venerdì 24 maggio 2013

Francia: 'Dominique Venner, samurai d’Occidente', l'omaggio di CasaPound con striscioni in tutta Italia


 Francia: 'Dominique Venner, samurai d’Occidente', l'omaggio di CasaPound con striscioni in tutta Italia 

Roma, 24 maggio – ‘’Onore a Dominique Venner, samurai d’Occidente’’. Con striscioni affissi in una cinquantina di città dal nord al sud del Paese, CasaPound Italia ha voluto ricordare lo storico francese che si è dato volontariamente la morte il 21 maggio a Notre Dame ‘’per risvegliare le coscienze addormentate’’ e ‘’rompere la letargia che ci sopraffa’’, come lo stesso Venner ha spiegato in una lettera-testamento.
‘’Quello di Venner – sottolina Cpi in una nota – è un atto tanto estremo quanto lucido e consapevole, che nulla ha a che vedere con i gesti tragici, isterici e insensati con cui la cronaca ci ha abituati a fare i conti in questo secolo: niente a che fare con il fanatismo religioso di chi usa la mannaia per seminare vuoto terrore, né con la rabbia feroce e distruttiva di chi uccide in strada a colpi di piccone o con la cieca disperazione di chi, vittima di se stesso e del sistema perverso in cui vive, si toglie la vita insieme ai figli, privandoli dell'unica cosa che nessuno poteva togliergli, la possibilità di essere. ‘Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un'etica della volontà’, ha scritto Venner: una scelta esistenziale da guardare con rispetto, che lo colloca tra i pochi uomini liberi del nostro tempo''.


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giovedì 23 maggio 2013

Occupazione simbolica a Bolzano contro il degrado degli impianti sportivi

Bolzano 22 maggio 2013 - "Avete ucciso lo sport" è la scritta sullo striscione che da questo pomeriggio campeggia sulle "rovine" dell'ex caseggiato a ridosso degli impianti sportivi di Pineta. I militanti bolzanini di CasaPound Italia hanno occupato simbolicamente il centro sportivo di Pineta, la cui struttura che ospitava gli spogliatoi e le docce dell'impianto, andata a fuoco oltre due anni fa, non è mai stata recuperata nonostante il Comune di Laives abbia già incassato il rimborso dell'assicurazione.
"Ma non è finita qui" precisano i ragazzi di Cpi assieme ai Consiglieri di Unitalia Gencarelli e Caruso: "Oltre al centro sportivo di Pineta, anche l'impianto di ghiaccio in zona Vallarsa è chiuso da ormai due anni, la piscina coperta di Laives chiusa al pubblico da oltre un'anno, mancano ancora gli arredi al palazzetto dello sport di Laives nonostante sian passati 2 anni dall'appalto dei lavori, senza contare che sono stati spesi 200 mila euro per le sole consultazioni dei progetti della cittadella dello sport".





mercoledì 22 maggio 2013

Suicidio Venner, CasaPound: basta banalizzazioni, lui come Mishima e Palach


Suicidio Venner, CasaPound: basta banalizzazioni, lui come Mishima e Palach

Roma, 22 mag - “Il modo in cui la stampa italiana sta raccontando l'estremo sacrificio di Dominique Venner testimonia una volta di più il provincialismo culturale del nostro paese. Si è voluto trasformare uno spirito eroico della genia dei Mishima e dei Palach in un banale caso di omofobia patologica, segno che le motivazioni di questo gesto sono state totalmente misconosciute”. Così CasaPound Italia commenta il suicidio dello scrittore francese avvenuto ieri nella cattedrale di Notre-Dame. “Venner – prosegue la nota – era sì un oppositore di una legge irresponsabile, che fa molto di più che regolarizzare fenomeni in atto, ma è del tutto superficiale e riduttivo fare di lui un mero 'attivista anti-gay', come è stato scritto. La sua lettera d'addio è priva del benché minimo accento d'odio o di risentimento, ma rappresenta anzi un testamento spirituale colmo d'amore per la Francia e per l'Europa. Ciò che Venner voleva combattere era molto di più che una legge, era il suicidio quotidiano di una civiltà ormai incapace di prendere in mano il proprio destino. Il suo gesto va misurato sulla scala degli esempi fuori dal tempo, non su quella della contingenza politica”. Lo scrittore francese, prosegue Cpi, “è stato un modernizzatore lucido della destra francese ed europea: ha parlato di organizzazione agli spontaneisti, di scienza agli spiritualisti, di Europa ai nazionalisti. La sua produzione storiografica è stata torrenziale, il suo contributo a movimenti come quello della Nouvelle Droite essenziale. Per tutti questi motivi, Venner merita di essere ricordato secondo il rango che gli era proprio anziché essere confuso con quelle forme di attivismo paranoide e puritano di matrice essenzialmente statunitense. In un mondo abitato da individui che sacrificano l'interesse collettivo per salvare se stessi, Venner ha voluto sacrificare se stesso per salvare il suo popolo. Alla sua memoria va il pensiero commosso di tutta la comunità di CasaPound Italia”.

L'ultima lettera di Dominique Venner

Sono sano di spirito e di corpo e sono innamorato di mia moglie e dei miei figli. Amo la vita e non attendo nulla oltre di essa, se non il perpetrarsi della mia razza e del mio spirito. Cionondimeno, al crepuscolo di questa vita, di fronte agli immensi pericoli per la mia patria francese ed europea, sento il dovere di agire finché ne ho la forza; ritengo necessario sacrificarmi per rompere la letargia che ci sopraffà.
Offro quel che rimane della mia vita con un intento di protesta e di fondazione. Scelgo un luogo altamente simbolico, la cattedrale di Notre Dame de Paris che rispetto ed ammiro, che fu edificata dal genio dei miei antenati su dei luoghi di culto più antichi che richiamano le nostre origini immemoriali.

Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un'etica della volontà. Mi do la morte per risvegliare le coscienze addormentate. Insorgo contro la fatalità. Insorgo contro i veleni dell'anima e contro gli invasivi desideri individuali che distruggono i nostri ancoraggi identitari e in particolare la famiglia, nucleo intimo della nostra civiltà millenaria. Così come difendo l'identità di tutti i popoli presso di loro, mi ribello al contempo contro il crimine che mira al rimpiazzo delle nostre popolazioni.

Essendo impossibile liberare il discorso dominante dalle sue ambiguità tossiche, spetta agli Europei trarre le conseguenze.
Non possedendo noi una religione identitaria alla quale ancorarci, abbiamo in condivisione, fin da Omero, una nostra propria memoria, deposito di tutti i valori sui quali rifondare la nostra futura rinascita in rottura con la metafisica dell'illimitato, sorgente nefasta di tutte le derive moderne.

Domando anticipatamente perdono a tutti coloro che la mia morte farà soffrire, innanzitutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipoti, così come ai miei amici fedeli.
Ma, una volta svanito lo choc del dolore, non dubito che gli uni e gli altri comprenderanno il senso del mio gesto e che trascenderanno la loro pena nella fierezza.
Spero che si organizzino per durare. Troveranno nei miei scritti recenti la prefigurazione e la spiegazione del mio gesto.

Dominique Venner



Il 24 Maggio a Padova


Inaugurazione nuovo spazio di CasaPound Italia a Udine


lunedì 20 maggio 2013

Sassari: Flash Mob di CasaPound contro le promesse non mantenute dal Sindaco

Sassari: Flash Mob di CasaPound contro le promesse non mantenute dalla giunta Ganau

Sassari, 19 maggio - Fasce tricolore e maschere del sindaco Ganau sul volto. Così i militanti di CasaPound Italia Sassari si sono presentati tra le bancarelle della "Cavalcata Sarda" per inscenare un flash mob contro le promesse disattese della giunta Ganau, a tre anni dal suo insediamento.
"Abbiamo analizzato le ‘Dichiarazioni programmatiche 2010-2015’ della giunta Ganau - dichiara Andrea Farris, coordinatore regionale di CasaPound – e abbiamo constatato le numerose promesse disattese da questa amministrazione, eletta dai cittadini sassaresi proprio per il suo programma".
"Puc, abbandono della valle di Rosello, nessun serio intervento di messa in sicurezza dell'area di via XXV aprile o della stazione provvisoria di via Padre Ziranu – continua Farris - sono solo alcuni esempi del fallimento di questa giunta. Ma ciò che colpisce maggiormente è la mancata costruzione dei promessi 180 nuovi alloggi popolari che sarebbero serviti per dare una prima risposta ai 1200 sassaresi in emergenza abitativa. Un fatto che segnala – chiarisce il coordinatore sardo di Cpi - quanto questa giunta sia distante dall’idea e dalla pratica delle politiche sociali".
"Sulla base delle inequivocabili promesse elettorali, poi disattese dalla giunta (consultabili attraverso il nostro dossier sul sito www.casapoundsardegna.org ), - conclude Farris - chiediamo ancora una volta al sindaco Ganau quali siano le reali intenzioni di questa amministrazione per il futuro della città".