lunedì 5 gennaio 2015

Perugia, CasaPound manifesta contro il centro di accoglienza di Ponte D'Oddi

PERUGIA, CASAPOUND: “NO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI PONTE D' ODDI”

Perugia, 5 Gennaio - “Il fatto che dietro all'accoglienza di immigrati e rifugiati politici si cela un business, è una cosa ormai assodata grazie all'inchiesta ‘mafia capitale’, ma noi lo affermavamo già in tempi non sospetti e continueremo a farlo: ecco perchè siamo qui a manifestare per chiedere la chiusura immediata del centro”. Lo ha affermato Antonio Ribecco, responsabile di CasaPound Perugia, durante il sit-in che i militanti del movimento hanno tenuto oggi di fronte al centro di accoglienza di Ponte D’Oddi.
“L’Umbria - ha aggiunto Ribecco - accoglie già 562 stranieri, la maggior parte nella provincia di Perugia, per un costo complessivo di di circa 800mila euro; i bandi di accoglienza sono vinti quasi sempre da cooperative targate Arci con offerte al ribasso, ribasso che si possono permettere anche grazie a costi di gestione irrisori, come 200 euro di affitto per le sedi ottenuto grazie alle convenzioni stipulate con la passata amministrazione. Nel caso specifico di ponte D’Oddi il centro di accoglienza è gestito dalla Cooperaitva Perusia, che riceve 33 euro al giorno per ogni rifugiato, mentre per gli italiani non paga nessuno, anzi, spesso si vedono sbattute le porte in faccia dai servizi sociali. In tutta questa situazione, appare fuori luogo il comportamento dell'amministrazione cittadina, che pare non abbia una linea coerente sul tema. Mentre da una parte infatti si presentano mozioni per favorire gli italiani nell'accesso alle case popolari, dall'altra si partecipa alla cena offerta dalla cooperativa per ingraziarsi il quartiere. Sarebbe bene prendere una posizione chiara e ferma, un po’ come CasaPound sta facendo da anni, anche se capiamo perfettamente che per qualcuno è più comodo e proficuo tenere il piede in due staffe.