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mercoledì 31 dicembre 2014

Centro di accoglienza a Cardito (NA), la protesta nella notte di CasaPound Italia

Centro di accoglienza a Cardito (NA), la protesta nella notte di CasaPound Italia

Cardito (Napoli), 31 dicembre - Ingresso sigillato e uno striscione che recita "No al centro d'accoglienza";
questo lo scenario che si è presentato stamane agli occhi degli abitanti di Cardito, comune della provincia napoletana che da qualche tempo a questa parte ha visto nascere accese polemiche e proteste per la creazione di un centro di accoglienza per immigrati.
"Abbiamo voluto ribadire ancora una volta il nostro deciso NO alla creazione del centro di accoglienza", dichiara Vittorio Siciliano, referente locale di CasaPound Italia.

"Dopo le proteste da parte della cittadinanza - continua Siciliano -, e in particolar modo del signor Giuseppe, cittadino di Cardito che abita all'interno dello stesso stabile che dovrebbe ospitare in un appartamento più di venti immigrati sbarcati clandestinamente sulle coste siciliane e trasferiti nella provincia napoletana, intendiamo condannare ancora una volta questa scellerata politica che incentiva l'immigrazione selvaggia, voluta dall'attuale Governo, che arricchisce cooperative attraverso meccanismi e bandi di gara non sempre ben chiari, e che alimenta un traffico di umani che non giova alla cittadinanza, creando criminalità e delinquenza".

"Ricordiamo che la cittadinanza è ormai disperata - dichiara Siciliano -, e che addirittura il signor Giuseppe a causa del centro d'accoglienza pochi giorni fa si è cosparso di benzina, e ha minacciato di darsi fuoco. Non lasceremo sola la cittadinanza di Cardito - conclude Siciliano -, saremo sempre uniti alle proteste degli abitanti nella battaglia contro la creazione del centro d'accoglienza, battaglia che ci vede mobilitati già da tempo; condanniamo duramente le scellerate scelte del Governo e delle amministrazioni locali, che attraverso una politica basata su una finta ospitalità ed accoglienza, si rendono di fatto gli unici responsabili di un fenomeno sempre più dilagante, quello dell'immigrazione clandestina, che arricchisce sempre più il giro d'affari della malavita, quello degli schiavi d'uomini, e quello della micro-criminalità".

Ufficio stampa CasaPound Napoli
mail     casapoundnapoli@yahoo.it
cell      3931732439

venerdì 26 dicembre 2014

Bari: ‘Immigrato, a Natale sei ospite mio’, centinaia di manifesti contro Vendola e Decaro

Bari, 25 dic 2014 – Nel giorno di Natale Bari si risveglia con centinaia di manifesti affissi da Cpi e dall’associazione Arditamente, raffiguranti il presidente della Regione, Nichi Vendola, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro, uniti nello slogan “Immigrato, a Natale sei ospite mio”.
“L’iniziativa nasce con lo scopo di denunciare, in maniera ironica e pungente, le politiche troppo permissive adottate dai vertici delle istituzioni locali in materia di politiche migratorie e accoglienza dei rifugiati” si legge nella nota diramata dalle associazioni. “Senza ledere la privacy di Vendola e Decaro, sui manifesti sono stati scritti gli indirizzi delle sedi istituzionali e di partito dei due leader della sinistra locale - si legge ancora nel comunicato – per invitare gli immigrati a rivolgersi direttamente a chi sfrutta la loro condizione per un tornaconto politico personale”.
“Abbiamo visto come nelle periferie delle maggiori città italiane l’immigrazione forzata e incontrollata ha portato ad accesi conflitti con i residenti, esasperati e inascoltati dalle istituzioni. Un buonismo di facciata dietro al quale si è scoperto un vero e proprio sistema mafioso, foraggiato dalle cooperative e basato sullo sfruttamento degli immigrati allo scopo di intascare milioni di euro di fondi pubblici. Questi soldi – conclude la nota – sono sottratti alle politiche sociali primarie, dalla sanità all’istruzione, dall’occupazione ai trasporti, e stanno mettendo in ginocchio il popolo italiano. E’ ora che i vari Vendola, Decaro, e tutti coloro i quali continuano a pontificare sull’accoglienza a tutti i costi, senza trovare soluzioni per i problemi quotidiani delle nostre città, inizino a guardare in faccia la realtà e a smetterla di speculare sulla condizione dei profughi a scapito dei cittadini italiani”.


mercoledì 24 dicembre 2014

"Buon Natale dalle istituzioni, ma solo agli immigrati": provocatoria affissione di CPI nel Nord-Est

24 dicembre - Si è svolta questa notte in molte città del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige, una provocatoria affissione di CasaPound Nord-est. Nei manifesti sono ritratte le massime cariche istituzionali, intente a porgere i loro auguri di Natale alle centinaia di migliaia di profughi che, durante tutto il 2014, i mezzi della nostra Marina Militare hanno traghettato verso il territorio nazionale. Nel Veneto, le città coinvolte sono state Padova, Vicenza, Treviso, Belluno, Concordia Sagittaria (VE), Portogruaro (VE), Noventa di Piave (VE), San Donà di Piave (VE), Castelfranco (TV), Conegliano (TV), Vittorio Veneto (TV). 

“Si tratta di una provocazione ironica ma forte – spiega CasaPound Italia Nord-est – che abbiamo voluto lanciare a fronte del perseverare, da parte delle alte cariche istituzionali e dei maggiori partiti di governo, di politiche immigratorie a nostro giudizio folli e oramai totalmente avulse dalla realtà sociale ed economica dell'Italia. A conferma di questo, sui manifesti, sono riportate alcune frasi pronunciate da Matteo Renzi, Angelino Alfano, Giorgio Napolitano e Laura Boldrini in relazione al tema immigrati, che mostrano chiaramente il totale distacco dei nostri governanti rispetto al sentire diffuso degli italiani. Non smetteremo mai di ripetere, come dimostrato dai recenti fatti di cronaca, che dietro a pretesti di carattere umanitario, in realtà si cela un gigantesco business creato sulle spalle degli italiani e degli stessi immigrati. Così come non è pregiudizio ideologico, ma semplice buonsenso, affermare che nel mezzo di una gravissima recessione, l'Italia non può farsi carico di tutti i disperati del mondo. Una situazione talmente assurda e paradossale, da farci decidere di usare l'ironia per denunciarla.

Lista luoghi d'affissione Veneto:

- PADOVA: Via Venezia, Cavalcavia Borgomagno, Prato della Valle, Corso Milano, quartiere Sacra Famiglia
- VICENZA: Viale Aldo Moro, Contrà della Piarda, Viale Arzignano
- TREVISO
- CASTELFRANCO
- CONEGLIANO
- VITTORIO VENETO
- BELLUNO
- CONCORDIA SAGITTARIA: Via San Giusto
- NOVENTA DI PIAVE (VE): via Roma
- SAN DONA' DI PIAVE: via Martiri delle Foibe
- PORTOGRUARO (VE): Borgo Sant'Agnese, via Stadio

Padova - Cavalcavia Borgomagno

Padova - Corso Milano

Padova - Prato della Valle

Padova - Via Venezia

Padova - zona Sacra Famiglia

Vicenza - Contrà della Piarda

Vicenza - Viale Aldo Moro

Vicenza - Viale Arzignano

Belluno

Castelfranco (TV)

Conegliano (TV)

Treviso

Vittorio Veneto (TV)

Concordia Sagittaria (VE) - via San Giusto

Noventa di Piave (VE) - via Roma

Portogruaro (VE) - Borgo Sant'Agnese

Portogruaro (VE) - via Stadio

San Donà di Piave (VE) - via Martiri delle Foibe

Renzi

Napolitano

Alfano

Boldrini

martedì 23 dicembre 2014

Genova, alluvioni: la protesta di CasaPound in piazza De Ferrari “Un’altra alluvione in regalo dal Comune? No, grazie!”

Genova, alluvioni: la protesta di CasaPound in piazza De Ferrari “Un’altra alluvione in regalo dal Comune? No, grazie!”

I regali natalizi del Comune ai genovesi? Pale, scope, cerate e stivali, secondo i militanti di Casapound Liguria, che hanno fatto rinvenire ai concittadini proprio gli oggetti in questione, sotto l’albero di Natale di piazza De Ferrari.
Un’ azione simbolica per denunciare– come si legge in un volantino e in un comunicato –i ritardi dei lavori per la messa in sicurezza di fiumi e torrenti, la pessima amministrazione dell’emergenza e la colpevole mala gestione dei fondi da parte della Regione negli scorsi anni.
“ Senza prevenzione, prepariamoci ad un’altra alluvione. I genovesi vogliono vivere nella loro città in tranquillità e sicurezza non avere in “dono” inondazioni e lutti “ recita un volantino distribuito dai militanti di Casapound.
“ Le responsabilità allo stato attuale non se le prende nessuno, gli amministratori locali di Comune e Regione hanno latitato, abbandonando la cittadinanza al prossimo possibile disastro. Ad oggi – prosegue la nota - non sono stati nemmeno iniziati i lavori di prevenzione e per di più anche il Governo, ulteriore beffa, non ha rispettato la deroga al pagamento delle tasse agli alluvionati. La situazione è gravissima e non si può più vivere in balia di queste amministrazioni, palesemente inadeguate, e cittadini e negozianti ne sono drammaticamente consapevoli”
Del resto, il volantino che ha accompagnato la protesta si conclude senza appello: “ Alcuni liguri non si arrendono“.



lunedì 22 dicembre 2014

Bolzano: Casa Pound e Blocco Studentesco ripuliscono la discarica abusiva di Castel Firmiano

Casa Pound e Blocco Studentesco ripuliscono la discarica abusiva di Castel Firmiano
Bolzano 22.12.2014 - Questa mattina una quindicina di militanti della sezione locale di Casa Pound e del Blocco Studentesco hanno provveduto a ripulire l'area adibita a discarica abusiva situata nei pressi di Castel Firmiano. La zona, che si trova al confine tra il comune di Bolzano e quello di Appiano, ha un passato travagliato: prima zona di accumulo delle macerie causate dai bombardamenti anglo-americani, poi discarica interrata per i rifiuti industriali degli stabilimenti che una volta popolavano la zona industriale del capoluogo ed infine discarica abusiva a cielo aperto. Moreno Mantilli, responsabile cittadino del Blocco Studentesco, esordisce così: "Sono mesi che il comune di Bolzano e quello di Appiano giocano allo scaricabarile cercando tutti i cavilli possibili per addossarsi l'uno sull'altro le responsabilità di questo scempio. Noi siamo stufi e non siamo disposti ad accettare che la nostra amministrazione pubblica, che da sempre si dice paladina dell'ambiente e della difesa territoriale, prosegua con questa intollerabile inerzia. Per questo motivo io ed altri studenti abbiamo deciso di dedicare una giornata delle nostre ferie natalizie per cercare di rendere giustizia a questo luogo.".
Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina FB di CasaPound Bolzano oppure all'indirizzo e-mail casapoundbolzano@yahoo.it

CasaPound Padova distribuisce doni nelle case famiglia

7a EDIZIONE “REGALA UN SORRISO AD UN BAMBINO ITALIANO”: CASAPOUND PADOVA DISTRIBUISCE DONI NELLE CASE FAMIGLIA

Padova, 22 dicembre – Sì è svolta questo fine settimana la distribuzione di doni, organizzata da CasaPound Italia Padova, ai bambini italiani ospiti delle case famiglia. L'evento, giunto oramai alla sua 7a edizione, ha visto il coinvolgimento di numerosi militanti che hanno prima raccolto, e poi distribuito, svariate decine di giocattoli ad altrettanti bimbi presso la struttura “Casa Maria” di via Gabelli.

Spiega Alessio Tarani, responsabile provinciale di CasaPound Padova: “Si tratta di un appuntamento a cui siamo molto affezionati, tanto da organizzarlo oramai da molti anni in concomitanza del Natale. Certo potrà sembrare una goccia nel mare delle difficoltà che tanti nostri connazionali, grandi o piccoli, si trovano ad affrontare. Ma i sorrisi che questi bimbi ti rivolgono quando ricevono i doni, rappresentano forse il più importante e sostanziale corononamento della nostra esperienza militante. Oltre ad essere un'enorme gioia per i nostri stessi ragazzi, impegnati ogni anno in questa raccolta. Vogliamo quindi ringraziare tutte i cittadini padovani che hanno donato i giocattoli – conclude Tarani – poiché hanno contribuito a regalare un momento di gioia a questi bambini italiani meno fortunati. Si tratta di piccoli gesti, che racchiudono però in sé una bellezza dirompente”.

Tasse agli alluvionati: CasaPound insorge, " il fango non si tassa "

Tasse agli alluvionati: CasaPound insorge, " il fango non si tassa "

Genova, 21/12/2014 - " Renzi, il fango non si tassa ": questo il testo del grande striscione apparso nella notte a Borgo Incrociati, uno dei quartieri simbolo delle alluvioni nel capoluogo ligure, più volte invaso dal fango e dalle acque del fiume Bisagno, che proprio in questa zona il 10 ottobre fece l'ultima vittima.

I militanti di CasaPound Liguria hanno voluto manifestare così lo sdegno di una città intera verso quella che è stata definita l'ultima beffa del governo Renzi: l'annullamento della proroga per il pagamento delle tasse per chi è stato colpito dalle alluvioni.

"La settimana di Natale gli abitanti di Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e della provincia di Foggia che hanno subìto danni a causa delle ultime alluvioni dovevano saldare tutti i conti con il fisco" -si legge in un comunicato di CPI " - "Entro il 22 dicembre, per la precisione, erano tenuti a pagare Iva, Ires, Irpef e Irap, che dopo le calamità naturali erano state sospese con decreto del ministero del Tesoro sino al 20 dicembre.
Ma le nuove scadenze che sarebbero dovute essere fissate, con ulteriori posticipi, prevedevano come ultima data il 22 dicembre con un provvedimento voluto dal ministro dell'economia Padoan, che concedeva così solo sei giorni di tempo a chi ha perso tutto per pagare le tasse" prosegue la nota del movimento.
"Ora, dopo numerosi solleciti dagli stessi compagni di partito e di merende liguri, Burlando in primis, e forse per il timore di una sollevazione popolare, il Governo rinvia nuovamente la scadenza di due mesi, senza avere la dignità di sospendere definitivamente le tasse agli alluvionati per quest'anno. Non si tratta quindi solo di una mancata promessa, ma di qualcosa di molto più grave : un'ingiuria verso chi ha visto anni di lavoro crollare, la propria attività distrutta oppure vive ancora fuori casa a distanza di due mesi. Il governo Renzi non ha rispetto per i drammi che centinaia di abitanti hanno vissuto " conclude CasaPound.



sabato 20 dicembre 2014

Roma, CasaPound: via i profughi dall'Infernetto, vittoria nostra e dei residenti. Struttura diventi asilo nido

Roma, CasaPound: via i profughi dall'Infernetto, vittoria nostra e dei residenti. Struttura diventi asilo nido

Roma, 20 Dicembre - "La chiusura del centro profughi dell'Infernetto è una battaglia vinta da noi, dai comitati e da tutti i residenti che sono scesi in piazza e hanno appoggiato le nostre iniziative". Così Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia litorale romano commenta la notizia dello spostamento dei profughi dal centro alzheimer "Le Betulle" in altre casefamiglia dislocate su tutto il territorio romano, provvedimento che mette fine ad una vicenda che aveva visto i cittadini scendere in piazza con CasaPound in prima fila. "La sconfitta - ha continuato Marsella - è di un'amministrazione incapace e fallimentare che aveva nascosto in una struttura per i malati di alzheimer decine di immigrati di Mare Nostrum senza informare i residenti. Dopo le violente risse scoppiate all'interno del centro siamo scesi in piazza insieme ai cittadini per ribadire la nostra contrarietà al business dell'immigrazione venuto fuori anche dai recenti scandali della Capitale ed oggi arriva il risultato sperato. Vogliamo comunque che si faccia chiarezza sulle spese e sull'assegnazione della gestione del centro profughi alla cooperativa Domus Caritatis, già al centro di inchieste su falsi minori e facili guadagni sui profughi".
"Ora in quella struttura si realizzi un asilo nido - ha aggiunto Carlotta Chiaraluce, portavoce di CasaPound Italia nel X Municipio - e si rimettano al centro il quartiere ed i suoi cittadini. Siamo pronti a vigilare e a mobilitarci affinché gli edifici lasciati vuoti dai profughi non siano usati ancora una volta per scopi privati o ceduti ad associazioni e cooperative che li usino a scopo di lucro come spesso è accaduto su questo territorio. Lo avevamo detto da subito, all'Infernetto servono scuole, asili e servizi ed è importante dare risposte agli italiani che si sono visti scavalcati ed abbandonati in tutta questa vicenda. Crediamo che destinare l'area ad un'asilo nido sia la soluzione migliore - ha concluso Chiaraluce - e ci batteremo per questo".



Immigrati: "Coop Caritas lucra pro nobis", in Fvg striscioni a firma CasaPound contro il 'business della carità'

Immigrati: "Coop Caritas lucra pro nobis", in Fvg striscioni a firma CasaPound contro il 'business della carità'

Udine, 18 dicembre - Uno striscione, "Coop Caritas lucra pro nobis", e un salvadanaio di cartone a indicare le ingenti sovvenzioni date dallo Stato alle associazioni che gestiscono le maggiori strutture d' accoglienza regionali sono spuntati nella notte a Udine, Gorizia e Tolmezzo. È l'azione di protesta firmata CasaPound Italia per contestare il business dell'accoglienza, che ha portato a un esponenziale incremento dei profughi ospitati sul territorio friulano.
"Un settore quello della rete di ricettività dei profughi - afferma Nicola di Bortolo responsabile regionale del movimento - in continua espansione dove la sottile linea tra carità e speculazione è spesso superata dalla sproporzionata assegnazione di contributi come nel caso della Caritas triestina. Una politica dell' accoglienza che in Fvg è già messa a dura prova dallo strutturato problema dell' immigrazione clandestina via terra e che costa allo Stato migliaia di euro all'anno tramite i progetti ministeriali SPAR, AURA".
"Come se non bastasse - prosegue Di Bortolo - verrà probabilmente avviata una campagna di riqualificazione delle caserme dismesse anche questa a carico dei contribuenti italiani e di strutture come il Cie di Gradisca d'Isonzo, al quale andranno 230 mila euro. I cittadini italiani al contrario si vedono beffardamente scavalcare, grazie ad un accordo tra Regione, Caritas e istituzioni locali, anche sulla questione dei lavori socialmente utili, a cui avrebbero diritto, prima dei profughi, i tanti italiani cassaintegrati o disoccupati".
"Tutto ciò è vergognoso - conclude di Bortolo - perché si continua a mascherare il business con l'aspetto caritatevole, mentre il nostro paese è vicino a un implosione sociale, CasaPound Italia non permetterà che il destino della nostra nazione sia messo in pericolo da questi ragionieri del profitto e dai professionisti della carità".


venerdì 19 dicembre 2014

Mafia capitale: CasaPound, contro di noi azioni di killeraggio mediatico

Roma, 19 dicembre - "Azioni di vero e proprio killeraggio mediatico: non si possono definire altrimenti articoli come quello a firma di Lirio Abbate comparso sull'Espresso di questa settimana, in cui si diffondono illazioni completamente prive di fondamento, slegate da qualunque riscontro oggettivo. Nell'articolo si riferisce di un fantomatico incontro tra il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone e un signore non identificato, un 'mister x' del quale non solo non si dice a che titolo sarebbe coinvolto nelle indagini su Mafia Capitale, ma nemmeno si dice il nome, peraltro sconosciuto anche agli investigatori a quanto riferisce lo stesso Abbate. La vaghezza di quanto scritto, oltre alle palesi falsità, come quella che vorrebbe Iannone residente a Sacrofano, evidenzia l'assoluta pretestuosità dell'articolo, che, a cominciare dal titolo, sembra montato ad arte per indurre il lettore in maniera surrettizia a credere che CasaPound sia coinvolta nell'inchiesta, nonostante in nessun modo il movimento sia stato chiamato in causa da chicchessia in relazione alla vicenda, e pur risultando il nome dell'associazione mai menzionato negli atti d'indagine". Lo afferma in una nota CasaPound Italia.

"Siamo di fronte all'ennesimo atto di una certa 'teppaglia giornalistica' incapace di riconoscere che nessuno quanto CasaPound Italia ha marcato le distanze dalla giunta Alemanno - contro cui ci siamo anche candidati in Campidoglio - e dal sistema dei poteri forti che controlla la Capitale da prima di lui, al contrario dei tanti che oggi fanno i puri ma non hanno esitato ad andare a braccetto anno dopo anno con la Roma della politica e degli affari. CasaPound peraltro ha sempre rispedito al mittente le richieste di mediazione sui centri di accoglienza. Anzi, è l'unico movimento sceso in piazza per impedire l'apertura di un nuovo centro immigrati, quello di Settecamini, da parte della coop 29 giugno", aggiunge il movimento, che poi annuncia: "È evidente che la tutela dell'onorabilità del nostro movimento avverrà in tutte le sedi e che chi ha diffamato, mettendosi al servizio delle più squallide ragioni della politica, sarà chiamato a rispondere delle sue menzogne".



Inaugurazione nuova sede a Pordenone


giovedì 18 dicembre 2014

Parma: pacchi regalo sotto l'albero in piazza, CasaPound contro il Comune a 5Stelle "Sono i regali dell' amministrazione ai cittadini"

Parma: pacchi regalo sotto l'albero in piazza, CasaPound contro il Comune a 5Stelle "Sono i regali dell' amministrazione ai cittadini"

Parma, 18 dicembre- 'Aliquote massime', 'Spaccio', 'Degrado', 'Tagli ai servizi per disabili', 'immigrazione', 'discariche abusive' e 'criminalità': queste le scritte sopra ai pacchi regalo che i militanti di CasaPound Italia hanno messo sotto l'albero di Natale comunale in Piazza Garibaldi, a Parma, a simboleggiare i regali che l'amministrazione ha fatto quest'anno ai suoi cittadini.
"Anche quest'anno il bilancio della gestione a cinque stelle è disastroso -afferma Luca Furlotti, responsabile locale di CasaPound- nella nostra città il comune si preoccupa solamente di far cassa con multe e tasse, salvo poi tagliare i servizi essenziali come quelli ai disabili e senza contare l'aumento esponenziale della criminalità, del degrado, dello spaccio e degli immigrati nullafacenti che bivaccano in zone ben definite della città senza far nulla tutto il giorno"

"La situazione peggiora di anno in anno -conclude Furlotti- ma i cittadini sanno che dove c'è un' ingiustizia da parte della politica, ci sarà anche CasaPound a prendere una posizione netta a favore degli italiani, Parma: pacchi regalo sotto l'albero in piazza, CasaPound contro il Comune a 5Stelle "Sono i regali dell' amministrazione ai cittadini"

martedì 16 dicembre 2014

Pavia, CasaPound: "In piazza con i dipendenti della Maugeri"

Pavia, CasaPound: "In piazza con i dipendenti della Maugeri"

Pavia, 16 dicembre – Oggi una delegazione di CasaPound Italia è scesa in piazza al fianco dei dipendenti della Fondazione Maugeri.
"Come già fatto in passato- spiega in una nota Jacopo Merlini, responsabile provinciale di Cpi - oggi abbiamo voluto dimostrare solidarietà e contribuire alla battaglia intrapresa dai dipendenti della Fondazione. Negli ultimi mesi abbiamo contribuito alle proteste dei lavoratori, aderendo prima alla petizione popolare e successivamente con azioni volte a sensibilizzare maggiormente le Istituzioni sul problema. Pensiamo infatti -prosegue il responsabile locale- che gli innumerevoli errori dell'amministrazione non debbano ricadere sui dipendenti. Se la Fondazione Salvatore Maugeri negli anni si è guadagnata la fama di eccellenza in campo sanitario, a livello nazionale e internazionale, è grazie al lavoro di professionisti che con la loro dedizione, serietà e passione hanno contribuito in maniera determinante a far diventare la struttura un punto di riferimento per il servizio sanitario".
"Speriamo - conclude Cpi - che la situazione si risolva in tempi brevi con la proposta di un piano industriale serio che tenga conto di tutte le più che legittime richieste dei lavoratori e che, allo stesso tempo, non comprometta i più che eccellenti servizi di cui ha beneficiato tutta la cittadinanza."

maugeriinpiazza

giovedì 11 dicembre 2014

Pomezia (RM), CasaPound al fianco della famiglie italiane sotto sfratto

CasaPound Italia al fianco delle famiglie di piazza Aldo Moro a rischio sgombero in piazza Indipendenza a Pomezia, fuori al Comune, per chiedere un incontro al sindaco Fucci. 

Le 13 famiglie, che contano anche la presenza di 9 minori, sono italiani in emergenza abitativa che hanno i requisiti e sono già in lista per un alloggio. Chiediamo pertanto, dopo le opportune verifiche, la regolarizzazione di queste famiglie che hanno occupato da diversi anni alcuni appartamenti.

Queste famiglie non possono essere lasciate sole soprattutto se si pensa che parliamo di un Comune dove vengono ospitati immigrati in centri d'accoglienza con soldi pubblici.



Inaugurazione nuova sede a Rieti con Gianluca Iannone


Bologna, striscioni di CasaPound per il Mutuo Sociale

Bologna, 11 dicembre - Nella notte tra il 10 e l'11 Dicembre sono stati affissi decine di striscioni, con vari slogan per il diritto alla proprietà della casa, in numerosi centri nevralgici dell’intero territorio bolognese: da Mazzini al Meloncello, e questa mattina i militanti nel parco della Montagnola, hanno affisso uno striscione con su scritto: “Mutuo Sociale”.

A rivendicare entrambe le azioni è CasaPound Italia: “ Abbiamo realizzato numerosi striscioni a favore del Mutuo Sociale per la risoluzione dell’emergenza abitativa ed abbiamo provveduto ad affiggerli in alcune zone importanti della nostra città. In mattinata, nel parco della Montagnola, abbiamo affisso uno striscione, seguito da un volantinaggio informativo, recante il nome della nostra proposta di legge, ben visibile da via Indipendenza, creando stupore tra i frequentanti del centro.
Siamo convinti che il progetto del Mutuo Sociale, che prevede il “diritto alla proprietà della casa” come base fondamentale e che propone case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici - vendendo a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie, con una rata di mutuo senza interesse - possa davvero essere la soluzione reale al problema della casa.”
“Già negli scorsi anni – continua la nota del movimento bolognese – siamo stati tra i promotori del progetto Mutuo Sociale nella nostra città, ed abbiamo sempre sostenuto come l’emergenza abitativa fosse uno dei principali problemi della nostra nazione. Le recenti occupazioni di stabili a Bologna sono la dimostrazione che le misure di contrasto al problema attualmente in vigore sono insufficienti. Le famiglie italiane, a cui la nostra proposta di legge si rivolge, sono sostanzialmente tagliate fuori da ogni graduatoria di accesso agli appartamenti di edilizia residenziale pubblica come dimostrano le ultime liste pubblicate dall'Acer dove si fatica a trovare nominativi di nazionalità Italiana. La nostra comunità sarà in questa battaglia sempre in prima linea e continuerà affinché tale proposta varchi il consiglio comunale.”


Cagliari, CasaPound aiuta famiglie italiane in difficoltà economica

Cagliari, 10 dicembre  – Si chiama “Inverno Caldo”  il progetto che ha visto i militanti di CasaPound raccogliere indumenti e alimenti destinati alle famiglie sarde maggiormente colpite dalla crisi economica.
“Secondo lo studio della fondazione Zancan di Padova, pubblicato il mese scorso, la percentuale dellapopolazione isolana che patisce difficoltà economiche supera il 38%, aumentando di ben 7 punti rispetto al 2013″ – dichiara Andrea Farris, responsabile di CasaPound Sardegna – “Un dato allarmante che ci ha spinto ad intensificare gli aiuti nei confronti delle fasce più deboli, affiancando il progetto ‘Inverno Caldo’ al banco alimentare, attivo sia a Sassari che a Cagliari dall’ anno scorso”.
“Abbiamo consegnato i primi aiuti a una decina di  nuclei familiari in grave stato di emergenza e altrettanti  ne sosterremo questa settimana.” – sottolinea – “Parliamo di Italiani che stentano ad arrivare alla fine del mese, per i quali le istituzioni si fanno vive solo con le cartelle esattoriali e ingiunzioni di pagamento”.
In riferimento all’ inchiesta Mafia-Capitale precisa: “La nostra attività di volontariato è trasparente, non percepisce alcun finanziamento pubblico e dimostra che un atto di solidarietà diretta e concreta, da cittadino a cittadino, non ha bisogno di passare per le blasonate ONLUS e COOP che lucrano sul miserabile business dell’ accoglienza e dell’ assistenzialismo”.
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mercoledì 10 dicembre 2014

Mafia capitale: CasaPound 'assedia' il Campidoglio, maxistriscione e in centinaia al sit-in 'Marino dimettiti, elezioni subito'

Mafia capitale: CasaPound 'assedia' il Campidoglio, maxistriscione e in centinaia al sit-in 'Marino dimettiti, elezioni subito' 

Roma, 10 dicembre - CasaPound Italia 'assedia' il Campidoglio. Un enorme striscione srotolato sulle scale del Comune con su scritto “Marino dimettiti! Elezioni subito!”, slogan, tricolori e bandiere con la tartaruga frecciata: così qualche centinaio di militanti di Cpi, al grido di "Salviamo Roma", stanno manifestando nella piazza del Marc'Aurelio per chiedere che si torni alle urne dopo lo scandalo nato dall'inchiesta mafia capitale. Un'indagine, sottolinea il movimento, "che ha svelato gli appetiti insaziabili non solo delle lobbies criminali ma anche di una politica senza coscienza, che è pronta a svendersi per un piatto di lenticchie".

"Il sindaco ce la sta mettendo tutta per tirarsi fuori da ogni responsabilità, ma l'immagine di Roma che esce dall'inchiesta 'Mondo di mezzo' è devastante e non lo lascia certo indenne - spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia - Un assessore e il presidente del Consiglio Comunale indagati non consentono a Marino di rivendicare, come pure ha fatto, la trasparenza della sua amministrazione e la sua estraneità a un sistema criminale che faceva affari sotto il suo naso. E il Pd non ha fatto meglio di lui: fino a ieri era pronto a scaricarlo, oggi lo difende a spada tratta terrorizzato dal pericolo del ritorno alle urne. Dall'indagine è emersa una 'mafia trasversale' che ha avvelenato la città: abbiamo visto le mani di alcuni del Pd, esattamente come quelle di alcuni del Pdl, posarsi avide sul business dell'accoglienza, abbiamo sentito raccontare dell'ex vice capo di gabinetto di Veltroni che prendeva 'uno stipendio' dalla 'cosca'. Al di là delle responsabilità penali specifiche, di fronte a un sistema criminale che agisce indisturbato all'interno delle istituzioni, le dimissioni sarebbero il 'minimo sindacale' per un primo cittadino che si rispetti".

"Su cento indagati, nemmeno uno è di CasaPound. E' per questo che tocca a noi salvare Roma e che ora siamo qui in Campidoglio. Se Marino non si vuole dimettere, allora la giunta va sciolta. Se non per mafia, quanto meno per inettitudine", conclude Di Stefano.