lunedì 8 aprile 2013

Roma: CasaPound Italia corre per Comune e Municipi, Di Stefano candidato sindaco

‘’Vogliamo cambiare radicalmente questa città: fuori i manager strapagati e risorse per case, asili e servizi con preferenza nazionale’’
Il 21 aprile festa di piazza all’Esquilino per l’apertura della campagna


Roma, 8 aprile – E’ Simone Di Stefano il candidato sindaco di Roma di CasaPound Italia, che si presenta alle amministrative del 26 e 27 maggio come lista autonoma, al di fuori di tutti gli schieramenti, al Comune e nei 15 Municipi della Capitale. Nato e cresciuto alla Garbatella, Di Stefano, 36 anni, è uno dei fondatori di Cpi, di cui è vicepresidente e responsabile della propaganda e comunicazione. Padre separato di due bambine, ha dedicato la sua vita alla militanza politica attiva, occupando palazzi abbandonati per dare un tetto a centinaia di famiglie italiane e organizzando azioni mediatiche eclatanti per tutelare categorie e lavoratori a rischio.


La campagna elettorale di Cpi, che si potrà seguire sul blog ‘Tutto per Roma’ (www.casapoundroma.org), si aprirà ufficialmente il 21 aprile, il giorno del natale di Roma, con una festa di piazza all’Esquilino, sotto la sede storica di CasaPound, in via Napoleone III.
”Vogliamo cambiare radicalmente questa città – spiega Di Stefano – liberandola dalla cappa asfissiante creata da decenni di amministrazioni, di sinistra e di destra, collegate ai poteri forti e alle lobby, che hanno trasformato la Roma caput mundi in una città morta e senza futuro, ostaggio di palazzinari, riciclati, trombati e signori nessuno messi a capo di aziende pubbliche sull’orlo del fallimento. Manager senza competenze e con stipendi da capogiro, che guadagnano fino a 350mila euro l’anno, ma dei quali spesso non si riesce nemmeno a reperire il curriculum. E’ da qui che partiremo per recuperare le risorse per Roma, e in primis per case, asili e servizi, da assegnare rigorosamente con preferenza nazionale. Pd, Pdl, Movimento 5 Stelle hanno già dimostrato quello che valgono bruciando i milioni di voti presi alle politiche e condannando l’Italia alla stasi. Ora tocca a chi ha il coraggio di agire”.

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