lunedì 8 luglio 2013

CasaPound a Bergamo in ricordo di Maria Pasquinelli

"Onore a Maria Pasquinelli, eroina d'Italia, esule mai doma" è il testo dello striscione affisso dai ragazzi di CasaPound Italia in memoria di Maria Pasquinelli, scomparsa la sera del 3 luglio scorso.

"Un gesto simbolico doveroso - commentano i militanti - per onorare la memoria di un'autentica Eroina d'Italia che ha vissuto in prima persona la tragedia delle terre d'Istria e Dalmazia, gli orrori titini e l'arroganza dei vincitori anglo americani e che, nonostante ciò decise di non arrendersi, di ribellarsi mettendo consapevolmente a rischio la propria vita per difendere fino all'ultimo quei territori d'Italia che tanto amava".

"Un ricordo, il nostro, - si legge in conclusione della nota di CasaPound - tanto più significativo dato il vergognoso e inspiegabile silenzio della città e delle istituzioni, segno tangibile della damnatio memoriae che ancora oggi viene sistematicamente attuata riguardo la tragedia delle foibe e dell'Esodo giuliano - dalmata".


12 commenti:

  1. 100 anni vissuti da EROINA e PATRIOTA FASCISTA che ha pochissime eredi attuali a fronte di tanti codiddetti Italidioti traditori antipatriottici venduti al nemico.
    La storia della sua vita e' Fulgido Esempio di Donna votata all'estremo sacrificio x evitare che i territori dalmati ed istriani venissero ceduti agli jugoslavi.
    La vergogna delle FOIBE carsiche non frenarono il suo impegno politico-militare-patriottico culminato nell'uccisione di un generale inglese ritenuto giustamente complice della suddetta decisione vergognosa di sottrazione di territorio patrio per consegnarlo al nemico.
    Vent'anni circa di detenzione a seguito di processo x l'omicidio x giusta causa portato a compimento con 3 colpi di pistola, non hanno piegato la robusta fibra psicofisica della Gloriosa Fascista .
    Onore a Maria Pasquinelli......

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  2. Unagrande . D'altri tempi. Grazie peril dovuto ricordo.

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  3. Maria Pasquinelli: il coraggio che non si processa


    Cronaca - Italia


    (ASI) E’ con estremo dolore che mi accingo a riportare, con questo articolo, la notizia della morte di Maria Pasquinelli. Ha lasciato questo mondo il 3 luglio, alla veneranda età di 100 anni. Il 5 luglio alle ore 8.30 è stata ricordata ed onorata nella Casa di Riposo San Francesco a Bergamo ed al Tempio Votivo in Via Statuto. E pensare che ne doveva vivere molti meno, vista la condanna a morte a 37 anni di età. Una vita di coraggi e silenzio, da mistica e da persona pensante, consapevole pienamente dell’atto che avrebbe poi compiuto. Uccidere un generale inglese, reo di essere rappresentante di quei giudici che avrebbero strappata l’Istria e parte della Dalmazia all’Italia, nello specifico, il Sig. De Winton, non è cosa da semplice, né leggera. Ha agito da italiana, consapevolmente. Ha agito da temeraria, senza pensare al patibolo che poteva spettarle. Il suo coraggio non si può processare, idea giusta o sbagliata che fosse.

    L’operazione che ha compiuto, probabilmente, è stata più temeraria di quella di Sauro. Eppure l’eroe di Capodistria ha intitolate piazze, strade, viali, e campeggia in alcuni libri di scuola. Maria Pasquinelli, seppur vivente, è stata soggetta al silenzio. Suo, e quello imposto dagli altri.

    Il suo silenzio, è tuttavia comprensibile. La condanna a morte, poi tramutata in ergastolo, e la lunga detenzione sino al 1965, hanno sicuramente lasciato un’impronta nel suo carattere. Nessun intervista, salvo a qualche rara persona, è stata rilasciata nel dopoguerra. E’ tornata a vivere a Bergamo, e lì è rimasta, sino a qualche giorno fa, ultimo momento della sua esistenza. Ha accettato qualche visita da parte di esuli e persone care, ma non troppe. Gli stessi esuli, ora, che sembran ricordarla in massa, l’han condannata a quel silenzio sopraccitato. E’ d’uopo, a mio avviso ricordare la sua lettera – testamento, che rispecchia completamente il suo pensiero, e la sua azione: “Seguendo l’esempio dei 600.000 caduti nella guerra di redenzione 1915-18, sensibile come Loro all’appello di Oberdan, cui si aggiungono le invocazioni strazianti di migliaia di Giuliani infoibati dagli Jugoslavi, al settembre 1943 a tutt’oggi solo perché rei d’italianità, a Pola irrorata del sangue di Sauro, capitale dell’Istria martire, riconfermo l’indissolubilità del vincolo che lega la Madre-Patria alle italianissime terre di Zara,di Fiume della Venezia Giulia , eroici nostri baluardi contro il panslavismo minacciante tutta la civiltà occidentale. Mi ribello - col proposito fermo di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentarli - ai quattro Grandi, i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di giustizia, di umanità e di saggezza politica, hanno deciso di strappare una volta ancora dal grembo materno le terre più sacre all’Italia, condannandole o agli esperimenti di una novella Danzica o - con la più fredda consapevolezza che è correità - al giogo jugoslavo, oggi sinonimo per le nostre genti, indomabilmente italiane, di morte in foiba, di deportazione, di esilio.

    Maria Pasquinelli Pola , 10 febbraio 1947”

    Compilata nella data che segna il nostro giorno del ricordo – dell’esodo giuliano – dalmata, anche questa lettera tocca le corde del cuore. Così come la tragedia di quella terra, nobilissima, da lei tanto amata.



    Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italiaalle

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  4. Corsi e Ricorsi..
    G.Vico aveva ragione.
    La storia e le vicende sociali di un Paese conoscono periodi alterni tra positivi, e di espansione, e negativi,con tumulti sociali.
    Il male dell'Italia e degli italiani e' che l'egoismo e l'individualismo ed un basso senso civico prevalgono e si affermano con costanza nella vita politica quotidiana.
    Il VENTENNIO FASCISTA ha rappresentato un periodo fecondo e positivo x l'Italia in quanto Mussolini inculco' un Alto Senso dello Stato alla popolazione che apprezzo' e condivise pienamente la Nuova concezione sociale.
    Le corporazioni e la scuola e il mondo del lavoro ben organizzato furono tra i capisaldi del Fascismo e da forza di propulsione nel rinnovamento che si attuo' con risultati ottimi.
    L'Italia fascista era rispettata anche dali Americani
    che studisrono con rispetto Mussolini considersto un eccellente stratega e statista
    La vita di Maria la centenaria fu caratterizzata dall'essere votata alla affermazione del credo fascista fino all'estremo sacrificio della morte.
    Le mamme italiane di oggi non hanno il benche' minimo connotato caratteriale della splendida Maria la quale pati' quasi 20 anni di carcere ma non se ne fece un cruccio e li sconto' con indomito coraggio.
    La maggioranza schiacciante degli italiani aderi' alla Repubblica Sociale Fascista.

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  5. Maria Pasquinelli.....una Grande Donna Italiana Patriottica Fascista Bianca Democratica Cattolica Caucasica anticomunista....EROINA d'altri tempi.....

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  6. Sempre rimpianta dai Fascisti Fedeli....
    Un esempio da studiare nelle Scuole mondiali..
    Condannare le foibe comuniste antitaliane.....
    Onore a Maria Pasquinelli........

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  7. Ha ucciso una persona ma ha dato testimonianza e la vita per l'italia. Vorrei si sapesse dove e' sepolta pe portarle un fiore.

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    1. Dovrebbe essere sepolta al Cimitero Monumentale di Bergamo.

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  8. Nata Firenze 16.4.1913
    Morta Bergamo 3.7.2013


    Ill 10 febbraio di ogni anno a venire e' il
    "Giorno del ricordo" dell'esodo giuliano,istriano e dalmata e della tragedia delle Foibe carsiche.
    Deciso con legge 30 marzo 2004 durante il governo di centrodestra presieduto da Silvio BERLUSCONI a cui va il nostro ringraziamento per la nobile e storica iniziativa legislativa.
    Onore a Maria Pasquinelli.

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  9. Dopo la Pasquinelli ci sono le donne occidentali che stravedono per i musulmani il cui libretto coranico prevede la totale sottomissione della femmina al maschio il quale per legge islamica e' padre-padrone e puo' essere poligamo.
    Contente loro...!!!!!!!
    Buona infibulazione e buon burqa..

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  10. Portiamole un fiore sulla tomba e speriamo nella vita eterna. Grazie donna oraggiosa d'altri tempi.

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