domenica 8 marzo 2015

CasaPound Firenze: Azione di sensibilizzazione sul caso Mukki sul Ponte Vespucci

I militanti di CasaPound Firenze hanno manifestato sul ponte Vespucci per sensibilizzare l'intera cittadinanza sulla privatizzazione della Mukki Latte, operazione che sta passando praticamente sotto silenzio nonostante la gravissime ripercussioni per l'intero tessuto economico-sociale fiorentino. "Centinaia di manifesti affissi nel corso della notte in tutta la città e poi, oggi pomeriggio, bandiere italiane, fumogeni", dichiara il Responsabile provinciale Saverio Di Giulio, "due mucche 'impiccate' sul ponte e uno striscione riportante la frase 'OFFERTA DELL'ANNO: MUKKI IN SVENDITA', questa è stata la nostra ennesima azione per sensibilizzare la cittadinanza sul piano criminogeno di privatizzazione della centrale del latte di Firenze". "Nonostante le nostre denunce e quelle degli allevatori del Mugello", prosegue Di Giulio, "il progetto sta andando avanti a tappe forzate ed a quel che è dato sapere fino ad oggi, nessuna proposta di interesse garantirebbe effettivamente la produzione locale di latte di alta qualità e tanto meno i livelli occupazionali attuali. Ma tutti se ne stanno zitti e non sappiamo se per pavidità o, piuttosto, per interesse personale". "Ecco perchè", conclude il Responsabile di CasaPound Firenze, "noi non ci fermiamo e non ci fermeremo in futuro fino a quando il Comune di Firenze non deciderà di fare marcia indietro sull'operazione e decida di mantenere in mano pubblica la maggioranza delle azioni della Mukki. Fino a quel momento faremo di tutto per far conoscere a tutti quali saranno le amare conseguenze di una decisione che noi riteniamo inutile, dannosa per gli interessi pubblici e lucrativa solo per le tasche dei soliti noti".



7 commenti:

  1. E io pago. .!!!!!!!
    Non riesco a capacitarmi del fatto che ci siano individui cosiddetti italiani capaci di svendere la propria storia per i soliti 30 denari......!!!!!????!!!!!

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  2. L'impoverimento di molti è l'arricchimento di pochi.
    La industria italiana inizia il suo declino con Romano Prodi che sfascia e svende quello che faticosamente in periodo fascista e successivo era stato creato ed era l'orgoglio nazionale.
    Dopo di lui altri emulatori che si sono venduti anche la madre per ridurre la nazione Italia quasi una colonia di proprietà straniera.
    Piano Kalergi+ califfato islamico avanzano.
    Questa privatizzazione prelude alla liquidazione della tradizione lattiero/casearia della Mukki che diventerà qualcos'altro come voluto da Pd + mafia.

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  3. Da centrale del latte di Firenze a covo di malaffare piddino.......
    Les jeux sont faits.....rien va plus.....

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  4. http://www.gonews.it/2015/03/07/privatizzazione-della-mukki-casapound-firenze-manifesta-sul-ponte-vespucci/


    Privatizzazione della Mukki, CasaPound manifesta sul ponte Vespucci.

    07 marzo 2015

    I militanti di CasaPound Firenze hanno manifestato sul ponte Vespucci per sensibilizzare l’intera cittadinanza sulla privatizzazione della Mukki Latte, operazione che sta passando praticamente sotto silenzio nonostante la gravissime ripercussioni per l’intero tessuto economico-sociale fiorentino. CasaPound Firenze sul ponte Vespucci a Firenze “Centinaia di manifesti affissi nel corso della notte in tutta la città e poi, oggi pomeriggio, bandiere italiane, fumogeni”, dichiara il Responsabile provinciale Saverio Di Giulio, “due mucche ‘impiccate’ sul ponte e uno striscione riportante la frase ‘OFFERTA DELL’ANNO: MUKKI IN SVENDITA’, questa è stata la nostra ennesima azione per sensibilizzare la cittadinanza sul piano criminogeno di privatizzazione della centrale del latte di Firenze”. CasaPound Firenze sul ponte Vespucci a Firenze   “Nonostante le nostre denunce e quelle degli allevatori del Mugello”, prosegue Di Giulio, “il progetto sta andando avanti a tappe forzate ed a quel che è dato sapere fino ad oggi, nessuna proposta di interesse garantirebbe effettivamente la produzione locale di latte di alta qualità e tanto meno i livelli occupazionali attuali. Ma tutti se ne stanno zitti e non sappiamo se per pavidità o, piuttosto, per interesse personale”. CasaPound Firenze sul ponte Vespucci a Firenze “Ecco perchè”, conclude il Responsabile di CasaPound Firenze, “noi non ci fermiamo e non ci fermeremo in futuro fino a quando il Comune di Firenze non deciderà di fare marcia indietro sull’operazione e decida di mantenere in mano pubblica la maggioranza delle azioni della Mukki. ..............



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  5. http://www.gonews.it/2015/02/06/caso-mukki-coldiretti-non-si-rompa-legame-con-mugello-cia-chiede-lunione-della-produzione/




    martedì 10 marzo 2015 00:34

    Caso Mukki, Coldiretti: “non si rompa legame con Mugello”. Cia chiede l’unione della produzione.

    “Il marchio Mukki vale se ci sono gli allevatori del Mugello. I consumatori sanno che questo latte viene dal Mugello. Chiunque intenda acquisire quote di questo marchio non può rompere questo legame indissolubile con il territorio”. Lo ha detto il presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli a margine della manifestazione in piazza della Repubblica a Firenze una ‘giornata da allevatore’. “Chiunque voglia entrare deve garantire un prezzo adeguato agli allevatori – ha aggiunto – altrimenti gli allevamenti chiudono e senza di essi Mukki non ha alcun valore”. “Noi non sposiamo la causa di Granarolo, però sposiamo la capacità di fare sistema di un comparto che non sopporta più la polverizzazione, non tanto delle imprese, ma del sistema di raccolta e di trasformazione. Questo non lo può supportare ne’ la Toscana, ne’ le altre regioni. Quindi, serve un percorso che porti gli allevatori toscani verso un sistema integrato, più forte e potente”. Lo ha detto il presidente nazionale degli agricoltori di Cia, Dino Scanavino rispondendo ai giornalisti a margine di un convegno a Firenze, in merito al futuro di Mukki. “Se sarà Granarolo ad assorbire Mukki – ha aggiunto – andranno fatti patti chiari perché l’amicizia sia lunga. Se sarà un’altra struttura noi assisteremo gli allevatori, ma deve essere una struttura che porti il latte toscano in un sistema integrato che arrivi fino il consumatore. Poi, il nome di chi sarà ad assorbire Mukki ci interessa poco”.

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  6. http://www.etalia.net/articles/aab9a74e1-4be0-40fd-b230-496761f1e2e6



    Mukki, otto manifestazioni di interesse per la Centrale del latte di Firenze, Pistoia, Livorno.
    L'azienda le ha definite in una nota 'in sintonia con quanto auspicato dagli organi sociali'/

    TORINO PROPONE UNA FUSIONE DA 200 MILIONI / LA CENTRALE DEL LATTE DI TORINO PRESENTA IL PROGETTO DI FUSIONE CON FIRENZE, PISTOIA E LIVORNO / CASO MUKKI,LA CENTRALE DEL LATTE DI TORINO PROPONE LA FUSIONE CON LA CENTRALE TOSCANA.



    Firenze--Otto manifestazioni di interesse per la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno: questo il numero di proposte per il futuro della Mukki definite in una nota dell'azienda " in sintonia con quanto auspicato dagli organi sociali".

    Le proposte, che il Cda approfondirà, vengono da: 98 dipendenti della Centrale; le tre cooperative di allevatoriAtpz, Cooperlatte e Granducato; Sici Sgr; Alival; Centrale del Latte di Torino;Assegnatari Associati Arborea;Cooperativa Santangiolina Latte Fattorie Lombarde; Parmalat.

    "Il Consiglio di Amministrazione - si legge - ringraziando tutti coloro che hanno aderito all'invito, si appresta ora a proseguire nel mandato assegnato dai Soci; pertanto, nelle prossime settimane si procederà all'approfondimento delle diverse idee progetto che meglio uniscono e rappresentano le indicazioni espresse dalla delibera sociale; eventualmente e se necessario, in una seconda fase, saranno approfondite anche le altre segnalazioni".

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  7. http://iltirreno.gelocal.it/regione/2015/02/23/news/mukki-latte-la-centrale-del-latte-illustra-la-propria-offerta-1.10921868



    Mukki Latte: la Centrale del Latte illustra la propria offerta.
    Nascerebbe la Centrale del Latte d'Italia, operazione da 200 milioni, Mukki manterrebbe il suo marchio. Rassicurati lavoratori e allevatori locali. Ufficiale, sono otto le manifestazioni d'interesse. C'è anche Parmalatdi Samuele Bartolini


    FIRENZE. “Lo schema di fusione che abbiamo prospettato è fra due società omologhe, che operano in aree separate e fanno prodotti diversi. A nostro avviso sarebbe la composizione perfetta per una Centrale del latte d'Italia che diventerebbe così il terzo polo lattiero-caseario italiano”.

    Queste le ambizioni prospettate da Riccardo Pozzoli, amministratore delegato della Centrale del latte di Torino, che ha presentato stamani, lunedì 23 febbraio a Firenze assieme al presidente Luigi Luzzati l'offerta per entrare nelle quote azionarie della Mukki. Tramite la fusione la nuova società di produzione di latte e prodotti caseari avrebbe cinque stabilimenti produttivi situati in Piemonte, Toscana, Liguria e Veneto, e un fatturato consolidato di circa 200 milioni di euro.

    Il concambio della fusione, però, dovrà essere definito congiuntamente e la Centrale del latte di Torino garantirebbe alla Mukki il mantenimento della sede legale e dello stabilimento produttivo a Firenze. In questo modo la Centrale del latte di Firenze sarebbe autonoma, ma quotata in borsa. Inoltre, secondo la Centrale del latte di Torino, la quotazione consentirebbe l'ingresso nel capitale a consumatori e produttori locali e agevolerebbe l'accesso a risorse di equity e debito per finanziare eventuali opportunità per ulteriori aggregazioni. Ma l'ad Pozzoli vuole anche tranquillizzare gli allevatori e i produttori toscani gelosi delle loro tradizioni.

    “Noi puntiamo alla valorizzazione dei marchi locali. Lo facciamo con la Centrale del latte di Vicenza, in Veneto, e il Latte Tigullio di Rapallo, in Liguria”. Pozzoli rassicura anche sulla qualità del latte imbustato e venduto. “Abbiamo un controllo diretto sulle stalle. Vigiliamo che le mucche siano nutrite con mangime sano, che siano curate con attenzione. Inoltre siamo stati i primi in Italia ad avere avuto la certificazione di qualità”. Il latte prodotto dalla Centrale del latte di Torino proviene per il 95% dal Piemonte. Sono 100 gli allevatori di media grandezza, tra la provincia di Torino e la Francia, che forniscono latte. I principali canali di distruzione sono i supermercati Esselunga, Coop e Carrefour.

     "Proponiamo la fusione, e non l'aumento di capitale, perché così il processo deliberativo è più semplice: il concambio è da definire". Lo ha affermato Riccardo Pozzoli, amministratore delegato della Centrale del Latte di Torino, a margine della presentazione del progetto di fusione con Mukki. Gli attuali soci di Mukki, con questo meccanismo, diventerebbero soci della nuova 'Centrale del Latte d'Italia', denominazione assunta da Torino dopo la fusione.
       "Le centrali del latte di Firenze e di Torino hanno una storia molto simile", ha detto Pozzoli, secondo cui "il fatto che si possano aggregare  un passo enorme in questo settore che è estremamente parcellizzato. Si possono mettere insieme i territori che ognuna di queste aziende occupa, e non ci sono sovrapposizioni: si possono mettere insieme i prodotti su questi territori, e sono prodotti non uguali, per pura combinazione". "Siamo forse gli unici che hanno un rapporto diretto con gli allevatori", sul proprio territorio: ha aggiunto Riccardo Pozzoli, amministratore delegato della Centrale del Latte di Torino, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano che rapporto avesse intenzione di impostare con i produttori di latte toscani in caso di fusione con Mukki.....................

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