sabato 20 dicembre 2014

Roma, CasaPound: via i profughi dall'Infernetto, vittoria nostra e dei residenti. Struttura diventi asilo nido

Roma, CasaPound: via i profughi dall'Infernetto, vittoria nostra e dei residenti. Struttura diventi asilo nido

Roma, 20 Dicembre - "La chiusura del centro profughi dell'Infernetto è una battaglia vinta da noi, dai comitati e da tutti i residenti che sono scesi in piazza e hanno appoggiato le nostre iniziative". Così Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia litorale romano commenta la notizia dello spostamento dei profughi dal centro alzheimer "Le Betulle" in altre casefamiglia dislocate su tutto il territorio romano, provvedimento che mette fine ad una vicenda che aveva visto i cittadini scendere in piazza con CasaPound in prima fila. "La sconfitta - ha continuato Marsella - è di un'amministrazione incapace e fallimentare che aveva nascosto in una struttura per i malati di alzheimer decine di immigrati di Mare Nostrum senza informare i residenti. Dopo le violente risse scoppiate all'interno del centro siamo scesi in piazza insieme ai cittadini per ribadire la nostra contrarietà al business dell'immigrazione venuto fuori anche dai recenti scandali della Capitale ed oggi arriva il risultato sperato. Vogliamo comunque che si faccia chiarezza sulle spese e sull'assegnazione della gestione del centro profughi alla cooperativa Domus Caritatis, già al centro di inchieste su falsi minori e facili guadagni sui profughi".
"Ora in quella struttura si realizzi un asilo nido - ha aggiunto Carlotta Chiaraluce, portavoce di CasaPound Italia nel X Municipio - e si rimettano al centro il quartiere ed i suoi cittadini. Siamo pronti a vigilare e a mobilitarci affinché gli edifici lasciati vuoti dai profughi non siano usati ancora una volta per scopi privati o ceduti ad associazioni e cooperative che li usino a scopo di lucro come spesso è accaduto su questo territorio. Lo avevamo detto da subito, all'Infernetto servono scuole, asili e servizi ed è importante dare risposte agli italiani che si sono visti scavalcati ed abbandonati in tutta questa vicenda. Crediamo che destinare l'area ad un'asilo nido sia la soluzione migliore - ha concluso Chiaraluce - e ci batteremo per questo".



17 commenti:

  1. Bene.
    Ma se i finti/profughi rimangono in Italia a spese nostre e nel contempo altri indegni italiani si SVENDONO la dignità in altre strutture sanguisughe si è vinta una battaglia ma si è persa la guerra.
    Non solo questo,ma c'è da rimarcare il fatto che milioni di africani e mediorientali vengono cacciati via verso l'Europa sia per volere di Ricconi Islamici e ricconi cinesi che stanno colonizzando dei territori attuando il genocidio degli autoctoni.
    In secundis questi cacciati Afro -asiatici di infimo livello, abbasseranno la fascia culturale dei popoli europei che saranno divisi in futuro in due categorie sociali:
    RICCHI (pochi)
    POVERI (tantissimi).
    In questo proposito diabolico,che si rifà al PIANO KALERGI ideato nel 1922 ma subito stoppato da Mussolini,si prevede di togliere la Sovranità ai popoli che vi aderiscono per decisione unilaterale dei rispettivi governanti . Il livello di vita sarà terribile per tantissimi che vivranno schiavizzati da pochi eletti i quali avranno potere di vita e di morte.
    Il Vaticano - Chiesa cattolica, ha deciso di partecipare al banchetto e si è subito adeguato alle norme previste dal Piano.
    Tant'è che qualche settimana addietro Papa Francesco si è recato al parlamento europeo,che in futuro soppiantera' quelli nazionali eliminandi.
    In quelle poche ore si è limitato a legittimare l'operato del CRIMINALE CONSESSO senza obiettare nulla se non un interessato invito ad aumentare i fondi per supportare la politica suicida dell'immigrazione clandestina.

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  2. È dura arrestare il malaffare malavitoso delle coop rosse e bianche.
    Complimenti e grazie perché ce la mettete tutta per fermare le porcherie.

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    1. Purtroppo è così schifosamente corrotta la nostra politica della città che non sai a che santo votarti.

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  3. Complimenti ragazzi siete grandi. Lo dice un abitante del quartiere preoccupato di questa situazione vergognosa voluta dal sindaco marino.
    Evviva Casapound unico ed ultimo baluardo in questa ns.Italia ridotta ad una discarica dai politici corrotti e schifosi.

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  4. LA Domus Caritatis mi pare sia gestita da tale Tiziano Zuccolo che al telefono con Buzzi concordava la spartizione del 50% tra loro il business dello sfruttamento di tutte quelle disagiate categorie umane e sociali gestite da enti pubblici,rom sinti e caminanti in primis,con la mediazione culturale di un Casamonica retribuito con 20mila euro/mese...!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  5. Questa è una bella soddisfazione ! Lo dice un abitante del quartiere.
    Complimenti ragazzi, siete GRANDI !
    Evviva Casapound, unico ed ultimo baluardo in questa ns.Italia ridotta dai politici in una discarica vergognosa.

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  6. http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/La-spartizione-degli-affari-sugli-immigrati-.aspx


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  7. www.avvenire.it

    20 dicembre 2014

    Dossier Viminale: così gestivano gli affari sugli immigrati

    12 dicembre 2014

    35.000 euro al dì ,12,7 milioni all’anno. È quanto incassa la cooperativa 'Eriches 29' di Salvatore Buzzi per gestire i centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo. Come diceva Buzzi , «tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno...».Le cifre che girano sono alte e concentrate in poche mani. A Roma praticamente in due mani, la 'Eriches 29' e il gruppo di 'Domus Caritatis' e 'Casa della solidarietà', che secondo le intercettazioni e le analisi della procura di Roma era in stretto contatto con quello di Buzzi e Odevaine. Tra tutti e due si raggiunge il 73,7% degli ospiti degli Sprar romani, in tutto 2.773 persone su 3.766. Eriches, alla data della fine di settembre, ne aveva 712 in dieci centri, il secondo gruppo ne aveva 2.061 in 24 centri. E va sottolineato che a Roma i centri, soprattutto piccoli, sono 59. Ma nell’attività dei 2 gruppi maggiori si devono poi aggiungere i Cas, i centri straordinari aperti dalle Prefetture per affrontare le emergenze Nordafrica e poi rimasti. Anche qui sembra un oligopolio. 'Eriches 29' ha un solo centro ma con 374 migranti su una capienza di 300. Il gruppo Domus Caritatis e Cds ne ha quattro tra Roma (due), Tivoli e Nettuno, con 738 persone. In tutto 1.112 ospiti sul totale di 2.533 di tutto il Lazio. La cooperativa di Buzzi ha anche in gestione un centro per minori stranieri non accompagnati (Misna) sempre a Roma, con attualmente 48 ospiti: il dato si trova sul sito della Eriches che si apre col comunicato che riporta i nomi del nuovo consiglio di amministrazione nominato su indicazione dell’Autorità giudiziaria. Questi i numeri dei migranti ospitati. Ma come si arriva agli incassi? Anche le cifre giornaliere sono note. Gli Sprar a Roma sono finanziati con 35 euro al giorno a persona (28 a carico del ministero dell’Interno e 7 a carico dell’associazione o cooperativa che gestisce il centro), tranne il centro Enea, gestito dalla 'Casa della solidarietà', che invece riceve totalmente dal Viminale i 35 euro giornalieri. I centri aperti dalle Prefetture (i Cas) vengono pagati 30 euro più Iva, sempre al giorno e a persona. Molto più alta la cifra per i Misna, i centri per minori non accompagnati: si può arrivare anche a 70-90 euro al giorno, e questo spiega perché Buzzi ne parla in varie intercettazioni. Queste le cifre che si incassano e con le quali si dovrebbero coprire tutte le spese dell’ospitalità ma, ci spiega il coordinatore di un piccolo centro, «nelle grandi strutture si riesce a fare tagli fino al 50%, soprattutto sul personale, dalla scuola all’ufficio legale, ma anche sui pasti. Basta affidarsi a catering esterni e si può pagare anche solo 2 euro al giorno, ma ovviamente fa schifo». Che questo accada lo dimostra, ad esempio, il fatto che ospiti di alcuni centri vanno a scuola in altri. O, addirittura, in scuole esterne.Scorrendo i dati nazionali del Viminale ci si accorge da un lato della quantità enorme di centri ma anche di tipologie molto sospette. Non ci sono, infatti, solo cooperative ma alberghi, residence, agriturismi, B&B, baby club, centri sportivi.Scorrendo le pagine del tabulato del ministero appare una notevole approssimazione. Per molte regioni si trovano solo gli indirizzi senza alcuna specificazione su chi sia il gestore e la tipologia della struttura. E addirittura non sono pochi i casi per i quali compare la dicitura «varie strutture», in pratica nessuna informazione. E si tratta di Napoli, Caserta, Avellino, Viterbo, Imperia, La Spezia, Savona, per tutte le province lombarde ed emiliane, e ancora Ascoli Piceno, Ancona, molte province piemontesi e toscane, Cagliari, Oristano, Terni, e tutte le province venete. E la chiarezza sarebbe assolutamente necessaria visto che in tutti i centri italiani (il numero ovviamente non si riesce a sapere) si trovavano alla fine di settembre 32.817 persone, la cui gestione costa quasi un milione di euro al giorno.

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  8. http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Non-profit-e-scandali-una-riforma-antigiungla.aspx

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  9. http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Non-profit-e-scandali-una-riforma-antigiungla.aspx


    20 dicembre 2014 

    Non profit e scandali, una riforma anti-giungla

    Le recenti indagini su Mafia Capitale ripropongono una tematica già vista. Gli scandali toccano soggetti non profit (cooperative sociali, fondazioni e associazioni) che abusano della veste giuridica, che fa presumere finalità non lucrative, per compiere atti ed operazioni illecite portando vantaggi diretti agli amministratori e ai soci occulti. Se guardiamo nell’"archivio reati" del Paese possiamo ricordare centinaia di scaldali fiscali, di abuso nella raccolta fondi (ricordiamo la missione Arcobaleno, o gli interventi umanitari per vari eventi sismici, ad esempio) e di distrazioni di risorse. A questo punto c’è da chiedersi se tutto ciò rientra nella statistica che riguarda una minoranza di soggetti delinquenti, come avviene anche nel settore delle imprese e della Pubblica Amministrazione, o se invece il fenomeno è indotto anche da una carenza di attenzione da parte del legislatore e dei regolatori all’attività del mondo cooperativo e del Terzo Settore.Non possiamo non partire dalla considerazione che gli enti non profit sono aziende, cioè organizzazioni di beni e persone che svolgono un’attività istituzionale con contenuti anche economici, svolta senza finalità lucrative. Come le altre aziende (imprese ed enti pubblici) per garantire il perseguimento delle proprie finalità devono gestire le risorse, sempre scarse, in modo efficace ed efficiente e dotarsi di adeguati sistemi di governance che garantiscano il perseguimento e il rispetto del fine dell’ente. A differenza delle imprese – dove prevalgono gli interessi "proprietari" che si fanno carico della gestione e ne indirizzano gli atti e le finalità – negli enti non profit manca questa figura definita di "titolarità della gestione": la gestione è demandata a una governance affidata agli amministratori che non hanno il controllo diretto dei portatori del capitale di rischio, come invece avviene nelle imprese. Negli enti non profit si ha quindi per natura un sistema di controllo meno efficace rispetto alle imprese. Ciò avviene anche rispetto alla Pubblica Amministrazione, ove non esistono interessi proprietari ma c’è comunque una normativa di settore molto pregnante e definita che garantisce il perseguimento del fine dell’ente, senza dimenticare la presenza di controlli da parte della Corte dei Conti che ha poteri di intervento con sanzioni sia civili che penali. Questa situazione di fatto e di diritto consente più facilmente a soggetti spregiudicati di "impossessarsi" della gestione dell’ente anche a vantaggio di interessi propri o di terzi e comunque non leciti.La natura peculiare del soggetto non profit evidenzia una debolezza strutturale che non è stata nel tempo colmata con adeguate misure normative, volte a garantire la correttezza dei comportamenti degli enti pur in presenza di una crescita continua e tumultuosa delle dimensioni del Terzo Settore. Ci si è limitati cioè a ritenere che la natura ideale, umanitaria, sociale del settore inducesse di per sé comportamenti etici, senza necessità di introdurre misure cautelari specifiche. Al riguardo basti pensare che le norme civilistiche fondamentali fissate dal libro primo del codice civile agli art.14/47 sono estremamente scarse e ad esempio non prevedono nemmeno l’obbligo della redazione del bilancio né l’adeguatezza minima di patrimonio degli enti; anche le regole di governance sono estremamente limitate e non è previsto l’obbligo di controlli esterni sulla gestione...................
    continua. .........%.......

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  10. Quando gli abitanti si incazzano la sporca politica scappa.
    Siete fenomenali.

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  11. Per poter continuare il business delle coop rosse modello BUZZI da qualche settimana gli zingari vengono portati in visita dal Papa o dal premio Nobel per la Pace in visita a Roma e tutto questo per gettare fumo negli occhi e continuare a fare business.
    Di questo dobbiamo ringraziare la cooperativa 21 luglio e le caritas diocesane molto attive nell'interesse fasullo dei poveri zingari trattati male a loro dire dai razzisti italiani. !!!!!!!!!!!!!

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  12. Vorrei che tutte le coop italiane si vergognino in quanto hanno cambiato la ragione sociale da sostegno agli italiani bisognosi a sostegno a stranieri che vengono cacciati dai loro Paesi governati da islamici terroristi oppure da Ras schiavisti d'accordo con mafie finanziarie internazionali.
    Altro che mediatori culturali e psicologi disenteressati.
    Non sapendo che fare lucrano vergognosamente sulle disgrazie altrui risolvendo il problema della difficoltà di trovare un lavoro diverso. Insomma le coop e le case famiglia e le ONLUS sparse ovunque sono datori di lavoro per tanti italiani che non trovano un impiego senza sapere che tantissimi come i BUZZI si arricchiscono e spartiscono il loro illecito guadagno con i referenti politici collusi.
    Questa è la verità. .....la assistenza agli stranieri ed agli zingari come sbocco di lavoro per gli italiani disoccupati e disposti a farsi sfruttare senza fiatare oppure occasioni d'oro di introiti per tante strutture ricettive in crisi.
    Grazie ai noti responsabili di questo degrado tutto italiano ma non solo. ....

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  13. http://m.ilgiornale.it/news/2014/12/21/il-bilancio-e-in-rosso-il-sindaco-pd-aumenta-le-rette-dellasilo-nido/1077581/


    I soldi per coop rosse assisti zingari e clandestini finti - profughi ci sono ma per i bambini italiani no.!!!!!!!!

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  14. Quello che fa casapound è ben fatto

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  15. Adesso ce l'ho dietro casa in una traversa di via wolf Ferrari all'infernetto.. tolti da una parte e buttati dall'altra!! Hanno svuotato un edificio giorni fa e oggi lo stanno dando a loro..

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