giovedì 2 aprile 2015

Grande Guerra, CasaPound il 23 maggio in corteo a Gorizia: “Dalle trincee un esempio per rinascere”

Grande Guerra, CasaPound il 23 maggio in corteo a Gorizia: “Dalle trincee un esempio per rinascere”

Roma, 2 apr - “Per celebrare il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale e per ribadire che, oggi come ieri, alcuni italiani non si arrendono, CasaPound Italia ha indetto per il 23 maggio 2015 un corteo nazionale a Gorizia”. Lo rende noto Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, che spiega: “Le parole d’ordine della nostra manifestazione saranno ‘Risorgi combatti e vinci’: è un auspicio di vittoria e di rinascita per questa nazione che mai come oggi ha bisogno dell’esempio ideale di chi, in quelle trincee, sacrificò se stesso per il bene del proprio popolo”. Per il leader di Cpi, “il corteo di Gorizia sarà anche l’occasione per celebrare degnamente una ricorrenza che l’Italia sta affrontando alla chetichella o, peggio ancora, spandendo a piene mani la solita propaganda antinazionale, preferendo celebrare anniversari ben più divisivi. E invece quello della Grande Guerra fu uno sforzo colossale in cui italiani di tutte le classi sociali e di tutte le regioni si unirono per portare a termine il percorso di indipendenza nazionale. Un esempio luminoso anche per gli italiani di oggi, che invece sono divisi, scoraggiati, strozzati dalle banche, umiliati da una classe politica inetta, derisi da una casta intellettuale del tutto autoreferenziale. Dal ricordo di quell’epopea deve ripartire oggi una riconquista nazionale che riporti al centro della scena politica la sovranità, l’identità e il lavoro”.


28 commenti:

  1. Scusate, per caso qualcuno non ritiene che sarebbe stato più onorevole mantenere fede alle alleanze stipulate con gli Imperi centrali o, piuttosto, rimanere neutrali? Grazie

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    1. La Triplice Alleanza era un patto difensivo, e siccome Austria e Germania non erano state aggredite, ma avevano dichiarato guerra per prime, l'Italia sostenne di non avere alcun obbligo di schierarsi al loro fianco. La maggior parte degli Italiani era per non entrare in guerra a fianco degli Austriaci che occupavano ancora i territori di Trento e Trieste. Predominante era in Italia il partito dei neutralisti, ma la minoranza interventista era comunque dell'avviso di cambiare alleanza e di schierarsi contro l'Austria. I cattolici e buona parte dei socialisti erano contro la guerra. I socialisti sostenevano che la guerra era un affare tra capitalisti che lottavano per il predominio imperialista dell'Europa, mentre i proletari di tutto il mondo dovevano sentirsi fratelli. Giolitti, che poco tempo prima aveva lasciato la presidenza del consiglio, si era impegnato per mantenere la neutralità italiana. Egli era sicuro che gran parte del territorio italiano ancora occupato dall'Austria ("parecchio", come lui stesso affermò) poteva essere ottenuto mediante trattative diplomatiche. Le forze interne ed esterne che spingevano l'Italia verso la guerra erano molto forti. La grande industria vedeva nella guerra un'occasione unica e grandiosa di espansione economica grazie alle forniture per l'esercito.
      I maggiori quotidiani italiani cavalcavano le tesi dei nazionalisti e attaccavano in maniera violenta i neutralisti fino a definire traditore 
      Giolitti. Molte manifestazioni di piazza si svolgevano a favore della guerra e molti interventisti tra cui Gabriele D'Annunzio vi pronunciavano infuocati discorsi patriottici. Anche dall'estero le spinte non mancavano: l'Italia importava il 90% del suo carbone dall'Inghilterra e dipendeva da Inghilterra e Francia anche per altre importanti materie prime: questo era un formidabile strumento di pressione nelle mani dell'Intesa. Nel mese di aprile 1915 il governo italiano firmò a Londra un patto segreto nel quale l'Italia s'impegnava ad entrare in guerra con Francia e Inghilterra.
      I giornali sottovalutavano costi e conseguenze della guerra.Il re era favorevole alla guerra. Il Parlamento, ancora contrario, fu praticamente obbligato ad approvare il patto di Londra. Il 24 maggio 1915 anche l'Italia entrò in guerra a fianco dell'Intesa.


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    2. La storia dell'uomo è sempre stata caratterizzata da alleanze a volte instabili e ciò perché magari le convenienze iniziali possono poi nel tempo trasformarsi in scelte inopportune. La Triplice Alleanza del 1882 e successive modifiche non garanti più gli interessi italiani e pertanto nel 1915 fu stipulato il patto di Londra che all'epoca fu ritenuto più conveniente e perciò l'italia entro in guerra contro Austria e Germania.
      Col senno di poi si possono fare tante illazioni ma l'unica certezza è che l'italia vinse la 1^guerra mondiale battendo l'Austria che era stato un occupante.

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    3. L'impero austro ungarico e l'impero tedesco erano sempre una spina al fianco dell'italia fresca di Regno recente dei Savoia e ancora desideroso di affrancarsi da dominazioni.

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    4. In quelle condizioni generali era difficile rimanete neutrali anche se una guerra è sempre qualcosa che provoca lutti e distruzioni.
      Neutralità uguale ignavia?

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    5. L'esperienza insegna che i trattati di alleanza politico militare sono suscettibili di modifiche e annullamenti quando succedono cose nuove che impongono cambiamenti negli accordi.

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    6. Se penso agli errori che commise in seguito Mussolini alleandosi con quello squilibrato folle di Hitler...!!!!
      A quest'ora potevamo essere ancora una monarchia fascista e una superpotenza.

      Mussolini non doveva accettare l'imposizione delle leggi razziali contro gli ebrei che fino al 1938 erano stati in buoni rapporti col regime fascista.
      Se non fossimo entrati in guerra a fianco della Germania ci saremmo risparmiati decenni di immondo cattocomunismo becero.
      Saremmo una superpotenza politica e militare ed economica al pari di Usa e GB e le altre e non una colonia arabo/cinese..!!!!

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    7. Eravamo deboli di materie prime energetiche e quindi fummo costretti per nostra convenienza economica ad allearci con Francia ed Inghilterra.

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    8. L'italia era un Regno ancora giovane e non poteva competere alla pari con Francia Inghilterra e Austria.
      Solo con Mussolini riuscì a diventare una potenza eppure l'alleanza e gli accordi politici successivi stipulati con Germania di Hitler ebbero conseguenze nefaste.
      Questo dimostra che principalmente si deve fare affidamento sulle proprie capacità militari ed economiche.
      Il ventennio fu un periodo fecondo e positivo per la patria e se non fosse entrato in scena Hitler il corso della storia per l'italia sarebbe stato differente e non avremmo avuto:

      PCI
      SEL
      PSI
      M5S

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    9. Se avessimo perso la 1^ guerra mondiale non ci sarebbe stato il fascismo e l'italia sarebbe stata risucchiata nell'orbita comunista stalinista e avremmo vissuto le tristi e mortali vicissitudini della dominazione URSS. ..

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    10. Difficile ipotizzare una scelta differente considerato che siamo usciti vincitori dal primo conflitto mondiale.

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    11. Considerando anche che la 2° guerra mondiale fu conseguenza degli esiti della prima, ecco alcuni risultati del 24 Maggio e del 4 Novembre: persecuzioni razziali, guerra civile, devastazione della penisola, foibe, americanizzazione della cultura, del costume e dell'economia italiane.
      Forse Giolitti e la maggioranza del Parlamento e del popolo italiani avranno avuto qualche buon motivo a voler restare neutrali, come restarono tanti altri Stati europei.
      Grazie

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    12. Il mondo è in eterno conflitto per interessi economici e di potere politico militare. Il primo conflitto mondiale l'italia ha fatto bene a combatterlo in quanto sarebbe stato illogico ed insensato restare neutrali.
      Non è escluso che mantenendo gli impegni sottoscritti con la Triplice Alleanza l'italia non avrebbe perso la guerra ed allora sarebbero stati cavoli amari. A noi ci frega la visione romantica della vita che spesso ci fa prendere decisioni suicide come nel 2015 con la immigrazione clandestina incontrollata e continua e che sta collassandoci tutti.

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  2. Dio
    Patria
    Famiglia
    Onore


    Prevedo un futuro di guerra civile in Italia per fermare il degrado e la totale svendita di Sovranità al nemico e che ci ha ridotti in un gigantesco CAMPO ROM con copertoni bruciati tutti i giorni.
    La decadenza dell'occidente si misura dall'aumento della violenza islamica sull'Europa e dall'aumento del consenso di quei deprevati di omosex che vorrebbero Sodoma e Gomorra 2015

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  3. Rinascere con questa gioventù bruciata è un pò difficile anche perché la cultura in Italia è ideologizzata per opportunismo politico.
    Gentucola che vota Pd e Sel e M5S non può procreare giovani patrioti x il futuro italiano.
    Non è disfattismo il mio ma constato che le bellissime iniziative di casapound non sono apprezzate dai sinistronzi che passano la loro giornata alla Coop di zona ove vengono plagiati e derubati.

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  4. Esempio fulgido di patriottismo portato fino al sacrificio della vita.
    I nostri padri ci hanno dato la giusta direzione ma sta a noi portarla in pratica.

    Buon lavoro a CasaPound

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    1. Gli imperi centrali non avevano una buona reputazione sul Regno d'Italia.
      Il Belpaese aveva già 100 anni fa qualcosa che costituiva un obbiettivo da conquistare.
      Ha fatto bene il governo italiano dell'epoca a sciogliere gli obblighi della Triplice Alleanza ed a schierarsi con Francia e GB visto che era più vantaggioso per l'economia italiana.

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  5. Le guerre fanno parte della vita e della storia dell'uomo. Tenere un profilo defilato e neutrale non appartiene al vissuto della nostra Penisola anche prima del 1860. Nel 2015 l'italia,a causa della sua posizione geografica, costituisce un bersaglio privilegiato di traffici illeciti e dinamiche migratorie. Purtroppo il PACIFISMO è una pia illusione.Averlo cavalcato ideologicamente in modo distorto rispetto al susseguirsi degli eventi mondiali e mediterranei ci ha collocato in un ruolo sbagliato e sottomesso che ci sta danneggiando. Avere ceduto sovranità alla UE e avere assunto un atteggiamento molto poco virile nei confronti di clandestini e islamici jihadisti ci ha resi ridicoli e imbecilli per cui chiunque ritiene di poterci prendere a sberle ipotizzando che tanto noi porgiamo l'altra guancia. Assurdo confondere religione e vita civile relegando la nostra identità nazionale e la nostra concezione della famiglia in terzo piano supportando richieste innaturali e antitaliane come quelle avanzate da gay e islamici. La nostra natura concepisce unioni e adozioni solo tra eterosessuali e poi la nostra religione cattolica non deve cedere terreno e territorio a mussulmani che sono:

    RAZZISTI
    INTOLLERANTI
    IGNORANTI
    TOTALITARISTI
    TEOCRATICI
    ANTICRISTIANI
    NEMICI DAL 600 D.C.
    PORTATORI DEL MALE DEMONIACO


    Avere sospeso l'obbligo della leva militare e averlo sostituito con un buffonesco servizio civile sostitutivo addirittura aperto agli stranieri è sintomo di un degrado intellettivo e sociale. Siamo minacciati quotidianamente da islamici anche dentro casa e dobbiamo difenderci da una criminalità anche importata dall'estero e di contro si smobilitano le forze armate in virtù di un fallace concetto pacifista.
    Zingari e jihadisti e cinesi saranno coalizzati per sottometterci e schiavizzarci e i nostri giovani vengono invitati a frequentare i gay Village..!!!!!!!!!
    Se tutto va bene siamo rovinati.

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    1. Se ci pensi, per i musulmani estremisti noi siamo:

      RAZZISTI
      INTOLLERANTI (verso la loro religione e costumi)
      IGNORANTI
      TOTALITARISTI (perché l'occidente ha manie espansive verso l'oriente)
      TEOCRATICI (patti Lateranesi)
      ANTIMUSULMANI
      NEMICI DAL 600 D.C.
      PORTATORI DEL MALE DEMONIACO

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  6. OTTIMA INIZIATIVA CHE RENDE GIUSTIZIA AD UNA DECISIONE ESATTA DI PARTECIPAZIONE ALLA 1^ GUERRA MONDIALE MATURATA NELLA DESTRA ITALIANA DELL'EPOCA CON D'ANNUNZIO CAPOFILA.
    SONO CONTENTO.

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  7. http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/04/06/news/casapound-schiera-2-mila-manifestanti-sel-il-prefetto-dica-no-1.11187741


    Casapound schiera 2 mila manifestanti

    Il corteo nazionale a Gorizia il 23 maggio 2015: «Celebreremo la Grande guerra».

    Christian Seu


    06 aprile 2015


    GORIZIA. In duemila (secondo le stime degli organizzatori) «per celebrare il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale e per ribadire che, oggi come ieri, alcuni italiani non si arrendono». E’ questo il motivo, scandito dal presidente nazionale Gianluca Iannone, che ha spinto Casapound Italia a scegliere Gorizia come sede del corteo nazionale, indetto per sabato 23 maggio.
    Si preannuncia un superlavoro per le forze dell’ordine del Goriziano chiamate a gestire un evento che comporta un evidente sforzo nell’organizzazione dell’ordine pubblico. «Non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni ufficiali da Casapound – spiega Gennaro D’Agnese, capo del gabinetto della Questura di Gorizia – e del resto mancano ancora sette settimane all’iniziativa. Restrizioni? Le valuteremo al momento opportuno: da Costituzione non possiamo certo vietare una manifestazione, a meno che non ci siano motivate questioni di ordine pubblico». Eventualmente la Questura potrebbe imporre modifiche al percorso del corteo, al quale peraltro gli organizzatori stanno ancora lavorando.

    «Le parole d’ordine della nostra manifestazione saranno “Risorgi combatti e vinci” – spiega Iannone –: è un auspicio di vittoria e di rinascita per questa Nazione che mai come oggi ha bisogno dell’esempio ideale di chi, in quelle trincee, sacrificò se stesso per il bene del proprio popolo».

    Per il leader di Cpi, «il corteo di Gorizia sarà anche l’occasione per celebrare degnamente una ricorrenza che l’Italia sta affrontando alla chetichella o, peggio ancora, spandendo a piene mani la solita propaganda antinazionale, preferendo celebrare anniversari ben più divisivi. E invece quello della Grande Guerra fu uno sforzo colossale in cui italiani di tutte le classi sociali e di tutte le regioni si unirono per portare a termine il percorso di indipendenza nazionale»............

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    1. RISORGI
      COMBATTI
      VINCI

      TRINOMIO INSCINDIBILE E PATRIOTTICO

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  8. RISORGI COMBATTI VINCI






    http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/04/20/news......


    20 aprile 2015


    GORIZIA. Corteo di CasaPound a Gorizia sabato 23 maggio.


    CasaPound Italia, movimento politico di destra radicale, ha da settimane programmato il corteo nazionale di Gorizia sul tema “Dalle trincee un esempio per rinascere”.
    Non è noto il percorso del corteo, che verrà scelto sulla base delle indicazioni della Questura.
    Quale potrebbe essere il corteo di CasaPound? Se il tema sono le trincee possibile che il punto di arrivo sia il monte Calvario, il punto più accessibile dal centro città rispetto agli altri siti del “campo trincerato di Gorizia”.
    Nella nota di presentazione del corteo di CasaPound si legge che «le parole d’ordine della nostra manifestazione saranno risorgi, combatti e vinci».

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  9. I veri boia sono le banche e tutti i circuiti attinenti e voi ancora qua a parlare di duce...impero austro ungarico...1° e 2° guerra mondiale...io sono d'accordo che bisogna conoscere la storia...appunto...la storia...ragazzi ora l'unico capo del mondo é chi ha i soldi...non gliene frega più niente a nessuno, tra quelli che contano e quindi non voi o io, di destra, sinistra, centro. Io sono apolitico e credo sia la migliore scelta, significa non avere un nemico politico, significa sentirsi liberi di seguire il mio pensiero e non quello indotto da qualcun altro con confini ideal-politici. Comunque continuate a fare ripassi di storia che il mondo va avanti e voi...tra giovani vuoti ma convinti, persone di mezz'età con i soliti discorsi da bar e nonnetti col busto del duce in soggiorno...state pure la ad incazzarvi, a protestare e a rimpiangere il "fantastico mondo di Benito".

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  10. http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/11/news/contro-casapound-corteo-dell-osservatorio-antifascista-1.11401480

    Almeno 500 (a tanti ammontavano alle 18.20 di lunedì 11 maggio nel contatore della pagina fb degli organizzatori) saranno i partecipanti che sabato 23 maggio parteciperanno a Gorizia alla manifestazione “Via i fascisti da Gorizia” organizzata dall’Osservatorio regionale antifascista.

    Svela uno degli organizzatori, Marco Barone: «La manifestazione, che prevede anche il coinvolgimento di soggettività e realtà slovene ed austriache, nasce come chiara, determinata contrapposizione a quella di CasaPound, ed al suo motto, in stile da ventennio, quale risorgi, combatti e vinci, oltre che contro le celebrazioni che continuano ad esaltare quella maledetta macelleria umana che è stata la grande guerra. Insomma a Gorizia il 23 maggio non ci sarà solo CasaPound, o Saviano, ma centinaia e centinaia di antimilitaristi/e, antifascisti/e che faranno sentire, in modo determinato, plurale, ma pacifico, la loro voce, contro i fascismi di ieri e di oggi, contro le esaltazioni della grande guerra di ieri e di oggi».

    Il concentramento dei partecipanti è previsto alle 15 sul piazzale della stazione. Sempre sulla pagina fb degli organizzatori si notano tra le adesioni quella degli storici Alessandra Kersevan, Roberto Spazzali, Roberto Todero, Claudia Cernigoi, Gloria Nemec. Ma la lista è interminabile e la provenienza delle adesioni abbraccia tutta l’Italia.

    La manifestazione ha ovviamente intento pacifico ma non sfugge che si dichiara contro CasaPound.

    Riassumiamo cosa dovrebbe succedere nel pomeriggio di sabato 23 maggio a Gorizia: conferenza nell’ambito di èStoria di Roberto Saviano, corteo nazionale di CasaPound, manifestazione antifascista.

    Tutti e tre i momenti vivranno il loro clou in una zona molto ristretta dentro e attorno ai giardini pubblici di corso Verdi. Dove sarà operativa anche la Ludotenda con centinaia di bambini, mentre a pochi metri, nella Valletta del Corno, andrà in scena la celebrazione degli scout.

    Senza contare che quel giorno a Gorizia giungeranno migliaia di persone per assistere agli incontri proposti dal festival internazionale della storia.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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  11. di Christian Seu «Sì, siamo preoccupati». Benedetto Kosic, presidente mandamentale di Confcommercio e storico commerciante di via Rastello lo ammette. Il micidiale accavallamento di eventi previsto per sabato 23 maggio e soprattutto - inevitabilmente - il corteo nazionale di Casapound e la contro-manifestazione organizzata per lo stesso giorno dall’Osservatorio regionale antifascista e antimilitarista, preoccupano i titolari di negozi e attività del centro cittadino. Il serpentone composto da centinaia di militanti dell’organizzazione di destra (sono attesi in città tra i 1.700 e i 2 mila partecipanti), dopo essersi lasciato alle spalle la Casa Rossa, toccherà punti su cui s’affacciano bar e negozi, come piazza Cavour, via De Gasperi, via Duca d’Aosta, corso Italia e via Diaz. E, non diversamente, il corteo dei pacifisti, che hanno scelto come luogo di ritrovo la stazione, lambirà lo stesso corso, per concludersi in piazza Vittoria. Qualcuno, tra i commercianti, ha già messo le mani avanti, pronto ad abbassare le serrande nel pomeriggio del 23 al momento del passaggio dei due cortei. «Abbiamo affrontato la questione, manifestando la nostra preoccupazione - spiega Kosic -. Abbassare le serrande? Non ne abbiamo parlato a livello di associazione, anche perché non abbiamo conferme definitive del percorso dei due cortei. Personalmente, sono convinto che non ci sarà bisogno di arrivare a questa misura, perché il servizio d’ordine saprà certamente evitare ogni tipo di disagio». Nonostante questo, come rimarca il presidente dell’associazione che raduna i commercianti goriziani, «Confcommercio non vede di buon occhio la concomitanza tra “èStoria”, con la presenza di un personaggio come Saviano, e le due manifestazioni politiche - evidenzia Kosic -, con tensioni che potrebbero sfociare in disordini. Noi come associazione non abbiamo voce in capitolo, ma abbiamo manifestato a Questura e Prefettura le nostre preoccupazioni, ricevendo tuttavia ampie rassicurazioni. Detto ciò, sarebbe il caso di riflettere sul possibile rinvio dei due cortei». La manifestazione di Casapound è stata organizzata non casualmente per il 23 maggio, vigilia della data che sancì l’entrata in guerra - giusto cento anni fa - dell’Italia, a meno di un anno dallo scoppio del primo conflitto mondiale. All’annuncio dell’organizzazione di destra è seguita la reazione dell’Osservatorio regionale antifascista e antimilitarista, che ha chiesto dapprima l’annullamento del corteo e poi annunciato una propria contro-manifestazione, con una sfilata che lo stesso giorno toccherà il centro cittadino di Gorizia. Proprio le associazioni pacifiste nei prossimi giorni comunicheranno i contorni dell’iniziativa, che potrebbe già nel fine settimana avere un prologo in piazza Vittoria, sotto la Prefettura, dove un gruppo di manifestanti dovrebbe dar vita a un flash mob per richiedere lo stop al corteo nazionale di Casapound.

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  12. «Ci appelliamo a prefetto, questore e sindaco affinché decidano per la sospensione del corteo di Casapound, prima che sia troppo tardi». A richiederlo è il Forum per Gorizia, attraverso Andrea Bellavite e Anna Di Gianantonio. Gli esponenti dell’associazione culturale, già consiglieri comunali dell’omonimo movimento, hanno indetto ieri una conferenza stampa per ribadire la propria netta opposizione a un’iniziativa «che intende celebrare la guerra, un conflitto che ha distrutto e compromesso per un trentennio l’economia goriziana, anticipando il fascismo e aspetti come il difficile rapporto con gli sloveni, compromesso per quasi un secolo», ha sottolineato Di Gianantonio. «Il sindaco ha sostenuto che Casapound è un’associazione culturale, ma in realtà è un’organizzazione politica, che è stata protagonista di diversi episodi di intemperanze negli ultimi anni. La sua presenza in città - ha aggiunto - rischia di suscitare reazioni di segno opposto e dunque di creare motivi di tensione in una Gorizia che in quei giorni accoglierà gli ospiti del festival “èStoria”, unica manifestazione cittadina a poter vantare una ribalta nazionale». Secondo Bellavite, «il Forum raccoglie l’appello della comunità, la preoccupazione dei commercianti e per questo chiediamo la sospensione». Appello che, come spiegato da Di Gianantonio, «è rivolto anche alle organizzazioni sindacali, al Partito democratico e a tutte quelle organizzazioni che si sentono rappresentate dai valori del pacifismo e dell’antifascismo».

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  13. di Roberto Covaz Il sindaco e la maggioranza preferiscono mettere la testa sotto la sabbia e non vedere. Perché? È questo il senso della riflessione del consigliere comunale della Federazione della sinistra, Emanuele Traini, all’indomani della bocciatura della sua mozione con cui intendeva affrontare, nella seduta di lunedì, la delicata questione del corteo nazionale di CasaPound in programma a Gorizia sabato 23 maggio. La mozione di Traini, fatte alcune premesse di ordine storico e sociale, mirava a far sì che il Consiglio comunale impegnasse il sindaco «a richiedere in maniera decisa alle autorità competenti di attivarsi affinché lo svolgimento del corteo di CasaPound non abbia luogo, quantomeno in tale data, in maniera tale da non rendersi in alcun modo corresponsabile delle verosimili conseguenze, paventate dalla presente mozione, che dovessero eventualmente verificarsi». La mozione è stata bocciata. Spiega Traini: «I voti contrari sono stati 16 contro i 14 favorevoli. Pur ottenendo appoggio da Oreti e da Turco e constatando l'astensione al voto di alcuni membri della maggioranza, tra i no evidenzio quelli del sindaco Romoli, dell’assessore alla pubblica sicurezza Stefano Ceretta che pure aveva evidenziato l'incompatibilità del corteo con èStoria e di Fabio Gentile che nel precedente Consiglio aveva analogamente proposto ed ottenuto di anticipare la discussione di una mozione presentata dall'assente Oreti proprio per metterlo in difficoltà e far sì che non la potesse illustrare, squalificandolo così agli occhi dell'opinione pubblica. Ripeto, la cosa grave è che sia stata bocciata la sola ipotesi di discuterla lunedì, non di addirittura approvarla evidenziando a mio avviso un atteggiamento irresponsabile di preferisce mettere la testa sotto la sabbia». Traini mette il dito nella piaga di una situazione di sempre più difficile lettura. È come si facesse a gara per minimizzare, marginalizzare, derubricare il rischio del verificarsi di potenziali disordini nel pomeriggio di sabato 23 maggio per i concomitanti cortei di CasaPound e degli antifascisti. Migliaia di persone in arrivo da tutta Italia. Senza contare le migliaia di visitatori desiderosi di godersi in santa pace èStoria che quel pomeriggio ospiterà tra gli altri Roberto Saviano. Come ripetiamo da giorni sembra che si stia parlando di un’invenzione della stampa. Prefettura e questura professano tranquillità, il sindaco Romoli non parla e non ne parla in Consiglio comunale (forse nella seduta di lunedì prossimo; un po’ tardino?) con il rischio di danneggiare lo sforzo organizzativo del festival èStoria diventato nel frattempo anche patrimonio dei sindaci del Monfalconese, i quali pure loro non vogliono CasaPound. C’è qualcosa che stride in questi silenzi. Altro che “terra dei fuochi”, Gorizia rischia di diventare “terra dei vuoti”.

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