domenica 20 ottobre 2013

Prato, sit-in di CasaPound Italia per chiedere la riqualificazione del vecchio ospedale


Nel pomeriggio si è tenuto un sit-in di CasaPound Italia davanti all’ex-Misericordia e Dolce per denunciare il pericolo di abbandono e degrado dell'area.

«Oltre a rappresentare un’opera superflua e costosa – afferma Francesco Corrieri, responsabile pratese di CasaPound – la costruzione del nuovo ospedale a Galciana ha dato origine al problema della riqualifica del vecchio ospedale. Si tratta di un’area enorme, per buona parte all’interno del centro storico, che già poche ore dopo il completamento del trasferimento, è diventata dimora di senza tetto, tossici e ladri. La zona riveste un’importanza fondamentale per la città, sia a livello urbanistico, se pensiamo all’ubicazione, sia a livello storico-culturale, se pensiamo che l’entrata da via Dolce de’Mazzamuti risale addirittura al 1200. Più tempo il Comune e la Regione (proprietaria dell’area) perderanno, più la situazione degenererà, facendo sprofondare questa zona di Prato nel degrado».

«La soluzione "parcheggio recintato" ipotizzata dal Consorzio Santa Trinita in accordo con ASL – continua Corrieri –, oltre a non risolvere il problema della riqualifica dei vecchi locali dell'ex-ospedale, ci pare l'ennesimo regalo al degrado. Prato non ha il bisogno urgente di ulteriori parcheggi, ma soprattutto non si può permettere che un'altra grande area del centro viva in una situazione di semi-abbandono, quale sarebbe la situazione di un parcheggio senza nient'altro attorno. La zona invece deve tornare a vivere».

«La soluzione più ragionevole – continua la nota – considerando l’elevato costo di abbattimento (si parla di 5 milioni), e considerando inoltre che i locali dell’ex-ospedale sono in ottimo stato (molti dei quali addirittura di recente costruzione), sarebbe quella di realizzarvi il grande polo oncologico che la Regione ha in programma già da tempo. Oltre che una grande occasione per Prato, questa decisione rivestirebbe un grande vantaggio anche per la Regione Toscana, che non sarebbe costretta a pagare né per lo smantellamento dell’ex-ospedale pratese, né per la costruzione o l’ampliamento di eventuali strutture per la costruzione del polo oncologico».

«Ci auspichiamo – conclude la nota – che il Comune porti avanti con forza questa posizione di buon senso, e che la Regione dimostri finalmente di avere a cuore gli interessi di Prato».