sabato 12 luglio 2014

Napoli, crollo Galleria Umberto I: presidio di protesta di CasaPound

Napoli, crollo Galleria Umberto I: presidio di protesta di CasaPound

Napoli, 12 luglio. ”Manutenzione e prevenzione sono l’unica soluzione”: questo il testo dello striscione esposto stamane dai militanti di CasaPound Italia Napoli, durante un sit in di protesta tenuto in via Roma, all'altezza dell’ingresso della Galleria Umberto I, luogo in cui ha perso tragicamente la vita il giovanissimo Salvatore Giordano, a causa della caduta di una parte di cornicione. L’ennesimo episodio che fa capire quanto Napoli stia letteralmente cadendo a pezzi; dopo il crollo di un’intera ala di palazzo Guevara alla Riviera di Chiaia, i calcinacci staccatisi dalla facciata della chiesa di San Domenico Soriano in Piazza Dante, e la caduta del cornicione di un edificio di via Kerbaker nel quartiere Vomero, questa volta le conseguenze sono state tragiche: per Salvatore, un quattordicenne che passeggiava con amici nel posto sbagliato al momento sbagliato, non c’è stato nulla da fare, e ha perso la vita, dopo 4 giorni di agonia.

“E’ inammissibile – dichiara Giuseppe Savuto, responsabile provinciale di CasaPound Italia Napoli – che si sia dovuto verificare un episodio di tale gravità per smuovere la coscienza della pubblica amministrazione. Come è inammissibile il fatto che basti un’ondata di maltempo o due o tre giorni di piogge intense perché la tenuta di intonaci e cornicioni inizi a cedere. Ci chiediamo se si debba aspettare una tragedia per sentir parlare di interventi per la messa in sicurezza delle strutture a rischio. E non potranno certo bastare le indagini, e i 45 avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Napoli per omicidio colposo e crollo colposo, a colmare il dolore di una famiglia straziata”.

“Ulteriore cosa su cui riflettere – continua Savuto - è un verbale di diffida del febbraio 2010, in cui l’amministratore di un condominio presente all'interno della Galleria, chiedeva il tempestivo intervento del Comune per eliminare il pericolo costituito proprio da quel cornicione che, a seguito di un sopralluogo di tecnici qualificati, risultava già all'epoca pericolante: richiesta rimasta completamente inascoltata da parte dell'amministrazione comunale. E mentre gli inquirenti stanno lavorando sull'accertamento delle responsabilità e sull’ipotesi di eventuali omissioni, la Polizia Municipale ha disposto il transennamento di tutti gli ingressi della Galleria Umberto I, lasciando intendere che il pericolo non è limitato solo alle facciate esterne, impedendo così l’accesso alla stessa e azzerando di fatto ogni forma di commercio, suscitando non poche proteste da parte dei commercianti che ieri hanno anche organizzato un sit in di protesta”.

Mentre Salvatore Giordano esalava l’ultimo respiro, un altro storico edificio della città tornava a denunciare pericolosi segni di cedimento. Questa volta si parla della centrale piazza del Plebiscito, dove alcuni pezzi di marmo si sono staccati dalla facciata dell’ingresso principale del Palazzo Reale. Anche quell'area, è stata transennata per alcuni metri per decisione della Protezione Civile e della Sovrintendenza ai beni architettonici.

“Questa volta – conclude Savuto - non ci sono stati feriti; non vittime fisiche, certo: ma tutta la città è tragicamente vittima dell’imperizia dei suoi amministratori, che hanno ridotto nel tempo un salotto a cielo aperto a cantiere martoriato, squarciato dall'interno da segni di cedimento che il sindaco in carica non riescono ad evitare, arginare, gestire. La soluzione sarebbe una continua e capillare manutenzione degli edifici storici della città, manutenzione che non avviene da anni, visto che sempre più frequentemente si staccano calcinacci da edifici pubblici che mettono a serio rischio l’incolumità della gente. E nel frattempo i luoghi simbolo di Napoli restano ingabbiati in strutture di protezione o in grossi teloni verdi di sicurezza, così come tutte le più o meno tardive iniziative di consolidamento di strutture abbandonate al declino e all'incuria: una spietata e drammatica testimonianza del mancato interesse della Pubblica Amministrazione alla tutela e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio architettonico della città di Napoli, e che forse tutte le città del mondo invidiano. E' per questo motivo che chiediamo le dimissioni del Sindaco De Magistris, primo colpevole dell'accaduto, primo responsabile di questo tragico evento: chi ha sbagliato non può restare impunito”.

Ufficio stampa CasaPound Italia Napoli                                
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