giovedì 16 aprile 2015

Roma, CasaPound riqualifica monumento in ricordo dei Caduti della Grande Guerra

Roma, CasaPound riqualifica monumento in ricordo dei Caduti della Grande Guerra

Roma, 16 Apr - Un gruppo di militanti di CasaPound Italia ha dedicato la mattina di domenica 12 aprile al recupero del monumento in ricordo dei Caduti della Grande Guerra, nel triangolo compreso tra Via Casilina, Via Carlo della Rocca e Via Francesco Baracca, nel quartiere popolare di Tor Pignattara a Roma. L’opera in questione, un cannone austriaco della Prima Guerra Mondiale, venne inaugurata nel 1924 e divenne subito cara al quartiere anche per l’intento simbolico che gli si riconosceva: sul lato destro di via Casilina in direzione sud, all’imbocco di una delle vie d’accesso al quartiere, infatti, il cannone era posto “ a protezione” dei cittadini del rione contro tutti i nemici provenienti da meridione. Negli anni, però, il monumento venne lentamente dimenticato e cadde in stato di abbandono. Già da tempo, infatti, il quartiere lamentava l'imbarazzante condizione di degrado in cui verteva l'intera area “der cannone”, circondato da immondizia, escrementi ed erba incolta. CasaPound Italia non può assolutamente accettare che chi gestisce questa città lasci nel totale degrado i simboli che incarnano la Memoria della Nazione e, con l’intento di difenderla, promuove quest’azione di recupero. E' offensivo che la scultura di Tor Pignattara, lì posta in ricordo di ventisette giovani del quartiere che persero la vita durante la Prima Guerra Mondiale, resti abbandonata a sé stessa. CasaPound Italia crede fermamente che nei momenti più bui della Nazione sia fondamentale riappropriarsi della propria Storia e dei simboli che la rappresentano. Ancora una volta, alcuni italiani non si arrendono.


23 commenti:

  1. Grazie per questo ma ci vuole una mobilitazione generale per fermare il degrado totale italiano.

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  2. ANCHE A VARESE CASAPOUND SI DÀ DA FARE.....




    http://www.varesereport.it/2015/04/16/varese-giornata-verde-pulito-casa-pound-non-abbiamo-bisogno-del-permesso-di-sel/

    16 Aprile 2015

    Varese, Giornata Verde pulito, Casa Pound al lavoro.

    Per il secondo anno consecutivo la “Foresta che avanza”, il gruppo ecologista di CasaPound Italia, parteciperà alla “Giornata del verde pulito” organizzata dal Comune di Varese.

    “Anche quest’anno abbiamo deciso di dare la nostra disponibilità – afferma l’associazione in una nota – dopo che nella scorsa edizione, armati principalmente di buona volontà, abbiamo ripulito un intero costone del parco di Villa Toepliz, ormai invaso dai rovi. Dedicare il nostro tempo libero a ripulire il territorio da incuria e maleducazione è per noi un vero piacere, ma anche un impegno serio in cui mettere forze e attenzioni".

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  3. http://www.varesenews.it/2015/04/casapound....



    16 aprile 2015 - 11:02

    CasaPound: Giornata del Verde Pulito dell’associazione “Foresta che avanza”.


    In una nota CasaPound Italia spiega le proprie ragioni: «Anche quest’anno abbiamo deciso di dare la nostra disponibilità – afferma l’associazione – dopo che nella scorsa edizione, armati principalmente di buona volontà, abbiamo ripulito un intero costone del parco di Villa Toepliz, ormai invaso dai rovi. Dedicare il nostro tempo libero a ripulire il territorio da incuria e maleducazione è per noi un vero piacere, ma anche un impegno serio in cui mettere forze e attenzioni».

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  4. http://www.umbria24.it/in-umbria-sovranita-rompe-con-la-lega-si-candida-presidente-il-numero-due-di-casapound-di-stefano/352909.html


    Venerdì 17 Aprile 2015 - Aggiornato 17.25


    In Umbria Sovranità candida il presidente,numero due di Casapound, Simone DI STEFANO.


    L'annuncio in un'intervista: «Non abbandoneremo questa regione alla vecchia politica».


    di Dan. Bo.

    "Sovranità prima gli italiani" decide di candidare alla presidenza della Regione Umbria il numero due di Casapound Simone Di Stefano. Sovranità è il contenitore dell’ultradestra che ha l’ambizione di raccogliere consenso anche oltre il recinto di Casapound. A livello nazionale, come si è visto durante la manifestazione di Roma insieme alle camicie verdi, Sovranità e Casapound sono schierati con la Lega 2.0 di Matteo Salvini: «Lui resta il leader nazionale da candidare contro Matteo Renzi – spiega infatti in un’intervista a Il primato nazionale Di Stefano -, ma non su tutti i territori la sua voglia di cambiamento riesce ad arrivare con la forza necessaria». E uno di questi territori è l’Umbria, quindi Di Stefano decide di correre in solitaria.

    "l’Umbria è una regione emblematica per i problemi che la attanagliano: lavoro e sicurezza. Le acciaierie di Terni e Perugia invasa dagli spacciatori meritano una risposta più forte". «Si corteggiano i moderati – continua -quando la maggior parte degli italiani moderata non lo è più da tempo, anzi direi che è proprio incazzata, e se Salvini è riuscito a ottenere grande successo in questi mesi è proprio in virtù della sua radicalità». Trentasette anni, nato e cresciuto alla Garbatella, quartiere popolare di Roma, Di Stefano dice di essere «cresciuto sui monti martani, i miei nonni si trasferirono ad Acquasparta per andare a lavorare alle acciaierie di Terni. L’Umbria merita tutto il nostro impegno e la nostra militanza, e noi non la abbandoneremo alla vecchia politica».
    Il numero due di Casapound era assurto all’onore delle cronache nazionali nel dicembre 2013, nel pieno della cosiddetta «protesta dei forconi».

    Di Stefano, a 16 anni nel Msi, poi abbandonato dopo la svolta di Fiuggi, è stato uno dei fondatori di Casapound, movimento del quale è anche responsabile propaganda e comunicazione. Nell’intervista in cui lancia la sua candidatura parla anche di Perugia e della questione sicurezza: «Ma è mai possibile – si chiede – che una città bella e ricca come Perugia sia una piazza di smercio di eroina fra le più importanti d’Europa? È possibile che in Umbria le statistiche per i decessi legati alla droga siano in totale controtendenza rispetto alle statistiche italiane? Il mercato perugino dell’eroina attrae consumatori dalle regioni limitrofe, e la quota di stranieri che muore in Umbria per overdose è nettamente più alta della media nazionale, nonché in costante aumento negli ultimi anni. La nostra candidatura è contro tutto questo».

     Con la discesa in campo di Di Stefano i candidati alla presidenza a questo punto sono sette. In corsa ci sono Catiuscia Marini per il centrosinistra, Michele Vecchietti per L’Altra Umbria e Possiamo, Claudio Ricci sostenuto da tre liste civiche più FI, FdI, Umbria popolare e Lega, Amato John De Paulis per Alternativa riformista, Giampiero Prugni per Italia dei diritti e Andrea Liberati per il Movimento 5 Stelle.

    Twitter @DanieleBovi

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  5. http://www.askanews.it/regioni/umbria/umbria-presidente-di-casapound-si-candida-a-governatore_711481222.htm




    venerdì 17 aprile 2015 | 18:50

    Umbria, v.presidente di CasaPound Simone Di Stefano si candida a governatore.


    Roma. (askanews) - "In vista delle imminenti elezioni regionali sarò il candidato alla presidenza della regione in autonomia con una lista di Sovranità". Lo dichiara in una nota il vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano nonché presidente di ""Sovranità Prima Gli Italiani"".

    "L'Umbria è del resto una regione chiave nel panorama italiano - spiega - dato che qui ci sono tanti problemi che sono anche di rilevanza nazionale: dalle acciaierie di Terni svendute e abbandonate, ai problemi di immigrazione, droga e degrado che riguardano le principali città della regione. Storico feudo rosso, l'Umbria è anche una terra che per sua sfortuna ha sperimentato sulla sua pelle l'intreccio di clientelismo e affarismo che è tipico di questo tipo di amministrazioni. Proprio per questo merita di rinascere e io mi impegnerò affinché questo accada, visto anche che i miei nonni, negli anni '60, partirono da Roma per andare a lavorare alle acciaierie di Terni, quando ancora questa era una regione che dava lavoro e prosperità".

    Quanto ai rapporti con la Lega Nord nella regione, Di Stefano chiarisce: "La rivoluzione politica portata avanti da Matteo Salvini, che resta il leader nazionale da contrapporre a Matteo Renzi, sembra trovare in alcuni enti locali una maggiore lentezza di attuazione e una totale mancanza di coraggio politico. Questo ci impone, laddove ciò accada, la scelta di un percorso autonomo che sia in grado di rappresentare le istanze sociali, identitarie e radicali che fanno parte di un progetto sovranista di ampio respiro", conclude Di Stefano.

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  6. http://www.ternioggi.it/regionali-umbria-di-stefano-di-casapound-candidato-presidente-con-lista-sovranita-48912



    Regionali Umbria, Di Stefano di Casapound candidato presidente con lista Sovranità.


     17 aprile 2015 alle 17:00 

    C’è un quarto candidato presidente dell’Umbria: è uno dei leader nazionali di Casapound, Simone Di Stefano, che correrà in autonomia con una “lista di Sovranità”. Lo ha annunciato oggi in una nota lo stesso esponente di estrema destra.

    Di Stefano nella nota scrive: “L’Umbria è del resto una regione chiave nel panorama italiano, dato che qui ci sono tanti problemi che sono anche di rilevanza nazionale: dalle acciaierie di Terni svendute e abbandonate, ai problemi di immigrazione, droga e degrado che riguardano le principali città della regione. Storico feudo rosso, l’Umbria è anche una terra che per sua sfortuna ha sperimentato sulla sua pelle l’intreccio di clientelismo e affarismo che è tipico di questo tipo di amministrazioni. Proprio per questo merita di rinascere e io mi impegnerò affinché questo accada, visto anche che i miei nonni, negli anni ’60, partirono da Roma per andare a lavorare alle acciaierie di Terni, quando ancora questa era una regione che dava lavoro e prosperità”.

    Quanto ai rapporti con la Lega Nord nella regione, Di Stefano scrive: “La rivoluzione politica portata avanti da Matteo Salvini, che resta il leader nazionale da contrapporre a Matteo Renzi, sembra trovare in alcuni enti locali una maggiore lentezza di attuazione e una totale mancanza di coraggio politico. Questo ci impone, laddove ciò accada, la scelta di un percorso autonomo che sia in grado di rappresentare le istanze sociali, identitarie e radicali che fanno parte di un progetto sovranista di ampio respiro”.

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  7. http://www.intelligonews.it/articoli/17-aprile-2015/25553/cristiani-in-mare-di-stefano-cpi-pronti-a-una-nuova-tor-sapienza-io-in-umbria-sfider-l-immigrazione



    Cristiani in mare, Di Stefano (Cpi): “Pronti a una nuova Tor Sapienza. Io in Umbria sfiderò l'immigrazione”

    17 aprile 2015

    Andrea Barcariol

    Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, intervistato da IntelligoNews, lancia la sua candidatura (con una lista autonoma) alla presidenza delle Regione Umbria, attacca Alfano per la gestione immigrati e invoca un intervento deciso dell’Italia in Libia. 

    Cristiani gettati in mare dai musulmani nel canale di Sicilia. Come commenta questa notizia?

    «E’ una situazione pericolosa in cui ci stiamo andando a infilare. Noi, Salvini, la Meloni, tutti quelli che fanno parte di questo fronte anti immigrazione, lo hanno detto da tempo. Ormai arriva chiunque perché la Libia non è più uno Stato e tutto viene gestito da trafficanti ed estremisti islamici. Nessuno controlla, quindi il pericolo è grande».

    Alfano invece sosteneva il contrario.

    «Alfano ha gestito tutta la vicenda in una maniera buffonesca, siamo arrivati a chiedere le case dei cittadini per ospitare gli immigrati come ha fatto il presidente della regione Toscana, siamo alla farsa, tra l’altro l’Europa ci ha abbandonato. E’ il momento di andare in Libia e occupare militarmente la costa da dove partono i barconi, è l’unica soluzione, noi gli aiuti li dobbiamo portare lì. Se non lo capiamo continueremo a subire un’invasione che ha già superato la soglia di tolleranza. Il popolo italiano non ne può più di vedere sbandati che girano nei propri quartieri. Coloro che hanno diritto all’asilo politico sono veramente pochi, la maggior parte vengono qui in cerca di fortuna, a cercare occasioni che non ci sono neanche per noi».

    Musulmani che gettano in mare cristiani mentre vengono in Italia per essere ospitati. Anche a livello simbolico una vicenda che colpisce.

    «E’ paradossale, l’Italia ospita anche il Vaticano, è chiaro che stanno arrivando con le intenzioni più nefaste. Tra l’altro cosa vengono a fare se sono mossi da tutto questo odio».

    Siete pronti ad appoggiare la Lega nell’occupazione degli alberghi destinati ai profughi?

    «Assolutamente sì, siamo pronti, abbiamo già fatto una cosa simile a Chieti qualche giorno fa, appena verranno individuati i posti noi li occuperemo. Ci sarà una nuova stagione Tor Sapienza».

    Come giudica lo stanziamento di 3 milioni di euro al mese dell’Ue per fronteggiare l’emergenza profughi?

    «L’Europa non esiste, parliamo di una struttura iper burocratica che gestisce la nostra economia, ma è un club dove le nazioni sono obbligate a stare pur non volendosi bene, pur non essendoci solidarietà. Questo è sottolineato, ad esempio, dall’embargo della Francia verso i prodotti che vengono dalla Puglia. Perché chiamarla Comunità o Unione? E’ inutile appellarsi a un’Europa che non esiste».

    Lei si è candidato alla presidenza della Regione Umbria, con una lista autonoma. Come mai non avete condiviso la linea della Lega?

    «La rivoluzione politica portata avanti da Salvini, che resta il leader nazionale da contrapporre a Renzi, sembra trovare in alcuni enti locali una maggiore lentezza di attuazione e una totale mancanza di coraggio politico. Questo ci impone, laddove ciò accada, la scelta di un percorso autonomo che sia in grado di rappresentare le istanze sociali, identitarie e radicali che fanno parte di un progetto sovranista di ampio respiro»

    Un peschereccio siciliano è stato sequestrato da militari libici. Che segnale è?

    «Non mi stupisco più di niente, sono convinto che continuando così, qualche italiano, o di una motovedetta o della Guardia Costiera o un pescatore, ci lascerà le penne. Le nostre regole di ingaggio sono: “Qualsiasi cosa succeda calatevi le braghe”. Bisogna muoversi e anche in fretta».









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  8. http://www.quotidianogiovanionline.it/ApprofondimentoPoliticaSociet/Esploso/12171/Il-rogo-di-Primavalle-




    16 aprile 2015


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  9. L'italia intera e non solo il monumento col cannone a Roma avrebbe bisogno di una bella ripulita dai cattocomunistoidi che l'hanno resa un gigantesco campo zingari sia dal punto di vista socio politico economico sia idealmente con atti e comportamenti da veri traditori della Patria.

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  10. http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/18/il-monsignore-come-la-boldrini-cristiani-uccisi-dai-musulmani-non-enfatizzerei-dato-religioso/1117683/


    18 Aprile 2015

    Anche il direttore della fondazione Migrantes, minimizza la tragica e allarmante vicenda dei cristiani uccisi in mare dai musulmani. Perché non ammette la realtà?

    Matteo Carnieletto

    Ne ha di coraggio monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della cooperativa Migrantes, per affermare che i cristiani uccisi lo scorso 14 aprile in pieno Mediterraneo siano stati fatti fuori semplicemente a causa del "terribile dramma della disperazione e della miseria umana". Se i musulmani hanno deciso di eliminare quelle 12 persone e di lasciar perdere le altre è semplicemente perché, per un musulmano, la vita di un infedele vale molto di meno di quella di un seguace dell'islam, come del resto recita il Corano: "Uccideteli ovunque li incontriate", così per citarne una a caso.






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    beowulfagate
    Fosse accaduto il contrario,monsignore si starebbe stracciando le vesti.Si vergogni,se ci riesce,e poi si chieda come mai le chiese sono sempre più vuote.


    Efesto
    L'italia assomiglia purtroppo alla piaga del medico pietoso. Comunque se si può essere accondiscendenti nel campo religioso non si è assolutamente liberi di questa scelta in politica. Questo secondo aspetto esige soprattutto la difesa dei cittadini perchè uno stato è, nella sua finalità, una istituzione che protegge il territorio e le persone, anche da guai esterni.


    manolito
    con questi cosidetti vacanzieri della fede ,credo proprio che alla chiesa non crederà più nessuno---questi monsignori sanno solo parlare e spassarsela alla grande -perché non va a fare il missionario in africa invece di stare paparanzato a dire fesserie--certo lui problemi quotidiani non ne ha--


    roberta martini
    Lo credo bene che neghi, è direttore della Fondazione "Migrantes"! Conosciamo le fondazioni......mafiose ruba soldi e piene di pedomosessuali pervertiti...!!!!!!!


    franco.brezzi
    Perché non ammette la realtà?
    Si tutela!
    Meglio defilarsi.


    Euterpe
    Il fatto che questo lercio individuo sia a capo di una cooperativa che guadagna sulla pelle dei clandestini e soprattutto degli italiani spiega tutto.Esseri come questo monsignore spingono verso l'ateismo e l'omicidio.....!!!!!


    gianniverde
    Povera chiesa,se ha bisogno di queste persone per sopravvivere!!!! Però hanno bisogno pure di martiri da piangere,si perchè per essere felici bisogna essere miseri e piangere,la felicità stà solo nella sventura.Siamo nel terzo millennio e la gente qualcosa ha imparato.



    tormalinaner
    Come Cattolico le parole di Perego mi feriscono e fino a che ci saranno Cristiani come lui i martiri aumenteranno, dovrebbe stare zitto e non fare commenti stupidi, gli islamici sono un problema e bisogna difendersi, non accoglierli se no ci uccidono tutti e lui per primo.


    Giorgio5819
    Boldrini e perego coop migrantes, coppia di dementi sfruttatori, invasati solo della loro sete di soldi. Gente che deve tenere chiusi gli sfinteri anziché esternare i loro pensieri malati.


    VittorioMar
    Auguro lunga vita a PAPA FRANCESCO che possa continuare a pulire la sua chiesa da preti che hanno dimenticato la loro missione.Non sanno più parlare al cuore dei fedeli e li hanno allontanati dalla Chiesa!Sono salottieri e sporcato la tunica,preferiscono parlare di cose astratte e intangibili e non si sporcano con la realtà!!



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  11. Eja Eja Alala'

    Saluto Romano ai camerati di casapound

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  12. Tenere pulita la città non è difficile. .

    Basta cacciare via dall'Italia gli zingari stranieri e rispedire nelle grotte africane i clandestini spacciatori e i tagliagole coranici merdosi.
    Grazie ai militanti di Casapound che ci pensano loro a fare i patrioti identitari....

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  13. La 3^guerra mondiale è già scoppiata ed è quella dichiarata dai coranici agli infedeli di tutto il pianeta.
    Il cannone dovrebbe essere collocato sulle coste italiane e sparare a tutti quelli che cercano di entrare clandestinamente che hanno indosso segni islamici.

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  14. http://www.primapaginaweb.it/notizie-flash/4305-sovranita-prima-gli-italiani-sabato-18-ore-16-presenti-in-alba-adriatica-rotonda-nilo



    Venerdì, 17 Aprile 2015 15:47

    Si comunica che "SOVRANITA' - PRIMA GLI ITALIANI", provincia di Teramo, sabato 18 aprile, dalle ore 16, sarà presente con un proprio banchetto informativo, divulgativo e di raccolta firme - per la proposta di legge "Prima gli Italiani" e per la campagna lanciata da Matteo Salvini "Chiedo asilo anch'io" - in Alba Adriatica, presso la rotonda Nilo sita sul lungomare, dinanzi alla Bambinopoli. "SOVRANITÀ – PRIMA GLI ITALIANI" è un'associazione che mira a sostenere politicamente, culturalmente e organizzativamente le battaglie di Matteo Salvini attraverso una proposta politica sovranista, sociale, identitaria, che si faccia portavoce degli interessi del popolo italiano. Si ringrazia anticipatamente per la presenza.

     Carlo Filipponi - Referente per la Provincia di Teramo per Sovranità.

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  15. http://www.secoloditalia.it/2015/04/trombette-stonate-resistenza-note-sbagliate-25-aprile/


    Trombette stonate e Resistenza. Le note sbagliate del 25 aprile.


    lunedì 20 aprile 2015 12:39


    Ci aspettavamo francamente qualcosa di più e di meglio che la “nostalgica” rievocazione del settantesimo anniversario del 25 aprile, vista alla Camera dei deputati e conclusasi con il “Bella ciao”, l’inno della lotta partigiana, cantato a squarciagola da Boldrini. La retorica è un veleno micidiale ed è difficile uscirne immuni, quando non si hanno i “fondamentali” per confrontarsi con avvenimenti di portata storica.
    Non solo gli anni trascorsi e le stesse contingenze politiche avrebbero richiesto maggiore spirito critico (l’appello alla Costituzione e all’attuale sistema politico, “figli” della Resistenza, sono stati due autentici autogol). In un mondo, scandito da twitter, dove è difficile andare oltre le due righe “di approfondimento” (impagabile per profondità il “cinguettio” sul tema della Ministro Elena Boschi: “Grazie a chi allora lottò per il nostro futuro”) almeno alle massime cariche dello Stato qualcosa di più e di meglio, che uno stanco e scontato appello resistenziale ci aspettavamo di ascoltarlo.
    Il 25 aprile, Violante, Ciampi e la Resistenza
    Luciano Violante, ex Pci, da Presidente della Camera, nel 1996, durante il suo discorso d’investitura, era arrivato a dire che bisognava sforzarsi di capire le ragioni per cui tanti ragazzi e ragazze scelsero di arruolarsi nella Repubblica di Salò. Nel 2002 Carlo Azeglio Ciampi, allora Presidente della Repubblica, pur sottolineando il loro “errore” di campo, aveva riconosciuto che i giovani della Rsi erano stati animati da un sentimento di unità nazionale, “credendo di servire ugualmente l’onore della propria patria”.
    Sia le parole di Ciampi che quelle di Violante non erano solo espressioni di una volontà di “pacificazione”, magari dettata da opportunità politica. Erano giudizi “di fatto”, sostenuti, più o meno consapevolmente, da una ricca letteratura in materia e da una storiografia, non certo di parte, che, a partire dagli Anni Novanta del ‘900, aveva affrontato il tema, sine ira et studio, arrivando ad una serie di conclusioni tutt’altro che banali ed in controtendenza rispetto alla vulgata resistenziale: a prevalere, nel periodo 1943 – 1945, fu la grande “zona grigia” degli italiani alla finestra, in attesa della fine delle ostilità..........
    Pur nella sintesi di queste righe non sono pochi – come si vede – gli argomenti che, testi alla mano, avrebbero potuto dare sostanza all’anniversario del 25 aprile, celebrato, in pompa magna, alla Camera ed in via di celebrazione in ogni contrada d’Italia. Al fondo la necessità di riaprire un confronto serio su uno dei periodi più drammatici della nostra Storia nazionale, scindendo finalmente questioni storico-interpretative e convenienze-separatezze politiche. Come scrisse, nel trentesimo anniversario del 25 aprile, lo storico, d’estrazione liberale, Rosario Romeo “ … un paese idealmente separato dal proprio passato, è un paese in crisi di identità e dunque potenzialmente disponibile, senza valori da cui trarre ispirazione e senza quel sentimento di fiducia in se stesso che nasce dalla coscienza di uno svolgimento coerente in cui il passato si pone come premessa e garanzia del futuro”. Dopo tanti anni siamo ancora lì, con gli stessi problemi di “separatezza”, di identità e di fiducia. E non saranno purtroppo le “canzonette”, intonate dal Presidente della Camera, a sanare quelle ferite, spirituali e fisiche, ancora aperte nella nostra memoria nazionale".

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  16. http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/23/francia-lezioni-di-islam-obbligatorie-per-legge/1119720/


    23 Aprile 2015

    Francia, lezioni di islam obbligatorie per legge.
    La nuova riforma scolastica prevederebbe l'imposizione di lezioni di storia dell'islam e renderebbe facoltative quelle di storia del cristianesimo.


    Andrea Riva

    La Francia pare aver imparato poco o nulla dalla strage di Charlie Hebdo. Terminato il coro di Je suis Charlie, arriva ora un'ondata di Je suis islamique. Il ministero della pubblica istruzione sta infatti preparando una riforma della scuola che definire filo-islamica è poco. Di più: Houellebecq, in Sottomissione, non poteva immaginare di meglio. O di peggio.
    La nuova riforma prevede infatti, come riporta Le Figaro, degli "argomenti obbligatori" e facoltativi, che potranno cioè essere scelti "a discrezione dell'insegnante". Così, scrive sempre il quotidiano francese, "lo studio dell'islam sarà obbligatorio, mentre quello del cristianesimo medievale sarà facoltativo".
    Sembra proprio che l'obiettivo della riforma proposta dal governo sia quello di eliminare tutto ciò che fa parte della tradizione culturale e religiosa della Francia cattolica Papa Bergoglio compreso.







    Commenti

    linoalo1
    Bravi Ignorantoni mascalzoni antisemiti ed anticristiani..Dopo aver destabilizzato la Libia,ora lasciano anche che i Mussulmani conquistino l'Europa!E,noi Europei,dove andremo?


    Memphis35
    Non rimpiangeremo mai abbastanza la lungimiranza dell'Oriana. Lei aveva previsto tutto. L'Eurabia non è più un'ipotesi letteraria.


    scarface
    Siamo al delirio totale. Provate a leggere i commenti dei lettori francesi alla psicopatica notizia degna di essere frutto del neurone della nostra boldrina. Le identiche reazioni sono nelle persone normali che vivono in Italia. La islamizzazione dell'europa sembra essere quindi molto più che un piano ben congegnato. La nascita di nazionalismi estremi, molto estremi, sarà la logica conseguenza di chi vuole sostituire il frutto dell'illuminismo e del rinascimento con l'oscurantismo psicopatico di una pseudo-religione. Quando sarà troppo tardi per tornare indietro i soliti ipocriti criminali imbecilli si chiederanno 'ma si sarebbe potuto evitare ?'....


    franco.brezzi
    Noi europei: come siamo Cazzoniiiiiii!!!


    buri
    e dove è finito il laicismo repubblicano invocato per mandare un omosessuale a fare l'ambasciatore presso il Vaticano...?????



    Libertà75
    Se questa non è cristianofobia! STOP al razzismo!


    Luigi Farinelli
    Essendo una riforma scritta da massoni (Hollande e tutti i ministri del suo governo lo sono) questo tipo di insegnamento sarebbe sicuramente il più anti-cristiano possibile (con "imparzialità storica" alla Dan Brown o Corrado Augias, per intenderci, autentici scagnozzi della massoneria). Sicuramente non verrà considerato che l'Islam ha occupato militarmente con la forza terre culla della cristianità da secoli imponendo la conversione obbligatoria pena la morte. Sicuramente le crociate verranno messe all'indice come tentativo di depredare terre musulmane per sola sete di potere e non come movimento figlio del tempo che, alla fine, ha impedito (assieme a Vienna e Lepanto) che oggi in Europa la lingua ufficiale fosse l'arabo. Vedrete, fra un po' troveremo gli scimmiottatori di quest'ultima imbecillità fra i "progressisti" nostrani, dalla Boldrini ai vescovi catto-comunisti.


    Gyro
    Si cosi alleviamo giovani terroristi islamici come da corano....Maledetti appecorinati froci pedofili cacca.

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  17. http://riprendiamociroma.blogspot.it/2015/02/i-rom-e-i-continui-furti-perpetrati-ai.html?m=1



    I ROM E I CONTINUI FURTI PERPETRATI AI DANNI DELLA COLLETTIVITA' E MAI PUNITI: STAVOLTA PERFINO DENTRO UNA CHIESA! CHI LI PROTEGGE FACENDO FINTA DI NIENTE?


    Di email simili a queste ne riceviamo a decine. Abbiamo scelto questa per via del contesto in cui il furto è avvenuto e per via dell'aura di impunità che circonda l'accaduto. Non è il solito furto compiuto alla stazione, o in metropolitana o in strada, no. Questa volta il furto è avvenuto dentro i locali di una parrocchia. E gli autori del gesto sono ben noti a tutti. Come si fa a giustificare e tollerare comportamenti antisociali come questi? Volete davvero che la gente inizi a farsi giustizia da sola? Ci stiamo arrivando, a quel punto di non ritorno...

    E' successo davanti casa mia, su Via Boccea. E sapete dove? Dentro una chiesa. La chiesa della parrocchia di S. Giuseppe, precisamente.

    Una mia amica aveva lasciato la spesa in macchina, che ha parcheggiato dentro la medesima parrocchia. Ebbene, uscita con la figlia per accompagnarla agli scout, dove svolgono le loro attività all'interno della parrocchia, tornata in macchina, si accorge che le portiere erano state forzate e... all'interno dell'auto la spesa non c'era più, ed era tutto in disordine... indovinate un po' chi sono i colpevoli?

    La chiesa S. Giuseppe da noi è nota per la stragrande infiltrazione di zingari, che sono accolti dai preti che li fanno stare lì ad elemosinare, bivaccare e frugare nei cassonetti davanti all'entrata della chiesa, mentre bambini piccoli, e ragazzini che frequentano gli scout, devono convivere con questo schifo. 

    Ci sono state parecchi episodi in cui genitori denunciavano eventi come furti di cellulari all'interno della parrocchia (rendiamoci conto, stiamo parlando di una chiesa, non di un locale o di un supermercato!), sempre a opera di "ignoti", ma tutti qui sappiamo chi sono i colpevoli, perché li vediamo, li conosciamo, sono i soliti rom che sono accolti e protetti dagli stessi preti che gestiscono la parrocchia. Molte volte li abbiamo pregati di installare telecamere, o di organizzare ronde di sorveglianza, ma loro hanno sempre fatto orecchio da mercante. La cosa è andata oltre stavolta, quest'amica mia si rivolgerà a un avvocato, il quale provvederà a questa cosa... ma io stesso gli ho spiegato che è inutile, che questa feccia è protetta dalla stessa gente che dovrebbe proteggere noi.

    I bambini qui sono in pericolo, hanno paura di giocare nella parrocchia, di frequentare gli scout, di passeggiare o di giocare a pallone, e gli zingari agiscono nei loro furti, rovistaggi e bivacchi nella più completa tranquillità.



     
    commento:

    Se i preti li mandassero via gli zingari stai sicuro che tutti i giornalisti di sinistra griderebbero allo scandalo ed alzerebbero una caciara tale da far passare per nazista il prete.
    Il punto vero e' l' enorme potere "culturale" che in tutta Europa ha la cosidetta sinistra, la stessa cosa successe ai tempi di Alemanno con le cooperative rosse, quando Alemanno provo' a tagliare i fondi alle cooperative la sinistra con i suoi giornali grido' allo scandalo.

    I rom cosi' come altre categorie care alla "sinistra" sono intoccabili.

    Andrea Rossi

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  18. http://riprendiamociroma.blogspot.it/2015/02/i-rom-e-i-continui-furti-perpetrati-ai.html?m=1







    PRETONZOLI INDEGNI CHE ABDICANO AL LORO RUOLO DI EDUCATORI MA FANNO FARE UNA VITA DI MERDA AI PROPRI PAROCCHIANI A FAVORE DI SCHIFOSI LADRI ZINGARI COCCOLATI DAL PAPA.

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  19. Il marxismo voleva inquadrare tutti, a me non va bene. Il sovietismo è stato una dittatura vergognosa. Le conquiste sociali fatte sotto il fascismo oggi ce le sogniamo, il che è tutto dire. Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo.In un certo senso il fascismo modernizzò il paese. Nei confronti del nazismo fu dittatura all’acqua di rose: se Mussolini non avesse firmato le infamanti leggi razziali, sarebbe morto di morte naturale come Franco. Il Fascismo e' stato anche espressione d’italianità. Bisognerebbe fare un’analisi meno ideologica su questo.









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  20. Sotto il fascismo, si era molto più liberi di oggi.
    Nel fascismo la cultura non subiva tagli, anzi era valorizzata al massimo dal regime anche con risultati a volte davvero straordinari. Basti pensare alla Mostra del Cinema di Venezia e anche all’attuale Centro Sperimentale di Cinematografia. L’equazione fascismo uguale reazione è sbagliata perché fa pensare a un’impossibilità di recupero e invece i processi messi in moto dal fascismo erano anche di modernizzazione. Per i ragazzi si aprirono le porte di pubblicazioni come Primato, con Bottai e altri gerarchi che offrivano la possibilità ai giovani di scrivere per le principali riviste. Il Centro sperimentale di cinematografia, un’invenzione fascista, proiettava i film sovietici. Le parole d’ordine erano “largo ai giovani” e “la borghesia la seppelliremo”, mentre i nostri padri venivano da società gerontocratiche, bloccate. I Littoriali erano grandi gare giovanili che davano ai diciottenni l’opportunità di viaggiare, uscire di casa, sentirsi autonomi rispetto alla famiglia e ai canoni borghesi».
    Mussolini, la sera del 25 aprile 1945 lascia la prefettura di Milano diretto a Como. In macchina, con lui e le sue famose borse piene di documenti, c’era proprio il compagno Bombacci che poi viene ucciso per tradimenti dai partigiani rossi.

    I compagnucci hanno vissuto di rendita per 70 anni sulla bontà e la lungimiranza delle leggi del ventennio; leggi fatte per durare, per i cittadini e non per depredare lo stato; lo stato italiano ha retto 70 anni grazie all’ossatura costruita nel ventennio, la legge bancaria del ’36 ha retto fino a che Prodi nel 93 l’abrogasse e sostituisse con una legge che ha la responsabilità di quel che oggi è sotto gli occhi di tutti, lo stato sociale ha retto, malgrado fosse stato pensato per una popolazione di meno di 40 milioni di abitanti, ha retto anche con la popolazione a 60 milioni; malgrado i parassiti sociali e malgrado sia stato trasformato negli anni in un enorme baraccone che si occupasse di chi non voleva e non di chi non poteva.
    La cose buone del fascismo sono sotto gli occhi di tutti, e i compagnucci ne sono i beneficiari così, come le malefatte di questi cialtroni, che noi siamo costretti a subire, che per accreditarsi hanno distrutto tutto: il popolo, l’idea di stato, l’idea di nazione, l’idea di città, l’idea di cosa deve essere un cittadino con tutte le armi che avevano a disposizone; cinema, musica, teatro, libri, storici, giornalai, architetti, insegnanti, magistrati e ciarlatani!!!
    I compagnucci dovrebbero chiedere scusa e prostrarsi davanti a tutti quei ragazzi che sono stati massacrati mentre questi soloni sinistronzi non muovevano un dito!!! Il fascismo della loro opinione se ne frega!!!
    Nel 2005 grazie a un’intuizione di Nicola Bono, all’epoca sottosegretario al Mibac, furono pubblicati e messi in scena alcuni piccoli saggi dei primi anni quaranta. Sii trattava di opere giovanili, coordinate da Turi Vasile, che anticipano di almeno un decennio il teatro dell’assurdo europeo. Ah, ovviamente, si trattava di una sperimentazione culturale del GUF di Catania. Quanto tempo abbiamo perso e quante occasioni non sono state colte per la smania repubblicana di cancellare ogni retaggio del ventennio…..

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    1. http://m.ilgiornale.it/news/2015/05/04/fedele-benedice-il-duce-in-tv/1123702/


      4 Maggio 2015

      Fedele benedice il Duce in tv.
      Mussolini ha ricevuto una sorta di carezza cattolica niente poco di meno che da quel francescano controverso che risponde al nome di Fedele Bisceglia.

      Nino Spirlì

      E benedetto fu, con soddisfazione parziale di tutti coloro che avevano masticato amaro per il Niet del vescovo di Reggio Calabria, fresco di olio santo sulla fronte del sindaco giovanottino. Il Duce ha ricevuto una sorta di carezza cattolica niente poco di meno che da quel francescano controverso che risponde al nome di Fedele Bisceglia. “Cercasi prete con le palle per celebrare messa in diretta per il 70° anniversario della morte di Mussolini”, aveva scritto sui social Antonella Grippo, giornalista e conduttrice del programma Tv PERFIDIA. CHE FAI, MI CACCI? in onda tutte le domeniche alle 21.00 su VIVAVOCE TV, la rampante emittente calabrese, diretta dalla temeraria Paola Militano e che trasmette da Lamezia Terme.
      Il don francescano non si è fatto pregare e ha asperso qualche goccia d’acquasanta pacificatrice sul fiume di polemiche degli ultimi giorni. “Amo Gesù e il Vangelo, dove non c’è preclusione per nessuno. Mussolini, fino a prova contraria, è figlio di Dio, e Dio non ha figli di prima o seconda categoria. Io avrei pregato per lui…”. Vittorio Sgarbi, presente al telefono, invece, plaude alla decisione del responsabile della chiesa reggina, mentre Gasparri, sempre al telefono, condanna. Nell’inferno televisivo di PERFIDIA, c’è, dunque, chi condanna e chi giustifica. Una cosa è certa: la Chiesa stringe mani sporche di sangue da secoli e non si schifa di far seppellire nei propri templi esponenti della mafia romana. Trattiene, nascondendoli al mondo, condannati per pedofilia e conta fra le tonache consacrate presenze più che biasimabili.
      Appare e scompare in territori difficili, spesso sacrificando colpevolmente?,
      singole vite. Celebra messe e scoriandola benedizioni “in omaggio” a politici e vip da dimenticare. Benito Mussolini, oggi, non è capo del fascismo, ma anima (penitente?) che spera nella Misericordia. La Grippo gliela concede, la Chiesa, no.

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  21. I politici piddini della giunta romama non finiscono mai di sorprendermi. Buono casa ai rom? Forse perché i criteri di assegnazione sono basati sulle fasce di reddito e loro, di fatto, non dichiarano alcun reddito? Devo, quindi, dedurre che, considerato che i buoni casa a disposizione sono pochini, se un povero vecchio che campa di pensione sociale si trova davanti, come in questi casi, un nullatenente non percepirà mai il buono casa? Peccato che negli ultimi campi rom smantellati siano sistematicamente trovati piccoli tesori nascosti. Pensiamo prima ai nostri poveri e poi all'integrazione di comunità che troppo spesso non vogliono integrarsi e che vivono volutamente ai margini della società. Se uno opera per il buono casa...avra' la carriera politica assicurata.???
    parola del santo padre...? ????
    Ora si spiega l'alta affluenza di camminanti alle primarie per scegliere il candidato sindaco PD.....

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  22. Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
    dei primi fanti il ventiquattro maggio;
    l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
    per far contro il nemico una barriera!
    Muti passaron quella notte i fanti,
    tacere bisognava e andare avanti.
    S'udiva intanto dalle amate sponde
    sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
    Era un presagio dolce e lusinghiero.
    il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
    Ma in una notte triste si parlò di tradimento
    e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
    Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
    per l'onta consumata a Caporetto.
    Profughi ovunque dai lontani monti,
    venivano a gremir tutti i ponti.
    S'udiva allor dalle violate sponde
    sommesso e triste il mormorio de l'onde.
    Come un singhiozzo in quell'autunno nero
    il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
    E ritornò il nemico per l'orgoglio e per la fame
    voleva sfogar tutte le sue brame,
    vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
    sfamarsi e tripudiare come allora!
    No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
    mai più il nemico faccia un passo avanti!
    Si vide il Piave rigonfiar le sponde
    e come i fanti combattevan l'onde.
    Rosso del sangue del nemico altero,
    il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
    Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
    e la Vittoria sciolse l'ali al vento!
    Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
    risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
    Infranse alfin l'italico valore
    le forche e l'armi dell'Impiccatore!
    Sicure l'Alpi, libere le sponde,
    e tacque il Piave, si placaron l'onde.
    Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
    la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!




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