giovedì 11 dicembre 2014

Bologna, striscioni di CasaPound per il Mutuo Sociale

Bologna, 11 dicembre - Nella notte tra il 10 e l'11 Dicembre sono stati affissi decine di striscioni, con vari slogan per il diritto alla proprietà della casa, in numerosi centri nevralgici dell’intero territorio bolognese: da Mazzini al Meloncello, e questa mattina i militanti nel parco della Montagnola, hanno affisso uno striscione con su scritto: “Mutuo Sociale”.

A rivendicare entrambe le azioni è CasaPound Italia: “ Abbiamo realizzato numerosi striscioni a favore del Mutuo Sociale per la risoluzione dell’emergenza abitativa ed abbiamo provveduto ad affiggerli in alcune zone importanti della nostra città. In mattinata, nel parco della Montagnola, abbiamo affisso uno striscione, seguito da un volantinaggio informativo, recante il nome della nostra proposta di legge, ben visibile da via Indipendenza, creando stupore tra i frequentanti del centro.
Siamo convinti che il progetto del Mutuo Sociale, che prevede il “diritto alla proprietà della casa” come base fondamentale e che propone case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici - vendendo a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie, con una rata di mutuo senza interesse - possa davvero essere la soluzione reale al problema della casa.”
“Già negli scorsi anni – continua la nota del movimento bolognese – siamo stati tra i promotori del progetto Mutuo Sociale nella nostra città, ed abbiamo sempre sostenuto come l’emergenza abitativa fosse uno dei principali problemi della nostra nazione. Le recenti occupazioni di stabili a Bologna sono la dimostrazione che le misure di contrasto al problema attualmente in vigore sono insufficienti. Le famiglie italiane, a cui la nostra proposta di legge si rivolge, sono sostanzialmente tagliate fuori da ogni graduatoria di accesso agli appartamenti di edilizia residenziale pubblica come dimostrano le ultime liste pubblicate dall'Acer dove si fatica a trovare nominativi di nazionalità Italiana. La nostra comunità sarà in questa battaglia sempre in prima linea e continuerà affinché tale proposta varchi il consiglio comunale.”


7 commenti:

  1. La idea brillante del MUTUO SOCIALE cozza cogli interessi forcaioli e antisociali a cui ha aderito l'Italia con il suo ingresso nella moneta unica europea.
    Le banche nostrane sono delle associazioni a delinquere finalizzate alla usura ed alla estorsione aggravata e continuata.
    Le famiglie italiane e gli imprenditori in difficoltà hanno il diritto costituzionale e naturale di potere attingere a prestiti senza lucro quando ne hanno bisogno e sono in grado di documentare,giusto per evitare tanti truffatori e imbroglioni alla BUZZI....

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  2. Se penso che Bologna e l'Emilia sono sede del malaffare delle coop rosse rubatutto allora mi viene l'orticaria al pensare che ci possa essere una miriade di italioti che loscamente si arricchisce ai danni di altri italiani.
    È notizia di questa sera su programma RAI che da circa due mesi il tanto pubblicizzato e magnificato sistema di raccolta fondi parallelo alle banche costruito dalle Coop rosse sta scricchiolando e i libretti di deposito nominativi dei finti - soci si stanno rivelando carta straccia.
    Altro che MUTUO SOCIALE. !!!!!
    Basta leggere quello che sta accadendo a Trieste nell'articolo

    www.udine20.it

    Le Cooperative operaie di Trieste non potranno restituire i soldi a quanti avevano affidato  loro i risparmi. L’incredibile fallimento, decretato dalla procura della Repubblica,  è dietro l’angolo e i 103 milioni di euro depositati nelle casse dell’cooperative sono in gran parte scomparsi. Parte dei 17 mila risparmiatori soci della cooperativa sono accorsi stamattina davanti ai portoni dell’istituto per tentare di recuperare il denaro ma si sono trovati di fronte le porte chiuse. Gli scenari descritti dall’avvocato Carbone – sulle colonne del Piccolo – parlano di una realistica possibilità di recuperare all’incirca il 30% di quanto depositato.
    Nel pomeriggio le Segreterie Regionali di Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS UIL hanno tenuto un incontro con il Sindaco di Trieste, Roberto Cosolini. Già da tempo c’era la consapevolezza della situazione di criticità in cui si trovava la Cooperativa ma  si era  in attesa proprio in questi giorni della presentazione da parte delle dirigenza delle Cooperative Operaie di un  piano industriale che avrebbe dovuto, almeno così era stato detto dal gruppo dirigente delle Cooperative Operaie, traguardare la crisi e sancire un  graduale ingresso nel sistema di LegaCoop .L’intervento della Procura della Repubblica  che  sancisce senza alcun dubbio   la gravità  della situazione in cui versavano le Cooperative Operaie richiama  tutti alla responsabilità di non cavalcare la drammaticità della situazione ma a costruire  responsabilmente un percorso per trovare una soluzione a salvaguardia  dei posti di lavoro , perché stiamo parlando di 650 famiglie oltre ai soci prestatori.
    A questo punto, secondo le scriventi OO.SS, bisogna assolutamente scongiurare il fallimento delle Cooperative Operaie e, attraverso il commissariamento intraprendere un percorso di salvataggio che consenta di proseguire l’attività nell’immediato e che sia propedeutica  all’ingresso di soggetti esterni,  salvaguardando così l’occupazione ed i risparmi dei migliaia di piccoli risparmiatori. In tal senso un passaggio fondamentale sarà l’udienza  presso il Tribunale Fallimentare del 27 ottobre dove capiremo se ci sono i margini per un piano di salvataggio. Da parte delle Organizzazioni Sindacali i passi successivi saranno nei prossimi giorni gli incontri con la Regione e con  l’amministratore giudiziario l’Avvocato Maurizio Consoli.
    Si ricorda  che questi  lavoratori hanno già fatto la loro parte a suo tempo  per salvaguardare l’occupazione rinunciando a parte del salario con l’accordo di gennaio 2014; un accordo raggiunto dopo  duri scontri ed uno sciopero alla vigilia di Natale , ma  non possiamo permettere che siano sempre i lavoratori a pagare il costo della crisi e  di “cattive gestioni” e auspichiamo che chi ha  la responsabilità  di questo “disastro “ che rischia di mettere in difficoltà anche altre cooperative sia chiamato a darne conto.

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  3. http://www.udine20.it/wp-content/uploads/2014/10/coop-operaie.jpg

    Cliccare e vedere come raccolgono (pardon fregano) i soldi i compagnucci nelle cooperative sociali. ..
    Niente MUTUO SOCIALE ma ben altro...

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  4. http://comune-info.net/wp-content/uploads/2014/11/cenabaratto-frantumi-simeone-dargenio-17.10.14-1024x764.jpg

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  5. www.comune-info.net

    Una Valuta Corta

    La de-finanziarizzazione delle economie di comunità è un pasaggio fondamentale per sottrarsi dalle logiche speculative dei  processi di finanziarizzazione globale che stanno mettendo in ginocchio le economie locali di molti territori. Occorre  praticare una rinascita del legame tra l’economia locale e i suoi bisogni di risparmio e finanziamento. L’iniziativa lanciata in questi giorni per fronteggiare la crisi economica nel Sannio, denominata ValutaCorta, va in questa direzione: promuovere un baratto valutario tra cittadini consumatori e piccoli esercenti locali.L’idea è stata pensata per una reciproca convenienza, consente al consumatore di fruire di un ulteriore sconto presso gli esercizi coinvolti, fino a quando, in termini di baratto, lascerà presso l’esercente una quota di cento euro in acconto. Questo metodo, mira a rafforzare coesione territoriale e resistenza alla crisi, ed è stato promosso dal Distretto di EcoVicinanza, Gasb Arcobaleno Benevento, Art’Empori.it, cooperativa Lentamente, associazione Corpo spirito anima.A causa del rallentamento degli scambi economici sul territorio, spiegano i promotori, le aziende si ritrovano con problemi di liquidità e, sempre più, devono ricorrere alle banche. Ma queste non sono in grado di finanziare ulteriormente le piccole aziende locali e, anche quando assecondano le richieste dei piccoli esercenti, devono pretendere interessi e speseche vanno a incidere ulteriormente sulle perdite delle aziende locali e, in un circolo vizioso, erodono maggiormente i redditi presenti sul territorio. A questo punto, diventa necessaria una finanza dal basso che coinvolga il cittadino.D’altra parte, il cittadino, per i suoi risparmi depositati in banca, ottiene mediamente l’interesse dell’1 per cento annuo: quegli stessi risparmi, la banca li presta alle aziende locali ottenendo in media 9 per cento di interessi annui. Si pensi al beneficio per l’intera l’economia territoriale, se molte famiglie sannite, potendo permetterselo, invece di depositarli in banca, utilizzassero mille euro per anticipare cento euro a dieci concittadini, loro fornitori abituali e indipendenti (salumieri, fruttivendoli, ristoratori, librai, edicolanti, profumieri, parrucchieri, estetisti, palestre…), ottenendo, in cambio, come baratto, di fruire di un ulteriore sconto del 3 per cento sugli acquisti.Considerando che i cento euro in acconto fruttano il 3 per cento per ogni cento euro spesi, se il consumatore acquista presso l’esercizio quattrocento euro all’anno, la cifra lasciata in acconto frutta il 12 per cento annuo. Invece, all’esercente ogni quota da cento euro costa il 3 per cento in merce a favore del consumatore locale e non il 9 per cento in denaro che, a favore delle banche, lascerebbe il territorio.
    Ma anche le filiali locali degli istituti di credito si avvantaggerebbero, visto che il baratto valutario consentirebbe alle piccole aziende locali di restare in vita e di essere solventi con le banche loro creditrici. In pratica, il rischio creditizio non sarà solo a carico delle banche locali maspalmato anche sul territorio tramite le famiglie aderenti al baratto valutario. Ma il risparmiatore, a differenza delle banche, non rischia perdite: quando vorrà, senza preavviso, potrà recuperare in merce i cento euro anticipati in acconto. Quindi, resistere alla crisi economica, tramite il baratto valutario, agevolerebbe anche una cittadinanza economica non delegata e un’inclusione del vicino esercente, insomma un benessere diffuso.

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  6. Questa del MUTUO SOCIALE la trovo una idea brillante anche se sono molto scettico che banche mafiose come MPS si facciano avanti per applicarlo.Le banche sono emanazione del malaffare italo-europeo massonico e filomafioso.Noi sappiamo che il MUTUO SOCIALE per il momento è solo una chimera ma rimane uno dei cavalli di battaglia del Movimento che fa del sociale un obbligo morale ed ideologico.

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  7. Le banche sanguisughe sono amiche alleate strettamente con la mafia dell'usura mafiosa.
    Il mutuo sociale darebbe un colpo mortale ai farabutti che campano sulla pelle degli onesti.

    Prima o poi spero che ci sia la REDDE RATIONEM

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