venerdì 11 ottobre 2013

Solidarietà: raccolta fondi per le enclavi serbe del Kosovo, CasaPound organizza 7 giorni di iniziative in tutta Italia

Roma, 11 ottobre - Una settimana di iniziative in tutta Italia per raccogliere fondi a favore delle enclavi serbe del Kosovo, abbandonate dal governo di Pristina in condizioni disperate. A promuoverla sono CasaPound Italia e Solidarité identités, onlus internazionale che ha già al suo attivo tre missioni nel paese balcanico, dove i volontari dell’associazione hanno già in più occasioni consegnato materiale didattico, giocattoli, medicine e strumenti sanitari.
La raccolta fondi, organizzata in una cinquantina di sedi di Cpi dal nord al sud del Paese, servirà a finanziare la quarta missione in Kosovo di Solid, la cui partenza è prevista a giorni, e in particolare ad acquistare materiale didattico e beni di prima necessità per le scuole delle enclavi serbe attorno a Mitrovika.

‘’Assistenza sanitaria ridotta all’osso, continui black out, scuole in stato di completo abbandono, aggressioni a sfondo etnico che si susseguono da anni nella completa indifferenza delle forze di polizia locale: nonostante le tragiche condizioni di vita delle enclavi, i serbi del Kosovo hanno eroicamente scelto di non abbandonare la loro terra – sottolinea Cpi in una nota - Riteniamo dunque doveroso per noi europei, che più di una responsabilità abbiamo in questa situazione, venire in loro aiuto. Ed è questo il senso del progetto di solidarietà portato avanti da Solid in questi anni, progetto al quale CasaPound Italia, come già in passato, anche quest’anno intende offrire il massimo sostegno’’.

21 commenti:

  1. Volevo chiedere una cosa a voi di CPI. Qual è la vostra posizione nei confronti di aborto ed eutanasia? Grazie.

    RispondiElimina
  2. Salve vorrei chiedere anch'io a Casapound cosa ne pensate della cura con il "Metodo Stamina" del professor Davide Vannoni, vorrei sapere se voi approvate tale terapia.

    RispondiElimina
  3. a roma dove si puo' portare qualcosa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente presso la nostra sede centrale di via Napoleone III n.8

      Elimina
    2. ottima iniziativa

      Elimina
    3. Complimeti per l'iniziativa... massimo rispetto :D

      Elimina
  4. Aggressioni a sfondo etnico ? Che brutta cosa....
    Le stanno facendo anche a noi i Tedeschi con le speculazioni economiche dell'€uro e i magrebini con l'eroina , i Rumeni e zingari con le rapine in villa e gli stupri............

    RispondiElimina
  5. Io chiedo di perdere la cittadinanza italiana e diventare una extracomunitaria, lo chiedo perchè sono stanca di non poter vivere
    con mio figlio solo perchè italiana e come italiana non ho diritto ad agevolazioni in materia di aiuto..in particolare di punteggio
    per l’assegnazione di una casa popolare.
    Sono attualmente senza lavoro, dopo anni di lavoro saltuario, nell’ultimo anno dopo la separazione ho vissuto a Milano
    avevo un lavoretto ed una famiglia che mi ospitava…ma mio figlio , che vive con i nonni, ha cominciato a sentire la mia
    mancanza..sono quindi tornata nella mia città pur di stare qualche ora al giorno con lui, ospite di amici ..una settimana in un posto,
    poi altro posto..il sacrificio in attesa della casa popolare..ritenevo di avere tutti i requisiti…volevo ricongiungermi a mio figlio…
    .ma non rende punteggio un solo figlio e non nello stato di famiglia…qualcuno dovrà spiegarmi senza una casa come posso
    dichiarare un nucleo famigliare….non mi spettano aiuti diversamente dalle famiglie straniere..io italiana non sono gradita
    nella mia terra…l’Italia è un paese fondato sul lavoro…Bugie….il lavoro è prima per gli stranieri…le case popolari prima
    agli stranieri…i contributi prima agli stranieri…

    RispondiElimina
  6. Non siamo un popolo, per questo non reagiamo. Siamo una cozzaglia di realtà locali che a fatica si sopportano,da nord a sud e da est ad ovest. Un popolo reagisce quando capisce cosa difende e da cosa...La propria terra , la propria libertà e dignità dalla speculazione e dal sopruso...La gente ha bisogno di credere in qualcosa in cui possa identificarsi che sia un Dio o un partito , una maglia o una bandiera...
    Gli Islamici sono forti perchè uniti dal credo religioso , i Cinesi sono forti perchè uniti dal credo nazionale e politico..Molti in Occidente sono persi nell'oblio del consumismo e dell'arrivismo , la perdizione dell'anima e degli ideali conduce alle tenebre..Perversione..degrado..Paura ...Odio ....Violenza...
    Ma togliete ad un "italiano" il calcio e la gnocca in TV, e comincerà a capire meglio quale sia la posta in gioco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido l'analisi.
      Subiamo un genocidio italiano senza reagire.
      La Chiesa Cattolica predica troppo buonismo suicida ed i komunistoidi odiano la propria appartenenza alla razza italiana bianca e la vorrebbero meticciata per farla sparire.
      Una Italia di Italiani che sl 65% fa schifo e meriterebbe di sparire dalla faccia della Terra.
      Anni ed anni di consumismo ci hanno resi smidollati ed abbiamo paura egoisticamente di prendere le difese del concittadino italiano bisognoso per paura di perdere quello che si possiese anche se e' poco.

      Elimina
    2. Iinnanzitutto tutta la mia stima ai ragazzi e alle ragazze di Casa Pound perché credono e difendono l'integrità della nostra nazione.Io condivido in pieno la vostra analisi ma dico anche che se gli appartenenti a Casa Pound lottano tutti i giorni per scongiurare il genocidio italiano allora anche noi non dobbiamo rassegnarci né smettere di raccontare la realtà delle cose Con un Italiano di quelli che gli toglieresti la nazionalità sono costretta a farci i conti quotidianamente: uomo sulla cinquantina che non riesce o non vuole tenersi una donna italiana si è messo in casa una ragazza rumena senza casa che in casa di questo ci si è naturalmente fiondata lei pulisce ed è disponibile come un distributore automatico h24 spero abbiate capito a cosa alludo-come lo so? lascio a voi immaginarlo- in più tutto il giorno genera una confusione infernale(secondo me in un condominio non ci ha proprio mai vissuto),ho chiesto di comportarsi in maniera civile e sapete cosa ho ottenuto che il nostro connazionale si è risentito che non posso neanche commentare un fatto di cronaca al tg che parli di rumeni perché mi fa le ritorsioni ora dirò una cosa forte ma me ne assumo la responsabiità totale: anche i cani sono divisi in razze e nessuno dice ad un veterinario che è razzista io ho avuto a che fare mio malgrado con persone rumene e sono prepotenti arroganti maleducati non hanno un etica in nessun senso ne combinano di tutti i colori e continuano a camminare a testa alta nella nostra nazione scusate lo sfogo ma so che qui c'è chi mi può comprendere

      Elimina
    3. Devo e voglio precisare l'intervento che ho pubblicato il 02 12 2013 alle 18:04 perché la mia coscienza me lo impone: nel messaggio mi dichiaravo d'accordo con i vostri interventi e citavo l'espressione "genocidio italiano" del messaggio precedente al mio, mi accorgo solo ora che nel suddetto messaggio, da me letto con superficialità, compare il concetto di supremazia di una razza rispetto ad un' altra,voglio dire forte e chiaro che io Mi Dissocio da questo concetto;i concetti ai quali facevo riferimento citando l'espressione "genocidio italiano" erano quelli dell'oblio della nazione e della perdita di un identità nazionale e non altri; la mia idea è che esista una diversità delle razze e non una superiorità esiste a proposito una branca della psicologia che tratta questo concetto ovvero l'antropologia culturale,che gli irlandesi sono sopra le righe o che gli italiani hanno buon gusto o che i rumeni sono disonesti approfittatori arroganti non sono luoghi comuni,ognuno ha la propria struttura antropologica, quello che vorrei sarebbe solo che la mia Italia e la mia identità d'italiana non vengano calpestate e vengano tutelate perché un conto sono i flussi migratori fisiologici Controllati e Regolamentati nella portata e un conto sono le invasioni dei barbari

      Elimina
  7. Enrico Giovannini Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali:
    "Gli italiani non sanno lavorare, non si può investire su di loro"Il ministro Enrico Giovannini: "L'Italia esce con le ossa rotte dai dati dell'Ocse diffusi ieri: dati che ci mostrano come gli italiani siano poco 'occupabili',perché molti di loro non hanno le conoscenze minime per vivere nel mondo
    in cui viviamo e non costituiscono capitale umano su cui investire per il futuro".
    Scusi se non sono laureato in Ingegneria e non conosco il Tedesco altrimenti
    sarei già andato via , ma negli altri paesi Civili non vogliono incompetenti e pesi sociali...
    Allora come fare ? Studio il cinese così traffico permessi di soggiorno illegali come hanno fatto a ReggioEmilia ?
    Bisogna inventarsi qualcosa in questo paese per sopravvivere !

    RispondiElimina
  8. Reggio Emilia, 12 ottobre 2013 - Un giro di permessi di soggiorno ottenuti grazie a documentazione costruita ad hoc. Costo: dai 3mila ai 10mila euro. Sono centinaia le persone denunciate: due titolari di studi che compilano buste paga con sede in città, intermediari e anche alcuni dipendenti comunali.
    Nei guai, ovviamente, anche i cittadini stranieri, prevalentemente cinesi, che chiedevano aiuto a questa ‘organizzazione’ che ruota intorno ai due studi. A vario titolo, sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, documentazione falsa per ottenere il permesso di soggiorno (art. 5 comma 8bis, legge 286/98) e truffa ai danni dello Stato.
    Per alcuni dei denunciati sono state anche richieste le misure cautelari. Un’indagine, in cui sono confluiti diversi procedimenti anche da altre province, soprattutto dal Veneto e dalla Toscana, dove ci sono stati, anche di recente, alcuni blitz. I due centri di Reggio, infatti, erano sponsorizzati su internet e molti cinesi venivano proprio nella nostra città per chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno o il ricongiungimento familiare. A tutte le pratiche pensavano i due studi: finte residenze e finti impieghi, per avere le carte in ‘regola’ per ottenere i documenti per rimanere in Italia. Una volta ottenuto il permesso di soggiorno a Reggio, i cittadini stranieri tornavano poi nelle città dove effettivamente vivono e lavorano, magari in nero o nei ‘centri massaggi’.
    E complici in questo giro illecito, secondo gli inquirenti, ci sarebbero anche dipendenti comunali, che avrebbero chiuso un occhio o omesso volontariamente di fare i controlli sulle residenze.
    Il meccanismo è ben strutturato.
    Pubblicità. Esistono veri e propri siti internet in cinese che sponsorizzano ‘pacchetti’ per ottenere il permesso di soggiorno. Lo straniero non deve far altro che pagare. Le tariffe partono da 3mila euro per i semplici rinnovi, fino a 10mila per i ricongiungimenti familiari particolarmente complessi. Nel sito viene spiegato chiaramente il meccanismo, nella convinzione che, essendo scritto in cinese, non possa essere intercettato dalle forze dell’ordine. Nel ‘pacchetto’ è compreso anche il lavoro dei due studi di contabilità e degli intermediatori, che funzionano da veri procacciatori di clienti tra gli stranieri e, in particolare, tra i cinesi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Traffico di permessi di soggiorno Sei poliziotti in manette a Roma

      IL CASO Traffico di permessi di soggiorno Sei poliziotti in manette a Roma ROMA - Gli egiziani trovavano clienti e fornivano la documentazione: rigorosamente falsa. Gli agenti di polizia, sei sono in carcere, controllavano certificati medici e libretti di lavoro sapendo che erano contraffatti e rilasciavano, facendo finta di niente, autentici permessi di soggiorno. Un traffico che durava da qualche tempo, probabilmente un paio di anni, e aveva consentito a molte persone di arricchirsi. I pubblici ministeri Italo Ormanni e Maria Cordova sono convinti che la banda sia riuscita a mettersi in tasca diversi miliardi. Per questo sono finite in carcere 19 persone, e tra loro sei poliziotti, alcuni ispettori o soprintendenti, altri agenti semplici. Spicca una famiglia romana, con padre ispettore e figlio agente assunto da poco: sono stati arrestati insieme alla donna di casa, moglie dell' ispettore e madre dell' agente, evidentemente complice del traffico di permessi, che aveva consentito alla famiglia di versare sul proprio conto corrente 400 milioni. L' indagine è durata parecchi mesi e non si esaurisce nella Capitale. Le questure che hanno indagato sono molte, perché l' attività di questa organizzazione aveva ramificazioni profonde, oltre che a Roma, a Salerno, Benevento, Udine e Trieste. E se a capo c' era un egiziano, e molti dei suoi più stretti collaboraori erano del Cairo e dintorni, altri componenti della banda erano filippini, pakistani, marocchini, tunisini, senegalesi, indiani. Una vera internazionale dell' imbroglio. E non c' era immigrato, naturalmente, al quale si negasse un aiuto. Purché, è ovvio, fosse disposto a pagare. Le tariffe, secondo quanto hanno accertato gli investigatori che hanno disposto 70 perquisizioni in tutta Italia, erano piuttosto alte e variavano a seconda della complessità della situazione, e cioè se si doveva inventare completamente una pratica o se invece si dovevano soltanto «irrobustire» posizione giuridiche considerate deboli. E dunque si partiva da un minimo di 2 milioni per arrivare fino a 5, quando si doveva costruire tutto. E se si calcola che agendo da un paio d' anni erano riusciti a far rilasciare alcune migliaia di permessi di soggiorno, è facile immaginare quanto ricco sia stato il guadagno. Le indagini sono state molto complesse. Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava, facendo controlli a campione e analizzando alcune pratiche, è stato proprio il dirigente dell' Ufficio Stranieri della Questura di Roma, Luigi Di Maio. Un compito difficile, il suo, visto che nell' attività erano probabilmente coinvolti anche alcuni suoi uomini, agenti e ispettori e soprintendenti con cui divideva il lavoro di ogni giorno. Di Maio ha avviato prudentemente i primi accertamenti e poi ha chiesto di estendere l' indagine. Finché si è arrivati alla conclusione. Nelle perquisizioni effettuate durante e dopo gli arresti, sono stati trovati falsi certificati medici e attestazioni di lavoro contraffatte. Oltre ad alcune decine di milioni in contanti.



      http://archiviostorico.corriere.it/2000/luglio/12/Traffico_permessi_soggiorno_Sei_poliziotti_co_0_0007124341.shtml

      Masia Antonio

      Elimina
  9. bellissima organizzazione a favore di tanti cristiani perseguitati nel mondo nella totale indifferenza politica di molti FASULLI CATTOLICI.
    QUANDO CI VORREBBERO LE CROCIATE CATTOLICHE DEL 13° SECOLO PER LIBERARE IL SUOLO CRISTIANO DALLA FECCIA ATEA ED ISLAMICA NEMICHE.

    RispondiElimina
  10. In questo caso di tratta di scontro di religione tra quella cristiana dei serbi e quella kossovara al 90% islamica.
    Non ci nascondiamo dietro ad un dito.
    Quando l'Italia partecipo' all'infausta missione "Arcobaleno" in Kosovo durante il Governo indecente di baffino D'Alema non si fece altro che sterminare i serbi cristiani a favore degli islamici terroristi kossovari che invece tanta pena facevano al PCI di allora mentre adesso non fanno pena al PD attuale gli omicidi a sfondo religioso prrpetrati con precisione chirurgica dai musulmani coranici terroristi nei confronti della netta minoranza cristiana.
    D'altronde si sa che da qualche anno CRISTO e'' passato di moda a favore di maometto che e' visto come un semidio da venerare anche se ha scritto cose cdiminali contro gli INFEDELI.
    Infatti l'atteggiamento accondiscendente e remissivo dei cattolici guidati da Papa Francesco mal si concilia con una jihad nata nell'8^ secolo D.C. e riconfermata come obiettivo da perseguire dopo il 1571.
    La reinstaurazione de Il ""Califfato Universale" e' l'aspirazione dei coranici e si batteranno affinche' il loro FOLLE dogno si realizzi.
    Infatti non condivido quello che nella relazione conclusiva alla Festa Nazionale CPI 2013 fu scritti circa la mancanza di presupposti di una guerra' di civilta' tra Nazioni.
    Se non e' questa una guerra omicida che il popolo arabo-islamico porta avanti contro il mondo degli Infedeli!!!!!
    Infatti non ho mai visto di buon occhio le missioni in Siria o comunque in quei paesi mediorientali dove l'islam e' religione prevalente ed intollerante e terroristica.

    RispondiElimina
  11. "Kosovo je Srbija" lo trovi scritto più o meno dappertutto a Belgrado, meno nelle città più piccole.
    La verità è che ai Serbi rode infinitamente di aver perso il Kosovo, che considerano Serbia molto più di quanto non sentano loro la Vojvodina - per esempio -. E l'altra verità è che però i serbi di Serbia sono estremamente ambivalenti coi serbi kosovari. Dicono, tra le altre cose, che vanno lì a rubargli il lavoro, i posti di studio, che i kosovari (ma anche i montenegrini, brutta razza di pigroni che non sono altro) hanno in Serbia, "a casa loro" dei vantaggi che loro stessi serbi non hanno, che si vedono continuamente sopravanzare da questi "slavi stranieri".
    Zasto? Perché? (io non lo so)
    E soprattutto, siete sicuri di esservi schierati dalla parte giusta? Ammesso che una parte giusta, in quel marasma, esista.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi serbi da serbia non ciamiamo tutti serbi da kosovo,kosovari e non diciamo per tutti che sono una brutta razza!solo a queli che ano venduto le case e terre di loro noni agli albanesi e puo con questi soldi sono venuti a mia cita dove comprano tutto e fano vita da re. Tutta quela gente e scapata da kosovo verso serbia centrale e mio papa,zio... sono andati 400 km a kosovo per protegere loro terre e case mentre loro bevevano e si divertevano a belgrado.tutti altri serbi che sono rimasti a kosovo e queli che sono andati senza vendere un metro di terra agli albanesi sono sempre benvenuti e sempre tratati bene

      Elimina