Simone Di Stefano

Elezioni politiche 2018

Sovranità

Fuori l'Italia dall'Euro e dall'Unione Europea

Tesseramento 2018

Iscriviti ora a CasaPound!

lunedì 19 febbraio 2018

Programma politico completo CasaPound Italia

Tramite questo link è possibile scaricare il programma completo di CasaPound Italia per le elezioni politiche:

Programma CasaPound 2018


domenica 11 febbraio 2018

Foibe, CasaPound ricorda i martiri in tutta Italia: "Il silenzio la migliore risposta ai vigliacchi cori di Macerata"

Foibe, CasaPound ricorda i martiri in tutta Italia: "Il silenzio la migliore risposta ai vigliacchi cori di Macerata"
Migliaia di italiani, tricolore alla mano, hanno sfilato in silenzio nelle decine di città dove CasaPound, come ogni anno, ha organizzato manifestazioni per ricordare i martiri delle foibe nel Giorno del Ricordo. "Abbiamo ricordato i martiri delle foibe in ogni angolo d’Italia. Il religioso silenzio è la migliore risposta ai vigliacchi cori di Macerata", ha detto il segretario nazionale e candidato premier di Cpi Simone Di Stefano, che ha partecipato al corteo che si è tenuto a Roma nel quartiere giuliano-dalmata.











martedì 30 gennaio 2018

Inaugurazione nuove sedi a Imperia e Piacenza


lunedì 29 gennaio 2018

Elezioni, CasaPound deposita le liste in tutti i collegi: "Pronti a entrare in Parlamento"

Elezioni, CasaPound deposita le liste in tutti i collegi: "Pronti a entrare in Parlamento"
Il candidato premier DI Stefano 'sfida' Gentiloni all'uninominale Roma Trionfale
Roma, 29 gennaio - CasaPound Italia sarà presente alle prossime politiche in tutti i collegi e le circoscrizioni sia alla Camera sia al Senato. Sono state consegnate, infatti, nelle Corti d'Appello di tutta Italia, le liste, le firme e il resto della documentazione necessaria alla partecipazione del movimento alle elezioni del marzo prossimo. Il segretario nazionale e candidato premier di Cpi Simone Di Stefano si presenta in Emilia Romagna, Lazio e Puglia: per lui la sfida all'uninominale sarà a Roma Centro "Trionfale", nello stesso collegio del premier Paolo Gentiloni.
Quanto alle altre candidature 'interne' al movimento, il vicepresidente di Cpi Marco Clemente si presenta in Lombardia, il responsabile romano Davide Di Stefano in Umbria e Lazio, la campionessa di preferenze di Ostia Carlotta Chiaraluce nel Lazio, Emmanuela Florino nella 'sua' Campania. Tra gli esterni e i nuovi arrivati, invece, da citare l'ex sottosegretario e volto storico dell'Msi Filippo Berselli (Emilia Romagna), l'avvocato Gabriele Leccisi, figlio del parlamentare dell'Msi Domenico (Lombardia), l'avvocato Augusto Sinagra, professore di Diritto dell’Unione Europea presso La Sapienza di Roma (Lazio), il poliziotto che ha svelato il business dell'immigrazione Daniele Contucci (Lombardia), l'ex sindaco leghista di Cividate al Piano Luciano Vescovi (Lombardia), il recordman delle lauree Luciano Baietti (Lazio), l'editore Enzo Cipriano (Lazio e Campania), l'economista Marco Mori (Liguria), il professor Gian Piero Joime (Toscana), il sindaco di Trenzano Andrea Bianchi (Lombardia), la storica esponente dell'Msi e consigliere provinciale a Milano, Roberta Capotosti (Lombardia), l'imprenditore Maurizio Russo, per 13 anni consigliere comunale a Cassino ed ex consigliere provinciale di Frosinone (Lazio), il consigliere comunale di Mantova Luca De Marchi (Lombardia), il consigliere comunale di San Bonifacio (VR) Alessandro Signorato (Veneto), il consigliere comunale di Cologno Monzese Lorenzo Corradini (Lombardia).
"L'entusiasmo che vediamo attorno alla nostra candidatura, i tantissimi italiani che hanno firmato le nostre liste e si sono impegnati in prima persona anche in questa complessa fase organizzativa ci dà la certezza che la vittoria è a un passo - sottolinea Simone Di Stefano, candidato premier e segretario nazionale di Cpi - A marzo, ne siamo certi, per la prima volta una squadra di combattenti di CasaPound entrerà in parlamento e, come già si è visto nei Comuni dove siamo rappresentati, farà la differenza. Vogliamo un paese a immigrati zero, dove le ragioni degli italiani siano sempre prevalenti. Un paese che premi la natalità e dove casa e lavoro non siano un privilegio ma un diritto. Per fare questo bastano poche, chiare mosse: uscire dall'euro, abolire la Fornero, introdurre misure come il reddito nazionale di natalità o il mutuo sociale 2.0, far sì che lo Stato riprenda le redini dell'economia. In Parlamento ci batteremo per questo, senza esitazioni e timori reverenziali. CasaPound non ha padrini ne' padroni ma un solo obiettivo, la difesa degli italiani. Per questo darà la scossa alla politica, alla faccia di tanti ex rivoluzionari in doppiopetto".


venerdì 19 gennaio 2018

Mantova: CasaPound entra in Comune, il consigliere De Marchi passa a Cpi e si candida alla Camera

Mantova: CasaPound entra in Comune, il consigliere De Marchi passa a Cpi e si candida alla Camera
Mantova, 19 gennaio - CasaPound 'conquista' un consigliere comunale a Mantova. Si tratta di Luca De Marchi, che, eletto nel 2015 con la lista civica "De Marchi per Mantova", oggi, in una conferenza stampa che si è tenuta in Comune, ha annunciato il passaggio a Cpi e la nascita del gruppo consiliare con il simbolo della Tartaruga frecciata. De Marchi sarà anche il candidato alla Camera di CasaPound nel collegio uninominale di Mantova.
"Siamo felici di accogliere Luca De Marchi tra le le nostre fila e di schierarlo in un prima linea con la candidatura all'uninominale - sottolinea il vicepresidente di CasaPound Italia Marco Clemente, oggi presente in conferenza stampa - Siamo certi, che sarà in grado di raccogliere un ampio consenso attorno alla sua candidatura grazie alla capacità più volte dimostrata sul campo di dare voce, senza compromessi, alle istanze dei cittadini mantovani".
"Con il passaggio di De Marchi a Cpi - aggiunge Clemente - salgono a 15 i nostri rappresentanti nei Comuni: dal sindaco di Trenzano (Brescia) Andrea Bianchi al vicesindaco di Montelibretti (Roma) Giuseppe Gioia, passando per i consiglieri comunali eletti a Bolzano, Grosseto, Lucca, Todi, Isernia, solo per citare alcuni esempi, a cui si aggiungono diversi consiglieri municipali, l'ultimo dei quali, Luca Marsella, eletto a Ostia (230mila abitanti), con il 9% dei voti. La sfida di CasaPound non si ferma qui, però - conclude il vicepresidente di Cpi - a Mantova, come negli altri collegi della Lombardia, stiamo raccogliendo le firme per presentare la lista alle Regionali in sostegno di Angela De Rosa presidente e siamo certi che, anche con il contributo di De Marchi, potremo raggiungere un risultato di tutto rispetto".

mercoledì 17 gennaio 2018

Cesena: sabato 20 CasaPound inaugura sede, interviene il candidato premier Simone Di Stefano

Cesena: sabato 20 CasaPound inaugura sede, interviene il candidato premier Simone Di Stefano
Cesena, 13 gen. - Apre sabato 20 gennaio il Barbanera, avamposto non conforme e nuova sede di CasaPound a Cesena. Ad inaugurare la sezione, situata in pieno centro storico, in via Albertini 28/d, sarà Simone Di Stefano, segretario nazionale e candidato premier di Cpi, che nell'occasione illustrerà il programma per le elezioni del 4 marzo. Nel corso dell'incontro si potrà anche firmare per la candidatura della tartaruga frecciata alle politiche e sottoscrivere la tessera del 2018.
"CasaPound continua a crescere: l'apertura di Cesena ne è un'ennesima dimostrazione, segno inequivocabile dell'ascesa di un movimento, che, forte dell'exploit degli ultimi anni, oggi punta dritto al Parlamento. Questa nuova sede, come già avviene nelle oltre cento sezioni di Cpi distribuite sul territorio nazionale, sarà la casa dei cesenati, un punto di riferimento a cui i cittadini potranno rivolgersi per chiedere aiuto nei momenti di difficoltà e per conoscere più da vicino le attività del nostro movimento, che sempre più si prospetta come il sindacato degli italiani".
"Apriamo un nuovo avamposto in città - afferma Massimiliano Lilliu, responsabile locale del movimento - che, nonostante le sterili polemiche di chi pensa di poter decidere chi possa parlare e chi no, diventerà la trincea di tutti quei cesenati che non si arrendono e che si sentono abbandonati dalle istituzioni. Lo facciamo nonostante i metodi mafiosi degli antifascisti locali, che, tentando inutilmente di ostacolarci, hanno addirittura fatto girare un volantino intimidatorio contro il proprietario dell'immobile, a cui va tutta la nostra solidarietà".


sabato 13 gennaio 2018

Elezioni: CasaPound lancia raccolta firme, sabato e domenica porte aperte nelle sedi di tutta Italia

Elezioni: CasaPound lancia raccolta firme, sabato e domenica porte aperte nelle sedi di tutta Italia
Sabato e domenica porte aperte nelle oltre cento sezioni di CasaPound in tutta Italia per raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste di Cpi alle elezioni politiche e regionali. A Roma, nella sede centrale di via Napoleone III 8, sarà possibile firmare sabato 13 dalle 17 alle 21 e domenica 14 dalle 16 alle 20.
"Parte questo fine settimana in grande stile la campagna di raccolta firme per consentire a CasaPound di portare i suoi 'combattenti' in Parlamento, ma anche all'interno delle Regioni Lazio e Lombardia, fino ad ora governate da due schieramenti opposti ma ugualmente inadeguati - afferma il candidato premier di Cpi Simone Di Stefano - 'Vota più forte che puoi' è la sfida che abbiamo lanciato agli italiani in vista del voto, e siamo certi che la raccoglieranno in tanti. Ai troppi che sono stufi di essere messi in secondo piano da chi fa promesse che non è in grado di mantenere vogliamo dire che un'alternativa esiste, basta crederci e lavorare per renderla concreta. E il primo passo è venire a firmare per le liste di CasaPound".

giovedì 11 gennaio 2018

CasaPound: 20 gennaio festa del tesseramento in tutta Italia

CasaPound: 20 gennaio festa del tesseramento in tutta Italia
Di Stefano: venite a firmare le liste, mandate una squadra di combattenti in Parlamento
Roma, 11 gennaio - Feste del tesseramento in tutta Italia sabato 20 gennaio per il via alla campagna di adesioni 2018 a CasaPound. Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, nelle oltre cento sedi di Cpi sparse sul territorio nazionale si potrà sottoscrivere l'iscrizione e firmare per la presentazione delle liste di CasaPound alle prossime elezioni politiche e regionali. Sarà anche l'occasione per incontrare militanti e dirigenti del movimento e approfondire il programma di Cpi in vista del voto del 4 marzo.
“Iscriversi a CasaPound, venire a firmare per la presentazione della lista, incontrare chi è ogni giorno in prima linea per difendere i diritti degli italiani: la festa del tesseramento di quest'anno è la più importante di sempre – sottolinea Simone Di Stefano, segretario nazionale e candidato premier di Cpi – Insieme, nel 2017, siamo riusciti a entrare nei consigli comunali e municipali di tante città e abbiamo dimostrato come, anche in pochi, si riesca a fare la differenza, a riportare la politica sulla strada giusta: quella del bene della Nazione e non dell'interesse di affaristi, cialtroni e prepotenti. Oggi, lo dicono anche i sondaggi, siamo a un passo dall'ingresso in Parlamento. La vittoria è a portata di mano: se ci credete, se ci crediamo, riusciremo a portare a Montecitorio una squadra di combattenti pronti a tutto per l'Italia. Sarà una 'rivoluzione', dimostreremo che non siamo tutti uguali e che la diversità sta nella qualità degli uomini. C'è chi voleva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno e c'è rimasto incastrato dentro. E c'è chi, in strada o dentro le istituzioni, ha sempre la stessa attitudine, risolvere i problemi veri degli italiani non guardando in faccia a nessuno".

domenica 24 dicembre 2017

Ostia, approvata mozione CasaPound per chiusura centro d'accoglienza Infernetto

Ostia, approvata mozione CasaPound per chiusura centro d'accoglienza Infernetto
Roma, 21 dicembre - "Oggi in consiglio abbiamo ottenuto un'altra vittoria con l'approvazione della mozione che impegna il presidente di Municipio a fare tutte le verifiche presso il centro d'accoglienza di via Salorno all'Infernetto ed a utilizzare l'intera struttura come centro per i malati di Alzheimer". Lo dichiara in una nota Luca Marsella, consigliere di CasaPound al X Municipio. "L'ordine del giorno proposto da CasaPound - ha continuato Marsella - è stato modificato con un emendamento condiviso da tutta l'opposizione e votato anche dalla maggioranza. Gli unici a votare contro sono stati il Pd e l'ex parroco De Donno ma non c'è da stupirsi: difendono il business dell'accoglienza e le cooperative che gestiscono il centro che ricordiamo essere coinvolte nell'inchiesta di Mafia Capitale. Dopo l'approvazione dell'apposizione di una targa in ricordo delle vittime delle foibe, oggi conquistiamo un altro risultato importante. Ci auguriamo che all'approvazione di oggi - ha concluso Marsella - seguano presto i fatti".

martedì 12 dicembre 2017

Casale San Nicola, CasaPound: condanne abnormi per chi ha 'osato' difendere gli italiani, ingiustizia è fatta

Casale San Nicola, CasaPound: condanne abnormi per chi ha 'osato' difendere gli italiani, ingiustizia è fatta

Roma, 11 dicembre - "Ingiustizia è fatta. Con le condanne abnormi inflitte per i fatti di Casale San Nicola si mette nero su bianco che difendere i diritti degli italiani agli occhi dello Stato è un crimine che crea più allarme sociale di un attentato terroristico. E in effetti in una Nazione in cui la giustizia sociale e il rispetto per i propri cittadini sono ai minimi, difendere gli italiani è un atto rivoluzionario". Così il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta le condanne di I grado emesse dal Tribunale di Roma nei confronti di 9 esponenti del movimento, tra i quali il vicepresidente Andrea Antonini e il responsabile romano Davide Di Stefano. La pena inflitta è stata di 3 anni e 7 mesi per otto dei nove imputati, Antonini e Di Stefano compresi: solo a uno dei militanti sottoposto a processo sono state riconosciute le attenuanti generiche, con una condanna a 2 anni e 7 mesi. Ai nove esponenti di CasaPound, spiega il movimento, sono contestati la resistenza aggravata e le lesioni per i fatti avvenuti il 17 luglio 2015 a Casale San Nicola, nell'ambito di una protesta contro l'apertura di un centro di accoglienza nel comprensorio nel quale vivono solo 250 famiglie italiane. Gli incidenti scoppiarono dopo tre mesi di sit in permanente, quando il presidio, al quale partecipavano anche donne e anziani, si oppose fisicamente al passaggio degli autobus carichi di clandestini. Ne seguì una violenta carica da parte della Polizia, che è poi sfociata nel processo che si è chiuso oggi.

"Le condanne, peraltro a pene che non hanno precedenti in Italia per questo genere di reati, arrivano giusto all'avvio della campagna elettorale per le politiche che vedranno CasaPound impegnata con Simone Di Stefano candidato premier - aggiunge Iannone- Il paradosso è che, pochi mesi dopo quelle scene che nessuno avrebbe mai voluto vedere, l'allora prefetto di Roma Franco Gabrielli, con un clamoroso dietrofront, decise di chiudere la struttura per gli stessi motivi che i residenti avevano cercato invano di spiegargli, guadagnandosi solo accuse di razzismo, repressione e qualche manganellata".

"Dopo aver prontamente archiviato la denuncia dei residenti per lesioni e maltrattamenti da parte della polizia, la procura ha parlato di un 'piano preordinato' per arrivare agli scontri, ma dal processo è venuto fuori tutt'altro - sottolinea Iannone - In primo luogo, mai è emerso l'atto scritto del prefetto che disponeva l'uso della forza pubblica, cosa alquanto anomala. Inoltre, come testimoniato in aula da forze dell'ordine e residenti, non solo CasaPound ha partecipato per quasi tre mesi al presidio pacifico per evitare che si destinasse a centro di accoglienza una struttura non adeguata, ma anche che la resistenza opposta è stata passiva fino all'ultimo, quando la carica si è trasformata in scaramuccia con le prime file, ma mai c'è stata un'aggressione ai danni delle forze dell'ordine. Le prognosi per le lesioni lamentate dagli agenti sono state tutte tra i tre e i cinque giorni, se non in un unico caso relativo a una caduta accidentale, nel quale i giorni dati sono stati 20. Infine, tra le centinaia di persone che quel giorno si trovavano a Casale San Nicola solo 9 sono finite sotto processo per resistenza, e sono tutte di Casapound. Pochi fatti, che, però, messi in fila, chiariscono al di là di ogni ragionevole dubbio come il processo sia stato tutto politico".