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venerdì 14 aprile 2017

Reggio Calabria, CasaPound dona giocattoli ai bambini della casa famiglia Villa Betania

Reggio Calabria, CasaPound dona giocattoli ai bambini della casa famiglia Villa Betania

Reggio Calabria, 13 apr - “Giorno 11 aprile abbiamo consegnato dei giocattoli nuovi ai minori ospiti della struttura Villa Betania, un’eccellenza della nostra città. È doveroso, soprattutto in periodi di feste, dare un segno di vicinanza fattiva e concreta a chi ne ha bisogno”. Sono queste le dichiarazioni del Coordinatore Regionale di CasaPound, Federico Romeo.

“Villa Betania – spiega – è una casa che ospita soggetti in difficoltà economica e psicologica; una struttura atta a recuperare percorsi di vita messi a rischio da condizioni socio-economiche difficili.

All’interno della struttura – prosegue - sono ospitati bambini/e, per lo più calabresi, che sono posti in semi affido in quanto i genitori non possono prendersene pienamente cura. Come nucleo di CasaPound non potevamo che pensare in primis a loro, nostri conterranei, figli, come noi, di una terra distrutta da decenni di mala gestione, da una crisi istituzionale, politica e sociale senza fine”.

“Nella nostra scelta politica – incalza Romeo - l’impegno sociale verso gli italiani più bisognosi è fondamentale. Il nostro intento giornaliero è quello di riportare in auge il concetto di polis greca, all’interno della quale la partecipazione di ogni singolo cittadino crea le basi cooperative per la costruzione di una realtà armonica, dove al centro di tutto vi è la “cosa pubblica”, interesse della collettività. Ecco perché ci adoperiamo sempre per smuovere le coscienze ed annientare quel velo terribile d’indifferenza che da troppo tempo aleggia sulla nostra città”.

“Azioni come raccolte di cibo, vestiti, libri ma anche giocattoli, basilari strumenti di primo apprendimento pedagogico, etc. devono ricordare ai cittadini di essere parte di una comunità che deve difendere e tutelare chi ne ha più bisogno, senza voltarsi dall’altro lato. Vedere i volontari e i gestori di Villa Betania prodigarsi in modo così significativo nei confronti di questi minori, stando loro vicini nella crescita, mettendo al centro l’istruzione, l’integrazione nella vita sociale della città, la riabilitazione anche passando per la cura e la socializzazione con gli animali presenti in struttura deve essere monito e memoria del fatto che le nuove generazioni saranno il futuro della Nazione e che – conclude - proprio in loro bisogna infondere senso di responsabilità sin dalla tenera età”.


martedì 11 aprile 2017

Monza: CasaPound in Consiglio comunale, «Basta business dell'accoglienza»

Monza: CasaPound in Consiglio comunale, «Basta business dell'accoglienza»
Monza, 10 aprile – «Basta business dell'accoglienza». È quanto si legge sullo striscione esposto dai militanti di CasaPound Italia Milano, insieme ad alcuni abitanti di via Asiago, nel corso della seduta del Consiglio comunale di Monza.
«È inammissibile – spiega Massimo Trefiletti, responsabile di CasaPound Milano - che in un condominio abitato da poche famiglie vengano alloggiati quasi cento profughi, trasformando inevitabilmente la zona in un vero e proprio ghetto, in cui gli italiani sono condannati a diventare estranei in casa loro».
«Nella stessa situazione – continua Trefiletti – sono costretti a vivere anche i residenti di via Veneto e della più centrale via Manzoni, per non parlare del degrado e degli episodi di criminalità e spaccio che interessano la zona della Stazione. Non è più accettabile – sottolinea ancora il dirigente di Cpi - che i cittadini diventino le vittime da sacrificare sull’altare di un business che si maschera da "politica dell’accoglienza", ma in realtà serve solo a ingrassare le cooperative di turno».
«A Monza, come in decine di altre città in tutto il territorio lombardo – aggiunge Angela De Rosa, portavoce di Cpi Milano - prefettura e amministrazione comunale non riescono a far fronte al problema, ma, invece di chiedere al governo di fermare il continuo flusso di immigrati che alimenta situazioni di degrado, si rendono complici dell'invasione a spese dei cittadini italiani. Anche le soluzioni proposte in Consiglio comunale non hanno senso: spostare i profughi da una zona all'altra della città – sottolinea De Rosa - non risolve il problema e i cittadini sono stanchi di essere presi in giro».
«È ora di dire basta: servono azioni chiare e concrete che – concludono i dirigenti di Cpi - portino alla chiusura degli attuali centri di accoglienza, restituendo ai cittadini quei quartieri che sono stati loro tolti per la complice l'inadeguatezza della politica».

lunedì 10 aprile 2017

‘Assedio’ pacifico all’Ambasciata Usa. CasaPound e siriani in piazza: “No alle bombe di Trump”

‘Assedio’ pacifico all’Ambasciata Usa. CasaPound e siriani in piazza: “No alle bombe di Trump”

Roma, 10 aprile – Siriani e italiani assediano ‘pacificamente’ l’Ambasciata Usa a Roma. A organizzare il sit in, ancora in corso, il Fronte europeo per la Siria e CasaPound Italia, che stanno facendo sentire con forza la loro voce contro i bombardamenti americani. Tra bandiere siriane e tricolori, i manifestanti, tra cui numerosi membri della Comunità siriana in Italia, stanno intonando slogan pro Damasco ed esponendo uno striscione con su scritto “L'attacco Usa aiuta i terroristi: stop aggressioni alla Siria”.
“Vogliamo far sentire il nostro dissenso verso la scelta di ingerenza nella politica interna siriana da parte degli Usa – ha detto Alberto Palladino, del Fronte Europeo per la Siria - Ricordiamo che il bombardamento ordinato pochi giorni fa dal presidente Trump, con il lancio di ben 60 missili Tomahawk, è nato sull’onda dell’attacco chimico denunciato dai terroristi, attacco che avrebbe ucciso dei bambini. Ebbene, la vendetta contro questo attacco ha ucciso quattro bambini, questa volta documentati. E’ per questo - conclude Palladino - che oggi siamo qui a denunciare il doppio standard dell’agire statunitense e a ricordare che il legittimo governo di Assad è da anni la migliore difesa per l’Europa dall’Isis e dal terrorismo”.


sabato 25 marzo 2017

Ue: CasaPound, in 5mila all'Aquila per il corteo "Italia sovrana"

Ue: CasaPound, in 5mila all'Aquila per il corteo "Italia sovrana"
Roma, 25 marzo - Oltre cinquemila persone hanno sfilato questo pomeriggio all'Aquila al corteo di CasaPound Italia "Italia sovrana". Un lungo serpentone ha sfilato da viale De Gasperi fino alla Villa Comunale, sventolando tricolori, bandiere con la tartaruga frecciata e vessilli "no Ue". Da Bolzano a Palermo alla manifestazione hanno preso parte militanti di Cpi provenienti da tutta Italia per dire no all'Europa dei burocrati e rivendicare il diritto alla preferenza nazionale nel segno dello slogan "Prima gli italiani". "Italia sovrana in piedi!" il grande striscione che apriva il corteo, a cui seguivano "reddito nazionale di natalità subito", "no allo ius soli" e "insorgere contro la fatalità".
"Abbiamo voluto ribadire le nostre parole d’ordine di sempre: sovranità, no Ue, no Euro. È stato importante farlo oggi, mentre a Roma i capi di Stato della Ue celebravano questa creatura fallimentare che è sempre più nemica dei popoli europei, e mentre, sempre nella capitale, sfilavano i finti sovranisti e un’estrema sinistra che vuole le stesse cose che vogliono gli eurocrati, solo con più attenzione agli immigrati", ha sottolineato il vicepresidente di CasaPound Simone Di Stefano, rivendicando la scelta dell'Aquila come "emblema di una terra abbandonata dopo tante promesse" e luogo simbolo per Cpi "visto che I primi nuclei del movimento si ritrovarono qui dopo il terremoto e misero su un campo che per tre mesi è stato al fianco della popolazione colpita dal sisma". Quella di oggi è stata anche l'occasione per presentare la candidata sindaco di CasaPound a l'Aquila, Claudia Pagliaricci, che sarà in campo per il movimento alle amministrative di questa primavera.








giovedì 23 marzo 2017

Roma, CasaPound impedisce apertura centro di accoglienza in via Monte Arsiccio

Roma, CasaPound impedisce apertura centro di accoglienza in via Monte Arsiccio

Roma, 23 marzo - "Non ci sarà alcun centro di accoglienza in via di Monte Arsiccio. La nostra vittoria è la vittoria di tutti i cittadini romani che hanno scelto CasaPound!" - così Andrea Antonini, vicepresidente del movimento, spiega il successo dell'intervento di Cpi alla manifestazione di oggi organizzata dal comitato di Monte Arsiccio, in seguito alla quale il proprietario dello stabile ha fatto dietrofront, dichiarando di non volerlo più destinare ad ospitare immigrati e presunti profughi. "Siamo stati chiamati direttamente dalla presidente del comitato, Tonia Tosi, per impedire l'apertura del centro di accoglienza nel quartiere Ottavia, peraltro nei pressi di una scuola. - conclude Antonini - Ci siamo riusciti grazie alla cittadinanza che ha scelto noi. Avanti e più avanti ancora! "



domenica 19 marzo 2017

CasaPound, banchetti in 100 città, al via la raccolta firme per il Reddito Nazionale di Natalità nel giorno della festa del papà

CasaPound, banchetti in 100 città, al via la raccolta firme per il Reddito Nazionale di Natalità nel giorno della festa del papà
Roma, 19 mar - Questo fine settimana in occasione della festa del papà, in oltre 100 città, parte la campagna di CasaPound Italia per il Reddito Nazionale di Natalità. Migliaia di banchetti dove mettere la firma per la proposta di legge di iniziativa popolare prevede che i bambini nati da genitori italiani ricevano 500 euro al mese fino al compimento dei 16 anni.
La legge proposta da CasaPound può essere applicata a non oltre 4 figli per coppia e non possono accedervi famiglie in cui i genitori sono entrambi disoccupati, né chi vive in baracche, abitazioni mobili o non allacciate alla rete fognaria ed elettrica o in strutture ricettive alberghiere o assistenziali ad esclusione dei terremotati. Il provvedimento andrebbe poi finanziato tagliando i fondi destinati alle cooperative che lucrano sull'immigrazione e al mantenimento degli immigrati nei centri d'accoglienza.
“Dai primi riscontri che abbiamo dai banchetti in tutta Italia – spiega CasaPound – la popolazione sta rispondendo con entusiasmo a una proposta percepita come concreta, necessaria e lungimirante, oltre che perfettamente praticabile. Gli italiani sono stanchi di una politica che pensa sempre prima agli altri, occorre sostenere le famiglie italiane e i loro bambini. È per questo che non ci fermeremo finché non avremo i numeri per portare la nostra proposta in Parlamento e fare del Reddito nazionale di natalità una legge dello Stato”.



lunedì 13 marzo 2017

CasaPound interviene per restituire l'Ospedale di Bolzano agli ammalati

CasaPound interviene per restituire l'Ospedale di Bolzano agli ammalati

Bolzano, 13 marzo - ieri sera gli attivisti di CasaPound, chiamati da pazienti esasperati, hanno apposto su ogni barella ed ogni sedia del Pronto Soccorso ed aree limitrofe, un cartello in 4 lingue con la dicitura 'riservato a pazienti e ammalati'.
"La situazione del Pronto Soccorso e di numerose altre aree del nosocomio cittadino, prese d'assalto da bivacchi abusivi, ha raggiunto ormai da tempo livelli inaccettabili - afferma in una nota il Consigliere Circoscrizionale di Oltrisarco Massimo Trigolo - aree dove gli ammalati cercano conforto.
Ormai da due mesi abbiamo reso pubblica la grave situazione e ci auguriamo che le varie segnalazioni indirizzate all'assessore Stocker, garante provinciale per la sanità e per le politiche sociali, trovino presto accoglimento.
Confidiamo che venga restituita immediatamente la giusta dignità agli ammalati, costretti da troppo tempo a sopportare tutto questo per molte ore durante l'attesa, ed ai pazienti ricoverati; a tutto il personale sanitario e non costretto ad operare con la paura per la propria sicurezza;
ed a tutti questi 'non ammalati' che venga garantita una sistemazione in una delle svariate strutture già presenti sul territorio, ma sicuramente non all'Ospedale" conclude la nota.


lunedì 6 marzo 2017

Fuori i clandestini, dentro i bambini italiani: CasaPound lancia il Reddito Nazionale di Natalità

Fuori i clandestini, dentro i bambini italiani: CasaPound lancia il Reddito Nazionale di Natalità

Roma, 3 marzo - Cinquecento euro al mese per ogni nuovo nato. È il reddito nazionale di natalità, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da CasaPound per i bambini nati da genitori italiani di cui almeno uno nato italiano a sua volta. Una proposta di legge per la quale il movimento è in procinto di lanciare una campagna di raccolta firme capillare in oltre cento città.

Secondo la proposta di legge, alla misura, che può essere applicata a non oltre 4 figli per coppia, non possono accedere famiglie in cui i genitori sono entrambi disoccupati, né chi vive in baracche, abitazioni mobili o non allacciate alla rete fognaria ed elettrica o in strutture ricettive alberghiere o assistenziali ad esclusione dei terremotati.

“Per CasaPound è prioritario sostenere gli italiani che fanno figli con un contributo destinato direttamente ai bambini – spiega Cpi - Per questo parliamo di reddito nazionale di natalità e non di reddito di cittadinanza: agli adulti va dato un lavoro stabile e ben pagato, non certo la paghetta, mentre se non vogliamo finire sostituiti dalla feroce ondata migratoria che sta travolgendo l’Europa è doveroso dare una mano agli italiani che scelgono di mettere al mondo dei figli”.

Secondo CasaPound, non esiste un problema di risorse; “Basta pensare che solo con i 20 miliardi destinati alle banche il governo avrebbe potuto dare 500 euro al mese a quasi 200.000 nuovi italiani fino al diciottesimo anno di età (!) – sottolinea il movimento - D’altra parte, inoltre, i soldi ci sono, basta toglierli alle cooperative che lucrano sull’immigrazione. Il calcolo è semplice; ogni immigrato in un centro d’accoglienza costa allo Stato 1.050 euro al mese, ma con la stessa cifra si potrebbero sostenere due bambini italiani e, perfino, salvare con i 50 euro che avanzano 6 bambini stranieri in patria, se è vero, come sostiene la campagna di Save the children, che 9 euro al mese euro bastano a salvare 1 bambino africano con l’adozione a distanza.

CasaPound invita ad un rapido calcolo: ci sono 170.000 immigrati ospiti nei centri di accoglienza con quei soldi potremmo finanziare 340.000 neonati italiani, e salvare un milione di bambini in africa.”


venerdì 3 marzo 2017

Corteo nazionale 'Italia Sovrana' a L'Aquila il 25 Marzo

CasaPound si ritrova in corteo a L’Aquila, città ancora ferita dal terremoto, per reclamare la sovranità della Nazione rispetto alla follia dei burocrati di Bruxelles. 

Le ricette economiche dell'Unione Europea e della Globalizzazione si sono rilevate fallimentari: gli italiani si sono impoveriti, i giovani non hanno un futuro mentre nazioni e popoli lontani da noi si sono arricchiti a scapito dell’Italia.

Come se non bastasse, di fronte al crollo delle nascite italiane causato da instabilità e povertà diffusa, l’Unione Europea, i media e i partiti di tutti i colori foraggiano l’apertura delle frontiere a centinaia di migliaia di immigrati insieme allo IUS SOLI, ovvero la cittadinanza italiana regalata. In una sola parola l’ESTINZIONE del popolo italiano.

Per dire NO a tutto questo, per riaffermare la necessità per l'Italia di recuperare libertà e sovranità, saremo in corteo a L'Aquila il 25 marzo a partire dalle 15.



domenica 26 febbraio 2017

Ostia, CasaPound e residenti riqualificano lo skate park a loro spese

Ostia, CasaPound e residenti riqualificano lo skate park a loro spese
Roma, 25 febbraio - Una giornata di lavoro per riqualificare lo skate park abbandonato ad Ostia. Si sono dati appuntamento nella mattinata di oggi, militanti di CasaPound e residenti del quartiere di Nuova Ostia, e si sono messi all'opera. "Ci siamo fatti carico anche dei costi di smaltimento di quelle che sono vere e proprie macerie - ha spiegato Luca Marsella, responsabile di CasaPound sul litorale romano - perché la situazione era diventata insostenibile. Abbiamo speso 2.000 euro di tasca nostra, autotassandoci, per noleggiare due camion. La struttura - ha continuato Marsella - dopo essere stata chiusa è andata a fuoco ormai oltre tre anni fa e la situazione di degrado era assurda. Nessuno si è occupato di intervenire in un'azione di bonifica e mesi fa ci fu addirittura impedito. Il peggiorare della situzione, tra stranieri che ne avevano fatto un dormitorio e la presenza di topi segnalata dai cittadini di via Fasan, ci ha spinto ad intervenire".
"La Raggi - ha aggiunto Carlotta Chiaraluce, portavoce di Cpi nel X Municipio - aveva promesso in campagna elettorale di ricostruire qui lo skate park, che ricordiamo essere uno dei punti di riferimento della città ed attirava giovani da tutta Europa, contribuendo a rendere migliore un quartiere abbandonato dalla politica. Invece oggi scopriamo che il progetto, se si farà, sarà realizzato da zero in un'altra zona. Ai residenti di Nuova Ostia la sindaca - ha concluso Chiaraluce - ha deciso di lasciare solo le macerie".