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mercoledì 1 aprile 2015

CasaPound Italia Napoli: Respinto assalto antifascista alla sezione Berta

dell’ordine e il funzionario della DIGOS presenti sul luogo hanno intimato ai nostri militanti di entrare all’interno del portone, ma questi, ovviamente, si sono opposti dal momento che abbiamo il diritto di difendere i nostri spazi. Gli agenti hanno dunque iniziato a spintonare e a colpire con calci e pugni i nostri militanti che volevano tutelare i propri diritti e difendere la propria sede, fino a quando alcuni ragazzi sono riusciti ad uscire all’esterno del palazzo e sono venuti a contatto con gli antifascisti costringendoli ad indietreggiare. In seguito sono sopraggiunte altre forze dell’ordine che, intervenendo nei nostri confronti e spingendoci all’interno del palazzo, ci hanno poi identificato.
“All’indomani dei fatti verificatisi durante il volantinaggio del Blocco Studentesco era prevedibile una reazione di questo genere per la rabbia di essere stati respinti dai giovanissimi militanti della nostra componente studentesca – dichiara Giuseppe Savuto, responsabile provinciale del movimento -. Non è la prima volta che un corteo di antagonisti di sinistra tenta di sfilare per Via Foria, dove c’è la nostra sede.”
“Questi sono i membri di quei collettivi ai quali il sindaco De Magistris promette di dare in affido spazi per poter svolgere “attività di 
volontariato” nei quartieri. Questa mattina si è dimostrato nuovamente a quale tipo di attività sono dediti questi ridicoli individui – prosegue Giuseppe Savuto -. Nonostante la connivenza tra le forze dell’ordine, le istituzioni e i centri sociali della città, questi reietti ci troveranno sempre in prima linea per difendere le nostre sezioni e le nostre idee – Conclude CasaPound Italia.”

CasaPound Latina accoglie un'altra famiglia in emergenza abitativa

CASAPOUND LATINA ACCOGLIE UN’ ALTRA FAMIGLIA IN EMERGENZA ABITATIVA

E’ di stamattina la notizia che le famiglie sgomberate da via Respighi dovranno lasciare il camping dove hanno trascorso tutto l’inverno, accampati in tende e roulotte. Ancora una volta le istituzioni locali assenti , ancora una volta famiglie italiane abbandonate in strada senza una soluzione e ancora una volta CasaPound Latina interviene per aiutare in maniera concreta una di queste famiglie. Sì perché dopo aver supportato la loro lotta per il diritto ad una casa, dopo aver sostenuto che occorre cambiare le norme che regolano l’assegnazione delle case popolari dando precedenza agli italiani, e dopo aver sostenuto materialmente con raccolte alimentari queste famiglie, abbiamo deciso di ospitare un nucleo familiare composto da una madre, con gravi problemi di salute, ed un figlio. Da anni ospitiamo nella nostra struttura 6 nuclei familiari, abbandonati dalle istituzioni e dai servizi sociali, da anni paghiamo loro bollette e riscaldamento ed ora prendiamo un’altra famiglia. 
“Con il nostro servizio abbiamo fatto risparmiare al Comune di Latina decine di migliaia di euro”, riporta Marco Savastano responsabile di CP Latina”sappiamo bene quanto costa alloggiare le famiglie in alberghi o case famiglia; ci aspettiamo almeno un ringraziamento dai servizi sociali o dal Sindaco visto che abbiamo “aiutato” in questi anni decine e decine di famiglie in emergenza abitativa, ma sappiamo che non lo faranno ”. “Gravissime sono le colpe di questa e di tutte le precedenti amministrazioni che non hanno mai dato vita ad una politica di edilizia popolare, lasciando però la città in mano alla speculazione , concedendo permessi a costruire in ogni angolo della città”. “Istituzioni locali assenti, ma anche Stato assente,” conclude il responsabile di CP” perché mentre abbandona i propri cittadini continua a spendere milioni di euro per accogliere gli immigrati e pagare le cooperative “amiche” dei partiti che speculano sull’emergenza, meno male che c'è CasaPound!”


lunedì 30 marzo 2015

Napoli: Casa Pound regala 100 chili di pasta alle famiglie in difficoltà

Napoli: Casa Pound regala 100 chili di pasta alle famiglie in difficoltà
Nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 marzo, è stata effettuata una donazione di pasta in favore di numerose famiglie in difficoltà.
L'iniziativa ha riscosso notevole successo, essendosi svolta nel quartiere Stella-San Carlo, un quartiere popolare dove sono tantissime le persone e le famiglie che riversano in situazioni economiche non certo agiate.
Abbiamo intenzione di istituire un servizio periodico gratuito di distribuzione alimentare per le famiglie napoletane in difficoltà.
In questi anni il numero delle persone da aiutare non ha fatto che aumentare, segno del costante deterioramento delle condizioni di vita in città: noi abbiamo scelto di stare dalla parte degli italiani, fornendo un piccolo ma concreto aiuto ai nostri concittadini.

Ufficio Stampa CasaPound Napoli
mail casapoundnapoli@yahoo.it
cell 3931732439


Da ‪CasaPound‬ manifesti funebri per la vita sociale di ‪‎Lecco‬: “Stiamo diventando una città dormitorio”

Da CasaPound‬ manifesti funebri per la vita sociale di ‪‎Lecco‬: “Stiamo diventando una città dormitorio”
Lecco, 30 marzo – Manifesti funebri per annunciare che “è venuta a mancare la vita sociale della città di Lecco”. Ad affiggerli è stata CasaPound Italia, che ricorda che “Lecco, oltre a perdere uffici come la prefettura, la questura e forse anche il tribunale, sta rapidamente perdendo i luoghi di aggregazione sociale”.
“Oltre ai locali che hanno chiuso a causa della crisi – ricorda Cpi in una nota - recentemente anche due cinema, il Mignon e il Nuovo, hanno calato il sipario come da tempo preventivato. In città, quindi, resta solo la sala parrocchiale Palladium: un po’ poco per una città come la nostra, tanto più che si sta anche avendo un ritorno di importanti produzioni registrate nel territorio, sia per il cinema sia per la tv. Chiunque abbia provato a passeggiare di sera per le vie del centro o del Lungolario‬ – prosegue Cpi – si sarà accorto di come sembri quasi di essere entrati in una zona colpita da disastro nucleare: poche le persone in giro, pochi soprattutto i giovani, concentrati in quei due o tre locali che ancora riescono a fare fronte alla crisi”.
“L’amministrazione comunale – sottolinea il movimento - deve farsi carico di risollevare la vita sociale della città, ormai pressoché defunta, promuovendo attività culturali, come mostre e concerti, rilanciando l’attività cinematografica, ma anche ridando impulso a tutte le altre attività ludiche e ricreative. Potrebbe, ad esempio, dare agevolazioni a chi intende aprire un’attività commerciale di questo tipo oppure cambiare la destinazione urbanistica delle numerose aree dismesse presenti sul territorio. In ogni caso – conclude Cpi - è necessario intervenire subito per evitare che Lecco diventi una città dormitorio, come successo a molti quartieri di città più grandi: sarebbe il primo passo verso il peggiore degrado culturale e materiale”.



domenica 29 marzo 2015

Pescara: 'Le vostre priorità non sono quelle del popolo' CasaPound contesta il presidente della Regione Abruzzo

Pescara: 'Le vostre priorità non sono quelle del popolo' CasaPound contesta il presidente della Regione Abruzzo D'Alfonso al convegno sulla macroregione Adriatico-Ionica

Pescara, 28 Marzo - 'D'Alfonso come Renzi: le vostre priorità non sono quelle del popolo' è questo il testo dello striscione esposto dagli aderenti CasaPound Italia a Pescara , durante il convegno sulla macroregione Adriatico-Ionica organizzato presso la sala D'Annunzio del Complesso Aurum dal presidente della Regione Abruzzo, in una protesta pacifica contro le politiche per il territorio della giunta regionale. "Allo stesso modo del primo ministro italiano, anche il governatore D'Alfonso fonda la propria politica su annunci ed iniziative dall'alto impatto mediatico, dimenticando le problematiche concrete che affiggono la cittadinanza". Cosí Mirko Iacomelli, responsabile pescarese CasaPound, in una nota.

"Piuttosto che organizzare convegni per discutere di progetti internazionali - continua Iacomelli - preferiremmo che D'Alfonso e la sua giunta si concentrassero maggiormente sulle gravi emergenze che interessano l'Abruzzo, come il grave dissesto idrogeologico, che mette seriamente a repentaglio la sicurezza e danneggia la viabilità regionale, o la chiusura dei presidi sanitari in numerosi comuni abruzzesi, che mina un diritto fondamentale quale quello alla salute, o ancora la questione della disoccupazione, che da parte nostra preferiremmo trovasse una soluzione diversa da quella proposta dal premier albanese, ospite dell'evento, che ha invitato gli imprenditori abruzzesi a delocalizzare le fabbriche nel suo paese".

"Da parte nostra - conclude il responsabile pescarese CPI - continueremo la nostra attività sul territorio, per denunciare le mancanze dell'attuale classe politica, che pare evidentemente non avere come proprio referente il popolo che pure l'ha eletta, e per proporre una diversa concezione della politica, fondata non su convegni ed annunci, ma sul contatto diretto con la gente e con i loro bisogni".



sabato 28 marzo 2015

Roma, CasaPound ha partecipato al corteo per la chiusura del Centro Enea

Roma, CasaPound ha partecipato al corteo per la chiusura del Centro Enea
Roma, 28 mar – Si è appena concluso il corteo cittadino partito da Piazza Ormea, a Roma, per chiedere la chiusura del Centro Enea. In piazza sono scese alcune centinaia di cittadini del quartiere. Alla manifestazione, accanto al Comitato Fenix 13, ha aderito anche
CasaPound Italia. “Oggi eravamo in piazza – ha dichiarato Davide Di Stefano, di Cpi – per chiedere la chiusura del Centro Enea, che ospita centinaia di immigrati a nostre spese. Le nostre strutture e i nostri soldi devono essere impiegati per i nostri servizi, per le nostre scuole, per i nostri anziani. Non possiamo tollerare che un altro quartiere di Roma venga trasformato in una zona di non diritto in cui gli italiani e i romani finiscono per diventare estranei in casa propria”. Per l’esponente di CasaPound, “ci troviamo di fronte a un'altra periferia abbandonata a se stessa in cui il Comune di Roma e il ministero degli Interni preferiscono riversare milioni di euro su un centro immigrati, anziché nei servizi ai cittadini. Nel 2013 sono stati spesi 4 milioni di euro. Davvero pensiamo che nel quartiere non ci sia altro modo di spendere tutti questi soldi, magari in favore di chi vive su questa terra da generazione anziché esserne un ospite più o meno temporaneo?”.

giovedì 26 marzo 2015

Multe 'quote latte' in Veneto: azione di protesta di CasaPound al TAR di Venezia

MULTE QUOTE LATTE IN VENETO: AZIONE DI PROTESTA DI CASAPOUND VENETO AL TAR DI VENEZIA

Venezia, 26 marzo 2015 – Militanti di CasaPound Veneto, all'alba di quest'oggi, hanno affisso davanti al TAR di Venezia quattro cartoni raffiguranti altrettanti contenitori per il latte.
Uno rappresenta il latte tedesco, uno il latte francese, uno il latte polacco e infine l'ultimo il latte italiano. Presente anche uno striscione, recante la scritta: “No alle quote latte, no alle multe ai produttori italiani”.
L'azione vuole essere una protesta contro le multe arrivate in Veneto per l'annosa vicenda quote latte.
“Con questa azione – spiega CasaPound in una nota – abbiamo voluto portare la nostra solidarietà ai produttori locali colpiti da questa stangata, e protestare per il perdurare di questa assurdità. Spesso, c'è chi riduce questa vicenda al mero rispetto delle regole. In realtà si tratta di una banalizzazione. Le quote latte, introdotte oramai molti anni fa, sono state forse la primissima avvisaglia di quell'Europa assurda e ingiusta contro cui noi oggi ci battiamo. Quell'Europa che strangola i nostri produttori, le nostre tipicità, le nostre eccellenze, perché preferisce fare gli interessi delle multinazionali dell'agroalimentare e della grande distribuzione organizzata, che taglieggiano i piccoli produttori locali”.
“Di sicuro – prosegue CasaPound Veneto – sono decenni che le quote latte mortificano le nostre produzioni, poiché all'epoca ci furono assegnate in una maniera totalmente inadeguata rispetto alla nostra capacità produttiva. E così ci troviamo ad importare latte straniero, di dubbia qualità, mentre siamo costretti a gettare via il nostro, controllatissimo e di alta qualità. La verità è che da sempre, l'UE mira ad ammazzare la nostra preziosa agricoltura. Ora cosa ne sarà di queste aziende? Delle persone che vi lavorano? E' ora di dire basta. E se un accordo è sbagliato, si battono i pugni sul tavolo e si cambia. I nostri governanti devono fare gli interessi delle nostre aziende, non gli strozzini per conto di Bruxelles”.


‎CasaPound‬ ‪‎Milano‬: ‪‎Uber‬, basta concorrenza sleale

‎CasaPound‬ ‪‎Milano‬: ‪‎Uber‬, basta concorrenza sleale
“Sostenere la lotta dei tassisti contro l'abusivismo e a difesa dei loro diritti”, questi gli obiettivi principali della protesta di CasaPound Milano che, da mercoledì, ha distribuito in diversi punti della città un volantino per sensibilizzare la cittadinanza su quanto sta avvenendo a danno della categoria delle auto bianche. Da un paio d'anni infatti a Milano, come anche a Roma, Genova e Torino, è nato un servizio di trasporto persone che non rispetta in alcun modo la normativa che disciplina il trasporto pubblico locale non di linea.Il riferimento è alla società Uber che, complice il lassismo del governo e del Comune di Milano, fa concorrenza sleale al servizio ‪‎taxi‬ tradizionale. “ll servizio taxi” - dichiara Massimo Trefiletti, responsabile milanese del movimento - “è un bene di pubblica utilità a costo zero per la collettività, sempre pronto ad intervenire 24 ore su 24 per le esigenze del cittadino e, in quanto tale, va tutelato." All'azienda californiana è concesso lavorare illegalmente e abusivamente, senza oneri fiscali, previdenziali e assicurativi. Di contro, i tassisti, ai sensi della legge, hanno una regolare licenza, pagano le tasse, hanno le tariffe fisse imposte e pagano una polizza assicurativa che copre le persone trasportate.“Confidiamo che il Consiglio regionale della Lombardia approvi quanto prima il progetto di legge che da troppo tempo è fermo in commissione” - conclude Angela De Rosa, referente milanese di‪ Sovranità‬ - ”Spetta, infatti, alle Istituzioni non dare spazio a chi lavora nell'illegalità a discapito dei cittadini onesti”.


mercoledì 25 marzo 2015

Roma, CasaPound occupa sede dell'Ater: “Le case popolari prima agli italiani”

Roma, CasaPound occupa sede dell'Ater: “Le case popolari prima agli italiani”

Strappata dall'edificio la bandiera dell'Unione europea, che è stata gettata in strada

Roma, 25 mar - Circa duecento militanti di CasaPound Italia e del Blocco Studentesco hanno occupato stamattina la sede dell'Ater, l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale del Comune di Roma, sul Lungotevere. “Il nostro blitz – spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound – vuole rappresentare una protesta contro la gestione dell'edilizia residenziale nella capitale: una gestione clientelare, che agevola gli amici degli amici, che concede sedi ai partiti e alle organizzazioni religiose a prezzi stracciati e ne tollera allegramente le morosità, che vede appartamenti a piazza Navona o al Colosseo affittati a pochi spiccioli e con modalità del tutto opache, come emerso nel recente scandalo Affittopoli”.
Di Stefano, che nel dicembre del 2013 aveva tolto la bandiera della Ue dalla sede della rappresentanza della Commissione europea in Italia in via IV Novembre, anche questa volta ha preso la bandiera dell'Unione europea esposta fuori dalla sede dell'Ater e l'ha gettata in terra: “Per noi quella bandiera non deve stare sugli edifici pubblici italiani”, ha spiegato.
Il vicepresidente di Cpi ha ribadito che “per noi gli italiani devono stare in cima alle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi popolari e stiamo raccogliendo delle firme nelle piazze proprio per questo”. Non è mancato un riferimento allo sgombero della sede del Blocco Studentesco avvenuto lunedì a piazza Perin del Vaga: “È veramente surreale e segno di un intento punitivo tutto politico – ha detto Di Stefano – che l'unico slancio di efficienza legalitaria sia stato riservato a uno spazio di 20 metri quadri senza acqua e senza luce, che era diventato un punto di riferimento per il quartiere dal punto di vista della solidarietà e dell'attivismo sociale. Perché le forze dell'ordine si muovono solo contro giovani italiani che fanno politica a spese proprie anziché presentarsi davanti alle 30 sedi del Pd di proprietà dell'Ater o alle varie sedi di Rifondazione o di Sel che pagano canoni ridicoli o semplicemente non pagano nulla? Perché tanta solerzia repressiva non si applica agli extracomunitari che occupano case sbattendo in strada le famiglie italiane?”.




martedì 24 marzo 2015

Bolzano, CasaPound in consiglio comunale presenta una mozione per tutti i bambini italiani esclusi dagli asili

Bolzano, CasaPound in consiglio comunale presenta una mozione per tutti i bambini italiani esclusi dagli asili
Bolzano, 25 marzo - E' stata depositata ieri sera in consiglio comunale da Luigi Schiatti, lamozione di CasaPound per garantire l'accesso agli asili ai bambini altoatesini esclusi dalle graduatorie. "A causa dei crescenti flussi migratori che hanno interessato il nostro comune negli ultimi anni, a far le spese di questa situazione sono in particolare le famiglie bolzanine" dichiara nella mozione il consigliere iscritto a CasaPound italia, "gli asili pubblici, infatti, non sono in grado di far fronte alle numerose richieste di iscrizione che ogni anno vengono presentate, con esclusione di bambini, soprattutto italiani, provenienti da nuclei familiari con grave disagio economico che non riescono ad ottenere punteggi sufficienti nelle graduatorie di ammissione. L'attuale crisi economica che attanaglia la nostra città impedisce, poi, alle famiglie escluse di poter far fronte a questa situazione attraverso strutture private, con rette mensili al di fuori dalla loro portata reddituale".

Con questa mozione, il consigliere comunale Luigi Schiatti e i ragazzi di Cpi, impegnano la Giunta comunale e con essa il sindaco, affinché in attesa della realizzazione di nuove strutture pubbliche, il Comune si faccia carico dei bambini esclusi provenienti da famiglie bolzanine con I.S.E.E. inferiore a 25.000,00 euro, corrispondendo direttamente alla struttura privata, ove saranno iscritti, la differenza tra la retta comunale e quella prevista per la struttura medesima. Ciò anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con il maggior numero di asili privati presenti sul territorio.
La copertura finanziaria potrà derivare da una migliore allocazione della spesa prevista per le politiche sociali, da una riduzione di sprechi e da azioni di efficientamento. "Dove non ci sono scuole sorgeranno prigioni…" conclude la mozione.