martedì 9 dicembre 2014

Roma, striscioni di CasaPound: “Marino dimettiti! Elezioni subito!”. Domani pomeriggio sit in al Campidoglio

Roma, striscioni di CasaPound: “Marino dimettiti! Elezioni subito!”. Domani pomeriggio sit in al Campidoglio

Roma, 9 dic - “Marino dimettiti! Elezioni subito!”: è questo il messaggio che CasaPound Italia ha affidato a decine di striscioni affissi nella notte in tutti i quartieri di Roma. “Le recenti inchieste – spiega Cpi in una nota – hanno mostrato oltre ogni ragionevole dubbio come l'attuale giunta fosse legata al sistema criminale che ha condizionato la vita della capitale negli ultimi anni. Dopo aver provato a dissociarsi dai personaggi chiave dell'inchiesta, Marino è stato inchiodato da una serie di foto che parlano chiaro".

"Il Pd romano - prosegue la nota - ha avuto un ruolo chiave in quel meccanismo delinquenziale basato sul business dell'accoglienza e sugli affari sporchi delle cooperative rosse, tant'è che Renzi ha ritenuto di doverlo commissariare. A maggior ragione va allora sciolta una giunta che già prima dei recenti scandali aveva dimostrato tutta la sua inettitudine”.

CasaPound chiede di conseguenza “le dimissioni immediate del sindaco e il ritorno alle urne, messaggio che faremo arrivare direttamente a Marino nella nostra manifestazione contro il primo cittadino prevista per domani alle 15 sotto al Campidoglio”.




43 commenti:

  1. ECCO CHI SONO I CATTOCOMUNISTI. ...dei traditori venduti al crimine per arricchirsi

    Leggiamo quello che segue. .



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    8 dicembre 2014 

    Mafia Roma: condannato per omicidio, Buzzi fu graziato da Scalfaro

    2014-12-08 11:11:23



     8 dic –  Il 26 giugno 1980 Salvatore Buzzi uccise il suo socio Giovanni Gargano con 34 coltellate. Non solo. Inizialmente tentò anche di incolpare dell’omicidiola sua fidanzata dell’epoca, una prostituta brasiliana.

    Il Buzzi viveva al di sopra delle sue possibilità, infatti girava con un’auto da 12 milioni di lire e viveva in un discreto appartamento con la fidanzata brasiliana di cui sopra. Rubava assegni dalla banca per permettersi questo tenore di vita, il socio Gargano li incassava. Gargano era un pregiudicato all’epoca ventenne. il Buzzi decise di eliminarlo in quanto il Gargano aveva cominciato a ricattarlo.
    Fu abile nello sfruttare le possibilità che lo stato italiano offre ai detenuti, si atteggiò a detenuto modello e nel 1983 fu il primo carcerato  a laurearsi in cella in Italia. La sinistra italiana fu tutta commossa e ammirata per questo “vecchio compagno che ha smarrito la buona strada ma l’ha poi ritrovata alla grande”.
    Condannato a 25 anni per omicidio, rimase in carcere per 11 anni fino al 1992, quando il Presidente Oscar Luigi Scalfaro, commosso dalla redenzione del “compagno che sbaglia”,  gli concesse la grazia e lo liberò.

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  2. www.imolaoggi.it--8 dicembre 2014 

    26 maggio 2008 – Il Senegal riscoperto attraverso la bicicletta: bianchi sorrisi e fuochi amici, notti magiche sotto le stelle, una terra accogliente e colorata. Un Paese indimenticabile che entra nel cuore;
    Nelle settimane precedenti il sindaco “pupazzo” della capitale si era recato nel suo periodico viaggio-spot elettorale in Africa per l’apertura di una scuola aperta con i fondi del comune (quindi con i nostri contributi e non di Veltroni che le tasse non le paga da buon politico).Volto irradiato, sorrisi a 64 denti e bambini malnutriti in braccio..insomma una madre Teresa di Calcutta in giacca e cravatta (perdono Madre!!).Il Tg1 e il Tg3 hanno dedicato dei patetici servizi da 10 minuti strappalacrime mirati a sensibilizzare l’opinione pubblica non sui problemi dell’Africa ma sulla brava persona quale è Veltroni che ricordiamolo, è il primo candidato a guidare dal 2011 il Partito Democratico e se tanto mi da tanto dai prossimi mesi inizieremo a vedere sempre più servizi sui generis. Per cui facciamoci una scorta di malox contro i conati.
    La triste realtà è che il comune di Roma in Africa (precisamente in Senegal) ha causato centinaia di morti, epidemie, ulteriore degrado e continua non risponderne davanti alle delegazioni Senegalesi.Il seguente dossier pubblicato sul sito del senatore Andrea Augello – www.augello.it -non ha lo scopo di strumentalizzare la triste vicenda ma di renderla pubblica dal momento che nessun mezzo d’informazione ha avuto il coraggio di portarla alla luce. Una vergogna tutta italiana e in particolar modo romana.
    DAKAR – L’AMA – UNA MONTAGNA DI MONDEZZA – L’INTERVISTA DI UN PILOTA  AVVERTE DEGLI ORRORI CHE AVVENGONO IN QUEL LUOGO – MUOIONO TANTI BAMBINI A CAUSA DELLA DISCARICA VOLUTA DA VELTRONI
    SI L’AMA SENEGAL vinto l’appalto a roma…ma e’ oramai una specie di associazione a delinquere.Prendono i rifiuti e li gettano su una montagna – ci sono oltre 50 gradi di sole a cuocerli… e oramai gli stessi hanno fatto un liquido squagliandosi pericolosissimo.
    Emanano fumi acidi che fanno sentire male tante persone – inoltre la discarica e’ all’aperto e non recintata non viene mai ricoperta o come si dice nel gergo stoccata.Vista la poverta’ che regna a DAKAR la popolazione va su quella montagna a rovistare tra i rifiuti per poter mangiare… e allora succede spesso che qualcuno viene risucchiato dai rifiuti … finisce cioe’ sotto gli stessi e trova questo mare liquido di cui non si conosce la composizione… viene corroso immediatamente dagli acidi …muore e del suo cadavere non si trovano tracce se non qualche pezzo bruciacchiato.I responsabili dell’AMA SENEGAL sono scomparsi – cosi’ come tanti miliardi versati da roma per questo progetto – rimane una discarica all’aperto visibile da ogni luogo della citta’ - un puzzo e acidi che si aspirano da chilometri e chilometri di distanza – un liquido di cui non si conosce la composizione e sta uccidendo tanti bambini che vanno a rovistare tra i rifiuti – e soprattutto scarichi di materiale diciamo non identificato e non vogliamo parlare di scorie nucleari…ripetiamo solo non identificato.
    Per ascoltare l’intervista AL PILOTA
    http://www.namir.it/irradio/AMA-SENEGAL-DENUNCIA-2006.zip
    Bene….qualcuno che sia veramente di sinistra potrebbe mai votare questo losco figuro, testa di legno messa lì per coprire interessi ed affari di pochi amici…..?
    Mentre Walter ed il governo di sinistra parlano e pontificano sull’Africa, i paesi poveri del mondo….l’Eni truffaldina al punto di taroccare i contatori del gas (a proposito vicenda insabbiata alla grande, (n.d.s. ma noi ce ne occuperemo in questi giorni) sfrutta senza ritegno Nigeria ed Afghanistan….l’Eni di Scaroni…..grande amico…
    http://ecodiario.blogosfere.it/2007/06/africa-nera-e-puzzolente.html

    26 maggio 2008
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  3. Finalmente si passa ALL'AZIONE..
    In Gamba. .Ci vediamo domani a piazza del Campidoglio per cacciare via quel pupazzetto di sindaco.

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  4. EJA a domani pronto alla pugna....

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  5. Casapound chiama. ...Camerata risponde


    S I

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  6. Sì vada nuovamente alle elezioni e mi auguro che Casapound sia presente alle prossime consultazioni amministrative.

    un SALUTO ROMANO

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  7. IO NON MANCHERO' DI CERTO.
    E CHI SE LA PERDE UNA SIMILE OCCASIONE.

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    1. Mi porto una mazza da baseball. ..per difendermi dai delinquenti del Campidoglio

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  8. Sì vada di nuovo al voto amministrativo e che il popolo liberamente decida valutando con onestà e coscienza.

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  9. www.ilgiornale.it

    9 Dicembre 2014

    Mafia a Roma, scatta l'indagine del prefetto.
    Sfuma l'ipotesi dello scioglimento del Consiglio Comunale di Roma.
    Ma ci sarà comunque un controllo diretto sugli atti del Campidoglio.

    Sergio Rame

    Dopo l'ondata di arresti, parte l'indagine amministrativa.
    Lo scandalo "Mafia Capitale" rischia di far implodere il Campidoglio e la Giunta Marino. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha, infatti, delegato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a "esercitare i poteri di accesso e di accertamento nei confronti del Comune di Roma". Il prefetto verificherà l’esistenza dei presupposti per chiedere al governo il commissariamento del Comune.
    Si allontanerebbe, in questo modo, l’ipotesi dello scioglimento, una delle tre possibilità insieme al mancato intervento per non interferire sull’attività giudiziaria.La materia dello scioglimento per mafia è l'ipotesi più dolorosa sul tavolo del prefetto. Il testo unico sugli enti locali prevede la possibilità di sciogliere i consigli comunali e provinciali solo quando "emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori" o su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi. Per il presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi, la scelta di Alfano permetterà di "valutare se ricorrano o meno i presupposti per un commissariamento". "L'obiettivo non può essere quello di punire l'amministrazione - ha commentato la Bindi - ma di individuare e superare le eventuali zone d'ombra per restituire fiducia ai cittadini".Anche oggi, in un'aula del tribunale di Roma, sono continuati gli interrogatori di garanzia degli indagati finiti agli arresti domiciliari. Tra oggi e domani, davanti al gip Flavia Costantini dovranno comparire Rossana Calistri, Franco Cancelli, Patrizia Caracuzzi, Raniero Lucci, Sergio Menichelli, Marco Placidi, Emanuela Salvatori e Mario Schina arrestati, a seconda delle posizioni, per reati che vanno dalla turbativa d’asta alla rivelazione del segreto d’ufficio, alla corruzione aggravata. Per il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, "i carabinieri e la magistratura hanno fatto uno straordinario lavoro smantellando la cupola criminale e un sistema di malaffare che ha corroso la società, l’economia romana e del Paese, considerato che Roma è la capitale d’Italia".

    La diocesi di Roma ha smentito qualsiasi tipo di implicazione nell'inchiesta sulla cupola mafiosa di Roma. Il cardinale Agostino Vallini ha spiegato che da tempo sta provvedendo a fare chiarezza sulle attività dell’ente ecclesiastico "Arciconfraternita Santissimo Sacramento e di San Trifone". Il cardinale ha predisposto due visite canoniche all’Arciconfraternita e ha disposto da tempo che essa non sottoscriva nuove convenzioni con alcun ente pubblico né con cooperative di qualsiasi genere. "Il nome compare ancora sul sito del Vicariato di Roma - hanno spiegato - perché alcuni contratti stipulati in passato stanno arrivando a conclusione". Ma la decisione adottata è quella di "estinguere l’Arciconfraternita".

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  10. QUEL PIRLA DI SINDACO DI ROMA TELEFONASSE A BITONCI SINDACO LEGHISTA DI PADOVA CHE GLI SPIEGA IN DUE PAROLE COME CI SI COMPORTA COGLI ZINGARI LADRONI E BRUCIACOPERTONI. .
    L'ARTICOLO CHE SEGUE È MOLTO ISTRUTTIVO PRINCIPALMENTE PER I COJOTES CHE VOTANO Pd-Sel-M5S che hanno negli zingari maledetti il loro slogan elettorale frega - gonzi. ..

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    9 Dicembre 2014

    I nomadi accusano Bitonci: "Ci fa pagare pure le bollette"I nomadi accusano il sindaco di Padova: "Zanonato era un amico, ora dobbiamo pagare le bollette". Poi passano alle mincacce: "Chi ci crea problemi non esce vivo"
    Giovanni Masini
    Fumo e fiamme sono state viste levarsi dal campo nomadi di Mortise, alle porte di Padova. Era lunedì pomeriggio, poco dopo le 16, quando la polizia e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per sedare un principio d'incendio che sembrerebbe essere stato di origine dolosa.Gli abitanti del campo, come racconta il Gazzettino, hanno da subito puntato il dito contro attentatori "esterni", intenzionati a spaventarli con un atto intimidatorio. I sinti, spiega il quotidiano veneto, sostengono di aver visto un furgone bianco avvicinarsi al campo, alcuni ragazzi scendere ed appiccare le fiamme alle sterpaglie ai confini dell'accampamento. La conclusione che ne traggono è facilmente immaginabile: "Si tratta di un raid razzista".Un'ipotesi che secondo i sinti sarebbe suffragata dall'incendio di un cassonetto, sempre nella stessa zona, risalente ad appena pochi giorni fa. E dal campo nomadi i giovani sinti accusano anche la politica: "Abbiamo sentito dire in televisione che ci sono persone pronte a darci fuoco anche se poi finiscono in galera", commenta un ragazzo dell'accampamento parlando al Gazzettino.E in cima alla lista degli obiettivi della contestazione c'è il sindaco leghista del capoluogo euganeo, Massimo Bitonci: "Zanonato era un bravo sindaco, era oro, ci ha dato spazio, ci mandava la ghiaia per il campo, ci aiutava. Avevamo l'elettricità e il resto, con Bitonci abbiamo dovuto fare l'allacciamento all'Enel e pagare le bollette."
    E ancora: "Noi lavoriamo col ferro, siamo in regola con la partita Iva ma la gente dice che gli zingari sono tutti ladri. Noi siamo zingari tranquilli, ma se uno venisse nel campo a creare problemi, non ne uscirebbe."Parole che proprio non sono piaciute al primo cittadino, subito pronto a riprenderle sul proprio profilo Facebook con la denuncia delle "minacce contro me e i Padovani" e gli hashtag #orabasta e #cambiamopadova.

    Tagscampo nomadipadovamassimo bitonci

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  11. Mazzate ai piddini fa bene all'umore

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  12. Che soddisfazione che Marino si toglie dalle balle..

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  13. Un SIT-IN al giorno leva il sindaco di torno

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  14. Domani posso portare un pitale pieno di m......per tirarlo in faccia a quel pezzo di m.....?????

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  15. Al tempo del Fascismo chi rubava finiva davanti al plotone di esecuzione..

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  16. Marino
    Fassino
    De Magistris
    Orlando
    Bianco
    Pizzarotti
    I nomi di alcuni delle migliaia di sindaci italiani che sono collegati mani e piedi alle mafie dell'assistenzialismo mafioso.
    Un'ANCI che ,esclusi i sindaci della Lega e pochi altri, si è dimostrata un'Associazione a delinquere per fottere gli Italiani.
    Andrebbero commissariati tutti i comuni nostrani per sottomissione cronica alle mafie nostrane e zingaresche.
    Marino e Casamonica uniti forever. .....amore a prima vista. ...dalle foto in circolazione sembra che i malavitosi si trovano a casa loro tra i piddini.

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  17. La corruzione nel PD va cercata molto indietro nel tempo e non fa onore a nessuno degli Italiani che dopo la caduta del Fascismo si sono illusi che iniziava un lungo periodo di benessere e di democrazia.La balla gigantesca raccontata agli Italiani fu che con la caduta di Mussolini sarebbe finito il pericolo di una futura dittatura che potesse nuovamente nuocere alla Patria.Invece si creò un cortocircuito istituzionale che permise la NASCITA di due colossi politico-affaristici che presero in mano la guida della Nazione.PCI e DC iniziarono a governare la COSA PUBBLICA investendo in sezioni che si diffusero capillarmente sul territorio allo scopo di tenere sotto controllo il consenso verso la classe dirigente.Un'alleanza proficua per DC e PCI che duro' di fatto fino al 1992 allorquando il PCI ebbe e sfrutto ' l'occasione di liquidare il NEMICO STORICO per realizzare la mai sopita voglia di conquistare la guida del Paese.La magistratura si pose a disposizione del PCI -PDS-DS-PD per fare piazza pulita attorno a sé.Uno sconquasso inimmaginabile che riposiziono' le pedine sulla scacchiera del Potere Nazionale.Invece successe che la componente cattolica della DC e tutto il suo apparato affaristico rimase in piedi offrendo la sua disponibilità anche di voti agli ex - comunisti per poter continuare anche il proprio malaffare assieme e allegramente.
    Tanti politici della 1^ Repubblica si riciclarono così come si ripuli' la coscienza l'apparato politico scioccato dalla caduta del PCUS e del muro di Berlino.Un bel lifting che inganno' milioni di elettori gonzi o ingenui i quali tirarono un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di una corruzione che stava dilagando in ogni settore pubblico.
    Il vedere ex- magistrati come tonino o' zappatore scendere nell'agone politico fu garanzia di successo elettorale per i ripuliti comunisti-stalinisti i quali però non vollero esagerare e accettarono alleanze con altre realtà economico ' finanziarie quali le coop bianche con le quali gestire tutti i servizi esternalizzati o esternalizzabili facendo affari giganteschi subito a livello comunale approvando velocemente norme di legge che consentissero decisioni di spese senza limite né controlli.All'indomani dello scoppio della Tangentopoli del 1992 si crearono i tavoli di concertazione spietata tra PCI-PDS-DS - PD e le curie provinciali e le Confraternite con la scusa inizialmente di dare aiuto e sostegno alle famiglie italiane stremate dalla povertà.
    A qualcuno venne subito la brillante idea però di cavalcare la tigre della solidarietà verso gli extracomunitari e da qui la corsa al l'arricchimento fu inarrestabile.
    Marino è uno dei tanti ""utili idioti"" prestati alla politica come testimonial di un sicuro successo elettorale.
    Tante "BALLE" spacciate per beneficenza sincera ed altruistica che ebbe facile successo per i criminali politici e semplici alleati tra loro
    Il comune di Roma va LICENZIATO per quasi totale mafiosita'.

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  18. Il ministro dell'Inferno(non Interno) è stato un aiuto insperato ai malfattori che si sono visti arrivare gratis la MATERIA PRIMA per portare al massimo il loro malaffare.
    Non ci scordiamo il famigerato MAREMOSTRUM che fu spacciato per un grande atto di ALTRUISMO ed invece ......
    Adesso Alfano manda 3-4 ispettori di concerto con altri ministri per L'ACCESSO AGLI ATTI che significa passare in rassegna tutti i provvedimenti amministrativi di Marino e Alemanno (Rutelli e Veltroni. .????) per stanare tutti i topi di fogna.
    Io non mi fido di un Alfano che,eletto nel centrodestra, tradisce il proprio elettorato e salta il fossato . Che garanzia di imparzialità. .????...NESSUNA. .
    Una decisione gattopardesca o pilatesca oppure di altro. .....!!!!!!!!!!!!!!
    La vergogna continua dal 2011 e noi siamo INCAZZATISSIMI.
    STRUNZ. ..!!!!!!!

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    1. Mettiamoci di traverso ad un ministro compare politico dei piddini corrotti -

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  19. E' ora che i giovani sani di questa Nazione riprendano in mano il proprio destino. Gli avversari si fanno forti dell'inerzia istituzionale e della rassegnazione popolare, in realtà non sono mai stati tanto deboli e spaventati. Le loro bugie e il loro odio per questo Paese sono alla fine. Non mollare!

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    1. Siamo in tanti che vorremmo mollare tante sane manganellate a quegli individui che compongono la SPECTRE del malaffare e le condizioni politiche ci sono tutte.
      Non mi fido di partiti politici come ''Farsa Italia'' che ha deluso proprio tanto né di queste piccole e frantumate aggregazioni di Ex- PD che giocano a fare i grandi.
      Al momento mi rimane Lega di Salvini ma vedrei volentieri e autorevolmente ad un posto di responsabilità politica un Di Stefano di CPI ed allora sì che finirebbe la pacchia per i venduti alla mafia politica.
      Saluto Romano

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    2. Errata corrige...
      Non mi fido di tanti politici. ..........né di queste piccole e frantumate aggregazioni di Ex-PDL che giocano a fare i grandi. ..

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  20. Maledetti mascalzoni messi lì da tanti italiani imbecilli o collusi. ...

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  21. Quante volte ci hanno detto di vergognarci per la nostra insensibilità e incapacità di aiutare un FRATELLO . Ma le coop rosse e bianche il GERMANO lo usavano per fare soldi dopodiché lo scaraventavano per strada per fargli vendere droga e cineserie.E le MAFIE hanno sempre apprezzato queste scelte....Grazie Marino..

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    MARCI DA PICCOLI
    Mafia capitale, altroché nuova classe politica: i giovani sono peggio dei vecchi

    07 dicembre 2014


    Dal Pd la nuova classe di politici, i "giovani", i "rottamatori", sono peggio dei vecchi. Lo dimostra l'inchiesta Mafia Capitale. Mattia Feltri su La Stampa sottolinea il fatto che "il grosso degli indagati sono poco più che piccini, tutti compresi fra i 34 e i 42 anni (Daniele Ozzimo ed Eugenio Patané del Pd,e Mirko Coratti che ha già fatto in tempo a militare in entrambe le formazioni)". Come giovani sono anche altri personaggi coinvolti nella vicenda ma non sotto inchiesta come Micaela Campana, Giordano e Tommaso Giuntella. E' questa la nuova Repubblica? "Ci siamo buttati in uno sfrenato giovalinismo", scrive ancora, e questo è il risultato.  

    campana, micaela campana, daniele ozzimo,eugenio patanè, mirko coratti

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    MAGNACCIONI

    Mafia Capitale, così i boss eleggevano i deputati del Pd

    08 dicembre 2014


    L'ombra dello scandalo Mafia Capitale si allunga sui deputati del Partito democratico. La manina di Buzzi e dei suoi scagnozzi avrebbe agito sulle parlamentarie Pd del 2012. Un sospetto forte, quello che la cupola abbia orientato il voto "tutto in famiglia" che di fatto garantiva il via libera per Montecitorio. Un voto orientato, magari - come scrisse Libero in tempi non sospetti - spedendo ai seggi rom e nomadi"stimolati" con piccole somme di denaro.

    Quella frase... - Alla luce di questo sospetto,vanno rilette le parole di Marianna Madia del giugno 2013, quando affermò: "A livello nazionale nel Pd ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie parlamentari ho visto delle vere e proprie associazioni a delinquere sul territorio". Una frase che al tempo passò quasi inosservata, e che oggi, invece, potrebbe essere letta sotto una nuova luce.

    L'indagato - Tra gli eletti alle parlamentarie ci fu anche Marco Di Stefano, l'esponente del Pd indagato per la maxi-tangente da 1,8 milioni che avrebbe incassato da assessore della Regione Lazio. Di Stefano, al tempo, arrivò sedicesimo ed entrò a Montecitorio in seguito alla particolare rinuncia di Marta Leonori. Tra le carte dell'inchiesta, inoltre, spuntano Micaela Campana e Umberto Marroni, altri due "selezionati" alle parlamentarie del Pd.

    Interrogazioni - Per inciso, la Campana domenica ha gridato al linciaggio mediatico. Lei non è indagata, ma di sicuro cfu contattata da Buzzi, che le chiedeva un'interrogazione parlamentare in favore della sua cooperativa. Lo stesso Buzzi trattava da referente affidabile Marroni, che da onorevole, stando all'informativa dei Ros, avrebbe subito pressioni da Buzzi per presentare la medesima interrogazione.

    Di seguito, i risultati delle parlamentarie nella circoscrizione di Roma città, dal primo classificato all'ultimo.

    - Stefano Fassina, voti 11.770

    - Ileana Argentin, 6.898

    - Micaela Campana, 6.803

    - Umberto Marroni, 5.476

    - Matteo Orfini, 4.993

    - Marianna Madia, 5.967

    - Roberto Morassut, 4.537

    - Monica Cirinnà, 4.464

    - Roberto Giachetti, 4.243

    - Marco Miccoli, 4.019

    - Maria Coscia, 3.987

    - Lorenza Bonaccorsi, 3.711

    - Walter Tocci, 3.568

    - Giuseppina Maturani, 3.518

    - Daniela Valentini, 2.655

    - Marco Di Stefano, 2.573

    - Ivana Della Portella, 2.524

    - Luisa Laurelli, 2.177

    - Paolo Quinto, 1.261

    - Vincenzo Vita, 1.243

    - Roberto Di Giovan Paolo, 1.065

     

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    1. In questo bello elenco c'è pure quel Matteo ORFINI con 5000 voti circa ottenuti in primarie taroccate.
      E l'altro Matteo nazionale boyscout l'ha nominato commissario straordinario di un Pd romano colluso con malandrini mafiosi.
      C'è di che ridere a crepapelle sulla onestà intellettuale ed ideologica con cui il Matteo romano guiderà il suo ripulisti locale.
      Avere ottenuto 4993 voti significa essere stato votato da zingari e da extracomunitari pagati profumatamente per presenziare ai banchetti traffichini del PD romano.
      L'amico politico dei corrotti che dovrebbe risanare un partito di corrotti a cui lui appartiene mani e piedi.
      Che BUFFONI...!!!!!!

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  24. www.liberoquotidiano.it

    CARTE FALSE

    TERRA DI MEZZO

    Mafia Capitale, la coop rossa del boss Buzzi pagava gli spettacoli di Dandini, Camusso e Boldrini

    09 dicembre 2014

    C'è anche la cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi tra gli sponsor dello spettacolo sulla violenza contro le donne di Serena Dandini. Come la coop Centro Italia, Unipol, Coop Adriatica, Coop Lombardia, Legacoop Veneto, Coop Estense, Coop Novacoop, Legacoop Fvg, pure Buzzi, iscritto al Pd e "braccio imprenditoriale" di Mafia Capitale, ha messo mano al portafoglio e, con quei soldi "guadagnati" con le commesse pubbliche del Comune di Roma per la gestione degli immigrati, ha finanziato Ferite a morte. Il socio di Massimo Carminati ne va giustamente fiero e nel marzo 2013 pubblica sul sito della sua creatura: "La Cooperativa 29 Giugno sostiene il progetto teatrale di Serena Dandini che vede come interpreti importanti attrici italiane e donne della società civile per "accendere i riflettori" su quello che ormai è diventato un fenomeno diffuso in tutto il mondo: il femminicidio". Lo spettacolo di Serena Dandini andò benissimo. Sul palco dell'Auditorium di Roma, racconta il Giornale, salirono tutte: da Susanna Cammusso a Margherita Buy, da Lella Costa a Concita De Gregorio. In platea, ad applaudire, presidente della Camera Laura Boldrini.

    Non solo rom - Del resto nel grande business di Buzzi, 60 milioni di euro di fatturato, non ci sono solo gli immigrati e i nomadi, ma anche le "donne singole in difficoltà con figli minori a carico". Il sistema, spiega Paolo Bracalini del Giornale, era quello di alimentare l'emergenza, parlarne anche attraverso gli spettacoli e accaparrarsi poi gli appalti per la gestione di quel fenomeno, come per le cifre dell'immigrazione a Roma, gonfiate grazie al sodale Luca Odevaine, ex capo di gabinetto di Walter Veltroni. E infatti la 29 Giugno supportò anche uno spettacolo sui rifugiati dell'attore terzomondista Giobbe Covatta. Del resto, come dice Buzzi al telefono, "gli affari so' affari".

    serena dandini, salvatore buzzi, mafia capitale, laura boldrini



    09 December 2014 - 19:07

    La filiera delle associazioni dalla sinistra, dalle cooperative assistenzialiste a quelle culturali, cancro della società e delle ruberie. LADRI !!!!



    Editoriale Libero S.r.l. - Sede Legale: Viale Luigi Majno 42, 20129 Milano -

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  25. www.liberoquotidiano.it
    09 dicembre 2014
    Dal Campidoglio alla Prefettura, dal Vicariato al Quirinale, l'obiettivo della cupola di Mafia Capitale è agevolare gli affari della banda coinvolgendo la pubblica amministrazione.Le intercettazioni dimostrano che i boss potevano contare su persone disposte a farsi comprare per facilitare l'assegnazione di appalti, chiudere un occhio, sbloccare finanziamenti. Come quello per il Cara di Castelnuovo di Porto, struttura a 30 chilometri dalla capitale che può ospitare fino a 650 migranti. Valore della commessa: 20 milioni di euro.
    Prefettura - È il 29 gennaio 2014, Massimo Carminati chiede a Salvatore Buzzi: "Il Cara si muove?". Buzzi, fa presente che c'è un "grosso problema" con uno dei contraenti per una condanna datata 1987 e relativa a omessa dichiarazione. Problema che però sarebbe stato in via di risoluzione perché Buzzi afferma che "se stamo a comprà mezza Prefettura". E ancora: due mesi dopo Buzzi discute con Luca Odevaine per organizzare dei progetti della "29 giugno" sul Cara bloccati, a loro dire, dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. "Io gliel'ho messo in mano alla Scotto Lavina (Direttore centrale per le politiche dell'immigrazione e dell' asilo, ndr). Mi ha detto: 'È buono, questa roba mi piace, certo devo senti' Pecoraro che un po' resiste'". "Allora gli si può chiedere a Pecoraro che sbloccasse la situazione - prosegue Odevaine -L' incontro va così bene che alle 13.16 Buzzi chiama Mario Schina, ex responsabile decoro del Campidoglio e gli dice che lo hanno mandato dal Prefetto. Alle sei vedo Pecoraro".

    Quirinale - 

    Il Nero e i suoi uomini temevano di perdere l’affare. E la mattina del 19 settembre, racconta Rita Cavallaro su Libero in edicola oggi,  il ras delle coop chiama Carminati, per informarlo "che sabato avrebbe incontrato una persona al Quirinale in relazione all'audizione in Prefettura sul Cara", si legge. Il clan ha bisogno di una pedina forte, perché Buzzi è convinto che la cooperativa Auxilium, una concorrente, "abbia l’appoggio del vice ministro dell’Interno Bubbico" per una comune origine lucana. Al Guercio la questione non va giù: "Noi siamo diventati onesti e gli altri so' diventati disonesti". Nonostante Luca Odevaine, all'epoca membro del Tavolo nazionale sui rifugiati al Viminale, sia riuscito a riferire al gruppo informazioni riservate dalla Prefettura, alla fine, dopo l’intervento del Tar del Lazio nel 2014, il clan perde l’affare.
    Vicariato - Erano molteplici, comunque, i contatti del cecato & Co con le istituzioni di primissimo piano. È sempre Odevaine, l’11 settembre di quell’anno, a chiamare Tiziano Zuccolo, camerlengo dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone, per chiedergli "novità dal Vicariato" per un intervento sollecitato "in favore di una società riconducibile al gruppo Pulcini". Zuccolo risponde di aver "deciso di fare un passaggio alto, ma proprio alto". Insomma, Mafia Capitale è il filo nero che collega colletti bianchi, amministratori pubblici e famiglie criminali che si dividono la città. Emblematiche le intercettazioni per gli affari al campo rom di Castel Romano, la cui “vigilanza”, per evitare sommosse tra gli abitanti, viene affidata a Luciano Casamonica, il boss del clan degli zingari, per 20mila euro al mese. «Ma come mediatore t’eri portato sempre Massimo (Carminati, ndr), domanda Angelo Scozzafava, direttore del dipartimento Servizi sociali del Campidoglio , a Buzzi. "No, m’ero portato Casamonica Luciano", risponde. "Ah, va be, Lucianino è un grande mediatore", dice Scozzafava. Intanto oggi riprendono gli interrogatori degli arrestati ai domiciliari e nei prossimi giorni scatteranno nuove manette. 

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  26. www.liberoquotidiano.it


    L'ultima barzelletta: Ignazio Marino argine al malaffare

    07 dicembre 2014
    Allora, vediamo di riepilogare. Quando una settimana fa è scoppiato lo scandalo degli appalti di Roma, giornali e tg hanno raccontato la storia di un’organizzazione criminale, composta da ex terroristi di destra e da affaristi legati a Gianni Alemanno, che era riuscita a infiltrarsi nell’amministrazione capitolina. Una volta cambiata la giunta e insediatosi Ignazio Marino, la banda si sarebbe trovata improvvisamente in difficoltà e avrebbe agganciato qualche esponente del Pd, ma nel complesso il nuovo corso sarebbe stato sostanzialmente estraneo ai traffici del gruppo. In realtà i fatti non stanno così. Salvatore Buzzi, l’uomo che in cambio di lucrosi appalti pagava i politici e i funzionari del Campidoglio, nasce a sinistra, con la giunta Veltroni. È in quel periodo infatti che la Coop 29 giugno comincia a farsi largo e ad accumulare lavori, molti nel settore dell’accoglienza, altri in quelli del verde, arrivando addirittura ad attrezzare con piante e cespugli il parcheggio del Palazzo di giustizia, là dove parcheggia Giuseppe Pignatone, il capo della Procura. Non è Gianni Alemanno, o qualcuno dei suoi uomini, ad aprire le porte del comune di Roma all’ufficiale pagatore di Mafia Capitale.  Ad accoglierlo in municipio spalancandogli la cassaforte della città è Luca Odevaine, cioè il capo della segreteria di Walter Veltroni. È da quel giorno che Buzzi comincia a mettere radici negli affari del comune.



    TOMMA

    09 December 2014 - 15:03

    Uno licenziato su due piedi perchè approfittava con false ricevute dei rimborsi che, se regolari, gli erano dovuti? Va bene che lo faceva anche Naplitano quando andava a Bruxelles ma...

    routier

    09 December 2014 - 15:03

    Qualcuno ricorda le "dimissioni" di Marino dalla Università di Pittsburgh per "discrepanze amministrative" ?

    roberto19

    08 December 2014 - 23:11

    Ma la gente - ingenuamente - si domanda: come mai nessun s’era accorto di niente? Secondo me perché c’era chi - con l’intrallazzo - prendeva i soldi e c’era anche chi - con un silenzio complice - faceva in modo - con l'immigrazione incontrollata - si creasse una classe di “poveri” , futuri elettori di una sinistra da scioperi e cortei di protesta .. unica loro arma contro la destra.


    roberto19

    08 December 2014 - 19:07

    INCREDIBILE : .. e poi si viene a sapere che Marino NON ha dato il suo primo stipendio all'associazione di Buzzi - come promesso prima delle elezioni - perché ...... s'è DIMENTICATO "... troppo indaffarato nella gestione della città di Roma." Ma non è il caso di mandarlo a casa e farlo smettere di prendere per i fondelli i cittadini? Ma questo Marino crede veramente d'essere furbo?

    LA TELEFONATA

    Mafia Capitale, Latorre (Pd) 
    a Belpietro: "Marino resti, 
    sì a un commissario dolce"

    AVANCES AL PD

    Gennaio 2014, quella cena al ristorante di Roma che inguaia l'uomo di Marino

    MAFIA CAPITALE

    Roma, rissa, insulti contestato Marino, volano monetine

    LA TELEFONATA

    Bindi a Belpietro: "Le foto non sono prove, ma Marino ora deve chiarire"

    L'INCHIESTA

    Il Comune di Roma deve essere sciolto per mafia?

    I MAGNACCIONI

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  27. Uno schifo mafioso targato PD-SEL con la complicità delle coop bianche.
    RIVOLUZIONE

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  28. Io non ci credo o vorrei non fosse vero che uno della famiglia Gramazio oppure un Alemanno possa essere sceso a patti cogli stalinisti per arricchirsi alla faccia e sulla pelle dei tantissimi Italiani di Destra che li hanno votati in buona fede.
    Se fosse accertata la loro benché minima responsabilità vorrà dire che un Gianfranco FINI avrà fatto proseliti.

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  29. Ci vuole un lanciafiamme per bonificare la Italietta Negletta in cui i piddini sono in mano a Cosa Nostra - camorra -Ndrangheta - N.C.U, e mafiazingari

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  30. Il Fascismo fu votato coscientemente da milioni di Italiani Nazionalisti stanchi di una deriva anarcoide e filo comunista.
    Senza voler fare i nostalgici attempati e patetici dico solo che un Governo forte è l'unico capaci di raddrizzare la Nave alla deriva.

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  31. Visito sempre e spesso il sito di CPI e ne apprezzo il blog molto informato e pieno di dibattito culturale e politico del genere che io desidero sentire.
    Un grazie di cuore a chi organizza tutto ciò.

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  32. L'elenco che segue l'ho rilevato dal sito del comune di Roma
    www.comune.roma It

    Direzione Integrità,Trasparenza e semplificazione dell'azione amministrativa.

    Dott.Italo Walter POLITANO
    tel. 06.6710.9928
    italowalter.politano@comune.roma.it

    Sede: Largo Lamberto Loria n.3 - Roma

     

    Staff di Direzione-Ufficio Redazione ed Aggiornamento Piano Triennale di prevenzione della Corruzione
    Francesca Romana Felli
    Tel. 06.67109925
    francescaromana.felli@comune.roma.it

    Tamara Romagnoli
    Tel. 06.67109937
    tamara.romagnoli@comune.roma.it

     

    Cristina Guidi
    tel. 06.671071355
    cristina.guidi@comune.roma.it

     

     U.O. Integrità dell’Azione Amministrativa (U.O.correlata)
    Direttore Italo Walter POLITANO

    Sede:Largo Lamberto Loria n.3 - Roma

    P.O. Servizio Analisi delle attività previste dal Piano Anticorruzione

    Novella Tomei
    tel.06.671072898
    novella.tomei@comune.roma.it

    Ufficio vigilanza sull'attuazione del Piano triennale di prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.)

    Responsabile Novella Tomei
    tel.06.671072898
    novella.tomei@comune.roma.it

    Ufficio per il Coordinamento dei Piani Triennali con il Piano delle Performances (P.P.)

    Responsabile Roberto Ardizzi
    tel.06.67109611
    roberto.ardizzi@comune.roma.it

    Ufficio gestione e monitoraggio del Risk Management-Monitoraggio dei termini di conclusione dei procedimenti

    Responsabile Alberta De Filippis
    tel.06.67109714
    alberta.defilippis@comune.roma.it

    Armanda Cosmai
    tel.06.67109942
    armanda.cosmai@comune.roma.it

     

    Ufficio sviluppo e vigilanza sul rispetto dei criteri di formazione e rotazione del personale-raccordo con l'Ufficio Provvedimenti Disciplinari (U.P.D.) in materia di Codice di Comportamento-Referente "Anticorruzione" per gli adempimenti collegati al sistema informativo integrato PerlaPa del Dipartimento Funzione Pubblica

    Responsabile Mario Dominici
    tel.06.671072653
    mario.dominici@comune.roma.it

    Ufficio gestione ,attuazione e monitoraggio dei meccanismi di tutela  del dipendente.
    Moira Maxia
    tel.06.67109728
    moira.maxia@comune.roma.it

     

     U.O. Trasparenza e Semplificazione dell’Azione Amministrativa
    Sede: Via Circonvallazione Ostiense n. 191- Roma.
    Dirigente 
     Dott.ssa Maria Rosaria Pacelli 
    tel.06.67104523
    mariarosaria.pacelli@comune.roma.it

    Ufficio per la definizione ed aggiornamento del Programma Triennale della Trasparenza
    Gabriella Tarquini
    tel.06.67104498
    gabriella.tarquini@comune.roma.it

    Ufficio per la verifica dell'attuazione del Programma Triennale e degli Obblighi di legge in materia di Trasparenza e Accesso Civico
    Responsabile Claudia D'Ulisse
    tel.06.67102984
    claudia.dulisse@comune.roma.it

    Ufficio per la Semplificazione Amministrativa
    Carol Manfredi
    tel.06.671073287
    carol.manfredi@comune.roma.it 

    Giuliana Giallella
    tel. 06671073287

     
    Data aggiornamento 12/06/2014

    Quindici impiegati al servizio di Politano il quale era al servizio della mafia politica gestita da quasi tutto il PD romano e nazionale.

     


     

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    Risposte
    1. Politano veniva assunto agli inizi del 2013 dal sindaco Marino su indicazione del garante nazionale Anticorruzione.
      Questo Politano sembra abbia frainteso il suo ruolo di garante il diventando
      GARANTE DEL MALAFFARE.

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    2. Purtroppo 75 anni di amministrazioni di sinistra hanno consegnato tutta l'Italia al malaffare mafioso colla connivenza delle coop bianche.

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  33. http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/buzzi-carminati-e-mondo-di-mezzo-tutto-comincio-sotto-veltroni-2059153/



    Buzzi-Carminati e Mondo di Mezzo:

    “Tutto cominciò sotto Veltroni”

    26 dicembre 2014 06.07


    ROMA – Le connessioni fra Salvatore Buzzi e la sua coop“29 giugno” con le amministrazioni di Francesco Rutelli e in particolare di Walter Veltroni rivelano come il sistema messo in piedi da Buzzi e scoperchiato dalla maxi-inchiesta sul cosiddetto “Mondo di Mezzo” fra traffici illegali e politica romana, non sia nato con l’avvento a sindaco di Roma di Gianni Alemanno, che pure è indagato dalla procura di Roma, a differenza dei suoi predecessori che non sono coinvolti nell’inchiesta a nessun titolo. Ma la responsabilità politica è un’altra cosa. È Fulvio Fiano sul Corriere Roma a sottolineare un’intercettazione, quella in cui Buzzi spiega al telefono che “tutto cominciò sotto Veltroni”:
    In ballo c’è la gestione del campo nomadi di Castel Romano, finita direttamente, senza bando, grazie ad un’ordinanza dell’ex sindaco, nelle mani del braccio destro di Massimo Carminati. Il dominus delle cooperative parla con Claudio Caldarelli, che per la Procura di Roma si occupava di presentare presso gli uffici comunali la documentazione necessaria per ottenere il pagamento dei canoni di locazione dei campi nomadi gestiti dalle cooperative.

    Buzzi vuole che Caldarelli «fosse pienamente a conoscenza – scrive il Ros – della storia di ciascun campo di Castel Romano e in particolare di quello F». E cita un accordo tra l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni e Angelo Deodati, stretto collaboratore del re della «monnezza» Manlio Cerroni e patron dell’Ecocar, una società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti già raggiunta lo scorso luglio da un’interdittiva antimafia. Un accordo che gli avrebbe fatto risparmiare molti soldi. Era il settembre del 2005. Nella conversazione i due parlano di un terreno di Deodati in cui, se non fosse stato per l’opposizione di Rifondazione............
    ....continua....%







    4 commenti a
    “Buzzi-Carminati e Mondo di Mezzo: “Tutto cominciò sotto Veltroni””

    Sergio Aloe 
    26 DICEMBRE 2014 ALLE 14:20
    Mi meraviglio che ancora ci sia qualcuno che da vecchio tifoso voglia pensare che ci siano politici di sinistra o di destra, purtroppo sono diventati politici della pagnotta, come ci indicano le vicende degli ultimi anni, Sindacati, partiti, associazione umanitarie (si fa per dire) hanno un solo obiettivo, ARRICCHIRSI a danno dei cittadini. La sparizione dei riferimenti a Veltroni e Rutelli, andrebbe collocata in un preciso lasso temporale, perché potrebbe trattarsi di un tentativo di cancellare le responsabilità morali se avvenuto dopo le recenti vicende, ma potrebbe anche trattarsi di un tentativo di accreditarsi meglio con Alemanno se la pulizia fosse avvenuta durante la giunta Alemanno.

    next71 
    26 DICEMBRE 2014 ALLE 12:33
    in italia è severamente vietato coinvolgere uomini di sinistra. loro sono i garanti della legalità !!!!! vedere da tangentopoli in poi . brutta razza

    augusto 
    26 DICEMBRE 2014 ALLE 12:14
    Ma scherziamo ? Coinvolgere Veltroni e Rutelli non è possibile !!! Loro sono di sinistra e devono essere esclusi anche se sorpresi con le mani nel sacco !!!! La colpa deve essere solo di Alemanno, prima e dopo Alemanno l’amministrazione romana è sempre stata perfetta !!! Peccato però che la realtà non è questa.

    nik 
    26 DICEMBRE 2014 ALLE 09:00

    Rutelli,quello che il suo tesoriere Lusi gli ha fregato 20 milioni di euro e non se ne accorto x niente “mistero!”.Veltroni grande scrittore e pensatore della sinistra quella dei fighetti a ostriche champagne e soprannominato L’Africano x via della sconfitta non di Annibale ma asfaltato dal Cav;il suo braccio destro faceva affari con Buzzi un comunista che di più’ non si puo’.....

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  34. http://duepuntozero.alemanno.it/2014/12/23/buon-natale

    Conosco tanta gente perbene che nel 2008 voto' a Roma per sindaco Alemanno e adesso se lo ritrova accusato di un reato infamante e magari è vero e si è impossessato di parecchi soldi alla faccia di chi lo elesse per rappresentarlo onestamente e come uomo di DESTRA.
    Se la poteva risparmiare questi letterina di Natale patetica.

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  35. http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/01/19/mafia-capitale-riesame-buzzi-concreta-minaccia-per-istituzioni_YZ7MT5DQlP68ZYaVwUMPyI.html



    BUZZI CON LE COOP ROSSE MAFIOSE È STATO RITENUTO PERICOLOSO CRIMINALE AIUTATO DA DECENNI A DELINQUERE DA PIDDINI CHE LO FECERO GRAZIARE PER METTERLO AL SUO POSTO E DIVIDERE IL MALTOLTO COI POLITICI DI SINISTRA CORROTTI.

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