giovedì 26 marzo 2015

‎CasaPound‬ ‪‎Milano‬: ‪‎Uber‬, basta concorrenza sleale

‎CasaPound‬ ‪‎Milano‬: ‪‎Uber‬, basta concorrenza sleale
“Sostenere la lotta dei tassisti contro l'abusivismo e a difesa dei loro diritti”, questi gli obiettivi principali della protesta di CasaPound Milano che, da mercoledì, ha distribuito in diversi punti della città un volantino per sensibilizzare la cittadinanza su quanto sta avvenendo a danno della categoria delle auto bianche. Da un paio d'anni infatti a Milano, come anche a Roma, Genova e Torino, è nato un servizio di trasporto persone che non rispetta in alcun modo la normativa che disciplina il trasporto pubblico locale non di linea.Il riferimento è alla società Uber che, complice il lassismo del governo e del Comune di Milano, fa concorrenza sleale al servizio ‪‎taxi‬ tradizionale. “ll servizio taxi” - dichiara Massimo Trefiletti, responsabile milanese del movimento - “è un bene di pubblica utilità a costo zero per la collettività, sempre pronto ad intervenire 24 ore su 24 per le esigenze del cittadino e, in quanto tale, va tutelato." All'azienda californiana è concesso lavorare illegalmente e abusivamente, senza oneri fiscali, previdenziali e assicurativi. Di contro, i tassisti, ai sensi della legge, hanno una regolare licenza, pagano le tasse, hanno le tariffe fisse imposte e pagano una polizza assicurativa che copre le persone trasportate.“Confidiamo che il Consiglio regionale della Lombardia approvi quanto prima il progetto di legge che da troppo tempo è fermo in commissione” - conclude Angela De Rosa, referente milanese di‪ Sovranità‬ - ”Spetta, infatti, alle Istituzioni non dare spazio a chi lavora nell'illegalità a discapito dei cittadini onesti”.


25 commenti:

  1. Angela De Rosa conduce una battaglia condivisibile anche se il settore taxi conosce un momento di stanca forse dovuto a divisioni tra le tante cooperative di fatto tra gli associati.
    UBER è una realtà di totale illegalità che va stoppata prima che ci scappa il morto anche perché è figlia della globalizzazione statunitense che tante vittime miete in Europa per concorrenza sleale e attività illegali.

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  2. IO NON PRENDEREI MAI UN TAXI ABUSIVO E LO SCONSIGLIO A TUTT.

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  3. http://it.m.wikipedia.org/wiki/Uber

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  4. Un'attività imprenditoriale al servizio del cittadino non deve essere consegnata alla concorrenza irregolare di privati col pericolo che l'utente fruisca di un servizio non autorizzato né coperto da polizza assicurativa in caso di sinistri di varia natura.

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  5. Ma come si può pensare che chiunque possa fare il tassista in 24 ore? ????

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  6. FARE IL TASSINARO COMPORTA TANTE CAPACITÀ E COMPETENZE. I TASSISTI SONO ASSOCIATI IN COOPERATIVE CON CUI METTONO IN COMUNE TUTTE LE NECESSITÀ E LE ESPERIENZE.
    INVECE UBER È ILLEGALE NEL SENSO CHE CHI VI ADERISCE NON DEVE DIMOSTRARE NESSUNA PROFESSIONALITÀ E QUINDI IL CLIENTE SI TROVA A FRUIRE DI UN SERVIZIO A SUO RISCHIO E PERICOLO.

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  7. Le licenze di esercizio pubblico di trasposto persone
    costano e sul mercato privato sono arrivate al valore di decine di migliaia di euro. Troppo facile invocare una liberalizzazione di fatto e improvvisarsi tassista.
    Sono contrario a UBER.

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  8. Taxi regolari che fanno un servizio pubblico SI....
    UBER mi sembra una iniziativa assurda perché non rispetta leggi e regolamenti.

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  9. Globalizzazione non significa la fine della legalità e della sovranità italiana.
    UBER mi sembra una invenzione americana come McDonald's ove la genuinità non è di casa.
    Io sto coi nostri tassisti e spero che le autorità preposte ai controlli blocchino questa attività di trasporto passeggeri urbano che è pura follia.

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  10. http://www.lungotevere.org/2015/03/25/ncc-irregolari-vigili-multano-uber/


    NCC irregolari, Vigili multano tre auto Uber.

    25 MARZO 2015  

    Fermo amministrativo per tre veicoli del circuito Uber. Gli uomini del Gruppo Pronto Intervento Traffico ieri sera hanno fermato due Mercedes e venerdì un’altra che si trovavano nel centro della città in attesa delle chiamate ma senza il voucher che attestasse l’effettiva chiamata ricevuta dal cliente.
    Le norme del trasporto pubblico a Roma indicano infatti che un autista di Noleggio con Conducente (NCC) ha l’obbligo di restare nella rimessa fino alla richiesta: quando un mezzo viene fermato al di fuori della rimessa sprovvisto di titolo di viaggio (la prenotazione stampata o “voucher”) la Squadra Vetture della Polizia di Roma Capitale interviene e scatta la sanzione: 169€ con sospensione della carta di circolazione, minimo per due mesi.
    Utilizzando l’applicazione Uber, di fatto, gli autisti effettuavano servizio illegale di radio taxi.
    La Polizia di Roma Capitale fa sapere che altri controlli mirati al contrasto del fenomeno continueranno.

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  11. http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/03/26/trappolone-dei-tassisti-contro-gli-ncc-soffiata-ai-vigili-uber-ci-toglie-il-pane-1.1395909


    26/03/2015

    GUERRA TAXI-NCC.
    Trappolone dei tassisti contro gli Ncc.
    Soffiata ai vigili: «Uber ci toglie il pane».


    Grazia Maria Coletti g.coletti@iltempo.it

    «Uber ci toglie il pane». Niente lanci di uova, petardi e fumogeni. Basta una soffiata ai vigili urbani per fare male agli Ncc. E così che è arrivata a Roma la guerra dei tassisti alle auto di noleggio con conducente: accusate di lavorare come radio-taxi grazie a Uber, 'app californiana che consente di prenotare un'auto in cambio di una percentuale, senza voucher e senza tornare in rimessa. Per fare punto non c'è stato bisogno di insulti e spintoni. I tassisti de'noantri non hanno usato le maniere forti dei colleghi di Milano, Torino e Genova. Ma l'attacco contro i nemici giurati di sempre, 4.500 Ncc, che si dicono «incastrati da regole antiquate che non gli permettono di usare la tecnologia» è andato in porto, eccome. Il bilancio del blitz degli agenti della Squadra vetture, a caccia per due sere consecutive sul circuito Uber Black nell'ambito di controlli contro il trasporto Ncc irregolare, è costato 169 euro a tre Mercedes, con sospensione della carta di circolazione, minimo per due mesi.
    «È stata una trappola dei tassisti» accusano Mauro Ferri, presidente Anitrav, il più rappresentativo sindacato degli Ncc, e il referente romano Giulio Aloisi, che hanno raccolto la testimonianza di un autista di 45 anni. «Lui - raccontano - ha ricevuto una chiamata da parte di Uber, ma quando è arrivato a via della Gatta, una vietta in centro dietro Palazzo Grazioli, alle 23.26, la chiamata è stata annullata, e due secondi dopo è arrivata la Squadra vetture». Una mazzata per l’autista rimasto di nuovo senza lavoro. «È un ex dirigente di una società fallita, che si era reinventato un’occupazione, come il 60 per cento dei 4.500 ncc» spiega Aloisi che sottolinea che «da anni siamo diventati un ammortizzatore sociale». Ora però, continua il referente romano dell’Anitrav «questo autista che lavorava come dipendente del titolare, uno dei mille con un’autorizzazione rilasciata dal Comune di Roma a fronte di 3.500 rilasciate a romani da altri comuni, è rimasto di nuovo per strada».
    Che ci sia lo zampino dei tassisti (8mila) i sindacati non lo negano. «Grazie alla piena collaborazione messa in campo dagli uomini del Gruppo Pronto Intervento Traffico, diretto dalla dottoressa Raffaella Modafferi, la scorsa notte si è provveduto a sanzionare alcuni autisti di noleggio con conducente che violando le norme in vigore, utilizzavano impropriamente l’applicazione Uber Black» hanno annunciato soddisfatti, ieri, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil trasporti taxi, Ati taxi, Usb settore taxi e Associazione Tutela Legale Taxi. E sono sempre loro a sottolineare che è stato «su segnalazione di alcuni rappresentanti delle scriventi organizzazioni sindacali e dell’associazione tutela legale taxi, I vigili della squadra vetture sono intervenuti effettuando due fermi amministrativi e sanzionando alcuni noleggiatori che sostando su suolo pubblico, non avevano rispettato l’obbligo di partenza dalla propria rimessa per effettuare il servizio, utilizzando come fosse un radio taxi l'applicazione informatica.

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  12. http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/03/27/dopo-uber-a-roma-arriva-scooterino-servizio-di-trasporto-privato-su-due-ruote_dc4f703b-633d-4ff4-af90-f63c9320722a.html


    Dopo Uber a Roma arriva Scooterino, servizio di trasporto privato su due ruote.
    Un'app mette in contatto guidatori di motorino e persone che devono spostarsi nella Capitale. Già oltre 300 gli iscritti.


    27 marzo 2015

    Dopo Uber arriva Scooterino, passaggi su due ruote a Roma.
    Dopo Uber, il servizio di trasporto auto privato via app che sta spopolando nel mondo tra polemiche su concorrenza e sicurezza, a Roma ora arriva una versione su due ruote, più adatta al traffico capitolino. Si chiama Scooterino e, sempre attraverso un'app, mette in contatto gli scooteristi con persone che devono spostarsi in città. Il sito web del servizio, che si paga via app e costa "poco più di un biglietto dell'autobus", al momento conta circa 130 scooteristi e oltre 300 passeggeri. Il meccanismo funziona in tre step: sull'applicazione si richiede un passaggio, vedendo subito a quanto ammonta il "rimborso spese" suggerito, si accetta il passaggio offerto e, una volta a destinazione, si rimborsa lo scooterista sempre tramite l'app, collegata a carta di credito o ricaricabile, Paypal o Poste Pay. Sul fronte della sicurezza, gli scooteristi vengo "intervistati personalmente" prima di ottenere l'accesso all'app, si legge sul sito. Tra i requisiti ci sono 21 anni di età, patente valida, assicurazione in regola e scooter omologato per due persone e in buone condizioni. Il passeggero può condividere in tempo reale il tragitto e il nome dello scooterista con gli amici, sempre attraverso l'app.

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  13. http://www.si24.it/2015/03/27/scooterino-app-per-passaggi-in-motorino-a-roma/85720/


    DOPO UBERA arriva l’app Scooterino, per muoversi velocemente a Roma.

    27 marzo 2015

    di Lucia Argiroffi

    È in arrivo Scooterino, l’app del servizio di trasporto su due ruote, più adatto al traffico romano rispetto a Uber, il servizio automobilistico privato che attraverso l’app mette in collegamento diretto passeggeri e autisti, anche se tra polemiche su concorrenza e sicurezza.
    L’app Scooterino mette in contatto scooteristi con persone che hanno la necessità di spostarsi velocemente in città. Il servizio, che si paga via app e costa “poco più di un biglietto dell’autobus”, al momento conta circa 130 scooteristi e oltre 300 passeggeri.
    Ecco come funziona: sull’app si richiede un passaggio, vedendo subito a quanto ammonta il “rimborso spese” suggerito, si accetta il passaggio e, una volta a destinazione, si rimborsa lo scooterista sempre tramite l’app, collegata a carta di credito o ricaricabile, Paypal o Poste Pay.
    Sul fronte della sicurezza, gli scooteristi vengono “intervistati” prima di ottenere l’ok e tra i requisiti fondamentali ci sono i 21 anni di età, la patente valida, l’assicurazione in regola, lo scooter omologato per due persone e in buone condizioni.
    Il passeggero può condividere attraverso l’app in tempo reale il tragitto e il nome dello scooterista.

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  14. http://www.romanotizie.it/vigili-della-squadra-vetture-fermano-alcuni-veicoli-del-circuito-uber-black.html


    Roma 28 marzo 2015


    VIGILI DELLA SQUADRA VETTURE FERMANO ALCUNI VEICOLI DEL CIRCUITO UBER BLACK A ROMA.

    Importanti risultati della squadra vetture nei confronti del fenomeno del trasporto NCC irregolare in città. Tre veicoli appartenenti al circuito Uber sono stati oggetto di fermo amministrativo negli ultimi giorni.
    Le norme del trasporto pubblico a Roma indicano che un autista di Noleggio con Conducente (NCC) ha l’obbligo di restare nella rimessa fino all’effettiva chiamata del cliente. E quando un mezzo viene fermato al di fuori della rimessa sprovvisto di titolo di viaggio (la prenotazione stampata o "voucher") la Squadra Vetture della Polizia di Roma Capitale interviene e scatta la sanzione: 169.00 Euro con sospensione della carta di circolazione, minimo per due mesi. Gli uomini del Gruppo Pronto Intervento Traffico hanno ieri sera fermato due Mercedes e venerdi un’altra, tutte appartenenti al circuito "Uber", che appunto si trovavano nel centro della città in attesa delle chiamate ma senza Voucher. Utilizzando l’applicazione Uber, di fatto, gli autisti effettuavano servizio illegale di radio taxi. Altri controlli mirati al contrasto del fenomeno continueranno da parte della Polizia di Roma Capitale.

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  15. http://www.ilgiorno.it/milano/uber-manager-1.779155


    Auto sequestrata dai vigili alla manager-driver di Uber: "Che danno, ma lo rifarei".

    Bloccata nella notte: non mi pento, questo è il futuro
    di Nicola Palma.

    OTTO GIORNI FA L’intervista pubblicata sul Giorno all’ex manager Anna diventata per necessità driver di Uber Pop.

    Milano, 21 marzo 2015 - «Non ho paura: se ci sarà un controllo, lo affronterò con serenità perché non faccio niente di male». Questo ci aveva detto una settimana fa Anna, ex manager di una multinazionale diventata per necessità driver dell’applicazione Uber Pop. Il controllo è arrivato. L’altra sera. E i vigili delle Frecce non hanno fatto sconti. Violazione dell’articolo 86 del Codice della Strada, con quel che ne consegue a norma di legge: sanzione amministrativa da un minimo di 1.761 a un massimo di 7.045 euro (deciderà la Prefettura), sospensione della patente da 4 a 12 mesi e sequestro (ai fini della confisca) del veicolo. «Un disastro», il commento laconico della donna. Intercettata con la sua Toyota Prius dalle parti di via Lunigiana attorno alle 22.40 di giovedì, qualche minuto dopo aver caricato due passeggeri in viale Marche: «Sono stata fermata dagli agenti in borghese – racconta –. Mi hanno fatto scendere e poi...».

    E poi  le hanno ripetuto quello che hanno già spiegato ad altri 25 autisti improvvisati solo dall’inizio del 2015: non si possono trasportare persone in giro con la propria vettura senza avere una licenza, trattasi di taxi abusivo. E fa poca differenza se Anna – così come i vertici italiani della start-up californiana – pensa l’esatto contrario: «Con questo servizio – argomenta – si condivide solo un pezzo della giornata: per me è un’evoluzione delle chat su internet, con contatto umano però». Interpretazioni a parte, una cosa è certa: «Mi hanno dato un foglio per tornare a casa con la macchina: da oggi (ieri, ndr) non la posso più usare, anche perché non ho più il documento di guida e il libretto di circolazione».
    Un bel problema per una donna al momento disoccupata: «Se prima avevo poche speranze di trovare un lavoro, adesso sono prossime allo zero». Senza contare l’impossibilità di accompagnare l’anziana mamma. Certo, direte voi, Anna sapeva benissimo cosa rischiava: «Ne ero ben consapevole – ammette senza esitazioni – ma ho preferito andare avanti». Perché? «Innanzitutto perché mi aiutava a sbarcare il lunario in assenza di altro – ribatte l’ex manager –. E poi perché resto ancora convinta che Uber svolga un’attività di cui c’è bisogno, al di là di quello che urlano i tassisti». Adesso la palla passa al giudice di pace, cui certamente Anna farà ricorso. E la società americana come sempre la sosterrà.

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  16. http://motori.corriere.it/motori/attualita/15_marzo_25/lambo-maserati-flotta-uber-e78e67e8-d302-11e4-9209-9dd80f8535a2.shtml


    Milano, 25 marzo 2015

    «Lambo» e Maserati nella flotta Uber.

    di Elmar Burchia


     

     

    Un passaggio da casa al club più in voga della città su una supercar? Ora è possibile, tuttavia solo a Singapore. Grazie a Uber, che non smette di far parlare di sé. Il servizio di trasporto privato a metà tra il taxi e il noleggio di auto con autista — che piace tanto a chi lo usa e meno ai tassisti, che l’accusano di concorrenza sleale — offrirà ai loro clienti l’opzione di poter viaggiare su una Lamborghini Gallardo Spyder o una Maserati GranTurismo.
    Tariffe per pochi
    I prezzi? Non certo quelli di una corsa in taxi. I primi 15 minuti Uber, la società fondata nel 2009 a San Francisco da Travis Kalanick — che oggi è valutata 41,2 miliardi di dollari — ha stretto una partnership con Dream Drive, un’agenzia di noleggio auto di Singapore. Il servizio è partito il 21 marzo e andrà avanti fino al 20 maggio. Il prezzo per farsi scarrozzare con la «Lambo» (dalle 10 di mattina alle 9 di sera) è di 144 dollari (131 euro) per i primi 15 minuti. A questi si aggiungono 5 dollari per ogni minuto in più. La Maserati costa un po’ meno: circa 119 dollari per i primi 15 minuti, più i 5 dollari per ogni minuto. Prezzi piuttosto alti rispetto a quelli di una berlina UberBlack o del più economico e UberX (UberPop in Italia). ll funzionamento si basa sulla nota app (anche il pagamento). I bolidi, tuttavia, porteranno un solo passeggero alla volta (più l’autista, ovviamente).
    Stop in Germania, sorpasso a New York
    Uber, nei giorni scorsi, è finita sulle cronache dei giornali per altri motivi: con una sentenza, il Landgericht di Francoforte, in Germania, ha dichiarato fuori legge l’applicazione UberPop. La società americana avrebbe ravvisato una violazione del diritto della concorrenza ai danni dei tassisti che si erano costituiti in giudizio tramite una delle loro associazioni. Ciò nonostante, Uber — che ha annunciato di voler fare ricorso — può rallegrarsi del recente sorpasso avvenuto a New York. Secondo i dati della commissione per i trasporti a pagamento della Grande Mela, i tradizionali taxi sono stati superati dalle vetture di Uber: 13.587 auto gialle contro 14.088 auto nere.

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  17. http://m.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/03/28/AR68vExD-liguria_vietare_costituzionali.shtml



     28 marzo 2015

    Liguria, dubbi costituzionali sulla legge che prova a vietare Uber.

    Milano - La vicenda di Uber, app nata in California e odiata dai tassisti, si arricchisce di un nuovo capitolo: la Liguria, prima in Italia, ha adottatouna legge regionale per limitare il servizio privato . In tutto ciò c’è un dato di fatto e uno giuridico.
    Partiamo dai fatti: il servizio di Uber Pop è vissuto dai tassisti come un’illecita concorrenza. Tramite smartphone, chiunque può cercare un autista disposto ad accompagnare il richiedente a destinazione per un compenso che di solito è sensibilmente inferiore a quello richiesto dai taxi.
    Il punto di vista dei tassisti è ineccepibile nei fatti: loro hanno pagato a peso d’oro le licenze per l’esercizio della professione. Se entra Uber sul mercato, la licenza dei tassisti non vale più nulla. Oltre a perdere quote di lavoro, per il maggior numero di auto presente sul territorio.
    Dall’altra parte stanno gli utenti, che – non avendo da proteggere l’investimento effettuato (cioè la licenza) – hanno tutto l’interesse ad avere un servizio ulteriore, con caratteristiche diverse e potenzialmente più efficace ed economico.
    Il mondo delle regole è impreparato a questa innovazione. Le norme esistenti, infatti, sono risalenti nel tempo e disciplinano solo il servizio taxi o il servizio di noleggio con conducente. La nuova sharing economy, invece, ha consentito la nascita di servizi di condivisione comeBlaBlaCar o di trasporto su richiesta come Uber, che non trovano alcuna specifica regolamentazione.
    Fra tutti questi servizi, quello che crea maggiori problemi è Uber Pop, perché è quello più “simile” al servizio taxi. Il laboratorio di questa nuova economia è Genova. Qui, infatti, è stata pronunciata la prima sentenza italiana su Uber, e qui la Regione – tre giorni fa – ha deciso di intervenire con la prima legge per contrastare l’abusivismo nel trasporto pubblico. Requiem per Uber, dunque? Non proprio: anzitutto bisogna chiedersi a chi si applica la nuova legge regionale.La norma è rivolta a chi esercita “servizi pubblici non di linea”. Ma è tutto da vedere che Uber Pop possa essere qualificato come servizio pubblico. Ci sono, infatti, buoni elementi per sostenere che si tratti di un servizio privato, erogato fra una comunità chiusa di utenti. E, dunque, la start-up californiana sfuggirebbe ai limiti imposti dalla legge della Regione.
    Ma, se anche si ritiene applicabile a Uber, la nuova legge presenta non pochi profili di dubbia legittimità costituzionale. Essa, infatti, tocca un tema – quello della concorrenza – che è riservato alle leggi statali. Potrebbe, dunque, essere impugnata ed avere vita breve.
    Il mondo della tecnologia e dell’economia è andato più veloce di quello della politica e del diritto. Non si può pensare di lasciare i nuovi servizi in un far west di incertezza. La soluzione più auspicabile, tuttavia, è quella di un intervento organico – a livello statale – che favorisca l’innovazione e la concorrenza, cercando di non pregiudicare l’investimento economico effettuato dai titolari di licenza.

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  18. http://m.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/03/26/ARI304vD-illegale_regione_liguria.shtml


    GENOVA 26 marzo 2015

    La Regione Liguria ha deciso: Uber è illegale.


    Genova - Con 21 voti favore (centrosinistra e Popolari per la Liguria) e 3 contrari (FI, Liguria Libera) è stata approvata una variazione al bilancio 2015 della Regione Liguria che prevede anche un passaggio destinato a far discutere sulla “vicenda Uber”, in cui viene modificata la legge regionale 25/2007 («Testo unico in materia di trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea») rendendo, in pratica, il servizio illegale in Liguria.

    La variazione, infatti, inserisce la previsione che i regolamenti comunali - per quanto riguarda la prenotazione e l’assegnazione dei servizi di taxi e il noleggio di auto con conducente - devono rispettare le vigenti normative statali e regionali. In particolare l’ assegnazione o la prenotazione dei servizi è diretta esclusivamente in favore dei soggetti in possesso di regolare licenza o autorizzazione che osservino le disposizioni in materia di lavoro.

    L’assegnazione dei servizi taxi deve inoltre garantire l’ indifferenziazione della stessa tra i singoli operatori licenziatari (o fra un gruppo di essi facente capo ad una stessa struttura economica) di modo che sia sempre individuato il taxi più vicino o comunque con le caratteristiche più idonee alle esigenze dell’utente.

    I tassisti: «Un provvedimento che tutela il servizio che svolgiamo»

    «Mi compiaccio che sia stata la Regione Liguria a prendere coscienza dell’illegalità del sistema Uberpop prendendo una decisione in seno a un provvedimento legislativo che tutela il servizio che svolgiamo». Così Valerio Giacopinelli, di Fita Cna, commenta la norma contenuta nelle modifiche alla legge finanziaria 2015 della regione Liguria, secondo la quale la prenotazione e l’assegnazione dei servizi di taxi e il noleggio di auto con conducente devono rispettare le vigenti normative statali e regionali. «La categoria ha accolto questo come un primo segnale di credibilità nei confronti delle istituzioni. In questi sei o sette mesi avevamo visto poca sensibilità ma, a quanto pare, ci eravamo sbagliati. Adesso speriamo che si vada a una definizione per stabilire una volta per tutte - conclude Giacopinelli - che questo servizio è illegale».

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  19. http://www.corriere.it/tecnologia/app-software/14_settembre_26/taxi-app-uber-ios-android-fbc19b56-4570-11e4-ab4c-37ed8d8aa9c2.shtml


    Quaranta città, 10.000 autovetture, un servizio nuovo di zecca.Debutta IT Taxi, l’app gratuita per prenotare, pagare e recensire il taxi da smartphone e tablet. Disponibile per iOS e Android, l’applicazione metterà in contatto tassisti e clienti in pochi secondi, consentendo di prenotare e pagare un taxi, pur essendo a secco di contanti. Un cambio di passo deciso, per rispondere a servizi come Uber, fin da subito fruibili da smartphone e tablet, ma contestati dai tassisti poiché considerati sostanzialmente fuorilegge.
    In 40 città italiane
    Da oggi però l’Unione dei Radiotaxi d’Italia (URI) offrirà ai clienti l’opportunità effettuare gratuitamente una prenotazione e seguire in tempo reale il percorso di avvicinamento della vettura scelta. Il servizio è già attivo in quaranta realtà italiane tra cui Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna e Napoli, e si potrà scegliere di pagare a fine corsa con PayPal, oppure a fine mese con abbonamento aziendale. I dipendenti delle aziende private convenzionate con l’app, potranno anche usufruire della corsa senza preoccuparsi di pagare al momento: si potrà addebitare la corsa all’azienda e verificare in tempo reale le corse rimanenti. Il giudizio sulla qualità del servizio offerto, inoltre, spetterà al cliente, che proprio come succede già per ristoranti e alberghi, potrà rilasciare recensioni e commenti dall’applicazione, relegando le vetture indesiderate in un’apposita lista nera degli esclusi per le ricerche successive. 
    Le caratteristiche dell’app
    Dopo aver effettuato la registrazione, l’utente comincerà ad effettuare le prenotazioni, definendo anche le caratteristiche della vettura richiesta come numero di posti, tipologia (berlina, station wagon), lingua del tassista. La prenotazione potrà essere annullata direttamente dall’applicazione, mentre una volta completata l’operazione, l’utente riceverà una notifica con sigla della vettura e tempo di arrivo. Prevista inoltre la possibilità di fissare il punto di partenza da un luogo diverso da quello in cui ci si trova al momento della prenotazione. 
    «Pieno rispetto delle tariffe»
    «Offriremo un servizio di trasporto sicuro, capillare e di qualità, nel pieno rispetto delle tariffe e delle tutele stabilite dalla legge italiana», assicurano dall’Unione Radiotaxi d’Italia. Un chiaro riferimento alle polemiche innescate dalla semplificazione introdotta di fatto da servizi come Uber, sbarcata di recente anche a Genova, dopo Roma e Milano. Nel capoluogo ligure il servizio sarà disponibile anche nella versione più avversata dai tassisti, UberPop, che consente a chiunque non sia più neopatentato, di mettere la sua vettura a disposizione di chiunque voglia spostarsi. L’autista resta al di fuori dal classico circuito dei taxi, non viene remunerato direttamente dal cliente, che invece versa l’importo della corsa all’azienda Uber con la carta di credito. 
    Concorrenza
    «Noi non abbiamo mai avuto il timore di confrontarci. Il nostro servizio è disponibile in oltre 40 città e dà la certezza di trovare un taxi ovunque il cliente si trovi. Inoltre ogni tassista IT Taxi ha superato due esami di abilitazione alla professione, è sottoposto al controllo di una commissione disciplinare e tutti i mezzi sono regolarmente revisionati e assicurati con massimali doppi e per i terzi trasportati, con le tariffe trasparenti e predeterminate dal Comune», spiega al Corriere della SeraLoreno Bittarelli, presidente URI. La concorrenza sui servizi, insomma, sembra la strada che l’associazione dei taxi italiani privilegerà per il futuro.............

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  20. http://m.milanotoday.it/cronaca/controlli-taxi-abusivi-uber-pop-polizia-locale.html


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  21. http://m.milanotoday.it/cronaca/autista-uber-pop-contromano-via-salasco.html


    31.3.2015

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  22. http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_marzo_29/uberpop-fugge-coi-clienti-contromano-brivido-via-piedi-ce1253a2-d5e0-11e4-b0f7-93d578ddf348.shtml


    Milano, 29 marzo 2015

    Uberpop fugge coi clienti. Contromano da brivido e via a piedi.

    di Giacomo Valtolina


    Sera tra amici, ritorno a casa dopo la cena, c’è chi sceglie i mezzi pubblici, chi l’auto privata, chi il taxi, chi Uberpop, servizio di ride sharing per la società con sede in Olanda Uber, «abusivo» invece per il Codice della strada. Se l’opzione scelta è l’ultima, tuttavia, si può incorrere anche in situazioni da tachicardia come la seguente. 
    Si apre la app, arriva il driver più vicino, «Fidel» il suo soprannome sullo smartphone, S. V. F. per i verbali, peruviano con regolare permesso di soggiorno, incensurato, 60 anni. Guida la sua Fiat Punto, raccoglie i clienti. All’improvviso, mentre autista e passeggeri viaggiano tranquilli su viale Beatrice d’Este in direzione di Porta Romana, il posto di blocco. Alt . I vigili tirano fuori le palette all’indirizzo della Fiat.
    L’uomo al volante entra in stato confusionale. Preso dal panico riesce a fare inversione sul vialone della circonvallazione sfruttando un attraversamento. Al primo incrocio si butta a sinistra, via Patellani. Strada strettissima, corsia unica, ma Fidel la percorre contromano, attraversando viale Bligny a tutta velocità seguito dalla pattuglia del Radiomobile della polizia locale. Sirene che ululano, pneumatici che stridono. La Fiat Punto collegata a Uberpop imbocca la corsia sbagliata anche in via Vittadini, sterza bruscamente verso via Salasco. Senso di marcia? Errato anche stavolta. L’uomo è sempre più agitato. E all’arrivo di un’altra vettura, per evitare lo scontro frontale, è costretto a interrompere la sua tanto disperata quanto vana fuga. 
    Dunque Fidel molla la macchina (e i clienti seduti sui sedili posteriori) e ci riprova. Stavolta a piedi, extrema ratio. Poco dopo, vicino al Parco Ravizza, il sudamericano viene fermato dai vigili all’inseguimento. Sequestro dell’automobile (ai fini della confisca che verrà decisa dal prefetto tra qualche mese), ma anche della patente. E non solo per l’articolo 86 del Codice della strada che regolamenta il servizio di trasporto pubblico non di linea, bensì anche per il contromano thrilling nelle vie Patellani e Vittadini, aggravato dal fatto che la strada vicino alla Bocconi, dove ci sono un’edicola e un distributore di benzina, è formata da due strade a un solo senso di marcia (altrimenti non il ritiro della patente non sarebbe previsto dalla legge). 
    Da Uber - che ha lanciato corse gratis per il 30 marzo, giornata di sciopero dei mezzi pubblici, per chi mostri biglietto o abbonamento Atm - difendono l’autista: «Il driver ha un casellario giudiziario senza ombre e 25 punti sulla patente - ha spiegato l’avvocato di S.V.F. alla general manager per l’Italia di Uber, Benedetta Arese Lucini - è evidente che è stato tratto in errore dal crescente clima ostile che ormai si percepisce nelle strade milanesi». Il sindacalista Unica Filt-Cgil, Giovanni Maggiolo attacca: «In tutta Europa le leggi sono fatte per tutelare l’utenza. Non possiamo che ripetere quanto già detto: affidarsi al servizio Uberpop è pericoloso per i cittadini». 

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  23. http://www.milanopost.info/2015/03/30/ad-un-autista-uber-in-fuga-dai-vigli-contromano-viene-ritirata-la-patente/


    Ad un autista Uber, in fuga dai vigili contromano, viene ritirata la patente.

    Milano 30 Marzo 2015--

    In fuga dai vigili contromano. Con i clienti ancora seduti sui sedili posteriori. Alla fine, però, gli agenti delle Frecce l’hanno preso comunque, contestandogli una doppia infrazione. La prima, ovvia: ritiro della patente per aver imboccato nel senso di marcia sbagliato una strada a carreggiata unica. La seconda: sospensione del documento di guida da 4 a 12 mesi per violazione dell’articolo 86 del Codice della strada. Sì, perché stiamo parlando ancora una volta di un conducente associato a Uber Pop, la versione della contestata applicazione americana che consente a chiunque abbia la patente, un’auto immatricolata da meno di dieci anni e la fedina penale pulita di prendere corse low cost come fosse un taxi. Nei guai è finito F.V., un peruviano di 60 anni, che ora si ritrova il veicolo sequestrato (ai fini della confisca) e una multa da pagare da un minimo di 1.761 a un massimo di 7.045 euro.

    Torniamo alle 22.30 di venerdì. Siamo in viale Beatrice d’Este, a due passi dalla Bocconi. Sulla macchina di F. salgono due clienti. Dopo poche centinaia di metri, la vettura viene intercettata dai ghisa specializzati nel contrasto all’abusivismo sui trasporti non di linea. F. non si ferma all’alt, anzi compie un’inversione a U lungo la circonvallazione interna e svolta in via Vittadini. Contromano. La pattuglia parte all’inseguimento, l’auto che gli sta davanti prosegue in via Salasco e poi accosta all’improvviso. Il  conducente scende – lasciando in macchina i due passeggeri – e inizia a correre in direzione parco Ravizza, ma i vigili lo bloccano subito.

    Giovanni Maggiolo, delegato di Unica Cgil, va all’attacco: «Non possiamo che ripetere quello che abbiamo già detto in tante altre circostanze: affidarsi a un servizio come Uber Pop è estremamente rischioso per l’utenza».

    Replica l’ad Benedetta Arese Lucini:  «Posso riferire una breve battuta scambiata con il legale del driver coinvolto, il quale ha posto l’attenzione sul crescente clima ostile che si percepisce nelle strade milanesi, che ha così indotto in errore il proprio assistito. Inoltre, preciso che il driver coinvolto ha uno status di casellario penale senza ombre e 25 punti sulla patente».

    SEMPRE a proposito di Uber, è stato denunciato nei giorni scorsi un tassista per minacce, danneggiamenti e percosse: stando alle accuse, qualche settimana fa il conducente avrebbe preso a pugni un conducente Ncc associato all’app Black nei pressi di un albergo in zona stazione Centrale, spaccando pure il lunotto posteriore della berlina.

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  24. http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/04/13/uber-a-torino-taxisti-si-incatenano-se-e-illegale-cancellatelo-e-arriva-casapound/360192/


    Uber, a Torino i taxisti si incatenano: “Se è illegale cancellatelo”. E arriva Casapound.

    13 aprile 2015

    “Le istituzioni stanno agendo come gli struzzi. Dicono che Uber è illegale, ma non fanno nulla per contrastarlo”. Federico Rolando è il portavoce degli arrabbiatissimi taxisti torinesi. Nel primo pomeriggio una mezza dozzina di autisti si sonoincatenati di fronte al Comune. Urla, cori e richiesta di essere immediatamente ricevuti dalle istituzioni cittadine. A dar manforte agli autisti è arrivataCasapound con una ventina di simpatizzanti. La richiesta dei taxi è chiara: “Non si parla di carpooling (condivisione delle spese per un mezzo di trasporto), Uber è un trasporto di persone illegale e deve essere cancellato.

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  25. http://m.ilgiornale.it/news/2015/04/17/il-giudice-di-pace-da-ragione-a-uber-non-sono-taxi-abusivi/1117682/


    17 Aprile 2015

    Il giudice di pace dà ragione a Uber: "Non sono taxi abusivi".
    Annullata la multa e la confisca. Il giudice: "Prima di applicare sanzioni, servizio deve essere disciplinato". E i tassisti protestano.

    Angelo Scarano

    "Uber non fa concorrenza ai taxi e quindi, almeno fino a quando una legge non lo stabilirà, non è un servizio di trasporto abusivo". Ungiudice di pace di Torino ha disposto l’annullamento della multa, della confisca del veicolo e delle altre sanzioni nei confronti di un'autista fermata dalla polizia municipale lo scorso dicembre. A scavare un solco tra le auto bianche tradizionali e l’app californiana è, secondo il magistrato, il diverso tipo di organizzazione del servizio: da una parte piazzole e tariffe predeterminate, dall’altra prenotazioni telematiche e prezzi variabili.
    "Prima di applicare eventuali sanzioni, il servizio Uber, che sfrutta le nuove tecnologie, andrebbe disciplinato", ha detto il giudice. Che però ha stabilito che il Comune di Torino non dovrà alcun tipo di risarcimento alla driver multata per il periodo di blocco del veicolo. Opposte le reazioni delle parti coinvolte nella discussione, che negli ultimi giorni è stata particolarmente tesa con la minaccia, da parte dei tassisti, di bloccare le strade durante l’Ostensione della Sindone, mentre il Comune ha istituito una task force anti-abusivismo all’interno della polizia municipale. "Non c’è alcun esercizio abusivo di taxi - taglia corto Mauro Repetti, legale di Uber - perchè è evidente come le nuove tecnologie e l’avvento degli smartphone abbiano comportato un vuoto di regolamentazione nella materia del trasporto pubblico: in assenza di norme specifiche, è arbitrario ed illegittimo sanzionare UberPop, come pretendono invece di fare le amministrazioni comunali".
    I tassisti non hanno accettato la sentenza e si sono radunati a decine nella centralissima piazza Castello. "Il giudice di pace - ha commentato Valter Drovetto, rappresentante della categoria - ha sottovalutato il problema. Se potremo, faremo sicuramente ricorso. E comunque faremo tutto il necessario perché Uber sia considerato il concorrente sleale che è". Dal Comune si sono limitati a dire che valuteranno le motivazioni della sentenza. Per ora, tuttavia, non sarà possibile applicare le sanzioni previste per la violazione dell’articolo 86 del codice della strada, autentico spauracchio per i driver privati: confisca del veicolo, ritiro della patente per un periodo compreso tra 12 e 18 mesi e multa compresa tra 1.700 e settemila euro, a discrezione del Prefetto.





    Commenti

    giorgiandrieri
    Un'altra sentenza idiota, degna del miglior magistrato sinistroide. E' evidente che con User qualunque Pinco pallino improvvisato può trasportare, A PAGAMENTO, passeggeri con la propria auto, cioè esattamente quello che fanno i tassisti...o no ? Sarà perché la categoria dei tassisti è una categoria di padroncini, dunque invisa a quei democraticoni dei sinistrati ?


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