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Per dire basta ai soprusi della UE. Europei sì, schiavi no!

Basta UE!

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mercoledì 23 luglio 2014

Calabria, vertenza Infocontact: CasaPound "buona riuscita della manifestazione"

Lamezia, 22 luglio. Buona riuscita della manifestazione dei lavoratori InfoContact centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione che è partita da Corso Numistrano, ed è arrivata fino in Piazza della Repubblica, davanti al Tribunale di Lamezia, dove ci attendevano i sindacati, per richiedere con forza la nomina di un commissario straordinario che prenda in mano le redini dell’azienda.

Al Sit-in tenutosi sotto il Tribunale si è evidenziata maggiormente l’unità dei lavoratori, venuti anche da Rende e dai paesi del lametino, stretti fra loro e decisi a lottare per difendere il loro posto di lavoro. L’unica nota stonata è stata la solita passerella dei politici, pronti a farsi fotografare vicino ai lavoratori in difficoltà. Se davvero i politici volessero dare un supporto nella vertenza InfoContact, la diano in modo silenzioso, evitando inutili articoli sui giornali o ridicole pubblicazioni sui Social Network.

Quello che i lavoratori richiedono è un intervento da parte del Ministero del Lavoro per sbloccare la partita economica relativa al contratto di solidarietà per dare ossigeno alle famiglie dei lavoratori, un interessamento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, affinché si crei un tavolo di trattativa fra parti sociali (sindacati/lavoratori), quel che rimane dell'azienda, i committenti (Wind, Telecom, Poste Mobili, Enel ecc) e fra quelle imprese interessate a subentrare a InfoContact, affinché ci siano maggiori garanzie e trasparenza nella trattativa, nonché la nomina del commissario straordinario da parte del Tribunale, che a seguito dell’incontro di oggi, dovrebbe avvenire già entro il 24 luglio.



martedì 22 luglio 2014

Genova: CasaPound protesta contro strisce blu a Corso Italia, con Doria si paga anche il mare

Genova: CasaPound protesta contro strisce blu a Corso Italia, con Doria si paga anche il mare Genova, 21 luglio - "La spiaggia è sempre più blu, come le aree a pagamento". Questo il testo comparso su decine di volantini a firma CasaPound Italia Liguria in prossimità dei bagni di Corso Italia, a Genova, per protestare contro le nuove aree di sosta a pagamento introdotte dal Comune. “In questo modo il sindaco ‘di sinistra’ Doria – sottolinea CasaPound Liguria - non solo impedisce il libero accesso ai bagni alle famiglie che devono rimanere in città, perché evidentemente non si possono permettere vacanze, ma anzi impone loro un ulteriore motivo di spesa. Così facendo, insomma, Doria va a colpire i meno abbienti, che avrebbero diritto di godere liberamente delle spiagge cittadine. E questo, peraltro, in palese violazione della legge, visto che l'articolo 7 comma 8 del Codice della Strada prevede un numero minimo di parcheggi ‘bianchi’, ovvero gratuiti, proporzionale a quelli blu”.



Padova, CasaPound protesta contro immigrazione e operazione 'Mare Nostrum'

Padova, 20 luglio 2014 – Ieri pomeriggio, alle 18.30, presso il cavalcavia di Borgomagno a Padova, CasaPound Italia ha svolto un'azione di protesta contro l'operazione Mare Nostrum, a cui hanno partecipato una cinquantina di militanti da tutto il Nord-est (foto in allegato).

Alessio Tarani, responsabile provinciale di CasaPound Italia Padova, commenta così l’evento: "Mare Nostrum: Male nostro" questo il titolo dello striscione appeso sul cavalcavia per protestare contro l' operazione che ogni giorno costa agli italiani 300 mila euro e che permette l' invasione della penisola da parte degli immigrati clandestini.

"Abbiamo appreso dai media nazionali che grazie all' operazione 'Mare Nostrum' tutti i centri d' accoglienza situati nei pressi delle zone con la maggior frequenza di sbarchi sono al collasso e che quindi si stanno creando altri centri in tutte le regioni d' Italia a spese dei contribuenti: questo trova la ferma opposizione del nostro movimento".

"L'operazione 'Mare Nostrum' costa agli italiani 10 milioni di euro al mese - continua Tarani - e serve solamente a permettere agli immigrati clandestini, spesso malati, di approdare sulle coste italiane. E' vista di buon occhio dalla UE, che poi però fa orecchie da mercante quando i paesi confinanti con il nostro si rifiutano di accoglierli, come accaduto pochi giorni fa al confine con l' Austria"

"Questa invasione va fermata immediatamente - conclude Tarani - e diciamo sin da subito che non sarà accettato alcun nuovo centro d' accoglienza in Veneto. Qualora dovessero essere aperte strutture del genere, ci vedrete in prima linea con la popolazione locale nella protesta, come già avvenuto a Roma, dove CasaPound, a fianco dei cittadini, ha impedito l' apertura del centro di Settecamini".



venerdì 18 luglio 2014

Immigrazione, "gommoni" al Brennero. CasaPound non accetta i diktat dell'Ue

Gommoni al Brennero. CasaPound non accetta i diktat dell'Ue

Brennero, 18 luglio 2014 – “Mare nostrum ist auch vostrum” cioè “il mare nostrum è anche vostro”, questo il cartellone che i militanti di CasaPound Italia hanno affisso al confine del Brennero (nello stesso luogo dove campeggiava il noto cartellone secessionista "Sudtirol ist nicht Italien"), assieme ad un canotto gonfiabile, al valico tra Italia ed Austria in segno di protesta contro i fatti di sabato 13 luglio, cioè quando la polizia austriaca ha respinto e rispedito in Italia 93 profughi che tentavano di raggiungere i Paesi del nord Europa.
“Il Governo, i mezzi d’informazione e tutte le associazioni che lucrano sull’accoglienza dei clandestini continuano a ripetere come un mantra che le migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste non devono preoccuparci, in quanto non hanno nessuna intenzione di rimanere in Italia ma vogliono congiungersi con i parenti residenti negli altri Paesi dell’Unione Europea. Al contrario sabato scorso (ed altre 1.500 volte nel solo corso del 2013) abbiamo invece avuto la prova lampante che nessuna altra Nazione è disposta a fare entrare immigrati clandestini nel proprio territorio... Ma d'altronde, a noi italiani ce lo chiede la stessa Ue che poi ce li rimanda indietro" conclude Cpi.



Parma: CasaPound, gli asili prima ai bambini italiani

Parma: CasaPound, gli asili prima ai bambini italiani

Parma, 18 luglio- "Asili: prima i bambini italiani": questo lo striscione a firma CasaPound Italia affisso nella notte a Parma per propagandare l'avvio di una raccolta firme per la presentazione di una proposta di delibera di iniziativa popolare in Comune, che dia priorità ai bambini italiani nelle graduatorie per i nidi comunali.
"Dopo la proposta di modifica alla delibera di assegnazione delle case popolari, per la quale abbiamo già raccolto centinaia di firme, stiamo lavorando a una proposta analoga sulle ammissioni agli asili, sulla base anche delle segnalazioni delle tante mamme in difficoltà che si sono rivolte alla nostra associazione chiedendo aiuto" afferma Pier Paolo Mora, responsabile provinciale di CasaPound Italia.
  
"A Parma, come d' altra parte nel resto d' Italia, ci troviamo nella situazione paradossale in cui negli asili pubblici la stragrande maggioranza dei bambini sono figli di extracomunitari -continua Mora- mentre le madri italiane sono costrette a rivolgersi a nidi privati, aumentando a dismisura le spese di famiglia, o ad arrangiarsi come possono tenendo il bambino a casa, poiché i loro figli non ottengono un punteggio sufficiente nella graduatoria di ammissione alle strutture pubbliche".

"Anche su questo fronte - conclude Mora - continua la nostra battaglia a difesa dei diritti degli Italiani che ogni giorno vengono subordinati a quelli di chiunque altro, da uno Stato e delle amministrazioni che si ricordano di loro solo quando devono aprire il portafoglio per rimpinguare le casse comunali o sostenere le assurde imposizioni di questa pseudo Europa"

giovedì 17 luglio 2014

Frosinone, CasaPound alla marcia per la sanità. Incitti: ''La Mastrobuono rassegni le dimissioni e se ne torni a Roma''

Frosinone, CasaPound alla marcia per la sanità. Incitti: ''La Mastrobuono rassegni le dimissioni e se ne torni a Roma''

Frosinone, 16 luglio - Si è svolta oggi pomeriggio a Frosinone la marcia per contrastare l'emergenza sanitaria che sta colpendo tutta la provincia. In prima linea i militanti di CasaPound Italia, che hanno guidato gran parte del corteo.

''Il dirigente generale della Asl di Frosinone, Isabella Mastrobuono, deve rassegnare subito le dimissioni e tornarsene a Roma - ha dichiarato Fernando Incitti, responsabile provinciale di Cpi - l'atto di sabotaggio che sta subendo la sanità ciociara è qualcosa da terzo mondo. Non possiamo accettare di vedere il nostro popolo morire su una barella di attesa in un pronto soccorso per tappare i buchi delle scellerate politiche romano-centriche''.

''La Mastrobuono fa bene quando dice di temere CasaPound, dato che non molleremo di un centimetro fino a quando non verrà garantito ciò che spetta a questa provincia - continua Incitti - al suo posto abbiamo bisogno di un nostro concittadino, che ami veramente questa terra e che ne difenda i diritti in qualsiasi sede ed a qualsiasi costo''.

''Era nostra intenzione partecipare alla manifestazione senza simboli e solo con i tricolori e ci auguravamo che tutti seguissero il nostro esempio, essendo questa una battaglia di tutta la cittadinanza - ha concluso Incitti - ma dato che in molti non hanno rispettato gli accordi, abbiamo preferito manifestare con le nostre bandiere e allontanare gli sciacalli della politica sempre pronti in queste situazioni''.

CasaPound Italia Frosinone e Provincia
Via Angeloni 64 (Arco Campagiorni), Frosinone
Ufficio stampa: tel. 334 7353531 - casapoundfrosinone@yahoo.it
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Circumvesuviana: la protesta di CasaPound Italia in tutta la Campania

“Svendesi società di trasporto pubblico”. Questo il testo di locandine e manifesti a firma CasaPound Campania, affissi durante la notte in numerosissime stazioni della Circumvesuviana dislocate in tutta la Regione Campania per protestare contro malfunzionamento e degrado del trasporto pubblico della società.
Ritardi, soppressioni e piccoli incidenti: una serie infinita di disagi del trasporto pubblico locale campano affidato alla Circumvesuviana, che riversa ormai sull’orlo del fallimento e che altro non è che la conseguenza di scelte scellerate e poco efficaci della politica regionale, e di come quest’ ultima abbia compromesso seriamente nella regione Campania quei servizi che fino a qualche anno fa venivano offerti in maniera, quantomeno, decente. 
"L’azienda Circumvesuviana, che fino allo scorso anno, prima di essere assorbita dalla società regionale Eav, ha gestito per oltre un secolo il trasporto ferroviario nell’intera provincia di Napoli, fino a garantire collegamenti con le province di Avellino, Salerno, e la Penisola Sorrentina, oggi paga il conto amaro dei drastici tagli alla spesa pubblica, di una ristrutturazione della classe dirigenziale troppo volte annunciata ma in realtà mai arrivata, ma soprattutto della negligenza di chi gestisce l’azienda, e predilige il proprio tornaconto personale e lo antepone alle esigenze del cittadino”. E’ quanto dichiara Ferdinando Raiola, coordinatore campano di CasaPound Italia. 
«La crisi dei trasporti parte da lontano, da quando la competenza è passata, con la legge del ’97 alle Regioni – continua Raiola - ; e la Regione è la centrale politica di chi ha amministrato anche i trasporti, facendolo, evidentemente, in maniera più che fallimentare. Per garantire le vecchie corse della Circumvesuviana (già abbondantemente ridotte rispetto agli anni passati e che ogni mese si riducono ad un numero giornaliero sempre minore) non possono più bastare quei pochi treni attualmente funzionanti e già vecchi di 30 anni. Le ditte che dovrebbero effettuare la manutenzione di questi ultimi non vengono pagate perché, inutile a dirsi, non vi sono fondi, cosa che non consente l’ordinaria manutenzione dei convogli, né l’acquisto e la sostituzione dei pezzi di ricambio, cosa che rende i piccoli incidenti sempre più frequenti. Si è sentito parlare addirittura di ‘cannibalizzazione’ dei treni fermi: per rimettere in sesto i vagoni, in sostanza, si è costretti a recuperare ricambi da altri treni fermi. Insomma, è proprio il caso di dire che la mancanza di fondi e i disagi corrono sullo stesso binario”. 
“Abbiamo messo in atto questa forma di protesta in numerose stazioni della Regione – prosegue Ferdinando Raiola - con il fine di sensibilizzare amministrazione regionale e la società Circumvesuviana sul dramma e sui disagi vissuti quotidianamente da migliaia di pendolari. A Napoli e provincia quelle interessate dalla protesta sono state Gianturco, Ponticelli, Poggioreale, Brusciano, Poggiomarino, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre Annunziata, Ottaviano, Pomigliano d'Arco, San Giuseppe Vesuviano, Sant'Anastasia, Terzigno, e Villa Visconti; in provincia di Salerno quelle di Sarno e Scafati; in provincia di Avellino Baiano; mentre in penisola sorrentina le stazioni sono state quelle di Sorrento, Sant'Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense. A nulla è sevito il decreto legge Sviluppo n. 83 approvato il 22 giugno 2012, emanato dal governo Monti, che aveva previsto la nomina di un commissario governativo ad acta con il compito specifico di elaborare un piano di rientro per azzerare un debito di circa 500 milioni di euro, e un piano dei pagamenti per dipendenti e manutenzione dei mezzi, da coprire con le risorse regionali disponibili in bilancio e, in più, con 200 milioni di euro da attingere dai fondi europei FAS (fondi per le aree sottosviluppate). E a nulla sono servite tutte le promesse fatte dai vertici dall’Ansaldo riguardo la consegna di nuovi treni. La situazione infatti non fa altro che peggiorare, giorno dopo giorno, e nel frattempo i disservizi e i malfunzionamenti della rete di trasporti, si ripercuotono su chi è che dovrebbe raggiungere dalla periferia napoletana il capoluogo per motivi di lavoro e di studio, ma anche su chi, nel periodo estivo, potrebbe utilizzare i trasporti pubblici per raggiungere le località balneari che abbondano sul litorale campano. E non è da meno neanche il problema che vivono quotidianamente i dipendenti EAV (che hanno già pagato l’esubero di quasi 200 persone nel biennio 2012/2013), che chiedono garanzie su corse, sicurezza e, nello stesso tempo, una buona efficienza aziendale, che finora è mancata e che ha portato allo sfascio i conti. Secondo alcune stime attendibili infatti dal 2007 al 2013 i pendolari campani sono diminuiti di circa un terzo, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, dove i viaggiatori sono aumentati, e le entrate legate alla vendita dei biglietti restano molto basse anche a causa dell’altissimo tasso di evasione (il 70/80% dei viaggiatori non paga il biglietto), altro nodo irrisolto e probabilmente anche sottovalutato, sia dai dirigenti aziendali che dai funzionari regionali”. 
Questa è solo la prima di numerose azioni di protesta che abbiamo in programma sulla questione Circumvesuviana – conclude Raiola -.; chiederemo anche un incontro con la dirigenza dell’ Ente Autonomo Volturno (EAV), che vi opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura che di impresa ferroviaria, per far ascoltare la nostra voce e quella dei cittadini ormai esausti e che non sono più disposti ad accettare le conseguenze di una mala gestione di una rete di trasporti che fino a dieci anni fa garantiva collegamenti ferroviari urbani e suburbanoi all'interno del quadrante orientale dell'area metropolitana di Napoli”.

Ufficio stampa CasaPound Campania     
mail   casapoundcampania@yahoo.it


PoggiorealePoggioreale
PonticelliPonticelli
San Giuseppe VesuvianoSan Giuseppe Vesuviano
OttavianoOttaviano
PoggiomarinoPoggiomarino
Porta NolanaPorta Nolana
BruscianoBrusciano
Pomigliano d'ArcoPomigliano d'Arco
Sant'AnastasiaSant'Anastasia
TerzignoTerzigno
Villa ViscontiVilla Visconti
PorticiPortici
ErcolanoErcolano
San Giorgio a CremanoSan Giorgio a Cremano
Torre AnnunziataTorre Annunziata
BaianoBaiano
ScafatiScafati
SarnoSarno

mercoledì 16 luglio 2014

Forlì: stop al degrado nel parco di piazza Petrarca, CasaPound ripulisce l’area verde

Forlì, 15 luglio – Stop al degrado nel parco di piazza Petrarca a Forlì: questa sera i volontari di CasaPound Italia hanno bonificato l’area verde, dando così una risposta concreta ai tanti cittadini che avevano denunciato il problema. "Abbiamo ripulito il parco di piazza Petrarca, dopo alcune segnalazioni ricevute dai residenti del quartiere che lamentavano il rischio rappresentato dalla presenza di siringhe usate e abbandonate nell'erba”, dichiara Massimiliano Lilliu, responsabile forlivese di Cpi, spiegando che “dopo la bonifica è stata anche allertata la Asl per lo smaltimento in sicurezza delle siringhe”. "Forlì viene dipinta come un'isola felice – osserva Lilliu - ma troppo spesso anche la nostra città si sta trovando costretta a confrontarsi con situazioni di degrado per chi vuole davvero vivere il quartiere e gli spazi comuni e non fomentare campagne d'odio e falsi allarmismi, come fanno invece coloro che occupano durante la settimana il parco in nome della 'chiacchierata antifascista contro CasaPound'". "Come sempre -conclude Lilliu - si vede la differenza tra chi opera nell'interesse della comunità e chi, invece, utilizza l'odio politico per fare proselitismo. A questi ultimi noi diciamo di cominciare ad occuparsi dei problemi concreti della città, mentre ai cittadini chiediamo di continuare a segnalarci le situazioni di degrado al fine di poter intervenire puntualmente".



Pescara: CasaPound lancia la battaglia 'No Pos'

Pescara: CasaPound lancia la battaglia No Pos, 'pagamento elettronico è un regalo alle banche' spunta uno striscione all'ingresso dell'asse attrezzato 'Finta lotta all’evasione, vero regalo alle banche'

Pescara. 16 luglio – ‘Finta lotta all’evasione, vero regalo alle banche. No Pos’. E' questo il testo dello striscione, affisso all'ingresso dell'asse attrezzato da CasaPound Italia Pescara per protestare contro l’imposizione da parte dei governi italiani, da Prodi e Berlusconi fino a Renzi passando per Monti, della sostituzione del denaro contante con quello virtuale a tutto vantaggio delle banche.
“Con la scusa della lotta all’evasione fiscale, attraverso l’adozione del pagamento elettronico per somme superiori ai 30 euro, si realizza un nuovo ‘regalo’ alle banche, che gestiranno le somme dei pagamenti e percepiranno anche una percentuale su ogni transazione commerciale. I grandi evasori in Italia non sono poi certo il piastrellista che si spacca la schiena, oppure il fruttivendolo che a fine giornata conta gli spiccioli nella cassa valutando tutti i giorni la possibilità di chiudere il negozio a causa della ‘crisi’, ma le grandi aziende che nascondono al fisco milioni di euro attraverso artifici contabili. E non è certo con l’adozione del Pos che si può fermare questo fenomeno”, afferma in una nota Mirko Iacomelli, responsabile provinciale di Cpi Pescara.
“Il POS – continua Iacomelli - servirà non solo al monitoraggio del cittadino su consumi, movimenti e gusti personali, sempre più preda delle agenzie di marketing e di mercato, ma soprattutto ad avvantaggiare gli istituti di credito, che si troveranno a gestire le somme frutto dei pagamenti, che passeranno da un conto bancario ad un altro, rimanendo costantemente a disposizione per essere investiti. Guardando poi ai mercati finanziari dove si bruciano in un giorno capitali virtuali pari a quelli reali di un anno -conclude il responsabile pescarese Cpi - auspichiamo l’avvento di uno Stato che sappia finalmente adottare misure che riportino la finanza al servizio dell’economia reale perché, come affermava il poeta Ezra Pound 'i disordini non avranno mai fine, non avremo mai una sana amministrazione della cosa pubblica, se non acquisteremo una nozione precisa e netta della natura e della funzione del denaro'".



sabato 12 luglio 2014

Napoli, crollo Galleria Umberto I: presidio di protesta di CasaPound

Napoli, crollo Galleria Umberto I: presidio di protesta di CasaPound
Napoli, 12 luglio. ”Manutenzione e prevenzione sono l’unica soluzione”: questo il testo dello striscione esposto stamane dai militanti di CasaPound Italia Napoli, durante un sit in di protesta tenuto in via Roma, all'altezza dell’ingresso della Galleria Umberto I, luogo in cui ha perso tragicamente la vita il giovanissimo Salvatore Giordano, a causa della caduta di una parte di cornicione. L’ennesimo episodio che fa capire quanto Napoli stia letteralmente cadendo a pezzi; dopo il crollo di un’intera ala di palazzo Guevara alla Riviera di Chiaia, i calcinacci staccatisi dalla facciata della chiesa di San Domenico Soriano in Piazza Dante, e la caduta del cornicione di un edificio di via Kerbaker nel quartiere Vomero, questa volta le conseguenze sono state tragiche: per Salvatore, un quattordicenne che passeggiava con amici nel posto sbagliato al momento sbagliato, non c’è stato nulla da fare, e ha perso la vita, dopo 4 giorni di agonia.

“E’ inammissibile – dichiara Giuseppe Savuto, responsabile provinciale di CasaPound Italia Napoli – che si sia dovuto verificare un episodio di tale gravità per smuovere la coscienza della pubblica amministrazione. Come è inammissibile il fatto che basti un’ondata di maltempo o due o tre giorni di piogge intense perché la tenuta di intonaci e cornicioni inizi a cedere. Ci chiediamo se si debba aspettare una tragedia per sentir parlare di interventi per la messa in sicurezza delle strutture a rischio. E non potranno certo bastare le indagini, e i 45 avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Napoli per omicidio colposo e crollo colposo, a colmare il dolore di una famiglia straziata”.

“Ulteriore cosa su cui riflettere – continua Savuto - è un verbale di diffida del febbraio 2010, in cui l’amministratore di un condominio presente all'interno della Galleria, chiedeva il tempestivo intervento del Comune per eliminare il pericolo costituito proprio da quel cornicione che, a seguito di un sopralluogo di tecnici qualificati, risultava già all'epoca pericolante: richiesta rimasta completamente inascoltata da parte dell'amministrazione comunale. E mentre gli inquirenti stanno lavorando sull'accertamento delle responsabilità e sull’ipotesi di eventuali omissioni, la Polizia Municipale ha disposto il transennamento di tutti gli ingressi della Galleria Umberto I, lasciando intendere che il pericolo non è limitato solo alle facciate esterne, impedendo così l’accesso alla stessa e azzerando di fatto ogni forma di commercio, suscitando non poche proteste da parte dei commercianti che ieri hanno anche organizzato un sit in di protesta”.

Mentre Salvatore Giordano esalava l’ultimo respiro, un altro storico edificio della città tornava a denunciare pericolosi segni di cedimento. Questa volta si parla della centrale piazza del Plebiscito, dove alcuni pezzi di marmo si sono staccati dalla facciata dell’ingresso principale del Palazzo Reale. Anche quell'area, è stata transennata per alcuni metri per decisione della Protezione Civile e della Sovrintendenza ai beni architettonici.

“Questa volta – conclude Savuto - non ci sono stati feriti; non vittime fisiche, certo: ma tutta la città è tragicamente vittima dell’imperizia dei suoi amministratori, che hanno ridotto nel tempo un salotto a cielo aperto a cantiere martoriato, squarciato dall'interno da segni di cedimento che il sindaco in carica non riescono ad evitare, arginare, gestire. La soluzione sarebbe una continua e capillare manutenzione degli edifici storici della città, manutenzione che non avviene da anni, visto che sempre più frequentemente si staccano calcinacci da edifici pubblici che mettono a serio rischio l’incolumità della gente. E nel frattempo i luoghi simbolo di Napoli restano ingabbiati in strutture di protezione o in grossi teloni verdi di sicurezza, così come tutte le più o meno tardive iniziative di consolidamento di strutture abbandonate al declino e all'incuria: una spietata e drammatica testimonianza del mancato interesse della Pubblica Amministrazione alla tutela e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio architettonico della città di Napoli, e che forse tutte le città del mondo invidiano. E' per questo motivo che chiediamo le dimissioni del Sindaco De Magistris, primo colpevole dell'accaduto, primo responsabile di questo tragico evento: chi ha sbagliato non può restare impunito”.

Ufficio stampa CasaPound Italia Napoli                                
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