianni Alemanno".
    E' falso.
    Ecco la vera storia di Mafia Capitale, riassunta a voce dopo la lettura delle varie ordinanze, e documentata con prove video in grado di mettere in grave imbarazzo il Pd. Salvatore Buzzi e le sue Coop sociali, che sono il cuore di Mafia Capitale, nascono e crescono nel cuore della Roma rossa di quello che sarebbe diventato il Pd.

    Primo appalto del comune: dicembre 1993, era appena diventato sindaco Francesco Rutelli.Poi boom grazie ai fondi del Giubileo, e affari che si moltiplicano soprattutto sotto le due giunte di Walter Veltroni. E' in quel periodo che Mafia Capitale vive il suo vero boom. Arriva Alemanno sindaco e il loro mondo rischia di crollare. Il primo cittadino nero anche per ragioni ideologiche taglia subito gli appalti delle coop rosse, e ci rimette proprio la Coop 29 giugno di Buzzi. Mafia capitale scende subito in piazza con proteste variopinte. Le documentiamo in tre filmati di epoca, in cui appare anche Pino Pelosi, l'assassino di Pier Paolo Pasolini che da anni lavora con Buzzi. A difendere le coop di Mafia capitale contro Alemanno c'è solo il Pd. E si fa intervistare per aiutarli in tutte e tre le occasioni Daniele Ozzimo, poi diventato assessore della Casa grazie a Ignazio Marino, e all'epoca dirigente di punta del Pd capitolino.

    Buzzi subisce i tagli per due anni. Nel 2010 prima di rischiare di chiudere i battenti, prova un'ultima strada: cerca Massimo Carminati, il "re della Roma nera", con cui si allea. L'ex imputato della Banda della Magliana si dà da fare e contatta tutte le vecchie amicizie nere: molti di loro sono finiti a lavorare con Alemanno o in comune o nelle municipalizzate. Buzzi recupera i rapporti e gli appalti. Ma incombe Marino, che non viene dai partiti tradizionali e può essere un ostacolo. Allora Mafia capitale finanzia la campagna elettorale del possibile sindaco, cercando di tenerselo buono. Aggancia anche il suo segretario particolare, con cui crea rapporti di familiarità. Gli affari si moltiplicano. Tanto che 18 mesi dopo, a due settimane dal loro arresto, Buzzi e soci si dicono: "Dobbiamo conservare Marino al suo posto. Se resta altri tre anni e mezzo noi ci magniamo Roma". Mafia capitale fa perfino lobbing dentro il Pd cercando di sventare la spallata a Marino che era in corso. E ci riescono...

    di Franco Bechis
    @FrancoBechis

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    1. Il tentativo del sinistrume, sia politico che mediatico, di addebitare ad Alemanno il marciume coop/mafia capitale è patetico se non nauseabondo. Non che Alemanno non abbia le sue colpe, se non altro quella di essersi lasciato condizionare o intimidire dal sistema invece di tagliarlo di netto o almeno denunciarlo. Xcui delusione Alemanno. P.S.: 2 giunte le ha fatte Rutelli 93 e 97,poi wolter.
      Indagate anche sul M5S anche loro sono entrati nel giro e vogliono magna'.
      Si deve fare piena e documentata chiarezza,non solo sui vitalizi,ma anche sulla mafia di Roma,senza fare il solito scaricabarile!!
      con Rutelli non mafia rossa, Con Rutelli molte pressioni da Mons. Di Liegro allora capo della Caritas. infatti Di Liegro con Rutelli hanno fatto tanto per i poveri di Roma compresi zingari e forse anche per il reinserimento dei carcerati questa battaglia della sinistra. E' con Veltroni che nasce la mafia rossa per l'infiltrazione del PD con le sue cooperative rosse e il suo meccanismo corruttivo.



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    2. http://www.secoloditalia.it/2015/06/centocelle-regina-coeli-triste-parabola-ozzimo-piacione-pd/





      OZZIMO DANIELE GRAN LADRONE PD

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    3. http://www.giornalettismo.com/archives/1807325/marco-di-stefano-mazzette-banconote-500-euro/



      Marco di Stefano, “in casa sua mazzette con le banconote da 500 euro”

      12/05/2015 

      La testimonianza della domestica del Deputato Pd: "Mazzi di soldi in banconote da 500 euro"; un altro testimone: "Vi racconto i festini hard". Tutto nelle carte dell'inchiesta.

      Marco di Stefano, “in casa sua c’erano mazzette con banconote da 500 euro”: sono queste le parole della domestica del parlamentare Pd finito nell’inchiesta per le tangenti versate dagli imprenditori Daniele e Antonio Pulcini per ottenere in cambio l’appalto e il conseguente affitto dello stabile in cui ospitare la società in house della regione Lazio, la Lazio Service; e per aver “comprato, con i soldi della Regione Lazio”, una laurea in scienze giuridiche. Agli atti dell’inchiesta la testimonianza della domestica Mercede Manalo.
      Facendo le pulizie, racconta la domestica, si accorgeva spesso che sotto l’armadio c’era qualcosa di strano.
      Molto spesso mi è capitato, stirando alcune giacche, di trovare nelle tasche del denaro, spesso anche banconote da 500. Una volta, il primo anno che ero da loro, nel 2007, mentre facevo le pulizie della camera da letto utilizzando un’aspirapolvere, nel passare vicino all’armadio del dottore, sotto i cassetti, sentivo un rumore strano. Mi avvicinavo e vedevo che l’elettrodomestico aveva preso una busta di nylon del tipo di quelle del supermercato,la prendevo su e vedevo che all’interno c’erano tanti soldi, dei mazzetti, con ancora le fascette di colore bianco intorno, erano molti. Sia la signora che il dottore mi dicevano di lasciarli lì. Il giorno dopo non c’erano più.
      Così la testimonianza della domestica nella Cronaca di Roma di Repubblica. Ma non è solo la colf ad essere stata sentita dalle forze dell’ordine; anche la ex moglie di Di Stefano, Gilda Renzi(solo un’omonimia) e grande accusatrice del marito: pesa sulla situazione di Di Stefano anche la scomparsa del suo ex tuttofare, Alfredo Guagnelli. 
      Guagnelli, avevano già affermato dei testimoni, aveva ricevuto qualcosa come un milione di euro che aveva utilizzato per comprare droga, promettendo benefici anche verso lo stesso di Stefano, nel senso che, è stato riferito ai Pm e riportato da Repubblica, “le diverse persone che avrebbero concesso il prestito a Guagnelli, compreso lo stesso Di Stefano, avrebbero ricevuto la garanzia di ottenere interessi stellari senza però essere messi al corrente, da parte di Guagnelli, della sua intenzione di investire il denaro in stupefacenti”.
      Ora la Renzi afferma che Guagnelli era un ingranaggio fondamentale del “sistema di Stefano”.
      Marco – racconta la moglie – mi disse che sperava non lo avessero arrestato perché quando era stato da lui in Regione gli aveva dato un cd contenente un appalto (…) Da Bruno ( ndril fratello di Guagnelli) apprendevo che Davide Galdo, collaboratore del fratello Alfredo, che secondo Bruno era l’unico ad avere la chiave della cassaforte oltre ad Alfredo, l’aveva contattato chiedendogli se conosceva personalmente Marco Di Stefano perché era in possesso di un cd e voleva ricattare mio marito in cambio di un posto di lavoro (…) Bruno poi mi diceva che con il Galdo non aveva più avuto contatti ma presumeva che questo, tramite Daniele Pulcini, avesse fatto in modo di far tornare il cd nelle mani di mio marito
      Così ancora Repubblica, che approfondisce anche le conferme incrociate riguardanti le tangenti versate da Di Stefano: “Alfredo mi disse che Di Stefano e gli altri gli avevano agevolato l’aggiudicazione della gara della quale sconosco i termini però mi ricordo che fu consegnato al Guagnelli un supporto magnetico con la risoluzione del problema in ordine alla gara..........
      L’inchiesta su Di Stefano va avanti.

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  69. 1^PARTE. ....



    http://www.secoloditalia.it/2015/06/zuccheroso-curriculum-coratti-triste-epitaffio-presunta-onesta-pd/



    8 giugno 2015

    La foto di lui sorridente e in posa di tre quarti, la
    barba ben curata, fasciato in un costoso abito blu appena incipriato da una grattugiata di forfora si affaccia ancora adesso con aria fintamente rassicurante dal sito del Comune di Roma.
    Coratti Mirko, di professione impiegato,
    potentissimo esponente della nomenclatura Pd romana e neo-defenestrato dalla magistratura che l’ha pizzicato con le mani ancora appiccicate nella marmellata di mafia Capitale era, fino a qualche
    giorno fa, il vero deus ex machina del Campidoglio, l’uomo di fiducia di Marino per conto del quale amministrava e disponeva i lavori del Consiglio Comunale. Non uno qualunque, dunque. A decine circolano sul web le foto dei due gemelli, Coratti e
     Marino, mentre insieme celebrano, di fronte alle tele
    camere, sé stessi con una liturgia fatta di conferenze stampa che ora suonano beffarde.
    Il Pd che vanta una capacità di rimozione emotiva senza precedenti per evitare di continuare ad essere accostato ai suoi uomini peggiori pescati con le mani nel sacco, s’è scordato di rimuovere dal sito del Comune di Roma la foto e, soprattutto, il curriculum del suo uomo più potente a Roma.
    «Me so’ comprato Coratti», lo inchioda il boss delle cooperative sociali Salvatore Buzzi in un colloquio pescato a strascico dalle intercettazioni dei Ros. Che documentano pagamenti per 100.000 euro da Buzzi a Coratti proprio per il suo ruolo vicino alla banda. Sentiamo come si descrive, invece, con toni elegiaci e un po’ naif questo campione d’onestà affacciandosi con il suo faccione sorridente dalla pagina ufficiale del presidente del Consiglio Comunale sul Portale del Campidoglio. «Mio padre aveva trasferito nella mia educazione un forte senso civico di impegno e di coscienza nei confronti della mia città…». E per fortuna. Pensa se lo avesse educato a rubare.
    Riletto oggi, questo curriculum vitae da libro Cuore scritto con la penna intinta nella poesia fa quasi tenerezza. «Molto presto mi resi conto che volevo lavorare per il bene comune e a 24 anni scelsi di mettere in pubblico faccia e idee candidandomi per il Consiglio del Municipio III. Venni eletto. Da quel momento dedicai la mia vita alle Istituzioni…». Che poi le cose non siano andate proprio così sembra quasi un dettaglio in controluce.
    «Volevo essere riferimento, in particolare, per le fasce deboli del mio quartiere». Da lì, poi, il salto di qualità. Dalle fasce deboli alle necessità di Buzzi e soci.
    «Il rispetto dell’uomo – gorgheggia Coratti nel suo curriculum divenuto improvvisamente imbarazzante e anche un po’ ridicolo alla luce delle vicende scoperchiate dai Ros – fa parte delle mie scelte di indirizzo e di governo amministrativo e, a distanza di molti anni, ne vado sempre molto orgoglioso soprattutto in un momento in cui riconosciamo intorno a noi comportamenti discutibili, cattivi modelli e grande confusione…». Non sembra sfiorarlo l’idea che egli stesso possa essere un cattivo modello con comportamenti discutibili. Oggi quei 100.000 euro passati di mano e “fotografati” dagli investigatori stanno a dire ben altro.
    Immaginiamo e rispettiamo ora con sacralità l’imbarazzo dello spin doctor di Coratti che prestò, all’epoca, la sua creatività, per non dire sfrenata fantasia, al complice di Buzzi, cucendogli addosso questo abituccio in stile Caraceni che oggi sembra andargli un po’ strettino.
    Forse oggi Coratti non avrebbe voluto scriverle quelle righe che suonano  beffarde e malinconiche: «nel 2001, altra sfida importante. Lanciai il cuore oltre l’ostacolo di ogni timore e dopo una faticosa campagna elettorale venni eletto Consigliere comunale, un impegno politico decisamente più gravoso del precedente ma del quale non sentivo il peso perché non ero solo. Camminavo con un gruppo di persone che stavano crescendo con me e che seguivano i parametri della politica sana…».

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  70. 2^ PARTE.....





    http://www.secoloditalia.it/2015/06/zuccheroso-curriculum-coratti-triste-epitaffio-presunta-onesta-pd/



    6 GIUGNO 2015

    PAOLO LAMI

    .........Lanciai il cuore oltre l’ostacolo di ogni timore e dopo una faticosa campagna elettorale venni eletto Consigliere comunale, un impegno politico decisamente più gravoso del precedente ma del quale non sentivo il peso perché non ero solo. Camminavo con un gruppo di persone che stavano crescendo con me e che seguivano i parametri della politica sana…».
    E in questo zuccheroso ricordo del fu tempo andato anche certi ricordi buttati nel frullatore finiscono per diventare quasi una chiamata di correo: «Venni eletto Presidente del Consiglio Comunale durante il mandato Veltroni, favorendo da subito un processo di partecipazione e di trasparenza importante: la trasmissione in video streaming di tutte le sedute dell’Assemblea elettiva». Sembra quasi di capire, insomma, che bastava andarsene nella stanza accanto, al riparo dalle trasmissioni in streaming, per continuare a rubare impuniti.
    «Seppure a malincuore – concedeCoratti – devo riconoscere che la figura dell’amministratore pubblico viene associata troppo spesso a quella di un personaggio astuto e scaltro…». Niente niente che stia per parlare di mafia Capitale?
    Sicuro di sé, Coratti non sembra avere, fra le tante qualità che sfoggia nel suo curriculum, quella dell’indovino: «Guardandomi alle spalle vedo tanta strada percorsa. Se guardo avanti ne vedo altrettanta da fare...".

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  71. http://www.secoloditalia.it/2015/06/alemanno-3/




    ARTICOLO ESPLICATIVO DEL PD MAFIOSO

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  72. http://www.castellinotizie.it/2015/06/09/mafia-capitale-felci-casapound-oltre-a-magnasse-roma-spuntini-anche-a-velletri/

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  73. http://www.lastampa.it/2015/06/09/italia/cronache/mafia-capitale-appalti-truccati-per-il-restauro-della-sala-del-consiglio-comunale-qTWce1AQQrM3CF2xj5SjEL/pagina.html




    CASAPOUND GRANDE

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  74. http://www.terzobinario.it/campidoglio-assediato-da-m5s-e-casapound-tutti-a-casa-orfini-marino-nemico-della-mafia-grillo-fa-le-stesse-richieste-di-buzzi/73541





    Casapound entri con elezioni popolari nel consiglio comunale di Roma per cacciare via i piddini mafiosi..

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  75. QUEL FIANO È UN CULATTONE DI MERDA. ...




    http://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/mafia-capitale-tensione-in-campidoglio-ma-per-il-pd-il-problema-e-casapound-25079/


    Mafia capitale, tensione in Campidoglio. Ma per il Pd il problema è CasaPound.

    Filippo Burla

    giugno 9th, 2015



    Roma, 9 giu – Momenti di tensione oggi in piazza del Campidoglio, sotto al comune di Roma, dove era in programma un’assise del consiglio comunale capitolino, il primo dopo la valanga di arresti che hanno colpito da vicino il governo della capitale. In piazza erano infatti presenti centinaia di persone che chiedevano le dimissioni di Ignazio Marino, oggi presente in quell’aula Giulio Cesare finita lei stessa al centro di un presunto giro di appalti truccati per la sua ristrutturazione nel 2010.

    La polizia ha bloccato i manifestanti che puntavano ad entrare in municipio, dove era in corso l’approvazione della surroga dei consiglieri comunali (Coratti e Pedetti del Partito Democratico, Caprari di Centro Democratico, Tredicine di Forza Italia) decaduti perché arrestati. Al termine del brevissimo incontro, il sindaco Marino si è allontanato passando da una porta secondaria.

    Fra i manifestanti molti esponenti dei cinque stelle e di Sovranità, tra cui anche il vicepresidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano. Quest’ultimo è stato protagonista di unbotta e risposta via twitter con Emanuele Fiano, espondente Pd, evidentemente poco in apprensione per le inchieste che riguardano membri di spicco del suo partito, probabilmente non preoccupato del fatto che Buzzi stipendiasse il Pd romano ma decisamente più indignato per la presenza in piazza dei militanti della tartaruga frecciata.

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  76. http://www.nextquotidiano.it/casapound-tenta-lassalto-a-roma-con-i-5-stelle/
     

     

    martedì 09 giugno 2015 16:41


    «Casapound tenta l’assalto a Roma con i 5 Stelle»

    “CasaPound a Roma tenta l’assalto al Campidoglio con i 5Stelle. Sorial (M5S) da Sky invita tutti a raggiungerli. Neofascismo in diretta”. Lo scrive su Twitter Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali e responsabile sicurezza della segreteria nazionale.

    -“Legalità, trasparenza, sicurezza, no al business dei profughi e degli immigrati. L’unica soluzione andatevene tutti a casa, soprattutto il sindaco di Roma Ignazio Marino”. Sono alcuni degli slogan reiterati in questi ultimi minuti da una folla numerosissima che ha accerchiato Palazzo Senatorio prima del Consiglio comunale. Si urlano e si scandiscono ‘diritti’ agli altoparlanti. Al grido di “dimissioni, dimissioni, mafiosi, andatevene a casa” i numerosi manifestanti intonano anche tanti goliardici: “Marino, Marino…’. Ci sono rappresentanti di Casapound, rappresentanti di Gioventù nazionale, i lavoratori della Multiservizi. La folla preme per entrare ma le scale di Palazzo Senatorio sono tutte transennate, sia ai consiglieri comunali e ai giornalisti. Ognuno protesta, secondo la propria storia. Ci sono anche i rappresentanti di Casale San Nicola dove vogliono portare cento profughi. Uno dei cittadini inveisce contro il vicesindaco Luigi Nieri: “Vogliamo sapere quali sono gli interessi del vicesindaco a Casale San Nicola. Come romani e italiani ormai non abbiamo più diritti. Non siamo sicuri nelle nostre città. E’ uno scempio, è tutto uno schifo. Sfilano stendardi con la scritta “Sovranità prima agli italiani”. C’è chi dice: “La gente è indispettita, alterata”. Molto esplicito, uno dei cittadini in piazza: “Scendesse in piazza Panecaldo… Con molta gentilezza lo pijo ar collo e poi ce parlo”.  La manifestazione di M5s e Casapound in corso in Campidoglio ha generato momenti di tensione tra gli agenti delle forze dell’ordine e le persone in piazza, che hanno tentato di forzare le transenne per entare a palazzo Senatorio. Gli agenti in tenuta antisommossa, hanno respinto i manifestanti l’accesso al palazzo resta chiuso anche ai cronisti. Nel corso della convocazione del Consiglio comunale ha trovato spazio anche la protesta dei residenti di Casale San Nicola contro il prefetto di Roma, Franco Gabrielli: “Come possiamo noi fidarci di un prefetto che autorizza una cooperativa a fare dei lavori illegali, -per aprire il centro di accoglienza a Casale San Nicola – quando invece il prefetto dovrebbe essere l’istituzione massima della legalità?. È una vergogna”. E il Presidio urla: “Gabrielli scafista sei il primo della lista".

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    1. Che Cpi manifesti assieme a M5s non mi piace in quanto i pentastellati sono l'alter ego dei piddini visto che dove sono loro il Pd ha in loro una stampella valida. Sono anche peggiori dei piddini perché dissimulati e fanno finta di stare dalla parte dei cittadini.
      Lungi dal demonio grillini...!!!!!!!!

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    2. Condivido in pieno la disapprovazione sulla politica del M5S che all'epoca appoggiò in pieno l'elezione della boldrina e al parlamento europeo ha votato la mozione sugli omopedofili e le loro oscene ncularelle. ..!!!!
      A Parma Pizzarotti coccola zingari e clandestini ed hanno votato a favore della depenalizzazione del grave reato di ingresso clandestino in Italia. ...ed altre nefandezze a favore della politica piddina e di Sel. ....

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    3. http://www.liberoquotidiano.it/news/roma/11798889/Mafia-Capitale--Salvatore-Buzzi-al.html


      LE INTERCETTAZIONI

      Mafia Capitale, Salvatore Buzzi al telefono: "Siamo tutti renziani". Le assunzioni sospette ai parenti di Rutelli e di Luigi Nieri, vicesindaco di Marino.

      10 Giugno 2015


      "A me me piace Matteo Renzi, che cazzo vuoi eh? Tu devi di', alla Renzi, Siamo diventati tutti renziani". Così Salvatore Buzzi, il fondatore della Coop rossa 29 giugno e boss delle mazzette di Mafia Capitale, spiegava al telefono (intercettato) come si rapportava la Cupola con i potenti di Roma per chiedere e ottenere favori. Un solidissimo sistema di bustarelle, blandizie, assunzioni fatte ai famigliari di politici e amministratori per "coinvolgere" i dirigenti nel gioco di scambio, che non smette di rivelare nuove pieghe, inquietanti. Per esempio, il riposizionamento politico della cupola, che nel 2013 era vicina ai bersaniani ma che ha corso il rischio di essere spodestata da altri soggetti imprenditoriali più vicini all'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi, sconfitto alle primarie del Pd ma già in odor di scalata. Da qui nei mesi successivi il rapidissimo avvicinamento ai nuovi potenti del centrosinistra. 

      I favori a Rutelli, Nieri e Melilli -

      Dalle carte in mano agli inquirenti romani, dalle intercettazioni di Buzzi e del suo referente politico Luca Odevaine e dagli stessi interrogatori dal carcere di Badu e Carros di Buzzi, è emerso per esempio che il re delle Coop rosse si sarebbe adoperato per trovare un posto ai parenti di Luigi Nieri, vicesindaco della giunta di Ignazio Marino, di Fabio Melilli (segretario regionale del Lazio e deputato Pd) e anche di Francesco Rutelli, ex sindaco e parlamentare. Buzzi ricorda come la sua Coop fosse invitata in campagna elettorale da tutti i comitati alle costose cene di rappresentanza-finanziamento.
      "Tu prendevi un tavolo e ovviamente erano 10.000 euro", spiega Buzzi secondo cui "A me se non mi chiamavano ero più contento, era meglio per noi, risparmiavamo. Quando eravamo chiamati era un problema". In realtà, era le classiche "pubbliche relazioni" che servivano a Buzzi e ai suoi sodali a rinforzare i rapporti con le istituzioni. 

      "In due ore arrivo a Marino e Poletti - D'altronde, era lo stesso Buzzi a vantarsi al telefono di poter scavalcare capigruppo e funzionari e poter arrivare "in due ore a Marino e a Poletti". Sì, proprio il sindaco e il ministro del Welfare Giuliano Poletti, ex presidente nazionale della Lega Cooperative di cui faceva parte anche la Coop 29 giugno. "In due ore riesco ad arrivare anche al sindaco - ammetteva Buzzi -. Però non mi va di arrivarci". Se i rappresentanti del Pd locale si mostravano titubanti, poi, "Io allora metto in campo l'artiglieria pesante. Arriva Poletti". 

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  77. http://napoli.fanpage.it/la-leader-di-casapound-napoli-florino-su-facebook-contro-i-partigiani-anpi-fuck/


    10 giugno 2015 16:20

    NAPOLI

    La leader di Casapound Napoli Florino su Facebook contro i partigiani ANPI: “Fuck…”
    Emmanuela Florino, leader di Casapound Napoli si lascia andare su Facebook a epiteti contro l'Anpi. L'occasione è l'assoluzione di una serie di militanti di destra a Milano, denunciati per aver fatto il saluto romano.

    Emmanuela Florino, leader di Casapound a Napoli, esulta a modo suo – mandandoli cioè a farsi fottere – gli aderenti all'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani italiani. Il pretesto lo fornisce l‘assoluzione, a Milano, di dieci militanti di destra mandati a processo per aver fatto il saluto romano pubblicamente. Numerosi i commenti entusiasti all'esternazione della portavoce dei "fascisti del terzo millennio" all'ombra del Vesuvio, figlia dell'ex senatore Michele Florino.
    Lo scorso 25 aprile, la "Berta" di via Foria, già storica sede del Movimento Sociale Italiano poi di An e ora di Casapound Napoli è stata presidiata da un massiccio spiegamento di forze dell'ordine per scongiurare ogni contatto coi movimenti antagonisti in corteo non autorizzato.

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  78. 1^ PARTE...

    SALVATORE BUZZI ASCESA E DISCESA A INFERI


    Era il 1985: iI detenuto Buzzi, condannato per omicidio, cominciò a recitare l'Antigone a Rebibbia davanti a Nicolò Amato e Pietro Ingrao. Fu il battesimo della 29 giugno, fondata anche da don Di Liegro e Laura Lombardo Radice. Un'ascesa folgorante, lavoro per circa duemila persone, fino agli affari con gli appalti pubblici. E anche le macchine da presa: grazie alla coop i fratelli Taviani hanno realizzato il pluripremiato "Cesare deve morire".
    "Abbiamo sbagliato. Col nostro passato non dovevamo spingerci avanti, dovevamo ricordarci di noi. E noi non siamo Buzzi ma Rosa, Khaled, Enrico, insomma tanti poracci". Poi l'imbarazzo, il silenzio e Danilo torna a spazzare i marciapiedi. La Coop 29 Giugno si stava preparando a festeggiare i suoi 30 anni di vita. C'era, nei loro programmi o vaneggiamenti, anche un incontro col presidente Napolitano. Una storia che nasce bella e adesso diventa maledetta col volto e le parole del suo creatore e presidente Salvatore Buzzi, condannato a 25 anni per omicidio e che però si laurea in carcere. Uno che riuscì a convincere un illuminato come Don Di Liegro e un'intellettuale come Laura Lombardo Radice, moglie di Pietro Ingrao, a mettere i loro nomi nell'atto costitutivo della coop che ora tutti conoscono come cupola della Mafia Capitale. Un ex bancario imbroglione che ammazzò il suo ricattatore, che però sconta la pena, e intanto per tutti si redime e poi si fa intercettare mentre dice: "Io con gli immigrati ci faccio più soldi che con la droga" e che poteva vantarsi "'Me li sto' a compra' tutti". 
    Uno che tira dentro nella sua coop persone come Rosa, una vita passata fra i bassi dei quartieri spagnoli di Napoli e che dice: "Prima non sapevo che cosa fosse la busta paga, però ne avevo sentito parlare. Grazie alla 29 Giugno ora ce l'ho, a 53 anni, unica nella mia famiglia. Faccio le pulizie e ne sono orgogliosa". Come Khaled, palestinese: "Vengo da uno Stato dove non potrò mai tornare, sono un apolide. Vivo in un locale che mi ha dato la coop e faccio il giardiniere. Senza questo sarei nessuno". Come Enrico, orfano, ex tossico, ex spacciatore: "Peggio dell'eroina mi ha fatto una donna, mi volevo ammazzare. Ma i compagni della 29 Giugno non mi hanno mai lasciato solo, mi hanno aiutato. Ora lavoro, poto gli alberi, e ricostruisco la vita". E su di loro piovevano tanti appalti pubblici, mentre i capi si intrecciavano con il Re della Roma criminale, vecchi e nuovi comunisti, politici di alta e bassa lega, e tanti dirigenti pubblici che sguazzano nel frusciare delle mazzette.
    E' per questo, per un "Mondo di mezzo", che nasce la Coop 29 giugno?
    Erano i primi anni Ottanta, con le carceri italiane stracolme di reclusi. A Roma, nell'istituto di Rebibbia, i "politici" affollavano il braccio G9 del cosiddetto Nuovo Complesso. Le Brigate Rosse sparavano ancora. Nel vicino Istituto Penale, quello dei reclusi "comuni", in via Bartolo Longo, un direttore illuminato, Luigi Turco, e una vicedirettrice fantastica, Mariapia Frangeamore, guardavano comunque avanti: la situazione generale era esplosiva, il sovraffollamento impossibile. Bisognava fare qualcosa. E loro cominciarono a farlo assieme ai reclusi. Primo atto: aprire le celle, poi laboratori. Parola dei direttori di allora: "Facile dirigere un carcere chiuso. Ma se uno vuol lavorare davvero le porte le deve aprire". Rebibbia penale divenne un'officina. Salvatore Buzzi era già lì, a scontare una pesante condanna. Il primo risultato eclatante, potremmo dire pubblico, di questa stagione fu la realizzazione di uno spettacolo teatrale, l'"Antigone", in cui Buzzi stesso recitava.

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  79. 2^ PARTE....

    SALVATORE BUZZI ASCESA E DISCESA A INFERI..



    .....................
    Nel ruolo di Creonte si era prestato Bianchedi, un attempato boss della zona di Campo de' Fiori. 
    Ad assistere alla rappresentazione vennero in tanti. C'era praticamente tutta la Direzione generale delle carceri, con a capo Nicolò Amato. C'era Pietro Ingrao. C'erano i giornalisti. Per molti si trattava del primo contatto col modo carcerario. E fu l'inizio di un successivo percorso, perché intanto a Firenze due dei migliori rappresentanti del cattolicesimo progressista, Gozzini e Margara, stavano buttando giù la bozza della legge di riforma delle carceri, poi detta Legge Gozzini, che ancora oggi governa l'universo penitenziario. Le legge avrebbe introdotto (1986) una serie di misure premiali, tese a promuovere un reale interesse alla rieducazione, e l'istituto della semilibertà legato al lavoro.
    E' qui che nasce la 29 Giugno. Per poter far vivere la riforma e per coglierne i frutti serviva dunque una possibilità di lavoro. Il recluso, scontata più o meno metà della pena, previo parere positivo della direzione e del giudice di sorveglianza, poteva uscire per andare a lavorare, salvo poi tornare in carcere a passare la notte. Ma, tranne qualche generoso, chi mai avrebbe offerto un lavoro a un galeotto? Nessuno, e la riforma sarebbe fallita. Una situazione di stallo, superata da un'idea: realizziamo noi una cooperativa, noi detenuti, per offrire un impiego a chi di noi ne ha bisogno. Ma era una utopia. A farla diventare realtà ci pensarono, fra gli altri, Don Luigi Di Liegro, allora a capo della Caritas Diocesana e oggi in odore di santità, e Laura Lombardo Radice, moglie di Ingrao. Misero i loro nomi nell'atto costitutivo della Cooperativa 29 Giugno. Era, per la precisione, il 1985. Pochi mesi prima, a Rebibbia, si era tenuto uno storico convegno sul tema del lavoro in carcere. Uno dei principali relatori era stato Salvatore Buzzi, intanto laureatosi dietro le sbarre con 110 e lode.
    Nel concreto però le cose non furono facili. La prima uscita di lavoro i veterani della 29 Giugno la ricordano ancora: con pale e zappe a ripulire qualche aiuola lungo la Casilina. E subito si delineò quello che, dando linfa alla cooperativa, ne era anche il punto debole: la dipendenza economica dalle commesse pubbliche. Non erano i privati a far vivere la coop ma le Circoscrizioni, la Provincia, il Comune, la Regione. E gli Enti locali non rispondevano a un obbligo di istituto ma lo facevano nel migliore dei casi per sensibilità sociale, poi per opportunità, e  -  le cronache di oggi ce lo dicono  -  anche per il peggiore opportunismo. La coop di ex reclusi (intanto Buzzi ed altri erano usciti dal carcere) era costantemente nella condizione di chiedere. E questo ha fatto. E man mano gli incarichi sono arrivati: manutenzione giardini, pulizia di parchi pubblici, sistemazione di strade, pulizia dell'Auditorium, giardinaggio a Villa Borghese, gestione di case Rifugio.....  Il giro di affari è diventato tale da poter dare lavoro a circa duemila persone, comprese fette sempre più ampie di altri disagi sociali: disoccupati, donne maltrattate, disagiati psichici. 
    La storia narrata nel film "Si può fare", con Claudio Bisio, venne proiettata nella sala del centro di accoglienza realizzato dalla 29 Giugno in una ex vetreria del Tiburtino, quella della foto incriminata 
    che vede anche il ministro Poletti attorno ad un tavolo.

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  80. 3^ PARTE....


    SALVATORE BUZZI ASCESA E DISCESA A INFERI..


     

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    Non erano i privati a far vivere la coop ma le Circoscrizioni, la Provincia, il Comune, la Regione. E gli Enti locali non rispondevano a un obbligo di istituto ma lo facevano nel migliore dei casi per sensibilità sociale, poi per opportunità, e  -  le cronache di oggi ce lo dicono  -  anche per il peggiore opportunismo. La coop di ex reclusi (intanto Buzzi ed altri erano usciti dal carcere) era costantemente nella condizione di chiedere. E questo ha fatto. E man mano gli incarichi sono arrivati: manutenzione giardini, pulizia di parchi pubblici, sistemazione di strade, pulizia dell'Auditorium, giardinaggio a Villa Borghese, gestione di case Rifugio.....  Il giro di affari è diventato tale da poter dare lavoro a circa duemila persone, comprese fette sempre più ampie di altri disagi sociali: disoccupati, donne maltrattate, disagiati psichici. 
    La storia narrata nel film "Si può fare", con Claudio Bisio, venne proiettata nella sala del centro di accoglienza realizzato dalla 29 Giugno in una ex vetreria del Tiburtino, quella della foto incriminata
     che vede anche il ministro Poletti attorno ad un tavolo. Alla proiezione erano presenti i personaggi reali del film, di un'altra cooperativa del nord. E anche i fratelli Taviani per realizzare il pluripremiato "Cesare deve morire" hanno avuto la collaborazione della 29 Giugno, viatico delle telecamere in carcere e  che nel frattempo a Rebibbia aveva avviato una scuola di teatro. Uno dei protagonisti della pellicola, Cosimo Rega, un passato nella camorra salernitana, era un membro fondatore della coop. Contemporaneamente  -  non scordiamolo - anche la magistratura e le direzioni della carceri romane si affidavano alla 29 giugno, spedivano a frotte i detenuti in regime di semilibertà. Troppo pochi, e aspettando troppo tempo, hanno avuto il sentore che tutto era marcito. 
     

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  81. BUZZI SALVATORE.....SI CONFIDA CON AGENTI P.S.



    QUASI quattro milioni e mezzo di euro di incasso con il Comune di Roma dall'emergenza abitativa. E un utile di quasi un milione di euro. Circa venticinque euro ad ospite al giorno, iva inclusa. Sono queste le cifre di cui parla Salvatore Buzzi in un interrogatorio in questura nel 2014. I numeri riguardano le cooperative di cui Buzzi era presidente e le altre società consorziate da lui indirettamente gestite, prima che l'inchiesta su Mafia Capitale lo travolgesse e finisse in manette per associazione mafiosa insieme ad altre persone.
    Nel rispondere alle domande degli agenti della questura, non sul "Mondo di mezzo", ma per l'indagine sull'occupazione dell'Angelo Mai,per cui il pm Luca Tescaroli chiese il rinvio a giudizio per 22 persone, il Ras delle cooperative racconta del business dell'accoglienza, dei suoi meccanismi e dei rapporti con le istituzioni: con il Comune di Roma, il dipartimento immigrazione del ministero dell'Interno e la prefettura di Roma e Siracusa. Poi aggiunge di non conoscere la leader del "Comitato popolare di lotta per la casa", Pina Vitale, arrestata. Ma soprattutto è all'oscuro che di lì a qualche mese la procura di Roma chiederà l'arresto nei suoi confronti, per aver fatto soldi proprio sui più deboli: profughi, rifugiati e rom.
    «La Eriches 29 si occupa dell'accoglienza per immigrati, rifugiati, senza fissa dimora, nomadi e persone in emergenza abitativa» dichiara subito Buzzi. Poi si sofferma sul meccanismo di assegnazione all'interno del Campidoglio, nel momento dell'emergenza abitativa post sgombero: «Il rapporto col dipartimento Politiche sociali del Comune è iniziato nel 1998. Quello con le Politiche abitative nel 2000. Nell'ottobre del 2005 a seguito di uno sgombero di un immobile occupato, l'amministrazione aveva necessità di ospitare 151 persone (...) la Eriches 29 ha avanzato una proposta che è stata accettata, con determina dirigenziale». Poi aggiunge: «Allego, altresì, una parte delle ulteriori determinazioni dirigenziali con le quali ci sono stati affidati ulteriori incarichi».
    Con il dipartimento Politiche sociali la relazione è diversa: «Con loro la Eriches ha vinto delle gare d'appalto e i relativi contratti sono ancora in vigore, in regime di proroga, perché il Comune non può indire ulteriori gare d'appalto, perché non riesce ad approvare in tempo utile i bilanci preventivi». E poi: «Nello specifico dell'emergenza abitativa, si sono succedute poi determinazioni dirigenziali di affidamento, per far fronte a specifiche esigenze de l momento».
    Sul ricavo della Eriches 29 dall'emergenza abitativa, Buzzi risponde: «Il nostro compenso è 24 euro a persona al giorno, iva inclusa. Annualmente 4 milioni e mezzo all'anno. Il nostro utile è il 20 per cento lordo". Diversi i compensi per gli sgomberati di via delle Acacie e dell'istituto Hertz di via Tuscolana "per il quale ha effettuato una gara a trattativa privata (...) Preciso che, degli invitati, siamo stati gli unici a partecipare».
    E i servizi di emergenza alloggiativa aggiuntivi? Vigilanza e portierato? Chiede l'agente: «Per i residence di Val Cannuta e Ponte Carotto riceviamo un milione di euro".

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  82. http://m.romatoday.it/politica/mafia-capitale-luigi-nieri.html



    http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/roma/cronaca/2015/06/10/news/mafia_capitale_nieri_si_difende_ho_la_coscienza_pulita_vado_avanti_-116524185/

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  83. http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/nieri-gli-sms-di-buzzi-quel-nome-va-bene-2205947/

    Nieri e gli sms di Buzzi: “Quel nome va bene è meglio se ci vediamo”

    9 giugno 2015 09.40

    Redazione Blitz

    ROMA - Il vicesindaco di Roma Luigi Nieri, scrive il Messaggero, compare più volte nelle intercettazioni delle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale. L’articolo di Silvia Barocci:

    Fare fuori i funzionari non malleabili e promuovere emendamenti che avrebbero consentito alle cooperative di Salvatore Buzzi di acquistare a prezzi di vantaggio gli immobili dismessi dal Campidoglio. Per raggiungere questi obiettivi, due dei tanti che il ”mondo di mezzo” si era prefisso per mettere le mani sul ”mondo di sopra”, la cupola di Buzzi & ci. ”avvicina” anche il vicesindaco di Roma Luigi Nieri.
    Il suo nome ricorre spesso nelle intercettazioni dell’ultima ordinanza del gip Flavia Costantini. L’insediamento della Giunta Marino aveva determinato la sostituzione di Angelo Scozzafava a capo del V dipartimento mettendo in allarme il Buzzi sulla nomina del successore. Gabriella Acerbi non era affatto gradita perché ”poco disponibile”: «basta che se ne va questa, non te riceve, non te parla», è lo sfogo di Buzzi. Meglio sostituirla con Walter Politano. Per questo il ras delle coop inviava al vicesindaco Nieri una serie di sms per chiedergli un appuntamento, per confrontarsi sulla scelta di un capo Dipartimento che – scrive il gip – «qualora non fosse stato Politano, avesse risposto alle loro esigenze».

    I MESSAGGI

    «Buongiorno Luigi e scusa l’ora ma volevo dirti che l’avvicendamento della Acerbi con Politano è una scelta molto apprezzata da noi e altre realtà come la nostra ma in tarda serata abbiamo appreso che forse non è più cosi: per noi è molto importante avere un capo dipartimento che conosciamo in un assessorato di fondamentale importanza ove non c’e stato ad oggi il minimo dialogo. Se vuoi ti raggiungo dove vuoi per spiegarti meglio. Un abbraccio Salvatore Buzzi». A questo sms Nieri rispondeva chiamando l’utenza di Buzzi e lasciando il seguente messaggio sulla segreteria telefonica: «Ciao Salvatore sono Luigi ho visto il messaggio …vabbè poi ci sentiamo ciao un abbraccio». Nella successiva telefonata, Nieri – scrive il gip – affermava che secondo lui «Politano non era passato per un problema di pianificazione politica, appoggiando la posizione della Cutini che ovviamente non aveva accettato l’imposizione di un Direttore non scelto da lei dopo che le era stato imposto di dimettere una persona di propria fiducia». Buzzi non si arrende e a Nieri chiede: «dacce una mano perché stamo veramente messi male con la Cutini». Il vicesindaco lo rassicura: «Lo so lo so come no? Assolutamente…va bene? Poi ce vediamo pure…»

    LA DISMISSIONE 

    L’accordo era fatto. Almeno secondo il gip Flavia Costantini l’opera di corruzione di Buzzi & co aveva consentito di trovare l’accordo all’interno dell’amministrazione comunale per consentire alle coop di acquistare a «condizioni di favore» gli immobili. La delibera viene approvata ma è indispensabile «un emendamento che prevedesse un ingente sconto in sede di dismissione del patrimonio per i soggetti economici con caratteristiche identiche a quelli riconducibili a Buzzi, emendamento che avrebbe dovuto essere presentato da Pedetti in sede di assemblea capitolina». Buzzi parla con altri ed e' preoccupato perché per alcuni immobili, e quelli di via Pomona e via Frantoio, era previsto che i legittimati allo sconto fossero gli affittuari, mentre Buzzi e i suoi avevano occupato l’immobile. L’accordo presidente della commissione Piepaolo Pedetti (arrestato) e Buzzi è fatto. Più tardi nei suoi uffici Buzzi dice ai collaboratori: «L’emendamento gliel’avemo scritto noi… con Nieri ero riuscito ad arriva’ a un 60 per cento»




     




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  84. 1^PARTE. .....



    http://m.romatoday.it/politica/luigi-nieri-mafia-capitale.html


    Mafia Capitale, quando Nieri diceva: "La 29 Giugno è un'istituzione di Roma".

    Il vicesindaco non è indagato o coinvolto nella indagine. Emerge però un rapporto d'amicizia e di stima con quello che si è scoperto essere, oltre che il presidente della Coop 29 giugno, anche un boss di Mafia Capitale. Un rapporto fatto di sms, telefonate, incontri programmati e abbracci.

    Matteo Scarlino

    Se il Pd piange, Sel non puo' certo ridere. Il sistema tratteggiato dall'inchiesta Mondo di Mezzo porta alla luce i rapporti che anche esponenti del partito di Vendola intrattenevano con il comunista Salvatore Buzzi e la sua cooperativa '29 Giugno'. Nessun esponente del partito indagato, ma i rapporti sono innegabili. Emergono dall'ordinanza, da telefonate e scambi di sms tra Buzzi e il vice sindaco Nieri. Emergono da dichiarazioni pubbliche dello stesso Nieri.

    APRILE 2013 - E' il 29 aprile 2013, in piena campagna elettorale, quando il futuro vice sindaco Nieri e il candidato primo cittadino Ignazio Marino visitano la cooperativa 29 Giugno. Una visita ancora impressa nella memoria dell'associazione, tanto che le foto di Buzzi, Marino e Nieri sono in bella vista sul sito dell'associazione. Al termine della visita Luigi Nieri regala ai suoi fan su facebook il pensiero su questa cooperativa che, si scopre oggi, è a tutti gli effetti un braccio finanziario di Mafia Capitale:

    "Stamattina con Ignazio Marino abbiamo fatto visita alla “29 Giugno”, una sorta di istituzione a Roma. Una cooperativa che è nata con l'obiettivo dell'inserimento lavorativo di detenuti, ex detenuti, disabili fisici e psichici, tossicodipendenti ed ex, senza fissa dimora, vittime della tratta, immigrati. Una bellissima realtà che ha permesso a tantissime persone che non ce l'avrebbero mai fatta da sole, di riscattarsi".

    DALL'ORDINANZA - Buzzi, non lo nasconde mai, è vicino al mondo della sinistra più radicale. Una volta eletto Marino, inizia il lavoro di ricerca di amici nella nuova amministrazione. Dall'ordinanza emergono quelli che sembrano essere tentativi di abboccamento con il vice sindaco. In un dialogo tra Buzzi ed Emilio Gammuto, il boss della Coop rossa si mostra convinto che a Marino si possano prendere le misure. Si legge nell'ordinanza relativamente a Buzzi: "Una vocazione che non ha barriere politiche, poiché Buzzi è in trattative corruttive anche con l’amministrazione comunale successiva al 2013".

    Questo il dialogo Buzzi - Gammuto

    E: ...(inc)...
    S: ...e mo vedemo Marino, poi ce pigliamo e misure con Marino
    E: va bè mò Marino tramite Luigi Nieri con.. no..(inc)..
    S: ma Nieri...(inc)...entrato Nieri?
    E: non lo so
    S:..cazzo ne sai? Noi c’avemo...(inc)... Ozzimo, quattro...Ozzimo, Duranti, Pastore e Nigro..(inc).

    Successivamente, in questo passaggio dell'ordinanza, si fa riferimento all'ingaggio di Coratti, attraverso il suo segretario Figurelli.
    C'è un altro passaggio dell'ordinanza che riguarda il vice sindaco. Un passaggio in cui Nieri si mostra in confidenza con Buzzi, ma appoggia la scelta della Cutini di non piazzare Politano al posto della Acerbi al capo del V dipartimento, quello delle politiche sociali, nevralgico per gli affari del boss. "Non te riceve, non te parla...e che cazzo, no", dice Buzzi parlando della Acerbi al caposegreteria di Coratti Figurelli. Alla fine verrà scelta Isabella Cozza.
    Buzzi però nel frattempo decide di rivolgersi al vicesindaco Nieri inviandogli una serie di sms per chiedere un appuntamento: "Buongiorno Luigi e scusa l’ora ma volevo dirti che l’avvicendamento della Acerbi con Politano è una scelta molto apprezzata da noi e altre realtà come la nostra ma in tarda serata abbiamo appreso che forse non è più così: per noi è molto importante avere un capo dipartimento che conosciamo in un assessorato di fondamentale importanza ove non c’e stato ad oggi il minimo dialogo.

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  85. 2^ PARTE. .



    http://m.romatoday.it/politica/luigi-nieri-mafia-capitale.html


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    C'è un altro passaggio dell'ordinanza che riguarda il vice sindaco. Un passaggio in cui Nieri si mostra in confidenza con Buzzi, ma appoggia la scelta della Cutini di non piazzare Politano al posto della Acerbi al capo del V dipartimento, quello delle politiche sociali, nevralgico per gli affari del boss. "Non te riceve, non te parla...e che cazzo, no", dice Buzzi parlando della Acerbi al caposegreteria di Coratti Figurelli. Alla fine verrà scelta Isabella Cozza.
    Buzzi però nel frattempo decide di rivolgersi al vicesindaco Nieri inviandogli una serie di sms per chiedere un appuntamento: "Buongiorno Luigi e scusa l’ora ma volevo dirti che l’avvicendamento della Acerbi con Politano è una scelta molto apprezzata da noi e altre realtà come la nostra ma in tarda serata abbiamo appreso che forse non è più così: per noi è molto importante avere un capo dipartimento che conosciamo in un assessorato di fondamentale importanza ove non c’e stato ad oggi il minimo dialogo. Se vuoi ti raggiungo ove vuoi per spiegarti meglio Un abbraccio salvatore buzzo". Nieri risponde: "Ciao Salvatore, sono Luigi ho visto il messaggio… vabbè poi ci sentiamo ciao un abbraccio". Seguono alcune telefonate riportate dall’ordinanza di custodia cautelare. Il vicesindaco spiega che, secondo lui, Politano non era passato per un problema di pianificazione politica, appoggiando la posizione della Cutini che non aveva accettato l’imposizione di un Direttore non scelto da lei dopo che le era stato chiesto di dimettere una propria persona di fiducia. "Dacce una mano perché stamo veramente messi male con la Cutini", chiede Buzzi. E Nieri rassicura: "lo so lo so come no? Assolutamente…va bene? Poi ce vediamo pure…".
    Un Nieri che quindi respinge gli assalti alla diligenza, ma che non chiude le porte, mostrandosi comprensivo nei confronti delle richieste di Buzzi e promettendogli addirittura un incontro.

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  86. http://www.secoloditalia.it/2015/06/mafia-capitale-spunta-nieri-bufera-marino-folla-chiede-dimissioni/


    Mafia Capitale, Nieri tirato in ballo. Bufera su Marino, la folla chiede le dimissioni

    di REDAZIONE

    mercoledì 10 giugno 2015 -19:27




    Il nome di Luigi Nieri, vicesindaco di Sel e numero due in Campidoglio, finisce nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale e a Roma la bufera rischia davvero di travolgere la sinistra tutta intera: dal Pd fino alle sue ali estreme. Succede che Salvatore Buzzi, in un’intercettazione, fa proprio il nome di Nieri:  “Ho parlato con Nieri. Per me è fuso, il ragazzo. Mentre dicevo se m’aiutava a fa’ cresce la cooperativa, me chiedeva: ‘Ma mi puoi assume questo?’. Gli ho detto: “Ah Lui’, ma uno come fa a assume se tu non crei lavoro? Te sto a di’ proprio questo. Tu damme la possibilità di cresce, che se uno cresce poi può anche…”. E allora? Replica Nieri indignato: le parole di Buzzi, a suo avviso, dimostrano solo che il capo della coop 29 giugno non aveva con lui un buon rapporto. “Se Buzzi cercava in me una sponda, non l’ha mai trovata”. “A mio carico – insiste Nieri – non esiste alcun riscontro ed è con la serenità della coscienza pulita che vado avanti” e “diffido chiunque a perseverare in questa squallida operazione di diffamazione ai miei danni”. Il sindaco Marino prima non vuole commentare, poi difende il suo vice: “Penso che sia una persona molto perbene”. Ma in serata a una manifestazione di sindacati il sindaco viene accolto dal coro “dimissioni!”. Evidentemente l’autodifesa che ha fatto in aula Giulio Cesare non ha convinto i romani.
    E quella del vicesindaco Nieri non ha convinto 
    Alessandro Onorato, capogruppo della lista Marchini in Campidoglio: “Il vicesindaco Nieri deve venire subito in consiglio e dissipare ogni dubbio circa le accuse secondo cui avrebbe chiesto a Salvatore Buzzi di effettuare delle assunzioni”. “Il fatto sarebbe ancor più grave dato che il suo ex caposegreteria Andrea Bianchi, che percepiva oltre 100mila euro dal Comune di Roma dichiarando una laurea falsa – aggiunge – dopo le sue dimissioni è stato assunto magicamente da Buzzi, raggiungendo addirittura un ruolo apicale nella cooperativa.

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  87. http://www.lultimaribattuta.it/27673_mafia-capitale-2-gli-affari-di-buzzi-coop-con-marino



    Mafia Capitale 2: boom di appalti per ‘Buzzi & coop’ con Marino.

    10/06/2015 

    Luca Cirimbilla

    È un’immagine che si sta sbriciolando col passare delle ore quella di Ignazio Marino, il sindaco di Roma sempre più travolto dal secondo filone di Mafia Capitale.

    E più prova a dire che lui ha contribuito a fare piazza pulita, più invece numeri e fatti lo tirano ancora più giù, peggio delle sabbie mobili. Non servono le foto in cui si fa ritrarre col segno di vittoria con le mani e non serve neanche l’intervista a La7 in cui ieri sera provava a sostenere che a Roma con lui le cose sono cambiate.
    Le cose sono cambiate, sì: ma in peggio. I numeri e gli appalti che ha riportato oggi Libero lo smentiscono clamorosamente. Con Alemanno sindaco, nel primo semestre del 2013, le cooperative rosse dello zar Salvatore Buzzi ottengono proroghe e affidamenti diretti per 2,9 milioni di euro. Nel secondo semestre dello stesso anno, con Ignazio Marino subentrato alla guida del Campidoglio, le commesse dirette a Mafia Capitale ammontano a più di 7 milioni di euro.
    Evidentemente quella sinergia documentata dalle foto di Marino assieme a Luigi Nieri e Salvatore Buzzi in campagna elettorale ha portato i suoi frutti: nel biennio 2013-2014, inoltre, la cupola delle coop rosse si porta a casa ben 67 commesse confezionate dal Campidoglio. Con Alemanno? Solo due. Il gruzzolo di commesse intascate da Buzzi & coop ammonta a circa 14,2 milioni di euro di cui 11,3 milioni di euro erogati dalla giunta Marino.
    Curioso notare come un filo rosso unisca le commesse aggiudicate dalle coop di Buzzi con Marino sindaco a molte aggiudicate addirittura con le amministrazioni targate Rutelli e Veltroni. In molti casi il rinnovo dei contratti con le cooperative avveniva automaticamente senza prendere in considerazione eventuali alternative.
    Con che coraggio Ignazio Marino alza le mani e fa il segno della vittoria? Con che coraggio prova a scaricare tutte le responsabilità sui cinque anni della giunta Alemanno? E soprattutto in che modo prova a negare il suo coinvolgimento negli affari di Buzzi e delle sue cooperative quando, appena eletto, dichiarò di voler devolvere il suo primo stipendio da sindaco alla struttura di Buzzi stesso?

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  88. http://www.omniroma.it/news_visualizza.php?Id=38416


    mercoledì 10 giugno 2015 


    Mafia capitale, l'ira della Cattoi e Nieri "Basta illazioni, quando è troppo è troppo".

    I nomi del vicesindaco di Roma, Luigi Nieri e dell'assessore al Patrimonio, Alessandra Cattoi "c'erano già nella prima ondata dell'inchiesta Mafia Capitale" ma da quanto si legge dalle carte e da quello che evidentemente pensa la Procura, che non li ha nemmeno indagati, non sembra ci sia nulla di rilevante né politicamente né penalmente". Il commissario del Pd romano Matteo Orfini, arrivando in Campidoglio per incontrare il sindaco Ignazio Marino, difende Luigi Nieri e Alessandra Cattoi, finiti sui giornali per alcune intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta Mafia capitale. Già in mattinata, con due comunicati, Nieri e Cattoi, avevano spiegato la loro posizione. “Ho cercato di tenere, in questi giorni, un basso profilo relativamente alle molteplici illazioni che sono state fatte intorno al mio nome, per rispetto del ruolo istituzionale che ricopro - ha detto Nieri - Ma quando è troppo è troppo. Il riferimento al presunto posto di lavoro che avrei chiesto a Buzzi mi fa quasi sorridere e comunque si tratta solo delle sue parole riferite ad altri. Ma poniamo pure che in questi anni io possa aver chiesto alla cooperativa 29 Giugno di assumere qualcuno. Per chi mi sarei speso? Per un mio parente o un mio amico? Mai! L'avrei certamente fatto per un disperato, però. Magari per un detenuto che per uscire dal carcere aveva bisogno di un lavoro per ottenere le misure alternative. E qual è il compito della cooperazione sociale se non quello di reinserire queste persone? È evidente che se il sistema Buzzi prevedeva un do ut des io non sarei mai stato disponibile. E mai lo sarò per nessuno. Non avrei mai accettato una sorta di sistema ricattatorio sulla pelle dei poveracci. E allora è chiaro che sarei passato come uno che non ci sente. A mio carico non esiste alcun riscontro ed è con la serenità della coscienza pulita che vado avanti, malgrado l'amarezza di constatare quotidianamente la superficialità di certi titoli di alcune testate giornalistiche e la voracità del tritacarne mediatico. Diffido chiunque a perseverare in questa squallida operazione di diffamazione ai miei danni. In caso contrario, darò mandato ai miei avvocati di tutelare la mia persona e la mia immagine per le vie legali". "Smentisco categoricamente le notizie riportate oggi da alcuni giornali in merito a eventuali pressioni esercitate da Salvatore Buzzi su di me, o addirittura su nostri ipotetici incontri, al fine di acquisire per la cooperativa 29 giugno quote della società Roma Multiservizi - ha detto Cattoi - Non solo non ho mai incontrato né sentito in alcun modo Buzzi, ma prima dell’inchiesta su mafia capitale neanche sapevo chi fosse". (10 Giugno 2015)

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  89. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/05/mafia-capitale-linchiesta-in-regione-le-mani-della-cupola-sullemergenza-casa/1747878/#commenti-mobile



    10 GIUGNO 2015



    IL PIÙ PULITO NEL PD HA LA ROGNA. ..LADRONI! !!!!

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  90. 1^ PARTE. ....




    http://www.secoloditalia.it/2015/06/mafia-regionale-zingaretti-si-difende-opposizioni-insistono-vattene/


    Mafia regionale? Zingaretti si difende ma le opposizioni insistono: vattene

    DOMENICO BRUNI

    mercoledì 10 giugno


    Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti non si dimetterà e si difende in un lungo intervento in aula. Ma dalle opposizioni lo invitano ad andarsene. Zingaretti ha ripercorso le singole posizioni dei soggetti della Regione Lazio rimasti coinvolti nell’indagine di Mafia Capitale. Nei confronti del suo ex capo di gabinetto, Maurizio Venafro, il governatore ha detto che «è confermata l’apertura di un’indagine per tentativo di turbativa d’asta. Tale circostanza lo portò a rassegnare le dimissioni per poter meglio e con serenità affrontare il percorso processuale». Zingaretti ha anche ricordato la documentazione che riguarda incontri tra Buzzi, allora semplicemente dirigente della Cooperativa 29 Giugno, e Marco Vincenzi, nel quale si parla di emendamenti per un totale di 1,8 milioni euro che sarebbero stati presentati da Luca Gramazio e da Marco Vincenzi. «Non solo Vincenzi ha negato l’esistenza di questi emendamenti – ha detto – ma confermo che alla Regione non risulta nessun emendamento né provvedimento di spesa nei confronti dei Municipi di Roma. Vincenzi, anche se non indagato, per contribuire a lavorare in un clima di piena serenità – ha concluso Zingaretti – ha preferito rassegnare le dimissioni dal suo ruolo.

    Zingaretti dice “basta col giustizialismo”

    Zingaretti poi scopre che in Italia esiste il giustizialismo, dimenticando l’atteggiamento delle sinistre italiane negli ultimi anni verso i loro avversari politici ingiustamente accusati: la «tensione per la trasparenza che deve trovare spazio nella coerenza delle scelte e degli atti amministrativi, è l’unico strumento che abbiamo per batterci a viso aperto per la legalità. Ed è anche l’unico modo – ha aggiunto – per essere fieri sostenitori dell’azione giudiziaria ma anche censori di un eccesso di giustizialismo che in questi momenti appare sempre e che non fa più distinzioni nelle responsabilità degli individui: un arresto suffragato da prove e una frase pubblicata su atti non ritenuti rilevanti dalla Procura vengono messi sullo stesso piano. Questo non è giusto».

    Storace non è convinto da Zingaretti: smettila e dimettiti

    Ma le opposizioni non sono convinte: «La difesa del Pd su Marino e Zingaretti non reggerà», ha affermato Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale della Destra prima dell’intervento di Zingaretti. «Il capitombolo in Campidoglio e alla Pisana si avvicina. Patanè, Venafro, Longo, Agostinelli, Magrini, le dimissioni di Vincenzi da capogruppo: difficile capire che altro debba succedere prima di calare il sipario sulla Regione che doveva cambiare tutto». Stessa canzone da Forza Italia: il capogruppo FI in Regione Lazio Antonello Aurigemma, nel corso della seduta ha detto di ritenere che «se per motivi di opportunità l’ex governatrice Polverini ha effettuato un passo indietro per lo scandalo rimborsopoli, pur non essendo indagata – ha spiegato – se per altrettanti motivi di opportunità nei mesi scorsi il segretario del Pd nonché presidente del Consiglio Renzi ha spinto Maurizio Lupi alle dimissioni da Ministro dei Trasporti, anche lui tra l’altro non indagato, credo che allo stesso modo il premier dovrebbe chiedere a gran voce le dimissioni dell’attuale presidente Zingaretti e del sindaco di Roma Marino». 

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  91. 2^ PARTE...



    http://www.secoloditalia.it/2015/06/mafia-regionale-zingaretti-si-difende-opposizioni-insistono-vattene/


    DOMENICO BRUNI

    mercoledì 10 giugno

    ............................
    Renato Brunetta, capogruppo azzurro alla Camera, ha invocato le dimissioni di Marino e Zingaretti:  «Noi chiediamo a Marino di andarsene, e chiediamo a Zingaretti di andarsene. Non è possibile sottoporre la Capitale d’Italia, Roma Capitale, a questo pubblico ludibrio quotidiano. Non è accettabile, non è possibile. Renzi ne prenda atto. Basta con questarealpolitik che blinda Marino, blinda Zingaretti. Verranno travolti dai fatti, purtroppo, e con essi verrà travolta però anche l’immagine di Roma. Questa è la grande responsabilità che ha ancora una volta il presidente del Consiglio (si fa per dire), Matteo Renzi.

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  92. http://www.genova24.it/2015/06/immigrazione-lo-striscione-di-casa-pound-a-quarto-casa-lavoro-stato-sociale-prima-gli-italiani-90054/



    Immigrazione, lo striscione di Casa Pound a Quarto: “Casa, lavoro, stato sociale: prima gli italiani!”.

    12 giugno 2015

    Genova. “Casa, lavoro, stato sociale: prima gli italiani!”. E’ lo striscione a firma CasaPound Italia Liguria spuntato davanti all’ex manicomio di Genova Quarto che ospita in un padiglione decine di profughi.

    “E’ inaccettabile assistere passivamente al degrado che l’amministrazione genovese ha riservato già al centro cittadino e ai quartieri del ponente, ma che ora si estende anche ai quartieri del levante – sottolinea CPI in una nota – Il tutto in nome di una falsa solidarietà, che copre il business dell’immigrazione messo in opera da cooperative sociali, politicanti e certi uomini di chiesa. Questa non è solidarietà, è creare nuovi schiavi, nuovi delinquenti, nuovi elettori e nuovi fedeli. Il tutto senza controllo, tranne che per le rette puntualmente incassate.
    CasaPound non ci sta, pratica ben altra solidarietà e si schiera contro l’affronto che questa politica fa quotidian​amente alle famiglie italiane”.

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  93. http://www.genova24.it/2015/06/immigrazione-lo-striscione-di-casa-pound-a-quarto-casa-lavoro-stato-sociale-prima-gli-italiani-90054/



    Immigrazione, lo striscione di Casa Pound a Quarto: “Casa, lavoro, stato sociale: prima gli italiani!”.

    12 giugno 2015

    Genova. “Casa, lavoro, stato sociale: prima gli italiani!”. E’ lo striscione a firma CasaPound Italia Liguria spuntato davanti all’ex manicomio di Genova Quarto che ospita in un padiglione decine di clandestini finti profughi vigliaccamente scappati dal loro Paese ed approdati in Italia su invito del Pd.
    “E’ inaccettabile assistere passivamente al degrado che l’amministrazione genovese ha riservato già al centro cittadino e ai quartieri del ponente, ma che ora si estende anche ai quartieri del levante – sottolinea CPI in una nota – Il tutto in nome di una falsa solidarietà, che copre il business dell’immigrazione messo in opera da cooperative sociali, politicanti e certi uomini di chiesa. Questa non è solidarietà, è creare nuovi schiavi, nuovi delinquenti, nuovi elettori e nuovi fedeli. Il tutto senza controllo, tranne che per le rette puntualmente incassate.
    CasaPound non ci sta, pratica ben altra solidarietà e si schiera contro l’affronto che questa politica fa quotidian​amente alle famiglie italiane”.

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  94. SOSTENIAMO A SPADA TRATTA E CON ORGOGLIO CIÒ CHE OGNI GIORNO FA PER NOI CASAPOUND CHE NON SI ARRENDE.
    NON SI ARRENDONO I PATRIOTI. ..MAI...MAI..!!!

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  95. http://m.ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/06/12/news/a-dolegna-striscione-firmato-casapound-1.11604585?refresh_ce



    A Dolegna striscione firmato CasaPound.

    12 Giugno 2015

    Uno striscione realizzato su carta lungo sei metri, alto 60 centimetri e appeso all'esterno dell'ex hotel Agrifoglio di Dolegna la cui scritta a pennello, perfettamente visibile anche a distanza,...


    Uno striscione realizzato su carta lungo sei metri, alto 60 centimetri e appeso all'esterno dell'ex hotel Agrifoglio di Dolegna la cui scritta a pennello, perfettamente visibile anche a distanza, recita: "Coop La Cascina di Mafia Capitale assessore Cecot batti un colpo". A destra il logo di Casapound, la formazione politica di estrema destra che nello scorso mese di maggio aveva organizzato una manifestazione nazionale a Gorizia per ricordare i cento anni dall'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale.

    L'episodio è ad ogni modo emblematico del clima che si respira sul territorio: a Dolegna è forte la contrarietà della comunità all'ipotesi di ospitare 50 richiedenti asilo, tanto che una raccolta con circa 300 firme a sostegno del "no" a questa arrivo in massa, in comune che conta meno di 400 abitanti, sarà consegnata oggi dal sindaco Diego Bernardis al prefetto Vittorio Zappalorto. «Chiederò domani (oggi per chi legge, ndr) al signor prefetto un incontro a quattr'occhi sulla questione, manifestandogli la contrarietà dei miei concittadini all'ipotesi di far arrivare a Dolegna queste 50 persone.

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  96. http://www.abruzzoweb.it/contenuti/casapound-laquila-ripa-di-fagnano-inadatta-a-ospitare-immigrati/572055-4/


    13 giugno 2015

    CASAPOUND L'AQUILA: 'RIPA DI FAGNANO INADATTA A OSPITARE IMMIGRATI'.
     

    L’AQUILA - “No immigrati a Ripa di Fagnano”.

    È questo il testo degli striscioni e dei manifesti affissi dal movimento CasaPound Italia nei pressi della sede della Regione Abruzzo all'Aquila e presso la struttura deputata all'accoglienza degli immigrati a Ripa di Fagnano, frazione del comune di Fagnano Alto, nell'entroterra aquilano.

    "È inconcepibile - scrive Simone Laurenzi, responsabile regionale abruzzese CasaPound, in una nota - come non ci si renda conto dell'inadeguatezza di Ripa di Fagnano a essere luogo di accoglienza. Il numero di immigrati previsto, che sarebbero ospitati presso una struttura gestita da privati che godrebbero dei lauti finanziamenti previsti, risulterebbe praticamente pari a quello degli abitanti del piccolo centro montano, che per sua natura non possiede le condizioni per sostenere l'accoglienza".

    "Sicuri di interpretare la voce della popolazione di Fagnano Alto, contraria al centro, chiediamo quindi alla Prefettura - prosegue la nota - di ritornare sui suoi passi, e alle istituzioni, che finora hanno brillato per la loro assenza, di esprimersi in maniera chiara contro l'istituzione di centri di accoglienza sul nostro territorio. La provincia dell'Aquila, zona scarsamente popolata, economicamente depressa e sui cui grava ancora il peso del terremoto del 2009, non può divenire terra di immigrazione, ma necessita piuttosto di politiche di investimento mirate a impedire il lento spopolamento dei borghi di montagna".

    "Come CasaPound - conclude Laurenzi - interverremo in merito alla questione del business dell'accoglienza nel nostro territorio ovunque si presenteranno situazioni analoghe, per contrastare un meccanismo che vede pochi privati assicurarsi lauti guadagni a discapito della popolazione, costretta a confrontarsi con i problemi da esso derivanti".

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    Risposte
    1. Simone Laurenzi ha il mio plauso. ..
      Buon lavoro. ..
      Battere il ferro mentre è caldo. ..
      Bravo. ..

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  97. http://m.ilgiornale.it/news/2015/06/13/speculazioni-sullaccoglienza-ora-ad-ospitare-gli-immigrati-arrivano-anche-i-tour-operator/1140074/


    13 Giugno 2015

    Speculazioni sull'accoglienza: ora ad ospitare gli immigrati arrivano anche i tour operator.
    In Trentino enti religiosi ed alberghi vengono contattati da un tour operator che propone loro di partecipare al bando di gara indetto dalla provincia per ospitare i migranti: ma chi paga la commissione?

    Giovanni Masini

    L'Italia è presa d'assalto da un'ondata migratoria senza precedenti e la provincia autonoma di Trento, previdente, si prepara.

    Il 29 aprile la provincia pubblica un bando di gara per "l'affidamento dei servizi di vitto e alloggio rivolto ai migranti", per un periodo di tre anni a partire dal primo gennaio 2016. Qualche giorno fa il quotidiano locale "Il Trentino" segnala il caso di un ente religioso trentino contattato da un tour operator privato che invita alla partecipazione al bando: "Richiesta per la vostra disponibilità a partire dal 1° gennaio 2016 per il periodo che vorrete mettermi a disposizione la struttura, il bando è per 3 anni. Si tratta di utenti particolari in quanto parliamo di emigranti che il Ministero dell'interno ha destinato per la vostra regione".

    Insospettiti, decidiamo di chiamare il tour operator, fingendoci albergatori trentini interessati all'opportunità. Chiediamo se si occupano dell'accoglienza dei migranti "per conto della provincia": rispondono di sì.

    Quindi proseguono specificando che l'accoglienza dovrà essere conforme alle esigenze religiose degli ospiti e che in loco "sarà presente un nostro referente".

    Andiamo al dunque, chiediamo quanto sarà ladiaria. La risposta è stupefacente: "Puoi fare tu il prezzo. Alla fine di ogni mese tu mi darai un resoconto insieme al nostro responsabile. Io faccio la fattura e immediatamente mi viene saldata e io ti saldo. Al termine di ogni mese ci sono i soldi. È molto importante, non è che va alle calende greche".

    Basiti, chiamiamo il direttore generale del dipartimento salute della Provincia, Silvio Fedrigotti, per chiedere spiegazioni. Dal dipartimento ci confermano che la provincia non ha mai dato incarico ad alcun mediatore, come peraltro aveva già dichiarato pubblicamente l'assessore Borgonovo Re: "Noi non abbiamo dato nessun incarico: il ministero stabilisce un fisso e poi noi apriamo la gara al ribasso, con base d'asta a 25 euro".

    A questo punto chiediamo il conto al tour operator, tornando a domandare se agiscano per conto della provincia: questa volta la risposta è più ambigua, "lo facciamo per la provincia perché il bando è della provincia".

    "Noi partecipiamo ad un bando di gara come ne partecipiamo a tantissimi - abbozzano - Noi faremo il nostro prezzo. Facciamo un’ipotesi: tu mi dai 20, io lo vendo a 22 e partecipo al bando di gara come possono partecipare tanti altri."

    La partecipazione al bando potrà anche essere regolare. Ma l'intenzione di speculare sulla pelle degli immigrati è chiara.

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  98. Un governo nazionale da fucilare all'istante per ALTO TRADIMENTO verso la Nazione Italia. ...

    Maledetti bastardi ....!!!!

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  99. Che schifo questo XXI^ secolo italico dopo la grande EPOCA MUSSOLINIANA PATRIOTTICA....

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  100. 1^ PARTE.....



    http://www.intelligonews.it/articoli/12-giugno-2015/27518/migranti-tiburtina-l-allarme-dei-commercianti-c-il-rischio-di-una-guerra-civile


    Clandestini Tiburtina, l'allarme dei commercianti: “C’è il rischio di una guerra civile".

    12 giugno 2015

    “I commercianti sono esasperati e la gente del quartiere ha paura: i clandestini fuggiti ieri sono tutti qui, buttati per le strade come animali. Noi ce l’abbiamo con le istituzioni che in nome del buonismo li fanno arrivare qui e poi non sono in grado di gestirli”.

     Fabrizio Montanini è il portavoce degli esercenti del centro commerciale di Largo delle Crociate che adesso hanno costituito un comitato spontaneo per presidiare il territorio e resistere al disagio. Nella conversazione con Intelligonews denuncia la rabbia di chi a Tiburtina ci vive e ci lavora. Che la situazione sia esplosiva lo si capisce da come racconta “il livello di esasperazione della nostra gente e se la situazione non verrà affrontata e risolta, c’è il rischio di una ‘guerra civile’ tra chi difende gli italiani e chi difende tutti a prescindere”. 

    Vi siete costituiti in comitato spontaneo; significa che vi sentite abbandonati?

    « Sì, ci sentiamo abbandonati; anche perché ci siamo già rivolti alle istituzioni e non ci hanno dato ascolto: ci siamo rivolti sia ai politici che alle forze dell’ordine. Ieri c’è stato l’intervento della polizia ma tutto è iniziato la notte del 19 maggio».

    Che è successo quella notte?

    « C’è stata la prima ondata di clandestini. Qui purtroppo gli immigrati clandestini ci sono da otto anni e sono accolti a nostre spese nel centro Bao Bab. Poi dal 19 maggio la sera, sono arrivati coi pullman che li hanno fatti scendere qui e nei giorni successivi ne sono continuati ad arrivare, ma nel frattempo il centro di accoglienza era saturo, non in grado di accogliere più una persona. E quindi si parla di 500-600 persone, ma è difficile avere un numero preciso, che non potendo usufruire della struttura si sono riversati per giorni nel piazzale dove affaccia il centro commerciale, coi bambini, tutta gente che bivacca in condizioni igienico-sanitarie precarie. Per non parlare del fatto che noi commercianti abbiamo dovuto togliere gli escrementi lasciati da queste persone sulle scale. Il piazzale era diventato il loro punto di riferimento anche perché lì le associazioni di volontariato, da Sant’Egidio alla Croce Rossa, portavano i pasti giornalieri e fregandosene dello schifo provocato e lasciato dai clandestini.. Ma la notizia di oggi è un’altra…».

    Quale?

    « Le forze dell’ordine ieri hanno portato in caserma 18 clandestiji ma tutti gli altri si sono sparpagliati per il quartiere, lungo la Tiburtina. Sono scappati in ogni direzione e la nostra gente è preoccupata. Stamani alcuni residenti segnalavano, allarmati, la presenza di clandestini la notte scorsa dentro i condomini. Noi ci scagliamo contro le istituzioni perché è inutile e pericolosissimo per noi cittadini italiani doc farli venire in Italia e poi lasciarli vivere per strada costringendoli a fare i loro bisogni tra due macchine o sulle scale di un centro commerciale, oppure per strada come fanno i cani. Senza contare che adesso il vero problema è che questa gente che è fuggita sta in giro per il quartiere». 



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  101. 2^ PARTE...



    http://www.intelligonews.it/articoli/12-giugno-2015/27518/migranti-tiburtina-l-allarme-dei-commercianti-c-il-rischio-di-una-guerra-civile



    ...................
    Parlando coi residenti, voi percepite un sentimento di anarchia? Stiamo arrivando alla ‘giustizia fai da te’?

    « Tranne qualche macchina rigata nel parcheggio, finora non ci sono stati grandi problemi; al momento non si arriva alla violenza ma è certo che la paura e l’esasperazione dei commercianti è altissima perché dal 19 maggio si sono visti crollare i loro affari anche del 50 per cento: con le persone che defecano dappertutto e stanno abbandonati per strada, i clienti non si fermano nei negozi. Il centro estetico si è visto annullare molte sedute e al pub la sera ci sono pochissime persone. La gente non viene al centro commerciale perché ha paura. Sì, la tensione è alta e se continua così potrebbe sfociare in qualche atto di violenza». 

    Ma sul piano pratico e operativo cosa fate, come vi muovete? 

    « Controlliamo dentro e fuori il centro commerciale.
    Monitoriamo la situazione e controlliamo che queste persone non facciano i loro bisogni sulle scale; quando accade ci parliamo e diciamo loro di spostarsi. Il nostro obiettivo è creare un gruppo forte e compatto, abbiamo già raccolto le firme, per far sentire la nostra voce e essere pronti – se la situazione dovesse tornare come prima o aggravarsi – per manifestazioni di protesta contro i vertici politici del Secondo Municipio e iniziative, sit in  che servano anche a portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei media la condizioni in cui siamo costretti a vivere e lavorare ogni giorno». 

    Ma lei lo percepisce un rischio “guerra civile”?

    « Alla guerra civile prima o poi ci si arriverà, il rischio è reale se la politica non riuscirà a governare questo fenomeno. I politici finora hanno portato avanti solo una posizione buonista, dell’integrazione a tutti i costi e questi sono i risultati. I vertici Pd del Municipio ci hanno detto che i clandestini saranno collocati alla caserma militare Ruffo che sta qua vicino, ma noi diciamo no: nella caserma ci mettiamo gli italiani in difficoltà, quelli che vivono in macchina. Se la situazione continua così si arriverà a una guerra civile tra chi difende gli italiani e chi difende tutti a prescindere». 

    Voi chiedere l’intervento di chi?

    «Delle istituzioni e di chiunque ha il compito di riportare alla normalità la situazione a Tiburtina, e fare in modo che i commercianti tornino a fare gli incassi che servono loro per vivere; quegli stessi commercianti che sono i primi a subìre il disagio, per questo noi diciamo che prima devono venire gli italiani. I clandestini che sono scappati sono per strada a chiedere l’elemosina anche perché devono mangiare e non hanno un punto di riferimento: ci domandiamo se magari arriveranno a rubare per mangiare, e a quel punto che succederà?».

    A quali condizioni siete disposti a togliere il vostro presidio?

    «No, noi ormai non lo toglieremo mai. Rimaniamo qui a presidiare il quartiere perché quanto è accaduto dal 19 maggio a ieri, potrebbe accadere di nuovo, anche per la presenza del centro di accoglienza che sembra essere diventato l’unico in tutta Roma, nel senso che li portano tutti qua a prescindere. Si tratta degli stessi clandestini che i residenti di San Lorenzo non hanno voluto: la gente ha costituito un comitato spontaneo permanente e ha detto no alla proposta di accoglierli lì e le autorità hanno fatto marcia indietro».

    Cosa risponde a chi vi accusa di razzismo?

    «Noi ce l’abbiamo con chi li fa arrivare qui e poi non è in grado di gestirli e li abbandona al loro destino. A coloro che ci accusano di razzismo rispondiamo che i primi  razzisti sono proprio loro che li scaricano lungo la strada come pacchi o animali, non certo noi che difendiamo gli italiani». 

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