domenica 30 novembre 2014

Trento, CasaPound contro i tagli alla sanità, solidarietà ai medici in sciopero

Trento, CasaPound contro i tagli alla sanità, solidarietà ai medici in sciopero

Trento, 27 novembre - CasaPound Italia esprime in una nota solidarietà ai medici trentini, che hanno deciso di dare una risposta forte ai tagli previsti per la sanità in seguito alla legge di stabilità per il 2015 proclamando uno sciopero per opporsi al taglio del 40 per cento che la giunta provinciale ha annunciato sul premio di risultato della dirigenza medica, e anche per contestare le numerose ore di straordinario fatte dai medici che non hanno trovato un riscontro in termini di retribuzione. 

"Esprimiamo la nostra vicinanza alla protesta portata avanti dai medici trentini"- si legge nel comunicato del movimento.

"Ancora una volta - prosegue CasaPound Trentino - ci troviamo di fronte a tagli effettuati in settori che dovrebbero essere invece quelli maggiormente tutelati.
Non è possibile che il buon funzionamento di un ambito importante come quello della Sanità sia affidato al solo senso etico di medici che decidono di far fronte a ore di straordinario, che risultano necessarie, pur sapendo che il loro lavoro non verrà retribuito e che dovranno subire un'ulteriore diminuzione del 40 per cento dello stipendio."

"Non dobbiamo inoltre dimenticare - conclude CPI - la tassa sui ticket che presto v
errà introdotta anche in Trentino e che porterà nelle casse dello stato 3,6 milioni di euro, mentre è previsto un taglio delle risorse al fondo sanitario per un importo di 14 milioni di euro che sommato agli altri raggiungerà i 72 milioni nel 2017.
Si tratta di una politica che preoccupa, sempre meno indirizzata alla tutela del cittadino".




4 commenti:

  1. Una protesta sacrosanta.
    La salute è un bene primario da tutelare.

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  2. Non è possibile assistere gratuitamente tutti ma si deve dare la priorità a chi paga la sanità e costringere chi può economicamente a corrispondere un ticket adeguato.
    Tutti i clandestini dovrebbero essere costretti a lavorare per la comunità italiana se vogliono essere curati oppure pagare x loro le rispettive ambasciate in Italia una volta identificati con certezza altrimenti la SANITA' intesa come organizzazione va a rotoli.

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  3. PRIMA GLI ITALIANI ONESTI E PATRIOTI.
    TUTTO IL RESTO VADA ALTROVE.

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  4. È sufficiente garantire la priorità ai residenti in Italia da almeno 10 anni e che dimostrino di non essere dediti alla criminalità in modo abituale.
    Come succede ovunque nel Mondo tranne che in Italia.

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