martedì 27 gennaio 2015

Isernia: Manifesti funebri annuncianti la morte della città, la protesta di CasaPound contro il declino del capoluogo pentro

Isernia: Manifesti funebri annuncianti la morte della città, la protesta di CasaPound contro il declino del capoluogo pentro
Isernia, 27 Gennaio - Manifesti funebri annuncianti ‘la morte della città di Isernia’ sono stati affissi nella notte dal movimento CasaPound Italia per denunciare il grave declino della città, dovuto alla chiusura di attività economiche e alla delocalizzazione di sedi istituzionali. “I disastrosi risultati della malagestione del territorio isernino da parte dell' amministrazione comunale e regionale sono palesi e sotto gli occhi di tutti: con il trasferimento ormai imminente fuori città della facoltà di Scienze Politiche, ultimo atto di una progressiva spoliazione del capoluogo delle sedi istituzionali che ha visto episodi anche grotteschi, come il trasferimento a Campobasso della Facoltà di Beni Culturali a dispetto della presenza in città di una realtà museale di assoluta rilevanza come il Museo del Paleolitico che resta così orfano dell'istituzione cui avrebbe dovuto essere naturalmente collegato, continua per Isernia la perdita di risorse per la propria economia, già pesantemente gravata dalla crisi e dalle mancate politiche di rilancio”. Così Agostino Di Giacomo, responsabile isernino CasaPound, in una nota.
“Di fronte a questo scenario estremamente preoccupante – prosegue Di Giacomo - l’attuale classe politica non sembra essere in grado di trovare risposte, ma anzi pare sempre più distante dai cittadini e dalle loro preoccupazioni, impegnata com’è nella gestione dei continui contrasti che scuotono la maggioranza comunale isernina, sempre più spaccata e divisa. Vista la gravità del momento – conclude il responsabile CPI – sarebbe opportuno forse valutare il ritorno alle urne, così che i cittadini isernini possano conferire il proprio mandato a figure pronte a spendersi per risollevare la città dal baratro in cui sta scivolando, piuttosto che assistere giornalmente alla interminabile telenovela fatta di litigi, spaccature e momentanee riconciliazioni inscenata da chi dovrebbe governarli, mentre il futuro non sembra offrire più alcuna prospettiva che non sia ulteriore impoverimento e decadenza”.