sabato 30 marzo 2013

Caso marò: CasaPound Italia il 2 aprile manifesta a Montecitorio, ‘da sempre in prima linea per difendere i nostri soldati'


Roma, 30 marzo – CasaPound Italia scende in piazza a difesa dei marò. Martedì 2 aprile, dalle 10 alle 14, Cpi sarà in presidio davanti a Montecitorio per ‘’dimostrare al mondo che questa nazione non è morta e che nessuno può rapire dei soldati italiani in acque internazionali’’.

‘’Dall’inizio di questa vergognosa vicenda CasaPound Italia è in prima linea per difendere i marò – sottolinea il leader del movimento Gianluca Iannone – Non solo manifestazioni in tutta Italia, da quelle di Varese e La Spezia del febbraio dello scorso anno fino al sit in di pochi giorni fa sotto al consolato di Napoli: Cpi si è fatta anche promotrice di azioni di solidarietà, come l’invio di migliaia di cartoline ai due fucilieri della Marina Militare durante la loro detenzione in Kerala, e di clamorosi blitz, come l’’assalto’ simbolico all’ambasciata indiana a Roma, l’incursione all’Altare della Patria, lo striscione affisso a Maranello in occasione del Gran Premio dell’India, i diecimila italiani portati a fischiare sotto la Farnesina durante il corteo del 24 novembre. Il nostro movimento si è impegnato nell’analisi delle ‘prove’, inesistenti quando non manipolate, che ‘incastrerebbero’ i soldati italiani per l’omicidio dei due pescatori scambiati per pirati, ma anche nella ricerca di una soluzione tecnica per riportare in Italia Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, con la promozione di una petizione perché venga loro offerto un passaporto diplomatico. Ora, dopo oltre un anno trascorso invano, CasaPound Italia porta il suo popolo sotto Montecitorio per chiedere le dimissioni di Mario Monti da senatore a vita, la chiusura dell’Ambasciata italiana in India e dell’ambasciata indiana in Italia con il divieto per l’ambasciatore di lasciare il paese fino al ritorno dei nostri soldati, ma anche il ritiro immediato delle nostre truppe da tutti gli scenari internazionali come ritorsione per la mancata tutela degli interessi italiani da parte di Onu, Nato e Ue, l’avvio di manovre militari a largo del Kerala e la preparazione di una opzione di intervento militare in India a seguito di una qualsiasi condanna dei nostri soldati’’.

‘’Non c’è più tempo - conclude Iannone - Archiviata la gestione farsesca di questa vicenda da parte di un governo incapace e delegittimato,  l’Italia ha ora il dovere inderogabile di agire come farebbe ogni Nazione degna di questo nome davanti a palesi e gravissime violazioni del diritto internazionale, arrivando a mettere in conto, sia pure come extrema ratio, un intervento militare di fronte a un’eventuale, illegittima condanna dei nostri soldati’’.

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