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lunedì 28 luglio 2014

Ceprano (FR), CasaPound riqualifica campo di San Rocco

Ceprano (FR), 28 Luglio - Si è svolta ieri mattina l'opera di riqualificazione del campo di calcetto di San Rocco a Ceprano, promossa dai militanti di CasaPound Italia.

''Ci è sembrato doveroso svolgere quest'opera di riqualificazione e pulizia - spiega Cpi - essendo quella di San Rocco un'area frequentata da molti ragazzi e bambini, che era in stato di abbandono e degrado tra l'indifferenza dell'amministrazione comunale''.

Nella stessa mattinata i militanti del movimento hanno anche svolto un'opera di pulizia delle aiuole di piazza Martiri di via Fani, di fatto sostituendo chi dovrebbe garantire un maggiore attenzione nei confronti della cittadina.




venerdì 25 luglio 2014

Brescia: CasaPound contro il “pizzo” dei parcheggi. “Costi folli, all’ospedale sia gratuito”

Brescia: CasaPound contro il “pizzo” dei parcheggi. “Costi folli, all’ospedale sia gratuito”

Brescia, 24 luglio – “Spremuta di contribuente”. È quanto si legge sui contenitori in tetrapak che i militanti di CasaPound Italia, nella notte, hanno attaccato ai parchimetri del pronto soccorso dell’ospedale civile di Brescia, di Sulzano e di Manerbio per protestare contro i prezzi dei parcheggi, che sono “usura per i cittadini, pizzo per gli esercenti” e per chiedere “parcheggi gratuiti per gli ospedali”.

“Per quanto riguarda l’ospedale civile di Brescia – si legge in una nota del movimento - è scandaloso che si debbano pagare 1,70€ l’ora e per ogni frazione di ora successiva. Chi va in ospedale lo fa per effettivo stato di bisogno. Non si lucra sulle disgrazie! Per questo chiediamo che le tariffe del parcheggio siano abbassate e che siano predisposte delle fasce orarie gratuite in concomitanza con gli orari di visita dei degenti”.

“I centri storici, poi – prosegue Cpi - devono essere sostenuti e rivitalizzanti ed è intollerabile che le amministrazioni comunali decidano di finanziarsi andando continuamente a frugare nelle tasche di cittadini e imprese. In questo modo si distrugge il ruolo economico e sociale dei centri storici, a vantaggio dei centri commerciali e della grande distribuzione.” “Infine – conclude la nota - a Sulzano, come in altre località turistiche, i parcheggi a pagamento diventano un’ulteriore tassa sul turismo: su tutto il lungolago sono completamente assenti i parcheggi liberi e a farne le spese non sono solo i residenti e le attività economiche, ma anche gli abitanti di Monte Isola, che sono collegati alla terra ferma con Sulzano e che, quindi, sono penalizzati due volte”.






mercoledì 23 luglio 2014

Calabria, vertenza Infocontact: CasaPound "buona riuscita della manifestazione"

Lamezia, 22 luglio. Buona riuscita della manifestazione dei lavoratori InfoContact centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione che è partita da Corso Numistrano, ed è arrivata fino in Piazza della Repubblica, davanti al Tribunale di Lamezia, dove ci attendevano i sindacati, per richiedere con forza la nomina di un commissario straordinario che prenda in mano le redini dell’azienda.

Al Sit-in tenutosi sotto il Tribunale si è evidenziata maggiormente l’unità dei lavoratori, venuti anche da Rende e dai paesi del lametino, stretti fra loro e decisi a lottare per difendere il loro posto di lavoro. L’unica nota stonata è stata la solita passerella dei politici, pronti a farsi fotografare vicino ai lavoratori in difficoltà. Se davvero i politici volessero dare un supporto nella vertenza InfoContact, la diano in modo silenzioso, evitando inutili articoli sui giornali o ridicole pubblicazioni sui Social Network.

Quello che i lavoratori richiedono è un intervento da parte del Ministero del Lavoro per sbloccare la partita economica relativa al contratto di solidarietà per dare ossigeno alle famiglie dei lavoratori, un interessamento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, affinché si crei un tavolo di trattativa fra parti sociali (sindacati/lavoratori), quel che rimane dell'azienda, i committenti (Wind, Telecom, Poste Mobili, Enel ecc) e fra quelle imprese interessate a subentrare a InfoContact, affinché ci siano maggiori garanzie e trasparenza nella trattativa, nonché la nomina del commissario straordinario da parte del Tribunale, che a seguito dell’incontro di oggi, dovrebbe avvenire già entro il 24 luglio.



martedì 22 luglio 2014

Genova: CasaPound protesta contro strisce blu a Corso Italia, con Doria si paga anche il mare

Genova: CasaPound protesta contro strisce blu a Corso Italia, con Doria si paga anche il mare Genova, 21 luglio - "La spiaggia è sempre più blu, come le aree a pagamento". Questo il testo comparso su decine di volantini a firma CasaPound Italia Liguria in prossimità dei bagni di Corso Italia, a Genova, per protestare contro le nuove aree di sosta a pagamento introdotte dal Comune. “In questo modo il sindaco ‘di sinistra’ Doria – sottolinea CasaPound Liguria - non solo impedisce il libero accesso ai bagni alle famiglie che devono rimanere in città, perché evidentemente non si possono permettere vacanze, ma anzi impone loro un ulteriore motivo di spesa. Così facendo, insomma, Doria va a colpire i meno abbienti, che avrebbero diritto di godere liberamente delle spiagge cittadine. E questo, peraltro, in palese violazione della legge, visto che l'articolo 7 comma 8 del Codice della Strada prevede un numero minimo di parcheggi ‘bianchi’, ovvero gratuiti, proporzionale a quelli blu”.



Padova, CasaPound protesta contro immigrazione e operazione 'Mare Nostrum'

Padova, 20 luglio 2014 – Ieri pomeriggio, alle 18.30, presso il cavalcavia di Borgomagno a Padova, CasaPound Italia ha svolto un'azione di protesta contro l'operazione Mare Nostrum, a cui hanno partecipato una cinquantina di militanti da tutto il Nord-est (foto in allegato).

Alessio Tarani, responsabile provinciale di CasaPound Italia Padova, commenta così l’evento: "Mare Nostrum: Male nostro" questo il titolo dello striscione appeso sul cavalcavia per protestare contro l' operazione che ogni giorno costa agli italiani 300 mila euro e che permette l' invasione della penisola da parte degli immigrati clandestini.

"Abbiamo appreso dai media nazionali che grazie all' operazione 'Mare Nostrum' tutti i centri d' accoglienza situati nei pressi delle zone con la maggior frequenza di sbarchi sono al collasso e che quindi si stanno creando altri centri in tutte le regioni d' Italia a spese dei contribuenti: questo trova la ferma opposizione del nostro movimento".

"L'operazione 'Mare Nostrum' costa agli italiani 10 milioni di euro al mese - continua Tarani - e serve solamente a permettere agli immigrati clandestini, spesso malati, di approdare sulle coste italiane. E' vista di buon occhio dalla UE, che poi però fa orecchie da mercante quando i paesi confinanti con il nostro si rifiutano di accoglierli, come accaduto pochi giorni fa al confine con l' Austria"

"Questa invasione va fermata immediatamente - conclude Tarani - e diciamo sin da subito che non sarà accettato alcun nuovo centro d' accoglienza in Veneto. Qualora dovessero essere aperte strutture del genere, ci vedrete in prima linea con la popolazione locale nella protesta, come già avvenuto a Roma, dove CasaPound, a fianco dei cittadini, ha impedito l' apertura del centro di Settecamini".



venerdì 18 luglio 2014

Immigrazione, "gommoni" al Brennero. CasaPound non accetta i diktat dell'Ue

Gommoni al Brennero. CasaPound non accetta i diktat dell'Ue

Brennero, 18 luglio 2014 – “Mare nostrum ist auch vostrum” cioè “il mare nostrum è anche vostro”, questo il cartellone che i militanti di CasaPound Italia hanno affisso al confine del Brennero (nello stesso luogo dove campeggiava il noto cartellone secessionista "Sudtirol ist nicht Italien"), assieme ad un canotto gonfiabile, al valico tra Italia ed Austria in segno di protesta contro i fatti di sabato 13 luglio, cioè quando la polizia austriaca ha respinto e rispedito in Italia 93 profughi che tentavano di raggiungere i Paesi del nord Europa.
“Il Governo, i mezzi d’informazione e tutte le associazioni che lucrano sull’accoglienza dei clandestini continuano a ripetere come un mantra che le migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste non devono preoccuparci, in quanto non hanno nessuna intenzione di rimanere in Italia ma vogliono congiungersi con i parenti residenti negli altri Paesi dell’Unione Europea. Al contrario sabato scorso (ed altre 1.500 volte nel solo corso del 2013) abbiamo invece avuto la prova lampante che nessuna altra Nazione è disposta a fare entrare immigrati clandestini nel proprio territorio... Ma d'altronde, a noi italiani ce lo chiede la stessa Ue che poi ce li rimanda indietro" conclude Cpi.



Parma: CasaPound, gli asili prima ai bambini italiani

Parma: CasaPound, gli asili prima ai bambini italiani

Parma, 18 luglio- "Asili: prima i bambini italiani": questo lo striscione a firma CasaPound Italia affisso nella notte a Parma per propagandare l'avvio di una raccolta firme per la presentazione di una proposta di delibera di iniziativa popolare in Comune, che dia priorità ai bambini italiani nelle graduatorie per i nidi comunali.
"Dopo la proposta di modifica alla delibera di assegnazione delle case popolari, per la quale abbiamo già raccolto centinaia di firme, stiamo lavorando a una proposta analoga sulle ammissioni agli asili, sulla base anche delle segnalazioni delle tante mamme in difficoltà che si sono rivolte alla nostra associazione chiedendo aiuto" afferma Pier Paolo Mora, responsabile provinciale di CasaPound Italia.
  
"A Parma, come d' altra parte nel resto d' Italia, ci troviamo nella situazione paradossale in cui negli asili pubblici la stragrande maggioranza dei bambini sono figli di extracomunitari -continua Mora- mentre le madri italiane sono costrette a rivolgersi a nidi privati, aumentando a dismisura le spese di famiglia, o ad arrangiarsi come possono tenendo il bambino a casa, poiché i loro figli non ottengono un punteggio sufficiente nella graduatoria di ammissione alle strutture pubbliche".

"Anche su questo fronte - conclude Mora - continua la nostra battaglia a difesa dei diritti degli Italiani che ogni giorno vengono subordinati a quelli di chiunque altro, da uno Stato e delle amministrazioni che si ricordano di loro solo quando devono aprire il portafoglio per rimpinguare le casse comunali o sostenere le assurde imposizioni di questa pseudo Europa"

giovedì 17 luglio 2014

Frosinone, CasaPound alla marcia per la sanità. Incitti: ''La Mastrobuono rassegni le dimissioni e se ne torni a Roma''

Frosinone, CasaPound alla marcia per la sanità. Incitti: ''La Mastrobuono rassegni le dimissioni e se ne torni a Roma''

Frosinone, 16 luglio - Si è svolta oggi pomeriggio a Frosinone la marcia per contrastare l'emergenza sanitaria che sta colpendo tutta la provincia. In prima linea i militanti di CasaPound Italia, che hanno guidato gran parte del corteo.

''Il dirigente generale della Asl di Frosinone, Isabella Mastrobuono, deve rassegnare subito le dimissioni e tornarsene a Roma - ha dichiarato Fernando Incitti, responsabile provinciale di Cpi - l'atto di sabotaggio che sta subendo la sanità ciociara è qualcosa da terzo mondo. Non possiamo accettare di vedere il nostro popolo morire su una barella di attesa in un pronto soccorso per tappare i buchi delle scellerate politiche romano-centriche''.

''La Mastrobuono fa bene quando dice di temere CasaPound, dato che non molleremo di un centimetro fino a quando non verrà garantito ciò che spetta a questa provincia - continua Incitti - al suo posto abbiamo bisogno di un nostro concittadino, che ami veramente questa terra e che ne difenda i diritti in qualsiasi sede ed a qualsiasi costo''.

''Era nostra intenzione partecipare alla manifestazione senza simboli e solo con i tricolori e ci auguravamo che tutti seguissero il nostro esempio, essendo questa una battaglia di tutta la cittadinanza - ha concluso Incitti - ma dato che in molti non hanno rispettato gli accordi, abbiamo preferito manifestare con le nostre bandiere e allontanare gli sciacalli della politica sempre pronti in queste situazioni''.

CasaPound Italia Frosinone e Provincia
Via Angeloni 64 (Arco Campagiorni), Frosinone
Ufficio stampa: tel. 334 7353531 - casapoundfrosinone@yahoo.it
www.casapounditalia.org
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Circumvesuviana: la protesta di CasaPound Italia in tutta la Campania

“Svendesi società di trasporto pubblico”. Questo il testo di locandine e manifesti a firma CasaPound Campania, affissi durante la notte in numerosissime stazioni della Circumvesuviana dislocate in tutta la Regione Campania per protestare contro malfunzionamento e degrado del trasporto pubblico della società.
Ritardi, soppressioni e piccoli incidenti: una serie infinita di disagi del trasporto pubblico locale campano affidato alla Circumvesuviana, che riversa ormai sull’orlo del fallimento e che altro non è che la conseguenza di scelte scellerate e poco efficaci della politica regionale, e di come quest’ ultima abbia compromesso seriamente nella regione Campania quei servizi che fino a qualche anno fa venivano offerti in maniera, quantomeno, decente. 
"L’azienda Circumvesuviana, che fino allo scorso anno, prima di essere assorbita dalla società regionale Eav, ha gestito per oltre un secolo il trasporto ferroviario nell’intera provincia di Napoli, fino a garantire collegamenti con le province di Avellino, Salerno, e la Penisola Sorrentina, oggi paga il conto amaro dei drastici tagli alla spesa pubblica, di una ristrutturazione della classe dirigenziale troppo volte annunciata ma in realtà mai arrivata, ma soprattutto della negligenza di chi gestisce l’azienda, e predilige il proprio tornaconto personale e lo antepone alle esigenze del cittadino”. E’ quanto dichiara Ferdinando Raiola, coordinatore campano di CasaPound Italia. 
«La crisi dei trasporti parte da lontano, da quando la competenza è passata, con la legge del ’97 alle Regioni – continua Raiola - ; e la Regione è la centrale politica di chi ha amministrato anche i trasporti, facendolo, evidentemente, in maniera più che fallimentare. Per garantire le vecchie corse della Circumvesuviana (già abbondantemente ridotte rispetto agli anni passati e che ogni mese si riducono ad un numero giornaliero sempre minore) non possono più bastare quei pochi treni attualmente funzionanti e già vecchi di 30 anni. Le ditte che dovrebbero effettuare la manutenzione di questi ultimi non vengono pagate perché, inutile a dirsi, non vi sono fondi, cosa che non consente l’ordinaria manutenzione dei convogli, né l’acquisto e la sostituzione dei pezzi di ricambio, cosa che rende i piccoli incidenti sempre più frequenti. Si è sentito parlare addirittura di ‘cannibalizzazione’ dei treni fermi: per rimettere in sesto i vagoni, in sostanza, si è costretti a recuperare ricambi da altri treni fermi. Insomma, è proprio il caso di dire che la mancanza di fondi e i disagi corrono sullo stesso binario”. 
“Abbiamo messo in atto questa forma di protesta in numerose stazioni della Regione – prosegue Ferdinando Raiola - con il fine di sensibilizzare amministrazione regionale e la società Circumvesuviana sul dramma e sui disagi vissuti quotidianamente da migliaia di pendolari. A Napoli e provincia quelle interessate dalla protesta sono state Gianturco, Ponticelli, Poggioreale, Brusciano, Poggiomarino, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre Annunziata, Ottaviano, Pomigliano d'Arco, San Giuseppe Vesuviano, Sant'Anastasia, Terzigno, e Villa Visconti; in provincia di Salerno quelle di Sarno e Scafati; in provincia di Avellino Baiano; mentre in penisola sorrentina le stazioni sono state quelle di Sorrento, Sant'Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense. A nulla è sevito il decreto legge Sviluppo n. 83 approvato il 22 giugno 2012, emanato dal governo Monti, che aveva previsto la nomina di un commissario governativo ad acta con il compito specifico di elaborare un piano di rientro per azzerare un debito di circa 500 milioni di euro, e un piano dei pagamenti per dipendenti e manutenzione dei mezzi, da coprire con le risorse regionali disponibili in bilancio e, in più, con 200 milioni di euro da attingere dai fondi europei FAS (fondi per le aree sottosviluppate). E a nulla sono servite tutte le promesse fatte dai vertici dall’Ansaldo riguardo la consegna di nuovi treni. La situazione infatti non fa altro che peggiorare, giorno dopo giorno, e nel frattempo i disservizi e i malfunzionamenti della rete di trasporti, si ripercuotono su chi è che dovrebbe raggiungere dalla periferia napoletana il capoluogo per motivi di lavoro e di studio, ma anche su chi, nel periodo estivo, potrebbe utilizzare i trasporti pubblici per raggiungere le località balneari che abbondano sul litorale campano. E non è da meno neanche il problema che vivono quotidianamente i dipendenti EAV (che hanno già pagato l’esubero di quasi 200 persone nel biennio 2012/2013), che chiedono garanzie su corse, sicurezza e, nello stesso tempo, una buona efficienza aziendale, che finora è mancata e che ha portato allo sfascio i conti. Secondo alcune stime attendibili infatti dal 2007 al 2013 i pendolari campani sono diminuiti di circa un terzo, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, dove i viaggiatori sono aumentati, e le entrate legate alla vendita dei biglietti restano molto basse anche a causa dell’altissimo tasso di evasione (il 70/80% dei viaggiatori non paga il biglietto), altro nodo irrisolto e probabilmente anche sottovalutato, sia dai dirigenti aziendali che dai funzionari regionali”. 
Questa è solo la prima di numerose azioni di protesta che abbiamo in programma sulla questione Circumvesuviana – conclude Raiola -.; chiederemo anche un incontro con la dirigenza dell’ Ente Autonomo Volturno (EAV), che vi opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura che di impresa ferroviaria, per far ascoltare la nostra voce e quella dei cittadini ormai esausti e che non sono più disposti ad accettare le conseguenze di una mala gestione di una rete di trasporti che fino a dieci anni fa garantiva collegamenti ferroviari urbani e suburbanoi all'interno del quadrante orientale dell'area metropolitana di Napoli”.

Ufficio stampa CasaPound Campania     
mail   casapoundcampania@yahoo.it


PoggiorealePoggioreale
PonticelliPonticelli
San Giuseppe VesuvianoSan Giuseppe Vesuviano
OttavianoOttaviano
PoggiomarinoPoggiomarino
Porta NolanaPorta Nolana
BruscianoBrusciano
Pomigliano d'ArcoPomigliano d'Arco
Sant'AnastasiaSant'Anastasia
TerzignoTerzigno
Villa ViscontiVilla Visconti
PorticiPortici
ErcolanoErcolano
San Giorgio a CremanoSan Giorgio a Cremano
Torre AnnunziataTorre Annunziata
BaianoBaiano
ScafatiScafati
SarnoSarno

mercoledì 16 luglio 2014

Forlì: stop al degrado nel parco di piazza Petrarca, CasaPound ripulisce l’area verde

Forlì, 15 luglio – Stop al degrado nel parco di piazza Petrarca a Forlì: questa sera i volontari di CasaPound Italia hanno bonificato l’area verde, dando così una risposta concreta ai tanti cittadini che avevano denunciato il problema. "Abbiamo ripulito il parco di piazza Petrarca, dopo alcune segnalazioni ricevute dai residenti del quartiere che lamentavano il rischio rappresentato dalla presenza di siringhe usate e abbandonate nell'erba”, dichiara Massimiliano Lilliu, responsabile forlivese di Cpi, spiegando che “dopo la bonifica è stata anche allertata la Asl per lo smaltimento in sicurezza delle siringhe”. "Forlì viene dipinta come un'isola felice – osserva Lilliu - ma troppo spesso anche la nostra città si sta trovando costretta a confrontarsi con situazioni di degrado per chi vuole davvero vivere il quartiere e gli spazi comuni e non fomentare campagne d'odio e falsi allarmismi, come fanno invece coloro che occupano durante la settimana il parco in nome della 'chiacchierata antifascista contro CasaPound'". "Come sempre -conclude Lilliu - si vede la differenza tra chi opera nell'interesse della comunità e chi, invece, utilizza l'odio politico per fare proselitismo. A questi ultimi noi diciamo di cominciare ad occuparsi dei problemi concreti della città, mentre ai cittadini chiediamo di continuare a segnalarci le situazioni di degrado al fine di poter intervenire puntualmente".