giovedì 9 aprile 2015

Marò, striscione davanti all’ambasciata indiana di Parigi firmato da Gud e CasaPound

Parigi, 9 apr - “Liberté pour les soldats européens. Marò liberi”: è questo il testo dello striscione affisso nella notte di fronte all’ambasciata indiana di Parigi e firmato dal Gud (Groupe union défense) e da CasaPound Italia.
Nella capitale francese, infatti, arriva oggi il primo ministro indiano Narendra Modi per una visita ufficiale in Francia, a cui seguiranno quelle in Germania e Canada.
“Quello che abbiamo voluto comunicare con questo striscione bilingue – spiega CasaPound in una nota – è che la questione dei marò deve avere una dimensione europea, poiché è inconcepibile che due soldati di uno stato membro dell’Unione siano fatti prigionieri illegalmente e attendano tre anni un processo che non sembra voler mai iniziare. Ma la solidarietà tra i popoli europei, a quanto pare, è vissuta unicamente a livello dei gruppi patriottici militanti, come Gud e Cpi, mentre a livello istituzionale l’Unione sembra non essere mai nata se non per imporre folli misure di austerità e miseria”.

15 commenti:

  1. I Maro' torneranno liberi definitivamente a casa quando avremo in Italia un governo di DESTRA RADICALE...

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  2. Piano Kalergi variante islamista prevede genocidio razza italiana e sua sostituzione con meticci zingaro/negroidi.
    Se non si capisce e accetta questo losco proposito da parte della SPECTRE obamiana non si potrà mai capire come mai stia succedendo una cosa del genere a due valorosi soldati italiani detenuti illegalmente in India che è Paese SUPERNAZIONALISTA.
    D'altra parte in Italia la cosiddetta opposizione F.i./Ncd e M5S stanno a libro paga di renzino ronzino Fonzie boyscout per cui fino a che non ci sarà una rivoluzione popolare dovremo subire qualunque angheria ordita da piddidioti al soldo della Merkel.

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  3. http://fr.m.wikipedia.org/wiki/Groupe_union_d%C3%A9fense


    PATRIOTI FRANCESI AMICI NOSTRI

    GRUPPO UNIONE DIFESA

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  4. http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/caso-maro-massimiliano-latorre-italia-luglio-20909/


    Marò, Latorre resta in Italia fino a luglio.

    9 aprile 2015

    Eugenio Palazzini

    La Corte Suprema indiana si è pronunciata: 
    Massimiliano Latorre può restare in Italia fino al 15 luglio. Una decisione presa da tre giudici che, senza comunque prendere in considerazione le condizioni di salute del soldato italiano, hanno poi fissato un’altra udienza entro la fine di aprile per valutare il ricorso italiano contro la presenza della polizia antiterorrismo Nia.
    In aula durante il dibattito, durato una ventina di minuti, oltre ai legali dei Marò Sole Sorabjee e L.K.Tulzi e il pm aggiunto indiano Pinki Anand, era presente anche l’ambasciatore d’Italia Lorenzo Angeloni.
    “Sicuramente questa proroga consente a Massimiliano di proseguire le cure in un ambiente più salubre quale può essere quello domestico. Questo almeno dal punto di vista fisico. Da quello psicologico sicuramente è un sollievo temporaneo”, ha commentato così Paola Moschetti, compagna di Latorre, la decisione della Corte indiana. La donna ha poi voluto ricordare la situazione di Girone, l’altro Marò ancora in India: “In ogni caso – ha detto – attendiamo a risoluzione e il rientro di Salvatore per poter tirare un vero respiro di sollievo”.
    Proprio questa notte poi, di fronte all’ambasciata indiana di Parigi, è comparso uno striscione firmato dal Gud (Groupe Union Défense) e da CasaPound Italia con su scritto: “Liberté pour les soldats européens. Marò liberi”. “Quello che abbiamo voluto comunicare con questo striscione bilingue – ha spiegato CasaPound in un comunicato stampa diffuso stamani – è che la questione dei Marò deve avere una dimensione europea, poiché è inconcepibile che due soldati di uno stato membro dell’Unione siano fatti prigionieri illegalmente e attendano tre anni un processo che non sembra voler mai iniziare. Ma la solidarietà tra i popoli europei, a quanto pare, è vissuta unicamente a livello dei gruppi patriottici militanti, come Gud e CasaPound, mentre a livello istituzionale l’Unione sembra non essere mai nata se non per imporre folli misure di austerità e miseria”.

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  5. Unica Nazione al mondo l'italietta che si fa sbeffeggiare e ricattare da una ex colonia inglese.
    Solo una manica di cojotes si può far tenere in scacco per 3 anni dall'India che di contro obbliga l'italietta di cui sopra a mantenere e trattare bene clandestini indiani che fanno loschi affari da noi senza nemmeno pagare né tasse né contributi previdenziali. Roba da non crederci. Detenuti illegalmente e il nostro governo si appecorina ai NAZIONALISTI e i due Marò rimangono in balia del più forte. Ricattati e anche sottomessi secondo le teorie degli eunuchi omopedofili...
    Vergogna Vergogna Vergogna

    Solo CPI sa protestare e alzare la voce come dovuto.

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  6. CASAPOUND È ALPHA
    RENZI È BETA
    CASAPOUND È DOMINANTE
    RENZI È GREGARIO

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  7. Solo i Para' con un blitz militare da vere teste di cuoio possono riportarli in Italia.
    Ormai s'è capito che con le buone intenzioni l'India non molla l'osso.
    È una formidabile arma di continuo ricatto che lo stato SUPERNAZIONALISTA asiatico non cederà mai

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  8. http://www.ansa.it/trentino/notizie/2015/04/11/casapound-trento-ridateci-i-maro_2b6ca87b-0b9c-4d91-a0be-74d041514bee.html


    CasaPound Trento, ridateci i MaròAffisso striscione su ingresso Palazzo di Giustizia.


    11 aprile 2015

    (ANSA) - TRENTO - "Riprendetevi i vostri stupratori e ridateci i nostri soldati", questo lo striscione affisso nella notte da militanti di CasaPound sull'ingresso di Palazzo di Giustizia a Trento, per protestare "contro l'illegittima detenzione" in India dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.
    "Rivendichiamo il loro diritto a tornare a casa, per contrapporci all'inerzia della politica, che è rimasta immobile di fronte al sopruso che lo Stato indiano ha inflitto al nostro Paese", dice CasaPound.

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  9. http://www.imolaoggi.it/2015/04/20/maro-raduno-marinai-a-ravenna-vietato-il-fiocco-giallo-per-non-irritare-i-politici/



    Marò, raduno Marinai a Ravenna: vietato il fiocco giallo “per non irritare i politici”.

    lunedì, 20, aprile, 2015

     

    Ieri ho saputo di una disposizione per i partecipanti al Raduno dei Marinai a Ravenna del prossimo 9/10 maggio. Hanno disposto il divieto di indossare il tradizionale fiocco giallo che da oltre tre anni lo portiamo come solidarietà ai nostri due Sottufficiali Fucilieri di Marina, illegalmente trattenuti in India.
    Ho richiesto la motivazione del divieto: non possiamo irritare i politici che si troveranno sul palco delle autorità mentre noi sfileremo.
    I ben noti personaggi che hanno tradito i nostri militari, ricacciandoli in India, sperando di salvaguardare i loro interessi commerciali, ci chiedono di rinunciare alla nostra solidarietà per paura di una strisciolina di color giallo che indossiamo. La temono pensando che la protesta coinvolga direttamente anche le loro persone, ma anche il confronto con la loro bassezza morale, con la dignità e il senso del dovere militare che hanno dimostrato, gli unici a portare alto l’Onore dell’Italia, contro il loro disonore e le figuracce internazionali a tutti i livelli.
    Io e tanti altri il fiocco giallo lo indosseremo, sperando che lo indosseranno tutti.

    Cordialmente

    MASSIMILIANO RONCHI



    Il nostro Direttore ARMANDO MANOCCHIA parteciperà a questo evento e porterà in Tir di fiocchi gialli in solidarietà ai nostri Marò …

    Che schifo di Paese siamo diventati…

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  10. http://voxnews.info/2015/04/26/il-coro-dei-partigiani-a-morte-i-due-maro-video-foto/


    BASTARDI MALEDETTI CHE PAGHERANNO QUESTI CORI CONTRO LA VITA DEI GLORIOSI MARÒ.
    CI ASPETTIAMO CHE LA DIGOS LI IDENTIFICHI E DENUNCI ALLA MAGISTRATURA PERCHÉ DAL VIDEO IN RETE I VOLTI SONO SCOPERTI E QUINDI RICONOSCIBILISSIMI.
    AUGURO A QUESTI BASTARDI UN MALANNO IMMEDIATO CHE LI FACCIA SCHIATTARE E FINIRE NELLA MERDA.........MERDOSISSIMI...!!!!!!!!

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  11. NOI NON SCORDIAMO I NOSTRI CARI MARÒ...
    NUOVO SCHIAFFO A GOVERNO FONZIE INDEGNO.





    28/04/2015 08:50



    Marò, nuovo rinvio. Il caso sarà esaminato a luglio.
    Il presidente della Corte Suprema ha deciso di riviare per ragioni puramente tecniche.

    La Corte suprema indiana ha rinviato al 1 luglio tutti i casi iscritti oggi, compreso l'avvio della discussione del ricorso dei fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro la polizia investigativa Nia. I giudici esamineranno quindi solo alcuni casi riguardanti la possibile applicazione della pena di morte. La decisione del presidente della Corte Suprema, Anil R. Dave, di rinviare l'esame è stata puramente tecnica ed ha riguardato non solo il caso dei Fucilieri di Marina italiani, ma tutti i 25 che dovevano essere discussi oggi. Il giudice ha deciso che esaminerà tutti gli altri casi a dopo le vacanze estive della Corte (17 maggio-30 giugno 2015).

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  12. http://m.ilgiornale.it/news/2015/05/03/maro-udienza-il-7-luglio/1123282/

    3 Maggio 2015

    Marò, udienza il 7 luglio.
    La Corte Suprema indiana esaminerà il ricorso presentato dai fucilieri di Marina contro l’utilizzazione della polizia investigativa Nia nel processo che li riguarda.

    Franco Grilli

    La Corte Suprema indiana ha fissato per il 7 luglio l’udienza riguardante il ricorso presentato dai fucilieri di Marina Massimiliano Latorre eSalvatore Girone contro l’utilizzazione della polizia investigativa Nia nel processo che li riguarda. È quanto emerge dal sito web della stessa Corte. L’udienza avrebbe dovuto tenersi il 28 aprile, ma quel giorno i giudici dell’aula numero 3 del massimo tribunale indiano decisero di esaminare solo un caso, complesso e implicante possibili condanne a morte, rinviando a dopo le ferie estive (17 maggio-30 giugno) tutti gli altri 25 previsti.

    Se sarà confermato il giorno, l’udienza si svolgerà ad appena una settimana dalla scadenza dei tre mesi concessi a Latorre per proseguire In Italia le terapie legate all’ictus che lo ha colpito a fine agosto 2015.

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    1. http://www.romadailynews.it/politica/maro-litalia-ricorrera-allarbitrato-internazionale-0249819


      MARO’:
      L’ITALIA RICORRERÀ ALL’ARBITRATO INTERNAZIONALE.

      maggio 05 2015


      Danilo Taino sul Corriere della sera di oggi rivela che l’Italia ricorrerà all’arbitrato internazionale per risolvere la questione dei marò prigionieri dell’India. “E’ fallita – scrive Taino – la via diplomatica: il governo ha deciso di procedere con l`arbitrato internazionale sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i fucilieri di Marina accusati di aver ucciso due pescatori indiani durante una missione anti-pirateria nel 2012.

      “Da quel che risulta al Corriere, continua Taino, entro la metà di giugno, probabilmente prima, l`Italia ritirerà la proposta che aveva fatto all`India per una soluzione diplomatica negoziata e comunicherà al governo di Delhi l`intenzione di procedere con un contenzioso per stabilire dove risiede la giurisdizione nella vicenda che coinvolge i due marò, cioè dove andranno processati: in India, in Italia o in un Paese terzo”.

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  13. http://www.intelligonews.it/articoli/5-maggio-2015/26138/mar-di-stefano-casapound-ci-vuole-subito-l-incidente-diplomatico-andare-allo-scontro-duro




    Marò, Di Stefano (Sovranità): "Ci vuole subito l'incidente diplomatico. Andare allo scontro duro".

    05 maggio 2015

    Lucia Bigozzi

    “Senza un incidente diplomatico forte, da questa vicenda non se ne esce”.

    Non ci gira troppo attorno Simone Di Stefano, 
    vicepresidente di CasaPound Italia nel commentare a Intelligonews l’ipotesi di un arbitrato internazionale come exit-strategy del governo. Ma tra Gentiloni che non si sbilancia e il centrodestra che rilancia, Di Stefano spiega ciò che, a suo dire, l’Italia dovrebbe fare. 

    Il governo si appresterebbe a chiedere un arbitrato internazionale per stabilire la giurisdizione per giudicare i due marò, ma il ministro Gentiloni gela tutti e dice: non commento le indiscrezioni. Che segnale è?

    «Per me è un segnale sicuramente tardivo. Nel senso che l’arbitrato andava fatto tanto tempo fa e doveva essere accompagnato da una rottura, da un incidente diplomatico».

    Quando parla di incidente diplomatico cosa intende in concreto? Un esempio?

    «Penso al ritiro dell’ambasciatore italiano in India o all’allontanamento di quello indiano in Italia; penso a qualche commessa ritirata alle aziende indiane che vengono qui a fare il bello e il cattivo tempo. Ancora: mettere dazi sulla merce italiana prodotta in India dove c’è lo sfruttamento del lavoro delle persone e poi rivenduta in Italia come merce italiana. Insomma, forme per arrivare a uno scontro duro, anche a livello diplomatico ce n’erano ma andavano adottate molto tempo fa. Comunque, resto dell’idea che senza uno scontro non si vince, nemmeno in un arbitrato internazionale e in tutta questa vicenda col tempo l’Italia ha sempre più perso la faccia». 

    Gasparri e Vito insistono sulla strada dell’arbitrato. Secondo lei è la direzione giusta a questo punto? 

    «Per come si è comportata l’India, penso che si opporrà alla decisione di un arbitrato perché con questa vicenda l’India ha cercato di imporre al mondo un suo peso diplomatico facendo finta di essere come la Gran Bretagna o gli Usa, della serie: faccio come voglio, non sento ragioni, decido io. Francamente, non capisco perché dovrebbe cambiare posizione proprio adesso di fronte alla richiesta di arbitrato internazionale. Se non c’è un pressing diplomatico forte, se non si va a una rottura che poi venga discussa in seno alle Nazioni Unite e all’Unione europea, l’arbitrato ha poco senso perché il marò che sta in India verrà trattenuto lì. Forse noi potremo decidere di non rimandare in India Latorre, ma Girone lo terranno là per sempre. L’unica cosa che si può fare, è una rottura diplomatica forte, che faccia discutere il mondo di fronte all’ingiustizia che l’Italia sta subendo». 

    Intanto c’è l’ennesimo rinvio dell’udienza al 7 luglio. Secondo lei perché finora i tentativi diplomatici non hanno dato esito positivo? Qual è il problema e dove sta l’errore?

    «Il problema e l’errore è quello di andare dagli indiani con la testa china, con l’atteggiamento di chi ha qualcosa da perdere dal punto di vista economico, parliamoci chiaro. Ed è chiaro: ci sono grandi aziende italiane in india che producono; ci sono una serie di rapporti commerciali che non si vogliono rompere. Dal punto di vista economico l’Italia ha molto da perdere – secondo me anche tanto da guadagnare – ma si sta muovendo come un elefante nella cristalleria, un atteggiamento completamente sbagliato: i nostri marò sono innocenti e sono tenuti prigionieri in India, un atto che secondo me è di guerra. C’è sempre tempo per fare la voce grossa ma senza un incidente diplomatico, da questa vicenda non se ne esce». 






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  14. Non c'è più un giornalista che usi il condizionale nella vicenda dei Marò. Per tutti ormai HANNO UCCISO, quando il processo non è ancora iniziato!! E al contrario lo usano anche per l'ultimo verme pedofilo sotto processo.
    I Marò sono INNOCENTI, e quelli sono servi.

    Si dice che in tempo di guerra Dio viene pregato ed il soldato supplicato, in tempo di pace Dio viene dimenticato ed il soldato disprezzato.

    Non è grave che un cittadino INDIANO accolto e ospitato dall' Italia (comunità di San Egidio) uccida con un cacciavite un ragazzo davanti agili occhi di suo fratello???e poverino e'matto!!!

    Cretino lo Stato italiano che ha messo sopra le navi mercantili dei militari invece che dei contractors ..
    Riflettendo .. ma un dispositivo satellitare di registrazione collegato con il ministero della difesa ogni volta che ci sono dei casi di attacchi o presunti attacchi dei pirati? Se ci fosse stata una telecamera che avesse registrato tutto .. ora tutto questo bordello internazionale non esisterebbe.

    Ma la ministra(neo)della difesa ex no global(tanto perche in questa nazione il cv conta)cosa ne pensa.?

    Non si tratta di colpevoli o innocenti sono due militari che hanno agito nell'adempimento della mansione e nel caso abbiano commesso un errore ne devono rispondere allo stato italiano e sarà poi l'Italia a doverne rispondere all'India se del caso.

    Squallidi escrementi che non valgono neanche un unghia di Massimiliano e Salvatore e sono tutti i detrattori italioti piddidioti tutti.

    Ormai la "Presunzione di Innocenza" la usano solo per certi elementi. Di mio, la prossima volta che l'ONU/NATO o chicchessia richiede certi servizi, gli fornirei il numero della Blackwater.
    Hanno semplicemente svolto il loro lavoro...i due marò

    Fair Play.... Sai come funziona in Italia: dobbiamo cercare di non offendere nessuno e di non farli arrabbiare perché siamo tutti fratelli!! Peace & love

    La pacifista alla Difesa...
    la signora che delocalizza le aziende di famiglia in Romania,allo sviluppo economico.....
    Se non fosse così tristemente reale,sarebbe comico!

    Infatti la balistica conferma che i colpi sul peschereccio furono esplosi da una altezza quasi identica. La lexie, invece è alta come un palazzo di circa 5 piani.

    Questa è la conseguenza chi sta ora al governo non c'e capisce na minchia . E aspettiamoci di peggio .

    Sull'innocenza non ne sono sicuro. So però che DEVE essere una corte ITALIANA a giudicarli.Amen...

    E' ora di far valere i nostri principi.

    No c'e' razza peggiore dei giornalisti… Maro' innocenti! Libero subito!

    Ordine del komsomol.

    Questo è un paese governato da merde.......il popolo giusto o sbagliato che sia li vota perché crede e spera e loro oltre a non far niente ce se vennero pure.

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