domenica 11 gennaio 2015

Todi (PG), CasaPound; "Un asilo per tutti i bambini italiani esclusi dalle graduatorie"

TODI: “UN ASILO PER TUTTI I BAMBINI ITALIANI ESCLUSI DALLE GRADUATORIE”
Todi, 10 Gennaio - E’ partita anche a Todi la raccolta firme di CasaPound Italia finalizzata a sostenere una proposta di legge popolare per garantire l'accesso agli asili ai bambini provenienti da famiglie italiane in difficoltà economica. Al banchetto tenuto dal movimento in Piazza del Popolo, sono state raccolte nel pomeriggio di oggi più di 30 firme; Andrea Nulli, coordinatore Regionale di Cpi nonché responsabile del nucleo di Todi, afferma: “In Umbria solo il 53% dei comuni garantisce la copertura dei servizi socio-educativi destinati all’infanzia; a causa dei crescenti flussi migratori che hanno interessato la nostra regione negli ultimi anni, a far le spese di questa situazione sono in particolare le famiglie italiane. Gli asili pubblici infatti, non sono in grado di far fronte alle numerose richieste di iscrizione che ogni anno vengono presentate, con conseguente esclusione di bambini, soprattutto italiani, provenienti da nuclei familiari con grave disagio economico che non riescono ad ottenere punteggi sufficienti nelle graduatorie di ammissione. L’attuale crisi economica che attanaglia le nostre città poi, impedisce alle famiglie escluse di far fronte a questa situazione attraverso strutture private, che hanno rette mensili al di fuori dalla loro portata reddituale”.
“L’asilo però non è un lusso - aggiunge Nulli - è, al contrario, un diritto garantito dalla Convenzione Internazionale dei Diritti del Fanciullo ratificata dall’Italia il 27 maggio del 1991 (Art. 18). Per tali motivi, in attesa della realizzazione di nuove strutture pubbliche, CasaPound Italia Umbria propone come soluzione temporanea che i Comuni si facciano carico dei bambini esclusi dalle graduatorie, provenienti da famiglie con I.S.E.E. inferiore a 25.000,00 Euro, corrispondendo direttamente alla struttura privata ove saranno iscritti la differenza tra la retta comunale e quella prevista dalla struttura medesima. Questo anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con il maggior numero di asili privati presenti sul territorio, e con una copertura finanziaria che può derivare da una migliore allocazione della spesa prevista per le politiche sociali, e da una riduzione degli sprechi sulle elargizioni pubbliche, basate più su logiche clientelari che su criteri di efficienza”.

13 commenti:

  1. Trascurati i nostri bambini per sostituirli coi baby/killers jihadisti che arrivano coi barconi.
    Un governo di sinistri che ambisce a nuovi italiani futuri piddini senza sapere o facendo finta di non sapere che da grandi quelli sceglieranno MAOMETTO e non Renzi o chi per lui.....

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  2. La famiglia è il nucleo centrale della nostra civiltà identitaria e patriottica e la sua difesa ad oltranza garantisce la sopravvivenza della nostra stirpe da mettere in sicurezza per evitare problemi di natura politica e sociale.

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    1. OTTIMA RIFLESSIONE CHE CONDIVIDO PIENAMENTE

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  3. La presenza di formazioni politiche di DESTRA RADICALE come Casapound sono garanzia di attenzione verso le problematiche sociali del momento.
    Casapound va sostenuto perché ci rappresenta degnissimamente ed è la voce della nostra coscienza frustrata da organi istituzionali impantanati in scelte scellerate e antitaliane.

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  4. Ogni mamma ed ogni papà dovrebbero far cucire sui vestitini dei propri bambini la scritta

    IO HO UN PAPA' ED UNA MAMMA. ....

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  5. Bambini italiani che hanno diritto di essere educati secondo principi italiani e cattolici tradizionali perché questi valori sono NON NEGOZIABILI.

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  6. Una sinistra al potere al servizio del malaffare e dei pervertiti che agiscono dappertutto.

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  7. Al momento è una piccola aliquota questa degli sfascia famiglia e si deve vigilare perché il Demonio è sempre in agguato..

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  8. Anche a Roma il gravissimo problema degli asili nido e delle scuole materne pubblici vedono gli operatori e le mamme ed i papà in sciopero per segnalare a chi di dovere la mancanza di fondi che invece sono stati dirottati su zingari e clandestini islamici,due categorie che sono nel cuore di Nieri vicesindaco di Sel il quale tante cose sa sulla triste vicenda di Roma MONDO DI MEZZO ma preferisce glissare.
    Migliaia di operatori del settore e genitori coi passeggini hanno sfilato per la città per protestare contro il disinteresse della giunta capitolina che queste strutture le vorrebbe tutte trasformare in CENTRALI DI ACCOGLIENZA gigantesche da far gestire alle coop rosse col metodo Buzzi. LE PROTESTE ORGANIZZATE DA CASAPOUND HANNO DATO FRUTTI.


    http://m.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/rivolta_maestre_asilo/notizie/1121983.shtml


    Asili a rischio per la rivolta delle maestre: oggi possibili serrate fino alle 11

    giovedì 15 gennaio 2015 09:05

    di Lorena Loiacono

    Assedio al Campidoglio e blocco degli asili, la battaglia dei nidi va avanti e vede le mamme in prima fila. E oggi si rischia il black out nelle strutture: porte chiuse, le educatrici sono in assemblea sindacale e i bimbi rischiano di doversene tornare a casa (con tutti i disagi per i genitori) fino alle 11. 
    Va avanti da mesi il braccio di ferro tra il personale educativo e il Campidoglio ma ora, giunto al round finale, gli animi sono caldissimi: questa mattina infatti sono a rischio chiusura gli asili nido e le scuole comunali dell'infanzia. Il personale, in agitazione da tempo, sarà in assemblea al Campidoglio fino alle 11. Solo per quell'ora quindi, ad assemblea conclusa, i bimbi potranno essere accolti nelle strutture educative. Tutto dipenderà dall'adesione del personale alla protesta e intanto ieri, nelle strutture coinvolte, sono apparsi volantini informativi per le famiglie. Ma non è che l'inizio, la rivolta punta infatti a misure più drastiche: «Se servirà – ha spiegato Giancarlo Cosentino, della Cisl Fp di Roma e del Lazio promotore dell'assemblea - chiederemo anche alle educatrici il mandato di sciopero».
    Ieri intanto, mentre andava avanti il tavolo di trattativa tra il vicesindaco Luigi Nieri e i sindacati del personale capitolino, un esercito di educatrici coordinate dall'Usb ha invaso piazza del Campidoglio per poi dirottare al Tempio di Giove in prossimità del dipartimento del personale. Non sono mancati attimi di paura per le maestre, dopo le 18, vista l'imponente partecipazione al sit-in che di fatto bloccava la circolazione: «C'erano anche tante mamme con passeggini al seguito – ha raccontato Caterina Fida dell'Usb, impegnata nella trattativa – un migliaio di persone circa e il cancello chiuso. Abbiamo temuto per la sicurezza visto che, per il passaggio delle auto nella folla, è stato necessario anche l'intervento della polizia municipale». Un vero e proprio assedio, nato anche grazie all'organizzazione spontanea di mamme e papà con un tam tam di messaggini che andava avanti da tempo.

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  9. COMUNE ROMA CONTRO 3500 OPERATORI


    http://www.iltempo.it/mobile/roma-capitale/2015/01/15/la-presa-del-comune-di-maestre-e-supplenti-1.1368281

    15/01/2015, 11:13

    La presa del Comune di maestre e supplenti
    Circa 3500 educatrici e precarie urlanti per cinque ore sotto le finestre di Nieri.
    Hanno invaso la sede del Dipartimento Risorse Umane, forzato il cancello del cortile e urlato a squarciagola per oltre 5 ore. Tutto questo mentre l’intenzione dell’amministrazione è quella di andare verso il rinvio a settembre 2015 sull’entrata in vigore della riforma comunale del personale scolastico e la costituzione di una trattativa separata da quella sul pubblico impiego capitolino. Parliamo delle 3500 maestre, di ruolo e precarie, che ieri sera hanno fatto irruzione nella sede di via Tempio di Giove, frenate soltanto dall’arrivo delle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Per il 90% donne, accompagnate dai loro bambini, hanno dato la spallata decisiva a un contratto decentrato ancora troppo confuso, che oltretutto aveva portato al licenziamento di fatto di oltre 1000 supplenti. Anche sull’onda emotiva della protesta, infatti, il vicesindaco Luigi Nieri, di concerto con il neo assessore alla Scuola, Paolo Masini, hanno dichiarato di voler accogliere una parte delle richieste dei sindacati: il nuovo contratto decentrato che porta alla riduzione dello stipendio per ogni giorno di assenza dal servizio e aumenta le ore settimanali di insegnamento (da 27 a 30) eliminando di fatto almeno il 50% del contributo delle supplenti, potrebbe entrare in vigore da settembre, e non dal 1 febbraio. Ovvero con l’inizio del nuovo anno scolastico. Non solo. Da domani si aprirà un tavolo sindacale ad hoc, dove si discuterà punto per punto su come migliorare la proposta unilaterale del Campidoglio. Il rinvio del contratto decentrato consentirebbe di rimettere un po’ di ordine in una situazione che si era fatta a dir poco confusionaria. Nel corso degli ultimi 30 giorni, infatti, sono arrivate nelle scuole capitoline (nidi e dell’infanzia) ben 12 circolari, dove si cercava di chiarire l’applicazione del contratto. Un caos totale, che ad esempio ieri ha portato i genitori di una scuola materna del Laurentino a chiedere l’intervento dei Carabinieri, quando una maestra si è ritrovata con ben 25 bambini piccoli da gestire tutti insieme. «Colpa della disorganizzazione – afferma Nicoletta Calcagni di Uil Fpl – Le dirigenti scolastiche non sanno come si devono muovere. C’è il delirio nelle scuole romane». Grave, poi, è la posizione di circa 1000 delle 6000 supplenti romane che si trovano a non lavorare praticamente più. «Lavoriamo ad ore – racconta Antonella – La nostra sopravvivenza si basa su quelle 3 ore in più che vorrebbero aggiungere al lavoro delle insegnanti di ruolo. Oltretutto, il nuovo contratto impedisce ai dirigenti scolastici di chiedere il nostro intervento sotto i 3 giorni di assenza delle colleghe assunte. Questo ci penalizza ancora di più». Una situazione emersa con il contagocce fino a ieri: «Ci hanno dipinto come delle scansafatiche – racconta Rossella – Marino e Nieri vorrebbero risparmiare sulla nostra pelle. Vogliono rinviare l’entrata in vigore del contratto a settembre? Va bene, ma è un contentino. Il problema si ripresenterà».

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  10. ANCHE A CATANIA ESISTONO DEI CITTADINI CHE NON VOGLIONO SUBIRE LE PREPOTENZE DEL SINDACO DI CENTRO SINISTRA SUI LAVORATORI DEGLI ASILI NIDO E DELLE MATERNE PUBBLICI.



    http://m.cataniatoday.it/cronaca/salviamo-gli-asili-nido-salviamo-i-posti-di-lavoro-e-l-appello-delle-lavoratrici.html


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    1. RIVOLTA POPOLARE IN TUTTA ITALIA CONTRO QUESTI GOVERNANTI INDEGNI CHE VORREBBERO DISTRUGGERE IL CONCETTO DI FAMIGLIA NATURALE E RIDURRE L'UOMO AD UN MOLLUSCO.
      IO I MOLLUSCHI LI METTO NEGLI SPAGHETTI MA PER POLITICI VORREI DEGLI UOMINI ORGOGLIOSI DELLE PROPRIE ORIGINI E STRENUI DIFENSORI DELLA PATRIA.


      DIO PATRIA FAMIGLIA

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  11. http://voxnews.info/2015/01/20/padova-scatta-la-preferenza-nazionale-negli-asili-nido/



    IL PATRIOTA SINDACO BITONCI METTE IN PRATICA LE INIZIATIVE CHE AVEVA ILLUSTRATO IN CAMPAGNA ELETTORALE.
    PRIMA I PADOVANI RESIDENTI DA ANNI PER ASSEGNARE UN POSTO IN ASILO NIDO PER EVITARE CHE ZINGARI ED EXTRACOMUNITARI POSSANO SCAVALCARE GLI ITALIANI.
    BRAVO BITONCI SINDACO DI PADOVA

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