sabato 3 gennaio 2015

CasaPound manifesta a Scandicci (FI) per evasione fiscale contestata alla Giunta comunale

CasaPound manifesta a Scandicci per evasione fiscale contestata alla Giunta comunale

Questa mattina i militanti di CasaPound Italia Firenze hanno manifestato a Scandicci per sensibilizzare la cittadinanza su un fatto di gravità inaudita che potrebbe pesare sulle loro finanze in modo spropositato. I militanti hanno sfilato, silenziosamente, per le strade del centro dietro allo striscione “EVASORI” distribuendo volantini dove viene chiesta chiarezza sull’accertamento tributario ricevuto dal Comune per l’IVA non applicata sulla cessione dei terreni sui quali è stato costruito il Centro Rogers. Una volta poi arrivati davanti al municipio, lo striscione è stato affisso sulla balaustra prospiciente il municipio stesso.
“E’ necessario fare immediata chiarezza”, dichiara il Responsabile Provinciale di CPI Firenze Saverio Di Giulio, “in primo luogo perché è paradossale che un ente locale autonominatosi ‘paladino nella lotta antievasione fiscale’ sia da considerare a tutti gli effetti un grande evasore”.
“In secondo luogo”, prosegue Di Giulio, “dovrà essere fatta chiarezza sul perché l’IVA non è stata applicata alla cessione dei terreni. Semplice dimenticanza? Volontà di far risparmiare imprese costruttrici ‘amiche’? Ignoranza delle leggi tributarie? Qualunque sia, la risposta sarebbe comunque gravissima”.
“Ecco perché”, conclude il Responsabile di CasaPound Firenze, “non solo è indispensabile capire cosa sta alla base dell’accertamento tributario emesso dall’Agenzia delle Entrate, ma anche che cosa ha intenzione di fare il Comune nei confronti dei responsabili di questa violazione delle leggi tributarie. E con l’occasione vogliamo ricordare al Sindaco Fallani che, una volta pagato l’accertamento, il comune potrà rivalersi nei confronti delle imprese acquirenti per quanto riguarda l’imposta, mentre le sanzioni e gli interessi potranno essere richiesti agli amministratori dell’epoca e ai tecnici comunali responsabili dell’errore. Ma il comune vorrà davvero farlo?