giovedì 26 marzo 2015

Multe 'quote latte' in Veneto: azione di protesta di CasaPound al TAR di Venezia

MULTE QUOTE LATTE IN VENETO: AZIONE DI PROTESTA DI CASAPOUND VENETO AL TAR DI VENEZIA

Venezia, 26 marzo 2015 – Militanti di CasaPound Veneto, all'alba di quest'oggi, hanno affisso davanti al TAR di Venezia quattro cartoni raffiguranti altrettanti contenitori per il latte.
Uno rappresenta il latte tedesco, uno il latte francese, uno il latte polacco e infine l'ultimo il latte italiano. Presente anche uno striscione, recante la scritta: “No alle quote latte, no alle multe ai produttori italiani”.
L'azione vuole essere una protesta contro le multe arrivate in Veneto per l'annosa vicenda quote latte.
“Con questa azione – spiega CasaPound in una nota – abbiamo voluto portare la nostra solidarietà ai produttori locali colpiti da questa stangata, e protestare per il perdurare di questa assurdità. Spesso, c'è chi riduce questa vicenda al mero rispetto delle regole. In realtà si tratta di una banalizzazione. Le quote latte, introdotte oramai molti anni fa, sono state forse la primissima avvisaglia di quell'Europa assurda e ingiusta contro cui noi oggi ci battiamo. Quell'Europa che strangola i nostri produttori, le nostre tipicità, le nostre eccellenze, perché preferisce fare gli interessi delle multinazionali dell'agroalimentare e della grande distribuzione organizzata, che taglieggiano i piccoli produttori locali”.
“Di sicuro – prosegue CasaPound Veneto – sono decenni che le quote latte mortificano le nostre produzioni, poiché all'epoca ci furono assegnate in una maniera totalmente inadeguata rispetto alla nostra capacità produttiva. E così ci troviamo ad importare latte straniero, di dubbia qualità, mentre siamo costretti a gettare via il nostro, controllatissimo e di alta qualità. La verità è che da sempre, l'UE mira ad ammazzare la nostra preziosa agricoltura. Ora cosa ne sarà di queste aziende? Delle persone che vi lavorano? E' ora di dire basta. E se un accordo è sbagliato, si battono i pugni sul tavolo e si cambia. I nostri governanti devono fare gli interessi delle nostre aziende, non gli strozzini per conto di Bruxelles”.


22 commenti:

  1. Sono 4 anni che subiamo le conseguenze di una svendita della nostra economia alle logiche speculative straniere. Governi piddini traditori.

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  2. La nostra economia agricola e di allevamenti x produrre latte e formaggi vari sono due settori fondamentali che un governo di eterosessuali avrebbe dovuto tenere fuori dai giochini di svendita e di porcherie tipo globalizzazione. La Cina ci riempie di MERDA e coi nostri soldi si sta comprando le eccellenze MADE IN ITALY. E indegni omuncoli come romano prodi e Mario Monti si sono APPECORINATI agli speculatori stranieri che li hanno pagati con 30 DENARI come dei Giuda iscariota.

    I nostri allevatori di bestiame da latte dovrebbero essere tutelati e poter produrre tutto il latte che vogliono. ......com'era prima di questa follia europeidiota antitaliana. È pazzesco che noi italiani non possiamo consumare tutto il latte italiano prodotto ma dobbiamo essere costretti a importare e consumare schifezze estere che non sappiamo da dove vengono ...!!!!!!!!!

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  3. http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/03/23/news/quote-latte-ricorso-a-strasburgo-la-battaglia-finale-dei-produttori-1.11105971


    Quote latte, ricorso a Strasburgo La battaglia finale dei produttori.

    L’avvocatessa trevigiana Salvalaggio ricorre contro le multe alla Corte europea dei diritti dell’uomo. «Compensazioni retroattive e controlli fatti male». Ultime sanzioni: 17 milioni a 53 aziende trevigiane.

    Fabio Poloni

    23 marzo 2015

    La guerra sulle quote latte arriva a Strasburgo. È alla Corte europea dei diritti dell’uomo che l’avvocato trevigiano Catia Salvalaggio vuole presentare ricorso contro le sanzioni agli allevatori per aver “sforato” il tetto di produzione di latte fissato in sede comunitaria. Mentre continuano a fioccare multe mostruose (l’ultimo giro di cartelle a 53 produttori trevigiani ha toccato la cifra complessiva di 17 milioni di euro), gli allevatori si preparano a quella che potrebbe essere la battaglia finale, decisiva. A Strasburgo, appunto.

    «I motivi per andare alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono tanti», dice l’avvocatessa trevigiana, da una quindicina d’anni in prima linea su questa battaglia che è economica, sociale, politica. «Innanzitutto», dice Salvalaggio, «l’Europa ha fatto le compensazioni in maniera sbagliata, cambiando i regolamenti in corsa e applicandoli poi retroattivamente. Inoltre, una sentenza del dicembre 2014 ha confermato una multa da 75 milioni di euro all’Italia per mancati controlli sulle produzioni. Ma se non c’erano i controlli, chi certifica quali erano le quote realmente prodotte?».

    Le armi da affilare sono tante: c’è tempo sei mesi per presentare ricorso a Strasburgo da quando una sentenza è diventata definitiva (ovvero dopo il vaglio del Consiglio di Stato, in Italia, al quale si può ricorrere dopo il Tar). «Ce n’è una di un paio di mesi fa», dice l’avvocatessa, «ma prima di muovermi aspetto se ne arrivano altre». Una sorta di class action estrema dei produttori. La Corte di Strasburgo non è un’istituzione che fa parte dell’Unione europea, a differenza della Corte di giustizia dell’Ue. È un arbitro esterno, insomma.
    Le “quote latte” sono state introdotte nel 1984. Tecnicamente si chiamano “prelievo supplementare”, strumento che impone agli allevatori europei un prelievo finanziario per ogni chilo di latte prodotto oltre il limite stabilito. In Italia per anni si è giocato a rinviare, a sforare sperando in colpi di spugna. Poi si è messo in discussione tutto il sistema, con i produttori a parlare di «truffa». C’è anche la questione del consenso politico che la difesa degli allevatori (migliaia, qui a nord) ha garantito, ma questa è un’altra storia. Ora i nodi vengono al pettine in maniera drammatica. Un produttore vicentino mercoledì si è impiccato nella sua stalla dopo aver ricevuto una cartella Agea (l’ente esattore) da quattro milioni di euro. In Veneto sono arrivate sanzioni complessive per circa 180 milioni di euro a carico di 401 aziende per gli sforamenti nel periodo 2004-2009. La giurisprudenza italiana ormai è chiara: bisogna pagare, la lista di sentenze e ricorsi bocciati è lunghissima. «Io continuo a farli, fino al Consiglio di Stato, perché prima di arrivare a Strasburgo bisogna esaurire tutti i gradi di giudizio nazionali», dice Salvalaggio. Pronta per la battaglia decisiva.

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  4. http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2015/03/20/news/quote-latte-multe-record-stangata-per-401-aziende-1.11080814


    Quote latte, multe record: stangata per 401 aziende

    Sono arrivate nel Veneto le sanzioni per gli allevatori considerati irriducibili. Devono pagare 180 milioni di euro, ma i produttori coinvolti sono più di 700.

    Daniele Ferrazza

    20 marzo 2015

    PADOVA. La comunicazione è di questo tenore: «A seguito delle verifiche effettuate da Agea, è risultato a Suo carico un debito per prelievo latte. Eventuali chiarimenti sulle somme addebitate in cartella possono essere richiesti all’Agea, settore Quote Latte». In calce, l’importo: che oscilla da un minimo di 25 mila euro a un massimo di sei milioni di euro. L’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura, sede di Roma, ha inviato a 401 imprese di produttori di latte le multe relative allo «sforamento» delle quote nel periodo 2004 - 2009. Per i produttori veneti si tratta di una prima «stangata» da 180 milioni di euro, ma altrettante sono le cartelle che partiranno nei prossimi mesi, per un importo ancora superiore, relative alle campagne 2010-2014. Il primato nel Padovano: un conto da sei milioni. Cifra da capogiro nell’azienda di un produttore di Limena: «Non pago». Gli allevatori si difendono: «Così si mette in ginocchio un intero sistema»
    Complessivamente, infatti, sono 770 le imprese che riceveranno le cartelle, per un importo superiore ai 450 milioni di euro. Insomma, un disastro per circa il 10 per cento dei produttori veneti, considerati irriducibili perché non hanno mai accettato di pagare le multe accumulando sanzioni e interessi per circa un terzo dell’importo complessivo delle cartelle. «Non pagheremo» è la compatta risposta dei produttori, quasi tutti associati al Cospa, l’ultimo sindacato rimasto a difenderli. Tutta colpa di un meccanismo perverso legato alla quota di produzione assegnata all’Italia, ritenuto largamente insufficiente rispetto al numero di capi da latte presenti nelle stalle italiane. I produttori, stimolati dalle stesse associazioni di categoria, hanno sempre prodotto in eccesso facendo accumulare all’Italia costose multe, che si sono tradotte, ora, in salatissime cartelle esattoriali emesse dall’Agea. Praticamente si tratta di titoli esecutivi che possono tradursi in autentici pignoramenti.
    L’arrivo delle cartelle ha già provocato una tragedia della disperazione: mercoledì pomeriggio un agricoltore vicentino di 47 anni si è impiccato nella sua stalla, poche ore dopo aver ricevuto una cartella da 4 milioni di euro. Proprio Vicenza, teatro delle più clamorose proteste dei Cobas del latte (con il blocco dell’autostrada a Vancimuglio nel 1997 e i getti di letame sull’A4) è la provincia dove maggiore è il numero dei produttori «ribelli»: 153 aziende per un importo superiore ai 71 milioni di euro. Nel Padovano sono coinvolte 95 aziende per un importo di 47 milioni di euro. A Treviso i produttori sono 53 e devono allo Stato diciassette milioni di euro. Sette le aziende veneziane, per un importo dovuto di poco più di un milione.
    La zootecnia veneta, dunque, subisce un altro crollo. Forte del primato del 45 % della produzione nazionale di carne e del 10% della produzione nazionale di latte, le aziende venete rischiano di crollare sotto il peso della nuova (ma del resto largamente annunciata) stangata: la preoccupazione maggiore è legata proprio alla sopravvivenza delle aziende sulle quali grava il debito della Agea. Il Cospa ritiene che i rubinetti del credito bancario potrebbero chiudersi presto, provocando il tracollo di decine e decine di imprese. Nell’assoluto e colpevole silenzio della politica che dopo aver assecondato (la Lega) i produttori li ha lasciati al loro destino.

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  5. http://www.imolaoggi.it/2015/02/26/quote-latte-e-uno-scandalo-multe-ue-gonfiate-e-non-dovute/


    “QUOTE LATTE E MULTE GONFIATE: BASTA CON I RIMPALLI ROMA–BRUXELLES”.


    “Sullo scandalo delle quote latte e delle multe gonfiate continua il gioco dello scaricabarile tra Roma e Bruxelles. E’ ora di mettere la parola fine a questo rimpallo di responsabilità, con lo Stato italiano che continua a coprire omertosamente questo scandalo a Bruxelles e con l’UE che, a sua volta, finge di non conoscere i tanti, troppi, errori che sono stati commessi sulle quote latte, come il caso limite delle ormai famose mucche immortali che producevano latte fino a 82 anni. Un sistema infernale che ha dissanguato i nostri allevatori, soprattutto quelli del Veneto e della Pianura Padana, costringendoli a versare multe non dovute o a pagare quote non necessarie per una cifra stimabile in circa 2,5 miliardi di euro”.

    Quote latte: nessuno sforamento, il ministero sbagliò. Gli allevatori avevano ragione.

    Lo dichiara l’europarlamentare leghista Mara Bizzotto, vicesegretario veneto della Lega Nord, dopo la risposta che il Commissario UE per l’Agricoltura, Phil Hogan, ha dato alla sua interrogazione sull’annosa questione ‘quote latte’.
    A seguito delle nuove indagini della Procura di Roma, l’eurodeputata Bizzotto ha chiesto “un intervento diretto dell’esecutivo UE per assicurare un controllo super partes sulle modalità di calcolo delle quote latte in Italia e, nel caso siano confermate delle irregolarità, di tutelare gli allevatori italiani sospendendo l’irrogazione delle multe, fino a che non sia fatta chiarezza sull’intera vicenda”.
    Il Commissario UE Phil Hogan ha risposto affermando che “ogni Stato membro è responsabile di garantire l’esattezza dei quantitativi prodotti e distribuiti”. Secondo Hogan “le informazioni fornite dalle autorità italiane competenti, nonché la relazione speciale 2/2012 della Corte dei Conti italiana, hanno confermato l’affidabilità dei dati forniti”. Così come “la recente relazione del 23 ottobre 2014 non fa riferimento ai dubbi sulla correttezza degli importi delle imposte dovute da parte di alcuni produttori italiani di latte per più di 20 anni”. Pertanto secondo la Commissione UE “non vi è alcun motivo per adottare provvedimenti riguardanti i dati e il loro metodo di calcolo o sospendere il pagamento dell’imposta”.
    “Queste parole confermano il muro di gomma innalzato da Bruxelles e Roma sul sistema delle quote latte italiane – continua l’on. Bizzotto – Un meccanismo che negli anni si è dimostrato, sotto ogni punto di vista, una colossale fregatura per le nostre aziende, con il paradosso che i nostri allevatori non potevano mungere le proprie mucche per non superare le quote di produzione fissate dall’UE mentre l’Italia importava latte dall’estero per soddisfare il fabbisogno nazionale”.
    “Le risposte che fino a oggi ci ha dato l’Europa non ci bastano e soprattutto non bastano ai nostri allevatori che si sono rovinati a causa di questo diabolico sistema – conclude l’eurodeputata Bizzotto – L’UE non può alzare la voce solo quando si tratta di darci sanzioni o riscuotere multe e far finta di niente quando si tratta di verificare errori e taroccamenti che sono persino al vaglio delle Procure. Chi ha sbagliato, a Roma come a Bruxelles, deve assumersi le proprie responsabilità.

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  6. http://www.ilvelino.it/it/article/2015/03/26/quote-latte-coldiretti-parmalat-sottopaga-allevatori-italiani/2b722f63-363d-4e5c-bd3d-62b47969143b/



    Quote latte, Coldiretti: Parmalat sottopaga allevatori italiani.

    26 marzo 2015

    “Dalla francese Parmalat vengono proposti agli allevatori italiani accordi capestro che sottopagano il latte al di sotto dei costi di produzione e spingono alla chiusura delle stalle”. Lo rende noto la Coldiretti che definisce come “indecente” la proposta di Parmalat di pagare il latte 36 centesimi al litri e riferimento l'indice medio nazionale della Germania, con l’inizio della nuova campagna che coincide con la fine del regime quote latte il 31 marzo 2015. “La produzione italiana di latte - sottolinea la Coldiretti - si distingue per le elevate caratteristiche qualitative e fare dunque riferimento ai prezzi tedeschi è una manovra speculativa del tutto ingiustificata e quindi inaccettabile. D’altra parte la Parmalat si guarda bene dal praticare sul mercato italiano gli stessi prezzi di vendita al consumo per latte e formaggi della Germania. L’arroganza del gruppo industriale è significativa di una posizione dominante sul mercato che – conclude la Coldiretti - merita di essere attenzionata in Italia dall’Antitrust che è già intervenuto sanzionando la Lactalis, capogruppo della Parmalat, sia in Francia che in Spagna”.

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  7. http://it.euronews.com/2015/03/26/fine-delle-quote-latte-la-germania-esulta-il-sud-europa-protesta/

    26/03/2015

    Fine delle quote latte. La Germania esulta, il Sud Europa protesta.

    Arianna Sgammotta

    Dal 1 aprile gli europei potranno produrre tutto il latte che vorranno. Da Bruxelles la Commissione europea ha annunciato la fine delle controverse quote latte, ovvero i limiti alla produzione imposte dall’esecutivo comunitario nel 1984.
    Bruxelles spiega la decisione come il tentativo di riportare l’Europa a un livello competitivo con gli altri produttori mondiali.
    “E’ chiaro che l’abolizione delle quote latte farà crescere il rischio della volatilità dei prezzi” ha spiegato il Commissario Phil Hogan “Su questo, però, vorrei aggiungere che continueremo ad avere degli strumenti in grado d’intervenire in caso di crisi. Ci saranno, poi, nuovi tipi di finanziamento per gli Stati membri, anche grazie agli aiuti della Banca europea per gli Investimenti, con la quale vogliamo riformare l’industria casearia.
    In Europa le reazioni però variano da Paese a Paese. Se il Nord Europa, Germania in testa, si prepara a cogliere l’opportunità di un aumento della produzione per conquistare nuovi mercati, il Sud teme di perdere sussidi e di subire un tracollo a causa della caduta dei prezzi.

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  8. http://www.eunews.it/2015/03/26/da-1-aprile-addio-alle-quote-latte-hogan-settore-puo-diventare-motore-di-crescita/32706



    Da 1 aprile addio alle quote latte, Hogan: “Settore può diventare motore di crescita”.

    LENA PAVESE

    26 marzo 2015


    Bruxelles assicura di non temere un eccessivo abbassamento dei prezzi: “Negli ultimi due anni la produzione è aumentata ma i prezzi sono rimasti stabili”

    Bruxelles – Addio alle quote latte. Il regime di limiti alla produzione imposti dall’Unione europea ai diversi Paesi per evitare che il mercato venga invaso da un’offerta troppo abbondante giungerà a termine il 31 marzo 2015. Un passaggio su cui Bruxelles è ottimista e non teme un eccessivo abbassamento dei prezzi del latte e dei prodotti caseari come conseguenza della possibile maggiore produzione di latte. “Negli ultimi due anni la produzione è aumentata ma i prezzi sono rimasti stabili” ha fatto notare il commissario Ue per l’agricoltura, Phil Hogan.

    Si tratta dunque, secondo Hogan,  “al tempo stesso di una sfida e di un’opportunità per l’Unione”: “Una sfida – ha specificato – in quanto un’intera generazione di produttori di latte dovrà abituarsi a vivere in un ambiente completamente nuovo, segnato sicuramente da una certa volatilità. Ma al tempo stesso rappresenterà indubbiamente un’opportunità in termini di crescita e di posti di lavoro”. Secondo il Commissario, “il settore lattiero-caseario ha tutto il potenziale per diventare un motore economico per l’Ue” e “le zone più vulnerabili, per le quali l’abolizione delle sistema della quote può essere considerata una minaccia, possono beneficiare della gamma di misure di sviluppo rurale legate al principio di sussidiarietà”.

    Le reazioni alla fine del regime variano da Stato a Stato. Se i Paesi più competitivi nel settore come Irlanda, Germania, Paesi Bassi, Belgio e repubbliche baltiche sono pronti a cogliere le nuove opportunità, altri, tra cui anche Italia e Francia, sono più dubbiosi e temono che la fine della quote latte si traduca soprattutto in una caduta dei prezzi.

    Il sistema della quote latte è stato introdotto per la prima volta nel 1984, in un momento in cui la produzione dell’Ue eccedeva di gran lunga la domanda. In questa situazione ha rappresentato uno dei primi strumenti creati per superare le eccedenze strutturali. Le successive riforme della politica agricola comune dell’Ue hanno orientato il settore sempre più al mercato e, in parallelo, hanno fornito una serie di strumenti più mirati per contribuire a sostenere i produttori in zone vulnerabili, come quelle montuose, dove i costi di produzione sono più elevati. La decisione sulla data ultima per l’abolizione dei contingenti è stata presa per la prima volta nel 2003, in modo da fornire maggior flessibilità ai produttori dell’Unione per soddisfare l’aumento della domanda, soprattutto sul mercato mondiale. La data è stata riconfermata nel 2008, accompagnata da un ventaglio di misure intese a realizzare un cosiddetto “atterraggio morbido”. Nonostante le quote, negli ultimi 5 anni le esportazioni UE di prodotti lattiero-caseari sono aumentate del 45% in volume e del 95% in valore. Le proiezioni di mercato indicano che anche le prospettive di crescita per il futuro rimangono forti, in particolare per quanto riguarda i prodotti a valore aggiunto come i formaggi, ma anche per gli ingredienti utilizzati nei prodotti alimentari, nutrizionali e sportivi.

    “In questa era dopo-quote, devono essere messi in atto i giusti strumenti per aiutare i produttori di latte e le cooperative lattiero-casearie a fare fronte agli effetti”, sottolinea Pekka Pesonen, segretario generale del Copa-Cogeca, che riunisce agricoltori e cooperative europee. “Nonostante il quadro normativo dell’Ue includa già misure di mercato che possano aiutare a proteggere i produttori contro la volatilità”, questi “non rappresentano più una vera e propria rete di salvataggio in grado di aiutare i produttori di latte nei periodi di grave squilibrio del mercato”. Per il Copa-Cogeca “altri strumenti per il controllo del rischio sono necessari.

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  9. http://mobile.ilsole24ore.com/

    Il ministro delle Politiche agricole Martina in una vicenda che è costata ai cittadini italiani 4 miliardi e mezzo, 75 euro a cittadino per la mancata riscossione delle multe.
    Per Coldiretti nell'ultimo anno di attuazione del regime delle quote latte, che terminerà il 31 marzo 2015, c'è rischio concreto di arrivo di nuove multe per superamento dell'Italia del livello quantitativo di produzione assegnato dall'UE, dopo 4 anni in cui nessuna multa è stata dovuta da allevatori italiani. 
    Il Consiglio dei ministri agricoli dell'U.E. ha all'ordine del giorno anche l'andamento del mercato del latte. Nel mese di marzo comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori hanno portato prima in Spagna e poi in Francia alla condanna da parte dell'Antitrust delle principali industrie lattiero casearie, molte delle quali «operano - scrive Coldiretti - anche sul territorio nazionale dove invece c'è un “silenzio assordante” da parte dell'Autorità Garante delle Concorrenza e del mercato». In Francia l'Antitrust il 12 marzo ha multato per 193 milioni di euro undici industrie lattiero casearie tra le quali Lactalis, Laita, Senagral e Andros's Novandie per pratiche anticoncorrenziali dopo che il 5 marzo scorso - sottolinea la Coldiretti - era intervenuto anche l'Antitrust iberico che aveva annunciato multe per un totale di 88 milioni di euro a gruppi come Danone (23,2 milioni), Corporation Alimentaria (21,8 milioni), Grupo Lactalis Iberica (11,6 milioni). Secondo Coldiretti anche in Italia esiste un evidente squilibrio contrattuale tra le parti che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato, dalla quale gli allevatori dipendono. I prezzi praticati dagli intermediari della filiera del latte fresco sono iniqui e gli allevatori - precisa Coldiretti - manifestano ormai evidenti segni di difficoltà perché non riescono a coprire neanche i costi di produzione.
    Coldiretti e Codacons hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco all'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. 
    Alle difficoltà determinate dai bassi prezzi corrisposti agli allevatori si aggiunge – riferisce la Coldiretti - il rischio concreto dell'arrivo di nuove multe sulla base dell'ultimo aggiornamento dei dati Agea dai quali si evidenzia un aumento della produzione del 3,24 per cento rispetto allo scorso anno, con un incremento in valori assoluti di 2,561 milioni di quintali, sulla base dei primi nove mesi della campagna relativa al periodo che va dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015. Per Coldiretti si preannuncia, dunque, il primo splafonamento dopo l'introduzione della legge 33/2009 che prevede la possibilità di compensazione solo agli allevamenti di montagna e delle zone svantaggiate, a quegli che non hanno superato il livello produttivo 2007-2008 e ultimi, in ordine prioritario, a quegli allevamenti che producono entro e non oltre il 6 per cento della quota loro assegnata. Un provvedimento sostenuto da Coldiretti permette ora di rateizzare le multe di quest'anno a carico dei loro allevatori per un massimo di tre anni e senza interessi ma occorre individuare soluzioni a livello nazionale che permettano un atterraggio morbido nell'uscita da un regime che ha condizionato il settore per decenni. 
    La questione quote latte è iniziata 30 anni fa nel 1984 con l'assegnazione a ogni Stato membro dell'Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. All'Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Il 1992, con la legge 468, poi il 2003, con la legge 119, e infine il 2009, con la legge 33, sono state le tappe principali del difficile iter legislativo per l'applicazione delle quote latte che ha consentito alla stragrande maggioranza dei 36mila allevatori di mettersi in regola acquistando o affittando quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro.

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  10. ""Itaglia"" colonizzata dalla Troika merkuliana con un governicchio nostrano di EUNUCHI rotti in cxxo capaci solo di fottere i propri connazionali e riceverne 30 denari.!!!!

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  11. Il latte genuino in Italia è stato sempre invidiato da tutti e pertanto meriterebbe maggiore tutela.
    Non pagare le quote latte vessatorie imposte da una banda bassotti europea di csx è un diritto costituzionale e magistratura e politica al governo dovrebbero ergersi a baluardo a difesa dei produttori allevatori. Ne va della loro sopravvivenza e della sopravvivenza della nostra Sovranità compromessa da accettazioni merkuliane assurde x l'italia sovrana.

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  12. http://mobile.corriere.it/m/informazionelocale/notizie/corrieredelveneto/notizie/cronaca/2014/11-luglio-2014/quote-latte-scateneremo-guerra-223551320953/0?checkEnrichmentDate=1427484330096


    CORRIERE DEL VENETO LE MULTE Quote latte: «Scateneremo la guerra» Ammonimento dall’Europa, il governo s’impegna a recuperare le multe non pagate. (450 milioni in Veneto). Finanza nelle aziende, i Cospa minacciano: «Abbiamo i fucili»

    VENEZIA — La prima offensiva rischia di colpire a fondo le narici. Da ieri mattina, dopo l’improvvisa richiesta della Commissione europea di recuperare al più presto il miliardo e mezzo di multe non versate per lo sforamento delle quote latte e la conseguente rassicurazione a Bruxelles da parte del ministero dell’Agricoltura («Massimo impegno per garantire il recupero dei prelievi già dovuti»), la parola che gira tra gli allevatori veneti è: «Vancimuglio ». Per chi non lo ricordasse, Vancimuglio è la località vicentina dalle parti di Grumolo delle Abbadesse dove alla fine degli anni Novanta i milk warriors, i guerrieri del latte, spararono letame sulle forze dell’ordine che cercavano di contenere la protesta contro le multe imposte per gli sforamenti delle quote di produzione. «Non abbiamo combattuto per nulla - tuona Mauro Giaretta, leader del Cospa, l’agguerrita associazione degli allevatori veneti che vedono nelle quote latte l’ingiustizia incarnata in legge -. Finora abbiamo tenuto buoni i nostri vecchi con la promessa che avremmo vinto i ricorsi in tribunale, ma adesso, se vengono a pignorarci le aziende, adesso siamo pronti a tirare fuori i fucili....................

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  13. https://argav.wordpress.com/2015/03/17/26120/


    Multe quote latte. Confagricoltura Veneto: “paghi chi deve pagare”.

    Fabio Curto

    Le “quote latte”, anche se scompariranno dal prossimo primo aprile, fanno ancora discutere e creano problemi agli allevatori italiani e veneti. Questo perché il 26 febbraio scorso, la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per lagestione inadeguata che è stata attuata nel nostro Paese per il recupero dei prelievi derivanti dallasovrapproduzione di latte.
    La questione si trascina dal 1984, quando l’Unione europea inserì i tetti produttivi di latte con lo scopo di limitarne la produzione e attribuì le responsabilità dell’eventuale sovrapproduzione ai singoli allevatori. Secondo queste norme, i produttori che superavano la quota assegnata dovevano, e devono, pagare una multa sulle loro eccedenze produttive.
    Purtroppo, in Italia la produzione del latte non è stata gestita correttamente dai Governi che si sono succeduti e ciò ha creato situazioni che hanno portato a pesanti ripercussioni all’intero settore. Il nostro Paese ha, infatti,superato ogni anno dal 1995 al 2009 la quota nazionale di produzione di latte e pertanto ha dovuto versare alla Commissione europea un considerevole prelievo supplementare di ben 2.305 milioni di euro. ” Le “multe” dovevano essere pagate dai singoli produttori che avevano superato le loro quote individuali ma alcuni allevatori, sostenuti anche da compagini politiche, pur avendo prodotto del latte eccedente la loro quota, non hanno mai pagato il dovuto. La Commissione europea stima che l’Italia dovrebbe ancora recuperare sanzioni per 1.343 milioni di euro”, spiega Fabio Curto,presidente della Sezione Economica lattiero-casearia di Confagricoltura Veneto.
    Confagricoltura Veneto: “Nuova Pac, si rischia di fare differenze tra allevatori”. “Quanto è successo ha penalizzato fortemente la stragrande maggioranza degli allevatori che per rispettare il loro limite produttivo hanno dovuto acquistare  le quote e talvolta si sono indebitati e stanno ancora pagando adesso le rate del prestito contratto. La mia Organizzazione agricola – continua Curto -, ha sempre sostenuto che se ci sono delle leggi e delle norme, le stesse vanno rispettate, anche se parallelamente ci siamo fortemente impegnati per il loro cambiamento e il superamento di regole non più adatte ad un mercato globale. Non così si può dire di altre organizzazioni del mondo agricolo.” “In Italia – aggiunge Curto –  è mancata in questi anni una programmazione e una seria politica per la nostra zootecnia e gli interventi governativi di questi giorni non hanno cambiato questa rotta di collisione per il nostro settore. Come Confagricoltura Veneto siamo fortemente contrari alle nuove disposizioni relative al pagamento accoppiato per il comparto latte contenute nel nuovo decreto attuativo della PAC approvato negli scorsi giorni dal Ministero delle Politiche Agricole. Il decreto prevede che l’accesso ai contributi previsti è subordinato all’iscrizione ai Libri Genealogici e ai Controlli Funzionali, ma questo escluderebbe oggi quasi la metà degli allevatori italiani. Allevatori che allo stesso modo hanno la loro stalla regolarmente controllata così come il loro latte. Il Governo non deve entrare nel merito delle scelte aziendali d’impresa e discriminare gli allevatori fra quelli di serie “A” da quelli di serie “B”.

    L’allevatore deve essere al centro del sistema allevatoriale. Gli allevatori che volessero percepire il premio dovrebbero iscriversi obbligatoriamente ai Libri genealogici con dei costi che assorbirebbero una buona parte del premio stesso.......

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  14. http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/1099756_multato_per_le_quote_latte_muore_suicida_in_stalla/?refresh_ce#scroll=921


    19.03.2015

    Multato per le quote latte. Muore suicida in stalla.
    L'allevatore è stato trovato senza vita dalla madre. La tragica decisione avvenuta dopo aver ricevuto la cartella esattoriale che gli imponeva i pagamenti.



    GRISIGNANO. ORE 15.59. EQUITALIA: "LA CARTELLA NON E' NOSTRA". "Con riferimento al tragico episodio avvenuto a Grisignano in provincia di Vicenza, - precisa in una nota Equitalia - nell’esprimere cordoglio per l’accaduto, si precisa che la cartella in questione non è riferibile a Equitalia ma all’ente pubblico creditore titolare delle sanzioni sulle quote latte".

    ORE 8. Ancora la crisi economica, ancora le difficoltà ad andare avanti, ancora un imprenditore che decide di farla finita. Franco Slaviero, 47 anni, allevatore di Grisignano si è tolto la vita ieri pomeriggio nella sua azienda agricola, in via Immacolata. L'uomo si è impiccato all'interno della stalla; a scoprire il corpo senza vita è stata l'anziana madre. 
    Al momento non è stato trovato nessun biglietto che possa spiegare la sua decisione, ma sembrano essere pochi i dubbi sui motivi che hanno spinto l'uomo a farla finita. L'estremo gesto sarebbe infatti legato alla difficile situazione economica in cui versava l'azienda.



    COMMENTI:

    grilog55
    Stiamo vivendo una forma "impropria" di guerra civile, con lo Stato da una parte, e i cittadini (cioè, in teoria, lo stato) dall'altra. Gli uni contro gli altri a distruggere quello che abbiamo costruito in 70 anni. E, a lamentarsi, non serve a nulla. Che vergogna, che schifo.

    rr1veneto
    Oramai l'agricoltura e l'allevamento in Italia sono giunti all'osso. le centrali pagano all'allevatore 28 centesimi al litro il latte (cremoso ) e lo rivendono a un euro e 40 scremato (quindi ci fanno il formaggio e o il burro) e via cosi con la carne con il pollame etc etc


    ottowasken 
    Che non si sappia a livello nazionale. Deve rimanere segreto. Giustizia europea è fatta. Applauso alla politica. Braviiii.......!!!!!!


    ilvendicatore
    Ennesimo fallimento della nostra società, cari politici ecco quali sono le vere tragedie del popolo. Mi raccomando alla Moretti che vada dalla manicure a farsi bella per le votazioni. La lega che ha cavalcato l'onda delle proteste delle quote latte cosa ha fatto per le multe?



    Beppaccio
    E' da 9 anni che vengo perseguitato con cartelle pazze quasi ogni anno. Ogni volta ho dimostrato con documentazione che ero nel giusto con attestazione dell' ufficio tasse. L'altro giorno mi arriva da Equitalia un documento riassuntivo che devo pagare tutto il contestabile non dovuto entro 1 mese altrimenti mi sequestrano la macchina. Da una parte mi dicono che sono a posto e dall'altra che devo pagare (uffici diversi). Che fare ? Io ho sempre pagato le tasse sempre in anticipo e ho la coscienza a posto, solo lor signori che fanno parte dei gabellieri hanno la coscienza a posto ? Comunque condoglianze alla famiglia del nostro agricoltore Veneto, ma presto speriamo che giri perché di queste persone senza coscienza, anima e cervello di origine non nostrana ne possiamo fare veramente a meno. Far pagare chi non deve assolutamente non pagare si dice : FURTO DI STATO.


    bepikappa
    Spero che vada di traverso il latte e i formaggi che i politici mangiano, così forse verrà in mente loro chi li produce e quanto si deve lavorare per ottenere un buon prodotto.

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  15. http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/03/27/news/truffa-delle-quote-latte-assolto-il-caseificio-1.11127596


    Truffa delle quote latte, assolto il caseificio.
    Il titolare era stato accusato di aver sottratto all’Agea oltre 65 mila euro. La difesa: non erano vendite dirette, il prodotto era destinato alla lavorazione.

    Alessandra Ceschia

    27 marzo 2015


    COSEANO. L’accusa era quella di truffa aggravata sulle quote latte. A finire nei guai, stavolta, è stato il titolare di un caseificio che, secondo l’accusa, avrebbe sottratto all’Agea (Agenzia per le erogazioni all’agricoltura) 65.438 euro, pari all’importo del prelievo supplementare sul quantitativo di latte prodotto in eccesso rispetto alle quote. Si è concluso con un’assoluzione per non aver commesso il fatto il processo a carico del titolare di un caseificio, Renzo Di Bidino, 59 anni di Coseano, finito in tribunale per la vicenda giudiziaria partita da un’inchiesta della Guardia di finanza. Oltre a Di Bidino era stato rinviato a giudizio anche Azzo Pasqualini, 62 anni, titolare di un’azienda agricola a Sedegliano che ha patteggiato la sua posizione.

    L’ipotesi accusatoria formulata dal pubblico ministero Lucia Terzariol è che Di Bidino, in concorso con Pasqualini, avrebbe sottratto al prelievo 41.184 chili di latte durante la campagna agricola aprile 2008 marzo 2009 con un prelievo evaso di 11.461 euro. Anzichè conferirli alla Cospalat, (che era il primo acquirente), il produttore li avrebbe consegnati al caseificio di Di Bidino facendo figurare con falsi documenti di trasporto e false fatturazioni che si trattava di una cessione in conto lavorazione. Analogamente, nella campagna agricola fra aprile 2009 e marzo 2010, sarebbero stati sottratti altri 193.954 chili di latte, con un prelievo evaso di 53.977 euro. Quei quantitativi di latte non sarebbero dunque mai entrati nel novero delle quote.

    A rappresentare l’articolata tesi difensiva nei confronti di Di Bidino è stata una memoria difensiva di 25 pagine, depositata dal suo avvocato difensore Cesare Tapparo. L’avvocato ha sottolineato come siano previsti due tipi di quote: la quota A è rappresentata dalla produzione lattiera conferita direttamente a società, cooperative e consorzi che rappresentano i primi acquirenti. Diverso il caso della quota B, rappresentata dalla porzione di latte destinata alle vendite in conto lavorazione per la produzione di formaggio, burro o altri derivati. Questo, ha spiegato Tapparo, era il caso del caseificio Di Bidino, che non aveva la qualifica di primo acquirente. Nè avrebbe potuto conoscere la situazione produttiva e l’eventuale quota eccedente del produttore. Gli sarebbero comunque mancati i motivi, e il guadagno, per partecipare al raggiro.

    Motivazioni che hanno convinto il giudice ad assolvere l’imputato per il quale il pm Luca Spinazzè aveva chiesto una condanna a 14 mesi di reclusione.

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  16. http://www.ilvelino.it/it/article/2015/03/27/coldiretti-31-marzo-terminano-quote-latte-in-piazza-con-allevatori/9a6b94c8-acd6-429d-831b-59d405147237/


    Coldiretti: 31 marzo terminano quote latte, in piazza con allevatori.

    27 marzo 2015

    Dopo oltre 30 anni di applicazione il 31 marzo 2015 termina il regime delle quote latte con l’arrivo di nuove multe per l’Italia dove l’andamento del mercato è drogato da comportamenti scorretti che sottopagano il latte e il lavoro degli allevatori che sono costretti a scendere in piazza nella Capitale. E quanto denuncia la Coldiretti nel rendere noto che martedì 31 marzo dalle ore 9,30 gli allevatori manifesteranno a Roma in Piazza del Foro di Traiano anche con sorprendenti azioni alla presenza del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. “Sarà distribuito – informa la Coldiretti - vero latte italiano e verranno smascherati i trucchi per produrre formaggi senza latte. La vera guest star sarà la pronipote della mucca ‘Onestina’, simbolo della battaglia per il Made in Italy degli allevatori onesti, sopravvissuti a disattenzioni, errori, ritardi e compiacenze che si sono ripetuti in questi decenni. I rischi e le opportunità per l’Italia dall’uscita dalle quote latte, il punto sull’applicazione e il bilancio dei costi per il Paese e per gli allevatori in questi 30 anni, le nuove multe in arrivo nel 2015 e le misure adottate per evitare un passaggio traumatico – conclude la Coldiretti - saranno al centro dell’iniziativa con il ‘Dossier sull’attuazione delle quote latte in Italia’ nell’ambito di un incontro che si svolgerà nell’antistante Palazzo Valentini”.

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  17. http://www.dazebaonews.it/economia/item/33226-addio-alle-quote-latte-allevatori-in-piazza-a-roma.html


    Addio alle quote latte. Allevatori in piazza a Roma.

    Venerdì, 27 Marzo 2015


    ROMA - Dopo oltre 30 anni di applicazione il 31 marzo 2015 termina il regime delle quote latte con l’arrivo di nuove multe per l’Italia dove l’andamento del mercato è drogato da comportamenti scorretti che sottopagano il latte e il lavoro degli allevatori che sono costretti a scendere in piazza nella Capitale.
    L’appuntamento è per il 31 marzo dalle ore 9,30 a Roma in Piazza del Foro di Traiano dove gli allevatori manifesteranno anche con sorprendenti azioni alla presenza del presidente della ColdirettiRoberto Moncalvo e del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Sarà distribuito vero latte italiano e smascherati i trucchi per produrre formaggi senza latte ma la vera guest star sarà la pronipote della mucca “Onestina”, simbolo della battaglia per il Made in Italy degli allevatori onesti, sopravvissuti a disattenzioni, errori, ritardi e compiacenze che si sono ripetuti in questi decenni.
    I rischi e le opportunità per l’Italia dall’uscita dalle quote latte, il punto sull’applicazione e il bilancio dei costi per il Paese e per gli allevatori in questi 30 anni, le nuove multe in arrivo nel 2015 e le misure adottate per evitare un passaggio traumatico saranno al centro dell’iniziativa con il “Dossier sull’attuazione delle quote latte in Italia”nell’ambito diun incontro che si svolgerà nell’antistante Palazzo Valentini.

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  18. http://italian.cri.cn/1781/2015/03/27/521s241200.htm#.VRajQBAuLqA



    Ue: cancellazione regime quote latte entro marzo.

      2015-03-27

    Il 26 marzo, la Commissione europea ha annunciato la soppressione del regime delle quote latte introdotto nel 1984.

    Il portavoce dell'Unione Europea ha affermato che il principale motivo dell'abolizione è da ricercarsi nella consistente domanda di prodotti caseari da parte della Cina e di altre economie emergenti, aggiungendo che questa misura offrirà maggiori opportunità ai produttori caseari europei, che potranno così regolare la produzione in base alla domanda del mercato e alle dinamiche dei prezzi.



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  19. http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2015/03/20/news/stella-avepa-preoccupato-per-la-zootecnia-nelle-stalle-vedo-solo-gente-che-lavora-1.11084117



    Stella (Avepa) preoccupato per la zootecnia «Nelle stalle vedo solo gente che lavora»

    PADOVA. «Conosco personalmente molti di questi produttori e in loro, al di là del merito della vicenda, vedo gente che si alza all’alba per aprire le stalle e finisce di lavorare quand’è buio.

    29 marzo 2015

    PADOVA. «Conosco personalmente molti di questi produttori e in loro, al di là del merito della vicenda, vedo gente che si alza all’alba per aprire le stalle e finisce di lavorare quand’è buio da un pezzo». Fabrizio Stella è il direttore dell’Avepa, l’agenzia veneta dei pagamenti in agricoltura. In questi anni ha cercato di dialogare con i produttori di latte cercando di capire il loro punto di vista e mediando tra l’organismo centrale Agea che si occupa delle multe delle quote latte e le aziende agricole coinvolte. «Mi spiace moltissimo per l’agricoltore che ha deciso di togliersi la vita - aggiunge Stella – ma in questo momento bisogna pensare con preoccupazione al futuro non solo di quell’azienda ma di tutte quelle coinvolte. Dietro a ogni azienda c’è una filiera importante e il settore della zootecnica è già fortemente provato. Per questo ho il dovere di esprimere la preoccupazione dell’Agenzia con l’obiettivo di cercare di essere ancora più vicino ed efficiente alle migliaia di imprese agricole che operano e lavorano nel Veneto e a cui vengono erogate con sollecitudine le somme a loro destinate».

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  20. http://www.parmaquotidiano.info/2015/03/18/corsa-degli-allevatori-per-quote-latte-del-parmigiano/



    Corsa degli allevatori per quote latte del Parmigiano


    28/03/2015

    Si susseguono a ritmo intenso le adesioni degli allevatori della filiera Parmigiano Reggiano alle quote latte da destinare alla trasformazione in formaggio Dop, istituite dal Consorzio di tutela nel novembre scorso in attuazione del Piano regolazione offerta 2014-2016.

    Le adesioni giungono ora al ritmo di 100 al giorno, e a due settimane dalla scadenza (31 marzo) hanno già superato le 2.400 unità, corrispondenti ad oltre il 70% degli allevamenti interessati.
    “In un momento di grande riflessione e di preoccupazione per lo smantellamento del regime delle quote latte comunitarie – osserva il Consorzio – l’istituzione delle quote latte per il Parmigiano Reggiano si conferma così una risposta concreta ed apprezzata dagli allevatori per dare nuovo valore al loro lavoro, grazie ad un valore reale di cui entrano in possesso”.
    “Il Consorzio del Parmigiano Reggiano – prosegue l’Ente di tutela – ha deciso di mettere al centro della filiera gli allevatori, attribuendo direttamente ad essi le quote latte per la trasformazione nella nostra Dop: la grande adesione riscontrata in queste settimane dimostra che la scelta fatta viene ritenuta indispensabile per rinsaldare il rapporto con il territorio e con i produttori storici, che sono i tratti distintivi di una dop eccellente”.
    “Con l’accettazione delle quote – spiega il Consorzio – diventa operativo lo strumento di regolazione dell’offerta, e attraverso la gestione attenta del potenziale in base alle condizioni di mercato sarà ora possibile operare affinché gli obiettivi di crescita non si trasformino in squilibri di mercato”.
    “Le sfide del comparto – conclude l’Ente – non finiscono, ovviamente, con l’assegnazione e l’accettazione della quota agli allevatori e l’adesione al Piano di regolazione dell’offerta, ma è su questa base di concreta coesione di filiera che si compie un vero balzo in avanti per costruire il futuro del nostro prodotto”.

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  21. http://www.welfarenetwork.it/quote-latte-e-imu-agricola-l-assalto-di-renzi-al-patrimonio-agricolo-italiano-20150318/



    Lunedì, 30 marzo 2015

    Quote latte e IMU agricola: l’assalto di Renzi al patrimonio agricolo italiano.
    Una ‘patrimoniale’ sui coltivatori per i quali la terra rappresenta la sola fonte di reddito.

    Da un lato il Presidente del Consiglio ed il suo partito, il Pd, non hanno mosso un dito per affrontare gli effetti catastrofici della fine del sistema delle quote latte, dall'altro introducono l'Imu sui terreni agricoli.
    A subirne i danni sono tutti gli agricoltori ed allevatori cremonesi.
    Il regime delle quote latte ha protetto un mercato essenziale non solo per l’economia ma anche per la salute delle famiglie italiane quale è quello del latte.
    La fine di questo sistema non è responsabilità diretta del Governo ma sua responsabilità è certamente non aver predisposto adeguate misure per salvaguardare il mercato dalla sovrapproduzione di latte. Questa inerzia premier… inevitabilmente la quantità  a discapito della qualità mettendo in concorrenza Paesi, tradizioni e culture diverse secondo la logica distruttiva dell’Unione europea che è tra le principali cause della crisi in atto e del declino della nostra economia.
    In poche parole rimarranno in vita solo le multinazionali del latte che fagociteranno i piccoli produttori, tipicamente italiani.
    Invece di pensare a soluzioni concrete e prendere in considerazione le proposte da tempo formulate del M5S, come quella dell'interprofessione, unica soluzione concreta che permette l'efficientamento della filiera diminuendo i costi di gestione e promozione, il Ministro Martina evoca commissioni d’inchiesta per far luce sulle esenzioni concesse dalla Lega Nord.

    Ricordiamo che il partito del Ministro Martina, il Pd, ha governato per dieci degli ultimi venti anni, per cui avrebbero avuto molto tempo e molti mezzi per approfondire, se avesse voluto.  
    E mentre il settore si prepara ad affrontare la liberalizzazione selvaggia del settore in un momento di crisi eccezionale com’ é quello attuale, sugli agricoltori si abbatte l’IMU: una tassa iniqua, che affonda un settore strategico e che colpisce come sempre, i più deboli in quanto il 95% delle aziende agricole e il 75% della superficie sono a conduzione diretta del coltivatore.
    Una tassa insopportabile perchè colpisce un bene strumentale all’esercizio di un’attività che dovrebbe essere valorizzata.
    Una ‘patrimoniale’ sui coltivatori per i quali la terra rappresenta la sola fonte di reddito.
    Il disegno è sempre lo stesso: lasciare il mercato del latte nelle mani delle multinazionali, svendere la nostra terra e il patrimonio agricolo ai grandi gruppi che la sfrutteranno in modo indiscriminato distruggendone il valore aggiunto che Š la caratteristica principale del made in Italy.
    Questo è Renzi, un capo del Governo che sta dalla parte dei forti, le multinazionali -meglio se straniere - e impoverisce ancora di più i deboli, le piccole e medie imprese italiane.






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  22. http://www.ilcittadino.it/p/notizie/primo_piano/2015/03/31/ABSnDQEG-polvere_denuncia_formaggi_dalla.html


    La denuncia: «Formaggi dalla polvere»

    31 marzo 2015

    Quattro stalle italiane su cinque costrette a chiudere, il 40 per cento dei prodotti caseari importato dall’estero e il regime delle quote latte che si chiude con 40milioni di nuove multe.
    Sono alcuni dei dati che emergono dal “Dossier sull’attuazione delle quote latte in Italia” presentato in occasione della mobilitazione degli allevatori della Coldiretti per la fine del regime quote latte, a Roma in Piazza del Foro di Traiano, con la pronipote della mucca “Onestina”, simbolo della battaglia per il made in Italy degli allevatori onesti. La manifestazione degli allevatori vede la presenza del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.
    All’inizio del regime delle quote latte nel 1984 in Italia - sottolinea la Coldiretti - erano presenti 180mila stalle, con il latte che veniva pagato in media agli allevatori 0,245 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano 0,40 euro al litro (780 lire), con un ricarico quindi del 63 per cento dalla stalla alla tavola. Nel 2000 agli allevatori il latte veniva pagato 0,32 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano un euro al litro, con un aumento del 213 per cento dalla stalla alla tavola. E oggi la forbice si è ulteriormente allargata.
    Ma oltre alla situazione degli allevatori (a cui è riconosciuto un prezzo che «non copre neanche i costi per l’alimentazione degli animali») Coldiretti punta il dito contro l’utilizzo di latte straniero in Italia, ma anche di polveri che diventano «magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori». «Nessuno lo sa - denuncia la Coldiretti - perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta».





    COMMENTI:

    viro59
    scusate, il latte italiano è il più caro d'europa perché in Italia Renzi, ed i suoi predecessori hanno imposto ai cittadini, agli imprenditori, ecc. le tasse più alte d'europa!



    PIU_ALBERI
    Spero che le proteste della coldiretti continuino, in difesa sia dei lavoratori del settore e dei cittadini comuni. Spero che il Governo (un lodigiano tra i maggiori esponenti...) che sbandiera cambiamenti ... tenga conto di questi malcontenti...spero...

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