domenica 28 aprile 2013

Pordenone, CPI in piazza contro slot machine 'tossiche'


Pordenone: CasaPound porta slot machine ‘tossiche’ in piazza e sagome di cadaveri , “lo Stato smetta di fare il pusher"

Pordenone, 27 aprile – “Chiudere le sale da gioco e ritirare tutte le slot machine in circolazione”. È la richiesta di CasaPound Italia Pordenone, che stamattina, in piazza , durante il mercato cittadino , ha allestito una sala gioco con decine di macchine marchiate con il simbolo della tossicità.

“Il gioco – spiega il responsabile di Cpi Pordenone , Nicola Di Bortolo – va considerato come usura di Stato e come una mega tassa sui malati di ludopatia. È una nuova forma di tossicodipendenza, che si alimenta della disperazione delle famiglie e genera un circolo vizioso mortale: le persone, strangolate dalla crisi, cercano una via d’uscita nelle vincite ma finiscono solo per aumentare il ricorso al prestito usurario e favorire il riciclaggio di denaro sporco , confermato dalla recente chiusura di una sala abusiva a Pordenone completa di tavoli verdi per il gioco di dadai e poker e video slot non collegati alla rete del ministero. 
Altro che ‘gioca responsabilmente’, come dicono le pubblicità dopo aver incitato a giocare alimentando l’illusione di vincite da capogiro”.

“Questa – prosegue il responsabile di Cpi – è una vera e propria dipendenza legalizzata, che anche in Friuli Venezia Giulia presenta dati impressionanti: nella nostra regione la spesa per il gioco ha superato il miliardo di euro, con una media di 2mila euro per famiglia, come la spesa alimentare, e la ludopatia interessa circa il 3% della popolazione adulta".

“Come se tutto ciò non bastasse - aggiunge Di Bortolo - le dieci maggiori società concessionarie che gestiscono le slot machine avrebbero contratto un debito col Fisco pari a 98 miliardi: la truffa erariale più grande che la storia della nostra Repubblica ricordi. Le slot machine devono essere collegate con un modem a un ricevitore della Sogei, invece, due su tre non sono collegate e ci chiediamo - conclude il responsabile di Cpi Pordenone - che fine faranno questi soldi, visto che al momento sono stati recuperati solo 2,5 miliardi”.


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