domenica 30 marzo 2014

Pompei (NA): presidio di CasaPound dopo l’ennesimo crollo negli scavi archeologici

Pompei (NA), 30 marzo - “Millenni di civiltà crollati per le vostre incapacità”. 
Questo lo slogan scelto stamane dai militanti di CasaPound Italia Napoli, che questa mattina hanno presidiato l’ingresso degli scavi archeologici di Pompei, per protestare contro la mala gestione del sito archeologico, a fronte dell’ennesimo crollo avvenuto pochi giorni fa

“Abbiamo tenuto questo presidio per protestare contro il degrado e contro la totale indifferenza della Soprintendenza dei Beni Culturali - dichiara Ferdinando Raiola, responsabile regionale di CPI –; nel solo mese di marzo sono stati numerosissimi i crolli, addirittura si parla di uno al giorno, e proprio pochi giorni fa si è verificato l’ennesimo, vergognoso, crollo all’interno del sito di una porzione di Domus a Via di Nola”.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è diretto di fatto da lobby – prosegue Raiola -, che, con l'appoggio della classe politica di destra e di sinistra, negli anni hanno voluto distruggere l'apparato burocratico dello Stato e del Ministero stesso al fine di far intervenire ditte e società private nelle gare d'appalto per i restauri, elargendo mazzette e stabilendo meschini accordi sottobanco. Lo Stato e il Ministero affidano la gestione dei servizi ai privati; ciò è già accaduto con la società CIVITA (che gestisce la biglietteria e i servizi aggiuntivi di Pompei e del Museo archeologico di Napoli), il cui proprietario è Gianni Letta, consulente della Goldman Sachs. Inoltre l'ALES, società in house del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e che ne detiene il 100% del pacchetto azionario, e che dovrebbe essere impegnata da oltre dieci anni nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, è totalmente finanziata con fondi pubblici! E i soldi per la manutenzione ordinaria a Pompei ci sono sempre stati: già dal 2004 erano disponibili oltre 24 miliardi di vecchie lire, cifra che non è stata utilizzata per la manutenzione ordinaria e per i restauri all’interno del sito di Pompei. Dunque è facile capire che i crolli di questi anni sono solo e soltanto strumentali e non sembrerebbero neanche essere mal graditi da chi è che dovrebbe essere tutore del sito archeologico di Pompei, ma che ha l’unico scopo di privatizzare la gestione del sito, consentendo lucri e speculazioni di ogni genere alle caste capitaliste legate alla mala politica”.

“Non c'è più tempo da perdere – continua Raiola -, serve un piano di interventi straordinario, che metta in sicurezza l'intera area di Pompei dal punto di vista geologico e geo-idrico. Se questi terreni non hanno un drenaggio forte delle acque piovane, Pompei è destinata a crollare per intero. Stiamo parlando di siti che, almeno sulla carta, sono patrimonio dell'umanità, che dovrebbero costituire un volano per l’economia e per il turismo napoletani. Non dimentichiamo che l’Italia detiene il settanta per cento del patrimonio culturale del mondo, e dovrebbe essere interesse del Ministero dei Beni Culturali tutelarlo e valorizzarlo al meglio, cosa che non accade affatto: Pompei non può essere schiava di affaristi burocrati e capitalisti privati, che, senza scrupolo alcuno, considerano i beni culturali come un vergognoso metodo per speculare ed arricchirsi”.

“Questa non è solo la prima di una lunga serie di sit-in di protesta che abbiamo in programma. La soluzione al problema – conclude Raiola - potrebbe essere quella di un piano d'interventi di maggiore velocità: dalla primavera del 2012 a oggi è stato consegnato un solo cantiere, quello della Domus del Criptoportico per altro non ancora fruibile dai visitatori. A breve chiuderanno poi i lavori nella Casa delle Pareti Rosse. Si prosegue a passi incredibilmente piccoli insomma, e intanto le aree ridotte ormai in rovine continuano ad allargarsi, crollo dopo crollo, e, nel frattempo, a farne le spese è il sito archeologico tra i più prestigiosi d’Italia”.

Ufficio stampa CasaPound Italia Napoli
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