sabato 28 marzo 2015

Roma, CasaPound ha partecipato al corteo per la chiusura del Centro Enea

Roma, CasaPound ha partecipato al corteo per la chiusura del Centro Enea
Roma, 28 mar – Si è appena concluso il corteo cittadino partito da Piazza Ormea, a Roma, per chiedere la chiusura del Centro Enea. In piazza sono scese alcune centinaia di cittadini del quartiere. Alla manifestazione, accanto al Comitato Fenix 13, ha aderito anche
CasaPound Italia. “Oggi eravamo in piazza – ha dichiarato Davide Di Stefano, di Cpi – per chiedere la chiusura del Centro Enea, che ospita centinaia di immigrati a nostre spese. Le nostre strutture e i nostri soldi devono essere impiegati per i nostri servizi, per le nostre scuole, per i nostri anziani. Non possiamo tollerare che un altro quartiere di Roma venga trasformato in una zona di non diritto in cui gli italiani e i romani finiscono per diventare estranei in casa propria”. Per l’esponente di CasaPound, “ci troviamo di fronte a un'altra periferia abbandonata a se stessa in cui il Comune di Roma e il ministero degli Interni preferiscono riversare milioni di euro su un centro immigrati, anziché nei servizi ai cittadini. Nel 2013 sono stati spesi 4 milioni di euro. Davvero pensiamo che nel quartiere non ci sia altro modo di spendere tutti questi soldi, magari in favore di chi vive su questa terra da generazione anziché esserne un ospite più o meno temporaneo?”.

23 commenti:

  1. http://www.romait.it/cronaca/aurelio-boccea/m13869/corteo-per-chiedere-la-chiusura-del-centro-enea-foto


    28-03-2015

    "Siamo davanti a un'altra periferia abbandonata" dicono da CasaPound. Il movimento ha preso parte al corteo.


    Si è appena concluso il corteo cittadino partito da piazza Ormea, a Roma, per chiedere la chiusura del Centro Enea In piazza sono scese centinaia di cittadini del quartiere. Alla manifestazione, accanto al Comitato Fenix 13, ha aderito anche CasaPound Italia.

    “Oggi eravamo in piazza – ha dichiarato Davide Di Stefano, di Cpi – per chiedere la chiusura del Centro Enea, che ospita centinaia di immigrati a nostre spese. Le nostre strutture e i nostri soldi devono essere impiegati per i nostri servizi, per le nostre scuole, per i nostri anziani. Non possiamo tollerare che un altro quartiere di Roma venga trasformato in una zona di non diritto in cui gli italiani e i romani finiscono per diventare estranei in casa propria”.
    Per l’esponente di CasaPound, “ci troviamo di fronte a un'altra periferia abbandonata a se stessa in cui il Comune di Roma e il Ministero degli Interni preferiscono riversare milioni di euro su un centro immigrati, anziché nei servizi ai cittadini. Nel 2013 sono stati spesi 4 milioni di euro. Davvero pensiamo che nel quartiere non ci sia altro modo di spendere tutti questi soldi, magari in favore di chi vive su questa terra da generazione anziché esserne un ospite più o meno temporaneo?

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  2. http://www.secolo-trentino.com/22167/politica/roma-casapound-ha-partecipato-al-corteo-per-la-chiusura-del-centro-enea.html



    ROMA, CASAPOUND HA PARTECIPATO AL CORTEO PER LA CHIUSURA DEL CENTRO ENEA.


    28 marzo 2015

    Si è appena concluso il corteo cittadino partito da Piazza Ormea, a Roma, per chiedere la chiusura del Centro Enea. In piazza sono scese alcune centinaia di cittadini del quartiere. Alla manifestazione, accanto al Comitato Fenix 13, ha aderito anche CasaPound Italia.

    “Oggi eravamo in piazza – ha dichiarato Davide Di Stefano, di CasaPound Italia – per chiedere la chiusura del Centro Enea, che ospita centinaia di immigrati a nostre spese. Le nostre strutture e i nostri soldi devono essere impiegati per i nostri servizi, per le nostre scuole, per i nostri anziani. Non possiamo tollerare che un altro quartiere di Roma venga trasformato in una zona di non diritto in cui gli italiani e i romani finiscono per diventare estranei in casa propria”. Per l’esponente di CasaPound “ci troviamo di fronte a un’altra periferia abbandonata a se stessa in cui il Comune di Roma e il ministero degli Interni preferiscono riversare milioni di euro su un centro immigrati, anziché nei servizi ai cittadini. Nel 2013 sono stati spesi 4 milioni di euro. Davvero pensiamo che nel quartiere non ci sia altro modo di spendere tutti questi soldi, magari in favore di chi vive su questa terra da generazione anziché esserne un ospite più o meno temporaneo?”.

    redazione secolo

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  3. http://www.lungotevere.org/2015/03/27/corteo-centro-enea-casalotti/


    Corteo contro il Centro Enea Casalotti: “Lì centinaia di immigrati a nostre spese”


     27 MARZO 2015  

    Partirà domani alle 11 da Piazza Orrea il corteo promosso dal Comitato Fenix 13 per la chiusura del Centro Enea: una struttura che ospita al suo interno centinaia di immigrati “per cui – spiegano – nel 2013, il Comune di Roma ha stanziato 4 milioni di euro di fondi pubblici”.
    Intento del Comitato del Municipio XIII è“difendere il territorio e i diritti dei cittadini italiani che vi abitano”.
    Accanto al Fenix 13 anche Casapound: “Le nostre strutture e i nostri soldi devono essere impiegati per i nostri servizi, per le nostre scuole, per i nostri anziani. Non possiamo tollerare che un altro quartiere di Roma venga trasformato in una zona di non diritto in cui gli italiani e i romani finiscono per diventare estranei in casa propria”- commenta il militante di via Napoleone III, Davide Di Stefano, parlando di Casalotti come dell’ennesima periferia abbandonata a se “in cui il Comune di Roma e il ministero degli Interni preferiscono riversare milioni di euro su un centro immigrati, anziché nei servizi ai cittadini”
    Quattro i milioni d euro investiti nella struttura:“Davvero – si chiede Di Stefano – pensiamo che nel quartiere non ci sia altro modo di spendere tutti questi soldi, magari in favore di chi vive su questa terra da generazione anziché esserne un ospite più o meno temporaneo?”
    Chiusura del Centro Enea e fondi dirottati alle politiche sociali dirette ai cittadini italiani: quanto chiederanno domani dal corteo Casapound e Fenix 13.

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  4. http://www.senzabarcode.it/2015/03/casapound-corteo-per-la-chiusura-del-centro-enea/


    Sabato, Marzo 28, 2015

    CasaPound, corteo per la chiusura del centro Enea.


    Si è appena concluso il corteo cittadino partito da Piazza Ormea, a Roma, per chiedere chiusura del Centro Enea. In piazza sono scese alcune centinaia di cittadini del quartiere. Alla manifestazione, accanto al Comitato Fenix 13, ha aderito anche CasaPound Italia. “Oggi eravamo in piazza – ha dichiarato Davide Di Stefano, di Cpi – per chiedere la chiusura del Centro Enea, che ospita centinaia di immigrati a nostre spese. Le nostre strutture e i nostri soldi devono essere impiegati per i nostri servizi, per le nostre scuole, per i nostri anziani. Non possiamo tollerare che un altro quartiere di Roma venga trasformato in una zona di non diritto in cui gli italiani e i romani finiscono per diventare estranei in casa propria”.

    Per l’esponente di CasaPound, “ci troviamo di fronte a un’altra periferia abbandonata a se stessa in cui il Comune di Roma e il ministero degli Interni preferiscono riversare milioni di euro su un centro immigrati, anziché nei servizi ai cittadini. Nel 2013 sono stati spesi 4 milioni di euro. Davvero pensiamo che nel quartiere non ci sia altro modo di spendere tutti questi soldi, magari in favore di chi vive su questa terra da generazione anziché esserne un ospite più o meno temporaneo?

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  5. Sono 4 anni che l'italia si è avviata verso un DECLINO sconosciuto da 3000 anni di storia.
    Inconcepibile che un governo di pupazzi faccia di tutto per destrutturare la società sia economicamente sia civicamente sia politicamente sia religiosamente sia familiarmente.
    Io non vedo nessuna possibilità di arresto di questo genocidio della razza italiana bianca eterosessuale cattolica. Un patto col demonio sta creando non pochi problemi e sta disorientando tutti quelli che NON CI STANNO e tra questi esistono milioni di elettori di DESTRA che per pavidita' o disillusione non vanno più a votare consegnando il potere e la piazza alla sinistra sfascista.
    Lasciamo ogni speranza e prepariamoci al peggio.

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  6. Là dentro nel centro Enea di Roma vengono accolti islamici nostri nemici. Smettiamola con il buonismo un tanto al chilo. Chiamiamo l'islamismo con il suo nome e cioè antidemocrazia e i terroristi terroristi e trattiamoli di conseguenza. Evitiamo di cercare il buono dove di buono non c'é nulla. Il musulmano "buono" si distingue dai terroristi solo per il metodo con cui vuole conquistarci ma lo scopo finale é lo stesso: conquistare l'occidente e renderci schiavi! continua......

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  7. Non solo chiudere il centro ENEA di Roma ma schedare tutti gli islamici in Europa e costringerli a rinnegare questa vomitevole teoria di ANTIVITA altrimenti gli extracomunicari cacciarli via subito dal Vecchio Continente e chiudere immediatamente i covi coranici e disinfestarli dai pidocchi ivi esistenti. Gli "effetti indesiderati" degli attentati jihadisti coranici se li sorbisse quell' "islam moderato" che non alza un dito per condannare la strage continua di cristiani,che alimenta e infiamma di continuo il problema palestinese senza nemmeno considerare di riconoscere il diritto di Israele a esistere,che sfrutta da decenni il fatto di sedere sulla maggior parte delle riserve petrolifere del pianeta (senza avere alcun merito o capacità per questo fatto puramente casuale) ricattando di continuo il resto del mondo,che anche al suo interno è in guerra perenne tra tribù, sunniti (salafiti e non), sciiti, ibaditi, alawiti, e che si guarda bene dal condannare la jihad fatta a colpi di autobombe, decapitazioni, crocifissioni, genocidi, rapimenti, stupri, ecc..che si allea di volta in volta e gruppo per gruppo con chi garantisce la realizzazione dei vari disegni indegni che da sempre perseguono.
    E' in gioco la nostra stessa esistenza! O lo capiamo, e agiamo, o lo capiremo comunque....

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  8. Colpa di una Chiesa Cattolica che non distingue il bene dal male.
    Il male è rappresentato dall'islam alleato di fatto con mafie per realizzare azioni criminali a danno delle comunità cattoliche occidentali.
    Il centro ex Enea di Roma accoglie stranieri che sono assistiti da coop diocesana coinvolta nel MONDO DI MEZZO mafiosa di Buzzi/PD.
    Se non si mette mano a interrompere queste attività criminali che di fatto il Vaticano agevola noi comuni cittadini saremo sempre discriminati a casa nostra coi nostri stessi soldi pubblici. Vorrei dire a questi imbecilli immigrazionisti che il futuro è incerto anche per loro perché se l'italia va in default potrà capitare che qualche milione di cittadini arrabbiati accoppi a legnate questi mascalzoni traditori antitaliani.

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  9. http://nu.eurekaprimo.it/index.php/accoglienza/centro-enea


    QUESTA È LA ONLUS IMMIGRAZIONISTA CHE GESTISCE IL CENTRO ACCOGLIENZA EXTRACOMUNITARI ENEA DI ROMA CASALOTTI GIÀ DAL 1987.
    UNO SCHIFO DI PARASSITI DI SOLDI PUBBLICI CHE VENGONO SOTTRATTI A NOI ITALIANI.

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  10. http://nu.eurekaprimo.it/index.php/storia




    UNA ONLUS CHE DAL 1983 SI FREGA SOLDI ITALIANI PER MANTENERE PARASSITI STRANIERI

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  11. http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/252189

    Sunday, March 29, 2015


    Immigrati in arrivo a Casalotti, petizione del comitato Fenix13 per dire “no”.

    ROMA –  E’ partita da pochi giorni la raccolta firme per chiedere la Chiusura del Centro Enea di via Boccea, dove secondo i dati, raccolti dal Comitato Fenix 13, promotore dell’iniziativa, stanno per arrivare un numero esorbitante di immigrati, ed è già un grande successo.

    La struttura , nei piani delle autorità competenti, passerebbe, da seconda a prima accoglienza, portando in una estrema e abbandonata periferia della Capitale, un numero di immigrati, che secondo le primissime stime si aggira intorno alle 650 unità. Dati tuttavia, provvisori e in probabile crescita visti i continui sbarchi delle ultime settimane, e l’evidente collasso del sistema di accoglienza. Il Centro infatti, che nel 2013, è costato al Comune di Roma più di 4 milioni di Euro, ha una capienza di più di mille persone. Una spesa destinata a crescere ulteriormente, a seguito delle ulteriori esigenze cui dovrà far fronte, ma che scandalizza la cittadinanza se confrontata con il panorama circostante.  “A Casalotti manca tutto! Non ci sono presidi medici, mancano scuole superiori, le strade sono inadeguate, e i cittadini sono costretti a interminabili file in mezzo a degrado e abbandono, ma questi per il comune non sono problemi da risolvere” afferma il Comitato “ Anzi, l’amministrazione si dimostra ancora una volta totalmente indifferente di fronte alle reali problematiche dei territori”. La sproporzione dei dati, appare chiaramente già dalle stime, fatte dal Ministero dell’Interno, lo scorso Gennaio, che attribuiva a Roma 2600 posti disponibili mentre le altre grandi città si limitavano, a una manciata di posti, con Milano che offriva 142 posti, Firenze 65, e Torino 233. Dati ampiamente superati, se si pensa che lunedì scorso, lo stesso sindaco di Milano, Pisapia, denunciava oltre mille arrivi, numeri decisamente più alti rispetto a quelli di Gennaio, mentre l’amministrazione della capitale tace.

     Tutto questo avviene, infatti, in piena estate, quando i cittadini sono distratti dalle vacanze e da quello che dovrebbe essere un meritato periodo di riposo dopo un lungo anno di lavoro. “La gente non ne può più di scelte calate dall’alto” continua il comitato Fenix 13 “e appare evidente dal cospicuo numero di persone che, in questi pochi giorni hanno firmato i nostri moduli, dimostrando di appoggiare la nostra battaglia.” Sono più di 200 le firme già raccolte dal comitato in pochi giorni di attività, mentre la notizia si diffonde anche sulla rete grazie al gruppo creato su facebook “Centro Enea?No Grazie!”. Ma la battaglia non può riguardare solo la zona di Casalotti, “E’ nelle nostre intenzioni coinvolgere anche  tutti i quartieri vicini, perché siamo convinti che il problema riguardi tutti” e annunciano iniziative anche a Monte Spaccato, Boccea, e in tutti i quartieri che risentiranno di questi arrivi.

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  12. https://m.facebook.com/1429831540628710/photos/a.1436286163316581.1073741831.1429831540628710/1576609602617569/?type=1&source=48&refid=17&_ft_&__tn__=E


    Centro ENEA? NO grazie

    Migliaia di firme raccolte, manifestazioni in piazza, lotte istituzionali per raggiungere un obiettivo: LA CHIUSURA DEL CENTRO ENEA, che ospita centinaia di immigrati a spese nostre. Assenza di risposte e mancanza di trasparenza hanno caratterizzato fino a oggi le nostre istituzioni ed i gestori di tale centro. TORNIAMO IN STRADA CON UN GRANDE CORTEO. SABATO 28 ORE 11 APPUNTAMENTO A PIAZZA ORMEA. PRIMA GLI ITALIANI!

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  13. Il centro Enea di Roma zona Casalotti è un centro di speculazione finanziaria presentato come altro.!!!!


    Speriamo che in un giorno non lontano l'orda di clandestini accolti anche al centro Enea ci invade si impadronisca delle navi che vanno loro in soccorso, uccidano i militari e quanti tentano di salvarli dal naufragio sicuro e poi, con le nostre navi certamente sicure, facciano la spola continua e ci continuino a inondare di fratelli, chissà qualcuno si svegli!!

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  14. http://www.iltempo.it/mobile/cronache/2015/03/29/sono-radicali-e-pericolosi-il-governo-caccia-26-imam-1.1397362




    ANCHE DENTRO IL CENTRO ENEA DI LARGO ORMEA A ROMA CI SONO TANTI ISLAMICI JIHADISTI MA I NOSTRI PROGRESSISTI ISLAMOFILI NON SE NE CURANO...!!!!!!!!
    CACCIARE GLI IMAM VA BENE MA ANCHE CHIUDERE QUEI LUOGHI DI RIUNIONE DI TERRORISTI CORANICI SAREBBE UTILE PER GARANTIRE LA NOSTRA SICUREZZA FUTURA...!!!!!!!

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  15. OGNI ITALIANO DI BUONA VOLONTÀ FA DI TUTTO PER TENERE PULITA E VIVIBILE LA PROPRIA CITTÀ ED IL PROPRIO LUOGO PUBBLICO.




    http://www.ilcorrieredellacitta.com/ambiente/tor-san-lorenzo-i-cittadini-ripuliscono-la-spiaggia.html


    29 marzo 2015 - 19:20

    “Vista la situazione in cui si trovano le nostre spiagge ed il Litorale di Ardea/Tor San Lorenzo, riteniamo doveroso coinvolgere la cittadinanza che vive questa situazione di degrado facendola partecipare in maniera attiva e costruttiva alla vita sociale della propria città. I cittadini Tutti con la Pro Loco di Tor San Lorenzo ed il Comitato Civico Tor San Lorenzo si fanno portavoce del comune malcontento organizzando delle giornate ecologiche per la salvaguardia delle dune e del mare”.
    Questo l’invito fatto dalle due associazioni, che oggi si sono ritrovate in spiaggia insieme a tanti cittadini volenterosi per il primo dei tre appuntamenti programmati “per pulire le dune sommerse da ogni genere di rifiuto”. “La società che gestisce la raccolta con l’amministrazione comunale ci forniranno i guanti e le buste per l’operazione – hanno spiegato sulla pagina web della Pro Loco gli organizzatori, ricordando che i prossimi due appuntamenti sono per sabato 4 aprile presso “Torre Marina” e domenica 12 aprile presso “La Cannuccia”, sempre dalle ore 9,30 alle 12,30.
    Oggi la pulizia si è svolta nella spiaggia a partire dal punto in cui si trova lo stabilimento “Venere in Bikini”. Il risultato lo mostra una delle partecipanti all’iniziativa, una cittadina molto attiva sul territorio, Manuela Di Mario, con una serie di fotografie che ben rendono l’idea di come era ridotto l'arenile.

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  16. http://voxnews.info/2015/03/30/salvini-chiudere-gli-hotel-e-i-centri-che-ospitano-i-falsi-profughi/


    CI VOGLIONO CACCIARE VIA DA CASA NOSTRA PER PIAZZARCI ZINGARI CLANDESTINI ED ISLAMICI JIHADISTI.
    BISOGNA IMPEDIRLO AD OGNI COSTO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI..

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  17. 1^ PARTE


    http://www.iltempo.it/mobile/roma-capitale/2015/04/02/la-gente-per-bene-in-piazza-contro-i-rom-1.1399284


    02/04/2015

    Maria Grazia Coletti

    La gente per bene in piazza contro i rom.
    IL GIUBILEO DEI ROM.
    Sale la rabbia in ogni quartiere. Storica manifestazione il 24 maggio. Tutti e 52 i comitati di quartiere chiedono la chiusura dei campi nomadi. 
    Si faranno sentire il 24 maggio quando scenderanno in piazza per dire basta una volta per tutte ai campi rom. Ci sarà tutta Roma, dal centro alla periferia, al maxi corteo di 52 territori sulla via Collatina. «Chiudete i campi rom o lo facciamo noi», grideranno padri e madri con i figli dietro, nonni con i nipoti per mano, giovani coppie che hanno comprato casa nei nuovi quartieri e si sono ritrovati con il «vicinato di degrado imposto». Faranno il giro partendo da Ponte di Nona, e imboccando viale Caltagirone, di fatto faranno andare in tilt lo shopping della domenica mattina davanti al centro commerciale Roma Est creando caos anche sulla Prenestina.
    La gente perbene lancerà l’ultimatum alle istituzioni. «Sarà una manifestazione pacifica ma dobbiamo dare un messaggio forte» lo ha ribadito anche ieri mattina in Questura dove Franco Pirina, presidente del Caop Ponte di Nona è andato per «fermare» la data della manifestazione «c’è l’ok» dice. «Questi campi devono essere chiusi, senza ma, e senza se, altrimenti se non lo faranno ci saranno dei problemi seri di ordine pubblico. L’ho scritto anche al capo della Digos Diego Parente. Un domani che bruceranno i campi rom potranno dire che il Caop ci aveva visto giusto» profetizza Pirina, che a maggio trascinerà in strada la gente esasperata dai campi nomadi da terzo mondo che ci costano 24 milioni di euro l’anno, dopo la marcia dall’Esqualino al Campidoglio di novembre.
    Il corteo stavolta muoverà da Ponte di Nona, Il nuovo mondo di case acquistate da giovani coppie tasformato in terzo mondo dai campi rom di via Salone e dalla vicinanza di via Salviati. Si parte da piazza Attilio Muggia, poi via Giorgio Grappelli, il tratto della Collatina che porta al centro commerciale Roma Est, via Capetti, via Raul Chiodelli, viale Caltagirone e ritorno a piazza Muggia per le arringhe.
     Sarà presente tutto il quadrante Est, e tutti i territori romani. «I cittadini che porteranno altri cittadini» dice "il trascinatore". Poi anche i comitati di quartiere e i movimenti sotto la spinta dell’esasperazione: La Rustica con Tonino D’Alessandro; Corcolle, Emilio Tora, e Alessandra Scozzi; per Settecamini, Domenico Corsale, Giuseppe Geraldi, Silvestro Sabatini; da Castelverde Fabio Giustini, Giuseppe Cavaliere; da Colle degli Abeti Gabriele Sisti, Marco Estasio; e Prato Fiorito che si sta muovendo con le ronde. Torneranno in piazza Tor Sapienza e l’Eur con Danilo Cipressi. In prima fila Emanuele Mancini presidente del comitato Appio Tuscolano, il quartiere che sopporta da troppo tempo la convivenza con l’ex Cartiera di via Assisi rioccupata ad ogni sgombero. Si mobilitano anche i professionisti: avvocati, imprenditori e ingegneri che ruotano attorno al movimento Italia Nazione, presidente Franco Aicardi; e poi il comitato di Torre Angela con Giancarlo Marinelli, e Monica Selva, l’"Angelina" di Tor Pignattara odierna Magnani nei tratti e nel piglio; e ancora, il Coordinamento cittadino di ribellione di Augusto Caratelli; e ogni sezione di Difendiamo Roma, primi fra tutti, Emiliano Corsi.
    Pirina ha fatto scuola a Colle degli Abeti. Tutte le notti i residenti sono in giro con le macchine privata, due, tre auto, con la loro benzina, a supporto del Caop. «Piano piano compariranno anche le sigle Caop». La notte tra martedì e mercoledì una sorta di "posto di blocco" all’incrocio di via Corti.

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  18. 2^ PARTE


    http://www.iltempo.it/mobile/roma-capitale/2015/04/02/la-gente-per-bene-in-piazza-contro-i-rom-1.1399284



    02/04/2015






    ............. «Ci siamo appostati all’incrocio per individuare eventuali macchine sospette» confermano Gabriele Sisti e Marco Estasio. A Corcolle hanno iniziato una settimana fa a girare con le macchine. «Per continuare così bisogna chiamare Franco (Pirina, ndr.) e creare un’associazione» dicono Emilio Tora e Alessandra Scozzi. Martedì sera un centinaio di residenti si sono riuniti nella sala parrocchiale della chiesa di San Michele Arcangelo. «Volevano costituire un’associazione uguale alla mia per fare le ronde di notte - spiega Pirina - Gli ho dato dei consigli su come muoversi e per non uscire mai fuori dalla legalità".

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  19. http://www.iltempo.it/mobile/roma-capitale/2015/04/02/la-gente-per-bene-in-piazza-contro-i-rom-1.1399284

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  20. http://www.iltempo.it/mobile/roma-capitale/2015/04/02/la-gente-per-bene-in-piazza-contro-i-rom-1.1399284

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  21. http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma--dal-lazio/864332/Mafia-Capitale--Buzzi--Odevaine.html


    INCHIESTA MONDI DI MEZZO.

    Mafia Capitale: Buzzi, Odevaine e Panzironi restano in carcere.
    Il Pg della Cassazione ha anche riconosciuto come fondata l’accusa di associazione a delinquere per l'ex presidente della coop 29 giugno e gli altri principali indagati.
     
    10 aprile 2015

    I giudici della sesta sezione penale della Cassazione hanno rigettato i ricorsi contro le misure cautelari presentati dai legali di Salvatore Buzzi, ex presidente della 29 Giugno, Luca Odevaine, già capo della polizia provinciale di Roma durante la giunta Zingaretti e vicecapo di gabinetto di Veltroni in Campidoglio, Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama,  finiti agli arresti nell’ambito dello scandalo di Mafia Capitale.

    Nulla è cambiato. Il collegio ha infatti confermato quanto deciso dal tribunale del Riesame, che lo scorso 17 dicembre aveva respinto analoghe istanze presentate dai legali degli imputati. I tre, finiti in carcere nell’ambito dello scandalo Mafia Capitale, rimangono dunque agli arresti. 

    Non cambiano nemmeno i capi d’imputazione: Odevaine resta indagato per corruzione, mentre per Buzzi e Panzironi è stata confermata dalla Cassazione l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

    Un reato invece contestato dalle difese, che hanno tentato di impugnare l’applicazione delle misure cautelari oltre all’applicazione dell’articolo 416 bis a carico di Buzzi e Panzironi insieme ad altri imputati. 

    Eppure prima della sentenza della Cassazione il legale di Buzzi, l’avvocato Alessandro Diddi, si era detto fiducioso: “Non c’è un solo comportamento ascrivibile a Buzzi che possa in qualche modo configurare associazione per delinquere di stampo mafioso”.

    Una linea che non ha convinto il sostituto procuratore generale Luigi Riello, il quale ha condiviso completamente i contenuti dell’ordinanza cautelare del gip.

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  22. http://www.imolaoggi.it/2015/04/14/video-la-boldrini-sbugiardata-dai-nomadi-noi-vogliamo-stare-nei-campi/


    Video – Boldrini sbugiardata dai nomadi “Noi vogliamo stare nei campi”.

    martedì, 14, aprile, 2015

    Boldrini sbugiardata dai nomadi.

    Per, Laura Boldrini, non c’è dubbio: “La dimensione del campo rom va superata, non fa onore al nostro Paese. L’Europa dei diritti ci chiede che non sia utilizzata la politica dei campi, il nostro Paese deve ascoltare tale richiamo”. Insomma bisogna regalare le case ai nomadi PERCHE’ CE LO CHIEDE LA UE.

    E’ un “falso mito” pensare che queste persone siano contente di vivere così, aveva stigmatizzato Boldrini (che lancia anatemi secondo le sue ideologie senza interpellare gli interessati), al termine di un incontro a Montecitorio con l’associazione e una delegazione di donne rom. In Europa, rileva il Rapporto, i rom e sinti sono circa 12 milioni: di questi, 6 milioni vivono nei paesi dell’Ue. In Italia sono presenti soprattutto nel Lazio, in Lombardia, Calabria e Campania. “Numeri relativamente consistenti” si registrano anche in Piemonte, Abruzzo e Veneto. Un quarto dei rom che risiedono nei “campi” vive nel Lazio, mentre si arriva al 51% se si prendono in considerazione anche Lombardia e Piemonte.

     

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  23. http://www.ilgiornaleditalia.org/news/da-roma--dal-lazio/864099/Esquilino--zero-sicurezza--colletta.html
    17 aprile 2015


    Esquilino: zero sicurezza, colletta per la vigilanza.
    Al “Giornale d’Italia” parla Augusto Caratelli, presidente di Difesa Roma Caput Mundi.

    Sale la tensione in vista del corteo contro i campi rom del 24 maggio promosso dai 52 comitati di quartiere. Periferie bombe ad orologeria nella Capitale.


    Parlare di rivoluzione è azzardato. Ma la rabbia della gente sta prendendo il sopravvento. E dai quartieri della Capitale, soprattutto quelli periferici, ormai vere e proprie polveriere, centinaia di persone hanno messo in moto un movimentismo popolare. E col passaparola tantissimi gruppi si sono costituiti in comitati di quartiere. 

    Malavita, criminalità, campi rom, roghi tossici furti, scippi, drogaprostituzione: “basta”. Lo diranno con forza al corteo del 24 maggio, nel corso del quale chiederanno la “chiusura dei campi rom”, come sollecitato più volte dall’Unione europea al governo italiano. Ovviamente, tra le tante criticità di una città complessa come Roma non c’è solo laquestione nomadi, anzi…

    I romani sono stanchi di convivere coi fenomeni malavitosi e, di fronte all’indifferenza della politica, hanno deciso di rimboccarsi le maniche. 

    Un primo passo sono state le squadre di vigilanza promosse da diversi comitati quartiere, grazie alla collaborazione di centinaia di volontari, che segnalano le situazioni dubbiose alle forze di polizia. Ma non basta. C’è chi va oltre. Tanto che, su sollecitazione dei residenti, sabato prossimo all’Esquilino, in via Carlo Felice, altra zona calda del quartiere, i comitati diDifesa Roma Caput Mundi e Wolkonsky-Carlo Felice hanno convocato un’assemblea pubblica all’aperto per “decidere, qualora fosse possibile, di istituire la vigilanza privata - ha annunciato Augusto Caratelli, presidente del Comitato Difesa Roma Caput Mundi, al Giornale d’Italia - a carico dei cittadini nelle ore serali”. Insomma: i cittadini sono costretti a pagare per la loro sicurezza e incolumità. Assurdo. 

    “Non ce la facciamo più: dovrebbero esserci controlli a tappeto nel quartiere, invece…”, ha detto ancora Caratelli. 

    Basti pensare a quello che accade in via Carlo Felice. “Gli scippi e i furti sono all’ordine del giorno, favoriti dal blackout misterioso dell’impianto di illuminazione, denunciato più volte all’Acea. La situazione è esplosiva”, ha aggiunto. 

    Un’altra zona calda del quartiere è via Giolitti, dove “ci hanno segnalato alcuni episodi di sovraffollamento in decine di appartamenti di diversi condomini, nella maggior parte dei casi ad opera di stranieri”.  

    Non va meglio a Largo Guglielmo Pepe, nei pressi del mercato. “Abbiamo una forte presenza di rom che vendono merce di dubbia provenienza - ha denunciato Caratelli - Ma è un punto di ritrovo anche di tantissimi africani, e recentemente sono andate in scena diverse risse”. 

    Nel giardino di piazza Vittorio, invece, “ci sono sbandati e violenti, che importunano i passanti, in particolare donne e ragazze”. Poi c’è il degrado: “Urinano dappertutto: dentro e fuori il giardino. Come possiamo vivere così?”, si è chiesto Caratelli, che con un pizzico di rassegnazione ha detto: “Il problema è che non fa niente nessuno, vigiliamo solo noi dei comitati. Purtroppo per via dei tagli le forze di polizia, alle quali andrebbe fatto un monumento, non riescono a combattere il fenomeno: c’è una sproporzione spaventosa tra i malavitosi e le unità sul territorio”.   

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