mercoledì 15 aprile 2015

Chieti: Clandestini in centro anziani, CasaPound scende in piazza

Chieti: Clandestini in centro anziani, CasaPound scende in piazza
Lapenna (CPI) : “Prefetto ritorni su una decisione presa senza consultare le istituzioni locali e contro la volontà dei cittadini”

Chieti, 15 Aprile – Il movimento CasaPound Italia ha protestato oggi a Chieti contro l’annunciato arrivo per delibera dell’autorità prefettizia di 30 immigrati irregolari presso il centro assistenziale per anziani e disabili ‘San Giovanni Battista’, situato nel centro storico del capoluogo teatino. Una ventina di aderenti del movimento si sono recati presso il centro, sventolando tricolori ed esponendo uno striscione con su scritto ‘No al centro d’accoglienza’. “Riteniamo profondamente sbagliata la decisione del Prefetto, compiuta ignorando le autorità comunali ed il sentimento della cittadinanza, di individuare il ‘San Giovanni Battista’ come luogo preposto all’accoglienza dei ‘richiedenti asilo – afferma in una nota Francesco Lapenna, responsabile CasaPound per la città di Chieti – Il ‘San Giovanni Battista’, infatti, non possiede i mezzi necessari per garantire un adeguato servizio di accoglienza. Inoltre, la vicinanza della struttura ad un istituto elementare, è motivo di forte apprensione per i genitori dei piccoli studenti”.
“Dopo la protesta di questa mattina – prosegue Lapenna – abbiamo saputo che gli immigrati sono stati momentaneamente allontanati dal centro storico della Città di Chieti per essere ospitati in via temporanea in un’altra località. Auspichiamo ora che il Prefetto, tenendo conto anche dell’opposizione delle autorità e della cittadinanza, ritorni sulle sue decisioni, nella speranza che anche le autorità nazionali, da cui il Prefetto dipende e che pianificano l’accoglienza a livello nazionale, preso atto della situazione disastrosa ed insostenibile che si sta delineando in tutta Italia, ripensino in maniera radicale l’intera politica migratoria”.

55 commenti:

  1. Sollevazione popolare generale contro questa turpe politica di invasione programmata per realizzare un vero meticciamento degli italiani la cui sopportazione è figlia di decenni di clientelismo csttocomunista.
    L'inerzia diffusa non fa ben sperare visto che la situazione socio economico politica degli italiani ante immigrazionismo forzato era già di per sé disastrosa.
    Non so dove andremo a finire.
    La cosa certa è che è ormai stato avviato un processo di degrado irreversibile.
    Che IDDIO ce la mandi buona e ci protegga.
    Grazie a casapound che da sola si oppone.

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  2. I piddioti sono d'accordo?
    Gli omopedofili pervertiti senz'altro Sì ed anche gli affaristi alla Buzzi..!!!
    Gli italiani patrioti NO...!!!!!

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  3. RENZUSCONI NON PERDONA MA DIO NEMMENO ...

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  4. ma l'opposizione politica dov'è? ????

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  5. CUI PRODEST TUTTO CIÒ. ..?????

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  6. Teatini ribellatevi e scendete in piazza con casapound. ..!!!!!!

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  7. Poche parole ma molti fatti
    Bravi
    Il popolo patriottico vi guarda e ammira.
    Viva sovranità casapound

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  8. Ho letto sui quotidiani locali che il sindaco,Umberto Di Primio, ha occupato l'ingresso degli ""Istituti Riuniti San Giivanni Battista"" di Chieti.
    L'iniziativa è scattata quando il primo cittadino ha avuto notizia dell'arrivo di una ventina di immigrati.
    «Ho deciso di venire qui - ha detto Di Primio - e occupare insieme ai cittadini teatini l'ingresso dei "Cappuccini". È bastata questa azione per scongiurare l'arrivo oggi di questi immigrati, ma questo varrà sempre. Non accetterò né ora e né in futuro che i "Cappuccini" si trasformino in un centro di prima accoglienza o comunque in un centro di accoglienza per gli immigrati. C'è una scuola vicino, siamo in pieno centro storico, ci sono qui dentro lavoratori che devono capire come andare avanti con il loro lavoro, e quindi - ha sottolineato Di Primio - non è possibile né pensabile che questa struttura venga a pezzi svenduta per diventare il luogo di accoglienza degli immigrati».
    Il sindaco ribadisce il suo "no" agli immigrati.
    Il primo cittano scrive al prefetto chiedendo di non accettare l'invito al servizio di accoglienza di cittadini stranieri.
    All'occupazione presenti, oltre al sindaco che l'ha promossa, un centinaio di cittadini, tra cui anche dipendenti delle Case di riposo ed esponenti delle liste che sostengono Di Primio ed esponenti di Casapound Abruzzo.

    VOLERE È POTERE

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  9. http://m.huffpost.com/it/entry/7077270

    Il sindaco Di Primio protesta con CasaPound a Chieti: "No al centro accoglienza per gli immigrati".

    16/04/15

    Umberto di Primio, sindaco della città di Chieti, ha occupato l'ingresso degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista per opporsi alla scelta del Prefetto che aveva indicato la struttura come centro di accoglienza per circa una ventina di immigrati. Il primo cittadino si è unito al presidio organizzato da CasaPound; alla manifestazione di dissenso hanno partecipato centinaia di cittadini tra cui anche dipendenti delle Case di riposo ed esponenti delle liste che sostengono Di Primio e Casapound Chieti.

    «Ho deciso di venire qui - ha detto Di Primio - e occupare l'ingresso dei "Cappuccini". È bastata questa azione per scongiurare l'arrivo oggi di questi immigrati, ma questo varrà sempre. Non accetterò né ora e né in futuro che i "Cappuccini" si trasformino in un centro di prima accoglienza o comunque in un centro di accoglienza per gli immigrati. C'è una scuola vicino, siamo in pieno centro storico, ci sono qui dentro lavoratori che devono capire come andare avanti con il loro lavoro, e quindi - ha sottolineato Di Primio - non è possibile né pensabile che questa struttura venga a pezzi svenduta per diventare il luogo di accoglienza degli immigrati».

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  10. Francesco Lapenna di Cpi Chieti esprime preoccupazioni di milioni di italiani patrioti.

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  11. http://www.analisidifesa.it/2015/04/dalla-libia-altre-amare-uniliazioni-per-litalia/




    IMMIGRAZIONISMO AFFARISTICO CATTOPIDDINO..

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  12. http://www.ilfaroonline.it/2015/04/17/fiumicino/campi-rom-la-questione-in-consiglio-comunale-53244.html


    ANCHE A FIUMICINO (RM) C'È CHI RESISTE.



     17-04-2015


    Campi Rom, la questione in consiglio comunale

    Gonnelli e De Vecchis: "Invece di tutelare i residenti di Fiumicino, indistintamente dalla loro nazionalità, si è preferiti agevolare chi su queste strutture lager ci lucra e si arricchisce"

    Il Faro on line - "Bocciano le proposte anti Jobs Act e contro l'abolizione dell'articolo 18 dando un calcio alla dignità dei lavoratori, ma aprono la strada ai campi rom a Fiumicino. Ecco come Pd e Sel aiutano i più deboli - dichiarano i consiglieri comunali Mauro Gonnelli e William De Vecchis -. La decisione della maggioranza di silurare l’ordine del giorno presentato dall’opposizione per evitare che a Fiumicino, a seguito del bando emanato dalla Prefettura, vengano individuate aree da adibire a centri di accoglienza è di una irresponsabilità unica".

    "Invece di tutelare i residenti di Fiumicino, indistintamente dalla loro nazionalità, evitando che il nostro Comune venga trasformato da qui a breve in un centro di accoglienza, si è preferiti agevolare chi su queste strutture lager ci lucra e si arricchisce - concludono Gonnelli e De Vecchis -. Siamo contrari ai campi nomadi, contrari ai campi rom. Contrari a questo perbenismo. È la prima volta che un documento così forte e coraggioso viene presentato in un Consiglio comunale e ci fa piacere che il M5S, pur con considerazioni diverse, abbia deciso di appoggiarlo con il suo voto favorevole".


      

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  13. http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/17/rom-buonanno-lancia-lesercito-del-sindaco-manganello-per-chi-sgarra/1117624/

    17 Aprile 2015

    Rom, Buonanno lancia l'esercito del sindaco: "Manganello per chi sgarra".
    Il leghista: "Il mondo senza rom sarebbe un mondo migliore, saremmo tutti più tranquilli". E tuona: "Sono la feccia della società".

    Sergio Rame

    "Il mondo senza rom sarebbe un mondo migliore, saremmo tutti più tranquilli". Ai microfoni della Zanzara su Radio 24, Gianluca Buonanno torna a gambatesa sulla polemica che la scorsa settimana ha travolto Matteo Salvini per aver detto che vorrebbe "radere al suolo" tutti i campi nomadi. L'europarlamentare leghista, che è anche primo cittadino di Borgosesia, rilancia e annuncia di voler formare "l'esercito del Sindaco, con volontari armati di manganello". "Se uno sgarra - avverte - è pronto il manganello". "Metterei la firma per Italia libera dai rom", aggiunge ancora ai microfoni l'esponente del Carroccio spiegando che, nonostante le forze dell’ordine facciano ancora difficoltà a tener sotto controllo la situazione, "la gente vuole sicurezza".

    Durante la puntata della Zanzara, Buonanno non ha parlato soltanto di rom ma si è soffermato anche sulle recenti polemiche legate alla sentenza della Corte di Strasburgo sugli scontri alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. L'esponente leghista ci tiene subito a chiarire che difendo la polizia, anche sull’irruzione alla Diaz. "Hanno fatto bene a fare l’irruzione - tuona - non si sapeva cosa ci fosse dentro, le manganellate, se le hanno date, ci sarà stato un motivo. Avranno fatto - dice dei feriti - cose che non dovevano fare. Non erano tutti dei santi. Icentri sociali e i No Tav sono come i rom: la feccia della società, tirano pietre e bombe carta". E ancora: "Non credo che nessun poliziotto si metta ad aggredire uno tranquillo che dorme e gli tira delle stangate. Io non ci credo".

    In chiusura di trasmissione, infine, Buonanno fa pure una "dedica" anche per Carlo Giuliani: "Le scuse non si devono dare. Siamo riusciti a dedicare una sala in Parlamento a questa persona, Giuliani. È il padre che si deve scusare per quello che ha fatto il figlio. Io mio figlio - dice a proposito del giovane morto nel corso degli scontri - non lo avrei fatto uscire di casa fino alla maggiore età".




    Commenti


    tex 103
    caro Buonanno,tu dici quello che il 99% degli Italiani pensano e dicono.Sei un Grande!.Chissà poi xchè in Televisione,in Radio e sui vari social vegono intervistati e sentiti solo le onlus,le caritas e i vari :nessuno tocchi Caino,e dulcis in fundo,l'immancabile Don che ci fa la romanzina su quanto siamo brutti cattivi Razzisti e .......li mortacci sua...!!!!!!!!


    elpaso21
    Non si potrebbe "almeno" fare rispettare la legge nel vero senso del termine, avere una polizia professionale e decisa, e tenere i malviventi in galera fino ad estinzione pena?


    igiulp
    Caro Rame. Di travolto non c'è stato nessuno. Solo dei cerebrolesi hanno volutamente sfruttato a modo loro le parole di Salvini che tutte le persone dotate di raziocinio hanno invece ben capito.

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  14. Il Perego è a capo di una coop mafiosa tipo alla Buzzi/Odevaine che campa speculando sulla immigrazione e sulla pelle degli italiani che da veri coglioni attaccano casapound e leganord tacciandoli ingiustamente di razzismo ed islamofobia. Questi sinistrati decerebrati non hanno ancora capito che la Patria sta affondando come e peggio di un barcone. Quando il governo italiano avrà dichiarato fallimento e il si salvi chi può sono proprio i Perego che sapranno salvarsi mentre il barcone Italia affonda e se ne fotteranno dei cristiani che affogheranno visto che lui è ormai islamizzato con ancora indosso la tunica cattolica che gli serve per il suo business.
    Il DEMONIO possiede le menti ed i cuori dannati del Perego e di tutti gli affaristi immigrazionisti e vedranno il fuoco dell'INFERNO quando creperanno e spero proprio il più presto possibile.




    http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/18/il-monsignore-come-la-boldrini-cristiani-uccisi-dai-musulmani-non-enfatizzerei-dato-religioso/1117683/


    18 Aprile 2015

    Il monsignore come Boldrini: "Cristiani uccisi dai musulmani, non enfatizzerei dato religioso".
    Dopo Boldrini anche monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes, minimizza la tragica e allarmante vicenda dei cristiani uccisi in mare dai musulmani: "Non enfatizzare dato religioso". Perché non ammette la realtà?

    Matteo Carnieletto

    Ne ha di coraggio monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della cooperativa Migrantes, per affermare che i cristiani uccisi lo scorso 14 aprile in pieno Mediterraneo siano stati fatti fuori semplicemente a causa del "terribile dramma della disperazione e della miseria umana". Se i musulmani hanno deciso di eliminare quelle 12 persone e di lasciar perdere le altre è semplicemente perché, per un musulmano, la vita di un infedele vale molto di meno di quella di un seguace dell'islam, come del resto recita il Corano: "Uccideteli ovunque li incontriate", così per citarne una caso.

    Perché è vero che questi omicidi possono essere il frutto della disperazione e della miseria. Ma perché minimizare quando si tratta di omicidi religiosi? Forse un monsignore dovrebbe pensare che ci troviamo di fronte a dei martiri, uccisi in odium fidei? Perché un uomo di Chiesa non riesce a guardare più in là dell'umano e vedere oltre alla miseria e alle guerre?

    Giustamente monsignor Perego fa notare che "solo 6 Paesi su 28 accettano i richiedenti asilo. Mentre l'Italia è costretta ad accogliere un numero spropositato di persone". Chi sono allora i fessi? Noi italiani o chi, invece, cerca di salvaguardare la propria terra? E non ci si può nemmeno arrabbiare con quelle regioni del Nord "dove oggi viene accolta una persona ogni duemila abitanti". Anzi: forse sono proprio queste regioni ad aver compreso davvero cosa significhi aiutare un immigrato. Se arrivano, poniamo, 10mila immigrati in pochi giorni, come del resto sta succedendo proprio in queste settimane, non si potrà mai dare loro quella dignità che lo stesso monsignore chiede. Il motivo è presto detto: l'Italia non è, piaccia o non piaccia, in grado di farlo.

    E ce ne vuole per minimizzare dicendo che quelli relativi agli sbarchi di questi giorni "sono numeri ancora insignificanti". Quanti morti, questi sì causati dalla disperazione, ci sono stati perché i migranti hanno capito che l'Italia è il Paese del Bengodi e che quindi sono disposti a tutto, anche a rischiare la pelle, per arrivarci. E non vale dire: "Sì, ma anche noi siamo stati immigrati". Una verità sacrosanta, per carità. Ma l'America dell'Otto e del Novecento non era l'Italia di Renzi: prima di poter metter piede sul continente si doveva passare una trafila incredibile di procedure e di controlli. A volte umilianti. Era questo che l'America chiedeva a ogni immigrato: sii un buon cittadino, sano e con voglia di lavorare. Ed è questo che l'Italia non osa più chiedere. Preferisce accogliere. O meglio farsi invadere.

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  15. http://voxnews.info/2015/04/17/minacce-contro-lega-a-pisa-vi-facciamo-saltare-in-aria/




    SOVRANITÀ POTRÀ ARGINARE IL DEGRADO TOTALE....

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  16. http://m.chietitoday.it/cronaca/immigrati-chieti-di-primio-commenti.html


    19 aprile 2015

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  17. http://m.chietitoday.it/cronaca/immigrati-chieti-di-primio-commenti.html


    Migranti a Chieti, Di Primio scrive di nuovo al Prefetto.

    Per l'attuale sindaco è necessario "restituire ai cittadini la necessaria serenità". Intanto dopo la protesta CasaPound Chieti prende le distanze da qualsiasi ipotesi di 'alleanza politica' con il primo cittadino.

    19 aprile 2015

    Mentre dalla Prefettura smentiscono l'arrivo dei venti profughi teatini previsto per mercoledì scorso, quando il sindaco Di Primio, alcuni suoi sostenitori e gli esponenti di CasaPound hanno occupato l'ingresso degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista, il primo cittadino scrive di nuovo al prefetto chiedendo di farsi garante dell'opera delle Forze di Polizia per "restituire ai cittadini la necessaria serenità".
    "La prego di comprendere il mio gesto di mercoledì scorso - scrive Umberto Di Primio - teso esclusivamente a difendere la città e i teatini scorso". E ribadisce che "il dovere morale di assistere chi fugge da povertà e guerre deve farsi senza compromettere l'equilibrio e la sicurezza sociale della comunità".
    E a sostegno di Di Primio arriva anche Smeraldo Ricciuti, segretario provinciale del sindacato Diccap-Confsal. “Il presidente dell’Organismo Straordinario del San Giovanni Battista, Dario Recubini, deve smetterla di terrorizzare il personale operante nelle Case di Riposo paventando che 'a causa della mancata accoglienza dei bisognosi stranieri', il personale rischia di non percepire gli stipendi alla fine del mese. Invece si attivasse concretamente per riscuotere i crediti che l’Ente vanta dall’Asl di Chieti e chiudesse i contenziosi con la stessa per la riscossione delle rette dovute” dichiara auspicando che la struttura continui a occuparsi solo di assistenza agli anziani..........
    CasaPound Chieti ribadisce che pur avendo condiviso la protesta contro il centro di accoglienza in piazza Garibaldi, non c’è nessuna ‘alleanza politica’ con il sindaco Di Primio, come qualcuno in città avrebbe riportato.
    “I nostri unici alleati sono i cittadini di Chieti- ribadisce Francesco Lapenna, responsabile CasaPound per la città di Chieti - la protesta contro la trasformazione della struttura assistenziale ‘San Giovanni Battista’ in un centro di accoglienza per immigrati irregolari è stata una battaglia civica trasversale agli schieramenti politici. Pur rispettando Di Primio, la sua appartenenza al Nuovo Centrodestra, partito di governo alleato del premier Renzi e compartecipe di scelte politiche che giudichiamo in maniera assolutamente negativa rende impossibile da parte nostra qualsivoglia collaborazione sul piano politico”. 






     1 Commento

    andrea
    Portiamo tutti gli immigrati previsti per Chieti a casa del buon Luigi Febo..... grazie Febo prenditeli tutti tu i tuoi amici immigrati... grazie ...



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  18. http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2015/04/17/news/recubini-io-non-mi-fermo-e-il-comune-paghi-i-debiti-1.11253660


    18 aprile 2015


    CHIETI. Con una lettera inviata al prefetto Rocco de Marinis, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio 
    annuncia di non voler fare il capro espiatorio a responsabilità di livelli istituzionali superiori e chiede al rappresentate dello Stato sul territorio di farsi garante dell'opera delle Forze di Polizia per "restituire ai cittadini la necessaria serenità". Se emergenza non c'era, insomma, emergenza immigrati dev'esserci comunque secondo il primo cittadino di Chieti.
    Il presidente Recubini dice:
    «Gli Istituti Riuniti hanno un debito strutturale di 2 milioni e perdono 487 mila euro l’anno», dice, «in più proprio il Comune ci deve dare 250 mila euro e qualche settimana fa ce ne ha versati 10mila. Io faccio l’amministratore di una struttura pubblica e mi devo occupare dei 120 ospiti e degli stipendi per il personale che non posso pagare. La Asl non mi dà contributi perché la struttura non è adeguata a ospitare, chi mi deve pagare non mi paga.

    Il sindaco Di Primio oggi ha scritto al prefetto chiedendo di sventare questa possibilità da parte degli Istituti Riuniti. Ecco la lettera. "Eccellenza, innanzitutto La prego di comprendere il mio gesto dello scorso mercoledì, teso esclusivamente a difendere la mia città e i teatini. Non è più tollerabile che oggi i sindaci siano diventati il capro espiatorio di qualsiasi problema che investe il nostro territorio, parafulmini di tutte le inefficienze le cui responsabilità va, senz'ombra di dubbio, cercata altrove, tra gli alti livelli istituzionali. Le ribadisco quanto evidenziatoLe nella mia dello scorso 7 aprile ; è per tutti noi un dovere morale assistere chi fugge dalla povertà, dalle violenze e dalle guerre, ma deve farsi senza compromettere la sicurezza e l'equilibrio sociale della nostra comunità. Un equilibrio reso già molto labile dalle tante problematiche che, nostro malgrado, da diversi anni affliggono le nostre comunità e che, come sarebbe potuto accadere con l'arrivo presso la sede degli Istituti Riuniti di 18 migranti pochi giorni addietro, rischia seriamente di rompersi. Pur comprendendo quanto viene Lei chiesto da rappresentante dello Stato sul territorio, La invito a farsi garante dell'impegno massimo, nella nostra Città, dell'opera di vigilanza delle Forze dell'Ordine, così da restituire ai cittadini  la necessaria serenità".
    Quello che ruota dietro l'ospitalità dei migranti è solo un buon affare economico per istituti pubblici o privati (l'ospitalità viene pagata bene dallo Stato e dall'Europa . Il presidente della San Giovanni Battista, ad esempio, ricorda che a vincere la gara della Prefettura è stata una cooperativa gestita da romani e napoletani che offre 330 posti e in un anno incamera 4 milioni di euro.

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  19. http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2015/04/18/news/caso-profughi-blitz-di-d-alfonso-all-ipab-1.11262820

    18 aprile 2015


    CHIETI. Di Stefano va in soccorso di Umberto Di Primio,Luciano D’Alfonso e Recubini.
    Il primo ha convocato i giornalisti alle 10,45 di oggi. Il secondo sarà a Chieti alle 15 per incontrare il presidente della casa di riposo. La politica mette le toppe all’emergenza profughi. Fonte governativa autorevole fa sapere che, tre giorni fa, 18 clandestini sono davvero giunti a Chieti accolti da altri e togliendo le castagne dal fuoco alla prefettura che improvvisamente si è trovata di fronte al garibaldino Di Primio, sceso appunto in piazza Garibaldi con CasaPound per respingere “l’invasione” nell’ex Ipab di Recubini. L’azione del sindaco, approvata da una consistente fetta di città, ha creato un problema d’ordine pubblico che, al 99%, farà escludere la casa di riposo dalla lista delle 7 tra società, associazioni e onlus che si sono rese disponibili ad accogliere profughi, per 35 euro al giorno, dirottati in provincia di Chieti. La stessa fonte spiega che la situazione arrivi è imprevedibile. Che i posti disponibili nel Chietino sono 400 e che, se non dovessero bastare, in vista degli arrivi della prossima settimana, saranno requisiti anche da noi immobili, come ha già annunciato il prefetto di Teramo. Ciò che manca è la collaborazione di alcuni sindaci preoccupati più del consenso e dei voti che di affrontare istituzionalmente gli effetti dell’esodo biblico. Il prefetto non può fare appelli. Ma un messaggio dev’essere arrivato a Di Primio che ieri gli ha scritto questa lettera: «Eccellenza non è più tollerabile che oggi i sindaci siano diventati il capro espiatorio di qualsiasi problema che investe il nostro territorio, parafulmini di tutte le inefficienze le cui responsabilità va, senz'ombra di dubbio, cercata altrove, tra gli alti livelli istituzionali. E’ per tutti noi un dovere morale assistere chi fugge dalla povertà, dalle violenze e dalle guerre, ma deve farsi senza compromettere la sicurezza e l'equilibrio sociale della nostra comunità. Un equilibrio reso già molto labile dalle tante problematiche che, nostro malgrado, da diversi anni affliggono le nostre comunità e che, come sarebbe potuto accadere con l'arrivo negli Istituti Riuniti di 18 clandestini, rischia seriamente di rompersi. La invito a farsi garante dell’impegno massimo, nella nostra Città, dell'opera di vigilanza delle Forze dell'Ordine, così da restituire ai cittadini la necessaria serenità».......

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  20. http://www.abruzzoweb.it/contenuti/profughi-a-chieti-di-primio-dice-no-e-fa-il-muro--protesta-davanti-ingresso-ex-case-di-riposo-/567579-4/


    18 aprile 2015

    PROFUGHI A CHIETI, DI PRIMIO DICE NO E FA IL MURO. PROTESTA DAVANTI INGRESSO EX CASE DI RIPOSO SUPPORTATO DA CASAPOUND.

    Arianna Iannotti

    CHIETI - Il sindaco di Chieti Umberto Di Primio ha occupato l’ingresso delle ex case di riposo per sbarrare l’ingresso agli extracomunitari in arrivo anche nel capoluogo teatino.
    Alla notizia trasmessa dalla Prefettura di un nuovo “contingente” di 20 profughi destinato a Chieti, una barriera umana è stata creata all’ingresso delle ex case di riposo, ora Istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista”.
    I manifestanti hanno esposto un mega striscione con scritto “No al centro d’accoglienza”.
    Il riferimento è al fatto che la direzione del “San Giovanni Battista” aveva aderito al bando della prefettura che cercava strutture idonee per alloggiare gli extracomunitari, suscitando non poche polemiche in città.
    A reggere lo striscione, insieme agli attivisti della sezione teatina di Casapound, c’era anche il sindaco Di Primio, che aveva già detto in tutti i modi che non voleva che i profughi alloggiassero nella centralissime struttura teatina.
    “I profughi non verranno ospitati all'interno degli Istituti riuniti 'San Giovanni Battista' di Chieti - ha detto il sindaco - Né ora, né in futuro, gli Istituti riuniti si trasformeranno in centro di prima accoglienza o in centro di accoglienza per immigrati”.
    “È bastata questa azione - ha concluso Di Primio - per scongiurare oggi l'arrivo dei profughi. Il presidente Dario Recubini nominato dal presidente della Regione Abruzzo,Luciano D’Alfonso, faccia le sue strategie di accoglienza altrove”.
     








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  21. http://m.abruzzo24ore.tv/news/Blocco-anti-migranti-di-Di-Primio-e-Casa-Pound-aspre-critiche-dalle-opposizioni/155932.htm




    LA MAFIA PIDDINA SI FA AVANTI X BUSINESS. .!!!

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  22. http://www.quiquotidiano.it/?p=61132



    Chieti. Blitz di BLOCCO STUDENTESCO appartenente a Casapound in aula di Provincia.

    aprile 18th, 2015

    Breve occupazione dell’aula consiliare della Provincia di Chieti, stamani, da parte di un gruppo di studenti appartenenti all’associazione studentesca legata al movimento CasaPound Italia. Dalla finestra è stato fatto sventolare il Tricolore e uno striscione con scritto ‘Basta crolli nelle scuole’. “Abbiamo compiuto questo gesto simbolico – fa sapere con una nota il Blocco Studentesco Chieti – per lanciare un forte segnale contro il degrado in cui gli edifici scolastici versano in Provincia".

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  23. http://m.ilmessaggero.it/ABRUZZO/immigrazione_di_primio_chieti/notizie/1298001.shtml


    Immigrazione: Di Primio "occupa i cappuccini, no profughi a Chieti. CasaPound col sindaco.

    18 Aprile 2015



    CHIETI - «Mai profughi all'interno degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti». Lo ha detto il sindaco, Umberto Di Primio, che ha occupato l'ingresso della struttura. L'iniziativa è scattata quando il primo cittadino ha avuto notizia dell'arrivo di una ventina di immigrati. «Ho deciso di venire qui - ha detto Di Primio - e occupare insieme ad alcuni cittadini l'ingresso dei 'Cappuccinì. È bastata questa azione per scongiurare l'arrivo oggi di questi immigrati, ma questo varrà sempre. Non accetterò nè ora e nè in futuro che i 'Cappuccinì si trasformino in un centro di prima accoglienza o comunque in un centro di accoglienza per gli immigrati. C'è una scuola vicino, siamo in pieno centro storico, ci sono qui dentro lavoratori che devono capire come andare avanti con il loro lavoro, e quindi - ha sottolineato Di Primio - non è possibile nè pensabile che questa struttura venga a pezzi svenduta per diventare il luogo di accoglienza degli immigrati». All'occupazione presenti, oltre al sindaco che l'ha promossa, una settantina di persone, tra cui dipendenti delle Case di riposo e numerodi esponenti di Casapound Chieti.

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  24. http://www.primadanoi.it/news/cronaca/558648/Istituti-riuniti-Chieti---il.html


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  25. http://www.cityrumors.it/notizie-chieti/politica-chieti/124163-chieti-febo-critica-il-presidio-di-di-primio-contro-laccoglienza-di-profughi.html



    19 APRILE 2015



    A FEBO GLI RODE IL CHICCHERINO.
    MA CHI CACCHIO SI CREDE PER ERGERSI A CENSORE SOCIALE. ..
    MA VADA A INFILARSI IN UN CENTRO CLANDESTINI CHE È IL LUOGO GIUSTO PER LUI..!!!!!!


    Viva ""casapound"" e ""sovranità prima gli italiani"".

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  26. http://www.ansa.it/abruzzo....


    Immigrazione: Casa Pound, Prefetto Chieti torni sulle sue decisioni.

    18 aprile 2015

    (ANSA) - CHIETI --CasaPound con una cinquantina di aderenti ha partecipato all'iniziativa col sindaco Di Primio per bloccare arrivi di clandestini all'Ipab di Chieti.

    ''Riteniamo profondamente sbagliata la decisione del Prefetto, compiuta ignorando le autorità comunali ed il sentimento della cittadinanza, di individuare il San Giovanni Battista come luogo preposto all'accoglienza dei richiedenti asilo - afferma in una nota Francesco Lapenna, responsabile Casa Pound per la città di Chieti. Il San Giovanni Battista infatti, non possiede i mezzi necessari per garantire un adeguato servizio di accoglienza.
    Inoltre, la vicinanza della struttura ad un istituto elementare, è motivo di forte apprensione per i genitori dei piccoli studenti. Dopo la protesta di questa mattina - prosegue Lapenna - abbiamo saputo che gli immigrati sono stati momentaneamente allontanati dal centro storico della Città di Chieti per essere ospitati in via temporanea in un'altra località. Auspichiamo ora che il Prefetto, tenendo conto anche dell'opposizione delle autorità e della cittadinanza, ritorni sulle sue decisioni, nella speranza che anche le autorità nazionali, da cui il Prefetto dipende e che pianificano l'accoglienza a livello nazionale, preso atto della situazione disastrosa ed insostenibile che si sta delineando in tutta Italia, ripensino in maniera radicale l'intera politica migratoria''. (ANSA).
       


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  27. http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/03/16/immigrazione-salvini-chiudere-cara_6af68c89-f36d-412f-a25b-170c3dc5e0be.html


    Immigrazione: Salvini, chiudere Cara.
    Leader Lega, navi militari per difendere i confini.

    MINEO (CATANIA)

    16 marzo 2015

    Ribadisce la linea dura sul fronte dell'immigrazione il leader leghista Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio ha visitato il centro di accoglienza di Mineo in Sicilia sul quale le procure di Caltagirone e Catania hanno aperto un'indagine.

    "Per me - ha attaccato -  questo centro va chiuso domani e bisogna mettere le navi militari per difendere i confini". "Non è normale che la Sicilia - ha aggiunto - che ha un tasso di disoccupazione altissimo faccia arricchire qualcuno con il business dell'immigrazione. La Sicilia deve trovare lavoro ma non sulla pelle dei nuovi schiavi". Vista la vicenda, sulla quale indagano due procure, "Renzi e Alfano si dovrebbero dimettere". "O vanno in Parlamento a spiegare date e soldi - ha aggiunto - o, più che Alfano che è il burattino, il premier deve lasciare perché sull'immigrazione non dice una parola invece deve spiegare da come e da chi sono spesi i soldi. Il premier deve rispondere personalmente di questa vergogna", ha proseguito Salvini.

    "Gli immigrati che scappano dalla povertà, dalla guerra vera, sono i miei fratelli e vanno accolti". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, prima di una visita al Cara di Mineo. "La maggioranza di extracomunitari, però, che arriva come immigrato clandestino - ha aggiunto - va riportata a casa sua: la solidarietà a spese degli italiani è finita. I razzisti sono quelli che usano i 4 mila migranti del Cara di Mineo per fare i soldi".

    "Le operazioni Triton e Mare Nostrum - ha detto ancora - sono delle porcherie. Con un business stanno cercando di sostituire popoli con altri popoli". Secondo Salvini la soluzione è "il piano dell'Onu: organizzare in Nord Africa centri di accoglienza e riconoscimento". "C'è arrivata l'Unione Europea - ha concluso - ci può arrivare anche il premier Renzi". 
    Proteste davanti al centro, anche mutande verdi con scritta 'Matteo stai sereno' - "Il Cara dà lavoro", "No, è un problema per la Sicilia e va chiuso". Sono i temi del confronto acceso tra gruppi che hanno idee contrapposte sul futuro del Centro accoglienza richiedenti asilo di Catanese che si contrappongono davanti la struttura dove si è recato in visita il leader della Lega. I contendenti sono separati da polizia e carabinieri, ma non ci sono stati scontri. Soltanto forti contrapposizioni verbali con urla e slogan a favore o contro il Cara e Salvini. Alcuni dei contestatori hanno esposto delle mutande verdi tenendo in mano dei manifesti con la scritta 'Matteo stai sereno'. Davanti il Cara di Mineo ci sono anche dei sostenitori del leader della Lega che espongono striscioni e manifesti con la scritta 'Noi con Salvini'.

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  28. http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2015/04/15/immigrati-di-primio-occupa-cappuccini_63b46c72-91e5-45b0-98ff-747490b50be5.html

    Immigrati, Di Primio occupa 'Cappuccini'.
    Iniziativa con numerosi militanti di Casapound Chieti

    18 aprile 2015


    (ANSA) - CHIETI "Mai profughi all'interno degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti". Lo ha detto il sindaco, Umberto Di Primio, che ha occupato l'ingresso della struttura. L'iniziativa è scattata quando il primo cittadino ha avuto notizia dell'arrivo di una ventina di immigrati. "Ho deciso di venire qui - ha detto - e occupare insieme ad alcuni cittadini l'ingresso dei 'Cappuccini'. È bastata questa azione per scongiurare l'arrivo oggi di questi immigrati, ma questo varrà sempre. Non accetterò né ora e né in futuro che i 'Cappuccini' si trasformino in un centro di prima accoglienza o comunque in un centro di accoglienza per gli immigrati. C'è una scuola vicino, siamo in pieno centro storico, ci sono qui dentro lavoratori che devono capire come andare avanti con il loro lavoro, e quindi - ha sottolineato Di Primio - non è possibile né pensabile che questa struttura venga a pezzi svenduta per diventare il luogo di accoglienza degli immigrati". All'occupazione presenti, oltre al sindaco che l'ha promossa, una cinquantina di persone, tra cui anche dipendenti delle Case di riposo ed esponenti di Casapound con Lapenna responsabile di Chieti.

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  29. http://www.ilgiornaleditalia.org/news/cronaca/864579/Vogliono-i-documenti--immigrati-assaltano.html


    19 aprile 2015


    Pretendevano il rilascio del permesso di soggiorno. Per questo un gruppo di immigrati, ospite nel centro “Sprar” di contrada Poggio di Conte, a Favara (Agrigento), ha assalito la locale caserma dei carabinieri. Il bilancio è di tre arresti per aggressione nei confronti dei militari e di sette denunciati.
    L’episodio è avvenuto nella mattinata di venerdì, quando il gruppo si è recato presso la Caserma dell’Arma di via Olanda iniziando ad inveire contro i Carabinieri.
    La situazione è degenerata tanto da dover chiedere l’intervento dei Carabinieri di Agrigento: gli stranieri con violenza hanno forzato l’accesso alla caserma scagliandosi contro i carabinieri a calci e sputi.
    Motivo? Gli immigrati sostengono di essere in attesa di potere definire la propria posizione di rifugiati da più di un anno.  
    Gli stranieri già nei giorni scorsi avevano chiesto con violenza il rilascio di documenti e riconoscimento dello status di rifugiati. Ma i tempi della burocrazia non hanno permesso agli operatori del centro di dare risposte certe e celeri.
    Di lì la scelta di una ventina di extracomunitari di assaltare la Caserma. Tre  di loro, due ventiduenni  e uno di 36enne, sono stati arrestati e si trovano nelle camere di sicurezza della Tenenza, in attesa della direttissima. Altre sette sono stati invece denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento. L'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale.Sono tutti ospiti di una struttura ricettiva ubicata sulla strada a penetrazione agricola tra Favara e Castrofilippo, gestita dalla “Omnia Accademy”, fino a qualche anno fa adibita a sala ristorante.
    L’episodio è stato duramente condannato dal candidato a Sindaco di Agrigento Marco Marcolin che, come  riporta il sito locale ‘Agrigento web’,  non ritiene giustificabile la condotta di chi viene in Italia non intenzionato a rispettare le nostre leggi e a mettere a rischio sia la sicurezza pubblica che quella delle nostre forze dell’ordine. “Tra le altre cose – aggiunge il candidato di “Noi con Salvini”- mi permetto di criticare l’operato dei gestori dei centri di accoglienza che dovrebbero curare la vigilanza ed effettuare maggiori controlli sugli spostamenti e sui comportamenti dei migranti a loro affidati”.
    Come ricorda sempre il sito locale infatti non è la prima volta che a Favara si verificano fatti del genere: a settembre, in piazza Giglia, ha avuto luogo una maxi rissa tra gruppi di extracomunitari con il bilancio di quattro feriti. Una paio di settimane fa a suscitare scalpore era stata la scelta di alcuni immigrati che si erano rifiutati di essere alloggiati nel comune di Corleone, perché troppo isolato, e dopo un braccio di ferro con la Prefettura aveva chiesto ed ottenuto il trasferimento a Palermo. Un episodio che aveva fatto insorgere il sindacato di polizia Consap.  “Quello che è successo ha dell’incredibile – aveva commentato Igor Gelarda, dirigente nazionale e segretario provinciale palermitano del sindacato di polizia Consap – Mentre lo Stato risparmia per ogni cosa che riguarda la sanità, l’istruzione e la sicurezza in particolare, mi pare che per i migranti non ci sia crisi. Senza contare che poliziotti e carabinieri, piuttosto che essere impegnati nelle normali attività di controllo del territorio, hanno dovuto vigilare questo gruppo, come se fossero dei ragazzi discoli che hanno deciso di fare le bizze. E che alla fine l’hanno avuto vinta. E nel frattempo ci sono palermitani senza casa che vivono per strada, in auto, o in alloggi di fortuna”.Insomma le forze dell’ordine sembra siano ormai costrette a subire le scelte degli immigrati che, neppure sbarcati, pretendono e niente doveri.

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  30. http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/cronaca/2015/04/17/news/il_procuratore_di_palermo_francesco_lo_voi_mai_visto_tanto_odio_religioso_questi_arrivi_pericolosi_per_l_italia_-112178765/




    Il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi: "Mai visto tanto odio religioso, questi arrivi pericolosi per l'Italia".


    di ROMINA MARCECA

     
    ore 17.35 del 17 aprile 2015

    PALERMO - "È un fatto davvero terribile quello che è accaduto in mare nel Canale di Sicilia. Certo, se quello che emerge dalle prime indagini e dai racconti sei superstiti dovesse essere accertato, tutto questo getterebbe una luce nuova, particolare sulla pericolosità di certi arrivi. Non fosse altro perché è la prima volta che questo accade ".
    È cauto, come suo costume, il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Ma le sue prime osservazioni sull'ultimo orrore dell'emergenza immigrazione alzano il livello d'allarme.
    Signor procuratore, è un episodio che vi preoccupa? Il fanatismo religioso che prevale sulla solidarietà anche tra migranti è un elemento nuovo.
    "Assistiamo a diversi massacri in giro per il mondo, se da adesso dovessero avvenire anche negli arrivi via mare significherebbe aggiungere sofferenza a sofferenza, tragicità a tragicità. Certo, se le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti troveranno riscontro, sarebbe un fatto gravissimo. Fino a ora i migranti sono stati vittime delle organizzazioni di trafficanti, degli scafisti senza scrupoli che li ammassano su imbarcazioni non in grado di affrontare il mare. Lo scontro religioso che avrebbe fatto queste vittime apre uno squarcio senz'altro sconcertante".
    Ai quindici arrestati è stato contestato il reato di omicidio plurimo aggravato dall'odio religioso. Un'accusa pesante e una novità anche per le Dda siciliane che hanno istituito dei pool che indagano sui reati di terrorismo e immigrazione.
    "L'inchiesta è ancora alle prime battute. Gli arrestati sono stati sentiti più di una volta, anche in carcere. E anche i loro accusatori sono stati riascoltati dai magistrati che compongono il pool che si occupa di immigrazione. Ancora abbiamo molto da lavorare per ricostruire esattamente come sono andate le cose".
    Lei ha parlato di "pericolosità" di certi arrivi. Fino ad ora tutti hanno escluso che tra i profughi possano infiltrarsi elementi delle organizzazioni terroristiche. Anche lei è d'accordo?
    "Sì, non abbiamo alcun elemento, allo stato, che possa farci ritenere ciò".
    I migranti che arrivano sulle nostre coste sono in maggioranza nelle condizioni di chiedere asilo politico, in fuga da guerre e persecuzioni. Ritiene che qualcosa stia cambiando?
    "Seguiamo con grande attenzione le evoluzioni e soprattutto i sistemi di arrivo degli immigrati. Il nostro lavoro di monitoraggio si basa sulle informative che ci arrivano da chi lavora sul territorio. Siamo in continuo contatto anche con le altre procure, soprattutto con quella di Catania".
    L'orrore dell'episodio di oggi ha rilanciato la polemica politica sull'accoglienza.
    "Noi ci limitiamo a perseguire i reati, non ci occupiamo di dibattiti politici ".









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  31. http://voxnews.info/2015/04/20/la-carica-dei-101-hotel-che-ospitano-i-profughi-a-spese-nostre-diffondi-la-mappa/





    PASSAPAROLA. ........

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  32. http://palermo.blogsicilia.it/naufragio-la-protesta-di-casa-pound-croci-e-striscione-contro-ue/294131/



    Naufragio, la protesta di Casa Pound: decine di croci e striscione contro Ue.


    20 aprile 2015



    Decine di croci in mare e uno striscione che recita “700 vittime, mandante l’UE”: è l’azione di ieri notte dei militanti di Casa Pound Italia al Foro Italico “per protestare contro chi a Bruxelles versa lacrime di coccodrillo fregandosene, poi, di trovare una soluzione definitiva al problema”.

    “Risulta incredibile che il fenomeno dell’immigrazione massiva e incontrollata non desti alcun interesse nell’Unione Europea – afferma in una nota CasaPound – in Italia, al contrario, fa particolarmente gola alle cooperative rosse e bianche passate negli ultimi mesi alla cronaca, sempre alla ricerca di disperati per intercettare quei fondi destinati alla gestione dell’emergenza migranti”.
    Secondo Casa Pound “chi predica l’apertura delle frontiere continua inevitabilmente a promuovere un’attività redditizia che nulla ha a che fare con un disinteressato spirito di accoglienza e che, illudendo masse di disperati, finisce per provocare vere e proprie stragi nel mediterraneo”.


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  33. http://palermo.blogsicilia.it/la-multinazionale-dei-viaggi-della-morte-accetta-la-postepay/294117/



    La multinazionale dei viaggi della morte accetta la postepay.


    20 aprile 2015




    A ciascun migrante pronto a partire per le coste italiane assegnava un numero che consentiva ai “cassieri” della banda di sapere con assoluta precisione chi avesse pagato per i “servizi” resi dall’organizzazione criminale. Non lasciava nulla al caso l’etiope Ermias Ghermay, tra i capi della rete transnazionale di trafficanti di uomini sgominata dalla polizia.
    L’indagine, condotta dallo Sco e dalle Mobili di Palermo e Agrigento, è stata coordinata dal procuratore del capoluogo siciliano Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Maurizio Scalia e dai pm Geri Ferrara e Claudio Camilleri.
    I pagamenti delle prestazioni assicurate dai trafficanti - l’esborso per il viaggio verso l’Italia e la gestione clandestina della permanenza nel nostro Paese fino al trasferimento nel nord Europa, meta finale dei migranti, avvenivano in contanti, tramite postepay o servizi di trasferimento monetario come Western Union, ma anche per mezzo della cosiddetta Hawala, un metodo i pagamento a distanza antico, tipico del mondo arabo, che ora si avvale di moderne  tecnologie.
    La trasmissione dell’ordine di pagamentoavviene via telex o internet, è quasi impossibile da intercettare, può essere confermata per telefono, aggira i canali ufficiali, non lascia tracce ed è quindi un mezzo spesso usato per il riciclaggio di danaro sporco e di finanziamento di operazioni
    terroriste. Considerevole il volume di affari della banda scoperta che avrebbe gestito centinaia di migliaia di dollari.
    Dall’inchiesta è emerso che solo in alcuni mesi del 2014 sono stati una quindicina i viaggi organizzati. In tutto i trafficanti di uomini avrebbero gestito la traversata verso l’Italia di più di 5400 persone. Dalle indagini e’ emerso che per ciascun migrante l’organizzazione intascava tra i 1500 e i 2000 dollari.

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  34. http://palermo.blogsicilia.it/cosi-sia-in-nome-di-allah-cosi-il-trafficante-commentava-la-strage/294084/


    366 MORTI MA NESSUN RIMORSO O SCRUPOLO DA PARTE DELL'ISLAMICO RISPETTOSO DEL CORANO CHE COMMENTA AL TELEFONO LA STRAGE.



    20 aprile 2015



    “Inshallah!”, “se Allah vuole così sia”. Senza alcuno scrupolo commentava così il trafficante  etiope Ghermay Ermias al telefono con i suoi complici il drammatico esito dello sbarco del 3 ottobre 2013, quando 366 migranti persero la vita prima di riuscire a mettersi in salvo raggiungendo le coste dell’Isola di Lampedusa.

    Ermias è la figura centrale dell’inchiesta sulla banda internazionale di trafficanti di uomini duramente colpita nella notte. Le sue parole appaiono in tutta la loro drammaticità alla luce della nuova ecatombe di ieri. Il capo dell’organizzazione criminale che pianificava il traffico di essere umani tra l’Africa e l’Europa era già stato individuato diversi mesi fa ed era coinvolto nell’operazione “Glauco”, sempre della Dda di Palermo, del giugno 2014. Dalle intercettazioni dell’operazione precedente era emerso che una carretta del mare stipata di 
    ”disperati” poteva fruttare all’organizzazione criminale anche 1 milione di euro.
    Ogni migrante paga una cifra tra i 3000 e i 3600 dollari per attraversare il Mediterraneo. Il barcone naufragato ieri potrebbe aver fruttato, dunque,m all’organizzazione, una cifra variabile fra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni di euro.

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  35. http://m.larena.it/stories/379_citta/1139773_zaia_siamo_indisponibili_ad_accettare_altri_migranti/


    Zaia: «Siamo indisponibili ad accettare altri migranti»

    20/04/2015

    Luca Zaia domani ospite nelle redazioni de L'Arena, Telearena e Radioverona.


    «Il quadro che ci ha dato il prefetto, come ci aspettavamo, parla di nuovi immigrati che devono ancora arrivare. Ma la posizione della Regione è chiara: diciamo no e siamo totalmente indisponibili per una serie di motivi, a partire dal fatto che siamo una delle prime tre regioni d’Italia per incidenza di immigrati sul territorio, con 514.000 immigrati, pari all’11 per cento della popolazione, 42.000 dei quali senza lavoro».

    È la ferma posizione che ha espresso il presidente del Veneto, Luca Zaia, uscendo per primo dal tavolo di coordinamento convocato in prefettura a Venezia. «Ormai - prosegue Zaia - siamo al guado e le alternative possibili sono solo due: o andiamo a prendere i profughi nelle loro terre in sicurezza, ipotesi che scarto, o mettiamo dei blocchi navali e andiamo ad aiutarli lì, con campi profughi e tendopoli più rispettose, come sappiamo fare noi italiani». 

    Zaia ha quindi respinto l’ipotesi dell’uso delle caserme dismesse o di nuove tendopoli sul territorio italiano. «Ieri era il momento del lutto - ha spiegato Zaia - oggi qualche riflessione va fatta e diciamo no, perchè non ci vuole un Nobel per capire che, con le carrette del mare, si mette a rischio la vita dei cittadini. Il bilancio del 2014 parla di 3600 morti, quello dei primi mesi del 2015 di 23.350 arrivi e già di 1600 morti, per cui la chiusura, continuando così, a fine anno sarà ancor più disastrosa». 

    «La nostra condizione - conclude il presidente del Veneto - è semplice: diciamo no. E lo dicono anche l’Anci e molti sindaci che non appartengono al mio partito, oltre a qualche prefetto: siamo al muro contro muro. Noi abbiamo già dato e paghiamo lo scotto di un Governo che non ha fatto nulla, perchè è latitante e ha perso anche la grande occasione di portare a casa qualcosa con il semestre di presidenza europea».

    Legandolo alla necessità di portare aiuti ai profughi sui loro territori, il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha affrontato, all’uscita dalla prefettura di Venezia, anche il tema degli scafisti. «Il dramma dei barconi, come quello di ieri - ha detto - è che, dietro, c’è qualcuno che si arricchisce di milioni di euro, come hanno confermato le intercettazioni telefoniche. Renzi non può arrivare dopo l’ennesima tragedia e dire cose che abbiamo già detto da un paio d’anni. Se, in quei Paesi, passa l’idea che si può arrivare tranquillamente qui, l’esodo sarà biblico». «Piuttosto - ha proseguito Zaia - bisogna fare in modo che le carrette del mare non partano, lavorando con l’intelligence e i rapporti internazionali. È vero che la Libia è in totale caos, ma si può dialogare con le autorità in totale sicurezza. Mi rifiuto di credere, se l’Italia è credibile, che non sia possibile creare lì una zona franca, perchè le carrette non possono essere la soluzione».



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  36. http://m.larena.it/stories/Home/1139264_veneto_ondata_di_profughi_altri_700_lipotesi_caserme/


    20 aprile 2015

    Veneto, ondata di profughi Altri 700:ipotesi caserme.


    VERONA. È sempre più emergenza profughi: proprio oggi, ed era in calendario da tempo, all'indomani della tragedia del barcone affondato davanti alla Libia con almeno 700 vittime, è previsto in Prefettura a Venezia un vertice con tutti i 7 Comuni capoluogo: il prefetto veneziano Cuttaia ha convocato infatti in via urgente il tavolo di coordinamento regionale cui parteciperà anche il governatore Luca Zaia per trovare nuovi alloggi ai migranti in arrivo. Al Veneto infatti sono stati assegnati 700 profughi da distribuire sul territorio «rientranti nella quota», dice il prefetto, «a suo tempo assegnata a seguito delle intese intervenute in sede di Conferenza unificata del 10 luglio 2014».
    È necessario individuare quindi con la massima urgenza le soluzioni di alloggio, perché è previsto un massiccio arrivo di imbarcazioni, per un totale di quasi 6mila profughi.
    Sia il sindaco Flavio Tosi che il governatore Zaia nei giorni scorsi avevano alzato il muro dicendo che «non c'è più posto in Veneto: posti zero». E su questa linea si sono già espressi molti sindaci anche in altre province venete. Ieri il prefetto vicario di Padova, Pasquale Aversa, interpellato dai quotidiani a fronte delle proteste di molti sindaci della provincia, è stato molto chiaro: «I sindaci possono anche dire di no ma con questo non fermeranno gli arrivi dei profughi. Per ospitare i profughi siamo alla ricerca di luoghi demaniali, dello Stato, che non rientrano nelle competenze dei sindaci».
    L'ipotesi delle caserme è allo studio da tempo anche a Verona. Il prefetto Perla Stancari, a riposo dal primo aprile, aveva spiegato nel febbraio scorso che «ci vorrebbero delle strutture adatte e già pronte per l'accoglienza. Non possono essere caserme dismesse da troppi anni perché non abbiamo né il tempo né probabilmente le risorse per ristrutturarle. E già da mesi la Prefettura è in contatto con il ministero della Difesa «per vedere quali sono le strutture giuste".

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  37. http://m.larena.it/stories/379_citta/1139692_veneto_i_lavoratori_stranieri_spediscono_a_casa_426_milioni/



    Veneto, i lavoratori stranieri  spediscono a casa 426 milioni.

    20/04/2015

    Dal Veneto i lavoratori stranieri spediscono nella patria d'origine 426 milioni.


    Dal 2005 al 2014 le rimesse dei lavoratori stranieri in Italia ai loro Paesi di origine hanno raggiunto la cifra di 59 miliardi e 266 milioni di euro. Lo rivela - riferisce un comunicato - un'analisi del Centro Studi «ImpresaLavoro» su elaborazione di dati Bankitalia. 

    Nel corso degli anni, e tenendo conto della crisi economica, c’è stata una riduzione delle rimesse: dai 7,394 miliardi del 2011 ai 6,833 miliardi del 2012 (-7,6%) fino ai 5,533 miliardi del 2014 (-38%). Rispetto a quest’ultimo anno, si rileva che i lavoratori stranieri che hanno trasferito in patria il maggior quantitativo di denaro sono stati quelli residenti in Lombardia (1 miliardo e 119,4 milioni), nel Lazio (985,1 milioni), in Toscana (587,1 milioni), in Emilia-Romagna (459,7 milioni), in Veneto (426,3 milioni) e in Campania (306,7 milioni). 

    Quanto alle diverse nazionalità, nella classifica stilata dal Centro Studi «ImpresaLavoro» (che contempla cittadini di 176 nazionalità) risulta che nel 2014 i lavoratori stranieri in Italia che hanno trasferito in patria il maggior quantitativo di denaro sono quelli romeni (876 milioni) e cinesi (819 milioni). A seguire, fortemente distanziati, si collocano quelli provenienti dal Bangladesh (360 milioni), dalle Filippine (324 milioni), dal Marocco (250 milioni), dal Senegal (245 milioni), dall’India (225 milioni), dal Perù (193 milioni), dallo Sri Lanka (173 milioni) e dall’Ucraina (144 ).

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  38. http://voxnews.info/2015/04/20/invasione-14-padri-di-famiglia-licenziati-per-fare-posto-ai-profughi-in-hotel-con-piscina/



    In veneto nei colli euganei. ...

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  39. http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/20/un-milione-pronti-a-partire-dalla-libia/1118573/

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  40. http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/20/cosi-gli-introiti-dei-trafficanti-sfuggono-ai-controlli-del-fisco/1118608/


    20 Aprile 2015

    Così gli introiti dei trafficanti sfuggono ai controlli del fisco.
    Per evitare la tracciabilità di circuiti bancari usano l'hawala, un sistema di compensazione tra soggetti diversi sulla base della fiducia.

    Sergio Rame

    Un fiume di denaro. Milioni, se non miliardi. Il traffico degli immigrati frutta alle organizzazioni criminali del Nord Africa un business stellare. L'inchiesta della procura di Palermo ha messo alla luce spostamenti di denaro da un Paese all’altro grazie a un meccanismo tipico di alcune aree africane: l'hawala. Si tratta di un sistema di compensazione tra soggetti diversi sulla base della fiducia, un sistema clandestino di trasferimento di risorse.

    Come ha spiegato il capo della procura di Palermo, Franco Lo Voi, nel corso della conferenza stampa sull’operazione "Glauco II", il business degli organizzatori della tratta di esseri umani è milionario. Il prezzo medio pagato dagli immigrati per raggiungere la Libia da Paesi come l’Etiopia si aggira sui 5.000 dollari. Il viaggio verso l’Italia sulle carrette del mare, poi, costa altri 1.500 dollari. L’organizzazione, previo pagamento di circa 400 euro, consente la fuga dai centri della Sicilia e allestisce il viaggio verso altri Paesi europei con l’ulteriore pagamento di circa 1500 euro. "Faremo una comunicazione immediata a Eurojust sul tipo di attività svolta e trasmetteremo inoltre questi dati a Europol - ha annunciato Lo Voi - le cui banche dati potrebbero consentirci il riscontro dei dati sulle indagini svolte anche da altri paesi".

    Il provvedimento di fermo riguarda 24 soggetti di cui quattordici, arrestati, che operavano in Italia. Tra i destinatari del provvedimento di fermo, ma ancora a piede libero, quelli che sono considerati i principali organizzatori del traffico di vite umane: l'etiope Ghermay Ermias e l'eritreo Redae Medhane Yehdego che operano sulla "rotta libica". Il primo, latitante dal luglio 2014, ritenuto l’organizzatore e il responsabile della strage di Lampedusa dell’ottobre 2013, agisce tra Tripoli e Zuwarah. Nel corso delle indagini sono emerse transazioni di denaro, prevalentemente movimentato tramite canali illegali, per centinaia di migliaia di euro. Il circuito illegale privilegiato per i trasferimenti didenaro, il cosiddetto hawala, è strutturato in modo semplice: si fonda essenzialmente su un rapporto fiduciario e consente di evitare la tracciabilità di circuiti bancari e finanziari leciti. Gli immigrati hanno, infatti, necessità di inviare parte del denaro alla famiglia nel paese d’origine, senza ricorrere ai normali circuiti bancari che impongono procedure di identificazione.

    L'inchiesta della procura di Palermo ha permesso di accertare i contatti intercontinentali tra i sodali, che operano sulle opposte rive del Mediterraneo, grazie a programmi che usano protocolli Voip, come Skype, Whatsapp o Viber. In questo modo diventa più difficile intercettarli. Attraverso una di queste conversazioni via web, però, la polizia italiana ha appreso che i trafficanti non esitano a raddoppiare il numero dei passeggeri da far salire sui barconi pur di incrementare i guadagni rendendo, in questo modo, sempre più rischiose le traversate.

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  41. http://www.cityrumors.it/notizie-chieti/politica-chieti/126079-no-al-centro-daccoglienza-striscioni-di-casapound-in-provincia-di-chieti-contro-il-business-dellaccoglienza-immigrati.html



    ‘No al centro d’accoglienza’ striscioni di CasaPound in provincia di Chieti contro il business accoglienza immigrati.


    Francesco Rapino

    aprile 23, 2015

    Chieti. ‘No al centro di accoglienza’ è questo il testo degli striscioni affissi in nottata da CasaPound Italia a Fara Filiorum Petri e Torino Di Sangro, nei pressi dei luoghi preposti all’accoglienza dei ‘richiedenti asilo’, per protestare contro la possibilità di un costante arrivo di immigrati irregolari in provincia di Chieti.
    “Con questa azione vogliamo esprimere un sentimento diffuso nella popolazione e condiviso anche da alcune autorità locali nei confronti della situazione che si sta venendo a creare per via delle politiche nazionali sull’immigrazione”. Così Nico Barone, responsabile CasaPound per la provincia di Chieti, in una nota.
    “La scelta da parte di cooperative ed albergatori di piccoli centri quali Fara Filiorum Petri o Torino Di Sangro di rispondere ai bandi per l’accoglienza – prosegue Barone – sta portando allo stanziamento di un numero sempre maggiore di immigrati in aree del nostro territorio dove non esistono minimamente le condizioni per reggere l’impatto di questi flussi migratori. Se infatti l’accoglienza è una risorsa per i pochi che partecipano alla sua gestione, finanziata da fondi europei, per tanti significa dover fare i conti con i problemi e le incognite del fenomeno. Chi garantirà in merito agli atteggiamenti assunti dagli immigrati, specie quando come è altamente probabile le loro domande di asilo saranno respinte? Quale sarà l’impatto della loro presenza sul turismo, tenendo conto che difficilmente la situazione si risolverà in tempi brevi, e che la stagione turistica è ormai prossima? Se l’Europa, il governo centrale ed i pochi che traggono profitto dalla gestione del fenomeno non sembrano porsi questi quesiti, tocca a noi farci portatori dei sentimenti degli italiani in merito. Come CasaPound, non cesseremo la nostra mobilitazione, arrivando se necessario a presidiare le strutture individuate per l’accoglienza come è già avvenuto a Chieti, finchè non otterremo un cambio di rotta da parte delle istituzioni sul tema".

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  42. http://m.chietitoday.it/politica/centri-di-accoglienza-fara-f-petri-torino-di-sangro-nuove-proteste.html



    Centri di accoglienza a Fara F. Petri e Torino di Sangro: nuove proteste.

    Casa Pound continua la sua crociata contro quello che è stato definito il 'business dell'accoglienza'. Barone: "Non cesseremo la nostra mobilitazione, arrivando se necessario a presidiare le strutture individuate per l'accoglienza come è già avvenuto a Chieti"

    23 aprile 2015

    uno dei manfiesti

    Nuovi striscioni di CasaPound contro i centri di accoglienza sono stati affissi in nottata a Fara Filiorum Petri e Torino Di Sangro per protestare contro la possibilità di un arrivo di immigrati irregolari anche in provincia di Chieti. 

    Secondo quanto riferisce Nico Barone, responsabile CasaPound per la provincia di Chieti, cooperative e albergatori di questi due piccoli centri avrebbero risposto ai bandi per l’accoglienza. "Ma nel nostro territorio - sostiene Barone - non esistono minimamente le condizioni per reggere l’impatto di questi flussi migratori. Se infatti l’accoglienza è una risorsa per i pochi che partecipano alla sua gestione, finanziata da fondi europei, per tanti significa dover fare i conti con i problemi e le incognite del fenomeno.

    Se l’Europa, il governo centrale ed i pochi che traggono profitto dalla gestione del fenomeno non sembrano porsi questi quesiti, tocca a noi farci portatori dei sentimenti degli italiani in merito. Come CasaPound - chiude - non cesseremo la nostra mobilitazione, arrivando se necessario a presidiare le strutture individuate per l’accoglienza come è già avvenuto a Chieti, finchè non otterremo un cambio di rotta da parte delle istituzioni sul tema".

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  43. http://m.abruzzo24ore.tv/news/Immigrati-striscioni-Casapound-apparsi-nella-notte-nel-Chietino-contro-accoglienza/156255.htm




    23 aprile 2015

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  44. http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-concorsi-a-extracomunitari-casapound-stronca-albano/568193-268/




    23 Aprile 2015


    L'AQUILA: CONCORSI A EXTRACOMUNITARI, CASAPOUND STRONCA ALBANO.

    L'AQUILA – “Riteniamo inaccettabili i toni usati dal segretario comunale Partito Democratico per descrivere il nostro movimento. Con la nostra iniziativa non abbiamo certo voluto fare del ‘mediocre qualunquismo’ o ‘sparate demagogiche’, ma muovere una riflessione sulla progressiva erosione delle prerogative legate al possesso della cittadinanza italiana”.
    Simone Laurenzi, responsabile aquilano di CasaPound, replica agli attacchi da parte del segretario comunale del Pd, Stefano Albano, in merito alla questione che riguarda l’estensione dell’accesso ai concorsi pubblici comunali agli extracomunitari possessori del permesso di soggiorno.  
    “Le posizioni da noi espresse non hanno  nulla a che vedere, neppure in maniera velata con ‘razzismo’ e ‘xenofobia’, termini come al solito usati quando si vuole evitare il dibattito cercando di squalificare l’interlocutore - scrive in una nota - in quanto quello di cittadinanza è un concetto giuridico, slegato da qualsiasi connotazione si possa voler dare al concetto di ‘razza’".
    "L’evocazione della recente tragedia dell’immigrazione - aggiunge inoltre Laurenzi - un argomento molto basso da usare, non avendo assolutamente nessuna attinenza col discorso”.
    Il responsabile di CasaPound si chiede inoltre "quale genere di ‘paura’ e senso di ‘intimidazione’ si debba provare nei confronti del nostro movimento, che opera nel pieno rispetto dell’ordinamento democratico". 
    "A meno che - conclude in tal senso - a preoccupare Albano non sia la possibilità che i cittadini aquilani si accorgano che l’attuale classe politica, di cui il Partito Democratico è forza egemone, tende a porre gli italiani ed i loro problemi all’ultimo posto tra le priorità della loro agenda, e che questo possa tradursi in una perdita di consensi elettorali per il suo partito”.



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  45. http://m.chietitoday.it/cronaca/casapound-distribuisce-pane-pasta-gratis-25-aprile-2015.html




    ChietiToday

    Sabato CasaPound distribuisce pane e pasta gratis.

    Sabato 25 Aprile CasaPound allestisce punti di distribuzione gratuita pane e pasta per i teatini bisognosi in piazzale Marconi e corso Marrucino.


    24 aprile 2015

    Sabato 25 Aprile CasaPound Italia allestirà a Chieti due punti di distribuzione gratuita di generi alimentari per le famiglie italiane bisognose. Recandosi presso i punti allestiti piazzale Marconi, dalle ore 10 alle ore 13, e corso Marrucino, dalle ore 17 alle ore 20, sarà possibile ricevere gratuitamente una donazione di pane e pasta.

    “Abbiamo scelto di dar vita a questa iniziativa, finanziata esclusivamente con le nostre casse e con il pane che gentilmente verrà fornito da alcuni fornai teatini, cui vanno i nostri ringraziamenti, per venire incontro alle difficoltà che troppi nostri concittadini si trovano a vivere per via della crisi economica - spiega il responsabile teatino CasaPound Francesco Lapenna in una nota - pAlla latitanza di una classe politica che non sembra avere la tutela dei cittadini italiani tra le proprie priorità, scegliamo quindi di rispondere con un gesto concreto, certo commisurato a quanto alla portata delle nostre forze comunque limitate, ma che va oltre quanto fatto da altre formazioni politiche, che pure possono usufruire, a differenza nostra, di rimborsi elettorali a volte anche di notevole portata".

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  46. http://m.chietitoday.it/cronaca/solidarieta-distribuiti-pane-pasta-casapound-chieti.html


    Solidarietà: distribuiti oltre 80 chili di pane e pasta ai teatini da Casapound a Chieti il 25 Aprile.


    Distribuzione alimentare in piazzale Marconi e piazza G.B. Vico il 25 aprile da parte dei ragazzi di CasaPound Chieti che adesso programmano altre iniziative per aiutare le famiglie in difficoltà.


    27 aprile 2015


    L’iniziativa era stata accompagnata dalle critiche poiché per alcuni era inconcepibile che il sindaco avesse concesso l’autorizzazione a un movimento di estrema destra per una manifestazione pubblica proprio il giorno della Festa della Liberazione. Ma il banchetto di solidarietà allestito dai giovani di CasaPound Chieti sabato 25 aprile ha riscosso un’affluenza oltre le previsioni: sintomo di una povertà dilagante e preoccupante anche tra i teatini, per chi non se ne fosse ancora accorto.

    Due punti di distribuzione di pane e pasta in piazzale Marconi, la mattina, e in piazza G.B. Vico, il pomeriggio, dove sono stati consegnati oltre 80 chili di pane e pasta alla popolazione teatina. Un’affluenza che nasconde un dato allarmante relativo alla povertà e di fronte al quale, sottolinea però il responsabile teatino di CasaPound Francesco LaPenna, “non ce la sentiamo certamente di usare il termine ‘successo’ per definire la riuscita dell’evento”.

    CasaPound Chieti ha quindi deciso di avviare altre iniziative per aiutare le famiglie in difficoltà. “L’aver visto con i nostri occhi l’entità del disagio economico presente anche in una cittadina un tempo benestante quale Chieti ci spinge ad organizzarci per nuove iniziative di solidarietà. A tal proposito - aggiunge Lapenna -  non potendo oberare con eccessive richieste i già gentilissimi fornai locali che hanno fornito il pane per l’iniziativa, invitiamo quanti tra i nostri concittadini volessero contribuire con donazioni di generi alimentari non deperibili di prima necessità di contattarci per fornire un aiuto concreto ai teatini maggiormente in difficoltà per la crisi economica”. Il numero di riferimento è il 3283197570.

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  47. http://www.newsabruzzo.it/articolo/casapound-chieti-distribuzione-alimentare-in-piazza-affluenza-oltre-le-previsioni/61839.htm


    CasaPound Chieti, il 25 aprile distribuzione alimentare in piazza:
    “Affluenza oltre le previsioni”.


    27/04/2015 


    Grande affluenza presso i due punti di distribuzione gratuita di pane e pasta allestiti a Chieti e Chieti Scalo nella giornata di sabato 25 aprile dalla sezione teatina del movimento CasaPound Italia.

    A fronte del dato allarmante che l’affluenza presso i nostri punti distribuzione lascia emergere, non ce la sentiamo certamente di usare il termine ‘successo’ per definire la riuscita dell’iniziativa. La giornata di sabato ci ha visto distribuire alla popolazione teatina oltre 80 chili di pane e pasta in poche ore, superando di molto quanto ci saremmo aspettato per una realtà dalle dimensioni comunque contenute come la nostra.

    Così si esprime Francesco Lapenna, responsabile teatino di CasaPound, in una nota diffusa alla stampa questa mattina.

    L’aver visto con i nostri occhi l’entità del disagio economico presente anche in una cittadina un tempo benestante quale Chieti – prosegue – ci spinge a organizzarci per nuove iniziative di solidarietà. A tal proposito, non potendo oberare con eccessive richieste i già gentilissimi fornai locali che hanno fornito il pane per l’iniziativa, invitiamo quanti tra i nostri concittadini volessero contribuire con donazioni di generi alimentari non deperibili di prima necessità di contattarci al numero 328/3197570. Insieme potremo fornire un aiuto concreto agli teatini maggiormente in difficoltà per la crisi economica.




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  48. http://www.cityrumors.it/notizie-chieti/politica-chieti/126879-distribuzione-alimentare-di-casapound-a-chieti.html


    Distribuzione alimentare di Casapound a Chieti.

    Francesco Rapino

    aprile 27, 2015



    Chieti. Grande affluenza presso i due punti di distribuzione gratuita di pane e pasta allestiti a Chieti e Chieti Scalo nella giornata di sabato 25 Aprile dal movimento CasaPound Italia.

    “A fronte del dato allarmante che l’affluenza presso i nostri punti distribuzione lascia emergere, non ce la sentiamo certamente di usare il termine ‘successo’ per definire la riuscita dell’iniziativa. La giornata di sabato ci ha visto distribuire alla popolazione teatina oltre 80 chili di pane e pasta in poche ore, superando di molto quanto ci saremmo aspettato per una realtà dalle dimensioni comunque contenute come la nostra”.

    Così Francesco Lapenna, responsabile teatino CasaPound, in una nota.“L’aver visto con i nostri occhi l’entità del disagio economico presente anche in una cittadina un tempo benestante quale Chieti – prosegue la nota –  ci spinge ad organizzarci per nuove iniziative di solidarietà. A tal proposito, non potendo oberare con eccessive richieste i già gentilissimi fornai locali che hanno fornito il pane per l’iniziativa, invitiamo quanti tra i nostri concittadini volessero contribuire con donazioni di generi alimentari non deperibili di prima necessità di contattarci al numero 3283197570 .
    Insieme, potremo  fornire un aiuto concreto agli teatini maggiormente in difficoltà per la crisi economica”.

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  49. Bravo Francesco Lapenna che fa quello che non fanno le istituzioni pubbliche e cioè pensare al bene della Patria sempre più negletta e degli italiani Doc sempre più discriminati in casa propria.

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  50. http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-la-croce-che-fermo-a-lepanto-lavanzata-dei-musulmani-12529.htm#.VUZ8PhByzqA




    02-05-2015

    La Croce che fermò a Lepanto l'avanzata dei musulmani di Margherita Del Castillo

    “Templum hoc Deo Crucis vexillo dicatum.” Questa chiesa è dedicata a Dio e al simbolo della Croce, recita un cartiglio sulla facciata di Santa Croce a Lecce. La battaglia di Lepanto del 1571 aveva da poco scongiurato, nel segno del Sacro Legno, l’avanzata dei Turchi infedeli e il tempio pugliese dei Celestini intendeva ricordare, con le sue forme monumentali, questa storica vittoria della fede.  L’iscrizione prosegue ricordando l’anno del Signore della sua posa: 1582. A questa data risale la conclusione della prima fase dei lavori iniziati nel 1548 per volere degli Spagnoli di Carlo V che, considerando Lecce avamposto strategico del loro viceregno, avevano predisposto una rivisitazione urbanistica della città coinvolgendo anche la prima basilica celestina che era stata abbattuta. 

    La nuova chiesa venne affidata all’estro di Gabriele Riccardi che contaminò lo stile rinascimentale conquello barocco dando vita ad un’architettura originale e maestosa. Il Riccardi portò a termine il primo ordine del prospetto principale fino all’imponente balconata sostenuta da telamoni animali e figure grottesche. Sulla balaustra due putti abbracciano il simbolo del potere temporale, la corona, e la tiara, simbolo del potere ecclesiastico. I tre portali vennero aggiunti all’inizio del secolo successivo, sormontati dalle insegne spagnole, da quelle della Congregazione dei Celestini e dallo stemma della città pugliese. Poco più tardo è lo splendido rosone aperto al centro dell’ordine superiore della facciata, che con i suoi tre sistemi di rilievi concentrici si ispira a modelli romanici. 

    Il corpo interno a croce latina, inizialmente scandito da cinque navate, fu nel settecento modificato con due serie di cappelle che sostituirono le navate esterne. Quella centrale è sormontata da un fastoso soffitto a cassettoni dorati. Le colonne portanti sono in numero di dodici che rimanda, seguendo le indicazioni conciliari, agli Apostoli il cui volto è scolpito sul versante interno. I capitelli delle colonne binate, che delimitano il transetto e l’arco trionfale, riproducono invece i simboli degli Evangelisti. Un’ampia cupola,  decorata con festoni di foglie d'acanto, angioletti e motivi floreali, si innalza su un alto tamburo all’incrocio dei due bracci. Lo stretto presbiterio si conclude nell’abside polilobata dove domina il motivo decorativo della foglia d’acanto. 

    Tra gli altari presenti nella chiesa, quello di San Francesco de Paola è considerato uno splendidoesemplare del barocco leccese per la preziosità delle formelle che raccontano episodi della vita del Santo, dove la figura di San Francesco a tutto tondo si staglia contro lo sfondo dei pittoreschi paesaggi eseguiti a bassorilievo. La chiesa, dal 1833, è affidata all'Arciconfraternita della Santissima Trinità. All’inizio del Novecento non solo fu proclamata, per la sua bellezza e preziosità, monumento nazionale ma fu anche elevata da Pio X a Basilica Minore.

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  51. http://voxnews.info/2015/05/06/patrioti-di-ardea-pronti-a-tutto-per-fermare-sedicenti-profughi/

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  52. http://voxnews.info/2015/05/07/liguria-in-arrivo-ondata-profughi-pd-invia-a-prefetto-lista-hotel-eccola/




    MOTIVO IN PIÙ PER VOTARE OVUNQUE:

    ""SOVRANITÀ PRIMA GLI ITALIANI""

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  53. http://voxnews.info/2015/05/07/sindaco-nega-residenza-a-truffatrice-centri-sociali-e-antirazzisti-furiosi/






    SINDACO PATRIOTA SIMPATIZZANTE ASSERITAMENTE DI FORZA NUOVA E CHE FA RISPETTARE LA LEGGE ITALIANA IN ITALIA..BRAVO

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  54. http://m.chietitoday.it/politica/casapound-chieti-inaugura-sede-9-maggio2015.html



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  55. http://m.chietitoday.it/politica/casapound-chieti-inaugura-sede-9-maggio2015.html


    CasaPound Chieti inaugura la sede cittadina a Santa Maria.

    La sede cittadina in via Cesare De Laurentiis verrà inaugurata sabato 9 maggio, sarà presente Andrea Antonini, vicepresidente nazionale. I responsabili vogliono rafforzare il legame con la città dopo le ultime iniziative.

     8 maggio 2015


    Sabato 9 Maggio, alle 18:30, CasaPound Italia inaugura a Chieti la sede cittadina in via Cesare De Laurentiis n.3 (quartiere Santa Maria). Sarà presente Andrea Antonini, vicepresidente nazionale di Casapound Italia.

    Il movimento vuole così rafforzare dopo le ultime iniziative il legame la città. “In questo anno di presenza a Chieti –dichiara Francesco Lapenna, responsabile teatino CPI, – CasaPound Italia ha saputo incidere profondamente nella vita cittadina, organizzando una serie di iniziative senza precedenti nella nostra città, come la giornata dedicata al recupero urbanistico della Civitella, la distribuzione gratuita di pane per le famiglie bisognose, la manifestazione di protesta contro l’istituzione di un centro di accoglienza per immigrati clandestini. Con l’apertura della sede –potremo ampliare ulteriormente le iniziative di solidarietà rivolte alla cittadinanza, così da poter svolgere con sempre maggior efficacia il compito che il nostro movimento si è dato, quello di essere scudo e spada di un popolo italiano allo sbando perché abbandonato da una classe politica che persegue interessi che non sono quelli della comunità nazionale”.







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