lunedì 30 marzo 2015

Da ‪CasaPound‬ manifesti funebri per la vita sociale di ‪‎Lecco‬: “Stiamo diventando una città dormitorio”

Da CasaPound‬ manifesti funebri per la vita sociale di ‪‎Lecco‬: “Stiamo diventando una città dormitorio”
Lecco, 30 marzo – Manifesti funebri per annunciare che “è venuta a mancare la vita sociale della città di Lecco”. Ad affiggerli è stata CasaPound Italia, che ricorda che “Lecco, oltre a perdere uffici come la prefettura, la questura e forse anche il tribunale, sta rapidamente perdendo i luoghi di aggregazione sociale”.
“Oltre ai locali che hanno chiuso a causa della crisi – ricorda Cpi in una nota - recentemente anche due cinema, il Mignon e il Nuovo, hanno calato il sipario come da tempo preventivato. In città, quindi, resta solo la sala parrocchiale Palladium: un po’ poco per una città come la nostra, tanto più che si sta anche avendo un ritorno di importanti produzioni registrate nel territorio, sia per il cinema sia per la tv. Chiunque abbia provato a passeggiare di sera per le vie del centro o del Lungolario‬ – prosegue Cpi – si sarà accorto di come sembri quasi di essere entrati in una zona colpita da disastro nucleare: poche le persone in giro, pochi soprattutto i giovani, concentrati in quei due o tre locali che ancora riescono a fare fronte alla crisi”.
“L’amministrazione comunale – sottolinea il movimento - deve farsi carico di risollevare la vita sociale della città, ormai pressoché defunta, promuovendo attività culturali, come mostre e concerti, rilanciando l’attività cinematografica, ma anche ridando impulso a tutte le altre attività ludiche e ricreative. Potrebbe, ad esempio, dare agevolazioni a chi intende aprire un’attività commerciale di questo tipo oppure cambiare la destinazione urbanistica delle numerose aree dismesse presenti sul territorio. In ogni caso – conclude Cpi - è necessario intervenire subito per evitare che Lecco diventi una città dormitorio, come successo a molti quartieri di città più grandi: sarebbe il primo passo verso il peggiore degrado culturale e materiale”.



9 commenti:

  1. http://www.lecconotizie.com/attualita/morta-la-vita-sociale-a-lecco-ne-da-annuncio-casapound-229712/



    “Morta la vita sociale a Lecco” ne dà annuncio Casapound.

    LECCO – Manifesti funebri per annunciare che “è venuta a mancare la vita sociale della città di Lecco”. Ad affiggerli è stata CasaPound Italia, che ricorda che “Lecco, oltre a perdere uffici come la prefettura, la questura e forse anche il tribunale, sta rapidamente perdendo i luoghi di aggregazione sociale”.

    “Oltre ai locali che hanno chiuso a causa della crisi – ricorda Cpi in una nota – recentemente anche due cinema, il Mignon e il Nuovo, hanno calato il sipario come da tempo preventivato. In città, quindi, resta solo la sala parrocchiale Palladium: un po’ poco per una città come la nostra, tanto più che si sta anche avendo un ritorno di importanti produzioni registrate nel territorio, sia per il cinema sia per la tv. Chiunque abbia provato a passeggiare di sera per le vie del centro o del Lungolario – prosegue Cpi – si sarà accorto di come sembri quasi di essere entrati in una zona colpita da disastro nucleare: poche le persone in giro, pochi soprattutto i giovani, concentrati in quei due o tre locali che ancora riescono a fare fronte alla crisi”.

    “L’amministrazione comunale – sottolinea il movimento - deve farsi carico di risollevare la vita sociale della città, ormai pressoché defunta, promuovendo attività culturali, come mostre e concerti, rilanciando l’attività cinematografica, ma anche ridando impulso a tutte le altre attività ludiche e ricreative. Potrebbe, ad esempio, dare agevolazioni a chi intende aprire un’attività commerciale di questo tipo oppure cambiare la destinazione urbanistica delle numerose aree dismesse presenti sul territorio. In ogni caso – conclude Cpi – è necessario intervenire subito per evitare che Lecco diventi una città dormitorio, come successo a molti quartieri di città più grandi: sarebbe il primo passo verso il peggiore degrado culturale e materiale”.

    30 marzo 2015 — 08:57

    RispondiElimina
  2. http://m.leccotoday.it/cronaca/lecco-casapound-manifesti-vita-sociale.html



    30 marzo 2015

    RispondiElimina
  3. http://it.geosnews.com/p/it/lombardia/lc/lecco/morta-la-vita-sociale-a-lecco-ne-d-annuncio-casapound_5783995



    “Morta la vita sociale a Lecco” ne dà annuncio Casapound.

     30 Marzo 2015   09:03

    LECCO – Manifesti funebri per annunciare che “è venuta a mancare la vita sociale della città di Lecco”. Ad affiggerli è stata CasaPound Italia, che ricorda che “Lecco, oltre a perdere uffici come la prefettura, la questura.............

    Il post dal titolo: «“Morta la vita sociale a Lecco” ne dà annuncio Casapound» è apparso il giorno 30/03/2015, alle ore 09:03, sul quotidiano online Lecco Notizie dove ogni giorno puoi trovare le ultime notizie dell'area geografica relativa a Lecco.

    Leggi la notizia integrale su: Lecco Notizie 

    RispondiElimina
  4. Le proposte di Casapound sono intelligenti e fattibili.

    RispondiElimina
  5. http://voxnews.info/2015/03/30/salvini-chiudere-gli-hotel-e-i-centri-che-ospitano-i-falsi-profughi/

    RispondiElimina
  6. VOLERE È POTERE BASTA FARE QUELLO CHE È DI UTILE PER LA PROPRIA COMUNITÀ ITALIANA PATRIOTTICA .

    RispondiElimina
  7. ANCHE A VARESE IL DEGRADO PROVOCATO DA UNA IMMIGRAZIONE DI CRIMINALI AFROASISTICI HA RAGGIUNTO LIVELLI INSOSTENIBILI....!!!!!!




    http://www.varesereport.it/2015/04/02/striscioni-di-casa-pound-sul-degrado-qui-hanno-ucciso-varese/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=striscioni-di-casa-pound-sul-degrado-qui-hanno-ucciso-varese


    2 aprile 2015

    Striscioni di Casa Pound sul degrado: “Qui hanno ucciso Varese”.

    Una scena del crimine allestita in diversi luoghi della città che nelle scorse settimane sono stati teatro di fatti di cronaca e un volantino che spiega “Qui hanno ucciso Varese”.
    CasaPound Italia Varese torna a protestare contro il degrado e l’insicurezza, scegliendo Viale Milano, Piazza Repubblica, Via Medaglie d’Oro e Via Bainsizza come simbolo delle condizioni in cui è sprofondata la città.
    “Sono mesi che lanciamo appelli nel vuoto e – afferma in una nota il responsabile di Cpi Varese, Gabriele Bardelli – abbiamo dovuto attendere che fossero le forze dell’ordine a subire un assalto da parte di una trentina di immigrati per vedere qualche segnale di risposta della politica”.
    “Anche tralasciando i fatti di cronaca più gravi, rapine con machete comprese – sottolinea Bardelli – è evidente da tempo che le condizioni di vivibilità delle periferie e di alcune zone del centro sono diventate inaccettabili. Negare una relazione tra il degrado in cui è precipitata la città e l’aumento incontrollato dell’immigrazione è una palese ipocrisia. Sarebbe sufficiente fare un giro la sera lungo Viale Borri o chiedere ai residenti di Via Bainsizza cosa pensano della situazione attuale e quale sia la loro percezione di sicurezza della zona”.
    “Purtroppo – sottolinea ancora Cpi – la politica riserva le proprie attenzioni alle zone del centro, preoccupata dal fatto che la movida possa essere disturbata dal degrado e che le decine di immigrati che quotidianamente passano le proprie giornate ad ubriacarsi in zone suddivise su basi rigidamente etniche possano disturbare chi a Varese viene per lo shopping, per i ristoranti o per i locali. E intanto però foraggia quella stessa immigrazione che relega nei ghetti: è notizia di questi giorni lo stanziamento di 4 milioni di euro per la gestione di 500 profughi da qui a fine anno”.
    “Fondi destinati a riempire le tasche dei soliti noti, che con la scusa dell’accoglienza – conclude Bardelli – si arricchiscono con i soldi pubblici, mentre le famiglie italiane restano sempre sullo sfondo, dimenticate e abbandonate in uno stato di necessità che spesso è estrema, come abbiamo constatato nei mesi trascorsi ad assisterle”.

    RispondiElimina
  8. http://m.leccotoday.it/cronaca/lecco-casapound-manifesti-vita-sociale.html




    30 marzo 2015

    RispondiElimina
  9. http://m.leccotoday.it/cronaca/lecco-casapound-manifesti-vita-sociale.html


    Manifesti funebri affissi da Casapound: "A Lecco è morta la vita sociale".

    Gli attivisti lanciano l'appello a palazzo Bovara: Lecco non diventi una città dormitorio.

    30 marzo 2015

    Uno dei "necrologi" di Casapound affisso alla fermata dell'autobus di via Sassi.

    "A Lecco è venuta a mancare la vita sociale": questa l'affermazione della sezione lecchese di Casapound, che nella tarda serata di ieri 29 marzo ha affisso in città diversi manifesti funebri a denuncia delle scarse iniziative culturali e di aggregazione nel capoluogo.
    «Lecco sta diventando una città dormitorio - dicono gli attivisti - Oltre a perdere uffici come la Prefettura, la Questura e forse anche il Tribunale, sta rapidamente perdendo i luoghi di aggregazione sociale».
    Tramite una nota, Casapound aggiunge: «Oltre ai locali che hanno chiuso a causa della crisi, recentemente anche due cinema, il Mignon e il Nuovo, hanno calato il sipario come da tempo preventivato. In città, quindi, resta solo la sala parrocchiale Palladium: un po’ poco per una città come la nostra, tanto più che si sta anche avendo un ritorno di importanti produzioni registrate nel territorio, sia per il cinema sia per la tv. Chiunque abbia provato a passeggiare di sera per le vie del centro o del Lungolario – prosegue Cpi – si sarà accorto di come sembri quasi di essere entrati in una zona colpita da disastro nucleare: poche le persone in giro, pochi soprattutto i giovani, concentrati in quei due o tre locali che ancora riescono a fare fronte alla crisi»
    «L’amministrazione comunale - sottolinea il movimento - deve farsi carico di risollevare la vita sociale della città, ormai pressoché defunta, promuovendo attività culturali, come mostre e concerti, rilanciando l’attività cinematografica, ma anche ridando impulso a tutte le altre attività ludiche e ricreative. Potrebbe, per esempio, dare agevolazioni a chi intende aprire un’attività commerciale di questo tipo oppure cambiare la destinazione urbanistica delle numerose aree dismesse presenti sul territorio. In ogni caso è necessario intervenire subito, per evitare che Lecco diventi una città dormitorio, come successo a molti quartieri di città più grandi: sarebbe il primo passo verso il peggiore degrado culturale e materiale».





    Commento:

    Movida Latina
    Cerchiamo di promuovere la danza, e di creare aggregazione. Molti non hanno più motivi per sorridere, ma quando Ballano per due ore dimenticano tutto e ci divertiamo  È meglio degli antidepressivi!!! Non esiste il povero, lo sfortunato e nessuno è emarginato. Avremmo bisogno di un'aiuto dalle istituzioni perché ciò che facciamo migliora la qualità di vita è la dignità.

    info@movidalatina.net
    www.movidalatina.net

    RispondiElimina