Il 18 Ottobre a Milano

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Basta UE!

A queste condizioni, vogliamo uscire dall'euro e da questa Unione Europea. Europei sì, schiavi no!

domenica 19 ottobre 2014

Duemila in piazza con CasaPound a Milano per dire 'prima gli italiani'

Immigrati: duemila in piazza con CasaPound a Milano per dire 'prima gli italiani'

Milano, 18 ottobre - Circa duemila tra militanti e simpatizzanti di CasaPound provenienti da tutta Italia hanno sfilato oggi a Milano insieme alla Lega per dire 'stop all'invasione' di immigrati e 'prima gli italiani'. Proprio 'Casa, lavoro, scuola, stato sociale: prima gli italiani' lo striscione d'apertura del lungo spezzone di corteo delle tartarughe frecciate, che hanno portato in piazza anche tante regioni del centro e sud Italia, tra vessilli del movimento e un mare di bandiere con il simbolo dell'Unione europea sbarrato. La questione immigrazione ma non solo al centro degli slogan intonati dai manifestanti. Tra gli altri "per ogni immigrato sottopagato c'è un italiano disoccupato", "difendiamo la nazione non vogliamo immigrazione", "Il centro d'accoglienza non lo voglio", "scudo e spada dell'Italia siamo noi", "Autarchia socializzazione CasaPound Italia per la rivoluzione"

"Siamo qua per dire che gli italiani vengono prima degli stranieri - ha sottolineato il vicepresidente CasaPound Italia Simone Di Stefano - nel lavoro, nell'assistenza sociale, nella casa, nelle scuole per i nostri figli, nell'economia. Non possiamo tollerare che lo Stato elargisca soldi, vitto e alloggio a chiunque varchi i nostri confini. Vogliamo dirlo con chiarezza: la nostra Nazione non ha più posto per nessuno, clandestino o regolare che sia. Le frontiere vanno chiuse e i confini difesi: dall'invasione dei clandestini ma anche dall'aggressione delle multinazionali e delle grandi potenze economiche. Siamo in piazza per esigere che siano bloccati i flussi migratori ma anche la colonizzazione del nostro sistema produttivo da parte degli stranieri, l'acciaio all'India, l'agroalimentare e il lusso alla Francia, la rete elettrica e del gas alla Cina, nella totale indifferenza del governo. Da questa piazza di oggi, dai duemila militanti di CasaPound venuti a Milano, dalle altre migliaia di persone che hanno sfilato per dire 'stop invasione' parte la riscossa".


giovedì 16 ottobre 2014

CasaPound manifesta in difesa dell'ospedale di Lamezia Terme

Lamezia, Gianturco (CasaPound): “Vogliono smantellare il nostro ospedale. Ora basta!”
I politici lametini sono chiamati alla responsabilità. La cittadinanza insorga contro queste follie

Lamezia Terme 16 ottobre 2014 - Stamani CasaPound, insieme ai cittadini di Lamezia Terme, ha effettuato un presidio dinanzi il nosocomio lametino per protestare contro la chiusura del reparto di terapia intensiva neonatale e contro ogni ipotesi di chiusura della neonatologia e del centro trasfusionale. “L’ospedale di Lamezia rischia la chiusura totale poiché il TIN è ufficialmente chiuso ed anche al centro trasfusionale a breve toccherà la stessa sorte, mentre per il reparto di neonatologia si è trovata una soluzione tampone con l’assunzione di due medici che hanno preso servizio proprio oggi”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, coordinatore di CasaPound Italia in Calabria.

“La cittadinanza deve scendere in piazza unita e compatta – ha proseguito Gianturco – inoltre invitiamo alla responsabilità civile e politica tutte le segreterie dei partiti cittadine nonché i politici comunali, provinciali e regionali. È necessario che, in merito a questa tragica vicenda, ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

“A breve organizzeremo un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza, in modo tale da creare un unico fronte atto a far arrivare forte e chiara la nostra voce e la nostra rabbia nei confronti del ministero della salute e del commissario alla sanità regionale Pezzi, dove chiederemo lo sblocco per il turnover delle assunzioni. Queste ultime sono necessarie al mantenimento e al funzionamento di tutti i reparti ospedalieri del nostro ospedale”.

“Lotteremo con le unghie e con i denti affinché la sanità pubblica non sia soggetta alle manovre di ragioneria dei potenti. La salute - ha concluso il responsabile di CasaPound Lamezia – è un bene di tutti quanti ed è necessario impedire che ci sia negato”.


CasaPound, 'blitz' sotto palazzo Chigi per chiedere nazionalizzazione acciaierie Terni

CasaPound, 'blitz' sotto palazzo Chigi per chiedere nazionalizzazione acciaierie Terni

Di Stefano, "solidali con operai licenziati, produzione italiana va difesa"

Roma, 16 ott. - Questo pomeriggio alcune decine di militanti di CasaPound Italia hanno effettuato una dimostrazione sotto palazzo Chigi dove si stava svolgendo la trattativa tra parti sociali, Governo e vertici dell'azienda, srotolando uno striscione con su scritto "Nazionalizzare le acciaierie per salvare Terni". 

"Un gesto per dimostrare la nostra vicinanza agli operai licenziati e per ribadire che l'unica possibilità di salvezza per le acciaierie di Terni è la nazionalizzazione", ha spiegato il vice presidente di CasaPound Italia, Simone Di Stefano. "Un atto di sovranità che la nostra nazione dovrebbe compiere per mandare un messaggio chiaro a Bruxelles". 

"Il nostro acciaio è sotto attacco - ha aggiunto Piergiorgio Bonomi, responsabile provinciale di Terni per Cpi - e i sindacati non sono in grado di difendere il lavoro e la produzione italiana. La nostra città vive di acciaio e le logiche neoliberiste avallate dal governo Renzi la uccidono. CasaPound Italia è vicina a tutti i lavoratori, vicina agli operai ternani e insieme a una parte di loro andrà presto a Bruxelles per portare la battaglia per la difesa dell'acciaio italiano anche in sede europea"





martedì 14 ottobre 2014

Volontari 'La Salamandra' e CPI al lavoro a Genova dopo l'alluvione









venerdì 10 ottobre 2014

Milano: CasaPound sabato 18 in piazza con la Lega, 'stop all'invasione di immigrati e di stranieri nell'economia'

Roma, 10 ottobre - CasaPound Italia sarà in piazza con la Lega sabato 18 ottobre a Milano per dire basta all'immigrazione senza controllo, all'invasione di clandestini, alla cinica speculazione di chi si arricchisce su un sistema malato. 

"Abbiamo deciso di partecipare con delegazioni da tutta Italia al grande corteo in programma la prossima settimana a Milano perché riteniamo che ci siano alcune battaglie proprie degli italiani prima ancora che di una singola forza politica - sottolinea il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone - Sabato 18 saremo tanti a urlare che bisogna porre un freno alla follia pianificata e stragista di Mare nostrum, allo sciacallaggio di chi lucra sugli immigrati, all'invasione incontrollata delle nostre città da parte di chi "invitato a spese nostre" finisce per alimentare degrado e insicurezza. Come sempre saremo in piazza con le nostre facce: una grande mobilitazione di popolo per dire all'Ue e al Governo che gli italiani ci sono e non sono più disposti a essere trattati come i reietti d'Europa". 

"Insieme alla Lega - afferma il vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano - ci rendiamo conto che l'immigrazione e le politiche folli del governo e della Ue su questo tema sono il problema principale della nazione in questo momento. Partecipiamo al corteo per ribadire che gli italiani vengono prima degli stranieri, nel lavoro, nell'assistenza sociale, nella casa. Nel momento di massima difficoltà economica per il nostro popolo, grida vendetta il fatto che lo Stato elargisca soldi, vitto e alloggio a chiunque varchi i nostri confini. Saremo a Milano, dunque, per ribadire il nostro "stop all'invasione". L'Italia è piena, e non ha bisogno di immigrati, regolari o clandestini che siano. I confini vanno chiusi, sia ai nuovi schiavi che alle merci prodotte dai nuovi schiavi. Ma 'Stop Invasione' per noi vuol dire anche fermare la colonizzazione della nostra economia da parte degli stranieri: l'acciaio all'India, l'agroalimentare e il lusso alla Francia, la rete elettrica e del gas alla Cina. Tutto questo gli italiani non lo vogliono e non lo possono permettere. E sabato faranno sentire la loro voce".


Stiamo predisponendo degli autobus da varie città italiane, per informazioni e adesioni scrivete a coordinamentocpi@gmail.com

giovedì 9 ottobre 2014

Roma, CasaPound interrompe consiglio X° Municipio, no al centro di accoglienza

Roma, CasaPound interrompe consiglio X°Municipio, no al centro di accoglienza

Cpi in aula con striscioni e volantini, fate un passo indietro su una decisione assurda

Roma, 9 Ottobre - Hanno interrotto il consiglio del X Municipio entrando in aula scandendo slogan, con striscioni e volantini per dire no al centro di accoglienza che dovrebbe essere costruito al posto dell'ex scuola Do.Re.Mi.Diverto ad Ostia. Una decina di militanti di CasaPound Italia con maschere tricolori "a simboleggiare gli italiani suicidati dalla crisi, abbandonati e messi da parte anche in questo caso per fare spazio ad un centro che ospiterà per la maggior parte immigrati", hanno messo in scena l'azione dimostrativa contestando l'amministrazione di centrosinistra di Tassone e accusando l'opposizione di "essere inefficace e di stare a guardare". "Abbiamo bloccato un consiglio municipale - si legge in una nota di CasaPound Italia litorale romano - dove si stava parlando di giornate della legalità, aree camper e denuclearizzazione quando da giorni va avanti la protesta dei cittadini sul centro di accoglienza della Caritas e sull'emergenza allagamenti. Ieri con i cittadini - continua la nota - siamo andati all'Ufficio tecnico a chiedere spiegazioni ed abbiamo impedito il primo sopralluogo per la realizzazione della struttura, oggi abbiamo interrotto il consiglio e siamo pronti a nuove azioni, anche a bloccare fisicamente i lavori se necessario. I consiglieri ieri sembravano cascare dalle nuvole e con l'azione di oggi abbiamo deciso di informarli. Dalle dichiarazioni dell'assessore al Welfare, Emanuela Droghei l'intenzione del municipio di proseguire sulla strada intrapresa è evidente. Noi chiediamo che vengano fatti passi indietro su questa decisione assurda che è stata presa in una stanza dal presidente del municipio e qualche assessore, che vengano trovati i due milioni e mezzo di euro che erano stati stanziati per la ricostruzione della scuola e che si proceda al più presto in questa direzione rispettando la volontà di quelle famiglie italiane che vedono ogni anno i loro figli fuori dalle graduatorie di scuole e asili in questo territorio, nonostante le farneticanti dichiarazioni - conclude CasaPound - di chi parla di quadranti dove non c'è carenza di posti". 


Firenze: Protesta di Casa Pound alla Mukki: “Il latte è vita e lavoro, non merce”

Firenze: Protesta di Casa Pound alla Mukki: “Il latte è vita e lavoro, non merce”

Blitz dei militanti di CasaPound Firenze, questa notte, davanti allo stabilimento della Mukki Latte per dire un NO fermo e deciso all’ipotizzata privatizzazione della Centrale del Latte ventilata dal sindaco Nardella. Alla recinzione esterna è stata “impiccata” una mucca tricolore, sono stati disperse decine di litri di finto latte sul marciapiede ed è stato affisso lo striscione riportante la scritta “IL LATTE E’ VITA E LAVORO. NON MERCE”. “Nel silenzio generale sia di rassegnazione che di complicità”, dichiara Saverio di Giulio Responsabile provinciale di CasaPound Firenze, “abbiamo voluto dare una scossa forte ai fiorentini denunciando il tentativo di svendere un’impresa che rappresenta, al tempo stesso, un piccolo gioiello del settore agroalimentare italiano, una garanzia di ottimi prodotti a costo contenuto indispensabili nell’alimentazione di base di grandi e di piccoli e una importantissima fonte di lavoro per tutti gli allevatori della Toscana e del Mugello in particolare”. “Lo striscione che abbiamo attaccato è eloquente”, prosegue Di Giulio, “il latte è vita perché è l’elemento base nel nutrimento degli esseri umani fin dalla nascita e la Mukki garantisce la fornitura a tutti i toscani a prezzi contenuti e un’altissima qualità trattandosi di latte proveniente da allevamenti locali. Al tempo stesso è lavoro perché oltre ai 173 dipendenti la Centrale assicura occupazione ad un enorme indotto di piccole e medie imprese casearie della regione. E nonostante una politica di prezzi bassi coniugata alla valorizzazione del territorio locale e malgrado una congiuntura economica sfavorevole  la Mukki ha chiuso gli ultimi cinque bilanci sia con un utile di esercizio sia con un utile della gestione caratteristica, a dimostrazione che si tratta di un’azienda sana e competitiva. E proprio per questo la seconda parte dello striscione recita che il latte non è una merce di cui disporre a proprio piacimento solo i propri trastulli ideologici o, peggio ancora, per accontentare qualche banca d’affari amica”. “Nonostante tutto questo, però”, conclude il Responsabile di CPI Firenze, “il sindaco Nardella insiste nel fare grottesche battute del tipo ‘un Comune moderno non può produrre mozzarelle’, ben sapendo che la quotazione in borsa e la privatizzazione consegnerebbe la Centrale del Latte nelle mani di una delle ‘solite’ multinazionali del settore alimentare che inizierebbe ad aumentare i prezzi, a ridurre l’occupazione e ad importare la materia prima dal nord o dall’est Europa, mettendo in ginocchio un settore economico che fino ad oggi ha resistito alla crisi. Non esiste, pertanto, alcuna valida ragione pratica che giustifichi la cessione in mano privata della Mukki, ma esiste solo una bieca ragione do
ttrinale, tipica degli asserviti all’imperante ideologia iperliberista per la quale il ‘privato’ è sempre meglio del ‘pubblico’. Ma noi di CasaPound a chi afferma che nel terzo millennio un Comune moderno non può produrre yogurt rispondiamo soltanto che nel terzo millennio un pessimo violinista non può fare il sindaco. Perché i risultati si vedono in certe dichiarazioni”.



mercoledì 8 ottobre 2014

Ostia (RM) : presidio CasaPound e cittadini fa saltare sopralluogo per centro di accoglienza

CasaPound: nessuna risposta concreta e domani in municipio si parlerà di tutt'altro, siamo pronti a bloccare i lavori

Roma, 8 Ottobre - Era previsto per questa mattina alle ore 10 il sopralluogo dell'Ufficio tecnico del X Municipio in via Cozza ad Ostia per la realizzazione del centro di accoglienza della Caritas nell'ex scuola Do.Re.Mi.Diverto. I dirigenti del Municipio, con i cancelli chiusi da catene ed i militanti di CasaPound Italia che insieme a genitori presidiavano questa mattina l'ingresso della scuola, hanno rimandato la visita. Il presidio si è poi spostato all'ufficio tecnico ed i cittadini sono entrati ed hanno interrotto una riunione in corso chiedendo spiegazioni ai consiglieri di maggioranza presenti.  "E' inaccettabile - si legge in una nota di CasaPound Italia litorale romano, che ha iniziato un presidio davanti all'ex materna lunedi scorso - che la decisione di costruire al posto di una scuola per la quale erano stati stanziati due milioni e mezzo di euro, un centro di accoglienza sia stata presa in una riunione della giunta dove nemmeno hanno partecipato tutti gli assessori. Oggi siamo riusciti insieme ai genitori dei bambini che frequentano le scuole adiacenti alla Do.Re.Mi.Diverto a rallentare il procedimento - continua la nota - ma siamo pronti anche a bloccare i lavori se non saranno fatti passi indietro su una decisione assurda.
Dall'ufficio tecnico e dai consiglieri di maggioranza non abbiamo ottenuto nessuna risposta concreta, soltanto che i fondi per la ricostruzione della scuola sono bloccati e nessuna scuola sarà costruita nei prossimi 4 anni. Del centro di accoglienza nessuno sembra sapere nulla, nonostante la memoria di giunta che parla chiaro. Nonostante tutto domani al consiglio del X Municipio si parlerà di tutt'altro, di argomenti che poco o nulla hanno a che fare con un territorio abbandonato, mentre la protesta dei cittadini sul centro di accoglienza verrà nuovamente ignorata insieme alle centinaia di firme che abbiamo raccolto in questi giorni. La maggioranza prende decisioni in stanze chiuse mentre i consiglieri di opposizione non vanno oltre le dichiarazioni sui giornali, per poi di fatto finire a discutere in municipio della giornata della legalità o della 'denuclearizzazione' del territorio, forse soltanto per portare a casa il gettone di presenza. Oggi abbiamo dato un segnale importante e siamo pronti ad altre azioni forti al fianco delle famiglie italiane che non trovano posto per i loro figli in scuole e asili e che si trovano ancora una volta messe da parte da chi ha deciso di realizzare una struttura che favorirà stranieri ed extracomunitari e soprattutto chi, come la Caritas che su questo territorio ha un vero e proprio potere politico - conclude la nota - specula sull'immigrazione".


martedì 7 ottobre 2014

Lanciano (CH), riparte lo “sportello lavoro” gratuito gestito da CasaPound Italia

LANCIANO - Riparte a Lanciano il servizio gratuito di orientamento nelle offerte lavorative gestito da CasaPound Italia e rivolto ai cittadini frentani in cerca di occupazione. “A seguito dei riscontri positivi ricevuti per il servizio, abbiamo scelto di ripartire con questa iniziativa, consapevoli anche di quanto grave sia l’emergenza occupazionale nella nostra terra”- queste le dichiarazioni di Nico Barone, responsabile lancianese CasaPound, in una nota.
“A partire da questa settimana quindi –prosegue la nota – depositando il proprio curriculum vitae ed un recapito telefonico presso la nostra sede negli orari di apertura, o inviando i dati alla email casapoundlanciano@hotmail.it, sarà possibile ricevere gratuitamente informazioni sulle posizioni lavorative compatibili con le proprie qualifiche lavorative che dovessero emergere dalla ricerca condotta dai nostri volontari nei principali canali lavorativi telematici”.
“Attraverso questo servizio che – conclude Barone – miriamo a fornire un sostegno, piccolo ma concreto e gratuito, a quanti, privi di un lavoro, non hanno dimestichezza con i nuovi strumenti attraverso cui vengono veicolate le offerte lavorative”.

lunedì 6 ottobre 2014

Ostia (RM), presidio CasaPound davanti ex-scuola dove nascerà centro accoglienza

ROMA: CASAPOUND INIZIA PRESIDIO AD OSTIA DAVANTI A EX SCUOLA DOVE NASCERA' CENTRO DI ACCOGLIENZA

Cpi: invitiamo i cittadini a venire a firmare, se necessario pronti a bloccare lavori

Roma, 6 Ottobre - Una ventina di militanti di CasaPound Italia, insieme ad alcuni genitori che vivono la problematica dell'assenza di posti negli asili nido e nelle scuole elementari pubbliche, hanno iniziato da questa mattina all'alba un presidio davanti all'ingresso dello spazio dove sorgeva l'ex scuola Do.Re.Mi.Diverto, abbandonata e andata in fiamme due anni fa. Cpi protesta contro l'intenzione dell'amministrazione del X Municipio di realizzare un centro di accoglienza gestito dalla Caritas sostituendo il progetto di ricostruzione della scuola, per il quale erano stati stanziati due milioni e mezzo di euro. Un lungo striscione che recita "NO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA, PRIMA LE SCUOLE" è stato affisso su quello che era il cancello d'ingresso del cortile della scuole mentre su tutto il perimetro sventolano bandiere tricolore. "Con l'azione di oggi - ha dichiarato Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia sul litorale romano - vogliamo impedire che l'ennesima scuola chiusa ad Ostia si trasformi in quello che sarà nient'altro che un ricovero per immigrati che andrà soltanto ad aggravare una situazione già insostenibile tra mercatini rom, baraccopoli ed insediamenti abusivi. Il nostro obiettivo è quello di far ricredere la giunta affinché si torni a parlare del progetto che prevedeva la ricostruzione della scuola e che questo sia avviato nel più breve tempo possibile. Abbiamo avviato una raccolta firme e siamo intenzionati a restare qui anche nei prossimi giorni invitando cittadini e comitati a venire a firmare, ad unirsi a noi ed a sostenere questa battaglia. Se non verremo ascoltati e le istituzioni proseguiranno sulla strada del centro di accoglienza - ha concluso Marsella - siamo già pronti alla mobilitazione per bloccare i lavori".
Foto: ROMA: CASAPOUND INIZIA PRESIDIO AD OSTIA DAVANTI A EX SCUOLA DOVE NASCERA' CENTRO DI ACCOGLIENZA

Cpi: invitiamo i cittadini a venire a firmare, se necessario pronti a bloccare lavori
 
Roma, 6 Ottobre - Una ventina di militanti di CasaPound Italia, insieme ad alcuni genitori che vivono la problematica dell'assenza di posti negli asili nido e nelle scuole elementari pubbliche, hanno iniziato da questa mattina all'alba un presidio davanti all'ingresso dello spazio dove sorgeva l'ex scuola Do.Re.Mi.Diverto, abbandonata e andata in fiamme due anni fa. Cpi protesta contro l'intenzione dell'amministrazione del X Municipio di realizzare un centro di accoglienza gestito dalla Caritas sostituendo il progetto di ricostruzione della scuola, per il quale erano stati stanziati due milioni e mezzo di euro. Un lungo striscione che recita "NO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA, PRIMA LE SCUOLE" è stato affisso su quello che era il cancello d'ingresso del cortile della scuole mentre su tutto il perimetro sventolano bandiere tricolore. "Con l'azione di oggi - ha dichiarato Luca Marsella, responsabile di CasaPound Italia sul litorale romano - vogliamo impedire che l'ennesima scuola chiusa ad Ostia si trasformi in quello che sarà nient'altro che un ricovero per immigrati che andrà soltanto ad aggravare una situazione già insostenibile tra mercatini rom, baraccopoli ed insediamenti abusivi. Il nostro obiettivo è quello di far ricredere la giunta affinché si torni a parlare del progetto che prevedeva la ricostruzione della scuola e che questo sia avviato nel più breve tempo possibile. Abbiamo avviato una raccolta firme e siamo intenzionati a restare qui anche nei prossimi giorni invitando cittadini e comitati a venire a firmare, ad unirsi a noi ed a sostenere questa battaglia. Se non verremo ascoltati e le istituzioni proseguiranno sulla strada del centro di accoglienza - ha concluso Marsella - siamo già pronti alla mobilitazione per bloccare i lavori".